Far fuori il bosco per realizzare l’impianto fotovoltaico.


Tortore dal collare (Streptopelia decaocto) fra i Girasoli

Su disposizione della magistratura, il Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Latina dei Carabinieri Forestale hanno posto sotto sequestro preventivo (art. 321 cod. proc. pen.) un terreno esteso di poco meno di un ettaro a Borgo S. Maria (Latina) in conseguenza dell’avvenuto taglio della vegetazione mediterranea per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da parte di una società energetica.

Il taglio della macchia mediterranea è avvenuto in assenza di autorizzazione paesaggistica (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Purtroppo si tratta di casi sempre più frequenti nel nostro povero Bel Paese.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

U.S.A., impatto ambientale di una centrale fotovoltaica (2013)

da Latina 24 ore, 21 gennaio 2022

Bosco raso al suolo per realizzare un impianto fotovoltaico, i carabinieri forestali sequestrano l’area a Borgo Santa Maria.

militari del NIPAAF (Nucleo Investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale) di Latina hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro urgente emesso dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano di un terreno dell’estensione di circa 90mila mq. a Borgo Santa Maria di proprietà di una società con sede a Verona.

“Le indagini condotte dal Nucleo Investigativo – si legge in una nota stampa – hanno accertato che si stavano eseguendo lavori preliminari riguardanti l’eradicazione di un’area boscata che si era costituita in modo naturale nel corso del tempo di cui facevano parte essenze vegetali tipiche della macchia mediterranea come “Fillirea, Erica e Mirto”.

Per tali lavori (eradicazione) la società proprietaria, che si occupa della realizzazione di impianti relativi alle fonti di energie rinnovabili (in particolare impianti fotovoltaici), non era in possesso della prescritta autorizzazione paesistica di cui alla normativa di riferimento, il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – codice Urbani, necessaria per sostituire il bosco e trasformare l’area in questione, adibendola ad altri usi.

Indagato dalla Procura della Repubblica risulta essere l’amministratore della società proprietaria dell’area in questione, ubicata antistante la strada del Crocifisso in località Borgo Santa Maria”.

Bosco, radura

(foto M.F., S.D., archivio GrIG)

  1. gennaio 24, 2022 alle 9:34 am

    “I Furbini” delle Energie Rinnovabili, speriamo uno di meno.

    • Riccardo Pusceddu
      gennaio 26, 2022 alle 2:24 am

      Altro che furbini. Sono dei veri e propri bastardi!

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