A quando la Guida sulle discariche più suggestive?


Appennino Umbro-Marchigiano, Monte dei Sospiri dopo la realizzazione della locale centrale eolica (2016)

Legambiente ha promosso la prima guida turistica dedicata alle centrali eoliche, https://parchidelvento.it/.

Il patrocinio è dell’A.N.E.V., l’associazione dei produttori di energia eolica, curiosamente anche associazione ambientalista riconosciuta, gli sponsor sono Agsm aim, Edison, Erg, Fera Generazione Possibile, RWE.  

C’è chi sostiene la realizzabilità, senza se e senza ma, di centrali eoliche in ogni parte del territorio nazionale, dove fa comodo alla società energetica di turno.

Il Presidente di Legambiente Stefano Ciafani ha affermato: “il territorio italiano è sempre cambiato, fin da quando i romani costruivano i loro acquedotti o i geni del Rinascimento edificavano le loro magnifiche cattedrali. Le pale eoliche e le ferrovie ad alta velocità sono le nostre cattedrali…”.

L’ing. Armando Iorio come Michelangelo?

La centrale eolica del Monte dei Sospiri come la Cappella Sistina?

Dice giustamente Alessandro Mortarino, a ciascuno la propria risposta

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

da Salviamo il Paesaggio, 22 settembre 2021

Legambiente pubblica la prima guida turistica dedicata ai parchi eolici italiani. (Alessandro Mortarino)

La notizia vi parrà curiosa, ma è una notizia vera: una fra le primarie associazioni ambientaliste italiane ha realizzato una autentica guida turistica dedicata ai migliori parchi del Bel Paese. Ma non confondetevi: non riguarda quelle ampie macchie verdi di bosco e natura che vorremmo rappresentassero la caratteristica principale del nostro territorio, qui “parchi” sta per luoghi-siti che ospitano impianti per la generazione di energia eolica.

L’associazione è Legambiente, che nei giorni scorsi ha annunciato la nascita di parchidelvento.it, una guida turistica, appunto, che da Rivoli Veronese a Gibellina racconta undici impianti eolici da scoprire attraverso una serie di itinerari in territori che tra percorsi ciclabili, borghi, arte e cucina sono diventati laboratori della transizione energetica.

I paesaggi italiani sono straordinari per la loro bellezza, storia e diversità ma questa guida dimostra che le rinnovabili possono integrarsi e diventare persino un valore aggiunto di valorizzazione turistica dei territori. – ha spiegato Edoardo Zanchini, vicepresidente dell’associazione ambientalista e curatore della guida – Gli undici impianti che abbiamo selezionato sono un invito a guardare con curiosità al territorio italiano e a trovare forme innovative di inserimento delle rinnovabili e di coinvolgimento delle comunità locali. Una sfida di grande attualità per il nostro Paese che deve recuperare i ritardi nella diffusione delle rinnovabili e che ci aspettiamo verrà affrontata dal Governo proprio in questa direzione nella revisione e semplificazione delle procedure per i progetti prevista dal PNRR”.

Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

L’iniziativa editoriale rende ancora più chiara la posizione di Legambiente e la posizione teorico-filosofica sulla materia, che già mesi or sono aveva fatto pronunciare al suo presidente Stefano Ciafani questa frase eloquente: “il territorio italiano è sempre cambiato, fin da quando i romani costruivano i loro acquedotti o i geni del Rinascimento edificavano le loro magnifiche cattedrali. Le pale eoliche e le ferrovie ad alta velocità sono le nostre cattedrali…”.

Un’affermazione che aveva stupito e – ovviamente – fatto infuriare gran parte dell’ambientalismo nazionale preoccupato di uno sviluppo delle “rinnovabili ovunque” a scapito della tutela paesaggistica.

Posizione sostenuta anche dal prof. Salvatore Settis: “Non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte al pericolo di danneggiare in modo irreversibile un Paese, il nostro, che fu un tempo il giardino d’Europa e di assecondare la messa in opera di torri eoliche e pannelli solari facendo l’interesse delle imprese (in gran prevalenza non italiane) che li producono ma non di chi vive in Italia e ha diritto a un contesto paesaggistico rispondente alle caratteristiche del Paese. I bei paesaggi sono Luoghi che curano, mentre i paesaggi deturpati danneggiano la salute dell’anima e della società“.

increscioso “incidente” durante l’esercizio di una moderna “cattedrale”.

Siamo, dunque, al solito punto nodale: Pil oppure Bellezza? Da una parte c’è chi ritiene che l’emergenza climatica imponga una rapida (rapidissima) decarbonizzazione e un’altrettanto rapida (rapidissima) uscita dal ricorso alle fonti fossili e pertanto benvenga la moltiplicazione di pale eoliche e fotovoltaico a terra, ora rinominato come “agrivoltaico” (è la posizione di Legambiente, ma anche di WWF, Greenpeace e del ministro Cingolani che si è spinto anche oltre magnificando il ritorno al nucleare, ma un nucleare “nuovo” di quarta generazione). Dall’altra c’è una rilevante fascia di cittadinanza che considera riduttivo sostituire il “carburante” del nostro modello sociale e suggerisce di cogliere il momento storico per occuparsi di politiche tese alla riduzione degli sprechi energetici e allo sviluppo di impianti energetici basati su fonti rinnovabili che non danneggino le fragilità di altri elementi primari come il suolo e il paesaggio (è la posizione, in primis, della Coalizione Articolo 9 formatasi nei mesi scorsi dall’unione di scopo di associazioni e comitati ambientalisti).

E’ lo sviluppo, bellezza.
E la Bellezza – ahinoi – ormai non è più alla portata della percezione delle masse.
Tanto che (potremmo scommetterci) la guida “eolica” di Legambiente siamo convinti che avrà un buon numero di consultatori e altrettanto seguito turistico tra quegli esponenti della categoria dell’homo consumens descritto da Zygmunt Bauman. D’altronde c’è anche chi spende un capitale per fare un giretto nello spazio…

Qualche domanda finale crediamo sia opportuno porgersi: le torri eoliche sono le cattedrali dei nostri giorni? Un crinale di pale eoliche è bellezza? L’economia vale più dell’anima?

A ciascuno la propria risposta…

Monserrato, S’Abuleu, discarica abusiva (ott. 2020). Prima o poi, potremmo trovare disponibile anche la Guida alle discariche più suggestive, basta che qualcuno voglia finanziarla.

(foto per conto GrIG, A.L.C., archivio GrIG)

  1. donatella
    ottobre 8, 2021 alle 10:55 am

    Questo articolo è eccezionale, leggendolo ho sentito mia ogni parola, considerazione, domanda.Sono certa che ormai il concetto di bellezza sia scomparso per la maggior parte delle persone: ci sono innumerevoli esempi quali i cosiddetti ” monumenti ” in parchi, giardini città, paesi e paesaggi; costruzioni orrende passate per “capolavori”: strade, piazze di paesi e città copie di posti alienanti passate per ” riqualificazioni sostenibili”; monconi osceni di Alberi capitozzati dappertutto; viali Alberati scomparsi; riviere e colline devastate da costruzioni inguardabili; spazzatura disseminata e/o accatastata ovunque; rive dei corsi d’acqua devastati di continuo da opere di “bonifica”; mare pieno di plastica….Sono sicura che le discariche diventeranno meta turistica perchè verranno fatte passare come specchio, testimonianza della società moderna.
    Disabituando alla bellezza, le generazioni future accetteranno tutti gli scempi senza batter ciglio, insomma una dittatura del Dio Consumismo che modella le idee, come sempre fanno le dittature che usano anche strumenti striscianti mascherati come ad esempio , nel nostro caso, “false associazioni ambientaliste ” Grazie GrIG di questo articolo e delle incessanti denunce e lotte sul campo.

  2. sardo
    ottobre 8, 2021 alle 3:46 PM

    Ma perchè legambiente è così interessata all’eolico?

  3. ottobre 8, 2021 alle 4:13 PM

    Mi sembra che l’articolo ponga una questione “reale” in termini un po’ guidati e forzati verso una conclusione sola, ovvero la incompatibilità tra sviluppo delle rinnovabili e conservazione e tutela del paesaggio.
    Se si partisse dai numeri, TWh di energia elettrica consumati annui e loro fonte, si vedrebbe chiaramente che anche volendo non aumentare di nulla i consumi ma solo uscire gradualmente dall’uso di fossili per produrre energia elettrica, il parco rinnovabile da installare nei prossimi anni è enorme.
    Ora le fonti rinnovabili a disposizione sono idro , solare e fotovoltaico. L’idroelettrico come noto è presente e utilizzato dalle alpi agli appennini da più di un secolo e i corsi d’acqua sono saturi (per usare un eufemismo) di opere per lo sfruttamento di tutte le portate e salti disponibili ovunque esse siano .
    Sviluppabili oggi , tecnicamente e finanziariamente, restano solo vento e sole; e qui veniamo al punto dolente ovvero che tipo di sviluppo di queste fonti possono e debbono avere compatibilmente con il nostro straordinario paesaggio.
    Sulle modalità di questo sviluppo sarà necessario vigilare e fare battaglie se occorre , ma certamente non opporsi a prescindere , semplicemente perchè non abbiamo altre strade per uscire dall’uso di gas e di carbone (nucleare a parte).
    Angelo

    • ottobre 8, 2021 alle 5:57 PM

      infatti, nessuno si oppone “a prescindere”, anzi.
      Il punto è semplice: non si può far realizzare “senza se e senza ma” centrali eoliche (e solari termodinamiche e fotovoltaiche o a biomassa) come pare e piace alle società energetiche, senza necessità, senza pianificazione, senza, soprattutto, far nulla per il risparmio energetico.
      Voler paragonare una centrale eolica a un qualsiasi reale “bene culturale”, poi…
      Buona serata.

      Stefano Deliperi

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