La parziale demolizione dello Stadio del Pino Solitario e l’asfalto sulle stradine rurali di Carloforte non sono autorizzate.
Il Servizio regionale Tutela del paesaggio di Cagliari ha risposto (nota prot. n. 22636/TP/CA-CI del 19 maggio 2015) alla richiesta di informazioni ambientali inoltrata (29 aprile 2015) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus riguardo la parziale demolizione del vecchio Stadio comunale “Pino Solitario” in corso di demolizione e la sommaria asfaltatura della viabilità rurale in loc. Sabino, in Comune di Carloforte (CI).
Si tratta di “opere per le quali non è stata richiesta l’autorizzazione ai sensi dell’art. 146 del D. Lgs. 42 del 22.01.2004 ovvero eseguite in difformità alla stessa”, visto che sono state effettuate “in località Sabino … pavimentazione stradale in bitume, contravvenendo alla prescrizione indicata nella Determina di Autorizzazione 468 del 17/02/2014 di provvedere alla riparazione della strada esistente nei tratti ammalorati con operazioni di pulizia, chiusura delle buche e stesura di un manto stradale analogo all’esistente, costituito da calcestruzzo cementizio, in modo da non modificare di fatto il grado di compatibilità paesaggistica attuale dell’infrastruttura esistente” e la “demolizione di un tratto del muro di recinzione dell’ex stadio comunale Pino Solitario”.
Il Comune di Carloforte ha ricevuto l’intimazione al ripristino ambientale: “ai sensi dell’art. 167, comma 1, del D.Lgs. 42/04, l’Amministrazione in indirizzo è tenuta, entro 90 (novanta) giorni dalla ricezione della presente, a procedere, a proprie spese, alla rimessione in pristino dei luoghi, fatta salva la possibilità di attivare, nello stesso termine, la procedura di accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi del comma 4. A tal fine si precisa che le tipologie di intervento risultano ambedue ammissibili ma, nel caso dell’intervento di bitumatura, si anticipa che la proposta di questo ufficio non sarà favorevole, stante l’espressa prescrizione”.
Il Servizio regionale Tutela del paesaggio di Cagliari ha informato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari delle opere abusive riscontrate.
La realizzazione di opere non autorizzate, alcune non sanabili e necessitanti il ripristino ambientale ai sensi dell’art. 167 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. apre la strada a ulteriori aspetti inerenti il danno erariale.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva coinvolto le varie Amministrazioni pubbliche competenti, rivolgendo anche un’istanza per l’avvio della procedura di verifica dell’interesse culturale (art. 12 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) riguardo il vecchio Stadio comunale “Pino Solitario”, la cui realizzazione appare avviata fin dagli anni ’30 del secolo scorso.
Poco consone, alla luce di quanto dichiarato dall’Organo regionale di tutela del paesaggio, appaiono le repliche piccate da parte dell’Amministrazione comunale carlofortina, a cui si rinnova ancora l’invito al rispetto di territorio, storia e disciplina di tutela ambientale e culturale.
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)





Non credo ci fossero dubbi sulla mancanza di autorizzazioni il problema non è il politico che vuole fare anche se non si può, ma il funzionario che firma e i controllori che non controllano.
da Sardinia Post, 5 giugno 2015
Denuncia del GriG: abusiva parziale demolizione stadio Pino solitario: http://www.sardiniapost.it/cronaca/denuncia-del-grig-abusiva-parziale-demolizione-stadio-pino-solitario/
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da CagliariPad, 5 giugno 2015
Carloforte, giù stadio del Pino solitario. Gli ecologisti: “Non c’è autorizzazione”.
La parziale demolizione dell’impianto sportivo e l’asfalto sulle stradine rurali non sono autorizzati. Lo afferma il Gruppo di Intervento Giuridico onlus che informa che in tal senso si è espresso il 19 maggio scorso, su sua richiesta, il Servizio regionale Tutela del paesaggio di Cagliari: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=18843
Grande Mario………A questo punto mi chiedo anch’io cosa fanno quelli che dovrebbero controllare.Vada per i funzionari che sappiamo gestiscono in maniera allegra gli uffici,ma possibile che “la legge”,buttano giù un campo sportivo e non controlla se ci sono le autorizzazioni ?Che senso ha ora ripristinare?Il gioco,anzi il giogo è sempre più sporco e grava sempre di più sulla già debole e stremata economia isolana.
abitudini.
da L’Unione Sarda, 19 luglio 2015
Carloforte, chiuso dai carabinieri il chiosco del consigliere comunale: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/07/19/carloforte_chiuso_dai_carabinieri_il_chiosco_del_consigliere_comu-68-426431.html
da La Nuova Sardegna, 15 dicembre 2015
Carloforte, ordinanza del Comune: via il bitume dalla stradina di Sabino.
La viuzza in una zona Sic (interesse comunitario) doveva essere riparata con calcestruzzo cementizio e invece è stato utilizzato il materiale preventivamente bocciato dalla Soprintendenza. (Simone Repetto) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/12/15/news/carloforte-ordinanza-del-comune-via-il-bitume-dalla-stradina-di-sabino-1.12623337?ref=hfnscaec-3)
CARLOFORTE. L’asfalto posizionato ad aprile in località Sabino va rimosso, a cura e spese della società che ha svolto lavori non autorizzati. Ma chi ha ordinato all’impresa l’esecuzione degli stessi? Una certezza ed un dubbio non da poco emergono dalla recente ordinanza comunale, emessa dal responsabile dell’area tecnica nell’impossibilità di sanare lavori stradali eseguiti in un’arteria rurale nel pieno centro dell’isola (in area Sic), che suscitarono da subito polemiche e perplessità, a proposito di compatibilità paesaggistica del materiale utilizzato.
I fatti riportano all’ultima decade di aprile, quando la società romana Professionisti del paesaggio (già esecutrice di diversi lavori a Carloforte), in poco tempo sistemò strati bituminosi per rattoppare numerosi tratti dissestati di una strada costruita in calcestruzzo, nel bel mezzo delle alture isolane. Per l’esattezza circa 2mila metri quadri, coprendo il 40 per cento della strada
L’intervento, venne subito contestato del Gruppo di Intervento Giuridico, che fece vari esposti agli organi competenti denunciandone l’illegalità per mancate autorizzazioni. Una denuncia fondata, in quanto già a gennaio 2014, la Soprintendenza per i beni paesaggistici di Cagliari e Oristano aveva rigettato la richiesta di autorizzazione comunale per manutenzionare la strada con bitume, considerando l’utilizzo di quel materiale “fortemente impattante ed eccessivamente invasivo per le caratteristiche paesaggistiche ancora presenti che contraddistinguono la connotazione tipica del contesto rurale” e giudicando l’intervento proposto non conforme alle norme previste nel piano paesaggistico regionale.
A febbraio 2014, il Servizio Tutela Paesaggio rilasciava al Comune l’autorizzazione a procedere alla riparazione della strada rispettando le indicazioni della Soprintendenza, ovvero senza usare bitume ma calcestruzzo cementizio, pari a quello esistente. Tutto ignorato, il bitume viene piazzato poco più di un anno dopo, mentre ai Carabinieri viene denunciato il fatto con l’apertura di un’indagine, in cui si accerta che quei lavori non solo non erano autorizzati (ne concordati col responsabile d’area comunale, a quanto afferma lo stesso nell’ordinanza), ma sono stati svolti in assenza di progetto e direzione tecnica.
Tutto abusivo ed illegale dunque, per cui la ditta romana dovrà a sue spese rimuovere l’asfalto e ripristinare lo stato preesistente, a meno che non decida di ricorrere al Tar. Un faccenda che potrebbe avere risvolti in sede giuridica e penale, in quanto ad oggi non è chiaro chi ha commissionato all’impresa un intervento preventivamente bocciato, ma che appare incredibilmente misterioso. L’indagine in corso, dovrà accertare varie responsabilità, compresa la presunta (o mancata) vigilanza su lavori eseguiti in ambito comunale.
Toh che novità……l’asfalto è fuorilegge.Nessuno aveva dubbi,ma fuorilegge è stato anche il taglio degli alberi e l’abbattimento dei muri,cosa è successo a riguardo GRIG?I difensori delle cause perse sempre pronti ad attaccare cosa hanno da dire ora ?
Si potevano dunque fermare i lavori,perchè non è stato fatto?