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Approvato il calendario venatorio regionale sardo 2016-2017, qualche luce e varie ombre.


Germano reale (Anas platyrhynchos)

Germano reale (Anas platyrhynchos)

Approvato il calendario venatorio regionale 2016-2017 per la Sardegna dal Comitato regionale faunistico, previo parere dell’I.S.P.R.A.  Seguirà il decreto assessoriale di promulgazione.

Qualche elemento positivo: la caccia alla Lepre e alla Pernice sarda è stata limitata a due “mezze giornate” (fino alle ore 14.00) per la ridotta presenza unanimemente riconosciuta (e sarebbe stato sensato procedere al divieto totale), mentre è stata vietata la caccia alla Marzaiola, al Codone e al Moriglione per la loro sostanziale rarità nell’Isola.

La stagione venatoria terminerà entro il limite di legge del 31 gennaio, senza scappatoie più o meno borderline.

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Non mancano gli elementi negativi: la caccia al Cinghiale è prevista con il sistema della battuta dal 6 novembre 2016 al 29 gennaio 2017, nelle giornate di domenica, giovedì e festivi infrasettimanali, per contribuire alla definitiva eradicazione della peste suina africana.

Ma la Sardegna rimane all’anno zero per quanto riguarda la pianificazione venatoria e il legame cacciatore-territorio.

A distanza di 24 anni dalla legge nazionale sulla caccia (art. 10 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) e a 18 anni dalla legge regionale sarda sulla caccia (artt. 19 e ss. della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.), la Regione autonoma della Sardegna si è limitata ad avviare timidamente la procedura di approvazione del piano faunistico-venatorio regionale con la deliberazione Giunta regionale n. 66/28 del 23 dicembre 2015.

Poi più nulla.  Il buio dietro la siepe.

Ormai sono anche esponenti del mondo venatorio a rendersi conto e a contestare questa gravissima carenza di programmazione e gestione faunistica, come Lallo Manca, leader nuorese dell’U.C.S..

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Per giunta, non essendo state nemmeno avviate le prescritte procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) e di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.), si perdura in una situazione di palese illegittimità:  l’assenza di quest’ultima quantomeno sul calendario venatorio annuale regionale ha portato le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra a ricorrere in sede comunitaria contribuendo – insieme a vari altri casi – all’apertura della procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI da parte della Commissione europea “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat a causa di svariate attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.) componenti la Rete Natura 2000, individuati rispettivamente in base alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e la direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Naturalmente – e nostro malgrado – nei prossimi giorni un nuovo ricorso in proposito partirà per Bruxelles.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra

 

 

Cardellino (Carduelis carduelis)

Cardellino (Carduelis carduelis)

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

Comitato regionale faunistico, deliberato il calendario venatorio 2016-2017.

Cagliari, 28 luglio 2016 – Il Comitato Regionale Faunistico oggi ha deliberato il nuovo calendario venatorio per la stagione 2016/2017. “La riunione, svoltasi in un clima estremamente sereno caratterizzato da numerosi interventi dei componenti che esprimevano le diverse anime del Comitato, si è conclusa con la conferma all’unanimità del calendario venatorio deliberato lo scorso 14 luglio”, ha dichiarato l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano.
Tra le più importanti decisioni adottate dal Comitato c’è la pre-apertura della caccia alla tortora selvatica (alla posta senza l’uso del cane) nelle giornate dell’1 e 4 settembre 2016. Per tutte le altre specie la caccia inizierà il 25 settembre e a seguire il 2 ottobre per due mezze giornate, fino alle ore 14.00, fatta eccezione per il colombaccio, per il quale l’apertura inizierà il 2 ottobre. La Pernice sarda e la Lepre sarda saranno dunque cacciabili solamente il 25 settembre e il 2 ottobre per due mezze giornate (fino alle ore 14.00), nel rispetto dei carnieri giornalieri e stagionali deliberati dal Comitato.
Così come richiesto dal Responsabile dell’UDP per l’eradicazione della Peste Suina Africana, il Comitato con grande senso di responsabilità ha deliberato la caccia al cinghiale con il sistema della battuta dal 6 novembre 2016 al 29 gennaio 2017, nelle giornate di domenica, giovedì e festivi infrasettimanali.
La caccia agli uccelli acquatici verrà chiusa il 29 gennaio 2017; fanno eccezione la Marzaiola, il Moriglione e il Codone per i quali il Comitato, in considerazione del trend negativo di queste popolazioni, ha deciso di vietarne la caccia.
Per i tordi e la Beccaccia è stata deliberata la chiusura della caccia all’19 gennaio 2017, mentre per il Merlo, Quaglia, Allodola e Coniglio selvatico la chiusura è stata stabilita al 29 dicembre 2016.
L’esercizio della caccia in Sardegna sarà vietato nei giorni martedì 1° novembre, domenica 25 dicembre 2016, domenica 1° gennaio e venerdì 6 gennaio 2017.
L’assessore Spano comunica che a breve il Decreto contenente il calendario venatorio 2016/2017 verrà pubblicato oltre che sul BURAS anche nel sito istituzionale della Regione.

 

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. luglio 31, 2016 alle 8:12 am

    Per non cadere nella tentazione di pensare che il nuovo ricorso sia solo aria fritta, sarebbe opportuno dare pubblicità ai risultati ottenuti con i precedenti.

    • luglio 31, 2016 alle 11:50 am

      secondo te abbiamo tempo e voglia di fare aria fritta?
      Come c’è scritto chiaramente, è aperta una procedura di accertamento EU Pilot che contempla numerosi casi di violazione dell’obbligo di svolgimento della procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.).
      Fra i vari casi vi sono i calendari venatori regionali sardi degli ultimi tre anni.

    • M.A.
      luglio 31, 2016 alle 12:43 pm

      Tranquillo Giannantonio. Proprio quest’anno il calendario venatorio è a prova di bomba. 🙂 si tratta della solita e sana fuffa animalista del Grig, che deve mostrare ai suoi discepoli di mantenere una ideologia anticaccia.
      Per quanto riguarda l’ATC, a loro non interessa la gestione della fauna, e se si fossero presi la briga di leggersi il piano faunistico venatorio si sarebbero accorti che gli ATC, funzionano per le giornate legate alla stanziale, e solo per chi vuole cacciarla, ma chi per esempio caccia la migratoria per lui la caccia è libera in tutta la Regione, stile Veneto con Berlato, non so se vi ho reso l’idea. 😉
      L’idea che definite “Leader” il simpatico amico nuorese mi fa sorridere, sarebbe come ritenere leader un simpatizzante del GRIG che esterna le proprie idee e si ritiene pro nucleare, OGM, bracconaggio etc. Cmq tranquilli, con la prescrizione sanitaria in atto per la peste suina, il piano faunistico venatorio con gli ambiti sono nel limbo. Se i cacciatori protestano troppo e non ammazzano i cinghiali per fare i prelievi, chi ci pensa poi? Voi? 🙂 🙂

      • luglio 31, 2016 alle 12:53 pm

        fatto sta che non c’è valutazione d’incidenza ambientale, non c’è pianificazione faunistico-venatoria, non c’è legame cacciatore-territorio, c’è una situazione di palese illegittimità e a Bruxelles se ne fregano amabilmente di quel che dice M.A., con tutto il rispetto.
        Il “simpatico amico nuorese” sembra che abbia seguito nel Nuorese, tutto qui.
        Più che altro, a noi va bene in particolare la drastica diminuzione della caccia a Lepre e Pernice sarda: non so quanti cacciatori la faranno per due sole “mezze giornate” (alle 14.00 si chiude).

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        luglio 31, 2016 alle 1:41 pm

        Scusami Deliperi ma a me sembra che se ne freghiamo dei vostri ricorsi. 🙂 🙂 Quanti sono stati in questi ultimi anni i ricorsi sui calendari venatori che vi hanno dato ragione e hanno bloccato l’annata venatoria? Perché siamo andati sempre a caccia? Evidentemente, il marcio che voi professate o non c’è o non è un reato!

      • luglio 31, 2016 alle 2:16 pm

        caspita, che bel minestrone che hai fatto 😊
        Reati, di cui nessuno ha mai parlato, e chissá che cos’altro.
        Si tratta di violazioni della normativa comunitaria in materia di tutela degli Habitat (direttiva n. 92/43/CEE) e di tutela dell’avifauna selvatica (direttiva n. 09/147/CE), nonché della legge nazionale e regionale sulla caccia.
        I “reati”, come li chiami, non sono tali perché si tratta di violazioni di legge sul piano amministrativo (non penale). E la sanzione si rivolge, a caduta, su Stato e Regione. In sostanza, siete andati a caccia, ma prima o poi qualche amministratore e/o funzionario pubblico pagherá il conto.

      • M.A.
        luglio 31, 2016 alle 3:07 pm

        Per quale motivo governi regionali di centrosinistra e di centrodestra autorizzano queste “presunte” violazioni e nessun TAR o qualsiasi altro tribunale non ha mai impugnarto e bloccato un calendario o condannato qualche amministratore o funzionario pubblico a pagare il conto?? Ma dai.. Non venire a parlarmi che noi cacciatori siamo un bacino di voti per partiti politici. Purtroppo siamo disuniti e votiamo tanto a destra quanto a sinistra, siamo solo presi per il culo dalla politica, questo si. Quest’anno avete poco per cui “ricorre”, i calendari sono sempre gli stessi copia-incolla e di conseguenza anche i ricorsi, magari con qualche giornata in più o qualche mezza-giornata in meno…Suvvia Grig, è palese da anni, che sono ricorsi senza senso…mah.. contenti voi, contenti tutti 🙂 . Per tutti i ricorsi sui calendari venatori che avete pubblicato, perché non pubblicate le varie sentenze? Giusto per farci un’idea.

      • luglio 31, 2016 alle 6:01 pm

        hai detto giusto, voi cacciatori, abbastanza presi per il culo, siete una bella “riserva di caccia” di voti: da Achille Boero a Francesco Onnis (A.N.), da Ignazio Artizzu (A.N.) a Modesto Fenu (P.S. d’Az./Zona Franca), a (in piccolo) Emanuele Farneti. a tanti altri sono in molti i politici a vari livelli eletti con i voti determinanti dei cacciatori per…aver ottenuto poco o nulla.
        Per noi ha senso anche togliere qualche giornata a un calendario venatorio fatto male. Ordinanze e sentenze? Cercatele su questo blog o sul precedente, così puoi passare un po’ di tempo in questa estate calda 😛 😛 😛

        Stefano Deliperi

  2. Terrae
    luglio 31, 2016 alle 4:22 pm

    Hiii, ancora a litigare su questo benedetto calendario venatorio?

    Ragazzi, appendete cani e fucili al chiodo … no, i cani no! … E andate a caccia di Pokemon coi vostri ipertecnologici smartphones.

  3. M.A.
    luglio 31, 2016 alle 8:05 pm

    La verità Deliperi sai qual’è? Che avete fatto sempre buchi nell’acqua. I vostri ricorsi contro i calendari venatorio sono stati sempre un fallimento. Noi esistiamo perché facciamo comodo a tanti, e non per qualche manciata di voti. Poi se per voi togliere una giornata di caccia, mezza giornata o un quarto d’ora significa tutelare la specie, dimostrate che di gestione e tutela faunistica siete raso terra. Poi per il resto, ciò che mi interessa sai cos’è? vedere un bel calendario che inizi a settembre con la preapertura e termini a Febbraio con la caccia alla posta e con il cane da riporto. Per me va bene anche così tanto 🙂

    • luglio 31, 2016 alle 9:59 pm

      ma se facciamo “buchi nell’acqua” come dici tu, allora perchè ti scaldi e vi scaldate così tanto ogni anno?
      Vi pestate per andare a caccia a febbraio, dimostrando che riguardo a “gestione e tutela faunistica siete raso terra” eppure anche ‘sta volta non andate a caccia a febbraio…”buco nell’acqua”?
      Buona caccia 😛

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        agosto 1, 2016 alle 10:14 am

        “Eppure anche stavolta” che?
        A caccia a Febbraio ci stiamo andando da qualche anno a questa parte.
        Forse ti sei perso qualcosa.. 🙂 🙂 Attendi la pubblicazione sul buras.

      • agosto 1, 2016 alle 11:11 am

        ..con dieci giorni di “silenzio venatorio”..sí, ti sei perso qualcosa 😉

      • M.A.
        agosto 1, 2016 alle 11:21 am

        ah si? 🙂 🙂 a me pare che il 2, 5 e 9 Febbraio sarà a caccia di Colombacci, ed in più, finalmente, potrò portare il cane da riporto! :p

      • agosto 1, 2016 alle 1:24 pm

        …con il periodo di “silenzio venatorio” 😉

  4. Launaxi
    agosto 1, 2016 alle 8:24 am

    E comunque si è stati a un tanto così da chiudere la caccia a pernice, lepre e coniglio. Purtroppo alla seduta del comitato faunistico sono mancati gli Amici della Terra e l’Enpa, con i voti dei quali forse ce la si sarebbe fatta

    • agosto 1, 2016 alle 11:12 am

      rappresentante AdT assente giustificato per ragioni di salute.

    • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
      agosto 1, 2016 alle 5:26 pm

      E’ una lotta impari, voi avete voce in capitolo, noi cacciatori no! Vorrei avere la possibilità di giocare ad armi pari con un assessore della Lega tipo Bruzzone….avremmo visto calendari diversi e più veritieri.

  5. M.A.
    agosto 1, 2016 alle 1:30 pm

    ahahahah…”La stagione venatoria terminerà entro il limite di legge del 31 gennaio, senza scappatoie più o meno borderline”..mi sa che è da riscrivere 😉

    • agosto 1, 2016 alle 3:06 pm

      …la cosa interessante sul piano sociologico é l’assoluto disinteresse per molti cacciatori dell’effettivo stato dell’ambiente. Inquinamenti, degrado del territorio, incendi e chi più ne ha più ne metta: a ‘sta gente con doppietta non interessa nient’altro che sparacchiare quanto più possibile. Trovo tutto questo, al di lá di differenze di opinione, gravemente squallido.
      Cari cacciatori, se davvero avete un po’ d’interesse sincero per l’ambiente, cambiate registro e fatevi vivi.
      Qualcuno l’ha fatto, non molti purtroppo.

      Stefano Deliperi

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        agosto 1, 2016 alle 5:22 pm

        Forse invece siamo i più penalizzati dallo stato dell’ambiente e siamo consapevoli che gli squilibri non sono colpa nostra (dei cacciatori). Vedo però ogni anno da parte vostra un generale malcontento che immagino non finirà finchè non vedrete la parola fine sulla caccia….Spero che la caccia duri per sempre, normata in modo più sensato rispetto ad oggi.

        La caccia alla pernice e lepre doveva essere aperta per 3 giornate intere in quanto le consistenze di pernici e lepri mai oggetto di censimento, sono verificate da sempre sul “sentito dire” o “presumo che” o “a me sembra”. In più la caccia alla nobile stanziale è anche per legge da aprirsi alla 3^ domenica di settembre. Aprendola l’ultima domenica solo per sentori dell’ISPRA ci tolgono 2 giornate di caccia.

        Una parola per il Lallo Manca citato nel presente articolo. La mia considerazione del soggetto è pari a “meno 865000000000000”. E’ palesemente ignorante in materia e non capisco a cosa ambisca dicendo tante baggianate.
        Lo si ignori!

        Per il bene della Sardegna in fine, è meglio che non si faccia mai il piano e mai si facciano gli ATC, altrimenti la fauna oggi presente sarà un ricordo.

      • agosto 1, 2016 alle 6:55 pm

        no Pietro, vorremmo maggiore buon senso. Gli “squilibri”, come dici giustamente, ci sono oggettivamente e non prenderne atto è sbagliato.
        Fra l’altro è controproducente per gli stessi cacciatori: 3-5 anni di chiusura della caccia a Lepre e Pernice sarda possono portare a un sensibile incremento delle popolazioni.
        Non conosco Lallo Manca, ma, per quanto ne so, avrebbe buon seguito fra i cacciatori nel Nuorese.

        Stefano Deliperi

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        agosto 2, 2016 alle 12:14 pm

        Stefano non si può chiudere la caccia a lepri e pernici per 3-5 anni solo per delle sensazioni legate alla consistenza numerica da analizzarsi su tutto il territorio regionale.
        Aggiungo che la Regione è da sempre sorda quando si parla di gestire (oltre ai cinghiali) corvidi, volpi e io aggiungo altri predatori.
        Una diminuzione di specie come cornacchie, volpi ecc, unita alla gestione delle zone di ripopolamento e cattura, fino ad oggi vere oasi dove da anni non si cattura nulla, consentirebbe un aumento di pernici in tutto il territorio. Riguardo alle lepri posso confermare che la zona della gallura sta davvero bene.

      • agosto 2, 2016 alle 1:02 pm

        andrebbero fatti censimenti seri e, soprattutto, continuati. Forse in Gallura la Lepre non é così rara, ma in gran parte della Sardegna sí e i primi a dirlo sono proprio cacciatori.

        Stefano Deliperi

  6. M.A.
    agosto 1, 2016 alle 3:42 pm

    Vedi Deliperi, se mi è concesso rispondere, vorrei porre i puntini sulle ” i ” negli argomenti da citati. Noi saremo i primi a scendere in campo per la tutela dell’ambiente se la politica non ci vedesse solo come “polli da spennare” o come “soldatini da arruolare” a gratis per la lotta alla peste suina. Quante volte ho proposto le uscite a Luglio con i cani, che assolutamente non disturbano la fauna selvatica, per la tutela indiretta degli incendi?
    tu sei sempre stato contrario, perchè vedi solo ciò che vuoi vedere l’addestramento del cane. Fatto sta che io a Luglio gli addestro già i cani, nei luoghi preposti, e non hanno mai catturato un esemplare di fauna selvatica. Noi siamo un esercito di 40000 uomini, e il nostro compito non sarebbe solo quello di prelevare ma anche di tutelare. A caccia aperta e a caccia chiusa. Voi ancora non capite che determinati tipi di tutela e gestione faunistica si realizzano anche con il prelievo. La cosa che più ci separa, in questo tema (perchè in altri ho notato che in altri siamo sintonizzati) è il vostro imprinting culturale sull’etica dell’uccidere per nutrirsi. Io, come molti altri cacciatori, siamo più antispecisti di molti che si reputano animalisti, ma avete un’empatia, figlia di ideologismi (forse politici?) che vi portano al rifiuto della caccia e della morte di un animale (visto come un essere indifeso che è nato per vivere e non per morire) a scopo ricreativo ed alimentare con la peculiarità di gestire la fauna. La politica, grazie al vostro zampino, negli ultimi anni ci ha sempre relegato ai margini uscendo allo scoperto per le passerelle elettorali.
    CARI ECOLOGISTI, se veramente avete a cuore l’ambiente spogliatevi dai vostri preconcetti e dalle vostre ideologie estremiste contro la caccia, perchè i tempi sono cambiati. CERCATE DI CONOSCERCI senza respingerci a priori, in virtù di una pseudo etica, figlia dell’ignoranza. Sappiate che noi, dal canto nostro, in Sardegna ci siamo sempre auto limitati (due mezze giornate alla nobile stanziale) e fatto si che l’interesse venatorio si concentri per la maggioranza sul cinghiale. Se a noi interessa “sparacchiare”, a voi interessa semplicemente rompere le scatole, farci i dispettini come i bambini, protestare per toglierci una mezza giornata qui, togliere una specie dal calendario ed esultare di una vittoria che non c’è e poi giustificare il vostro operato preparando copia-incolla di ricorsi che vi portano a pugni di mosche.
    Noi in campagna ci saremo dal 1 settembre al 9 Febbraio, con o senza mezze giornate.

    • agosto 1, 2016 alle 6:59 pm

      ma quali “dispettini”!
      Piantatela di piangervi addosso e, se davvero v’interessa, iniziate a occuparvi seriamente di inquinamento industriale, di depuratori che non funzionano, di speculazioni immobiliari, di discariche abusive e cosette simili.
      Cioè quello che facciamo noi tutti i giorni che piovono sulla Terra.
      Vedrete un miglioramento dell’ambiente e vi sentirete meglio anche voi.

      Stefano Deliperi

  7. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
    agosto 1, 2016 alle 4:45 pm

    Ogni volta che leggo le assurde pretese degli animalisti mi viene la gratta….

    • agosto 1, 2016 alle 6:56 pm

      …buon senso, semplice buon senso…

      • agosto 2, 2016 alle 8:27 am

        Mi sembra che sia veramente eccessivo scomodare il buon senso: mi sembra, piuttosto, che si utilizzi il paravento dell’ambientalismo, caro a tutti, da parte di chi é contrario alla caccia a prescindere da qualsiasi regolamentazione, per tentare di impedire e/o limitare l’attività venatoria.

      • agosto 2, 2016 alle 9:15 am

        Giannantonio, basta vedere fra inquinamenti, incendi, antropizzazione del territorio per chiedere, con semplice buon senso, la chiusura o quantomeno la drastica limitazione della caccia.
        Solo buon senso, nient’altro.

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        agosto 2, 2016 alle 12:23 pm

        Più limitazioni di quelle che abbiamo? Perchè invece non si contingenta il turismo se non si hanno le infrastrutture adeguate per riceve un numero di persone eccessivo? Parlo in primis della costa smeralda. Numero di case e appartamenti troppo eccessivo rispetto alle condutture dell’acqua, fogne, depuratori, servizio di nettezza urbana. Se poi ci mettiamo la mancanza di senso civico….

        La caccia si esercita in campagna non in città o in centri balneari. Abbiamo una passione per la campagna, per gli odori del mattino e per la giornata in compagnia di altri amici che esulano dall’abbattimento del selvatico. Se poi avviene fa piacere ma il cacciatore sardo ama lepri e pernici e da sempre si autolimita. 4 pernici e 2 lepri a stagione a cacciatore vanno bene. Farebbe piacere cacciarle in 3 giornate intere anche per permettere ad ogni cacciatore di praticare la propria passione con i propri ausiliari.

        Siccome poi faccio parte di una categoria che spesso la domenica mattina lavora, vorrei almeno che si permettesse di scegliere il quelle tre giornate la mattina o il pomeriggio.

        Si segna già tutto nel tesserino quindi per questo tipo di caccia si dovrebbe dare la possibilità di scegliere per tre giornate anche il pomeriggio, cosi chi è appassionato di altre cacce, vedi colombacci o anatre potrebbe praticarla diversificando e quindi diminuendo la pressione per pernici e lepri. Si consideri in fine che dei 45000 cacciatori sardi aventi diritto, al massimo 20000 praticano la caccia alla nobile stanziale quindi è già auto limitata.

      • agosto 2, 2016 alle 1:00 pm

        come sai, Pietro, siamo favorevoli a numeri chiusi per la frequentazione turistica di siti ambientali delicati. Riguardo la caccia non possiamo dimenticare che va a incidere su un patrimonio faunistico che già deve superare inquinamenti, distruzione di ambienti naturali, ecc.

        Stefano Deliperi

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        agosto 3, 2016 alle 8:40 am

        Stefano la Sardegna è da sempre una Regione/Parco. Forse dovremmo (io non li ascolto di certo) smetterla di ascoltare una volta per tutte gli inventori dello zucchero a quadretti che sono venuti e continuano a venire per sfruttare le nostre risorse e poi se ne vanno lasciando spesso inquinamento e scempi ambientali. Una bella tassa di soggiorno altina tipo 100 Euro a persona da pagarsi al momento del biglietto nave/ aereo aiuterebbe….

      • agosto 3, 2016 alle 8:57 am

        ..con il rischio, però, di ritrovarci un crollo del settore turismo…

        Stefano Deliperi

  8. M.A.
    agosto 2, 2016 alle 11:05 am

    Grig sono i soliti muretti a secco (inquinamenti, incendi, antropizzazione del territorio ecc. ecc.) dai quali, ogni anno, vi nascondete per spararci alle spalle. Noi non neghiamo che l’ambiente sia compromesso, ma di contro, abbiamo il calendario venatorio più restrittivo di tutta Italia, nonostante la Sardegna goda, fortunatamente, di un benessere ambientale migliore rispetto a tantissime regioni italiane, dove antropizzazione, inquinamento e in alcune incendi sono ben più gravi e cacciano 5 giorni su 7 con le famose 3 giornate di caccia a scelta. Noi? due fisse più qualche festivo se non ricade in giorni di silenzio venatorio.
    In Sardegna, il miglioramento ambientale e la riqualificazione del territorio con l’aumento della fauna cacciabile e non, è un obbiettivo facile da raggiungere, ma manca la volontà politica. Assessorato e province e funzionari….si legano deliberatamente le mani, per far si che l’esasperazione nel mondo venatorio con calendari sempre più restrittivi apra le porte dall’interno agli ambiti territoriali di caccia. Ma non per imporre un legame cacciatore territorio, ma per scaricarsi dalle mani la patata bollente dei risarcimenti danni legati alla fauna selvatica (ti ho dimostrato che con il piano regionale faunistico ormai in sede di VAS la caccia alla migratoria sarà libera in tutta la Regione…ergo ad un controllo della forestale durante l’attività venatoria, un cacciatore sarebbe costretto a pagare un ambito d’appartenenza, o più di uno, ma se si sposta in un altro ambito non pagato e dichiara che sta cercando fauna migratoria.. arrivederci e grazie. Quello che accade oggi.) Gli ambiti territoriali di caccia non hanno nulla a che vedere con la tutela del territorio ma creano solo ed esclusivamente business, che parte dagli allevamenti di fauna selvatica fino ad arrivare al turismo venatori, se istituiti (a fronte della 157/92) diventeranno meta di molti continentali (in virtù della densità venatoria cacciatore /ettari di territorio che deve essere rispettata). Che dire poi della nobile stanziale che vi sta tanto a cuore? Perderebbe di importanza anche il vostro spirito protezionistico, perchè la selvaggina che verrà cacciata, non sarà fauna selvatica, ossia patrimonio indisponibile dello Stato, ma selvaggina pronta caccia di proprietà dei cacciatori iscritti all’ambito.
    In Sardegna abbiamo tante zone di ripopolamento e cattura e tanti centri di produzione di fauna selvatica (e non selvaggina pronta caccia) geneticamente garantita.
    Con la nuova PAC, nel settore dell’agricoltura, ho visto importanti incentivi per il “greening” ossia la riqualificazione ambientale con seminativi oggi persi o sostituiti e la costruzione di fasce incolte utili per la fauna. Se in tutto questo ci mettiamo la lotta agli incendi sul campo e non a parole, il gioco è fatto. Gran parte della selvaggina si è persa non per un prelievo insostenibile, ma per il cambiamento repentino degli ecosistemi, e non significa solo cemento, ma anche il ritorno del bosco, dove 40 anni fa erano presenti seminativi che ha favorito la colonizzazione di areali da parte di cinghiali e volpi e cornacchie a scapito di altra fauna selvatica. Se vi fosse un altra volontà politica che mirasse alla tutela dell’ambiente e della biodiversità e non a far cassa con degli Enti provinciali, incompetenti in materia, la situazione in poco tempo sarebbe ben diversa. Intano noi ci accontentiamo delle due mezze giornate quest’anno, sperando che il nostro sacrificio possa regalarci la terza o la quarta l’anno prossimo.

    Mi sono sempre chiesto una cosa: MA perchè con la PESCA sportiva o professionale non avete lo stesso riguardo che avete per la caccia?
    I mari sono trivellati, inquinati dal gasolio delle navi, depredati dai pescherecci, e ricchi di plastica, ma delle risorse marine a differenza della caccia, non ne godono solo 40000 persone ma molto di più.
    La caccia, specialmente in Sardegna, è molto più eco-sostenibile della pesca. Se ho torto dimostrami il contrario.

    • agosto 2, 2016 alle 1:08 pm

      che manchi volontà politica per una buona gestione del territorio lo sosteniamo da anni.
      Il piano faunistico venatorio é stato solo adottato d é ampiamente modificabile, proprio in sede di quella V.A.S. che non é stata nemmeno avviata.
      Per quanto ci riguarda, siamo intervenuti varie volte su tematiche della pesca e ancor di più per la salvaguardia degli ambienti marini. Anche in questi giorni, per esempio…

      Stefano Deliperi

  9. Argo
    agosto 2, 2016 alle 7:44 pm

    Suppongo, egregio Gruppo di Intervento Giuridico, che per Legalità citando la 157/92 intendiate il senso più esteso di tale legge.
    Per la 157 la caccia inizia dalla terza Domenica di Settembre e non la quarta.
    Per la 157 i giorni di caccia sono 3 a scelta su 5 e non 2 fisse come è stato fin’ora in Sardegna, e guardate che questa soluzione è stata sempre adottata dalle associazioni venatorie proprio per una maggiore salvaguardia del patrimonio faunistico.
    Per la 157, il prelievo venatorio ai turdidi termina il 31 Gennaio ( salvo i giorni di silenzio venatorio ) e non entro la seconda decade dello stesso mese ritenendolo congruo con il parere dell’ISPRA che è obbligatorio ma non vincolante.
    Riguardo all'”anno zero” per la pianificazione venatoria, l’avete capito che il Piano Faunistico comporta l’adozione degli ATC e per il rapporto cacciatore / territorio agro-silvo-pastorale saremo costretti a importare cacciatori da oltremare per raggiungere il rapporto ottimale.
    Il Sig. Lallo lo sa che in futuro potrebbe non vedere più i cagliaritani nel suo territorio, ma dovrà rapportarsi con toscani, romani, lombardi, veneti, romagnoli e anche con gli africani vista l’invasione di questi tempi.
    La procedura EU Pilot la conoscete, non c’è bisogno che vi dica io di cosa si tratta.
    Ma ai vostri associati, cosa gli raccontate ?
    Grazie per l’attenzione e Buongiorno.

    • agosto 2, 2016 alle 9:26 pm

      i tempi che lei cita (terza domenica di settembre – fine gennaio) sono i limiti massimi dei singoli calendari venatori regionali.
      Sono fra i limiti che le Regioni e le Province autonome non possono superare perchè costituiscono i minimi livelli di salvaguardia della fauna selvatica. Lo afferma la giurisprudenza costituzionale e penso che lei lo sappia.
      Non c’è scritto da nessuna parte che debbano essere “importati” cacciatori da altre Regioni con l’istituzione del legame cacciatore – territorio. E’ una “storia” che gira da tanto tempo nel mondo venatorio senza alcuna base giuridica.
      Ma lei ai suoi colleghi cacciatori che racconta?

      Stefano Deliperi

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        agosto 3, 2016 alle 8:35 am

        Dai suvvia Stefano, sai che il Regolamento alla 157 dice ben altro rispetto al legame cacciatore/ territorio…Il regolamento favorisce il turismo venatorio. Consente una presenza di cacciatori per una disponibilità di 19.5 ettari a cacciatore. Noi in Sardegna siamo attestati a circa 85 ettari/cacciatore. Questa è legge, non facciamo finta di non conoscerla. Lotteremo sempre contro gli ATC perchè sappiamo cosa succederebbe (senza se e senza ma) e questo il “Lallo” non lo sa…perchè è ignorante in materia.

      • agosto 3, 2016 alle 9:01 am

        la Sardegna ha competenza legislativa in materia: una volta rispettati i limiti minimi della salvaguardia faunistica stabiliti nella legge n. 157/1992 e s.m.i., può ben stabilire limiti più ristrettivi a livello normativo e regolamentare.
        Questa è la posizione costante della giurisprudenza costituzionale in materia.
        Anche a livello di piano faunistico venatorio (atto/regolamento), può (e, secondo noi, deve) legittimamente stabilire limiti più restrittivi e non prevedere l’afflusso di cacciatori residenti fuori Sardegna.
        Mi pare che sia anche l’interesse dei cacciatori sardi.

        Stefano Deliperi

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        agosto 3, 2016 alle 12:47 pm

        Stefano hai letto il Piano Faunistico? Hai letto le proposte di modifica della L.R. 23/98? Sono tutte improntate per favorire il turismo venatorio stile Toscana.
        Ora smetto perchè non voglio essere tediante. Alla Sardegna ci tengo come ci tieni tu

      • agosto 3, 2016 alle 6:31 pm

        si, Pietro, è solo la proposta adottata. Ora ovrà iniziare prima o poi la procedura di V.A.S. e, se una volta tanto, le associazioni ambientaliste e quelle venatorie chiedessero la stessa cosa vorrei proprio vedere il diniego della Regione.
        Noi sul blocco a cacciatori non residenti in Sardegna ci stiamo. E le associazioni venatorie?

        Stefano Deliperi

    • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
      agosto 4, 2016 alle 12:53 pm

      Stefano la mia associazione Caccia Natura e Liberà è contraria al turismo venatorio, l’ha messo per iscritto e anche pubblicato di recente su un quotidiano Regionale. Sulle altre non posso mettere bocca.

      • agosto 4, 2016 alle 1:05 pm

        Ripeto, noi ci stiamo. Quando finalmente inizierà la procedura di V.a.s. sarà necessario intervenire on forza.

        Stefano Deliperi

  10. agosto 3, 2016 alle 2:23 pm

    Oggi a radio3 si parlava della Toscana e della contestata legge decisione di concedere 5 giorni alla settimana di caccia agli ungulati.
    http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-b7390606-144e-4840-a490-ffe3bd94703f.html

    • M.A.
      agosto 4, 2016 alle 11:09 am

      considera, che in Sardegna a differenza delle altre regioni italiane, è presente la peste suina africana (PSA) che, laddove diffusa, contribuisce a decimarne il numero. Per questioni economiche legate all’esportazione dei prodotti suinicoli oggi è in atto, sotto forte pressione da parte della Comunità Europea, un provvedimento sanitario per promuovere l’eradicazione del virus. Questo provvedimento coinvolge in maniera diretta anche noi cacciatori, perchè come scritto dal Grig le giornate di caccia al cinghiale è prevista con il sistema della battuta dal 6 novembre 2016 al 29 gennaio 2017, nelle giornate di domenica, giovedì e festivi infrasettimanali, per contribuire alla definitiva eradicazione della peste suina africana. e giornate di caccia al cinghiale sono oggi quasi duplicate. Fino a pochi anni fa, la caccia al cinghiale si praticava solamente la domenica e i giorni festivi, ed i capi di carnieri erano molti meno, rispetto agli attuali (40 capi a giornata, QUARANTA!). A differenza di altre regioni italiane, il problema cinghiali in Sardegna esiste, ma si sente meno, forse grazie anche a questo virus che stanno tentando di arginare. Se, per assurdo, in futuro dovessero riuscire a debellare il virus, considerando che in Sardegna il cinghiale non ha predatori naturali, a differenza della stessa Toscana, i cinghiali aumenterebbero in maniera consistente. A breve, per tutta l’Italia, prevedo una riforma della 157/92 che elimina il divieto di cacciare il suide esclusivamente per 3 mesi l’anno.

    • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
      agosto 4, 2016 alle 12:50 pm

      I cacciatori Sardi sono da sempre contrari al consentire 5 giornate a settimana. Riteniamo che 2 giornate fisse più le 5 infrasettimanali presenti dal 01 settembre al 10 febbraio (da sempre attuate in Sardegna) siano da consigliare per tutta l’Italia.
      Bisogna eliminare, parlo della Sardegna, il diniego di giornate ricadenti in festivo settimanale che ricadendo nel venerdi e martedi vengono vietate in quanto 3 giornate settimanali sono ovviamente meno che 5 giornate su cui poi il cacciatore ha facoltà di scelta.
      Non parliamo della possibilità che hanno cacciatori di altre regioni, peraltro consentita dallaa 157/92, di poter cacciare la migratoria dal 01/10 al 30/11 ininterrottamente nelle giornate di LU-ME-GI-SA-DO.
      Da sempre noi sardi siamo contrari!

  11. gennaio 11, 2017 alle 10:06 am

    nulla di più importante di cui occuparsi.

    da Cagliaripad, 10 gennaio 2017
    Caccia: Regione, su calendario interlocuzioni con Ministero.
    “La Sardegna, insieme con le altre regioni, ha già attivato e ha tuttora in corso le interlocuzioni col Ministero dell’Ambiente finalizzate a sollecitare possibili soluzioni che uniformino le date di chiusura dei calendari venatori”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=42625

    • gennaio 17, 2017 alle 2:48 pm

      davvero nulla di più importante di cui occuparsi?
      Ma vadano pure in piazza a farsi una passeggiata…

      A.N.S.A., 17 gennaio 2017
      Stop proroga caccia, doppiette in piazza.
      Assessore conceda altre tre giornate altrimenti il 21 in corteo: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/01/17/stop-proroga-caccia-doppiette-in-piazza_f4c81c2a-afcb-46bf-87ac-cf8075796a4d.html

      __________________________________

      da Sardinia Post, 17 gennaio 2017
      Cacciatori a Regione: “Proroga stagione venatoria oppure protesta in piazza”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/cacciatori-alla-regione-allungamento-della-stagione-oppure-scenderemo-piazza/

      • gennaio 18, 2017 alle 10:26 pm

        con tutti i problemi di protezione civile relativi alla perdurante “emergenza neve” in numerose parti della Sardegna l’Assessore Spano perde tempo a incontrarli? Che pena…

        dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 17 gennaio 2017
        Calendario venatorio, Spano: nessuna pregiudiziale su date, venerdì scorso sollecitato intervento del Ministero,
        “Anche oggi ho interloquito con il Ministro per sottolineare la necessità di uniformare le date di chiusura della stagione venatoria – prosegue la titolare dell’Ambiente –. Voglio quindi ribadire con forza che dietro non si nasconde una questione ideologica ma soltanto il fatto che la Regione Sardegna ha rispettato gli aspetti tecnico-giuridici e il parere dell’Ispra, organo di supporto delle decisioni di Governo.Assessorato ambiente. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7875)

        CAGLIARI, 17 GENNAIO 2017 – “Non esiste alcun pregiudizio ideologico sulle date di chiusura della caccia alle specie della beccaccia, della cesena e del tordo bottaccio: questo deve essere ben chiaro al mondo venatorio. I termini del calendario isolano, fissati in coerenza con le indicazioni ministeriali ed europee, hanno infatti motivi esclusivamente tecnico-giuridici. Potrebbero quindi essere rivisti se esistessero presupposti giuridici tali da non incorrere nella violazione di norme nazionali ed europee”. Lo dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano che, dopo le interlocuzioni già avute con il Ministero dell’Ambiente, in una lettera al Ministro dello scorso venerdì 13 gennaio aveva evidenziato il forte malumore del mondo venatorio isolano e domandato al Governo di farsi garante per evitare una disparità di trattamento tra diverse Regioni in merito alle date di chiusura della caccia ad alcune specie migratorie.

        “Anche oggi ho interloquito con il Ministro per sottolineare la necessità di uniformare le date di chiusura della stagione venatoria – prosegue la titolare dell’Ambiente –. Voglio quindi ribadire con forza che dietro non si nasconde una questione ideologica ma soltanto il fatto che la Regione Sardegna ha rispettato gli aspetti tecnico-giuridici e il parere dell’Ispra, organo di supporto delle decisioni di Governo. Pertanto chiediamo al Ministro di far sì che l’Ispra tenga conto sia degli studi degli organi istituzionali che di quelli di tutti i portatori di interesse. Personalmente proporrò, all’interno della programmazione regionale della ricerca, lo sviluppo di uno studio specifico che possa sostenere le decisioni anche dinanzi a Ispra”.

        L’esponente dell’Esecutivo ricorda di aver riconosciuto il ruolo dei cacciatori nel governo del territorio, “tanto da sollecitare con forza nel Comitato faunistico il loro sostegno nella lotta alla peste suina africana”. Infine si sofferma sugli aspetti economici dell’attività venatoria: “Complessivamente le giornate di caccia sono cresciute rispetto agli anni precedenti. Inoltre abbiamo apprezzato la disponibilità dei cacciatori a supportare la raccolta dei dati sui carnieri per la trasmissione agli organi competenti ed evitare sanzioni che ricadrebbero su tutti i contribuenti sardi”.

        Domani l’assessora Spano incontrerà i presidenti delle associazioni venatorie per approfondire gli aspetti relativi al calendario venatorio.

  12. Carlo Forte
    gennaio 12, 2017 alle 3:41 pm

    Sono un pò fuori tema ma non sapevo come agganciarmi per il discorso sulla pesca dei ricci dentro la riserva Marina …….Questo è vergognoso……Se non ho capito male il sindaco di Cabras è anche il presidente della riserva marina,pitticcu su fragu di illecito

  13. filippo cossu
    febbraio 2, 2017 alle 12:25 pm

    Buongiorno,

    a me sembra impensabile aumentare le giornate di caccia.
    Da Novembre a fine Gennaio non è possibile utilizzare molte zone della Sardegna a scopo turistico perchè si rischia una bella fucilata. Per destagionalizzare il turismo ci vogliono regole, troppi cacciatori non le seguono e inquinano: immondizia, bossoli di cartucce, resti di animali uccisi, pallini da caccia e cartucce. Non va bene!
    Gli escursionisti lasciano a malapena la loro traccia

  14. maggio 3, 2017 alle 6:02 pm

    A.N.S.A., 3 maggio 2017
    Caccia: Lipu, a rischio 5 specie cacciabili, vanno escluse.
    Mamone Capria, prevedere speciali misure di conservazione: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2017/05/03/caccia-lipu-a-rischio-5-specie-cacciabili-vanno-escluse_11b7dd50-995c-4f08-94d2-7d90fb055288.html

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