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La Magistratura interviene al Porticciolo di Alghero.


Alghero, Porticciolo, taglio macchia mediterranea (sett. 2019)

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale hanno effettuato il sequestro preventivo delle aree dove la Porticciolo s.r.l. ha effettuato lavori di sistemazione di recinzione e cancelli in località Porticciolo (Alghero, SS).

Secondo gli accertamenti, sarebbe stata tagliata vegetazione mediterranea senza alcuna autorizzazione.

Nel 2014 la Porticciolo s.r.l. aveva chiesto e ottenuto dal Comune di Alghero l’autorizzazione alla realizzazione di una recinzione e alla formazione di due ingressi nel proprio terreno (provvedimento unico n. 315 del 9 luglio 2014): il Comune aveva autorizzato con le seguenti condizioni:

1. al fine di consentire il libero passaggio della microfauna all’interno del lotto, le maglie della recinzione dovranno avere una larghezza non inferiore ai 15 cm. x 15cm.;

2. non è consentito realizzare nuove piste né allargare la viabilità esistente o aprire varchi nella vegetazione”.

Gabbiano reale (Larus michahellis)

L’intera zona è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia costiera dei 300 metri dalla battigia marina è tutelata anche con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). Rientra, inoltre, nel sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” (codice ITB010042) ai sensi della direttiva n.92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora e nel parco naturale regionale “Porto Conte”.

La Porticciolo s.r.l., titolare dell’omonimo campeggio, beneficia da anni di una concessione demaniale stagionale sulla spiaggia, contestatissima in quanto interessante l’area dunale.

Ora i tagli della vegetazione mediterranea.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus esprime il suo plauso a Magistratura e Polizia giudiziaria per l’intervento a salvaguardia di ambienti naturali di grandissimo valore.  

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Alghero, Porticciolo, cartello sequestro preventivo (sett. 2019)

(foto per conto GrIG, C.B., archivio GrIG)

  1. settembre 25, 2019 alle 7:46 am

    Le ferite inferte al territorio non sono mai rimarginabili, si può certo ricostituire la parte vegetale distrutta, ma non l’integrità ed il danno resta comunque incalcolabile.

    E’ auspicabile che, una volta accertati, i reati eventualmente commessi, vengano adeguatamente repressi con fermezza.

    Ritengo però che il controllo della cittadinanza sul proprio patrimonio ambientale, affidato agli amministratori pro-tempore, debba essere caratteristica costante in ogni occasione.

    Carlo Hendel

  2. G.Maiuscolo
    settembre 25, 2019 alle 9:05 am

    Gentile Hendel, Lei ritiene bene, ma sa anche che “il controllo sul patrimonio ambientale” da parte dei cittadini può essere, sì, efficace e attento ( difatti le denunce spesso e volentieri vengono da chi?…); ma se gli amministratori ( meno male…pro-tempore…fino a nuovi ricambi, magari sensibili e rispettosi del patrimonio ambientale, vuoi mettere…) ma se gli amministratori demandati per…dicevo, non lo fanno?

    La risposta è lì…facile facile.

    Cordialmente

    • settembre 25, 2019 alle 10:30 am

      Esiste, caro Gmaiuscolo, anche una responsabilità amministrativa di controllo, che va accertata dopo aver stabilito che un reato è stato commesso. E (non certo ultima) esiste anche una importante responsabilità politica, cui i “veri” cittadini-elettori, titolari esclusivi del bene “AMBIENTE” debbono chiamare i gestori pro-tempore, al momento della espressione di un voto consapevole. Carlo

  3. G.Maiuscolo
    settembre 25, 2019 alle 11:49 am

    Sono una “cara”, gentile Hendel.
    So bene che esiste (…) “una responsabilità amministrativa di controllo, che va accertata dopo aver stabilito che un reato è stato commesso”.

    E so altresì che i “veri” cittadini elettori hanno e devono avere la responsabilità “politica” di “richiamare” i “gestori”, pro-tempore, della cosa pubblica, ad una maggiore attenzione non solo per i preziosi beni “ambientali” ma anche per l’ossequio e per il rispetto del diritto degli stessi cittadini.

    Sono altresì convinta del fatto che con una “matita” si possa esprimere consenso a chi, si ritiene, possa essere meritevole, ma anche dissenso verso chi, si ritenga, non sia adatto alla gestione della cosa pubblica.

    Sono d’accordo su molte cose che Lei ha scritto, Hendel, come potrà vedere, ma resto ferma nell’idea che, la cosa più importante è non far troppi danni…con la matita!

    Perché se ne fanno, eccome…

    Cordialmente

  4. donatella
    settembre 25, 2019 alle 1:29 pm

    il danno fatto è ormai fatto. Un vero e proprio disastro. Ma spesso anche si continua come se niente fosse. Questa volta non accade così , invece. Sono perciò contenta e lodo le autorità ,Magistratura e Polizia giudiziaria che sono intervenute a mettere sotto sequestro la zona violata così pesantemente del Porticciolo di Alghero. Spero sia solo l’inizio di queste azioni delle Autorità giudiziarie, che siano ancora più tempestive, preventive dei danni, che portino a punizioni esemplari e che siano arrivati i tempi in cui questi scempi siano universalmente riconosciuti e puniti come “DISASTRI AMBIENTALI CONTRO LA FLORA LA FAUNA L’UMANITA’ IL PIANETA”

    • Luigi
      ottobre 8, 2019 alle 12:44 pm

      Gentile signora Donatella, i giudici hanno disposto il dissequestro dell’area.

  5. settembre 25, 2019 alle 2:42 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 settembre 2019
    Sfregio nel bosco di Porto Conte, sequestro al Porticciolo.
    Blitz degli agenti della Forestale di Alghero, denunciato titolare della società. Alberi tagliati e danneggiamenti, il terreno di 2mila metri ricade in zona Sic. (Gianni Bazzoni) (http://www.lanuovasardegna.it/alghero/cronaca/2019/09/24/news/sfregio-nell-area-boscata-sequestro-al-porticciolo-1.17886849)

    ALGHERO. Un’area boscata di circa 2mila metri quadrati in località Porticciolo in una zona che ricade nell’ambito del Parco di Porto Conte è stata messa sotto sequestro dagli agenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della stazione di Alghero. Il terreno è in parte di proprietà della società “Porticciolo srl” e in parte della Regione. Il sequestro probatorio è stato eseguito su disposizione della procura della Repubblica di Sassari e già convalidato dal giudice delle indagini preliminari. Nel corso delle indagini sarebbero emerse gravi irregolarità: a fronte di una autorizzazione per realizzare una recinzione, infatti, i titolari del terreno avrebbero invece eseguito opere non consentite. In particolare, gli agenti della Forestale – durante l’attività di controllo – avrebbero accertato l’esecuzione di «lavori di decespugliamento, taglio di piante di pino domestico, macchia mediterranea a lentischio, palma nana, ginepro e sradicamento di ceppaie, eseguito in totale difformità alle autorizzazioni rilasciate».

    La zona interessata dalle indagini è considerata di particolare pregio ambientale: si tratta, infatti, di un’area vincolata idrogeologicamente, sottoposta a vincolo paesaggistico e inclusa in un “Sic” (Sito di interesse comunitario).

    Nel corso dell’operazione, gli agenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione hanno sequestrato anche il legname derivato dalla operazioni di taglio, già fatto a pezzi con l’utilizzo di una motosega, ammucchiato e pronto per essere portato via.

    Tutta l’area interessata dai lavori è stata messa sotto sequestro e le zone sigillate con l’apposizione di nastri di protezione. Una iniziativa che nelle intenzioni della Procura e del Gip che ha convalidato il provvedimento di sequestro, deve servire per evidenziare le prove dell’attività irregolare, in piena difformità con le autorizzazioni rilasciate.

    La Forestale ha denunciato all’Autorità giudiziaria l’amministratore della Società “Porticciolo Srl” al quale il terreno posto sotto sequestro è stato affidato in custodia in attesa di eventuali ulteriori provvedimenti. L’area boscata dove sono stati eseguiti i lavori in contrasto con le autorizzazioni ambientali, si colloca in una zona di straordinaria bellezza e dove i vincoli sono severissimi.

    Ora le indagini proseguono sulla base anche delle direttive impartite dalla magistratura per la valutazione di ulteriori reati. La società “Porticciolo srl” da anni opera in un’oasi ambientale di grande pregio dove gestisce l’arenile e il camping. Servizi molto frequentati anche dai turisti che arrivano ad Alghero.

  6. Luigi
    ottobre 8, 2019 alle 12:41 pm

    Cmq i giudici hanno disposto il dissequestro di tutta l’area.

  7. ottobre 8, 2019 alle 2:49 pm

    da Alguer.it, 8 ottobre 2019
    Dissequestro a Porticciolo per circa 2mila metri di terreno in area Sic disposto dal Tribunale del Riesame di Sassari. Il blitz della Forestale era scattato a settembre su una porzione di terreno della “Porticciolo srl”, nel comune di Alghero.
    Porticciolo, sequestro annullato: http://www.alguer.it/notizie/n.php?id=145118

    • ottobre 10, 2019 alle 2:54 pm

      sequestro confermato.

      da La Nuova Sardegna, 10 ottobre 2019
      Tribunale del Riesame. Custodia giudiziaria per l’area sequestrata del Porticciolo.

      Il tribunale del riesame ha restituito alla società “Porticciolo srl” l’area sequestrata dal Corpo forestale di vigilanza ambientale nello scorso mese di settembre.
      La Porticciolo srl è stata incaricata della “custodia giudiziaria” dell’area posta sotto sequestro dai ranger, su richiesta della procura e su disposizione del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Sassari.
      Secondo il Corpo forestale sull’area, circa duemila metri ricadenti all’interno di un Sito di interesse comunitario (Sic), erano stati eseguiti alcuni interventi che andavano oltre le autorizzazioni. In particolare, secondo i corpo forestale, erano state eliminate essenze arboree tutelate.
      La Porticciolo srl si era quindi rivolta al tribunale del riesame chiedendo il dissequestro dell’area, ma i giudici hanno confermato il sequestro, disponendo nel contempo l’affidamento dell’area alla società per la custodia giudiziaria.

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