Cagliari, Poetto e baretti.


Cagliari, spiaggia del Poetto con il "ripascimento"

Cagliari, spiaggia del Poetto con il “ripascimento”

anche su Il Manifesto Sardo (“Cagliari, Poetto e baretti“), n. 138, 16 gennaio 2013

 

 

Uno degli argomenti che nelle ultime settimane “agitano” il palcoscenico di provincia cagliaritano è certamente la vicenda dei “baretti”.

Per chiunque non viva nella “città del sole” potrà sembrare strano l’eccesso di clamore sulla vicenda.    E in buona parte è davvero curioso.

Sono una ventina i locali fra la strada litoranea e la spiaggia del Poetto, dove molti cagliaritani amano recarsi per vivere con maggiore intensità e frequenza la “loro” spiaggia, fin troppo maltrattata dallo squallido “ripascimento, da ristoranti abusivi, da rifiuti portati dalla maleducazione dei bagnanti.

Sono sorti, con autorizzazioni provvisorie e stagionali, nel 1987. E alla fine della stagione estiva 1987 dovevano esser smontati. 

Manco per sogno.  Sono stati ingranditi, sono comparsi cemento e infissi.

Sono rimasti permanentemente sul litorale fino all’aprile 2011, quando la gran parte sono stati rimossi.  Per parecchi anni i gestori hanno guadagnato su un bene ambientale pubblico al di fuori di ogni regola.

Cos’è accaduto recentemente?  Dopo ricorrenti polemiche, nel 2009 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari aveva avviato un procedimento penale per abusivismo edilizio sotto il profilo paesaggistico e sotto il profilo urbanistico.

Cagliari, Poetto, Torre spagnola

Cagliari, Poetto, Torre spagnola

Nonostante tutto, l’allora sindaco di Cagliari Emilio Floris aveva emanato (2010) un’ordinanza per evitare la rimozione dei “chioschi”, guadagnando sul campo una richiesta di rinvio a giudizio.

La spiaggia del Poetto, infatti, è tutelata con vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera a, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e con vincolo di conservazione integrale (art. 2, comma 1°, lettere a, g, della legge regionale n. 23/1993), ricade conseguentemente in area di tutela ambientale assoluta del piano paesaggistico regionale (è classificata “campi dunari e sistemi di spiaggia”, fra i beni paesaggistici ambientali ex art. 143 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) ed è individuata come zona “H” del vigente piano urbanistico comunale.

Dopo anni di inattività comunale in materia, l’attuale Amministrazione ha avviato le procedure di variante del piano urbanistico comunale di Cagliari – P.U.C. per l’individuazione delle c.d. spiagge urbane (Poetto, Giorgino) con le nuove zone urbanistiche “GHLn” (dove sarebbero autorizzabili piccole strutture permanenti a servizio della balneazione, fra cui chioschi) e per l’approvazione definitiva del piano di utilizzo dei litorali – P.U.L., già adottate rispettivamente con deliberazioni Consiglio comunale n. 75 e n. 76 del 31 ottobre 2012 e riguardo cui è stata avviata la procedura di valutazione ambientale strategica, attualmente in corso.

Nella primavera 2012 i “baretti” sono stati rinnovati con una tipologia unica, a parte due che – pur oggetto di analoghi provvedimenti di rimozione – hanno beneficiati di provvedimenti cautelari del T.A.R. Sardegna per motivazioni puramente formali.   A dicembre 2012 sono stati destinatari di ordinanze di rimozione in quanto sono stati autorizzati – e potevano essere autorizzati – soltanto quali strutture temporanee e precarie. Solo dopo l’approvazione del P.U.L. potranno esser realizzate strutture permanenti.

Cagliari, Poetto, baretti, tavola progettuale

Cagliari, Poetto, baretti, tavola progettuale

Il Sindaco Massimo Zedda e l’Assessore comunale all’urbanistica Paolo Frau ne hanno spiegato motivazioni e percorsi futuri con lettere aperte e interventi, ma invano.

Si è scatenata una vera e propria tempesta di polemiche, con ripetute prese di posizione per il mantenimento dei chioschi.   Sono intervenuti il Presidente della Regione Cappellacci, l’Assessore regionale dell’urbanistica Rassu e il suo capo di gabinetto Tavolacci, numerosi consiglieri comunali, alcuni fra i maggiori esponenti di S.E.L. (il partito del sindaco Zedda ha chiesto anche una norma di legge regionale transitoria), vari “esperti” di diritto amministrativo, giornalisti e chi più ne ha più ne metta.

La stessa maggioranza di centro-sinistra al Comune di Cagliari si è spaccata.

Per tenacia si sono distinti i Ballero: Benedetto, docente di diritto costituzionale presso l’Università di Cagliari, per l’occasione “ospitato” anche dal “collega” Andrea Pubusa, Francesco, appassionato difensore nell’aule del Consiglio comunale, e Stefano, secondo notizie stampa avvocato della maggior parte dei “baretti”.

Pareri autorevoli, ma non proprio disinteressati, pare.

Cagliari, spiaggia del Poetto, testimonianze della "civiltà"

Cagliari, spiaggia del Poetto, testimonianze della “civiltà”

Il “fronte pro baretti” argomenta fondamentalmente sulla proroga delle concessioni demaniali fino al 2015 stabilita dalla legge n. 25/2010, come riconosciuto anche dalla giurisprudenza amministrativa (Cons. Stato, sez. VI, 27 dicembre 2012, n. 6682). In estrema sintesi, a essa dovrebbero seguire proroghe urbanistiche e paesaggistiche ovvero nuovi atti autorizzativi.

Tesi suggestiva, ma, a mio parere, non tiene conto dell’assenza di qualsiasi automatismo fra concessioni demaniali e autorizzazioni urbanistiche e paesaggistiche, nonché dell’attuale situazione di abusivismo edilizio dei preesistenti chioschi, oggetto di procedimento penale in corso.  Allo stato attuale possono essere autorizzate solo opere precarie, temporanee ed effettivamente amovibili: un’eventuale “proroga” a qualsiasi titolo costituirebbe un modo per aggirare il requisito della temporaneità/precarietà del manufatto.

Ovviamente il rilascio di eventuali autorizzazioni con il presente quadro giuridico e sotto gli occhi della magistratura inquirente sarebbe a rischio e pericolo di amministratori e dirigenti comunali.

Dovrebbero far felici politici in campagna elettorale, avvocati, amministratori regionali (e già amministratori comunali cagliaritani inconcludenti sul punto), anime belle a prezzo delle loro responsabilità personali.

Il Poetto e Cagliari non hanno bisogno di quest’ennesima commedia di provincia: c’è bisogno invece di recupero della legalità e di norme per il recupero e la gestione corretta e ambientalmente sostenibile della spiaggia, autentico “pezzo” dell’identità cagliaritana.   E’ così difficile capirlo?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cagliari, Poetto, lavori ampliamento chiosco (2007)

Cagliari, Poetto, lavori ampliamento chiosco (2007)

(tavole progettuali “baretti”, foto S.D., archivio GrIG)

  1. gennaio 16, 2013 alle 11:33 am

    “Il Poetto e Cagliari non hanno bisogno di quest’ennesima commedia di provincia: c’è bisogno invece di recupero della legalità e di norme per il recupero e la gestione corretta e ambientalmente sostenibile della spiaggia, autentico “pezzo” dell’identità cagliaritana. E’ così difficile capirlo?”

    Gentile Deliperi,

    sì, è difficilissimo. Il concetto di legalità, dopo tanto berlusconismo, si è smarrito. Duole dire che anche a sinistra (pure quella “vera”) si fatica a capirlo.
    Nel suo post, del tutto condivisibile, apprezzo la sottolineatura di quel “palcoscenico di provincia”. Se realizzassimo più spesso di vivere in un luogo remoto (e non è una colpa, piuttosto una constatazione) potremmo ragionare con maggiore serenità e costrutto.
    Però sono pessimista, tra Atlantide e il Lirico. Come dire tra la Via Emilia e il Sardistan (con buona pace dei ricci).
    Cordialmente,

    • gennaio 17, 2013 alle 3:09 pm

      penso che il ritorno al rispetto della legalità sia l’unica possibilità che abbiamo per avere un minimo di decenza nella gestione della “cosa pubblica”. Forse non sono così poche le persone che la pensano nello stesso modo. 😉

      Stefano Deliperi

  2. Juri
    gennaio 16, 2013 alle 12:56 pm

    Non c’è che dire, davvero un raffinato ragionamento, quello dei fautori della legalità a geometria variabile. Nell’area di spiaggia ci sono vincoli urbanistici e paesaggistici che non permettono nuove volumetrie? Benissimo, ai chioschetti si dia l’etichetta formale di strutture precarie e temporanee, così la forma è salva, è sufficiente una semplice autorizzazione edilizia e ci si libera di tutte quelle seccature chiamate computo delle volumetrie e disposizioni del PPR. Sarebbe poi però antipatico che anche nei fatti il presupposto che ha permesso di derogare ai vincoli venisse rispettato. Del resto le leggi non sono fatte per essere aggirate? E allora che si fa? Molto semplice: si faccia pieno uso del mitico istituto della proroga (cosa l’hanno inventato a fare perdinci?). Basterà produrne in serie, una via l’altra e come per magia le strutture dichiarate temporanee quando c’era da incassare le autorizzazioni, diventano perenni quando c’è da incassare il fatturato e lucrare su un bene pubblico.
    Del resto, se questo giochino è andato avanti dal 1987 al 2011, perché mai questa Amministrazione deve ora porsi tutti questi problemi?

    p.s: per quale motivo tutti quei cittadini onesti che invece rispettano il vincolo di temporaneità e le loro strutture le smontano non dovrebbero sentirsi poderosamente presi i fondelli assistendo a una campagna pro a-legalità di questo tenore e dimensioni?
    Chiederò al prof. Ballero, sicuramente lui una risposta ce l’avrà.

  3. francesco
    gennaio 16, 2013 alle 4:15 pm

    Complimenti Deliperi per il suo post, per la chiarezza e la sintesi fatta. Ma soprattutto complimenti per il richiamo al bisogno legalità.
    Con tutte le pezze e gli accrocchi con le quali ci hanno quasi assuefatto in tutti questi anni, il dubbio ha preso il sopravvento con i suoi “forse”, “chissà”, “magari”…anche a sinistra. Purtroppo, anche da quelle parti, in nome del “buon senso”, per salvare il Poetto dall’abbandono, per salvare i posti di lavoro, si è fatta forte la tentazione di appoggiare il ricorso all’ennesima proroga. In barba alla legalità.
    In tutta questa vicenda credo che il Sindaco e l’amministrazione stiano lavorando bene. Dovrebbero convincersene anche loro, e magari farsi sentire un po’ di più.

  4. gennaio 18, 2013 alle 10:10 pm

    da CagliariPad, 18 gennaio 2013
    Baretti. Nulla di fatto: a vuoto il primo vertice in Prefettura. Il commento del sindaco Zedda:”Difficile trovare una soluzione a norma di legge, ma restiamo aperti al dialogo”. Nel frattempo si studieranno nuovi documenti. (Andrea Deidda): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=962

    da L’Unione Sarda on line, 18 gennaio 2013
    Poetto, i baretti per ora restano chiusi. Il vertice in Prefettura non dà soluzioni: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/301635

  5. gennaio 19, 2013 alle 11:37 am

    da La Nuova Sardegna, 19 gennaio 2013
    POETTO. Baretti, la strada del compromesso. Riunione interlocutoria: al vaglio la possibilità di tenerli chiusi fino a marzo senza demolirli.

    CAGLIARI. Apertura no, rimozione nemmeno. Per i baretti si cerca una soluzione che salvi il salvabile: niente caffè, panini o bibite sino alla prossima autorizzazione stagionale che potrebbe partire da marzo. Dovrebbero rimane chiusi e recintati, insomma. Ma in piedi: l’obiettivo è quello di evitare di buttare trenta-quarantamila euro per togliere i manufatti. E poi risistemarli magari qualche giorno dopo una volta ottenuto il via libera dal Municipio. Una soluzione esposta ieri in tarda mattinata al prefetto di Cagliari Alessio Giuffrida nel corso di un incontro, durato circa un’ora e mezzo, al quale hanno partecipato i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti. Il secondo round è partito alle 17.30 quando lo stesso prefetto ha incontrato tutte le istituzioni che possono dire la loro per trovare uno spiraglio per i gestori dei tredici chioschetti. C’erano anche il Comune (il sindaco Massimo Zedda e l’assessore all’Ambiente Paolo Frau) e la Regione. La riunione in Prefettura si è chiusa poco prima delle 20. Non è arrivato per ora il sì che gli operatori si aspettavano. Ma c’è qualche speranza per lunedì quando alcuni dei partecipanti al tavolo di ieri pomeriggio si riuniranno ancora una volta per vedere meglio documenti e leggi. E magari dare una risposta. La speranza è riposta in un decreto della Regione del 2006 che consentirebbe, in presenza di certe condizioni, ai baretti di rimanere in piedi. Anche se chiusi al pubblico. In mattinata il prefetto aveva voluto sentire i rappresentanti dei commercianti per avere un quadro della situazione e ricevere suggerimenti e proposte. Giuffrida ha ascoltato attentamente il “riassunto delle puntate precedenti”. Poi l’incontro con tutti soggetti istituzionali coinvolti e in grado di fornire un aiuto a sbrogliare la matassa. La prossima settimana sarà dunque decisiva: lunedì il probabile verdetto per la possibile salvezza. Anche se poi bisognerà attendere la conferenza di servizi. Poi la corsa verso il Pul, la vera soluzione della questione Poetto con alcuni appuntamenti decisivi per chiudere la fase della “pubblicazione”. Si comincia il 23 gennaio alla sala polifunzionale del Parco di Monteclaro. il giorno dopo é in programma, questa volta al Search, il sottopiano del Palazzo civico, un incontro con il “pubblico interessato”. E quindi con soggetti che subiscono o che possono subire gli effetti delle procedure decisionali in materia ambientale, le rappresentanze sindacali, specifiche associazioni e categorie di settore. Ultima tappa, sempre al Search, il 25 gennaio.

  6. gennaio 23, 2013 alle 2:53 pm

    avessero speso una parola per la scandalosa vicenda dell’abusivismo edilizio e delle mancate demolizioni…

    da La Nuova Sardegna, 23 gennaio 2013
    Baretti, proposta di legge di Sel per evitare la rimozione: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20130123084004.pdf

    da CagliariPad, 22 gennaio 2013
    Sel, proposta in Regione per salvare i baretti: proroga di 18 mesi aspettando il Pul. Concessioni e autorizzazioni paesaggistiche per le strutture turistiche, chioschi compresi. La replica di Serra: “Lo abbiamo ribadito in Prefettura: bastano provvedimenti di carattere amministrativo a carico del Comune”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=999

  7. gennaio 23, 2013 alle 6:58 pm

    da CagliariPad, 23 gennaio 2013
    Pul, bordate da Capitaneria e Demanio contro il piano del Comune.
    Presentato oggi agli enti locali il Piano di utilizzo del litorale. Nel miniro la pianificazione su Giorgino e Villaggio dei pescatori (di competenza dell’Autorità portuale) e sugli stabilimenti balneari militari: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1004

  8. gennaio 27, 2013 alle 11:25 pm

    è facile dare soluzioni sulla pelle altrui.

    da CagliariPad, 27 gennaio 2013
    Ecco l’idea salva-baretti della Regione, spuntano i verbali del vertice in Prefettura.
    Gli uffici regionali propongono “l’accertamento di compatibilità” per garantire la permanenza dei chioschetti sulla spiaggia fino al 31 dicembre 2013, data prevista per l’approvazione del pul. Gli uffici comunali stanno esaminando il piano. (Ennio Neri): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1042

    • Juri
      gennaio 27, 2013 alle 11:58 pm

      Il solito filone “dottrinale” – tanto apprezzato nella nostra Isola – delle strutture temporanee ma permanenti, previo aggiustamento, al suo scadere, del “termine ultimo” di permanenza delle stesse. Una sorta di teorizzazione del gioco delle carte giuridico.
      Il TAR, il Consiglio di Stato e la Procura pare non vogliano minimamente aderirvi, a questa brillante e furbissima “dottrina” ma per gli illustri fautori del “temporaneo-permanente” sembra non essere un problema. Tanto la firma ce la deve mettere qualcun altro.

  9. gennaio 29, 2013 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 29 gennaio 2013
    Da Sel e Pd in Consiglio regionale. Appello per i baretti: «Subito la legge o interventi adeguati»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20130129085531.pdf

  10. gennaio 30, 2013 alle 2:52 pm

    dal sito istituzionale web della Regione autonoma della Sardegna, 29 gennaio 2013
    Pul – Giunta approva modifiche a direttive generali pianificazione.
    Approvate dalla Giunta le nuove direttive generali e di pianificazione per la redazione del Piano di Utilizzo dei litorali (PUL) con finalità turistico ricreativa e l’esercizio di funzioni amministrative in materia di demanio marittimo: http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7874

    da L’Unione Sarda, 30 gennaio 2013
    «La salvezza dei chioschi dipende solo dal sindaco»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20130130091133.pdf

    Giunta regionale. Nuove regole per i Pul: per il sì proroga a fine dicembre. Concessioni valide sino al 2020: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20130130091103.pdf

  11. febbraio 1, 2013 alle 3:00 pm

    da La Nuova Sardegna, 1 febbraio 2013
    POETTO » ARRIVA L’ULTIMATUM. Baretti, non c’è scampo: demolizione inevitabile. Termine scaduto per lo smontaggio delle strutture provvisorie sulla spiaggia. Chi ignorerà l’ordinanza comunale andrà incontro a un procedimento penale. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Il termine per la demolizione dei baretti provvisori è scaduto. Tempo ventiquattr’ore e la Procura aprirà un nuovo fascicolo per violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche, oltre che per occupazione illegale di area demaniale. Non c’è scampo: l’attuale è una situazione fotocopia di quella di quattr’anni fa, che ha portato diciannove titolari dei chioschetti abusivi in tribunale: il 6 febbraio il pm Gaetano Porcu farà le sue richieste di pena ai giudici della seconda sezione. Ma c’è dell’altro: il mancato rispetto dell’ordinanza comunale potrebbe costare carissimo ai gestori dei chioschi, la prima conseguenza è la perdita della concessione demaniale. Senza quella, non potranno sperare di mantenere in vita le loro attività commerciali neppure quando sarà in vigore il nuovo piano di utilizzo del litorale. Sul piano legale la situazione è questa, era chiarissima fin dall’inizio, nessun atto amministrativo può cambiarla e i tentativi della Regione di modificare le regole a gioco ormai concluso non possono pesare sulle decisioni della Procura. Le ragioni sono conosciute da tempo: l’amministrazione Zedda ha ereditato una situazione vecchia di decenni e non ha alcuna possibilità legale di intervento. L’ex sindaco Emilio Floris – che due anni fa ha provato a salvare i chioschi con un’ordinanza a dir poco spericolata – dovrà risponderne presto in tribunale. Se dal municipio dovessero partire iniziative dello stesso tipo il rischio sarebbe lo stesso. Questo dovrebbe rendere chiaro lo stato delle cose anche a chi in questi mesi ha cercato, per ragioni comprensibili, di non cogliere quanto è apparso evidente a chiunque abbia assunto informazioni precise. Ora quindi si tratta semplicemente di capire se i titolari dei baretti sceglieranno di andare incontro a un nuovo procedimento penale o preferiranno allinearsi alle norme, rispettando gli impegni assunti a suo tempo: smontare le strutture in legno alla fine della stagione. E’ una questione di ore, gli uffici comunali hanno fatto sino in fondo il proprio dovere, non resta che attendere l’avvio dei lavori di smontaggio. A breve toccherà anche all’Emerson, la gigantesca struttura in gran parte abusiva per la quale è partita una nuova iniziativa di demolizione. Finora si è salvata soltanto per ragioni formali.

    E l’ex sindaco finisce in tribunale. Abuso d’ufficio e falso per Floris che provò a salvare i chioschi: udienza il 28.

    CAGLIARI. Emilio Floris pagherà il tentativo di salvare i baretti del Poetto dall’inevitabile demolizione con un procedimento penale: accusato di concorso in abuso d’ufficio e falso in atti pubblici l’ex sindaco dovrà presentarsi il 28 febbraio davanti al gup Giampaolo Casula insieme all’ex segretario generale del Comune Pietro Cadau. Il 14 maggio 2011, pochi giorni prima delle elezioni amministrative, Floris firmò un’ordinanza destinata nelle intenzioni a sospendere fino al 30 settembre il provvedimento di demolizione emesso dal servizio edilizia privata del Comune. Per il sindaco abbattere i chioschi abusivi con l’estate alle porte avrebbe provocato rischi per la sicurezza dei bagnanti. La decisione venne accolta con favore dai venti titolari delle strutture illegali, felici di concludere la stagione commerciale. Un po’ meno dalla Procura che aprì un fascicolo e chiamò al terzo piano del palazzo di giustizia dirigenti e funzionari comunali. Le ragioni alla base dell’ordinanza Floris apparivano azzardate e infatti dopo qualche mese di istruttoria il pm Gaetano Porcu chiuse l’inchiesta formalizzando le accuse. Per il magistrato quell’ordinanza era fondata «sul falso presupposto di una situazione di grave criticità» e di conseguenza procurò «un ingiusto vantaggio patrimoniale ai gestori dei chioschi» che grazie all’omaggio arrivato dal municipio poterono proseguire l’attività «sino al termine della successiva stagione estiva». C’è di più: secondo la richiesta di rinvio a giudizio Floris e Cadau avrebbero «attestato falsamente» che tutti i partecipanti alla conferenza dei servizi convocata per il 18 aprile si erano dichiarati d’accordo sull’opportunità di sospendere le demolizioni, mentre in realtà «erano stati solo chiesti pareri tecnici» e nel verbale non si era dato atto «delle ferme perplessità manifestate dai dirigenti del servizio edilizia privata». Floris sarà difeso dall’avvocato Rita Dedola, Cadau dall’avvocato Michele Schirò.

    IL COMUNE. «Le sentenze sono chiare, ordinanza da rispettare». (Stefano Ambu)

    CAGLIARI. La linea della Procura nell’inchiesta giá avviata e le sentenze della Cassazione, del Consiglio di Stato e del Tar. Sono le basi su cui si fonda la risposta del Comune alla nota della Regione presentata durante il tavolo convocato in Prefettura venerdì scorso: «E’ chiaro che disattendere la suddetta linea – spiega il documento depositato ieri mattina in Prefettura – rilasciando provvedimenti amministrativi ritenuti illegittimi dai magistrati porterebbe con certezza assoluta a dover rispondere dei conseguenti reati». Altro passaggio: «Si evidenzia – si legge ancora nella nota – che i manufatti, non avendo il carattere di precarietà e temporaneità, sono a tutti gli effetti volumi urbanistici per i quali non risulta rispettato l’indice di edificabilità territoriale delle zone H fissato dal piano urbanistico comunale e dalle norme regionali sovraordinate pari a 0,001 mc/mq». I titolari dei baretti hanno comunque presentato una richiesta agli uffici dell’urbanistica per l’accertamento di compatibilità. Un tentativo estremo di prendere tempo, di fermare l’inevitabile intervento di demolizione che la nota del Comune diffusa ieri pomeriggio conferma senza possibilità di ulteriori deroghe e rinvii.

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    da L’Unione Sarda, 1 febbraio 2013
    No al piano, baretti da smontare. (Piercarlo Cicero): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/68430_No_al_piano_baretti_da_smontare.pdf

    Per salvare i chioschi. L’ultima carta: «Una verifica paesaggistica»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20130201085935.pdf

    Uras (Sel): “Approvare la legge salva-chioschi”: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/68431_Uras_%28Sel%29_Approvare_la_legge_salva-chioschi.pdf

  12. febbraio 3, 2013 alle 11:26 am

    qui la relazione tecnica del Comune di Cagliari (1 febbraio 2013): http://www.comunecagliarinews.it/public/biz_editor/File/news/0008295/riscontro_prefettura_nota_regione.pdf

    da L’Unione Sarda on line, 3 febbraio 2013
    Poetto, i gestori non smontano i chioschi. Zedda: “E’ un sacrificio, ma necessario”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/303205

  13. febbraio 4, 2013 alle 2:43 pm

    e nemmeno una parola sull’abusivismo edilizio.

    da CagliariPad, 4 febbraio 2013
    Regione, una legge salva-baretti d’urgenza: “Proroga al 2015”.
    I consiglieri del centrosinistra presentano la loro proposta per tenere in piedi i chioschi: autorizzazioni paesaggistiche ed edilizie per gli stabilimenti nelle spiagge per altri due anni. (Andrea Deidda): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1129

    • febbraio 4, 2013 alle 5:01 pm

      bambini dispettosi.

      da L’Unione Sarda on line, 4 febbraio 2013
      Poetto, Pd-Sel: “Ecco legge salvabaretti”. Cappellacci: “Inutile, norme ci sono già”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/303410

      • febbraio 5, 2013 alle 2:57 pm

        è proprio una commedia di provincia.

        da L’Unione Sarda, 5 febbraio 2013
        L’ex sindaco dal giudice per la delibera salva-chioschi: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20130205083405.pdf

        Consiglio regionale diviso, dicile l’intesa per evitare lo smontaggio. Baretti, scontro politico. Sel-Pd: «Sì alla legge». Cappellacci: «C’è già»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20130205083327.pdf

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        da Sardegna Quotidiano, 5 febbraio 2013
        P O E T TO. Lite sulla salva-chioschi, il Comune insiste: tutti giù: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20130205080412.pdf

        I NODI. Istituzioni contrapposte e gestori senza certezze: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20130205080537.pdf

        LU N G O M A R E. Otto chilometri di ruderi e guai: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20130205080636.pdf

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        da La Nuova Sardegna, 5 febbraio 2013
        Baretti, da Sel e Pd leggina per salvare i chioschi abusivi.
        Ma dalla Regione si ribatte: «Il Comune può graziarli già con le attuali norme». Da oggi possono scattare le denunce. (Stefano Ambu)

        CAGLIARI. Un salvagente dal Consiglio regionale per evitare l’operazione smonta-rimonta (e poi rismonta) chioschetti al Poetto. Una norma veloce, da approvare quasi al volo, che proroghi le autorizzazioni demaniali anche in deroga degli strumenti urbanistici vigenti. E’ quanto previsto nella proposta di legge, primo firmatario Luciano Uras (Sel), presentata dai consiglieri del gruppo misto e da Chicco Porcu (Pd). Più che un salvagente un ponte che consenta ai gestori di attraversare il mare in tempesta in attesa dell’adeguamento al Ppr dei piani urbanistici comunali e del piano del piano di utilizzo del litorale. Per Cagliari c’è di mezzo anche la variante al Puc con la creazione della sottozona Gh2 che consentirà ai baretti di stare dove sono per dodici mesi. Per ora non c’è traccia di demolizione: nel fine settimana si era sparsa la voce che qualche gestore, dopo la risposta del Comune alla Prefettura che confermava l’impossibilità normativa da parte del Municipio di concedere autorizzazioni o proroghe, si fosse ormai convinto a smontare i manufatti secondo quanto richiesto dall’amministrazione. Ma ieri mattina lo scenario al Poetto era lo stesso delle settimane scorse: baretti chiusi e sigillati, ma nessun operaio al lavoro. La speranza dei titolari dei baretti rimane dunque riposta, per il momento, sulla richiesta di accertamento di compatibilità. In attesa che possa cambiare qualcosa. Magari proprio con la legge proposta ieri. La norma, illustrata da Uras e Porcu, prevede che i Comuni dove sono state avviate le procedure per il Puc e il Pul, previa valutazione ambientale e d’intesa con la Giunta regionale, siano autorizzati a concedere le autorizzazioni ai chioschi e alle strutture balneari. Per Uras si tratterebbe di un “atto di giustizia”. Assurdo, secondo l’esponente di Sel che i baretti vengano rimossi per poi essere rimontati nel giro di poche settimane e venire ancora rimossi alla fine della stagione balneare. «L’autorizzazione – ha spiegato Uras – dovrebbe essere concessa anche in deroga fino all’approvazione dei nuovi Pul entro il dicembre 2015». La proposta di legge, secondo Porcu, «è un atto di buon senso». Il consigliere regionale del Pd, nel ricordare i disagi subiti dai gestori dei chioschi anche per la vicenda dell’amianto, ha rimarcato come la proposta di legge «tagli definitivamente la testa al toro risolvendo problemi economici, aiutando i concessionari dei chioschi e tutelando l’ambiente che risentirebbe di continui montaggi e smontaggi». Dalla Regione viene ribadito il messaggio: “La questione relativa ai chioschi del Poetto – ha dichiarato il portavoce di Cappellacci – può essere risolta con gli strumenti offerti dalle norme vigenti nella loro formulazione attuale». «Ci dispiace che la Regione non voglia definire una normabipartisan. Cappellacci preferisce la polemica ad una soluzione trasparente di un problema reale che, giustamente, il sindaco di Cagliari ha posto all’attenzione. Ora sui baretti incombe l’incubo degli atti, possibili a ore della polizia giudiziaria che potrebbe fare i verbali a seguito di accertamento di abusivismo. A quel punto le aree sarebbero sigillate e i titolari, automaticamente indagati, perderebbero titolo per le future concessioni.

  14. febbraio 6, 2013 alle 6:05 pm

    da CagliariPad, 6 febbraio 2013
    Abusi edilizi al Poetto, il pm chiede le condanne per i gestori dei baretti.
    Il pubblico ministero Gaetano Porcu ha chiesto condanne da un anno e sei mesi a 2 mesi di reclusione per 18 titolari dei chioschi finiti a processo per le presunte costruzioni illecite sulla spiaggia: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1158

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    da L’Unione Sarda on line, 6 febbraio 2013
    Poetto, abusi edilizi sui chioschetti. Il pubblico ministero chiede 19 condanne: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/303690

    • febbraio 7, 2013 alle 2:55 pm

      da Sardegna Quotidiano, 7 febbraio 2013
      Chioschi Il pm: condannate tutti i gestori. (Maddalena Brunetti): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130207085502.pdf

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      da La Nuova Sardegna, 7 febbraio 2013
      I baretti abusivi al Poetto: il pm chiede 19 condanne.
      Reati urbanistici, violazione delle norme paesaggistiche e occupazione illegale di suolo pubblico in area demaniale. Pene fino a un anno e mezzo di reclusione. (Mauro Lissia)

      CAGLIARI. Gli abusi edilizi sono inconfutabili, la violazione delle norme paesaggistiche è chiara e con la costruzione dei baretti è stato occupato illegalmente il suolo pubblico in area demaniale: con un intervento di quarantacinque minuti il pm Gaetano Porcu ha chiesto la condanna di tutti i diciannove titolari dei diciassette chioschi per ragioni insondabili finiti negli ultimi mesi al centro dell’interesse politico e difesi a oltranza dalla Regione malgrado il loro stato di imputati per gravi reati urbanistici e paesaggistici. Porcu ha rispettato sino in fondo la linea della Procura: al Poetto era tutto fuorilegge, le concessioni erano scadute dal 1987, chi ha sbagliato paghi e si occupi direttamente del ripristino dei luoghi. Senza alcuna distinzione, perchè a giudizio del magistrato le decisioni del Tar, che alcuni sbandierano, sono legate soltanto a ragioni formali e mai hanno smentito il dato fondamentale: si trattava di abusi, poi in gran parte cancellati con la demolizione ed ora ritornati in piedi per andare incontro a un nuovo intervento della Procura. Chi pensava a richieste morbide, dal valore simbolico, è stato seccamente smentito: il pubblico ministero ha chiesto pene che vanno da un minimo di due mesi d’arresto a un anno e mezzo di reclusione, perché alla concessione automatica delle attenuanti generiche si è contrapposta la continuazione del reato. Le differenze tra i vari imputati dipendono dalle contestazioni, alcuni per il pm non sono colpevoli della violazione paesaggistica. Vediamo le richieste nel dettaglio: il pm ha chiesto un anno per Maurizio Cabras (Fico d’India), un anno e due mesi per Anna Frongia (Il Nilo), un anno e due mesi per Maria Assunta Cabras (Palm beatch), un anno per Antonio Congera (Capolinea), un anno e due mesi per Maurizio Marongiu (Twist bar), un anno e due mesi per Giovanni Cogoni (Sella del diavolo), un anno per Piero Marci (Il miraggio), un anno e due mesi per Luigi Lampis (Dolce vita), un anno e tre mesi per Cinzia Erriu (Corto Maltese), un anno per Alessandro Murgia (Emerson), un anno e sei mesi per Maria Giovanna Cossu (Golden beach), un anno e due mesi per Sandro Angioni e Donata Ledda (Zen), un anno per Luciano Spiga (L’Oasi), un anno per Pierluigi Atzori (Aramacao), due mesi di arresto per Santina ed Eliseo Carta (Lanterna Rossa), un anno e due mesi per Walter Casula (Calippo), dieci mesi per Sandro Angioni (Le Palmette). La discussione andrà avanti il 19 febbraio, quando davanti al giudice Massimo Poddighe parleranno i difensori, gli avvocati Matteo Pinna ed Emanuele Foddis. Pochi giorni dopo parlerà l’avvocato Massimiliano Ravenna e poi la sentenza.

  15. febbraio 8, 2013 alle 2:53 pm

    la commedia continua.

    da Sardegna Quotidiano, 8 febbraio 2013
    Poetto. La salva-chioschi del Pdl «Zedda non sia Don Abbondio»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130208084024.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 8 febbraio 2013
    POETTO » ULTIMI TENTATIVI. Baretti, la soluzione viene da Castiadas.
    Proposta di deliberazione del consiglio comunale avanzata dal Pdl: «Ci sono due sentenze del tribunale su casi simili». (Stefano Ambu)

    CAGLIARI. La soluzione della questione Poetto e chioschetti? In riva al mare, ma a Castiadas. È una delle indicazioni della proposta di deliberazione del Consiglio Comunale per tenere in piedi i baretti nella spiaggia dei Centomila. La proposta arriva dal gruppo consiliare del Pdl: si tratta di una interpretazione dell’articolo 30 delle norme di attuazione del Piano urbanistico comunale. Cosa c’entra il Sarrabus? É l’ultima novità. Con due sentenze del tribunale di Cagliari che finora non erano entrate in campo nella “partita” in spiaggia sul futuro dei manufatti in legno. «Ci sono – ha detto Giuseppe Farris, capogruppo del Pdl – due decisioni su casi simili a quelli del Poetto: due giudici diversi hanno dato ragione agli esercenti di Castiadas». Secondo l’amministrazione di Cagliari le leggi, ora come ora, non consentono ai baretti di restare devono sono: demolizione dolorosa, ma inevitabile per il Municipio. I dirigenti lo avevano ribadito anche in una comunicazione inviata alla Prefettura in risposta a una proposta della Regione. Di diverso avviso il Pdl. «Noi crediamo che il quadro normativo attuale – ha detto il capogruppo Giuseppe Farris – consenta di tenere in piedi i chioschetti. Vogliamo togliere gli alibi alla giunta Zedda: l’arroccamento ci costringe ad un ulteriore passo avanti». La proposta cita determinazioni, delibere e decreti della Regione. Ma aggiunge anche le due sentenze. L’interpretazione, se accettata dal Consiglio che sarà chiamato al voto, secondo i proponenti, potrebbe consentire il rilascio delle autorizzazioni fino alla data di approvazione del Piano di utilizzo dei litorali. Alla illustrazione della proposta nella sede di via Roma del Pdl erano presenti molti dei gestori dei chioschetti: i commercianti hanno presentato nei giorni scorsi una richiesta di accertamento di compatibilità dei manufatti e attendono una risposta del Comune. Ieri qualcuno di loro ha chiesto informazioni su tempi e procedure. «Chiediamo – ha detto Farris – il coinvolgimento di tutti i consiglieri: non ci può essere una battaglia di casacche su un problema come questo». Opposizione all’attacco: «Il sindaco – ha detto il consigliere Pdl Stefano Schirru – rimanda tutto alla regione e non intende assumere delle decisioni. A volte é importante assumersi delle responsabilità. In questo caso c’é di mezzo l’interesse delle attività commerciali e dello sviluppo turistico della città». Un problema anche dal punto di vista occupazionale secondo il consigliere Anselmo Piras: «In caso di demolizione – ha detto – gli esercenti dovranno spendere 15mila euro. E, siccome non cercheranno di recuperare i soldi rifacendosi sui clienti, é evidente che magari, per la prossima stagione, assumeranno magari una persona in meno». Il consigliere Maurizio Porcelli ha esteso l’offensiva anche ad altri fronti: «Sognavamo una città aperta – ha detto – e invece é tutto chiuso: il caso dei baretti, ormai, lo conoscono anche in giro per l’Italia». Una situazione in continua evoluzione. Proprio nei giorni scorsi era partita, questa volta dai consiglieri regionali di Sel e Pd, una proposta per una legge che consenta ai baretti di rimanere in piedi.

  16. febbraio 12, 2013 alle 2:51 pm

    A.N.S.A., 12 febbraio 2013
    Poetto: decreto Regione salva baretti. Comuni potranno concedere conformita’ sino al 31 dicembre 2013: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/02/12/Poetto-decreto-Regione-salva-baretti_8232754.html

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    da L’Unione Sarda on line, 12 febbraio 2013
    La Regione salva i baretti. Al Poetto niente rimozioni: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/304326

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    da CagliariPad, 12 febbraio 2013
    Cappellacci: ecco il decreto salva chioschi.
    Dalla Regione arriva un provvedimento su misura per i baretti del Poetto: “Fino all’approvazione del Pul non costituiscono nuove costruzioni”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1228

  17. febbraio 13, 2013 alle 2:47 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 febbraio 2013
    IL CASO POETTO »LA BATTAGLIA CONTINUA. La Regione prova a salvare i baretti. Decreto assessoriale per evitare la demolizione, ma la Procura attende gli accertamenti per disporre il sequestro. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Elettorale o no, il decreto assessoriale che dovrebbe tenere in vita i baretti del Poetto avrà probabilmente l’effetto di un boomerang. La linea della Procura infatti non è cambiata e non cambierà, all’arrivo dei verbali di accertamento elaborati dagli uffici comunali partiranno i provvedimenti. Si parla di sequestro giudiziario, di certo il pm Gaetano Porcu chiederà la decadenza dalla concessione demaniale. Come dire che i titolari dei chioschi, già sotto processo in tribunale, finiranno ancora una volta davanti al giudice e perderanno anche il diritto di continuare a lavorare nel luogo dove finora si sono mossi – secondo la Procura – ben oltre i confini della legalità. Ma vediamo che cosa prevede questo salvagente bucato che la Regione ha lanciato sulla spiaggia della città. Secondo l’assessore all’urbanistica Nicola Rassu i chioschi del Poetto sono da considerare «diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee, non costituiscono nuova costruzione e non determinano volumi edilizi permanenti». Il provvedimento, illustrato ieri dal presidente Ugo Cappellacci insieme a Rassu e al titolare dell’ambiente Andrea Biancareddu, richiama un decreto del 2008 firmato dall’allora assessore all’urbanistica Gian Valerio Sanna, il testo unico dell’edilizia del 2001 e la delibera del mese scorso che fissa al 31 dicembre 2013 il termine ultimo per la predisposizione del piano urbanistico del litorale. Ha detto Cappellacci: «Abbiamo avuto una serie di incontri tecnici con il Comune di Cagliari, ma non c’é stata finora la volontà politica di trovare una soluzione. Con questo atto – ha aggiunto – ribadiamo la strada già tracciata con il decreto del 2008, che ha risolto un caso simile a Castadias, con un atto interpretativo per il rilascio della conformità urbanistica». Per l’assessore Rassu, non c’é nulla di nuovo: «Pensiamo – ha detto – di aver tolto al Comune ogni incertezza sulla questione». Il decreto, secondo l’interpretazione della Procura, non tiene conto della giurisprudenza consolidata, in base alla quale la temporaneità coincide con la stagionalità e qualsiasi manufatto costituisce volumetria. Per superare il problema non basta dunque un decreto, ma si dovrebbe modificare il piano urbanistico comunale – che in zona h, quella dei chioschi, non prevede nuovi volumi – e il piano paesaggistico regionale. Chiunque si affiderà a questo provvedimento regionale perderà rischia dunque di perdere la concessione e dovrà comunque smontare, per poi affrontare le conseguenze penali. Se gli uffici del Comune non seguiranno la linea della magistratura rischieranno a loro volta il tribunale. Resta, in questa vicenda, lo stupore per l’incredibile impegno profuso dalla Regione nel cercare di risolvere un problema marginale: l’economia sarda è allo stremo, ma il governo regionale trova il tempo e le energie per occuparsi direttamente dei chioschi-bar del Poetto, come se i panini in spiaggia fossero una priorità di Cagliari. Nessun interesse apparente invece per le condizioni della spiaggia, devastata dal ripascimento compiuto dalla Provincia di centrodestra. La battaglia continua: ora, bene o male, i titolari dei chioschi hanno una nuova freccia al loro arco, se non altro per motivare altri ricorsi. Nel frattempo arriverà la sentenza del tribunale: la Procura ha chiesto 17 condanne.

    Il Comune. Frau: «Vedremo se il decreto servirà a sanare la situazione». (Stefano Ambu)

    CAGLIARI Un passo avanti, ma prima di esprimere il verdetto definitivo il Comune aspetta ancora, vuole capire meglio: «Il decreto della Regione é sicuramente un passo avanti per la questione chioschetti perché affronta il cuore del problema, quello urbanistico. E c’è una novitá importante per quanto riguarda i limiti temporali che prima parlavano di approvazione del Pul: ora c’é una data certa. Ma é un documento che va analizzato con estrema attenzione – avverte Paolo Frau, l’assessore comunale all’urbanistica – offre soluzioni per il futuro, ma va verificato e lo dico con tutta la nostra volontà di trovare una soluzione, se questo decreto possa avere incidenza sulle situazioni in atto». Frau ha risposto un’interrogazione urgente presentata in apertura di seduta del consiglio comunale dal capogruppo del Pdl Giuseppe Farris. La richiesta era chiara: quali saranno ora le determinazioni dell’amministrazione? «Questo documento – ha detto Frau- dimostra una volta per tutte che, con la normativa vigente, era impossibile assentire a quello che non era possibile assentire. Abbiamo iniziato a lavorare subito su questo decreto, il nostro desiderio é trovare una soluzione legittima per noi e per tutti coloro che lavorano in quelle attività». Dall’aula del Consiglio comunale era arrivata qualche settimana fa la richiesta di convocare un tavolo in prefettura per trovare una soluzione che consentisse ai baretti di rimanere in piedi. Tentativo inutile: il Comune aveva ribadito in una nota inviata a palazzo Viceregio in risposta alla Regione che, con la normativa vigente, non era possibile trovare una soluzione. Poi la novità del decreto presentato ieri mattina dall’assessore regionale all’urbanistica Nicola Rassu. Resta il problema di convincere la Procura della Repubblica, compito che si annuncia chiaramente piuttosto arduo.

    I COMMENTI. I sindacati dei commercianti: «Ora Zedda non ha più alibi».

    CAGLIARI C’è Grande soddisfazione per il decreto Rassu da parte del Sindacato italiano Balneari (Sib) della Confcommercio Sardegna: «Il provvedimento – osserva Alberto Bertolotti, presidente del Sib Sardegna – rappresenta una soluzione proposta da tempo. Il decreto ha offerto una evidente e necessaria ridondanza ad una normativa che era già completa e sufficiente per arrivare ad una soluzione che il Comune avrebbe già potuto e dovuto adottare. Il sindaco Massimo Zedda da oggi non ha più alibi – dice ancora Bertolotti – e può dare il via libera all’accertamento di conformità». Esulta anche Confesercenti: «Il decreto- commentano Gianluigi Molinari, coordinatore della Fiba (Federazione Balneari affiliata alla Confesercenti) e Roberto Bolognese, presidente provinciale di Cagliari della stessa Confederazione- fa finalmente chiarezza in merito alle concessioni rilasciate ai gestori dei chioschetti del Poetto. E finalmente si fa chiarezza anche sull’aspetto urbanistico».

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    da CagliariPad, 13 febbraio 1943
    Salva baretti, l’apertura del Comune: “Ora elementi nuovi, ma avevamo ragione noi”.
    E dopo il decreto Rassu è l’assessore all’Urbanistica Frau a dare speranza ai gestori dei chioschi: “Una via d’uscita esiste”. (Andrea Deidda): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1239

    Chioschetti, anche l’Emerson nei guai: revocata la concessione.
    Il locale della quinta fermata del Poetto viola il piano urbanistico comunale, il piano paesaggistico regionale ed è incostituzionale. Per questi i motivi il Comune ha annullato in autotutela la concessione edilizia: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1247

    Poetto, la Procura dà il via a nuovi controlli sul litorale, nei chioschi arriva la Capitaneria.
    Dopo il decreto salva-baretti varato dalla Regione, provvedimento per ritardarne la chiusura, arriva la doccia fredda per titolari, gestori e clienti. (Veronica Nedrini): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1243

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    da L’Unione Sarda, 13 febbraio 2013
    Baretti, adesso c’è la soluzione. POETTO. La Regione emana un decreto che consente di salvare i manufatti. «Scuse finite». Ma il Comune frena: vedremo se può essere applicato subito: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=30005

    La Procura ordina controlli sui chioschi: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=30006

    Revocata la concessione, l’Emerson ricorre al Tar: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=30007
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    da Sardinia Post, 13 febbraio 2013
    Cagliari, “Decreto chioschetti”, i molti dubbi di Sanna, ex assessore all’Urbanistica: http://www.sardiniapost.it/cronaca/decreto-baretti-i-molti-dubbi-di-sanna-ex-assessore-allurbanistica/

  18. Juri
    febbraio 14, 2013 alle 11:13 pm

    Vedo che stanno destando grande scandalo le parole di Cellino intercettato, quando diceva che per superare il problema della concessione edilizia è sufficiente esercitare un po’ di italica furbizia: basta attestare l’amovibilità di una struttura e farla franca con una semplice autorizzazione. Perché, come dice Cellino medesimo, tanto in Italia non c’è nulla di più permanente di una struttura amovibile.
    Esattamente lo stesso “paradigma” che noti giuristi e politici di ogni colore politico vorrebbero strenuamente applicare all’ormai (misteriosamente) celebre caso dei baretti. Precari me permanenti.
    E anche “l’arena” nel Poetto di Quartu, se non sbaglio, è potuta sorgere grazie alla classificazione di “amovibile” (e infatti è lì da un decennio).

    E dunque, come la mettiamo?

  19. febbraio 19, 2013 alle 2:52 pm

    da Sardinia Post, 19 febbraio 2013
    Chioschi Poetto, Zedda all’attacco: “Basta doppiogiochismo politico sulla pelle di gestori e cittadini”: http://www.sardiniapost.it/politica/chioschi-poetto-zedda-allattacco-basta-doppiogiochismo-politico-sulla-pelle-di-gestori-e-cittadini/

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    da L’Unione Sarda on line, 19 febbraio 2013
    Zedda prudente sul caso baretti Poetto: “In bilico Pul e la variante salva chioschi”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/305145

  20. febbraio 20, 2013 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 febbraio 2013
    POETTO » BATTAGLIA TRA COMUNE E REGIONE. Zedda: «Il decreto non serve ai baretti».
    La replica di Rassu: «Non è vero che stiamo operando per creare difficoltà all’amministrazione comunale». Massimo Zedda. Gli ultimi provvedimenti presi dalla Regione stanno rendendo più difficile l’approvazione del Pul. (Stefano Ambu)

    CAGLIARI. La risposta non é ancora ufficiale e definitiva, ma per il Comune l’ultimo decreto della Regione non é detto che sia “salva chioschetti”. Nel senso che forse il provvedimento firmato dall’assessore regionale all’Urbanistica Nicola Rassu i baretti in riva al mare li potrà anche aiutare in futuro. Ma, sempre per il Municipio di via Roma. c’é più di un dubbio che possa funzionare per quelli del Poetto, chiusi, ma ancora in piedi.. «C’è il concreto rischio- ha detto il sindaco Massimo Zedda a margine della conferenza stampa di Sel sul piano da 600 milioni per ambiente, edilizia e occupazione- che se qualcuno fa ricorso rispetto alla nostra autorizzazione sulla base di un decreto che non prevede neppure la retroattività, gli operatori saranno costretti a bloccare l’attività in piena estate. Piuttosto c’è chi continua a dare versioni differenti ogni volta, ne ho contato almeno cinque, solo che poi le stesse persone che affermano che il problema si può’ superare con la sola volontà politica, nelle riunioni in Prefettura, ed è tutto registrato, affermano che non si può salvare nulla». Ribatte la Regione: «In ogni incontro tecnico – spiega l’assessore all’Urbanistica Nicola Rassu – in ogni nuovo tavolo istituzionale, in ogni occasione pubblica in cui si è trattato il tema è stata ribadita sempre la stessa posizione e confermata la stessa soluzione. Non é vero che la Regione avrebbe suggerito ben cinque soluzioni diverse». Scenario complicato anche dalla procedura per l’approvazione del Pul, il piano di utilizzo dei litorali. Già durante una delle riunioni di presentazione a Monte Claro si era capito che per la variante Gh2 (quella che darebbe la possibilità ai baretti di stare aperti tutto l’anno) non sarebbe stata una passeggiata. Ma ieri il sindaco Massimo Zedda lo ha detto chiaro e tondo. «Siamo preoccupati per il Pul – ha detto– perché con gli ultimi provvedimenti presi ci stanno mettendo in difficoltà per l’approvazione del Piano di utilizzo del litorale e ci hanno già detto che la variante per salvare i baretti ce la vogliono bocciare». Replica della Regione:«Non é vero che stiamo operando per creare difficoltà al Comune. Ancora una volta – conclude Rassu – è necessario ribadire che il Pul adottato dal Comune lo scorso ottobre a tutt’oggi non è stato trasmesso dagli uffici comunali ai competenti uffici regionali per la necessaria istruttoria». Ritornando alla questione chioschetti in piedi o no restano i dubbi di Zedda «Ci sono delle sentenze del Consiglio di Stato – ha detto il sindaco – che un po’ preoccupano e non vogliamo dare un’illusione, come fanno altri, se poi la nostra azione rischia di pregiudicare il prosieguo dell’attività da parte degli stessi operatori dei chioschi».

  21. marzo 4, 2013 alle 5:55 pm

    come volevasi dimostrare.

    da La Nuova Sardegna on line, 4 marzo 2013
    Abusi edilizi al Poetto, condannati i gestori di 17 chioschi.
    Cagliari, ai titolari dei baretti sono state inflitte pene che vanno da un mese a otto mesi di reclusione. Prescritti i reati di natura urbanistica: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/03/04/news/abusi-edilizi-al-poetto-condannati-i-gestori-di-17-chioschi-1.6637949
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    da CagliariPad, 4 marzo 2013
    Poetto, condannati i gestori dei baretti. Il presidente della seconda Sezione del Tribunale, Massimo Poddighe, ha condannato i 18 titolari di 17 chioschetti a pene che vanno da otto mesi e 10 giorni a un mese. (Veronica Nedrini): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1527

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    da Sardinia Post, 4 marzo 2013
    Cagliari, condanne per i chioschetti del Poetto. Ecco la sentenza nome per nome: http://www.sardiniapost.it/cronaca/cagliari-19-condanne-per-i-chioschetti-del-poetto/

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    da L’Unione Sarda on line, 4 marzo 2013
    Poetto, abusi edilizi sui chioschetti. Condannati tutti i diciotto imputati: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/306635

  22. marzo 5, 2013 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 5 marzo 2013
    Tribunale. Ieri mattina l’attesa sentenza sugli abusi commessi nel litorale, parte dei reati è prescritta. Baretti al Poetto, diciotto condanne. Ai gestori pene tra gli 8 mesi di reclusione e i 30 giorni di arresto. Il giudice Massimo Poddighe ha ordinato agli imputati il ripristino dei luoghi e disposto l’invio delle sentenze alla Regione e al Comune di Cagliari. Sospese le pene. (Massimo Ledda): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130305083127.pdf

    La situazione oggi. Il decreto Rassu, le perplessità di Frau. Il futuro sospeso dei chioschi: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130305083221.pdf

    Resta in piedi il processo all’ex sindaco Emilio Floris: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130305083417.pdf

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    da Sardegna Quotidiano, 5 marzo 2013
    IL VERDETTO SUL POETTO. Condannati i gestori dei chioschi: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130305082300.pdf

    LE REAZIONI. «Vittime di mancanze politiche»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130305082349.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 5 marzo 2013
    LA SENTENZA » CONFERMATE LE ACCUSE. Baretti abusivi, condannati i 19 titolari. Pene fino a otto mesi, fuorilegge anche l’Emerson, prescritti alcuni reati. Gran parte delle strutture sono state già demolite. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Erano tutti fuorilegge i diciassette baretti costruiti sulla spiaggia del Poetto ed è abusivo anche l’Emerson, il gigantesco ristorante sul mare che per una sequenza di circostanze fortuite è rimasto in piedi fino ad oggi e dovrà essere presto demolito come tutti gli altri. La sentenza del tribunale presieduto da Massimo Poddighe è arrivata poco prima delle 14: diciannove condanne a pene che vanno da un mese di arresto a otto mesi e dieci giorni di reclusione, tutte sospese per la condizionale. Sono colpevoli tutti i titolari e contitolari dei chioschi-bar, in gran parte gli stessi che lottano da mesi per continuare a gestire in un regime di incomprensibile monopolio i servizi sul litorale della città, litorale di cui hanno abusato approfittando dell’assenza di controlli. Il tribunale ha ordinato anche il ripristino dei luoghi e la trasmissione della decisione alla Regione e al comune di Cagliari, che per decenni hanno fatto finta di non accorgersi di come le strutture si allargavano, fino a trasformarsi in qualcosa di totalmente diverso dai piccoli chioschi degli anni settanta e ottanta. La sentenza è articolata e ricalca l’impianto accusatorio del pm Gaetano Porcu. Cambia solo l’entità delle pene perché nel dispositivo compare l’assoluzione parziale per qualche caso e soprattutto pesa la prescrizione del reato paesaggistico. to violazioni e abusi a norme urbanistiche e paesaggistiche, confermando poi l’impianto accusatorio nella sua requisitoria con le relative richieste di condanna. Ecco le pene: otto mesi e dieci giorni a Luigi Lampis (chioschetto La dolce vita), Valter Casula (Calipso), Maria Assunta Cabras (Palm Beach), Cinzia Erriu (Corto Maltese), Anna Frongia (Il Nilo), Giovanni Cogoni (La Sella del diavolo), Donata Ledda (Zen) e Maurizio Marongiu (Twist). Otto mesi di reclusione per Alessandro Murgia (Emerson), Pierluigi Atzori (Aramacao), Piero Marci (Il Miraggio), Antonio Congera (Capolinea), Maria Giovanna Cossu (Golden Beach), Maurizio Cabras (Fico D’India), Luciano Spiga (Oasi). Assolto per le contestazioni urbanistiche riguardanti il chiosco Le Palmette, il titolare Sandro Angioni è stato invece condannato a un mese per lo sconfinamento demaniale e a otto mesi per gli abusi paesaggistici allo Zen, l’altro baretto di sua proprietà. Un mese d’arresto, sempre con pena sospesa, è stato infine deciso per Eliseo e Santina Carta, gestori della Lanterna Rossa. Lo scorso 6 febbraio il pm Porcu aveva chiesto pene più pesanti, mediamente di quattro mesi, per quasi tutti gli imputati. Ma il magistrato dell’accusa aveva affidato al tribunale il calcolo dei tempi della prescrizione, che alla fine si sono rivelati favorevoli alla difesa e hanno salvato gli imputati da una sentenza più severa. D’altronde, con sfumature e livelli di responsabilità diversi, gli abusi erano conclamati, così come – ha sostenuto il pm – la violazione delle norme paesaggistiche è chiara e con la costruzione dei baretti è stato occupato illegalmente il suolo pubblico in area demaniale. La sentenza di ieri sembra destinata a mettere la parola fine allo stato di anarchia che ha segnato la spiaggia del Poetto a partire dal 1987. Una situazione che non sarebbe mutata se a intervenire non fosse stata la Procura della Repubblica, così com’è avvenuto mesi prima per i ristorantini abusivi dei ricciai, sul litorale di Cagliari e di Quartu. Il dato finale, che emerge con chiarezza dalla decisione del tribunale, è che l’intera catena di baretti demolita due anni fa per ordine del Comune dopo il rapporto dei carabinieri del Nas e della polizia urbana, era fuorilegge. Con buona pace di chi ha continuato per ragioni insondabili a sostenere il contrario, come se la presenza di mescite di birra e i panini sulla spiaggia fossero più importanti del rispetto della legge e dell’ambiente naturale.

    Per i nuovi chioschi nessuna speranza: demolizione subito.

    Dopo le fantasiose interpretazioni delle norme edilizie e pasaggistiche diffuse da alcuni avvocati e dopo il decreto assessoriale improvvisato dalla Regione in clima preelettorale, il fronte dei baretti ha lanciato una nuova proposta: smontare gli attuali chioschi e rimontarli dopo aver ripulito l’area in cui sono stati realizzati. Un intervento che – così è stato detto – darebbe l’idea dell’amovibilità delle strutture. Come le altre, questa proposta è destinata a naufragare. Per ragioni che ormai dovrebbero essere chiare a tutti: sulla spiaggia del Poetto, zona H e protetta dalle norme del Ppr, non è prevista né prevedibile alcuna nuova volumetria. I chioschi, amovibili o no, sono volumi e fanno volumetria, quindi possono essere messi in piedi solo temporaneamente e la temporaneità non può che coincidere con la stagione in cui lavorano: l’estate. I titolari sapevano di dover ringraziare per la proroga concessa nel 2012 e di dover smontare tutto alla fine di ottobre. Siamo a marzo, forse ancora una volta sarà l’intervento della Procura a chiudere il discorso per aprire un altro processo.

  23. Shardana
    marzo 5, 2013 alle 7:04 pm

    I veri colpevoli della vergognosa situazione poetto escono puliti come sempre….Va bene i baretti erano fuorilegge e andavano demoliti,ma chi doveva controllare gli abusivismi edilizi
    e non lo ha fatto, è giusto che esca indenne
    da una ventennale omissione ? CHi CONTROLLA I CONTROLLORI?BUONA DIGESTIONE……….🍷🍴🍕🍔🍟🍵☕🏄🏊🍜🍲🍝🍺🍖🍗🍼🍤🍳🍓🍦🍮🍨🍧🎂🍰🍪🍉🍇🌽🍅

  24. Juri
    marzo 5, 2013 alle 10:19 pm

    Ma guarda te…il Consiglio di Stato conferma che le strutture temporanee non possono essere… permanenti… un concetto che per una certa disinteressatissima dottrina casteddaia sembra di difficile comprensione.

    Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 313, del 21 gennaio 2013
    Legittimità ordinanza rimozione per struttura balneare con utilizzazione temporanea non rimossa

    L’ordinanza di demolizione è legittima nel caso cui la concessione rilasciata autorizzava la realizzazione di una struttura balneare con una “utilizzazione temporanea” limitata al periodo estivo e non si provveduto alla rimozione annuale, e pertanto si è creata una struttura con una utilizzazione non più temporanea, ma permanente, dunque abusiva. Infatti, il concetto di “utilizzazione” diversa non presuppone, che vengano realizzate opere edilizie in sé difformi dal titolo abilitativo. E’ invece sufficiente, infatti, che venga posta in essere una attività, anche omissiva dell’adempimento di un dovere di controazione, che per sua propria conseguenza determini un mutamento di fatto nella utilizzazione assentita per un tempo limitato. Per il tempo che non è assentito dal titolo, infatti, l’opera diviene, grazie a questa omissione di rimozione, in tutto e per tutto da equiparare ad un manufatto sine titulo e come va tale va in punto di sanzioni considerata.

    http://lexambiente.it/ambiente-in-genere/68-consiglio-di-stato68/8963-ambiente-in-genere-legittimita-ordinanza-rimozione-per-struttura-balneare-con-utilizzazione-temporanea-non-rimossa.html

  25. marzo 7, 2013 alle 3:56 pm

    da L’Unione Sarda on line, 7 marzo 2013
    Baretti, verdetto del Comune: “Da smontare e rimontare”.
    Scontro tra Comune di Cagliari e Regione sui baretti del Poetto. Il Municipio allarga le braccia, ma dà il verdetto finale: i chioschetti si devono smontare e rimontare: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/306950

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    da CagliariPad, 7 marzo 2013
    Poetto, Zedda: “Giù i baretti”. E la Regione boccia il Pul.
    Guerra politica tra Comune e Regione. Il sindaco: “Dove ci sono interessi del Comune c’è un sistematico blocco da parte della Regione”. Mazzata dall’Assessorato all’Urbanistica: il Piano unitario del litorale in contrasto con il Ppr. (Andrea Deidda): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1586

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    da Sardinia Post, 7 marzo 2013
    Chioschetti, Zedda attacca Cappellacci: “Doppio gioco della Regione”. E annuncia: “Tempi rapidi per le nuove autorizzazioni”: http://www.sardiniapost.it/politica/chioschetti-zedda-attacca-cappellacci-doppio-gioco-della-regione-e-annuncia-tempi-rapidi-per-le-nuove-autorizzazioni/

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    da Casteddu online, 7 marzo 2013
    La Regione boccia il Pul, Zedda ai baretti: “Smontate tutto per due mesi”: http://www.castedduonline.it/regione-boccia-pul-zedda-baretti-smontate-tutto-due-mesi

  26. marzo 12, 2013 alle 2:44 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 marzo 2013
    Baretti, oggi arrivano le lettere. (Stefano Ambu): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/70993_Baretti_oggi_arrivano_le_lettere.pdf

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    da Sardegna Quotidiano, 12 marzo 2013
    Chioschi Spunta l’ombra del commissario. (Paolo Rapeanu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130312085629.pdf

  27. marzo 13, 2013 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 13 marzo 2013
    Proposta di legge dell’esponente di Sel per evitare la demolizione. Baretti, ci prova Uras. Consiglio regionale,dieci giorni per salvarli. No dell’Edilizia privata del Comune all’accertamento di compatibilità richiesto dai gestori dei chioschi per mantenere in piedi le loro strutture. (Fabio Manca): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130313085102.pdf

  28. marzo 15, 2013 alle 2:48 pm

    ogni salmo finisce in gloria.

    da Sardegna Quotidiano, 15 marzo 2013
    Poetto. Nuova grana per i baretti, la lente della Procura sugli abusi. (Maddalena Brunetti): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130315090240.pdf

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    da L’Unione Sarda, 15 marzo 2013
    Sul tavolo del pm Porcu l’informativa sui chioschi che dovevano essere smontati. Baretti,15 denunce in Procura. Il dossier della polizia municipale fa scattare l’inchiesta. L’informativa dei vigili urbani ne segue un’altra, dai contenuti molto simili, che poche settimane fa aveva inviato in Procura la Capitaneria di Porto. (Massimo Ledda): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130315085821.pdf

    Il Pdl. «Serve subito una legge per salvare le strutture»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130315085845.pdf

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    da Sardinia Post, 15 marzon 2013
    Poetto, quindici gestori non smontano i chioschi: indagati dalla Procura: http://www.sardiniapost.it/cronaca/poetto-quindici-gestori-non-smontano-i-chioschi-indagati-dalla-procura/

  29. marzo 16, 2013 alle 11:06 am

    da La Nuova Sardegna, 16 marzo 2013
    Estate senza baretti: via al sequestro. Indagati per violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche i 15 titolari dei chioschi che dovevano essere smontati. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Sarà un’estate senza baretti quella che si aprirà fra tre mesi al Poetto: dopo un’interminabile melina, con politici e legali di varia estrazione impegnati a proporre fantasiose soluzioni che permettessero ai titolari di salvarsi dall’ordinanza di demolizione, la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta contestando i reati di violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche, più l’occupazione illegale del suolo pubblico in area demaniale. Gli indagati sono quindici, la prima conseguenza sarà la perdita della concessione demaniale e lo stop a qualsiasi attività sul litorale da qui in poi. Il pm Gaetano Porcu, lo stesso che ha istruito il processo concluso con diciannove condanne per gli abusi commessi coi «vecchi» chioschi-bar, valuterà nei prossimi giorni se chiedere al gip il sequestro giudiziario delle strutture in legno, che dovevano essere smontate entro il 31 ottobre e che invece sono ancora in piedi. Forse il magistrato darà il tempo a chi vorrà farlo di demolire immediatamente: ogni giorno che passa aggrava la posizione dei responsabili. La svolta, ampiamente annunciata, è arrivata l’altro ieri sera quando la polizia urbana ha consegnato in Procura il faldone con le quindici segnalazioni. Nient’altro che accertamenti compiuti su quanto era noto a tutti: la mancata demolizione dei chioschi, con immagini fotografiche e documenti. Una settimana prima era arrivato negli uffici al terzo piano del palazzo di giustizia il fascicolo elaborato dalla Capitaneria di porto, il contenuto è analogo. Il passo successivo era scontato: l’apertura dell’inchiesta. Non ci saranno ulteriori indagini: i reati sono palesi, è molto probabile che il pm Porcu avvisi gli indagati direttamente con la notifica della chiusa indagine. Possibile anche il giudizio immediato, un guaio piuttosto pesante per chi fra gli indagati ha già incassato una condanna. L’intervento della Procura non è che l’epilogo di una storia scritta: dopo una ventennale attività abusiva, i titolari dei chioschi erano riusciti a ottenere dal Comune il via libera alla costruzione di piccoli chioschi in legno, amovibili, da smontare alla fine della stagione. L’impegno era di farlo entro il 31 ottobre, ma puntualmente è partito il braccio di ferro con l’amministrazione. Così quello che era un omaggio concesso dal Comune – un anno in più di attività, malgrado gli abusi passati – si è trasformato in una sorta di sopruso per l’incredibile claque di sostenitori dei chioschi-bar. In realtà l’amministrazione Zedda non ha fatto che applicare la legge, sapendo benissimo che l’alternativa sarebbero stati guai giudiziari per i dirigenti del servizio edilizia privata. Se i titolari dei baretti avessero rispettato l’impegno di smontare, a maggio avrebbero potuto riaprire le attività commerciali. La sequela di spaventose sciocchezze piovute da ogni parte – Regione compresa – li ha incoraggiati a resistere, con l’obbiettivo di risparmiare i 15 mila euro necessari per i lavori di smontaggio. Puntuale, è arrivata la mannaia della Procura. Ma è scontato che neppure questa basterà a chiudere la faccenda: c’è ancora chi parla di una legge regionale che sanerebbe la situazione. Naturalmente non è così: nella spiaggia del Poetto non sono previste volumetrie e qualsiasi pianificazione urbanistica deve tener conto del piano paesaggistico regionale. Per mettere in piedi anche un solo metro cubo bisognerebbe modificare il piano urbanistico in funzione del ppr, è quello che il Comune avrebbe fatto. Ma non c’è stato il tempo.

    Non ci sono soldi per rimuoverli. (Stefano Ambu)

    CAGLIARI. Riunioni su riunioni, tra di loro e con i legali: i titolari dei baretti sono ormai sommersi da dubbi e preoccupazioni. Le attività sono chiuse, ma le giornate sono pienissime. Se prima si trattava di preparare le osservazioni per rispondere al pre-diniego del Comune alla richiesta di accertamento di conformità, ora la faccenda si fa ancora più seria: “Ma il problema – spiega Maurizio Marongiu, titolare del Twist – è sempre il solito: non ci sono i soldi per smontare e rimontare i manufatti, come ci chiede il Comune. I conti sono presto fatti: abbiamo pagato 120mila euro per i nuovi chioschetti. E la scorsa estate non abbiamo recuperato nemmeno un decimo di quello che abbiamo dovuto tirare fuori. Siamo ripartiti da maggio, poi tra giugno e luglio è arrivata la tegola dell’amianto. Il resto dell’estate? Sì, siamo stati aperti. Ma ormai – avverte Marongiu – con la crici e i tanti contrattempi non ci sono più le entrate che potevano esserci qualche anno fa”.

  30. marzo 18, 2013 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 marzo 2013
    Baretti, arrivano i sigilli? Un piano per il Poetto. (Mauro Lissia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/71209_Baretti_arrivano_i_sigilli_Un_piano_per_il_P.pdf

  31. marzo 26, 2013 alle 10:11 pm

    da L’Unione Sarda on line, 26 marzo 2013
    Poetto, legge salva-baretti. In Regione raggiunta l’intesa: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/309383

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    da CagliariPad, 26 marzo 2013
    Salva baretti, i capigruppo in Regione trovano l’accordo: niente demolizioni nel 2013.
    Il provvedimento a carattere d’urgenza arriverà presto in aula per l’approvazione. Recepito il decreto Rassu: “Chioschetti considerati strutture temporanee, non nuove costruzioni”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1922

  32. marzo 29, 2013 alle 10:35 pm

    da La Nuova Sardegna, 29 marzo 2013
    POETTO » NESSUNA SANATORIA. Baretti, la Procura pensa al sequestro
    Un’eventuale legge regionale non salverà le strutture costruite sulla spiaggia. Zedda chiede un incontro alla Lombardo. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Non ci sarà salvezza per i quindici baretti del Poetto, che l’amministrazione Cappellacci si ostina a proteggere come fossero panda: la Procura della Repubblica si prepara a richiedere all’ufficio del gip il sequestro giudiziario delle strutture abusive, cui potrebbe seguire un’ordinanza di demolizione. L’ennesima leggina destinata nelle intenzioni a tenere in piedi per tutto il 2013 i manufatti che dovevano essere smontati entro ottobre 2012 non avrà – anche se dovesse passare all’approvazione – alcun influenza sul procedimento penale. L’accertamento della polizia urbana e quello della Capitaneria di porto è nel fascicolo del pm Gaetano Porcu, che procede contro i titolari dei chioschi-bar per abusi edilizi, violazioni paesaggistiche e occupazione illegale di suolo pubblico in area demaniale. La «sanatoria» rilanciata dalla Regione andrà quindi a scontrarsi con le contestazioni penali, legate a fatti accertati. Quindi non si capisce come la situazione possa cambiare, di fronte a strumenti urbanistici invariati e a un piano paesaggistico regionale che non ammette deroghe. Il criterio della temporaneità dei chioschi, da mesi al centro del dibattito giuridico-politico, riguarderebbe altri baretti da costruire sulla spiaggia, ma non quelli che esistono, la cui illegalità è stata già ampiamente definita. Un’estate 2013 senza baretti resta la prospettiva più credibile. Ma di fronte a questo pasticcio, che il consiglio regionale ha contribuito ad alimentare, il sindaco Massimo Zedda ha deciso di chiedere aiuto alla presidente della massima assemblea sarda, Claudia Lombardo. Il tono della nota trasmessa ieri mattina è gentile ma ultimativo: «Le chiedo la cortesia – è scritto – di voler promuovere un incontro tra questa amministrazione e i presidenti dei gruppi di codesto consiglio regionale al fine di poter affrontare e, se possibile, risolvere le problematiche relative alla permanenza oltre il termine previsto dei manufatti temporanei (chioschi-bar) presenti nell’arenile del Poetto di Cagliari». Il sindaco attribuisce alla richiesta «i caratteri della massima urgenza» perché «l’esito della vicenda travalica le specifiche posizioni delle singole parti politiche, riguardando l’intera collettività». Zedda dunque prova a giocare in contropiede, nel tentativo di togliersi di dosso responsabilità che non ha e che alcuni continuano ad attribuirgli: il disastro del Poetto è la conseguenza di decenni di distrazioni interessate di amministrazioni precedenti, fino ad oggi il Comune – nell’attuale gestione politica – ha semplicemente rispettato la legge, in accordo con i provvedimenti della magistratura.

  33. aprile 2, 2013 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 aprile 2013
    Via i baretti e la strada: lo dice un piano del 1996. La giunta provinciale di Nicola Scano aveva ottenuto 30 milioni dallo Stato per ripristinare la spiaggia e trasformare la litoranea in una passeggiata a mare. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La Regione è mobilitata in un vano quanto sorprendente tentativo di salvare i baretti dalla demolizione, ma la necessità di sgomberare la spiaggia del Poetto era stata formalizzata fin dal luglio del 1996, quando la Provincia – giunta Scano – aveva trasmesso al Cipe la scheda del progetto di ripristino e salvaguardia del litorale: quel progetto prevedeva «il progressivo smantellamento di tutte le costruzioni presenti man mano che scadono le concessioni demaniali e la loro progressiva sostituzione con strutture di tipo leggero da smontare a fine stagione. Si ritiene – è scritto nel documento trasmesso al Cipe – che questo sia il presupposto essenziale per il corretto ripristino ambientale del Poetto». Ma non è finita: il progetto elaborato dalla Mss nel 1988 e recuperato dalla Provincia quasi dieci anni dopo prevedeva il ripascimento graduale, nell’arco di dieci anni, della spiaggia e la demolizione totale della vecchia strada litoranea, dove coi finanziamenti del Cipe si sarebbe dovuta realizzare l’agognatissima passeggiata a mare. In quello spazio sarebbe rimasta soltanto una stretta pista destinata ai tram elettrici, che dovevano collegare in pochi minuti le fermate del Poetto al parcheggio dello stadio Sant’Elia. L’idea naufragata nella palude dell’inconcludenza politica locale era di mettere in piedi i punti di ristoro lontano dall’arenile, lungo la passeggiata, in superfici dedicate. Separando anche fisicamente l’area dei servizi dalla spiaggia, come avviene in ogni località balneare del mondo. La giunta Balletto stravolse questo piano che avrebbe restituito al litorale il suo aspetto originario per salvare i parcheggi delle auto («i cagliaritani sono abituati così» tuonò il presidente Sandro Balletto in un’infuocata conferenza stampa) che in realtà erano previsti al posto dell’ormai scomparsa pineta: 1500 posti auto. Comunque sia la giunta di centrodestra con Renzo Zirone ai lavori pubblici preferì restituire alla Protezione civile un terzo dei trenta miliardi di lire disponibili per il complesso degli interventi piuttosto che dare esecuzione completa al progetto della Mss. Sono rimasti sulla carta, magrado i soldi ci fossero, i lavori di ripristino del cordone dunale alle spalle della spiaggia e le barriere naturali di protezione che avrebbero contenuto gli effetti del vento sull’arenile. Nessuno è in grado di spiegare sino in fondo perché quel progetto così semplice ed efficace, approvato e finanziato dalla Protezione civile, sia stato mutilato proprio degli interventi più importanti sotto il profilo ambientale e paesaggistico. In compenso il disastro provocato da quelle scelte dissennate e sotto gli occhi di tutti ed è stato confermato da giudici penali e Corte dei Conti: presto i responsabili dovranno pagare i danni arrecati al compendio naturale. Eppure ancora oggi c’è qualcuno – Regione compresa – che insiste nella difesa di uno stato di degrado ormai inaccettabile. I ruderi dei ricciai abusivi – chiusi solo grazie all’intervento della Procura, gli amministratori li frequentavano – sono in fase di demolizione solo in questi giorni, mentre in mancanza del piano di utilizzo del litorale l’amministrazione Zedda vorrebbe annunciare entro il 2013 un piano di riordino del Poetto che ricalchi almeno in parte le proposte contenute in quello elaborato ormai quasi vent’anni fa, ma ancora validissime. Nell’incertezza del futuro, il Poetto resta il labirinto che i cagliaritani e i quartesi si sono rassegnati a frequentare: due strade parallele collegate a casaccio, tratti pedonali che convivono con quelli aperti alla circolazione, un massacro di strutture e manufatti messi insieme senza senso, lontani da qualsiasi idea di uniformità, in un ambiente dove a dominare è solo la sciatteria.

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    da Sardinia Post, 2 aprile 2013
    Poetto, dal consiglio regionale arriva la Salva-baretti: chioschi aperti almeno fino al 31 dicembre: http://www.sardiniapost.it/cronaca/poetto-dal-consiglio-regionale-arriva-la-salva-baretti-chioschi-aperti-almeno-fino-al-31-dicembre/

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    da CagliariPad, 2 aprile 2013
    Salva baretti, c’è l’accordo: tra 7 giorni la legge in Consiglio regionale. Concluso il vertice in via Roma tra il presidente Lombardo, il sindaco di Cagliari Zedda e i capigruppo. C’è il via libera alla nuova legge. (Andrea Deidda): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2020

  34. Shardana
    aprile 2, 2013 alle 10:40 pm

    Cosa c’è più da commentare…..liberiamoci dal male

  35. aprile 3, 2013 alle 2:43 pm

    da Sardegna Quotidiano, 3 aprile 2013
    Poetto. Accelerata sulla (forse) salva-baretti. (Francesca Ortalli): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130403083026.pdf

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    da L’Unione Sarda, 3 aprile 2013
    Poetto. Accordo in Consiglio regionale tra i capigruppo, la presidente Lombardo e il sindaco Zedda. Baretti, martedì (forse) la salvezza. Intesa per approvare la legge che li terrà in piedi sino a fine anno. Ma sarà una norma temporanea in attesa dell’approvazione del Piano di utilizzo del litorale e della modifica del Piano paesaggistico regionale. (Piercarlo Cicero): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130403085918.pdf

    Il testo. La“leggina” che salverà la stagione estiva. Una norma per tutti i litorali: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130403090120.pdf

    Il Sindaco. «Per il Pul aspettiamo l’ok della Regione»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130403090017.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 3 aprile 2013
    IL VERTICE » ACCORDO COMUNE-REGIONE. Salva-baretti pronta tra una settimana. Legge retroattiva, in vigore dal 31 ottobre, per non smontare i chioschi. Ma resta l’incognita dell’inchiesta penale. (Stefano Ambu)

    CAGLIARI. La soluzione della vicenda chioschetti? Sembra un film: ritorno al futuro. Per mantenere in piedi i baretti e salvarli da demolizione sicura bisogna andare indietro nel tempo, allo scorso 31 ottobre. Non ci vogliono diavolerie o macchine spaziali, ma una legge che abbia una condizione chiave: la retroattività. È il messaggio lanciato questo pomeriggio dal sindaco Massimo Zedda alla conferenza dei capigruppo in Consiglio regionale. La risposta? Arriverà fra una settimana: sempre nella massima assemblea isolana approderà la proposta di legge, firmata da tutti i capigruppo, che dovrebbe consentire il mantenimento dei chioschi del Poetto. Questo è quanto stato concordato ieri pomeriggio. Era stato lo stesso primo cittadino a chiedere venerdì un incontro urgente alla presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo. E la risposta era arrivata in meno di ventiquattro ore: appuntamento subito dopo Pasquetta. Segno che c’era la volontà di arrivare insieme al traguardo. Il testo che sarà portato in aula recepisce in buona sostanza il decreto dell’assessore regionale agli Enti locali Nicola Rassu, che disciplina i manufatti temporanei sorti sui litorali della Sardegna per fornire servizi a supporto della balneazione. Lì per lì il decreto era stato anche ribattezzato salva-baretti, ma il Comune aveva subito sollevato qualche dubbio: il provvedimento era sì considerato un passo avanti. Ma- aveva suggerito in assemblea civica l’assessore all’Urbanistica Paolo Frau- il decreto non dava garanzie per il passato. Insomma, per il Comune occorreva un passo indietro. Una specie di tarantella che preoccupava i titolari dei baretti: impossibile per loro vedere il sole o almeno il cielo un po’ più sereno, sopra le loro attivitá, chiuse da mesi. Il giorno più critico? Quando il Comune aveva spiegato agli operatori, a malincuore, di non poter rilasciare le autorizzazioni per far rimanere in piedi i baretti. L’unica soluzione sembrava dovesse essere l’operazione “smonta e rimonta”. Che non era un gioco, ma un affare (cioè una spesa) da circa quindicimila euro a commerciante, almeno stando ai loro calcoli. Era la legge. Ma ora ne arriva un’altra. E i baretti potrebbero non solo stare in piedi, ma presto anche riaprire. L’unico passaggio che manca è il parere del Consiglio delle Autonomie locali: dovrebbe arrivare prima di martedì, l’ennesimo giorno decisivo. Resta l’incognita Procura: potrebbero arrivare i sigilli e a quel punto la legge servirebbe davvero a poco.

  36. aprile 6, 2013 alle 10:37 am

    conclusione scontata (per ora) della commedia di provincia.

    da CagliariPad, 6 aprile 2013
    Poetto, Blitz della Municipale: sigilli ai chioschi.
    Sono 15 i baretti posti sotto sequestro: secondo quanto previsto dall’autorizzazione provvisoria del Comune dovevano essere smontati a fine ottobre: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2079

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    da L’Unione Sarda on line, 6 aprile 2013
    Sigilli ai chioschi del Poetto. Blitz della Capitaneria: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/310459

  37. Fabio
    maggio 22, 2013 alle 10:27 am

    Legalità? Che bandiera buffa in questo paese. Potrebbe andare di pari passo con Verità : ognuno ha la sua.
    Ci sono due baretti affiacati, uno è nel comune di Cagliari e l’altro nel comune di Quartu. Uno è illegale, l’altro è legale.
    Legale vuol dire che un burocrate ha detto si ed un altro burocrate ha detto no. Legale vuol dire che un tribunale ha interpretato giusto ed un altro tribunale ha interpretato ingiusto. Legale vuol dire che uno sta impiedi perchè ha fatto ricorso prima e uno viene distrutto perchè ha fatto ricorso poi.
    Mi dia retta … “legalità” in questo paese non ha niente a che fare con “giustizia”. Cerchi di fare trionfare la Giustizia e non la Legalità … altrimenti siamo fottuti.

    • Juri
      maggio 22, 2013 alle 10:47 am

      Il problema è che in questa nostra povera Isola può succedere che due amministrazioni comunali contigue non riescano neppure a definire un piano di gestione unico di un complesso territoriale unitario qual è il Poetto. E quindi può succedere che ciò è illegale in un tratto di spiaggia sia legale 50 metri più avanti, dando certamente un senso di ingiustizia all’applicazione del sacrosanto principio del rispetto della legalità. In particolare – non bisogna mai dimenticarlo – le precedenti amministrazioni comunali di Cagliari, anziché risolvere il problema, l’hanno “rimosso” violando clamorosamente per 23 anni lo strumento urbanistico comunale (volumetrie permanenti spacciate per temporanee) confidando nel celebre principio casteddaio “tanto nessuno romperà le scatole” e ben guardandosi da trovare la soluzione giusta e definitiva. Adesso, dare la colpa di quanto succede a chi sta semplicemente rispettando il piano urbanistico comunale mi sembra veramente troppo.

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