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Chiesta la dichiarazione di “beni culturali” della Colonia Fiat e della Colonia Olivetti a Marina di Massa.



Le colonie marine comprese fra Marina di Massa e il Torrente Lavello, che segna il confine tra i Comuni di Massa e di Carrara, costituiscono un sistema di grande valore architettonico inserito in un contesto paesaggistico pregevole.

Lungo circa due chilometri di costa, l’area si caratterizza per la presenza di una successione di grandi complessi edilizi, originariamente il sistema delle Colonie.

Marina di Massa, Colonia Fiat, 1934

Marina di Massa, Colonia Fiat, 1934

Le prime sono state insediate nei primi decenni del XX secolo (per esempio la Colonia Ugo Pisa nel 1913), ma è a partire dagli anni ‘30 del secolo scorso che il regime fascista favorisce in maniera sistematica la localizzazione di nuove colonie marine su questa parte del litorale (che insieme a Calambrone rappresenta il sito preferenziale di insediamento delle colonie del ventennio fascista sul litorale tirrenico).

In quegli anni vengono costruite alcuni grandi complessi come la Colonia Motta-Edison, la Colonia Fiat e la Colonia XXVIII Ottobre (poi denominata Colonia Torino).

Marina di Massa, Colonia Fiat, aspetto attuale

Marina di Massa, Colonia Fiat, aspetto attuale

Questi edifici sono tutti firmati da noti professionisti come l’ingegnere Achille Binda che progetta la Colonia Motta (aveva precedentemente realizzato l’edificio del Touring Club a Milano), l’ingegnere Vittorio Bonadè Bottino (aveva collaborato al progetto della fabbrica del Lingotto), l’architetto Ettore Sottsass senior (dal 1928 a Torino con Giuseppe Pagano e Gino Levi Montalcini tra i promotori del gruppo piemontese del MIAR, Movimento Italiano per l’Architettura Razionale).    Nel dopoguerra completerà il “sistema” la Colonia Olivetti, progettata dall’arch. Annibale Fiocchi, di chiara derivazione razionalista e con un’ampia destinazione a verde.

Questi edifici, oggi solo in parte ancora in uso, hanno una destinazione urbanistica a “Colonia” in base al vigente piano regolatore generale (P.R.G.) del 1980, tuttavia, con le modifiche al Regolamento Urbanistico del Comune di Massa in corso di definitiva approvazione, potranno cambiare destinazione e diventare alberghi, residenze e servizi.

In particolare, risulta a rischio la pregevole e originale struttura della Colonia Fiat, nella quale l’attuale Società immobiliare titolare (la Verve) vorrebbe effettuare incisive modifiche edilizie.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inoltrato al Ministero per i Beni e Attività Culturali (Ministro e Direzione generale per l’Arte e l’Architettura contemporanee), al Segretariato per la Toscana per i Beni Culturali e il Paesaggio, alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lucca, alla Regione Toscana e al Comune di Massa una specifica istanza finalizzata alla dichiarazione di bene culturale (artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) della Colonia Fiat e della Colonia Olivetti, le due strutture del sistema delle Colonie di Marina di Massa in migliore stato e a maggior rischio di trasformazione.

Sono due complessi che costituiscono tratti dell’identità del luogo, sicuramente da conservare e fruire senza alterarne aspetti e valori culturali.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Marina di Massa, Colonia Olivetti

Marina di Massa, Colonia Olivetti

(foto Wikipedia)

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  1. maggio 22, 2018 alle 3:03 pm

    a La Gazzetta di Massa e Carrara, 22 maggio 2018
    Il Gruppo di Intervento Giuridico richiede la dichiarazione di “beni culturali” per le colonie Fiat e Olivetti: https://www.lagazzettadimassaecarrara.it/politica/2018/05/il-gruppo-di-intervento-giuridico-richiede-la-dichiarazione-di-beni-culturali-per-le-colonie-fiat-e-olivetti/

  2. Porico
    maggio 22, 2018 alle 7:09 pm

    Sono due pregevoli edifici . Forse vi è chi ha paura del bello perché collegato ad un periodo storico scomodo.

  3. maggio 24, 2018 alle 3:03 pm

    da Il Tirreno, 23 maggio 2018
    UN SILURO CONTRO VERVE. I Grig: «Non toccate le ex colonie sono beni culturali»: http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2018/05/23/news/i-grig-non-toccate-le-ex-colonie-sono-beni-culturali-1.16873285

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