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Totò Riina? In galera, fino all’ultimo giorno.


 

Strage di Capaci (23 maggio 1992)

 

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 966 del 2017, avrebbe aperto le porte a una detenzione domiciliare o, addirittura, a una sospensione dell’esecuzione della pena per motivi umanitari in favore di Totò Riina, condannato in via definitiva a 16 ergastoli per un’infinita serie di stragi, omicidi, reati di stampo mafioso.Totò Riina sarebbe malato, in fin di vita.

Un tempo i criminali mafiosi uscivano dal carcere per infermità mentale.     Oggi potrebbero uscire per umana dignità.

Totò Riina può “morire dignitosamente” in carcere, per qualsiasi straccio di senso di giustizia degno di questo nome.

Centinaia di sue vittime sono morte in modo molto peggiore. Ingiustamente.

Si legge nella motivazione che “il provvedimento del Tribunale di sorveglianza …  è carente di motivazione sotto il profilo della attualizzazione della valutazione sulla pericolosità del soggetto, tali da configurare quelle eccezionali esigenze che impongono l’inderogabilità della esecuzione della pena“.      Insomma, si ignorerebbe se Totò Riina sia ancora pericoloso o meno.

Quei giudici possono anche ripassare un po’ di storia recente e recentissima di questa povera Italia.

Per il diritto e il rovescio c’è sempre tempo…

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

qui la sentenza Cass. pen., Sez. I, 5 giugno 2017, n. 966.

 

 

A.N.S.A., 5 giugno 2017

Cassazione: “Riina è malato, ha diritto a una morte dignitosa”.

Il tribunale di sorveglianza riesamini la richiesta di scarcerazione.

Isola di S. Stefano, cimitero del carcere (foto Valentina Perniciaro)

(foto Valentina Perniciaro, da mailing list sociale, archivio GrIG)

 

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  1. Franz
    giugno 6, 2017 alle 10:40 am

    Siamo la barzelletta del mondo, esercitano il concetto di diritto come un’arma impropria….che schifo

  2. Lucia
    giugno 6, 2017 alle 12:16 pm

    Concordo pienamente, Stefano!

  3. Maria Ignazia Massa
    giugno 6, 2017 alle 12:47 pm

    Non c’è senso della giustizia se la memoria è troppo corta. La dignità ognuno se la porta dentro, se ce l’ha. Se Non ce l’ha non spetta ai giudici regalargliela.

  4. gisella
    giugno 6, 2017 alle 2:40 pm

    se quel mostro è vecchio e malato sia curato, se le carceri non hanno cure adeguate, lo mandino in strutture superprotette, ma sia trattato da mostro quale è!

  5. giugno 6, 2017 alle 2:52 pm

    A.N.S.A., 6 giugno 2017
    Roberti: “Riina è ancora capo di Cosa Nostra”.
    ‘Abbiamo le prove per dirlo. Deve restare al 41 bis’: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/06/05/cassazione-riina-e-malato-ha-diritto-ad-una-morte-dignitosa_3d834f5f-9867-49ae-bfd1-fe76575e720f.html

    _____________

    da Il Fatto Quotidiano, 5 giugno 2017
    Riina, la Cassazione: “Il boss è malato ma ha diritto ad una morte dignitosa”. Critiche da M5s a Pd: “Resti in carcere”.
    La Suprema corte apre al differimento della pena per il capo dei capi di Cosa Nostra, che ha 86 anni ed è affetto da diverse gravi patologie. Sulla base di queste indicazioni, il tribunale di sorveglianza di Bologna dovrà decidere sulla richiesta del difensore del boss, finora sempre respinta, nell’udienza fissata il prossimo 7 luglio. L’avvocato del mafioso, Luca Cianferoni: “Legittima soddisfazione”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/05/riina-la-cassazione-il-boss-e-malato-ma-ha-diritto-ad-una-morte-dignitosa-critiche-da-m5s-pd-resti-carcere/3637260/

  6. Carlo Forte
    giugno 6, 2017 alle 3:06 pm

    Per sardiniapost,l’inferno è sotto portovesme……quanti riina in libertà e protetti.

    • giugno 6, 2017 alle 9:03 pm

      intanto Totò Riina é in galera. E ci deve rimanere. Per i “colleghi” sulcitani si sollecitano tutte le “forze sane” del Sulcis – nessuna esclusa – a far la propria parte.

      Stefano Deliperi

      • Carlo Forte
        giugno 7, 2017 alle 10:10 am

        Le “Le forze sane”si stanno ammalando Deliperi,grazie ai riina locali che hanno ucciso,se andiamo a controllare I dati più del riina nazionale e sono anche tenuti in considerazione.

  7. giugno 7, 2017 alle 6:35 am

    da Il Fatto Quotidiano, 6 giugno 2017
    Riina? Io non perdono. Lo Stato deve essere serio. (Nando Dalla Chiesa) (http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/io-non-riesco-a-perdonare-lo-stato-deve-essere-serio/)

    La dignità, certo. Nel momento della morte, certo. Morirono ricchi di dignità gli uomini e le donne che Riina fece squartare e sfigurare, togliendo loro la possibilità di essere anche solo sfiorati in viso dai loro cari. Dignitosi nell’animo, macellati nelle carni.

    Mentre nessuno macellerà nelle carni Totò Riina, che a quelle carneficine brindava felice con il suo “moesciandon”. Verrebbe voglia di chiedersi a quali diritti possa mai appellarsi chi, per mezzo secolo, ha fatto strame dei diritti altrui. Poi avanza la ragione della propria diversità.

    Io non perdono. Lo considererei un tradimento non solo verso la mia storia, ma verso centinaia e centinaia di altre terribili storie. Ma so accettare che un ergastolano ebbro di sangue, possa uscire dal carcere per andare a morire nel suo letto. Non diciamo “dignitosamente”, però, perché mai Totò Riina potrà morire con dignità. Diciamo “in libertà”; ovvero dignitosamente per noi, per la nostra democrazia, perché gli siamo infinitamente superiori. Accetto che esca per andare a morire nel suo letto, però. Non per starsene agli arresti domiciliari a dare ordini o minacciare. Perché ricordiamo bene i ciechi messi in libertà che vanno a fare stragi di testimoni. I pazzi che riprendono lucidamente le fila dei loro affari. I moribondi che d’incanto si svegliano e camminano. Se Riina è moribondo, se ha cioè i giorni contati, lo decidano periti medici liberi e ci si giochino la faccia pubblicamente, professionalmente. La Cassazione ha raccolto perizie incontrovertibili prima di lanciare il suo messaggio? O ha sposato per principio l’idea che un mafioso che arriva su un lettino a un processo sia ormai in fin di vita?

    Questo è il problema. Ne stiamo vedendo francamente troppe, di sentenze strane, per non pretendere di stare, almeno questa volta, in uno Stato serio. Generoso, ma serio.

    ______________

  8. Porico
    giugno 11, 2017 alle 7:46 pm

    Mi piace · Rispondi · 5 h
    ….

    Commento Su Tiscali New

    Francesco Mura ·

    La malattia di Riina ricorda quella ferale di Gelli ,quando dalla Svizzera -ove vi era la vera regia di commando della P2- lo trasferirono in Italia con lo scopo umanitario di concedergli una morte dignitosa in quanto i referti medici gli davano non più di un mese di vita. . Confezionarono una estradizione sub condizione solo per reati non punibili. Questa gravissima malattia gli consentì, buon per lui , di vivere in buona salute per altri 28 anni. Si può comunque osservare che questa “morte dignitosa” è stata negata alle centinaia di persone “Suicidate” nelle carceri Italiane ed è stata pure negata alle circa 2000 vittime della guerra mafiosa contro l’Italia .
    Gelli e Riina ,singolare coincidenza ,rispondevano ad un unico progetto .

  9. Carlo Forte
    giugno 12, 2017 alle 10:47 am

    La malattia di Riina a me ricorda il lassismo verso I potenti di ogni tipo,che continuano anche in carcere ad essere serviti e riveriti.Le persone comuni per reati idioti,a volte muiono in carcere.Deboli con forti…….

  10. Porico
    giugno 12, 2017 alle 7:56 pm

    A me personalmente ricorda molte cose. 36 anni di continue battaglie giudiziarie, per esempio, solo per cercare di difendermi dall ‘ “organizzazione” . Ho tentato di esporre all’Antimafia il livello superiore citato da Riina e da tanti altri mafiosi. Posso assicurarle che molti sanno e molti non vogliono sapere. Per il resto, il mio archivio è aperto a tutti.

  11. Carlo Forte
    giugno 13, 2017 alle 8:43 am

    Non ho dubbi su quello che dice,se sei fuori dall’organizzazione non vivi.

  12. giugno 15, 2017 alle 2:54 pm

    da La Stampa, 13 giugno 2017
    Bindi: “Riina è assistito meglio di prima, non esiste il diritto alla morte fuori cella”.
    La presidente Bindi sull’esito del sopralluogo all’Ospedale Maggiore di Parma, dove è ricoverato in regime di 41 bis: http://www.lastampa.it/2017/06/13/italia/cronache/commissione-antimafia-condizioni-di-riina-migliorate-pu-lasciare-ospedale-e-tornare-in-cella-IgBZhQBDXFQ20Z1ggBf0EK/pagina.html

  13. luglio 12, 2017 alle 2:52 pm

    A.N.S.A., 11 luglio 2017
    Riina: giudici, è capace di intendere e di volere.
    Respinta la richiesta della difesa di sospensione del processo: http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2017/07/11/riina-medici-rischio-morte-improvvisa_0aa5aaff-4a88-49bf-ab4b-c141d6820c74.html

  14. luglio 19, 2017 alle 6:21 pm

    A.N.S.A., 19 luglio 2017
    Riina alla moglie: ‘Non mi pento, posso fare 3000 anni’.
    No del Tribunale di Sorveglianza alla scarcerazione del boss: ‘Non sarebbe curato meglio altrove’: http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2017/07/19/tribunale-no-a-scarcerazione-riina_ce62ccd1-909b-412e-aca9-a340a4330706.html

  1. giugno 6, 2017 alle 1:10 pm

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