Palermo, la singolare vicenda della spiaggia di Mondello.
Mondello è la spiaggia dei palermitani, da sempre.
Da ben centosedici anni è in pratica in mano alla Mondello Immobiliare Italo Belga S.A., società che gestisce l’Antico Stabilimento balneare di Mondello.
Con decreto dirigenziale n. 1771 del 26 novembre 2025, il Dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente della Regione Siciliana ha revocato in autotutela la concessione demaniale balneare n. 79 del 5 aprile 2022 per la presenza nell’attività gestionale della società G.M. Edil s.r.l., oggetto di provvedimento interdittivo antimafia n. 185719 dell’11 novembre 2025.
Successivamente, con decreto del 26 febbraio 2026, è stato adottato “un provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima per gravi violazioni e per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione stessa”.
Scontato il ricorso in sede giurisdizionale della Società balneare al fine di evitare la perdita della gestione della spiaggia verso un canone ben più che modesto, meno scontato il provvedimento cautelare del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, che indirettamente, ha causato la sospensione delle procedure di assegnazione mediante bando delle tredici concessioni demaniali balneari individuate da parte della Regione Siciliana, così come previsto dalla normativa comunitaria (c.d. direttiva Bolkestein) e dalla giurisprudenza costante da anni.
Il decreto presidenziale C.G.A.R.S,, Sez. I, 25 aprile 2026, n. 132, non entrando minimamente nelle motivazioni della revoca, ha concesso la sospensiva cautelare in assenza di contraddittorio al fine di scongiurare il “concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica” determinato dalla “enorme massa di persone” che affolla la spiaggia all’arrivo delle temperature estive, addirittura “ne cives ad arma ruant”.
L’Avvocatura dello Stato prontamente ha chiesto la revoca del decreto presidenziale, evidentemente non paventando sommosse popolari qualora la Società balneare non gestisca la spiaggia.
D’altra parte, il grande e intollerabile problema di Palermo è il traffico…
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
da Il Giornale di Sicilia, 27 aprile 2026
La Regione sospende i bandi per l’assegnazione dei 13 lotti della spiaggia di Mondello.
Lo stop fino al 14 maggio. Chiesta al Consiglio di giustizia amministrativa la revoca della misura cautelare che ha rimesso in partita la Italo Belga, dopo che il Tar aveva invece negato il suo ritorno. (Giacinto Pipitone)
La Regione ha sospeso fino al 14 maggio i bandi con cui sta provando ad assegnare a nuovi imprenditori i 13 mini lotti in cui è stata divisa la spiaggia di Mondello dopo la cacciata della Italo Belga. Lo ha deciso l’assessore al Territorio, Giusi Savarino, dopo un confronto con l’Avvocatura dello Stato, che intanto chiede al Cga di fare un passo indietro.
Tutto nasce dalla pronuncia con cui nei giorni scorsi il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha rimesso in partita la Italo Belga dopo che il Tar aveva invece negato il suo ritorno a Mondello confermando invece il provvedimento di decadenza della concessione firmato a fine febbraio da Renato Schifani e dalla stessa Savarino.
Tecnicamente il Cga ha dato una sospensiva rinviando al 14 maggio la decisione definitiva. E in attesa di questo passaggio la Regione ha deciso di sospendere i bandi fino alla stessa data. Nel frattempo però la stessa Regione ha fatto ricorso contro la prima decisione del Cga chiedendone la revoca. E questo ricorso potrebbe essere deciso prima di quello principale.
La vicenda si è terribilmente complicata, sia dal punto di vista giudiziario che amministrativo. Domani infatti era fissata una udienza al Tar sul secondo ricorso della Italo Belga, quello che punta all’annullamento o alla sospensione dei bandi per assegnare i 13 lotti. La decisione della Regione di sospendere tutto in autotutela dovrebbe evitare almeno sulla pronuncia del Tar sulla sospensione chiesta dalla Italo Belga, rinviando anche in questo caso tutto alla decisione di merito.
«Abbiamo preso questa decisione dopo esserci consultati con l’Avvocatura – ha detto la Savarino – Ma posso assicurare che se la nostra linea resisterà nei vari gradi di giudizio porteremo avanti i bandi e faremo recuperare il tempo perso per questo sospensione prorogandone la scadenza». Il problema è che a quel punto saremo comunque a metà maggio. E l’estate sarà alle porte, se non già di fatto arrivata.
N. 00132/2026 REG.PROV.CAU.
N. 00377/2026 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
Sezione giurisdizionale
Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO
sul ricorso numero di registro generale 377 del 2026, proposto da
Mondello Immobiliare Italo Belga S.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Carlo Comandè, Andrea Ciulla, Calogero Ubaldo Marino, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Regione Siciliana – Assessorato Territorio e Ambiente, Regione Siciliana – Dipartimento Ambiente, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distrettuale, domiciliataria ex lege in Palermo, via Valerio Villareale, 6;
nei confronti
Marelibero S.r.l.S., Vincenzo Sparti, Mida S.r.l., non costituiti in giudizio;
per la riforma
dell’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) n. 165/2026, resa tra le parti, depositata in data 25 marzo 2026, non notificata, resa nel giudizio recante in prime cure il R.G. n. 596/2026 e reiettiva dell’istanza cautelare in tale sede proposta;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi degli artt. 56, 62, co. 2 e 98, co. 2, cod. proc. amm.;
Considerato che l’articolo 56 c.p.a. dà adito all’emanazione di misure cautelari monocratiche esclusivamente “in caso di estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio” – la quale, a fortiori e necessariamente nei casi contemplati dall’articolo 56, comma 4, è quella “di cui all’articolo 55, comma 5”: ossia la “prima camera di consiglio successiva al ventesimo giorno dal perfezionamento, anche per il destinatario, dell’ultima notificazione e, altresì, al decimo giorno dal deposito del ricorso” – che, nella specie, è quella che – tenendosi conto, nei congrui casi, delle dimidiazioni di termini di cui alle pertinenti norme processuali – si provvede a fissare in dispositivo;
Ritenuto, pertanto, che la concessione presidenziale di una misura cautelare monocratica d’urgenza inaudita altera parte normativamente postula – in punto di periculum in mora – l’effettiva esistenza di una situazione a effetti gravi, irreversibili e irreparabili, tale cioè da non consentire di attendere neppure il breve termine dilatorio che, ut supra, deve intercorrere tra il deposito del ricorso e la camera di consiglio in cui deve svolgersi l’ordinario scrutinio collegiale sull’istanza cautelare; nonché, in punto di fumus boni iuris, quantomeno la non evidenza di una sua radicale insussistenza;
Ritenuto che, nel caso in esame, il pregiudizio dedotto dalla parte istante pare in effetti acquisire cumulativamente, nell’intervallo temporale anzidetto, i suddetti caratteri di gravità, irreversibilità e irreparabilità, in ragione dell’ordine di sgombero dell’area controversa intimato per il 26 aprile p.v. e che implica lo smontaggio di essenziali strutture per l’imminente fruizione estiva della spiaggia;
Ritenuto, in particolare, che, nella specie, l’imminenza della stagione estiva sia idonea a creare – in considerazione dell’enorme massa di persone che in tale periodo usualmente tende a riversarsi sulla spiaggia di Mondello – situazioni che, ove non gestite ordinatamente da alcuno, potrebbero dar luogo a concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, in ciò riscontrandosi un periculum in mora (non solo e non tanto per la società ricorrente, quanto soprattutto per l’intera collettività) di entità tale da sovrastare, limitatamente ai prossimi mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre, qualsiasi considerazione afferente al fumus boni iuris, la delibazione del quale risulta in ultima analisi ampiamente recessiva rispetto alla primaria esigenza di preservare un contesto di ordinata gestione del principale sito estivo della città di Palermo, ne cives ad arma ruant;
Ritenuto, pertanto e conclusivamente, che – avuto prevalente riguardo al periculum in mora, e restando perciò allo stato sostanzialmente impregiudicata ogni definitiva valutazione in punto di fumus boni iuris, da riservare eminentemente alla cognizione del Collegio – sussistono le condizioni richieste dalla legge affinché possa concedersi l’invocata misura cautelare monocratica;
P.Q.M.
ACCOGLIE l’istanza di concessione di misure cautelari monocratiche e, per l’effetto, sospende l’efficacia degli atti impugnati in prime cure fino all’esito della camera di consiglio di cui infra.
FISSA al 14 maggio 2026 la camera di consiglio per la trattazione collegiale della domanda cautelare, designando relatore il Consigliere La Greca.
Il presente decreto sarà eseguito dall’Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo il giorno 24 aprile 2026.
| Il Presidente | |
| Ermanno de Francisco |
IL SEGRETARIO
Pubblicato il 25 aprile 2026
(foto Berthold Werner – Wikipedia, C.B., S.D., archivio GrIG)




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