Loiri Porto San Paolo, a Cala Finanza si sbaracca?


Loiri Porto S. Paolo, Cala Finanza (foto La Nuova Sardegna, 6 luglio 2026)

Il sequestro preventivo del complesso turistico-edilizio Villa Joy, al centro di un progetto immobiliare ben più vasto, è stato disposto (agosto 2026) dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania ed è stato confermato dal Tribunale del Riesame.

L’azione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania e della polizia giudiziaria sull’area costiera fra Cala Finanza e Punta La Greca (Comune di Loiri Porto San Paolo) davanti all’Isola di Tavolara, non sembra finita qui.

Ora, la società immobiliare Tavolara Bay, titolare dell’intervento edilizio, ha chiesto di procedere alla demolizione e al ripristino ambientale.

Si può ipotizzare che persegue quel ravvedimento operosoin materia di tutela paesaggistica che può portare, se correttamente attuato, all’estinzione del reato (art. 181, comma 1 quinques del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), tuttavia non comporta alcuna conseguenza sulle violazioni urbanistico-edilizie commesse.

Sicuramente un fatto positivo, ma non significa certo che i tentativi di trasformazione immobiliare siano finiti qui.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) si occupa concretamente da anni della salvaguardia di quelle coste e continuerà a farlo per perseguire la legalità ambientale.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

L’Unione Sarda, 15 ottobre 2026

da L’Unione Sarda, 16 ottobre 2026

Loiri Porto San Paolo. Cala Finanza, Tavolara Bay cambia rotta: stop al beach club, il Corpo Forestale autorizza il ripristino ambientale.

La società sardo-brasiliana congela il progetto del glamping e toglierà i moduli prefabbricati. (Andrea Busia)

Gli avvocati della immobiliare Tavolara Bay (Gianluca Aste, Fabio Varone e Gian Comita Ragnedda) dopo un sopralluogo congiunto a Cala Finanza hanno ottenuto il via libera del Corpo Forestale per il ripristino ambientale di alcune aree della splendida località del litorale di Loiri Porto San Paolo. La società sardo brasiliana sta rimodulando la sua presenza nel territorio del centro costiero gallurese, la scelta è quella di congelare il progetto del beach club e del glamping di villa Joy.

Tavolara Bay resta in Gallura, ma con un nuovo approccio. Il ripristino ambientale di Cala Finanza è il primo passo. La società è orientata a rimuovere tutti i moduli prefabbricati posizionati a ridosso di villa Joy, attualmente sotto sequestro, e a ripristinare l’originaria destinazione (residenziale) dell’immobile. Ed è arrivato anche l’intervento dell’amministratore delegato di Tavolara Bay, Jorge Pauli Niubó (Country Director Italia JHSF). Il manager annuncia: «Il progetto Cala Finanza era stato debitamente autorizzato. Quando le circostanze sono cambiate, abbiamo presentato un’istanza di autorizzazione per interventi di ripristino ambientale nelle aree specificamente individuate nella richiesta – oggetto di contestazione provvisoria nell’ambito dell’indagine in corso – in piena cooperazione con il Corpo Forestale. Quest’iniziativa conferma il nostro impegno per la tutela del territorio e testimonia la volontà di collaborare con le autorità competenti, ferme restando le ragioni giuridiche della società; per noi, rispettare le regole e proteggere un luogo unico come l’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo viene prima di qualsiasi interesse commerciale. Il nostro legame con Porto San Paolo, dunque, rimane solido: continueremo a lavorare al fianco di istituzioni, associazioni e comunità per promuovere uno sviluppo sostenibile, a beneficio dei cittadini e della natura».

L’Unione Sarda, 11 ottobre 2026

da Il Corriere della Sera, 4 agosto 2026

Stop al resort di lusso di Cala Finanza.

Sequestrata l’area destinata al maxi progetto turistico in Sardegna. Scoperti anche resti antichi e «reperti affioranti» che ora dovranno essere esaminati dalla Soprintendenza Archeologia. (Gian Antonio Stella)

Addio «hotel Fasano con 51 alloggi di lusso per una superficie totale di circa 4.350 m²», addio «beach club, porto turistico, centro benessere completo, club di tennis e campo da golf a 18 buche», addio eliporto e addio «26 lotti edificabili per ville con una superficie compresa tra 350 e 750 m² ciascuna» per «ricavi totali stimati di 141 milioni di euro»!

Il promontorio «incontaminato» di Cala Finanza resterà tale. Almeno finché non sarà conclusa la vicenda giudiziaria che ieri ha visto una svolta clamorosa: il sequestro deciso dalla magistratura di Tempio Pausania di tutto il complesso di Villa Joy e dintorni a Porto San Paolo, davanti a Tavolara, posto sotto sigilli dalla Forestale e dai Carabinieri. Tanto più che, come scrive kalaritanamedia.it, «l’intervento delle forze dell’ordine ha fatto emergere un ulteriore, delicato elemento di criticità». Cioè la scoperta di «evidenti tracce di resti antichi e reperti affioranti» che ora dovranno essere esaminati dalla Soprintendenza Archeologia.

Che le cose fossero destinate a non finire come immaginato nei fantasmagorici depliant, filmati e rendering sfociati in una selva di polemiche era chiaro da settimane. Tanto più che dopo l’iniziale denuncia degli ambientalisti del Gruppo di Intervento Giuridico sui lavori di disboscamento nella macchia mediterranea, di costruzione di edifici provvisori, di aperture di strade che avevano stuprato il delicatissimo territorio protetto che si affaccia sulla riserva marina di Tavolara, erano emersi, anche grazie al Corriere, dettagli sconcertanti.

Come la parentela (sono fratelli) tra il capo-cordata del progetto Tavolara Bay e l’assessore comunale al turismo. O più ancora i retroscena sugli azionisti troppo spesso coperti, come raccontato da Mario Gerevini, da «società o trust alle Isole Vergini, Malta, Bahamas, Delaware».

Peggio: dallo statuto era emerso che gli investitori, tra cui il presidente della Lega Serie A di calcio, Ezio Simonelli, confidavano grazie alla Zes (Zona Economica Speciale) votata dal Consiglio dei Ministri, su un robusto finanziamento pubblico. Ma come: un progetto di lusso con dietro dei paradisi fiscali ma benedetto da soldi pubblici? E lì c’era stato il primo intoppo: retromarcia sulla Zes, dimissioni dell’assessore, irrigidimento della Regione che sarebbe stata scavalcata in una delle sue leggi più importanti a difesa delle coste. Ieri, i sigilli.

Loiri Porto S. Paolo, Cala Finanza, taglio macchia mediterranea (fine marzo 2026)

(foto La Nuova Sardegna, per conto GrIG, archivio GrIG)

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