Da Pigliaru a Solinas


Nuraghe e rottami

Christian Solinas, sardista, al vertice della coalizione di centro-destra, è il nuovo Presidente della Regione autonoma della Sardegna.

L’Amministrazione regionale Pigliaru (centro-sinistra), avviata fra grandi promesse e luminose prospettive, dopo la nefasta (per la Sardegna) Giunta Cappellacci (centro-destra), della quale il neo eletto Presidente era Assessore ai trasporti (come dimenticare la flotta sarda…), ora se ne va lasciando una Sardegna più povera di prima.

Una Sardegna da cui nel 2018 sono partiti in cerca di lavoro 3.288 persone, soprattutto giovani.  Record degli ultimi vent’anni (dati Centro studi C.N.A., 2019).

Ora la campagna elettorale è finita e contano solo i fatti.

Auguri, Presidente Solinas.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

da Il Corriere della Sera, 25 febbraio 2019

Solinas, dietro i pastori, i problemi.  I guai del vincitore sardo-lumbard.

Tanti dossier complessi per il neogovernatore. Oltre alle lauree misteriose nel curriculum. (Gian Antonio Stella)

«Noi siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, / romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi. / Siamo le ginestre d’oro giallo che spiovono / sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese…» Da ieri, nella stupenda poesia «Noi siamo sardi» di Grazia Deledda, c’è un buco che la grande poetessa nuorese non avrebbe mai immaginato: da ieri i sardi sono anche un po’ lumbard.

Dati alla mano, infatti, il contributo di Matteo Salvini e della (ex) Lega Nord, per quanto parecchio inferiore ai sogni di quello sfondamento previsto dai sondaggi e dalle piazze strapiene ad Olbia o Alghero, è stato davvero determinante per la vittoria di Christian Solinas. Il primo «sardista» alla guida dell’isola trent’anni dopo Mario Melis: «Un valore simbolico enorme per i sardisti e per i sardi — spiegò mesi fa —. Il compimento del progetto politico che i reduci della Brigata Sassari avevano elaborato al rientro dalla prima guerra mondiale». Sempre nel nome del Partito Sardo d’Azione. Ma su fronti opposti: Melis con la sinistra, Solinas con la destra.

Lui ripete che no, per carità, il legame con la Lega è storico e radicato. Sarà anche vero che Umberto Bossi urlava «Due stati, due casse, due monete: secessione!» e teorizzava l’idea di restringere «l’Ita-glia» dentro «confini che corrispondono più o meno alla zona in cui esisteva l’area celtica, da Senigallia a Lucca». Ma «per noi il Carroccio è un partner politico e culturale naturale — ha giurato qualche settimana fa a La nuova Sardegna —. Se si legge lo statuto della Lega si scopre che per larga parte è la trascrizione di quello del Psd’Az. Ci sono valori condivisi e sovrapponibili. E non sono io a dirlo, ma la storia».

Sardegna, il segretario PSdAz Efisio Trincas dona la bandiera dei “quattro mori” a Silvio Berlusconi (2009)

Di più, assicura: «La prima volta che Bossi venne eletto e che la Lega comparì in Parlamento durante la Prima Repubblica gli venne data una stanza da dividere con il senatore del Psd’Az Carlo Sanna. Il nostro parlamentare diede a Bossi copia dello statuto e altri documenti che parlavano di federalismo e autonomia. Bossi strutturò la Lega di allora proprio sulla base di quei testi. E in tutti questi decenni i contatti sono stati continui e strettissimi». Sarà…

Certo è che adesso, ricevuta l’investitura con 15 punti di distacco su Massimo Zedda,il «grandissimo presidente» come l’ha ribattezzato la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco ammiccando alla sua espansione volumetrica (battuta com’è noto accolta con goliardico buonumore: «Come tonnellaggio senz’altro») il neo governatore ha davanti l’impresa più difficile. Quella di mostrare qual è la sua statura. E mantenere il giuramento fatto giovedì scorso in piazza del Carmine a Cagliari: «Prima i sardi, poi il resto del mondo». Tutto il resto del mondo? Anche i nordisti irritati per i ritardi sull’autonomia denunciati da Attilio Fontana e da Luca Zaia che per primo, stando alle accuse della sinistra, aveva convinto il leader del Psd’Az a traslocare a destra dopo aver già concordato col partito democratico un seggio a Palazzo Madama sui banchi della sinistra?

Si vedrà. In ogni caso, quello che in campagna elettorale è stato ribattezzato «Salvinas» perché pareva quasi il socio minoritario del patto, in seconda fila rispetto al segretario leghista (a volte così invadente da strappargli il microfono dalle mani), sarà chiamato ad alcune sfide non facili. Passata la sbornia (legittima) per la vittoria, infatti, torneranno subito a galla i problemi. Il calo del reddito pro capite rispetto quello europeo, i rapporti coi pastori sul pecorino, la mobilità su una rete stradale da sempre inadeguata per le ambizioni di una meravigliosa regione turistica, le aree a rischio idrogeologico, la necessità di individuare soluzioni per le aree industriali chiuse o dismesse e per i veleni sedimentati negli immensi bacini di fanghi rossi di Portovesme o ancora sui fondali della Maddalena, a dispetto delle rassicurazioni («Qui è stata fatta la più grande bonifica ambientale mai fatta in Italia») di Silvio Berlusconi, il rilancio del turismo senza nuove colate di cemento o progetti demenziali quali quello sventolato in una pubblicità che svendeva alle dune di Badesi villini «davvero sulla spiaggia» a 115.000 euro. Il costo di un bilocale in Romagna. Sardegna discount.

Badesi, dune, pubblicità immobiliare

Impegni da far tremar le vene e i polsi. Tanto più che il neo governatore, quando era assessore ai trasporti, ha già visto malinconicamente naufragare alcune idee su cui aveva puntato. Come il rilancio dell’aeroporto di Tortolì e Arbatax, sulla costa orientale, chiuso da anni nonostante vari investimenti perché il bacino d’utenza non è in grado di reggere un traffico che abbia qualche convenienza. Un dato dice tutto: i tre aeroporti di Cagliari, Alghero e Olbia arrivano insieme a 8.734.669 passeggeri. Poco più di quelli della sola Ibiza. Che con Palma di Maiorca e Minorca sfonda i 40 milioni. Come raddrizzare lo squilibrio senza devastare il territorio? La seconda scottatura lo stesso Solinas la prese cercando di far concorrenza ai traghetti nazionali con due navi passeggeri sarde marchiate coi Quattro Mori e la scritta Saremar. Come finì lo riassume l’Ansa: una bocciatura della Commissione Ue, il fallimento, il licenziamento di 167 lavoratori con un danno complessivo condannato anche dalla Corte dei Conti. Ci riproverà, Solinas?

Non bastasse, a turbare la navigazione della nuova giunta potrebbe riemergere un paio di fastidi personali. Come la faccenda della laurea farlocca del Leibniz Business Institute raccontata già sette anni fa da Massimiliano Cordeddu e presa per buona perfino da documenti ufficiali: «Il dott. Christian Solinas è nominato Assessore Regionale dei Trasporti». Una grana cui potrebbero aggiungersi crescenti perplessità sulle rivelazioni del Fatto a proposito della nuova laurea presa due mesi e mezzo fa a Sassari grazie al recupero di vecchi esami dei quali quattro (e che esami! Diritto penale, Diritto romano, Diritto amministrativo e Diritto civile) registrati tutti mercoledì 2 aprile 2008 ma verbalizzati tutti il 30 novembre 2018. Nonostante il regolamento dell’Ateneo di Sassari dica: «La firma del verbale deve avvenire contestualmente o immediatamente dopo…» Insomma, i problemi veri, per quanto l’uomo abbia rassicuranti modi vagamente dorotei, rischiano di iniziare adesso. Auguri.

Cagliari, Viale Trento, sede della Regione autonoma della Sardegna

(immagine pubblicitaria, foto da Sardegna Turismo, A.N.S.A., S.D., archivio GrIG)

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  1. Claudio
    febbraio 27, 2019 alle 6:55 am

    Violo il silenzio stampa 😂per scrivere: meno male non ci siamo (5S) 😉
    Incollo un commento letto sul post….

    Profonda delusione per il risultato dei 5stelle 😔…Ma il titolo del Post, a mio parere, non rispecchia la realtà…”In Sardegna ha vinto il centrodestra”…no no…😉 se permettete lo riscrivo, spero non ne abbiate pena, “…in Sardegna hanno vinto i parenti, le cene, gli amici e il pecorino…” daltronde è stata una lotta impari con una legge elettorale che premia le ammucchiate melmose. Erano sessanta contro più di mille!
    Auguri all’assessore della flotta sarda 😱 ma sopratutto auguri alle coste sarde, all’ambiente e perché no alla fauna sarda ne avranno bisogno nella traversata dei prossimi 5 anni nel deserto. Per i 5stelle profonda autocritica per essersi aggregati al peggio a livello nazionale. Cari ragazzi, A riveder le stelle, presto ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
    Ps: per la lega e forza italia non saranno tutte rose e fiori con i sardisti al 10%. Le rose hanno anche le spine, speriamo 😉
    Ps: il pd canta vittoria per il 13% ma ha perso la regione e tanti voti, non si cura cosi la “sindrome 5s”

    AUGURI ALLA SARDEGNA, ne avrà tanto bisogno

    • belinda huegel
      febbraio 27, 2019 alle 3:31 pm

      che dire…parole sante le tue… e tremo solo per ambiente, coste, fauna …delle persone (quelle che hanno aiutato Lega e Solinas) non mi frega nulla…ma mi spiace per gli altri che non hanno avuto il coraggio e l unione di votare contro questo ennesimo scippo all isola

  2. G.maiuscolo
    febbraio 27, 2019 alle 7:42 am

    Wow …Claudio che commento; sei un caratterista nato… e persino mattiniero!
    Lo sai che chi si leva presto, il mattino, ha la speranza di campare più a lungo? I cervelloni del mondo hanno sentenziato a tal proposito…

    Ma, scusa un attimo ( tra dichiarazioni incollate e il tuo commento…): non ho capito se sei più rammaricato per la batosta degli “stellini” o per la perdita di voti del PD…
    Da che parte stai? Mica è chiaro…

    Eh sì… le rose hanno sempre tante spine, specie le più belle!
    Di vero c’è che…la Sardegna ha bisogno di tanti auguri e non solo!
    E anche noi, Claudio…Guarda come siam messi…
    Alle coste, all’ambiente dell’Isola, alla Fauna ci penseranno i Sardi ed anche quei mastini di “G.i.d.g!
    Dormi tranquillo, Claudio; non permetteremo che si faccia deserto di una terra così bella…

    Cordialità

  3. febbraio 27, 2019 alle 8:30 am

    Mi ricorda tanto un vecchio detto: “dalla padella nella brace”.
    Auguri Sardegna. Ne ABBIAMO bisogno.

  4. G.maiuscolo
    febbraio 27, 2019 alle 11:04 am

    Mara…già, proprio così! 🙂
    Cordialità

  5. Claudio
    febbraio 27, 2019 alle 12:09 pm

    Grazie per la presa in giro…

  6. G. Maiuscolo
    febbraio 27, 2019 alle 1:24 pm

    Claudio…ironia -k
    Complimenti!
    Guarda che, qui, non si scherza; si dibatte di problemi seri e gravosi specie per l’Isola. Io, cittadina-“nessuno”, scrivo solo ciò che penso e grazie a G.d.i.g, senza censure. E di tanto in tanto si fa un po’ di ironia; ma solo un po’.
    Che cosa avresti voluto un dibattito ingessato, serioso (!) e formale… Con tutti i …gne gne… ma bravo lei, ma quanto è carino…
    Scordatelo.
    Cordialità per te …manco a parlarne.

    PS: Si fa dell’ironia, ma rispettosamente, senza insultare e senza offendere. perché tu lo sappia.

  7. Porico
    febbraio 27, 2019 alle 4:51 pm

    Vediamo il lato positivo delle cose. In un giorno la popolazione Sarda ,grazie alle elezioni, è aumentate di più di 70.mila persone. Mi spiego. Fonte ISTAT: Popolazione Sarda 1.648.000- Aventi diritto al voto 1:470.500 ; Non aventi diritto per minore età 0/18 anni ,per semplice addizione = 177 mila .
    sempre ISTAT 2018. Minori 0/18 = 248 mila (invece che 177 mila) . Differenza +70.000 .Ancora qualche elezione e risolveremmo la gravissima flessione anagrafica.
    E vado, non a caso, con Sir W.Churchill

    • Porico
      febbraio 27, 2019 alle 4:55 pm

      Non capisco il perché sia stata eliminata la famosa frase di Churchill sulla serietà delle statistiche.

      • febbraio 27, 2019 alle 6:37 pm

        non abbiamo eliminato nulla dal precedente commento, non c’è alcuna frase di Churchill.

  8. PIETRO PIRREDDA - Arzachena (SS)
    febbraio 28, 2019 alle 8:21 am

    Da ciò che leggo sembra, 5 stelle (e centrosinistra) pro-ambiente e centrodestra contro??

  9. Occhio nudo
    febbraio 28, 2019 alle 4:33 pm

    Auguri alla Sardegna, e grazie tante ai sardi con la schiena dritta, la balentìa e bla bla bla, che hanno voluto essere rappresentati da una persona che si è nascosta dietro Salvini e ha mentito anche sulla laurea, senza voler approfondire tutte le altre amenità.

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