Via alberi e arbusti dalle sponde del Fiume Frassine!


S. Urbano, Fiume Frassine, taglio della vegetazione riparia (maggio 2020)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (13 maggio 2020) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione di opportuni provvedimenti riguardo l’avvenuto recente taglio della vegetazione riparia – comprendente anche alberi ad alto fusto – lungo il corso del Fiume Frassine, nel tratto in territorio comunale di S. Urbano (PD).

Nessuna informazione preventiva alla cittadinanza, un taglio raso che ha eliminato qualsiasi habitat naturale in pieno periodo della nidificazione per le specie dell’avifauna selvatica (qui le sponde prima del taglio). 

Le fasce spondali del Fiume Frassine sono tutelate con il vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e la vegetazione svolge un’importante funzione di difesa idrogeologica.

In ogni caso, non è questo il momento per procedere al taglio o potatura degli alberi: infatti, è in corso il periodo riproduttivo per le specie dell’avifauna selvatica.  

L’art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i., comporta in favore di “tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri” (art. 1 della direttiva) “il divieto:

a) di ucciderli o di catturarli deliberatamente con qualsiasi metodo;

b) di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi;

c) di raccogliere le uova nell’ambiente naturale e di detenerle anche vuote;

d) di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva;

e) di detenere le specie di cui sono vietate la caccia e la cattura”.

Il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può integrare eventuali estremi di reato (artt. 544 ter cod. pen., 30, comma 1°, lettera h, della legge n. 157/1992 e s.m.i.) o violazioni di carattere amministrativo (art. 31 della legge n. 157/1992 e s.m.i.).

Cardellini (Carduelis carduelis)

Sono stati coinvolti il Ministero per i beni e attività culturali e il turismo, il Ministero dell’ambiente, la tutela del territorio e del mare, la Direzione operativa dell’Area tutela e sviluppo del territorio della Regione Veneto, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Area metropolitana di Venezia e Belluno, Padova, Treviso, il Comune di S. Urbano, il Comando regionale dei Carabinieri Forestali, informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovigo.

Il Gruppo d’intervento Giuridico onlus sta conducendo in tutta Italia una vera e propria campagna per la correttezza della gestione del patrimonio forestale e del verde pubblico urbano

E c’è davvero molto da fare…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

S. Urbano, Fiume Frassine, tratto dov’è presente ancora la vegetazione riparia (maggio 2020)

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. G.Maiuscolo
    maggio 14, 2020 alle 9:00 am

    E’ stupefacente il contrasto o se vogliamo dire meglio, il divario tra quel che sta accadendo nelle nostre società in questo momento storico ( intendo la pandemia che sta mettendo a dura prova il genere umano, dimostrandone la fragilità) e la risposta della NATURA, quella con la enne maiuscola, alla disperante preoccupazione diffusa, seppur contenuta.

    Dico meglio per essere più chiara: a me pare che la Natura sia più forte di questa umanità fragile e che la stessa Natura voglia dirci che dobbiamo essere cauti e non sottovalutarla.

    Noto questo divario nel mio giardino e nella mia singola e forse inattendibile situazione. Tutto nel mio giardino sembra VIVERE ed esaltare la natura; di tanto in tanto sento il picchio nel pino ( che ha diversi decenni), ho scoperto un riccio che gironzola la notte e dappertutto è un tripudio di farfalle e di coccinelle. E di piccoli nidi nelle melaleuche presenti lungo il limite tra me e i vicini.

    Mi sono detta che, in barba all’isolamento degli umani e alla crisi economica, questa sì grave, che si sta vivendo, la Natura sembra guadagnare terreno e prosperare, gioiosa e invincibile, in tutte le sue manifestazioni. E può sembrare malvagio dirlo ed ammetterlo ma doveroso, alla FACCIA del distruttore che, si spera, possa apprendere qualcosa di buono da questa terribile esperienza.
    Anche se dalle immagini di questo post odierno, sembrerebbe l’esatto contrario.
    Forse l’uomo sta aspettando che l’indice di qualità dell’aria sia… concludete voi!

    Serena giornata a tutti voi 😊

  2. donatella
    maggio 14, 2020 alle 12:46 pm

    Gli accordi con i Consorzi di Bonifica da parte delle amministrazioni regionali e comunali sono tali che questi lavori distruttivi lungo tutti i corsi d’acqua vengono considerati di vitale importanza per la vita dei fiumi, degli animali stessi, ad esempio per il bene dei pesci e per la salvezza e la sicurezza del suolo, dei paesi dove scorrono, degli abitanti che altrimenti morirebbero a causa di allagamenti. Questo non è vero ma invece così viene fatto passare, allora in nome di questa presunta sicurezza, tutte le leggi vengono scavalcate, in nome del pericolo imminente se non si bonificano le sponde dei corsi d’acqua. E’ un inganno delirante ma la realtà è questa e per questo si continuano a distruggere tutti i corsi d’acqua dell’Italia, paese sui fiumi. Tanti corsi d’acqua italiani sono stati interrati, “tombati”, da Napoleone in poi, da diversi anni l’opera di sterminio di tutti i corsi d’acqua, distruggendone tutte le sponde, verrà completata dai Consorzi di Bonifica finchè le amministrazioni ne saranno mandanti e complici

  3. Srdn
    maggio 14, 2020 alle 5:46 pm

    A gaia quel che é di gaia…….

  4. maggio 15, 2020 alle 6:31 pm

    da Il Mattino di Padova, 15 maggio 2020
    Sant’Urbano. Alberi tagliati lungo il Frassine scatta la denuncia alla Procura. Gli ambientalisti del Gig: «Intervento nel pieno del periodo della nidificazione».
    Lo scorso febbraio fu devastata invece la golena del Fratta di Valli Mocenighe. (Nicola Cesaro) (https://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2020/05/15/news/alberi-tagliati-lungo-il-frassine-scatta-la-denuncia-alla-procura-1.38849194)

    Via alberi e arbusti dalle sponde del fiume Frassine e l’associazione ecologista denuncia alla Procura. Il Gruppo d’Intervento Giuridico (Gig) onlus ha inoltrato l’altro ieri una specifica richiesta di accesso a tutti gli atti che riguardano il recente taglio di alberi ad alto fusto lungo il Frassine.

    LO SCEMPIO
    Il disastro, stando almeno alla descrizione fornita dall’associazione ambientalista, è avvenuto in territorio comunale di Sant’Urbano, più o meno all’altezza di via Morosina. «Abbiamo presentato istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione di opportuni provvedimenti», spiega Stefano Deliperi del Gig. «Il taglio è avvenuto senza alcuna informazione preventiva alla cittadinanza. Si tratta di un taglio raso che ha eliminato qualsiasi habitat naturale nel pieno periodo della nidificazione per le specie dell’avifauna selvatica».Deliperi ricorda che le fasce spondali del fiume Frassine sono tutelate con il vincolo paesaggistico dal 2004 e che «la vegetazione svolge un’importante funzione di difesa idrogeologica. In ogni caso, non è questo il momento per procedere al taglio o potatura degli alberi: infatti, è in corso il periodo riproduttivo per le specie dell’avifauna selvatica».

    DIRETTIVA EUROPEA
    L’associazione tira in ballo la direttiva europea sulla tutela dell’avifauna selvatica esecutiva in Italia dal 1992, secondo cui è divieto distruggere o danneggiare deliberatamente i nidi e le uova degli uccelli selvatici, ma anche di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza. «Il disturbo, il danneggiamento e l’uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può integrare eventuali estremi di reato o violazioni di carattere amministrativo», incalza Deliperi.

    L’ASSOCIAZIONE
    Ha coinvolto su questo specifico episodio i ministeri di riferimento, la Regione Veneto, la Soprintendenza, il Comune, i carabinieri forestali. Il Gig ha inoltre informato anche la Procura di Rovigo. «Il Gruppo d’intervento Giuridico onlus sta conducendo in tutta Italia una vera e propria campagna per la correttezza della gestione del patrimonio forestale e del verde pubblico urbano. E c’è davvero molto da fare». Interpellato, il sindaco Dionisio Fiocco ha assicurato di non essere stato messo al corrente dell’intervento di taglio lungo il Frassine.

    IL PRECEDENTE
    Già lo scorso febbraio la Lega Italiana Protezione Uccelli aveva denunciato l’azzeramento di una delle garzaie più popolose di tutta la provincia di Padova. Il luogo del misfatto – pure in questo caso abbattimento di alberi nel peggior periodo dell’anno – era la golena del Fratta di Valli Mocenighe, tra Piacenza d’Adige e Megliadino San Vitale, all’altezza dell’idrovora Vampadore. La golena è una delle sedici garzaie della provincia e peraltro nemmeno la più piccola.

  5. maggio 27, 2020 alle 9:53 am

    ..ecco quello che succede a tagliar alberi e arbusti in questo periodo, specie lungo i corsi d’acqua.
    Qui siamo ad Antella (Bagno a Ripoli, FI).

    da Qui Antella, 18 maggio 2020
    La ruspa sfascia il nido lungo l’Ema: due anatroccoli restano orfani. (Francesco Matteini): https://www.quiantella.it/2020/05/18/la-ruspa-sfascia-il-nido-lungo-lema-due-anatroccoli-restano-orfani/?fbclid=IwAR1LBJo0BLIFvb4x7N9JThbaqfdn10akxBEONGaDB1U1XxOOhhjieIcSEq8

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