Home > diritti civili, giustizia, Italia, Regione Sardegna, salute pubblica, società, sostenibilità ambientale > Come far appestare un’Isola e mezza Italia.

Come far appestare un’Isola e mezza Italia.


Report, diretto da Sigfrido Ranucci, è una delle migliori trasmissioni televisive di approfondimento giornalistico del panorama nazionale.

Lunedi 9 novembre 2020 ha dedicato un servizio giornalistico su come e perché la ripresa dei contagi in Sardegna – e conseguentemente nel resto d’Italia – è stata facilitata da come è stato gestito l’intrattenimento notturno nei luoghi del turismo.

Nella Sardegna covid free – così come veniva definita nell’estate scorsa – il mantenimento dell’apertura di discoteche e locali notturni con tanto di affollamenti di vacanzieri provenienti da ogni parte garantito dall’ordinanza presidenziale n. 38 dell’11 agosto 2020 è stata una delle attività che hanno drammaticamente favorito la ripresa della diffusione della pandemia nell’Isola.

Olbia, l’on. Eugenio Zoffili davanti alla nave Alan Kurdi (dal profilo Facebook dell’on. Eugenio Zoffili)

Tutti ricordiamo l’entusiasmo del commissario regionale leghista on. Eugenio Zoffili, prima distintosi nel chiedere e sostenere il provvedimento, poi nell’impegno strenuo contro invasori e untori rappresentati da qualche decina di bambini e adulti di colore scuro non per l’abbronzatura estiva.

Tutti possiamo anche leggere l’ordine del giorno consiliare n. 39 dell’11 agosto 2020 proposto dagli on.li Francesco Paolo Mula (P.S.d’Az.), Angelo Cocciu (F.I.), Michele Cossa (Rif. Sardi), Francesco Mura (F.d’I.), Dario Giagoni (Lega per Salvini premier), Roberto Caredda (Gruppo Misto), Gian Filippo Sechi (U.D.C- – Cambiamo!), Giuseppe Meloni (P.D.), Valter Piscedda (P.D.), Gianfranco Ganau (P.D.), Roberto Deriu (Liberi e Uguali), Daniele Secondo Cocco (Liberi e Uguali)  e approvato dall’aula consiliare con cui è stata impegnata la Giunta regionale “sentito il comitato tecnico scientifico, a valutare l’opportunità di adottare atti idonei a rendere possibile l’apertura di tali esercizi, nel rispetto, qualora fosse possibile, di norme che garantiscano la sicurezza e il distanziamento”.  

Nessuna pubblicità sul parere del Comitato tecnico scientifico, anzi dubbi perfino sulla sua esistenza.

Tutti ora conosciamo quanto hanno dichiarato l’on. Angelo Cocciu (F.I.) e l’on. Giovanni Satta (P.S.d’Az.), parole che disegnano una pavida decisione del Presidente della Regione autonoma della Sardegna on. Christian Solinas, i suggerimenti da parte di numerosi esponenti della maggioranza di governo regionale e le pressioni da parte di imprenditori della notte.

Le drammatiche conseguenze di questi disinvolti comportamenti e atti sono sotto gli occhi di tutti. E non se ne vede la fine.

Sul piano delle eventuali responsabilità di ordine penale faranno luce (speriamo!) i procedimenti aperti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, tuttavia un minimo sussulto di decenza porterebbe alle dimissioni immediate di chi ha messo gli interessi economici (ed elettoralistici) ben davanti all’interesse pubblico della tutela della salute dei cittadini.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus


dal sito web di Report, puntata del 9 novembre 2020

Balla con me. (Emanuele Bellano con la collaborazione di Greta Orsi ed Eleonora Zocca) 

Con oltre 17.000 decessi su una popolazione di 10 milioni di abitanti la Lombardia è una delle aree del mondo in cui il nuovo coronavirus ha ucciso di più. Anche a causa di questo triste primato l’Italia rimane ancora oggi uno dei paesi d’Europa con più morti in relazione al numero di abitanti. Report ricostruisce con dati e documenti inediti la catena di eventi ed errori che hanno contribuito a generare questa situazione. Oggi nel pieno della seconda ondata di Covid19, possiamo chiederci se abbiamo imparato da quanto accaduto a febbraio e marzo scorsi. La Sardegna ad agosto è stata al centro di un ampio dibattito politico dopo che il presidente Solinas aveva chiuso e poi riaperto le discoteche in seguito a un’impennata di contagi provenienti dai locali notturni. Report ha ricostruito le pressioni e i condizionamenti che hanno agito sottotraccia e che hanno indotto la politica a correre seri rischi nella gestione dei contagi. E infine, come si sono comportati i paesi d’Europa in cui i contagi e i decessi si sono mantenuti bassi durante la prima ondata di Coronavirus?

A.N.S.A., 10 novembre 2020

Discoteche aperte in Sardegna, Procura apre inchiesta.
Pm Cagliari ipotizza reato di epidemia colposa.

 CAGLIARI, 10 NOV – Un’inchiesta per epidemia colposa è stata aperta dalla Procura di Cagliari a seguito della messa in onda di un servizio di Report, ieri sera, sull’apertura delle discoteche estive in Sardegna che avrebbe favorito la diffusione del Covid prima nell’Isola e poi in varie regioni italiane. I magistrati vogliono capire se la Regione abbia consentito l’apertura dei locali della Costa Smeralda nonostante fosse a conoscenza dei rischi.

La procuratrice Maria Alessandra Pelagatti ha affidato l’indagine all’aggiunto Paolo De Angelis, che guida il gruppo specializzato in colpe mediche composto dai sostituti Guido Pani, Daniele Caria e Diana Lecca. Nell’immediato gli investigatori della Procura si concentreranno sul parere del Comitato tecnico scientifico che risulta allegato alla decisione del governatore Solinas. Nel servizio di Report vari consiglieri regionali di maggioranza e opposizione hanno fatto riferimento a quel documento, ma dichiarando di non averlo mai visto.
    Lo stesso conduttore Sigfrido Ranucci ha rimarcato la stranezza del fatto che nessuno avesse visto quell’atto, ipotizzando che gli esperti della task force regionale possano non aver autorizzato la riapertura e sollevando il dubbio sull’esistenza stessa del documento. Un dubbio che, a quanto pare, anche la Procura di Cagliari ha deciso di fugare.

A.N.S.A., 9 novembre 2020

Covid: discoteche aperte in Sardegna, “abbiamo rischiato”.
Ricostruzione di un consigliere Fi a Report. Partito si dissocia.

 “Non si trattava di tenere aperte le discoteche fino al 31 agosto, perché così avremmo ‘ammazzato’ la Sardegna, considerato che il contagio iniziava a crescere.
    Solo uno o due giorni. Abbiamo rischiato”. Sono le parole di Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale sardo, contenute in un’intervista che andrà in onda questa sera nella puntata di Report su Raitre. Si parla del periodo a ridosso di Ferragosto, quando in Sardegna si è registrata un’impennata di nuovi casi di Covid-19. In una seduta dell’Aula dell’11 agosto, Cocciu aveva detto: “ci sono attività che hanno anche 200 dipendenti e locali che hanno investito molto”.
    Ai microfoni di Report, ricordando le giornate precedenti all’ordinanza che teneva aperte le discoteche, l’esponente della maggioranza in Regione spiega: “mi sono arrivate tante telefonate, Billionaire e Phi Beach avevano per esempio contratti stratosferici con dj importanti. In particolare il Phi beach aveva Sven Vath (dj tra i più quotati, ndr) l’11 o il 12.
    Così abbiamo chiesto al presidente qualche giorno di apertura in più”. Al 7 agosto risale anche il dpcm che chiudeva le discoteche ma che lasciava libere le Regioni di agire diversamente. E l’11 sera il governatore Christian Solinas adotta un’ordinanza che le tiene aperte, valida sino al 31, per poi revocarla, però, con un provvedimento del 16 in cui si sospendono tutte le attività del ballo.
    E mentre su Facebook girano le foto di una scritta apparsa davanti alla sede della presidenza della Regione in viale Trento in cui si denuncia “Avete preferito il Billionaire alla nostra salute”, interviene il deputato e coordinatore di Forza Italia in Sardegna, Ugo Cappellacci, per chiarire che le parole del consigliere Cocciu alla trasmissione Report “sono da intendersi del tutto a titolo personale e non rispondenti al procedimento seguito”. “Il percorso politico-amministrativo seguito alle ordinanze – spiega – è sempre stato accompagnato dai pareri del comitato tecnico-scientifico, mai dalla valutazione di interessi contrapposti e tantomeno dalla preferenza per quello economico di terzi rispetto al diritto alla salute dei cittadini”. “Non si comprende pertanto il senso delle affermazioni di Cocciu, che non corrispondono in nessun modo al punto di vista del partito, degli assessori e dei consiglieri regionali di Forza Italia”.

da Il Fatto Quotidiano, 9 novembre 2020

Discoteche aperte in Sardegna ad agosto, il capogruppo di Forza Italia: “Lo sapevamo che i contagi salivano, abbiamo rischiato”.

Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale, in un’intervista a Report ha spiegato i retroscena dell’ordinanza che ha lasciato aperti i locali da ballo sull’isola fino al 16 agosto, dieci giorni dopo la decisione di chiuderle del governo: “Mi sono arrivate tante telefonate, gestori che ci chiedevano di tirare qualche giorno in più. Billionaire e Phi Beach avevano per esempio contratti stratosferici con dj importanti”

“Si trattava di lasciare aperte le discoteche solo qualche giorno in più, fino a Ferragosto: lo sapevamo che i contagi stavano salendo, abbiamo rischiato”. Parola di Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Sardegna, in un’intervista di lunedì 9 novembre a Report su Raitre. “Non volevamo tenere aperte le discoteche fino al 31 agosto, così avremmo ammazzato la Sardegna: era questione di uno o due giorni”, continua l’esponente della maggioranza del governatore Christian Solinas. Cocciu si riferisce al periodo a ridosso di Ferragosto, quando in Sardegna si è registrata un’impennata di nuovi casi di Covid-19. In quel periodo scoppiò il caso discoteche che ha fatto discutere l’opinione pubblica durante l’estate, prima della chiusura decisa dal governo.

A Report, ricordando le giornate precedenti all’ordinanza che teneva aperte i locali e le discoteche, l’esponente della maggioranza in Regione spiega: “Mi sono arrivate tante telefonate, gestori che ci chiedevano di tirare qualche giorno in più. Billionaire e Phi Beach avevano per esempio contratti stratosferici con dj importanti”. Per questo è stato chiesto al presidente qualche giorno di apertura in più. Al 7 agosto risale il Dpcm che chiudeva le discoteche ma che lasciava libere le Regioni di agire diversamente. La sera dell’11 il governatore Christian Solinas adotta un’ordinanza che le tiene aperte, valida sino al 31 agosto, per poi revocarla subito dopo Ferragosto, il 16.

“Avete preferito il Billionaire alla nostra salute”, si legge in uno striscione sulla sede della presidenza della Regione in viale Trento. Nel frattempo, il coordinatore di Forza Italia in Sardegna, Ugo Cappellacci, prende le distanze dalle parole di Cocciu. “Non corrispondono in nessun modo al punto di vista del partito, degli assessori e dei consiglieri regionali di Forza Italia”, dice il deputato Cappellacci, ex governatore dell’isola. Il percorso politico-amministrativo delle ordinanze, spiega, “è sempre stato accompagnato dai pareri del comitato tecnico-scientifico, mai dalla valutazione di interessi né si è mai preferito l’interesse economico di terzi al diritto alla salute dei cittadini”.

Cagliari, Ospedale SS. Trinità, il dott. A. Rotigni riceve la donazione GrIG (4 giugno 2020)
Cagliari, Viale Trento, scritta murale sotto il palazzo sede della Regione autonoma della Sardegna

(immagine dal profilo Facebook dell’on. Eugenio Zoffili, foto S.D., archivio GrIG)

  1. Srdn
    novembre 11, 2020 alle 8:35 am

    Cosí funziona in sardegna…….. Senza permessi si può fare tutto se il sistema lo vuole, scaricare liquami, costruire sul mare ville, alberghi, fabbricare armi, aprire discariche, asfaltare strade con scorte radioattive.Mi chiedo, permessi a parte si o no, c’erano delle regole da seguire nei locali controllori dov’erano? Tutti ora gridano allo scandalo, ma i poteri forti chi piú chi meno, sono coinvolti e il tutto finirà come sempre…… Il ritornello di un gruppo diceva cosí “chi é stato é stato e chi é stato non é”. Coraggio grig, chissà che un giorno, non riusciremo a vedere un pò di luce….

  2. novembre 11, 2020 alle 9:01 am

    non c’era bisogno di Report, era evidente che ad agosto la regione pseudo indipendente col presidente super indipendente fosse totalmente serva e schiava dei soliti imprenditorucoli continentali, legati ai partiti del nord italia, che con aziende off shore non pagano tasse e incassano miliardi non rispettando la benchè minima norma….
    Assurdo è che pure l’opposizione ha firmato a scatola chiusa per aprire le discoteche (luogo peggiore dove far resuscitare in pieno il virus|) senza un caspita di documento tecnico scientifico: questo vi fa capire LA QUALITA’ della nostra classe politica regionale.
    p..s e per il fantastico assessore alla sanità il problema da mesi sono LE SCUOLE!!
    Poi qualcuno mi spieghi che caspia unisce (se non la scarsezza) nella politica regionale uno di destra (quindi nazionalista), con uno del psdaz (in teoria indipendentista) con uno leghista (quindi indipendenza della padania): NULLA! solo un modo per prendere voti dai soliti polli sardi!

    • Srdn
      novembre 11, 2020 alle 5:58 pm

      Certo Carlo non c’era bisogno di report per farci capire,del resto si muove tutto allo stesso modo. .Ma per far agire la legge si, se no col cappio che si muovevano. Una vergogna alla quale nessuno ne uscirà indenne nonostante le assoluzioni.

  3. Pietro Paolo
    novembre 11, 2020 alle 9:02 am

    Il sistema come per la caccia…? esistono i famosi dati sui censimenti? in questo caso il fantomatico parere CTS esiste? si? no? perché ieri sera Il prof. Locatelli presidente del CSS ha detto che loro erano sempre contrari alle aperture. Quindi per loro è una prassi un sistema di governo sulle decisioni da prendere…che a qualcuno è costato la pelle…
    si ritorna alle aste….le istituzioni devono fare gli interessi di una parte?(quella a cui devi restituire qualcosa) o gli interessi di tutti ?

  4. capitonegatto
    novembre 11, 2020 alle 10:25 am

    Ma di cosa ci stupiamo se molte attivita’ , dal bar alla discoteca ai mezzi pubblici ecc. , che andavano per tempo, o fermate o almeno tenute sotto stretta vigilanza, hanno continuato in modo incontrollato le loro attivita’ , con il consenso attivo o passivo del decisore territoriale ?
    Perche’ non si bloccano le attivita’ di coloro che risiedono nei paradisi fiscali , o nascondono le propieta’ in scatole cinesi ?

  5. Claudio
    novembre 11, 2020 alle 1:58 pm

    Ricordo benissimo e con orrore i piagnistei estivi dei vari prenditori del turismo che si lamentavano perché volevano più aperture. E ricordo benissimo di quando solinas ha ricevuto briatore. Per fare cosa? Non si sa.

    Tanto anche questa volta (vedi inquinamento, cementificazione, fumi, sversamenti vari) finirà a tarallucci e vino. Non mi aspetto che nessuna delle parti coinvolte faccia un singolo giorno di galera e che riceva una sanzione economica congrua. Tanto per iniziare ci sarebbe da chiudere quei localacci, abbatterli e piantare alberi nei luoghi dove sorgono.

  6. Giorgio Zintu
    novembre 11, 2020 alle 2:29 pm

    Strano che tutti commenti facciano risalire l’appestamento dell’intera Italia alle discoteche sarde, un appestamento che oltreppasserebbe pure Natale prossimo per arrivare con un’onda anomala alla prossima estate.
    Ma le discoteche di Emilia Romagna e Veneto, per esempio, erano chiuse a Agosto scorso? Credo di no ma verificate
    Ci sarebbe da aggiungere se qualcuno dei tanti commentatori ben documentati abbia mai viaggiato da settembre in avanti in una metropolitana romana o in un treno di pendolari verso e dalla Capitale.
    Forse qualcuno più illuminato e più attento potrebbe anche scoprire che la verità va cercata e le notizie vanno verificate per non abboccare a qualsiasi cosa.

    • novembre 11, 2020 alle 2:57 pm

      ?? La Sardegna era quasi covid free a inizio estate
      E tu che fai? Ti abbassi le braghe perché dietro di te arrivano i turisti dal nord e dalle zone più colpite dal covid e baratti miseramente qualche posto in più – spesso in nero- col prenditore nord italiano in cambio della salute tua, dei tuoi familiari e degli altri isolani?
      Sei un genio no?!

    • Claudio
      novembre 11, 2020 alle 3:29 pm

      Non si parla dell’appestamento in italia, ma dei danni provocati alla salute dei sardi per privilegiare, a quanto pare, interessi privati. Rispetto e solidarietà a chi si è contagiato anche nelle altre regioni, ma qui si parla di situazione sanitaria in Sardegna., qualcuno più illuminato e attento manco avrebbe bisogno di una precisazione del genere.

  7. novembre 11, 2020 alle 2:59 pm

    il parere del Comitato scientifico ci sarebbe stato e sarebbe stato negativo.

    da La Repubblica, 11 novembre 2020
    “Non riaprite le discoteche, è uno spot all’assembramento”. Ecco il parere del Cts della Sardegna ignorato da Solinas.
    I quattro esperti del Comitato si espressero con risolutezza il 6 agosto. La decisione della Regione di aprire i locali venne giudicata confusa, con controlli impossibili da effettuare. Nonostante questo, il governatore e la giunta l’11 agosto decisero di mantenere aperta la movida. (Fabio Tonacci) (https://www.repubblica.it/cronaca/2020/11/11/news/non_riaprite_le_discoteche_e_uno_spot_all_assembramento_ecco_il_parere_del_cts_della_sardegna_ignorato_da_solinas-273949450/?ref=RHTP-BH-I273954235-P1-S1-T1)

    ——————————–

    Ecco perché in Sardegna il Cts non è stato ascoltato. Movida di Ferragosto La bozza dell’ordinanza regionale che prorogava l’apertura dei locali arriva in mail ai tecnici sardi solo due ore prima della firma definitiva. (Fabio Tonacci): https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/11/11/news/ecco_perche_in_sardegna_il_cts_non_e_stato_ascoltato-274046996/?ref=RHTP-BH-I273902727-P1-S9-T1

    • novembre 11, 2020 alle 3:47 pm

      il fantastico ordine del giorno pro Briatore (che poi ricordiamolo è finito in ospedale salvato solo dal fatto che aveva i soldoni e che quindi è stato curato con tutti i crismi…) finisce con “VALUTATA la necessità di non penalizzare ulteriormente i settori produttivi connessi al settore turistico // impegna la Giunta regionale // sentito il comitato tecnico scientifico (!!!), a valutare l’opportunità di adottare atti idonei a rendere possibile l’apertura di tali esercizi, nel rispetto, qualora fosse possibile, di norme che garantiscano la sicurezza (!!!)e il distanziamento.(!!!)”…quindi “qualora fosse possibile” …nelle discoteche = MAI!
      simpatici componenti del consiglio regionale, ma se il parere del CTS vale meno di una cicca vecchia, perchè lo richiedete?

    • novembre 11, 2020 alle 6:08 pm

      se esistesse questo benedetto parere positivo del Comitato scientifico, basterebbe pubblicarlo e le polemiche finirebbero subito. Se esistesse…..

      A.N.S.A., 11 novembre 2020
      Covid: discoteche Sardegna, spunta parere negativo del Cts. Lo svela Repubblica online, esperti la firmarono il 6 agosto. (https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/11/11/covid-discoteche-sardegna-spunta-parere-negativo-del-cts_40ae677e-2d66-44cb-87c0-6f1f9c15d9a2.html)

      Si complica il ‘giallo’ sul parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) della Sardegna su cui la Regione si è basata per adottare l’ordinanza dell’11 agosto con cui ha deciso di aprire le discoteche a cavallo di Ferragosto. Secondo quanto riporta il sito di Repubblica, il Cts espresse un giudizio di non approvazione già il 6 agosto, attraverso una mail inviata all’assessore della Sanità Mario Nieddu e al direttore generale della Sanità Marcello Tidore.

      In quei giorni i consulenti furono chiamati ad analizzare una prima bozza dell’ordinanza che conteneva la proroga ai locali da ballo. E il giudizio, dice Repubblica online, fu inequivocabile: “Il Comitato non approva il documento”.

      Non solo. Perchè il Cts esprimeva anche le sue preoccupazioni per gli assembramenti documentati dalle foto sui social: “Stiamo assistendo all’apertura di attività dove addirittura l’assembramento viene ostentato come elemento di richiamo pubblicitario”. Cinque giorni dopo, l’11 agosto, Solinas firmò l’ordinanza n.38, finita ora sul tavolo della Procura di Cagliari con l’apertura di un fascicolo per epidemia colposa.

      C’è un altro parere oltre a quello ricevuto via mail il 6 agosto, ed è quello cui fa riferimento espressamente l’ordinanza di riapertura delle discoteche dell’11 agosto. Nel documento si cita l’acquisizione “in data odierna del parere espresso sulla presente ordinanza dal Comitato tecnico scientifico istituito per fronteggiare la diffusione epidemiologica del Covid-19 nell’Isola”. Lo stesso per il quale, sin dal giorno dopo, l’opposizione di centrosinistra fece richiesta di accesso agli atti senza, ad oggi, ottenere alcuna risposta. E proprio sull’esistenza di questo parere si basa anche l’inchiesta per epidemia colposa. I magistrati vogliono capire se la Regione abbia consentito l’apertura dei locali della Costa Smeralda nonostante fosse a conoscenza dei rischi.

      REGIONE REPLICA, “RICOSTRUZIONE FAZIOSA” – Il documento del 6 agosto pubblicato dal quotidiano online La Repubblica non è riferito all’ordinanza dell’11 agosto – quella che riapre i locali da ballo – ma ad una bozza di linee guida regionali per il settore delle discoteche, mai adottate. Lo fa sapere in una nota l’Ufficio stampa della Regione Sardegna. La presidenza della Giunta, dunque, sostiene che la mail inviata il 6 dal Comitato tecnico scientifico non è il parere su cui il governatore Solinas si è basato per emanare il provvedimento cinque giorni dopo.

      “L’ordinanza numero 38 – si legge nella nota -, assunta in condizioni di curva epidemiologica prossima allo zero, ha seguito un differente iter procedimentale, che ha comunque previsto prescrizioni più stringenti rispetto alle linee guida nazionali e coerenti con le osservazioni espresse dal Comitato tecnico scientifico regionale”. “La stessa ordinanza, sollecitata da un ordine del giorno approvato dall’intero Consiglio regionale, è rimasta in vigore dal 12 al 16 agosto”. Ora, conclude la nota, “spiace dover constatare che alcune imprecisioni nel riportare i fatti paiano tutte coordinate a realizzare un medesimo disegno, orientato a supportare le ricostruzioni strumentali e faziose di una parte politica, e che continuano ad alimentare un clima d’odio inutile in un contesto di emergenza quale quello attuale”.

  8. novembre 11, 2020 alle 6:50 pm

    A.N.S.A., 11 novembre 2020
    Covid: l’Italia supera il milione di casi. In 24 ore 32.961 nuovi contagi, 623 morti. Oltre tremila pazienti in terapia intensiva.
    ‘Sbagliato dare messaggi che sminuiscono situazione drammatica’: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/11/11/medici-e-infermierigli-ospedali-sono-vicini-al-collasso-_f8f9e507-48af-44ca-b6bd-06408960b1b7.html

  9. M.
    novembre 12, 2020 alle 6:45 am

    Dovrebbero dimettersi davvero tutti, maggioranza e opposizione, se è vero che in Consiglio hanno tutti votato l’odg per le discoteche, pensando che poi sarebbe bastato scrivere di tenere le mascherine e le distanze (più o meno questo avrà detto il Cts, se proprio volete aprire rispettate delle prescrizioni). E con loro tutti i furbi che questa estate comunque in Costa ci sono andati, che comunque la sera in piazza ci vado, che sei un asociale se non vieni a cena a ferragosto. Troppo facile sparare al piccione, esame di coscienza collettivo…

    • Pietro Paolo
      novembre 12, 2020 alle 8:04 am

      scusa M. ma il solito sistema che porta a dire (Craxianamente) “è colpa di tutti sono tutti uguali” non funziona non mi fa avere scrupoli di coscenza perché io come moltissimi altri le regole ora come d’estate le stiamo e le abbiamo rispettate e che la movida della Costa è stata uno scempio bisogna dirlo, quindi è giusto che tutti quelli che le regole le hanno rispettate e fatto sacrifici e rinunce piccole o grandi si incazzino e se l’Istituzione preposta al controllo della pandemia ha fatto errori si deve dire non sottovoce ma a voce alta… la magistratura ci dirà se ci sono colpe e di chi sono tra qualche lustro, pero’ la figura di m. è già chiara chi aveva i pareri CTS nel cassetto dovrebbe almeno chiederci scusa per aver scambiato la ns salute con del fatturato! Questi si che dovrebbero farselo un esame di coscienza.

    • novembre 12, 2020 alle 9:40 am

      se si dimettono tutti poi chi ti ritrovi dopo un mese alle votazioni? GLI STESSI!
      quindi forse è il caso che queste cose tipo Report, che smuovono opinione pubblica e politici nazionali (visto che i nostri di opposizione spesso dormono e si fanno sentire in modo chiaro ed efficace solo dopo che qualcun altro – spesso giornalista nazionale-ha scoperchiato il vaso di pandora) servano per favorire la nascita dai nuovi partiti regionali (I VERDI?) partiti e liste civiche che tolgano le solite mummificate facce di politici regionali (e tra questi mettiamoci pure persone indagate per TRAFFICO INTERNAZIONALE DI DROGA, quindi bazzecole no?).
      Ma ci rendiamo conto che il principale quotidiano regionale non prende mai una posizione e sembra sembra sempre essere un mero portavoce dei politici regionali?
      Ma la critica in Sardegna per i giornalisti è come una pulce fastidiosa o dovrebbe essere la base del proprio lavoro? senno chiamiamolo bollettino regionale e non L unione sarda….

  10. Gavino Meloni
    novembre 12, 2020 alle 9:21 am

    Si volevano aiutare le attività legate al turismo ma le discoteche non ci voleva un genio per capire che fossero la situazione ottimale per il virus del covid per espandersi. Questo a danno di molti altri operatori del turismo che, per cercare di salvere il salvabile della stagione, hanno investito tempo e tanto denaro diventando anche antipatici con gli ospiti pur di far rispettare le regole. Quando Solinas ha annunciato la chiusura che poi fu bocciata dal tar molti operatori hanno ricevuto una marea di disdette per gli ultimi giorni possibili di lavoro causando un danno enorme. Prima la nostra cara amministrazione regionale ha creato il casino poi ha dato la mazzata finale. In altri Paesi civili un’amministrazione simile si sarebbe dimessa o l’avrebbero dimessa per incompetenza totale.

  11. novembre 12, 2020 alle 11:10 am

    A.N.S.A., 12 novembre 2020
    Discoteche aperte in Sardegna: blitz Polizia in Regione. Acquisiti documenti relativi all’ordinanza di Solinas dell’11/8. (https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/11/12/discoteche-aperte-in-sardegna-blitz-polizia-in-regione_b24bed9a-28a8-4341-bbf8-8cfd01030077.html)

    CAGLIARI, 12 NOV – I documenti relativi alla procedura burocratica che l’11 agosto ha portato il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas ad emanare l’ordinanza che diede il via libera all’aperuta delle discoteche sono stati acquisiti dalla Polizia su ordine della Procura di Cagliari che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di epidemia colposa.
    Come riportano i due quotidiani sardi, tra i documenti prelevati dagli agenti della Squadra mobile nel palazzo della Regione, a Cagliari, vi sono le ordinanze e i pareri dei componenti del Comitato tecnico scientifico sui quali il governatore Solinas aveva basato la decisione di far riaprire le discoteche a ridosso di Ferragosto.

    —————-

    Solinas, non sapevo del no dei tecnici su discoteche. Macchina del fango contro una regione che è più sana di altre. (https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/11/12/solinas-non-sapevo-del-no-dei-tecnici-su-discoteche_0169ea26-269f-4df3-996f-62844a39b608.html)

    CAGLIARI, 12 NOV – Il documento del Comitato tecnico scientifico sardo con il parere negativo sull’apertura delle discoteche “l’ho letto solo in queste ore, e rientrava in una corrispondenza interna con l’assessorato regionale alla Sanità: era riferito a un’altra vicenda, a delle linee guida mai emanate in seguito. Il 6 agosto non c’era alcuna ordinanza regionale e le discoteche erano aperte in virtù del Dpcm in tutta Italia”.

    Lo afferma il governatore della Sardegna, Christian Solinas, in un’intervista a Repubblica in cui denuncia: “Si è messa in moto la macchina del fango per colpire una regione che è più sana di altre”. In merito all’ordinanza regionale sulla riapertura delle discoteche, datata 11 agosto, “il Cts, esprimendosi su altri documenti, aveva proposto sei motivi di criticità, che sono stati tutti soddisfatti nella stesura della successiva ordinanza”, spiega Solinas. “Il provvedimento tiene conto, poi, di due elementi fondamentali. Primo, i dati sanitari. Il tasso di contagio era prossimo allo zero. Il secondo è l’ordine del giorno del Consiglio regionale con cui si impegnava la giunta ad adottare atti idonei alla riapertura dei locali. Ad avermi convinto più di altri – racconta il governatore – è stato l’intervento di Massimo Zedda dei Progressisti con cui si paventava il rischio di ordine pubblico, oltre che sanitario, per via delle tante feste private e fuori controllo, degli assembramenti in spiaggia e piazze che si sarebbero tenuti nel nostro territorio a ridosso di Ferragosto in caso di mancata riapertura dei locali”

  12. Srdn
    novembre 12, 2020 alle 11:38 am

    La macchina del fango in sardegna non ha bisogno di essere messa in moto, regna……. Anche se non c’è lo meritiamo viviamo nel fango. I sardi siamo carne da macello, ostaggi di impuniti.Lberate le poltrone poltroni, tutti indistintamente, controllori compresi.

  13. novembre 12, 2020 alle 11:44 am

    da Il Fatto Quotidiano, 12 novembre 2020
    La Polizia nella sede della Regione Sardegna: acquisiti documenti sul via libera di Solinas alla riapertura delle discoteche ad agosto.
    Scatto nell’inchiesta per epidemia colposa: alle 10 gli investigatori, in cinque, sono saliti al quarto piano, dove si trova l’assessorato alla Sanità, bloccandone l’accesso a chiunque e iniziando a portare via tutti i documenti, compreso il parere del Comitato tecnico scientifico. (https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/12/la-polizia-nella-sede-della-regione-sardegna-acquisiti-documenti-sul-via-libera-di-solinas-alla-riapertura-delle-discoteche-ad-agosto/6000896/)

    L’indagine sull’iter burocratico che ha portato la Regione Sardegna al via libera all’apertura delle discoteche nella settimana di Ferragosto entra nel vivo. I poliziotti della Squadra mobile, su ordine della procura di Cagliari, si è presentata nella sede della Regione per acquisire tutti i documenti relativi alla procedura. Alle 10 gli investigatori, in cinque, sono saliti al quarto piano, dove si trova l’assessorato alla Sanità, bloccandone l’accesso a chiunque e iniziando a portare via tutti i documenti (compreso il parere del Comitato tecnico scientifico).

    Il fascicolo aperto dai magistrati cagliaritani è al momento contro ignoti e ipotizza il reato di epidemia colposa. Come riportano i quotidiani sardi, tra i documenti prelevati dagli investigatori nel palazzo della Regionale, ci sono le ordinanze fino a quella sotto i riflettori dell’11 agosto e i pareri dei componenti del Comitato tecnico scientifico sui quali il presidente Christian Solinas aveva basato la decisione.

    L’inchiesta è nata dopo un servizio di Report, trasmesso lunedì sera, durante il quale diversi componenti della maggioranza di centrodestra hanno sostenuto di aver percepito “pressioni” da parte dei gestori dei locali nei giorni in cui la giunta doveva decidere se prorogare o meno le apertura, alla luce della ripresa dei contagi.

    In particolare, i magistrati – con l’aggiunto Paolo De Angelis che guida il gruppo specializzato in colpe mediche composto dai sostituti Guido Pani, Daniele Caria e Diana Lecca – vogliono accertare se la Regione abbia consentito l’apertura dei locali della Costa Smeralda nonostante fosse a conoscenza dei rischi per la salute delle persone che affollavano la meta turistica nei mesi estivi.

    Al centro delle verifiche c’è il parere del Comitato tecnico scientifico che risulta allegato alla decisione del governatore Christian Solinas. Diversi consiglieri regionali di maggioranza e opposizione sentiti dai giornalisti della trasmissione di Rai3 hanno dichiarato di non averlo mai visto, pur essendo a conoscenza della sua esistenza.

    Mercoledì Repubblica.it ha riferito di una valutazione negativa fornita dal Cts regionale il 6 agosto: il ‘no’ sarebbe contenuto in un’e-mail inviata dagli esperti all’assessore della Sanità Mario Nieddu e al direttore generale della Sanità Marcello Tidore quando l’ordinanza di riapertura poi firmata da Solinas era ancora una bozza.

    Contro la Sardegna, ancora una volta, “si è messa in moto la macchina del fango”, ha detto il presidente della Regione, in un’intervista pubblicata oggi su La Repubblica. Il presidente ha sostenuto che quel documento faceva riferimento a “linee guida” su cui stava lavorando l’assessorato della Sanità e che non c’entrava con l’ordinanza da lui firmata l’11 agosto.

    (Ha collaborato Pablo Sole)

  14. Luca Carta Escana
    novembre 12, 2020 alle 1:25 pm

    Ringraziamo la classe unionista per aver fatto piombare la polizia sul nostro parlamento, messo a soqquadro. Complimenti. Dimissioni immediate della giunta Solinas; sì a elezioni anticipate, al fine di restituire la parola al popolo sardo.

  15. novembre 12, 2020 alle 3:31 pm

    quindi un parere del cts (non vincolante ma necessario) per il presidente e tutto il suo gruppone prima non si sapeva dove fosse, poi non si sapeva che contenesse esattamente, poi era un parere negativo dettagliato da 4 scienziati scritto in una mail datato 6, poi pare forse che sia positivo poco dettagliato scritto solo da uno
    Però se avessero letto tale documento TUTTI i consiglieri regionali avrebbero sotto mano tale mail: NON L’HA LETTA NESSUNO! e nessuno sapeva dove fosse…
    però all’inizio di queste fantastiche giornate Solinas ci ha detto che era negativo e non vincolante, poi ci ha detto che ha dato retta a Zedda, mo forse pare che fosse positivo (COME PUO’ SULLO STESSO ARGOMENTO CAMBIARE COSI’ TANTO IN 4 GIORNI???) e quindi ha “vincolato” Solinas che ha dato quindi retta a questo parere e non a Zedda
    tutto chiarissimo ragazzi, mi raccomando se non vi dimettete continuate così che magari ci ammaliamo, perdiamo soldi e lavoro, ma almeno ci divertiamo tanto!

  16. Srdn
    novembre 12, 2020 alle 5:32 pm

    Alla fine la colpa ricadrà su quelli di report….. Questa é L’Italiga che ci porta nel futuro…….

  17. novembre 13, 2020 alle 5:54 pm

    costui non ha il senso del ridicolo.

    A.N.S.A., 13 novembre 2020
    Covid: Solinas, Sardegna regge ora piano prossimi 40 giorni.
    Governatore, “situazione pienamente sotto controllo”: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/11/13/covid-solinas-sardegna-regge-ora-piano-prossimi-40-giorni_a776431e-9aa1-435d-9a48-e2c64b801088.html

    —————

    Covid: record di contagi in Sardegna (623) e 15 decessi.
    Aggiornamento Regione, eseguiti quasi 5mila tamponi in 24 ore: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/11/13/covid-record-di-contagi-in-sardegna-623-e-15-decessi_85d517d2-9be6-4c6a-8cb9-e9381801b51e.html

    • novembre 13, 2020 alle 6:47 pm

      be se la situazione è sotto controllo ………..
      perchè non riapriamo le discoteche!
      magari dopo una mail di una riga scarsa scarsa di un componente di una commissione tecnica che forse parla a nome di un’altro (!!) ma che forse parla anche a nome degli altri due! ….e che oggi ha pure chiarito che questa mail NON può essere minimamente considerata un parere tecnico di un comitato tecnico scientifico – poi L’Unione Sarda alias bollettino presidenziale – ci deve spiegare come poteva titolare nel suo sito ieri sera “tutto sistemato, si va verso l’archiviazione, trovata la relazione del comitato tecnico scientifico col parere positivo all’ordinanza di Solinas”: o erano malissimo informati o erano tantissimo in mala fede!

  18. Srdn
    novembre 13, 2020 alle 6:12 pm

    Come sempre ” tutto sotto controllo” e già che ci siamo, perché no “coraggio c’è la faremo” se proprio vogliamo esagerare possiamo dopo le 22 spalancare le finestre e metterci a cantare………forte la gente non morirà piú nei cessi.

  19. novembre 13, 2020 alle 7:47 pm

    da Il Manifesto Sardo, 13 novembre 2020
    Come far appestare un’isola e mezza Italia: https://www.manifestosardo.org/come-far-appestare-unisola-e-mezza-italia/

  20. novembre 13, 2020 alle 11:00 pm

    da L’Unione Sarda, 13 novembre 2020
    L’INCHIESTA. Boom di contagi in Gallura durante l’estate: i lavoratori dei locali sentiti dal pm.
    Dalle audizioni emerge un quadro a tinte fosche: protocolli non applicati, personale non formato, mancata tutela dei lavoratori. (Andrea Busia): https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/gallura/2020/11/13/boom-contagi-in-gallura-durante-l-estate-i-lavoratori-dei-locali-136-1082537.html

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: