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Presidenti del Consiglio “abusivi” e incauti “abusivi”, chi và in galera?


Olbia, Villa "La Certosa"

Chi realizza abusi edilizi và in galera, se è un incauto poveraccio. Altrimenti può diventare Presidente del Consiglio.  In Italia è così.

E’ di questi giorni l’ennesima indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania su probabili abusi edilizi realizzati all’interno della Villa “La Certosa”, esclusiva residenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.  Questa volta nasce da un esposto presentato dal fotoreporter Antonello Zappadu (già in rapporti difficili con il premier) corredato da circa 700 fotografie, gran parte delle quali asserisce gli siano pervenute anonimamente.  Denunciati presunti abusi edilizi e presenza di animali esotici forse importati clandestinamente. Si vedrà di che cosa realmente si tratta.

Ma non è la prima volta che la residenza gallurese del premier balza alla ribalta per vicende di abusivismo edilizio o di norme ad personam.

Nel maggio del 2004 erano state proprio le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra a segnalare alla magistratura i lavori edilizi (tunnel, approdo, ecc.) coperti incredibilmente da segreto di Stato (decreto del Ministro dell’interno 6 maggio 2004 prot. n. 1004/100 – 1158) emanato – casualmente – proprio lo stesso giorno della denuncia ecologista: la vicenda finì anche davanti alla Corte costituzionale e si concluse con un bel condono edilizio con tanti zeri (introdotto ovviamente dal Governo Berlusconi e “fatto salvo” dal successivo Governo Prodi) nel luglio 2008. Grazie anche alle autorizzazioni paesaggistiche in sanatoria sottoscritte da quel Paolo Vella, direttore dell’Ufficio tutela del paesaggio di Sassari poi divenuto deputato del P.d.L.

Olbia, Villa "La Certosa", lavori sulla collinetta

D’altra parte, che aspettarsi da chi afferma spudoratamente che “E’ antropologicamente diverso da me chi blocca i lavori abusivi” (A.G.I., 7 aprile 2008), che attendersi da chi s’è presentato come il primo utilizzatore finale del c.d. piano per l’edilizia in Sardegna?

Certamente il Nostro non farà nemmeno un giorno di galera per i suoi mattoni abusivi. Gianfranco Corda, bombolaio nuorese di 48 anni, sì.

Incauto fino all’incoscienza, ha costruito nell’insediamento abusivo di Bortoleo – Testimonzos, agro di Nuoro, una casa di prima abitazione di due piani, nonostante il sequestro preventivo violandone i sigilli.  Condannato dal Tribunale di Nuoro (16 luglio 2010) a 3 anni di carcere e due mesi di reclusione e 6 mila euro di multa, nonché alla demolizione dell’immobile, nonché al ripristino dello stato dei luoghi e al pagamento delle spese processuali.   Ovviamente non ha ottemperato a nulla.   Ed è finito a Badu ‘e Carros.

Giustizia è fatta. Amen.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Olbia, Villa "La Certosa", anfiteatro

 

 

 

da Sardegna 24, 10 luglio 2011

Villa Certosa sotto inchiesta: http://www.sardegna24.net/il-fatto/villa-certosa-sotto-inchiesta-1.3011

da Sardegna 24, 9 luglio 2011

Il bunker di Alì Babà: http://www.sardegna24.net/regione/il-bunker-di-ali-baba-1.2861

da Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2011

Esposto in procura: “A Villa La Certosa il ‘Tempio di Salomone’ e animali esotici”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/esposto-in-procura-a-villa-la-certosa-il-tempio-di-salomone-e-animali-esotici/144089/

Teulada, demolizione parte abusiva Baia delle Ginestre (2001)

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 10 luglio 2011

Abusivismo edilizio, scatta un arresto. Gianfranco Corda è finito in cella con una condanna a tre anni e due mesi. L’uomo avrebbe dovuto demolire la sua casa a due piani nella zona rurale di Bortoleo.  Antonio Bassu

NUORO. Costruzioni abusive: è Gianfranco Corda, 48 anni, padre di tre figli, distributore di bombole di gas, il primo nuorese ad essere finito in manette nel carcere circondariale di Badu ’e Carros.
 Proprietario di un’area nella zona di Bortoleo, a due passi da quella di Testimonzos, ha realizzato abusivamente (violando anche i sigilli) una casa a due piani. Da qui la pesante condanna, al termine del processo del 16 luglio2010, a 3 anni di carcere e due mesi di reclusione e 6 mila euro di multa, nonché alla demolizione dell’immobile, nonché al ripristino dello stato dei luoghi. Oltre al pagamento delle spese processuali. Ingiunzione, relativamente all’abbattimento della costruzione, alla quale Gianfranco Corda non ha mai ottemperato. Da qui l’arresto dei carabinieri e la restrizione nel carcere di Badu ’e Carros su ordine del magistrato. Corda aveva incominciato nel 2002 col costruire il piano terra e una scala esterna di collegamento col piano superiore, iniziato successivamente. Struttura che è stata poi realizzata nel dicembre del 2006. Operazione che gli è valsa, nell’aprile del 2008, la citazione in giudizio per la omessa denunzia d’inizio dell’attività. Nelle fasi del dibattimento, l’imputato Gianfranco Corda non si è mai presentato, per cui è stato giudicato in contumace. Nel tempo Corda, che di primo acchito era stato nominato custode giudiziario, era stato già destinatario di vari verbali, con il sequestro della costruzione da parte degli agenti della polizia municipale, con la comunicazione di reato alla procura della Repubblica, da cui è poi scaturito il procedimento penale. Successivamente, a seguito di nuovi controlli, venne accertato che i lavori relativi alla costruzione erano andati avanti in dispregio dei sigilli apposti in precedenza. Nel 2003, addirittura, i vigili urbani rilevarono che si era dato inizio alle opere di sopraelevazione dell’immobile, con la realizzazione dei muri perimetrali e tre pilastri, dando luogo, secondo l’accusa, a una dimora di «notevoli dimensioni». I vigili urbani, nel novembre del2008, in occasione dell’ennesimo sopralluogo, accertarono che l’intero nucleo familiare si era trasferito nei locali al piano terra della costruzione. Durante il processo si dimostrò che fino al novembre del 2006 i lavori per la costruzione della casa non furono mai interrotti. Il che non lasciava dubbi, secondo gli inquirenti, sul merito dell’attribuibilità degli abusi edilizi. Riscontro che è stato documentato con le immagini fotografiche realizzate di volta in volta sulla casa-cantiere, essendo state scattate a breve distanza le une dalle altre, rendendo certa la fattispecie contestata in tutti i suoi elementi. La richiesta della difesa di far valere la prescrizione, alla luce della circostanza che trattava di lavori sicuramente in corso nel 2006, non è stata presa in considerazione in ragione del fatto che la prosecuzione dei lavori impedisse del tutto il decorrere dei termini prescrizionali. Da qui la condanna di Gianfranco Corda a 3 anni e 2 mesi di reclusione, 6 mila euro di multa, e il pagamento delle spese processuali. Oltre che alla demolizione dell’immobile abusivo al ripristino dei luoghi.

Olbia, Villa "La Certosa"

Ritorna la paura delle ruspe. Una piaga che affonda le radici nel 1779.

NUORO. Quella degli abusi edilizi in città è una storia vecchissima. Tant’è che il fenomeno era già noto nel1779, in coincidenza con la nascita dei consigli comunitari. Anche allora si parlò di abusi edilizi, di sconfinamenti dei pastori e della incertezza dei confini comunali. Tornando ai giorni nostri, si deve partire, nel secolo scorso, dagli anni Cinquanta-Sessanta, allorché molte famiglie del comprensorio decisero di trasferirsi a Nuoro, dove c’erano maggiori possibilità di lavoro. Una volta presa la residenza il primo pensiero è stato quello di riuscire ad avere un tetto sotto il quale andare a vivere. L’acquisto dei lotti dove costruire una modestissima casa fu offerta dai proprietari dei terreni delle zone di Preda Istrada, Sa ’e Sulis, Monte Jaca, Su Nuraghe e Badu ’e Carros. Tutte periferiche rispetto all’aggregato urbano di allora, e comunque orograficamente tormentate. Le case, molto modeste e comunque abusive, nacquero in numero vertiginoso, dando luogo a rioni urbanisticamente non organici. Il comune, dopo anni di lunghi bracci di ferro con centinaia di famiglie, fu costretto a spendere decine di miliardi di lire per garantire i servizi essenziali: strade, reti idrica e fognaria, luce e la costruzione di grossi muri di sostegno in cemento armato per evitare frane e pericolosi smottamenti. Si arriva così agli anni ’90, quando molti nuoresi incominciarono a guardare con interesse alle aree periferiche di Testimonzos, Corte, Sa Toba, Gavotele, Bortoleo e Murichessa, indicate come zone di ampliamento urbano da includere nel nuovo piano regolatore della città. Una lottizzazione abusiva dette la stura all’acquisto da parte di molti cittadini di costruire una casa unifamiliare, una volta regolamentata la materia dell’ampliamento urbanistico. Purtroppo molti non ebbero la pazienza di attendere, per cui incominciarono con il realizzare un primo capanno per il deposito degli attrezzi utilizzati per coltivare l’orto. Il passo per passare dalle patate e i pomodori alla costruzione di vere e proprie case di civile abitazione fu molto breve. Nacquero così decine e decine di case abusive, con la successiva occupazione da parte delle famiglie, pur non disponendo dei servizi pubblici essenziali: strade, fogne, reti idrica e fognaria, ed energia elettrica. Che, in fasi successive, ciascuno riuscì ad acquisire in modi diversi.

Olbia, Villa "La Certosa"

Quando l’amministrazione comunale decise di intervenire era tardi. Gli abusivi si sono riuniti in associazione, chiamata Foglio 51, alla quale hanno dato l’adesione alcune centinaia di cittadini propritari di almeno un lotto nelle zone elencate in questo servizio. E da allora è stata una dura lotta con l’ente civico per tentare di rientrare nella legalità. Riponendo tutte le speranze in un piano di risanamento urbanistico. Che ancora oggi non c’è. La minaccia dell’arrivo delle ruspe del Genio militare per le demolizioni delle case, dopo il rifiuti degli abusivi di provvedervi direttamente, non si è fortunatamente concretizzato. Per cui comune e abusivi dell’associazione Foglio 51 sono ancora oggi a bocce ferme. La vicenda di Gianfranco Corda, che a Nuoro conoscono tutti, sta riaccendendo le preoccupazioni.

(foto da A.N.S.A., La Repubblica, Il Corriere della Sera, S.D., archivio GrIG)

  1. annas
    luglio 10, 2011 alle 8:17 pm

    sono semplicemente sconcertata! senza parole! come abbiamo potuto consentirgli tutto questo! Apriamo gli occhi e speriamo che la magistratura faccia il resto!! Grazie a voi e a Zappadu.

  2. Francesco
    luglio 11, 2011 alle 11:48 am

    Posso descrivere la mia esperienza. Da circa trent’anni mi trovo a dovermi difendere ,con le mie sole forze, dal potere criminale noto in Italia con simboli della lettera P seguite da numeri di circostanza. Ho denunciato lottizzazioni abusive e abusi di ogni genere eseguiti sempre da persone che gestivano il mio Comune . Queste persone come io ho minuziosamente documentato,hanno costantentemente goduto di forti protezioni. La spiegazione la troviamo sui 550 mila mc. costieri -valore lordo 1 miliardo di Euro- tutti i mano a personaggi legati ai poteri criminali:Carboni, Calò, Olivi, Gelli, Caltagirone ecc.
    I risultati ? Nessun intervento sanzionatorio sugli abusi veri. Condanna per il sottoscritto
    per il crollo di una parete di m.3,00 circa avvenuta in corso di una manutenzione ordinaria.
    Chi è interessato a capire come certi poteri criminali operino e dispongano di tutto e di tutti
    il mio archivio è a disposizione. tel. 070.8003271. (9-13)

  3. luglio 13, 2011 alle 6:58 am

    In Italia esistono innumerevoli realtà che affermano (talvolta in modo apparentemente non eguale) un medesimo grido di allarme: occorre arrestare lo scriteriato consumo di suoli fertili e boschivi dal dilagare di cemento ed asfalto.

    Centinaia di associazioni e comitati hanno in questi anni chiaramente dimostrato che esiste una strada concreta alternativa al “modello attuale”: si può gestire un Comu…ne anche facendo a meno degli oneri di urbanizzazione derivanti da nuove edificazioni.

    E’ un risultato che si può ottenere se i cittadini “comuni” vengono ammessi ai tavoli decisionali e se la “crescita zero” urbanistica diviene il frutto di una concertazione attenta e condivisa. Occorre, quindi, che questo metodo di “nuova democrazia” diventi uno standard per ciascuno degli oltre 8.000 Comuni italiani.

    LA NOSTRA PROPOSTA
    Per questo, proponiamo la nascita del Forum italiano dei Movimenti “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori”, una struttura reticolare (che veda coinvolte Organizzazioni e singoli cittadini) sul modello del “Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua”, capace di mantenere le peculiarità di ciascun soggetto ed unificare le loro attività ed obiettivi attraverso un’iniziativa di respiro nazionale che sappia incidere, attraverso proposte di iniziativa popolare ed eventuali quesiti referendari, nella legislazione vigente.

    In Italia esistono innumerevoli realtà che affermano (talvolta in modo apparentemente non eguale) un medesimo grido di allarme: occorre arrestare lo scriteriato consumo di suoli fertili e boschivi dal dilagare di cemento ed asfalto.

    Centinaia di associazioni e comitati hanno in questi anni chiaramente dimostrato che esiste una strada concreta alternativa al “modello attuale”: si può gestire un Comu…ne anche facendo a meno degli oneri di urbanizzazione derivanti da nuove edificazioni.

    E’ un risultato che si può ottenere se i cittadini “comuni” vengono ammessi ai tavoli decisionali e se la “crescita zero” urbanistica diviene il frutto di una concertazione attenta e condivisa. Occorre, quindi, che questo metodo di “nuova democrazia” diventi uno standard per ciascuno degli oltre 8.000 Comuni italiani.

    LA NOSTRA PROPOSTA
    Per questo, proponiamo la nascita del Forum italiano dei Movimenti “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori”, una struttura reticolare (che veda coinvolte Organizzazioni e singoli cittadini) sul modello del “Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua”, capace di mantenere le peculiarità di ciascun soggetto ed unificare le loro attività ed obiettivi attraverso un’iniziativa di respiro nazionale che sappia incidere, attraverso proposte di iniziativa popolare ed eventuali quesiti referendari, nella legislazione vigente.
    gep.manna@libero.it
    Giuseppe
    http://www.salviamoilpaesaggio.it/
    1

  4. luglio 19, 2011 alle 2:36 pm

    e ancora “segreto di Stato”…

    da La Nuova Sardegna on line, 19 luglio 2011
    Segreto di Stato sull’arsenale di Zhukov. Palazzo Chigi non risponde alle domande del pm Rossi della Procura di Tempio: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/19/news/segreto-di-stato-sull-arsenale-di-zhukov-4637405

  5. luglio 22, 2011 alle 7:06 pm

    la fontana di Berlusconi: quest’uomo ha proprio perso il senso della realtà.

    da La Repubblica on line, 22 luglio 2011
    http://tv.repubblica.it/politica/e-silvio-si-lamenta-per-la-villa-in-sardegna/73141/71436?video

    da La Nuova Sardegna on line, 22 luglio 2011
    Fontana bloccata a Villa Certosa: polemica tra Berlusconi e Giovannelli: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/22/news/fontana-bloccata-a-villa-certosa-polemica-tra-berlusconi-e-giovannelli-4659681

  6. marzo 31, 2012 alle 6:29 pm

    A.N.S.A., 31 marzo 2012
    Blitz forestali a Villa Certosa. Presunti lavori in giardino effettuati senza autorizzazione nella residenza estiva di Silvio Berlusconi: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/03/31/visualizza_new.html_159585076.html

    da La Nuova Sardegna on line, 31 marzo 2012
    Villa Certosa, blitz della Forestale. Controlli sui lavori all’interno della residenza di Silvio Berlusconi a Porto Rotondo Al posto della macchia mediterranea potrebbe sorgere un agrumeto: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2012/03/31/news/villa-certosa-blitz-della-forestale-1.3754771

    da L’Unione Sarda on line, 31 marzo 2012
    Olbia, blitz dei forestali a Villa Certosa. Ghedini: “Controllo di normale routine”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/260120

  7. aprile 11, 2012 alle 5:27 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 11 aprile 2012
    Lavori vietati a Villa Certosa, nuovi guai per Berlusconi. Porto Rotondo, la Forestale ha scoperto un ettaro di terreno disboscato senza autorizzazione e fuori dalla richiesta di sanatoria: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/04/11/news/lavori-vietati-a-villa-certosa-nuovi-guai-per-berlusconi-1.3797892

  8. luglio 19, 2013 alle 3:00 pm

    “segreto di Stato” e giustizia è fatta. Amen, di nuovo.

    da La Nuova Sardegna, 19 luglio 2013
    Abusi alla Certosa: inchiesta conclusa con l’archiviazione.

    L’inviolabilità di Villa Certosa resterà applicabile, almeno per altri tre anni. È quanto traspare dall’ennesima richiesta di archiviazione sull’esistenza o meno di una serie di presunti abusi edilizi che vennero denunciati, nel luglio del 2011, dal fotografo sardo Antonello Zappadu. Stando alla querela presentata dal free lance (il quale risiede da anni in Colombia) nell’area centrale di Villa Certosa, tra cactus e piscine di talassoterapia, i progettisti dell’ex premier avrebbero effettuato scavi per realizzare una sorta di tempio massonico che venne coperto, a lavori ultimati, con una serra quadrata a cielo aperto. La denuncia, finita sul tavolo del procuratore della Repubblica Riccardo Rossi, venne esaminata a fondo così come le foto allegate, che – stando a quanto raccontava il fotografo sardo – rappresentavano le varie sale sotterranee di Villa Certosa. «Le richieste di accesso al sito – ha spiegato il legale di Zappadu, l’avvocato Angelo Merlini – sono state stoppate dall’apposizione del segreto di Stato, e quindi non si è potuto accertare se la nostra denuncia fosse o meno fondata». Il caso è ormai chiuso. (g.p.c.)

  1. luglio 17, 2011 alle 2:18 pm

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