Ritorna la caccia a pagamento in Italia.

La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha reintrodotto (art. 1, comma 788°) le riserve di caccia a pagamento:
Al comma 1 dell’articolo 16 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, dopo la lettera a) sono inserite le seguenti:
« a-bis) autorizzare, regolamentandola, l’istituzione di aziende faunistico-venatorie, organizzate in forma di impresa individuale o collettiva, soggette a tassa di concessione regionale. Le concessioni sono corredate di programmi di conservazione e di ripristino ambientale al fine di garantire l’obiettivo naturalistico e faunistico, conservando, ripristinando e migliorando l’ambiente naturale e la sua biodiversità. In tali aziende la caccia è consentita nelle forme e nei tempi indicati dal calendario venatorio secondo i piani di abbattimento;
a-ter) autorizzare, su richiesta dei concessionari interessati, la conversione delle aziende faunistico-venatorie in uno dei tipi di cui alle lettere a) e a-bis) ».
La norma è il frutto di due emendamenti proposti da FdI e dalla Lega, tanto per confermare la loro pedissequa osservanza degli interessi venatori.
Finora, infatti, le aziende faunistico-venatorie non potevano avere fini di lucro, per evitare che il profitto incidesse sulla consistenza delle popolazioni delle specie faunistiche cacciabili, anche se il turismo venatorio è da tempo ben presente anche in Italia, basti ricordare in proposito le scorribande venatorie di uno dei figli di Trump.
Ora cade la foglia di fico, sarà consentita formalmente la caccia a pagamento.
E anche in Italia si potrebbe assistere alle indecenti vergogne calibro 12 già ben presenti in altre parti della Terra.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
da Il Fatto Quotidiano, 23 dicembre 2025
Due emendamenti della destra per trasformare le aziende faunistico-venatorie in attività con scopo di lucro. Critiche dalle associazioni animaliste, da Pd e Avs. (Alberto Marzocchi)
Come ogni anno, da quando è in carica il governo Meloni, ecco il regalino di Natale per i cacciatori (e la Coldiretti). Alla legge di Bilancio in discussione in questi giorni, Lega e FdI hanno accorpato due emendamenti – già approvati in commissione – per ripristinare le riserve di caccia, chiuse in Italia dal 1978. L’operazione per chi si occupa di attività venatoria e tutela della biodiversità è gigantesca: in pratica si dà la possibilità alle azienda faunistico-venatorie oggi presenti nel nostro Paese di fare business sulla pelle degli animali. Attualmente, infatti, questi istituti privati sono senza scopo di lucro.
I primi firmatari dei provvedimenti sono il leghista Massimo Garavaglia e il meloniano Luca De Carlo. Siccome la riforma della legge sul prelievo venatorio giace nelle commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato – e non si ha notizia di quando riprenderanno i lavori – la maggioranza ha pensato bene di staccare alcuni punti salienti del testo e abbinarli alla manovra. Il rischio, ora, è che aprendo le riserve la pressione sulle specie cacciabili – alcune popolazioni delle quali già di per sé non in salute – aumenti a dismisura. Come fa notare la Lac, peraltro, non è chiaro “se il target dei fucili” saranno “esemplari allevati, o più facilmente quelli selvatici presenti spontaneamente in natura, che però appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato. Si realizzerebbe pertanto un lucro da parte di privati attraverso il saccheggio del bene naturale di natura pubblica”.
Da una parte esulta Coldiretti, in particolare la sua Ab Agrivenatoria Biodiversitalia, che gestisce proprio gli istituti faunistici privati. Dall’altra tremano i cacciatori più legati alla caccia come fenomeno sociale di massa, con l’imbarazzo delle principali associazioni venatorie, che chinano il capo alle più potenti lobby agricole. Già, perché l’obiettivo del governo è incentivare l’attività venatoria come impresa individuale, da un lato, e per ricchi praticanti, dall’altro. Non è un caso che la già citata riforma alla legge 157/92 (legge Malan) contenga disposizioni per favorire il turismo venatorio da parte delle persone straniere (e fa niente se negli slogan bisogna sempre mettere in testa: “Prima gli italiani”). Ricordate Trump jr che uccideva specie protette nella Laguna veneta?
Partito democratico e Avs hanno alzato la voce. “La maggioranza riesuma il ddl ‘caccia selvaggia’. E lo fa a colpi di blitz e forzature, chinata com’è alle assurde richieste della lobby armiero-venatoria – hanno detto le dem Eleonora Evi e Patrizia Prestipino – Così si regalano biodiversità e natura alla caccia privata, consentendo alle aziende faunistico venatorie di operare a fini di lucro e trasformandole in un vero e proprio parco giochi per ricchi per sparare a piacimento, mentre le aree protette sono sempre più derubricate, lottizzate e sempre meno finanziate nonostante la loro prioritaria funzione di conservazione e tutela della biodiversità”. Per Luana Zanella (Avs) “la destra si prepara a dare l’assalto alla Laguna veneta, cioè ad una parte fondamentale del patrimonio faunistico nazionale, regalandola ai cacciatori. L’assenza di lucro nelle attività delle aziende faunistico-venatorie è una base irrinunciabile per impedire che l’uccisione della fauna selvatiche sia associata al guadagno: così si cancellano conquiste di civiltà”.
(foto da mailing list ambientalista, Partido P.A.N., Ox Ranch, S.D., archivio GrIG)




Oggi i cacciatori sparano ovunque, tutto il territorio nazionale, privato e pubblico è a loro disposizione, è la loro riserva di caccia gratuita, anzi finanziata dalla PA. Siccome non rispettano nemmeno le regole, succede che a me, e immagino a tanti altri, sparino perfino dentro il giardino di casa, recintato e chiuso, dalla strada adiacente. In altri paesi più civili ci sono le riserve a pagamento, ma tutto il resto del territorio è libero da questa piaga, la gente può fare passeggiate senza pericolo e gli animali selvatici sono tranquilli e fiduciosi e si possono vedere e avvicinare. Invece le campagne italiane sono deserte, gli animali si nascondono ed escono solo la notte, anche se ho notato che è in aumento la caccia notturna. Se l’istituzione delle riserve ci libererà dalla schiavitù della caccia come altrove, ben vengano.