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Abusi edilizi in quel cantiere intorno alla spiaggia di Spalmatore, a La Maddalena?


La Maddalena, Spalmatore, cantiere edilizio (dicembre 2016)

La Maddalena, Spalmatore, cantiere edilizio (dicembre 2016)

L’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena ha risposto (nota prot. n. 277/17 del 18 gennaio 2017) all’istanza dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (29 dicembre 2016) per lo svolgimento di accertamenti e l’adozione di provvedimenti riguardo un cantiere edilizio per la ristrutturazione e ampliamento di una struttura turistica in base al c.d. piano per l’edilizia (o piano casa, legge regionale n. 4/2009 e s.m.i.) aperto da qualche mese intorno alla spiaggia di Spalmatore, sull’Isola di La Maddalena (OT).

L’Ente Parco ha reso noto  di aver contestato alle altre Amministrazioni pubbliche competenti (note prot. n. 5832/15 del 14 settembre 2015 e prot. n. 7910 del 18 dicembre 2015) una serie di gravi carenze progettuali e procedurali.

La Maddalena, spiaggia di Spalmatore, cantiere edilizio (10 ottobre 2016)

La Maddalena, spiaggia di Spalmatore, cantiere edilizio (10 ottobre 2016)

In particolare:

1) illegittimo aumento di volumetrie pari a mc. 84,16 anziché al massimo mc. 38,88, visto che il “volume esistente autorizzato” è pari a mc. 388,85;

2) la relazione di incidenza ambientale – base della procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.) – “non è conforme alle disposizioni contenute nella ‘Guida metodologica alle disposizioni dell’articolo 6, paragrafi 3 e 4, della direttiva Habitat92/43/CEE’ predisposta dalla Commissione Europea … inoltre non si evince uno studio/rilievo puntuale degli habitat e delle specie presenti nell’area interessata dal progetto”.

Non risulta l’eventuale conseguimento del necessario nullaosta (art. 13 della legge n. 394/1991 e s.m.i.) da parte dell’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena.

La Maddalena, spiaggia di Spalmatore, cantiere edilizio (10 ottobre 2016)

La Maddalena, spiaggia di Spalmatore, cantiere edilizio (10 ottobre 2016)

La situazione giuridico-amministrativa del cantiere appare sempre più di dubbia legittimità.

Infatti, in seguito a segnalazioni di residenti e a una prima richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (11 ottobre 2016), è stato possibile appurare l’avvenuto rilascio del provvedimento unico da parte del SUAP del Comune di La Maddalena (il n. 35/16 del 17 agosto 2016 prot. 13227), previa acquisizione di autorizzazione paesaggistica condizionata a una serie di modifiche e parere positivo al termine della procedura di valutazione di incidenza ambientale, mentre si ignora l’eventuale conseguimento o meno del parere da parte dell’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena e da parte del Soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari.

In seguito il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato una nuova istanza (29 dicembre 2016).

Coinvolti la Regione autonoma della Sardegna (Direzioni generali della Pianificazione e Vigilanza edilizia nonché del Demanio, Servizio valutazioni ambientali, Servizio tutela del paesaggio), la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari, l’Ente parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, il Ministero dell’Ambiente, mentre è stata informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania per gli aspetti di eventuale competenza.

spiaggia, vegetazione pioniera

spiaggia, vegetazione pioniera

Il rilascio dell’autorizzazione definitiva alla realizzazione dell’intervento risulta in contrasto con il piano paesaggistico regionale (P.P.R.), che – per giurisprudenza costituzionale (sentenze n. 189/2016 e n. 11/2016) – prevale su qualsiasi normativa urbanistico-edilizia, compresa quella inerente il c.d. piano per l’edilizia (o piano casa).  Nel caso di specie, quindi, le disposizioni del P.P.R. prevedono interventi di “riqualificazione urbanistica e architettonica degli insediamenti turistici o produttivi esistenti (art. 20, comma 2°, n. 2 delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.), ma senza alcun incremento volumetrico.

Ora i seri dubbi sullo stesso computo dell’aumento volumetrico e sulla procedura di V.Inc.A.

La spiaggia di Spalmatore, di contenute dimensioni, appartenente al demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.), è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), nonché con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993.     Rientra, inoltre, nel parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena (legge n. 394/1991 e s.m.i., D.P.R. 17 maggio 1996) e nel sito di importanza comunitariaS.I.C. e zona di protezione speciale – Z.P.S.  Arcipelago La Maddalena (codice ITB010008), ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto rapidi accertamenti da parte delle amministrazioni pubbliche coinvolte, nonché gli opportuni provvedimenti di annullamento in via di autotutela delle autorizzazioni emanate e, se necessario, urgenti provvedimenti cautelari da parte della competente magistratura.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

(foto per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. gennaio 22, 2017 alle 11:42 am

    da Sardegna News, 22 gennaio 2017
    Abusi edilizi in quel cantiere intorno alla spiaggia di Spalmatore, a La Maddalena?: http://www.sardegnanews.info/2017/01/22/abusi-edilizi-in-quel-cantiere-intorno-alla-spiaggia-di-spalmatore-a-la-maddalena/

    ________________

    da Guardiavecchia, 25 gennaio 2017
    Anche l’Ente Parco contesta alle altre Amministrazioni pubbliche una serie di gravi carenze progettuali e procedurali: http://www.guardiavecchia.net/2017/01/25/spalmatore-il-parco-contesta/

  2. capitonegatto
    gennaio 22, 2017 alle 5:27 pm

    Spalmare di cera chi ha dato il nulla osta a costruire a pochi mt dal mare, e poi strapparla sulle parti pelose, sarebbe la minima e giusta punizione. E qui non si tratta di ampliamenti, ma di vero e propio scempio del territorio.

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