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Nuovo condono edilizio e vecchia delinquenza ambientale.


Domus de Maria, costa di Piscinnì

anche su La Nuova Sardegna, 31 ottobre 2012

Il tramonto del berlusconismo ci regala ancora un condono“.

 

 

Ormai il berlusconismo pare avviato definitivamente al viale del tramonto, ma le sue scorie, i suoi veleni continuano ad appestare la vita pubblica e questa nostra povera Italia. Non poteva quindi esimerci dal donarci ancora un bel condono edilizio.

Il sen. Francesco Nitto Palma, già Ministro della giustizia del governo Berlusconi, punta con forza all’approvazione del progetto di legge n. 3134Disposizioni volte a garantire la parità di trattamento dei cittadini della Repubblica in ordine ai benefici introdotti dall’art. 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, nonché per il contenimento del disagio abitativo.

Testo e obiettivi sono chiari: riaprire i termini di presentazione delle domande per il condono edilizio per tutti gli abusi realizzati entro il 31 marzo 2003.  Inoltre, la proposta Nitto Palma estende il condono anche in favore degli abusi realizzati in aree tutelate con vincoli ambientali (in precedenza escluse). Quest’ennesima vergogna legislativa nasce dalle promesse elettorali del P.d.L. per le ultime elezioni regionali in Campania: migliaia di abusivi = decine di migliaia di voti.  Un vero e proprio esercito di elettori, che i colonnelli berlusconiani cercano di ricompattare.

Due gli alibi sbandierati: l’impossibilità di eseguire migliaia di ordinanze di demolizione e di ripristino ambientale e l’emergenza abitativa. Uno il preteso beneficio: l’enorme entrata per le casse pubbliche.

Balle su tutta la linea.

Stintino, cantiere edilizio Sos Appentados

I condoni non rendono pressoché mai quanto previsto e si lasciano dietro un vero e proprio disastro di legalità, di scempi, di ulteriori dissesti finanziari. “Secondo la C.G.I.A. di Mestre tutti i condoni, compresi quelli edilizi e pre­videnziali, varati dal 1973 a oggi avreb­bero garantito un incasso, attualizzato in valuta 2005, di 104,5 miliardi di eu­ro. Se fosse così, in trent’anni l’Erario avrebbe recuperato con le sanatorie l’evasione fiscale di un solo anno, stimata in circa 100 miliardi di euro. Ma se fosse così. Una fonte al di sopra di ogni sospetto, e cioè la rivi­sta on-line dell’Agenzia delle Entrate Fi­scooggi.it ha calcolato invece che dal 1973 al 2003 lo Stato ha incassato con i principali condoni tributari, previden­ziali, assicurativi, valutari ed edilizi 26 miliardi di euro. Fatevi i conti sul nu­mero degli abitanti: 15 euro a testa l’an­no. L’equivalente di una pizza e una bir­ra, per fare strame di quel minimo di correttezza civica che esisteva in Italia. Soltanto in due casi, vale a dire con i condoni fiscali del 1982 e del 1992, si è superata la previsione di gettito. In al­tri casi, si è andati ri­dicolmente sotto le stime. Come se non bastasse, c’è stato pure chi ha aderito al condono ma poi non ha nemmeno pagato o pagato tut­to. La Corte dei con­ti nel novembre 2008 ha rivelato che a quella data resta­vano da incassare ancora 5,2 miliardi di euro dei 26 mi­liardi attesi per il condono 2003-2004, in base alle dichiarazioni pervenute alle Fi­nanze. Cinque mi­liardi su 26: il venti per cento”. (Sergio Rizzo, “I condoni «mai più» e gli incassi dimenticati”, Il Corriere della Sera, 4 ottobre 2009).

Ginepro (Juniperus communis) sul mare

La realtà dei condoni edilizi è anche molto peggiore.  Nel caso di Quartu S. Elena (CA), gli oltre 10.300 casi di abusivismo edilizio totale/parziale si stima che abbiano portato nelle casse statali oblazioni per circa 18-20 milioni di euro, mentre sono cresciuti a dismisura gli òneri economici collettivi per dotare dei necessari servizi (depurazione, acqua, elettricità, gestione rifiuti, ecc.) gli “abusi condonati” con una spesa complessiva stimata in oltre 222 milioni di euro.

Un vero affare per gli interessi pubblici. Abbastanza per mandare definitivamente qualsiasi ipotesi di condono a quel paese. Anche Francesco Nitto Palma, naturalmente.

 Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Qui il testo del progetto di legge n. 3134/Senato: Disposizioni volte a garantire la parità di trattamento dei cittadini della Repubblica in ordine ai benefici introdotti dall’art. 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, nonché per il contenimento del disagio abitativo

 

 

 

rustico edilizio

 

 

da La Repubblica, 30 ottobre 2012

Spunta un nuovo condono edilizio domani al Senato la proposta del Pdl.  Roberto Petrini

Il nuovo condono edilizio rischia di diventare una realtà nove anni dopo l’ultima maxi sanatoria degli abusi varata da Berlusconi. Domani l’aula del Senato, in seguito ad una procedura insolitamente veloce, ha posto all’ordine del giorno il disegno di legge di iniziativa parlamentare che porta la firma di Francesco Nitto Palma del Popolo della libertà. Il testo è, singolarmente e in modo un po’ oscuro, intitolato «Disposizioni volte a garantire la parità di trattamento dei cittadini della Repubblica in ordine ai benefici» del condono edilizio del 2004.
Il progetto, un solo scarno articolo, prevede la riapertura dei termini del condono edilizio Berlusconi- Tremonti del 2003-2004 che consentì di incassare più di 3 miliardi. La vecchia sanatoria edilizia stabiliva che si potesse aderire entro il 10 dicembre del 2004 e che i «manufatti» condonabili dovevano essere stati realizzati prima del 31 marzo del 2003. Il nuovo testo proposto da Nitto Palma lascia inalterata la data entro la quale è stato effettuato l’abuso sanabile, anche seriesce difficile verificare il mese o all’anno di una costruzione o di una modifica ad una abitazione o ad una villetta allargando a dismisura la platea dei possibili beneficiari della sanatoria. Ma il punto centrale è che il ddl riapre per circa otto anni i termini per aderire alla sanatoria portandoli fino al 31 dicembre del 2012.

Il richiamo del titolo della legge alla «parità di trattamento» è un riferimento agli abusivi della Campania che, dopo una serie di pronunciamenti della Corte costituzionale, hanno visto negate o ridotte le possibilità di aderire al condono del 2003-2004. Ma sebbene l’involucro normativo prenda spunto dalla Campania il ddl Nitto Palma vale per tutto il territorio nazionale.

ginepro, mare, cielo

Protestano le associazioni ambientaliste e anche Repubblica.it ha promosso una raccolta di firme per bloccare la pericolosa sanatoria. Gli ecodem Della Seta e Ferrante parlano di «intento criminogeno », Realacci (Pd) invita a «bloccare il condono». Qualunque sarà l’esito dell’esame che parte domani al Senato, a Montecitorio sono già pronte le barricate: «Penso che si stia tentando di rimettere in movimento il ciclo dell’edilizia di natura abusiva. D’altra parte il condono è un qualcosa che ha un ciclo quasi matematico di nove anni: primo condono nel 1985, secondo nel 1994, terzo nel 2003 e ora siamo nel 2012», osserva Roberto Morassut, responsabile urbanistica del Pd.

Sorpresa anche per l’iter-fantasma del provvedimento: fu presentato il 2 febbraio di quest’anno, sommariamente esaminato in tre sedute in Commissione Ambiente al Senato, annunciato a sorpresa il 23 ottobre dopo un blitz della conferenza dei capigruppo che lo ha posto all’ordine del giorno dell’aula per domani.

Infine c’è il rischio del tana libera tutti per i tre vecchi condoni, oltre che il nuovo. Solo nel Comune di Roma ci sono dal 1985 giacenti 300 mila domande e di queste circa 3.000 sono al vaglio delle Soprintendenze. Nitto Palma tende a depotenziare il ruolo delle Soprintendenze, anche se non traduce questo atteggiamento in legge, ma le nuove norme proposte dal ddl del governo sulle semplificazioni, che introducono il silenzio-assenso di 45 giorni, potrebbero combinarsi negativamente con il nuovo condono 2012 e portare ad una approvazione indiscriminata di tutte le domande.

 

 

Gheppio (Falco tinnunculus)

 

 

 

 

 

per fortuna, un sussulto di decenza sembra esser comparso.

A.N.S.A., 30 ottobre 2012

Via da Aula Senato condono edilizio.

Tolto dal calendario provvedimento con si’ Lega,Pd,Idv,Udc.

ROMA, 30 OTT – L’Aula del Senato ha approvato la proposta di togliere dal calendario d’Aula messo a punto dalla capigruppo il condono edilizio. la proposta e’ stata approvata con il si’ di Lega, Pd, Idv e Udc.

Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. ottobre 31, 2012 alle 5:58 pm

    è ufficiale.

    A.N.S.A., 31 ottobre 2012
    Senato:salta condono edilizio. Via dal calendario d’Aula: http://www.a-realestate.it/news/primo_piano/121031_senato_condono.html

  2. Mara
    ottobre 31, 2012 alle 6:42 pm

    E’ un respiro di sollievo, speriamo definitivo. Questo obbrobrio dei condoni è un pugno in faccia a chi ha fatto onestamente tutto l’iter prima di costruire una casa, pagandoci anche le tasse.

  3. LINO
    novembre 1, 2012 alle 3:27 pm

    comunque bisogna distinguere da un abuso per necessità!
    purtroppo come al solito SI FA tutto un FASCIO!!!!!!
    VERGOGNATEVI.

    • novembre 1, 2012 alle 3:34 pm

      vergognati tu, se hai violato la legge: i c.d. “abusi di necessità” oggi sono spesso una gran presa per i fondelli.

  4. maria
    novembre 1, 2012 alle 7:48 pm

    non sempre si è violata la legge, io mi ci trovo in mezzo per via di un’eredità e la scoperta l’ho fatta al momento di vendere , non capisco come mai però l’ici o imu che dir si voglia viene pagata regolarmente da più di 30 anni . neanche questo mi pare che sia legale , ma quando c’e da prendere lo stato prende e se ne frega. cosa dovrei fare dar fuoco alla casa? comunque quelli che si scandalizzano tanto sicuramente hanno altri scheletri nell’armadio non fate tanto le persone oneste solo perchè la cosa non vi tocca !!!!!!

    • novembre 1, 2012 alle 7:54 pm

      se è conforme allo strumento urbanistico, chiedi un accertamento di conformità (art. 36 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.), non hai bisogno di un nuovo condono edilizio, soprattutto se l’abuso risale a 30 anni fa. E non farla tanto lunga.

      • maria
        novembre 1, 2012 alle 11:27 pm

        Ho già chiesto l’intervento di professionisti ,non mi affido sicuramente al suggerimento del primo che capita . Non la faccio lunga ho solo sottolineato che ci sono casi e casi . Chi crede di saperla tanto lunga sei tu

  5. novembre 2, 2012 alle 1:39 pm

    se hai già chiesto “l’intervento di professionisti”, di che ti preoccupi allora?
    Certamente “ci sono casi e casi”, ma così ci fai capire che non ti sei nemmeno letta l’articolo e – men che meno – la proposta di legge in discussione: avresti capito che si tratta di un “favore” enorme ai casi di speculazione edilizia.
    Leggi, prima di criticare.

  6. maria
    novembre 2, 2012 alle 2:23 pm

    infatti non mi preoccupo risolverò il problema , e neanche io sono d’accordo nei casi di speculazione edilizia o agli scempi che deturpano i nostri paesaggi . Forse tu non hai capito e allora lo ripeto ,sottolineavo solo che ci sono casi e casi e se si prendesse atto di questo dovrebbe esserci un condono limitato ad abusi di lieve entità . Non critico ,rispondo alla tua maleducazione .Puoi fare a meno di replicare non meriti più commenti bye bye

    • novembre 2, 2012 alle 2:58 pm

      non sarai “d’accordo nei casi di speculazione edilizia o agli scempi che deturpano i nostri paesaggi”, ma critichi per partito preso, Maria, visto che non t’è interessato leggere articolo e testo della proposta di legge.
      Rispondiamo alla tua provocazione, tanto stupida quanto fuori luogo.
      Bye bye.

  7. novembre 5, 2012 alle 10:28 pm

    “Atteso l’intollerabile immotivato atteggiamento tenuto dal ministro Clini e dal suo sottosegretario di Stato, da oggi i senatori campani non voteranno più la fiducia al Governo“. Così il commissario Regionale del Pdl Campania, Francesco Nitto Palma e il presidente del Gruppo “Coesione Nazionale”, Pasquale Viespoli, in una nota, dopo il voto che ha tolto dal calendario dei lavori dell’aula del Senato l’esame del ddl che prevede la riapertura dei termini della sanatoria edilizia del 2003. Il Senato ha infatti approvato, con il sì di Lega, Pd, Idv e Udc, la proposta di togliere dal calendario d’Aula il condono edilizio.

  8. novembre 7, 2012 alle 5:00 pm

    da Lexambiente, 31 ottobre 2012
    Commento alla bozza del 15/10/2012 del DDL “Nuove disposizioni di semplificazione amministrativa a favore dei cittadini e delle imprese” esaminato nel C.d.M. del 16/10/2012
    (in Appendice i testi vigenti e modificandi dell’art. 146 del D. Lgs. n. 42/2004 e dell’art. 20 del D.P.R. n. 380/2001). (Massimo Grisanti): http://lexambiente.it/beni-ambientali/145/8700-beni-ambientalicommento-alla-bozza-del-15102012-del-ddl-semplificazioniq.html

  9. giugno 10, 2015 alle 5:10 pm

    da un presidente “abusivo” che ci si poteva aspettare?

    da Il Fatto Quotidiano, 10 giugno 2015
    De Luca, la prima proposta: un bel condono edilizio. (Fabio Balocco) (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/10/de-luca-la-prima-proposta-un-bel-condono-edilizio/1762962/)

    Anni fa, tanti anni fa, se si chiedeva di Franco Nicolazzi (esponente di spicco dell’allora Psdi e ministro dei Lavori Pubblici) a Gattico, suo comune d’origine, la gente diceva: “Qui ha fatto solo del bene”. Nicolazzi ebbe peraltro alcuni guai con la giustizia: fu condannato per concussione e dovette ritirarsi dalla vita politica.

    Mi viene in mente tale aneddoto quando penso a Vincenzo De Luca, per anni sindaco di Salerno, dove, anche qui ha fatto solo del bene. Venendo incontro alle richieste dei cittadini, ma forse anche dei costruttori (Crescent insegna). Ed anche lui avendo guai con la giustizia. Forse fa male fare troppo del bene.

    De Luca adesso non più sindaco di Salerno, ma nuovo governatore della Campania, seppure sub judice, e l’altro ieri, in questa nuova veste si è lasciato andare a Radio 24, ed ha dichiarato: “In Campania abbiamo 80.000 alloggi abusivi. Chi li può demolire? Avete forse le cave per portare il materiale di risulta? Bisogna essere pratici”. La prima esternazione di De Luca da vincitore delle elezioni regionali, si presta ad alcune considerazioni.

    La prima è che qualcuno deve andare ad informare De Luca che un immobile abusivo costituisce un reato, e pure permanente, e che le Regioni non hanno il potere di legiferare in materie penalmente rilevanti. Altrimenti, pensate cosa potrebbe accadere: che un fatto potrebbe essere previsto come reato al nord, ma non al sud. Magnifico!

    Ma, al di là di ciò, l’affermazione di De Luca è impregnata del peggiore populismo. Quale la giustificazione per condonare? Che non si saprebbe dove allocare le macerie. In quali cave. Se è solo per questo, a Milano, con le macerie dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu realizzato il Monte Stella, che oggi è un bellissimo e frequentatissimo giardino. Non credo davvero che sia un problema decidere cosa fare dei rifiuti da demolizione. E del resto, se davvero allocare dei rifiuti fosse un problema, qui in Piemonte già solo per questo dovrebbero rinunciare al buco della Tav. Insomma, le macerie sarebbero l’ultimo dei problemi, e De Luca lo sa bene.

    Quindi, non è questa la ragione per la quale De Luca vorrebbe condonare. La vera ragione semmai sta nel consenso che anche solo a pronunciare queste parole lui attira sulla sua persona. Ma al di là di ciò, che magari costituisce dietrologia, limitandoci ai fatti, se è grave la bugia con cui egli accompagna la sua proposta, ancor più grave, ma questa volta veritiero, è come De Luca rafforza le sue ragioni nel prosieguo dell’intervista, di fatto giustificando gli abusi: “Se c’è un povero Cristo che nell’entroterra campano, senza danneggiare nessun paesaggio, ha fatto l’abuso, lo si sana perché non abbiamo alternative”: ossia, quelli che realizzano l’abuso non sono delinquenti, ma poveri cristi. Frase questa che non avevano avuto il coraggio di pronunciare neppure accompagnando l’ultimo condono edilizio i parlamentari della destra berlusconiana nel 2004.

    De Luca è nudo, è questa la vera ragione per cui egli propone il condono. In fondo in fondo un abuso edilizio non è un reato, ma una marachella. Vi ricordate anni fa quando si parlava di abuso edilizio di necessità? Stessa cosa. In questa frase di de Luca emerge in tutta la sua pericolosità la mentalità soprattutto meridionale, ammettiamolo, che ha una visione diciamo così un po’ troppo libertaria dello ius aedificandi, secondo cui se io sono proprietario di un terreno ci posso edificare. Stop. Alla faccia delle regole, alla faccia della programmazione urbanistica, alla faccia dell’ambiente, alla faccia del paesaggio. Ed alla faccia di quelli (imbecilli) che non fanno i furbi.

    C’è solo da augurarsi che la legge Severino fermi De Luca, ma mi domando: in fondo, in fondo, chi verrà dopo di lui avrà idee molto diverse?

  10. agosto 24, 2015 alle 2:48 pm

    prima o poi qualcuno sembra capire.

    A.N.S.A., 24 agosto 2015
    Maltempo: Galletti, mai più condoni edilizi in Italia.
    Se si costruisce in alveo fiumi, non ci sono opere che tengano: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/08/24/maltempo-galletti-mai-piu-condoni-edilizi-in-italia_1a6775ef-b69f-43eb-b60b-e1fdb1b51e45.html

  11. luglio 31, 2016 alle 12:06 pm

    bravo Ministro Galletti!

    A.N.S.A., 31 luglio 2016
    Sicilia: stop ministro a ipotesi condono. “Non lasceremo soli magistrati e sindaci”. (http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/07/30/sicilia-stop-ministro-a-ipotesi-condono_46db8b11-fca7-4125-9efe-0493a9d09a8b.html)

    PALERMO, 30 LUG – “Siamo pronti a impugnare dinanzi alla Corte costituzionale ogni legge che permetta condoni edilizi. Questo vale in tutt’Italia e dunque anche per la Sicilia, dove si sta tentando di passare un colpo di spugna su decenni di abusivismo edilizio che deturpa l’ambiente costiero mettendo a rischio i cittadini”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, sull’emendamento in votazione all’Assemblea regionale siciliana che prevede una sanatoria per le costruzioni entro i 150 metri dalla costa. “Se passerà quella norma non solo ricorreremo alla Consulta, ma useremo ogni strumento legislativo in nostro possesso – aggiunge il ministro – per evitare che in attesa della sua pronuncia si verifichino scorribande indiscriminate”.
    “Non possiamo lasciare soli magistrati e sindaci. Nel Collegato ambientale abbiamo messo a disposizione dei Comuni 10 milioni per l’abbattimento degli edifici abusivi in zone a rischio: un fondo che spero vada esaurito presto e che mi impegno a rifinanziare un minuto dopo”.

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