Niscemi, una frana disastrosa. Anche nelle coscienze.


Niscemi, area della frana (prima e dopo)

Niscemi, una cittadina di più di 24 mila abitanti in Sicilia, provincia di Caltanissetta.

Le forti piogge dei giorni scorsi (il c.d. ciclone Harry) hanno dato occasione a una frana ben nota da 230 anni di far scivolare una parte sempre più estesa del centro abitato verso valle.

E’, infatti, una frana a scorrimento e non si fermerà.

Il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani parla di due miliardi di euro di danni derivanti dal ciclone Harry, mentre la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela ha aperto un procedimento penale contro ignoti “per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana”.

Il tutto – affermano i geologi – era altamente prevedibile.

Nel 1790nei quartieri Sante Croci e Canalicchio, sempre gli stessi, la terra si aprì e nei bevai l’acqua smise di scorrere, come riportano le cronache del tempo ad opera di una comunità di frati”. 

Più di recente, nel 1997 una nuova frana interessò pesantemente il rione Sante Croci.

Migliaia di sfollati, centinaia di edifici condannati, danni per centinaia di milioni di euro.

L’ipotesi che si fa strada è la delocalizzazione del centro abitato, così come avvenuto, per esempio, a Gairo e Osini (1951), a Pentidattilo (1971), a Craco (1963).

La vera assurdità, autentica follìa, è data dalla conoscenza della gravissima situazione franosa non seguita da conseguenziali decisioni tecnico-amministrative.

In parole semplici: perché si è costruito e si è continuato a costruire in una zona a gravissimo rischio di frana?

Inoltre, perchè la gran parte dei fondi pubblici stanziati (circa 20 milioni di euro dal 2014) per affrontare l’emergenza non sono stati spesi (risulterebbero investiti solo 1,2 milioni di euro)?

E perchè non si è fatto ricorso nemmeno ai fondi P.N.R.R.?

In Italia sono ben noti i fenomeni di dissesto idrogeologico e le zone a rischio di frana, è recente (luglio 2025) la presentazione del quarto Rapporto ISPRA sul “Dissesto idrogeologico in Italia” – Edizione 2024.

E ora, evanescenti le responsabilità – oltre le pesanti conseguenze sociali – chi paga?

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

(foto Regione Siciliana – Protezione civile)

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