Dimezzato l’eco resort Paradù a Marina di Castagneto.


Castagneto Carducci, Marina di Castagneto, i Carabinieri eseguono il sequestro preventivo del complesso turistico "Paradù" (4 dicembre 2014)

Castagneto Carducci, Marina di Castagneto, i Carabinieri eseguono il sequestro preventivo del complesso turistico “Paradù” (4 dicembre 2014)

Continuano gli accertamenti e approfondimenti sulla struttura turistica Paradù Resort, in corso di realizzazione con i lavori di ristrutturazione dell’ex Club Mediterranèe da parte della Società MEDonoratico s.r.l. sul litorale di Marina di Castagneto, in Comune di Castagneto Carducci (LI).

Come si ricorda, il 3 dicembre 2014 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno, dopo l’accoglimento della relativa richiesta da parte del G.I.P. del Tribunale labronico, aveva effettuato il sequestro preventivo della struttura turistica (procedimento penale 4288/13 RGNR – 957/14 R.G. GIP).

Le ipotesi di reato formulate dalla pubblica accusa e in seguito integrate, in base a quanto riportato dai mezzi d’informazione, sono quelle della lottizzazione abusiva (contestata dalla Procura della Repubblica, non condivisa dal Tribunale del Riesame), della mancanza di autorizzazioni idrogeologiche e di difformità rispetto alle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate.

Nel gennaio 2015 la misura cautelare venne confermata dal Tribunale del Riesame di Livorno, provvedimento attenuato dal G.I.P. con il dissequestro della parte preesistente del complesso in seguito  alla riduzione del progetto immobiliare e al conseguente parere paesaggistico espresso il 24 febbraio 2015.

Il prossimo 15 aprile 2015 si terrà l’udienza sul relativo ricorso in Cassazione, mentre l’1 luglio 2015 è previsto l’incidente probatorio su istanza della Procura della Repubblica.

Castagneto Carducci, Marina di Castagneto, complesso turistico "Paradù"

Castagneto Carducci, Marina di Castagneto, complesso turistico “Paradù”

Conseguentemente la società Falkesteiner avrebbe rinunciato ad assumere la gestione del complesso turistico-immobiliare.

In questi mesi si sonio registrati anche la sorpresa per l’accaduto da parte del sindaco di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini, lo sfogo da parte dell’imprenditore titolare (Riccardo Mariotti) e, purtroppo, il licenziamento di undici dipendenti della struttura turistica.

C’è poco da esser sorpresi, però.

La procedura poco chiara seguita per il progetto immobiliare è stata oggetto di diverse richieste di informazioni ambientali e adozione provvedimenti (29 agosto 2012, 5 aprile 2013, 21 maggio 2014) inoltrate alle amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali da parte dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, che aveva, nel contempo, informato la magistratura competente.

Castagneto Carducci, Marina di Donoratico, lavori in corso

Castagneto Carducci, Marina di Donoratico, lavori in corso (2012)

L’assenza di specifico strumento attuativo, la presenza delle necessarie opere di urbanizzazione primaria (fogne, depurazione, reti elettriche e idriche, ecc.), l’assenza delle procedure di valutazione di impatto ambientale sono solo gli elementi più evidenti segnalati più volte alle amministrazioni pubbliche competenti – compreso il Comune di Castagneto Carducci – da parte ecologista.

In più emerge una disciplina regionale toscana sulle case mobili palesemente non in linea con il quadro normativo nazionale di tutela del paesaggio e gestione del territorio, aspetto che sta conducendo a situazioni analoghe, come sulla costa di Bibbona, dove il Comune (ordinanze Responsabile Edilizia privata nn. 78-89 del 9 dicembre 2014, qui una, a titolo di esempio) ha ordinato la rimozione di oltre 1.600 case mobili prive di autorizzazione paesaggistica e con varie strutture fisse in 12 (dei 14 complessivi) campeggi e parchi vacanze del litorale di Marina di Bibbona. (vds. Il Tirreno, 10 dicembre 2014).

A Marina di Castagneto dopo le indagini dei Carabinieri, del Corpo forestale dello Stato e della Polizia locale è seguito il vaglio della magistratura e il provvedimento cautelare.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ribadisce la sua fiducia nell’attività di magistratura e polizia giudiziaria, auspica che sia fatta definitiva chiarezza sui lavori realizzati e in corso e – in caso di abusivismo edilizio definitivamente accertato – si proceda a demolizioni e ripristino ambientale, come previsto dalla legge.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

animali-aquile_11350-gif-animataun approfondimento del caso è reperibile qui: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/05/23/leco-resort-paradu-nellex-club-mediterranee-di-marina-di-castagneto-ha-superato-le-procedure-di-valutazione-ambientale/

 

 

Castagneto Carducci, Marina di Donoratico, lavori in corso

Castagneto Carducci, Marina di Donoratico, lavori in corso (2012)

da Il Tirreno, 2 aprile 2015

Castagneto: a luglio l’incidente probatorio, salta l’accordo con Falkesteiner. Il caso Paradù in Cassazione.  (Divina Vitale)

DONORATICO È fissata per il prossimo 15 aprile l’udienza della Cassazione per la vicenda Paradù. Mentre il primo luglio si terrà l’incidente probatorio richiesto dalla Procura. Nei giorni scorsi sono infatti stati incaricati i periti, già al lavoro, per definire la situazione del villaggio turistico. Ripartiranno dalla sentenza del Riesame dello scorso gennaio (che aveva negato il dissequestro). La proprietà aveva annunciato che avrebbe ritirato il ricorso in Cassazione qualora la Soprintendenza, (che aveva sospeso, in autotutela, l’autorizzazione già rilasciata anni prima), si fosse espressa positivamente ma, ad oggi, niente è cambiato e la società MeDonoratico è andata avanti nell’iter. Nel frattempo il dissequestro, autorizzato dal Gip (a seguito del nuovo parere favorevole della Commissione paesaggistica, del 24 febbraio) è solo parziale e riguarda l’area già operativa del villaggio e 193 casette mobili. In più è stato risolto il contratto in corso per la gestione tra la MeDonoratico e la società altoatesina dei Falkesteiner che ha sede a Varna. La proprietà. «Non potevamo aspettare luglio – spiega Mariotti – tra l’altro ancora non è stato provato niente. Purtroppo però il 27 marzo è arrivato l’annullamento del contratto d’affitto d’azienda, stipulato con la Falkesteiner.

Castagneto Carducci, Donoratico, tipologie costruzioni ex Club Med

Castagneto Carducci, Donoratico, tipologie costruzioni ex Club Med

Le prospettive di realizzazione sono cambiate (ricordiamo che se l’altra parte del villaggio verrà dissequestrata, comunque non vi si potrà realizzare le 650 casette previste nel progetto originario ma solo circa 400) e gli accordi sono saltati. Le richieste di rinegoziazione inoltre non sono andate a buon fine, eravamo troppo sacrificati dalle loro richieste e il contratto è stato risolto. Un’altra occasione persa per il territorio –continua – il rammarico della nostra società è molto forte, si trattava di uno dei più grandi gruppi alberghieri a livello europeo che voleva fare del villaggio un progetto pilota da esportare in Europa. Il danno provocatici è gigantesco, siamo stati imputati di colpevolezza non per la nostra volontà e la situazione è irrecuperabile. Se domani ci riconoscessero l’estraneità totale chi ripagherebbe tutti i danni?». Un patto milionario quello che stringeva la società MeDonoratico agli investitori del nord Italia. Un affitto che avrebbe incrementato l’investimento di oltre 50 milioni di euro della MeDonoratico, per un totale di 38 milioni di euro da elargire in 7 anni, circa 6,5 milioni l’anno. La vicenda. Lo storico ex Club Med è stato sequestrato, in maniera preventiva, lo scorso 3 dicembre, dopo l’inaugurazione tenutasi a giugno. A seguito del provvedimento, la società Medonoratico ha fatto ricorso al Tribunale del riesame. La sentenza del 23 gennaio scorso, aveva mantenuto la struttura sotto sequestro ma prosciolto la società dalle ipotesi di reato relative a lottizzazione abusiva con realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e il capo d’accusa per cui «si realizzava opere in assenza di titolo abilitativo». Un nuovo iter era così stato avviato per la riapertura, avvenuta seppur in maniera parziale, con un nuovo passaggio in Commissione paesaggistica ed integrazioni consistenti. Da qui anche la modifica sostanziale del progetto con la riduzione del numero complessivo delle strutture mobili.

 

Castagneto Carducci, Marina di Donoratico, prime unità immobiliari installate (aprile 2013)

Castagneto Carducci, Marina di Donoratico, prime unità immobiliari installate (aprile 2013)

da Il Tirreno, 9 marzo 2015

CASTAGNETO. Paradù, il giudice toglie i sigilli.    Castagneto Carducci, il provvedimento del Tribunale di Livorno arriva a distanza di tre mesi dal sequestro preventivo del villaggio turistico e sulla scorta di una drastica revisione del progetto. (Divina Vitale)

 

da Il Tirreno, 25 febbraio 2015

Il Paradù esce dimezzato dall’esame in Comune.     Castagneto Carducci, il progetto del villaggio turistico al centro di un’inchiesta della Procura di Livorno passa al vaglio della Commissione paesaggistica: le 654 case mobili previste ridotte a 393. (Divina Vitale)

 

Castiglione Carducci, cantiere Paradù, cartello sequestro

Castiglione Carducci, cantiere Paradù, cartello sequestro

(foto da Il Tirreno, per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. aprile 17, 2015 alle 6:35 pm

    da Il Tirreno, 17 aprile 2015
    No della Cassazione al Paradù.
    Castagneto: rigettato il ricorso presentato dalla proprietà, ma la struttura apre le prenotazioni. (Divina Vitale) (http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2015/04/17/news/no-della-cassazione-al-paradu-1.11248393)

    CASTAGNETO CARDUCCI È stato rigettato il ricorso in Cassazione effettuato dalla società Medonoratico in merito alla vicenda legale che vede protagonista il villaggio turistico Paradù, sito in località Pianetti a Marina di Castagneto. Un’altra doccia fredda per la società capitanata dall’imprenditore Riccardo Mariotti che auspicava la risoluzione della vicenda, in Cassazione, per accelerare i tempi di dissequestro della struttura, ancora per metà bloccata dalla misura cautelare disposta dalla Procura di Livorno (e dalla sospensione dell’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza di Pisa). Il dissequestro parziale, autorizzato, circa un mese fa, dal Gip, riguarda l’area già operativa del villaggio (ristoranti, piscine, zone comune etc…) e 193 casette mobili. A luglio, a seguito della lettura delle deduzioni dei periti incaricati dalla Procura, si saprà se il procedimento avviato verrà archiviato o se ci sarà il rinvio a giudizio e quindi l’apertura della fase processuale. La proprietà – «È andata male – commenta Mariotti – all’indomani della sentenza eravamo positivi e pensavamo di farcela. I nostri avvocati hanno argomentato il ricorso per più di un’ora, sollevando le criticità e le irregolarità del procedimento che, a nostro avviso, ci ha interessato. Ma niente, ora analizzeremo le motivazioni e procederemo con l’incidente probatorio. Entro il 1 luglio i periti incaricati di valutare la situazione del villaggio dovranno esprimersi. In quella data ci sarà l’udienza con la lettura delle indicazioni da loro rilasciate sulle ipotesi di reato ancora aperte. La prima riunione sul posto è già avvenuta e presto arriveranno anche le prime deduzioni». «Siamo molto delusi – aggiunge l’avvocato Marco Talini – il nostro ricorso era fondatissimo ma seppur non dichiarato inammissibile, è stato rigettato, di fatto. Ne prendiamo atto e aspettiamo di leggere le motivazioni per valutare eventuali sviluppi. La società si era adeguata alle indicazioni date dal Tribunale e per questo abbiamo ottenuto parziale dissequestro ma comunque coltivato il ricorso perché qualcosa non tornava. Quello che credo, senza alimentare polemica è che mi pare un po’ difficile operare valutazioni approfondite dei casi con, nello stesso giorno, 20 camere di Consiglio e altrettanti processi in pubblica udienza, anche su questioni ben più complesse della nostra». Il futuro – Nel frattempo il villaggio nato sulle ceneri dell’ex Club Med e inaugurato lo scorso giugno ha aperto e sta organizzando le prenotazione per la stagione estiva. Nonostante, proprio poche settimane fa, sia stato risolto il contratto in corso per la gestione, stipulato tra la Medonoratico e la società altotesina dei Falkesteiner, che ha persino richiesto un salato risarcimento per inadempienza grave alla stessa società. Infatti le prospettive di realizzazione del resort sono cambiate: anche se venisse dissequestrato totalmente, non potranno più essere realizzare le 650 casette previste nel progetto originario e nell’accordo con il colosso nordico, ma solo circa 400. Un patto milionario quello che li stringeva e che avrebbe permesso alla Medonoratico di ricoprire gran parte dell’investimento che ammonta a circa 50 milioni di euro. La vicenda- Lo storico ex Club Med è stato sequestrato, in maniera preventiva, lo scorso 3 dicembre. A seguito del provvedimento, la società Medonoratico ha fatto ricorso al Tribunale del riesame. La sentenza del 23 gennaio scorso, aveva mantenuto la struttura sotto sequestro ma prosciolto la società dalle ipotesi di reato relative a lottizzazione abusiva con realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e il capo d’accusa per cui «si realizzava opere in assenza di titolo abilitativo». Un nuovo iter era così stato avviato per la riapertura, avvenuta seppur in maniera parziale, con un nuovo passaggio in Commissione paesaggistica con integrazioni consistenti (lo scorso febbraio). Da qui anche la modifica sostanziale del progetto con la riduzione del numero complessivo delle strutture mobili.

  2. marzo 16, 2016 alle 10:34 pm

    da Il Tirreno, 13 marzo 2016
    Paradù, scoppia il caso delle nuove tende. Attrezzata la parte dissequestrata del villaggio, ma il Comune chiede documenti. Mariotti: «Abbandonati dalle istituzioni, così rischiamo di chiudere». (Divina Vitale) (http://www.comitatopercampiglia.it/blog/2016/03/13/paradu-scoppia-il-caso-delle-nuove-tende/)

    «La verità è che siamo stati abbandonati dalle istituzioni, in questo caso specifico dall’amministrazione comunale di Castagneto Carducci che non vuole prendersi nessuna responsabilità». Così Riccardo Mariotti, amministratore delegato della società Medonoratico, a capo del villaggio turistico Paradù, torna a parlare amaramente del caso.

    «Dal 15 aprile del 2015 aspettiamo una autorizzazione che non arriva – continua -, utile a farci procedere coi lavori. Se continua così oltre al processo, dovrò fare i conti anche col fallimento. Anche la Procura attende l’autorizzazione per chiudere. Ci hanno sollevato da tutte le accuse di abuso edilizio, non si è toccato niente di intoccabile eppure continua il linciaggio. Io sto facendo tutto nel massimo rispetto della legge e non sono certo il furbino di turno, come mi si addita, ma un imprenditore che cerca di salvare la sua impresa e chi ci lavora».

    Le nuove tende.
    Mentre parte del villaggio turistico è ancora sotto sequestro (rimasta in sospeso la possibilità di costruire nuove casette ma soprattutto quante con una già dichiarata e importante riduzione, da oltre 600 ad un max di 400), la parte libera, con licenza già in essere dallo scorso anno, è stata nuovamente attrezzata dalla proprietà con tende temporanee, stile safari, ben integrate nella pineta. Ma qualcosa non va ancora perché dal Comune è partita una richiesta di inoltrare ulteriori documenti e chiarimenti in merito. «È stata presentata nei giorni scorsi da parte della soc. Medonoratico – dice Giorgio Badalassi, assessore all’edilizia privata – una comunicazione inizio lavori per attività edilizia libera per interventi di cui all’art. 136 della legge regionale Toscana n.65/2014. Il nostro ufficio tecnico con nota del 4 marzo, al fine di verificare l’esatto inquadramento giuridico dell’intervento e la conformità urbanistica, paesaggistica, delle norme e prescrizioni del Regolamento edilizio e degli strumenti urbanistici dei lavori in corso di esecuzione, ha chiesto alla proprietà di produrre ulteriori documenti».

    La proprietà.
    «Abbiamo già provveduto ad inviare gli incartamenti richiesti proprio perché non ci nascondiamo da niente e da nessuno, ma non c’è niente da verificare, non è nemmeno dovuto – spiega Mariotti – abbiamo scelto le tende per non farci entrare le roulotte, si tratta di una scelta di stile del villaggio o meglio del campeggio perché questo siamo, anche se veniamo trattati diversamente. È bello che ora in un campeggio sia proibito anche mettere tende. Si tratta di edilizia libera che non cambia la capacità ricettiva se questo è il dubbio, la licenza è la stessa dello scorso anno, sembra che ci siano leggi che valgono solo per il Paradù e sinceramente siamo un po’ stanchi di questo accanimento. Anche Renzi, visto che la giunta è Pd, ha chiesto agli enti di rispettare i tempi. E qui ci troviamo in attesa da più di un anno, tempi scaduti e imprese che rischiano grosso…».

    L’amministrazione comunale.
    «Comprendiamo le forti preoccupazioni della proprietà rispetto al futuro della struttura – dichiara il sindaco Sandra Scarpellini – ci pare però semplificatorio dichiararsi abbandonati senza rammentare il groviglio di problemi che continuano a sussistere per il Paradù, nonostante da oltre un anno non sia passata settimana in cui non abbiamo messo energie sulla questione. Il Comune continua a fare e farà tutto il possibile per dare stabilità ad un villaggio turistico importantissimo per l’economia del territorio nel solo modo in cui può essere fatto, ovvero nella garanzia della legittimità».

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