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Stagione venatoria 2014-2015, anche in Sardegna morti e feriti “umani”.


cartello "attenzione caccia al cinghiale"

cartello “attenzione caccia al cinghiale”

 

E’ iniziata la stagione venatoria 2014-2015 in tutta Italia e anche in Sardegna e sono quindi ripresi gli “incidenti di caccia”.

Ancora feriti in Sardegna: Gianni Isoni, cacciatore cinquantasettenne è rimasto ferito alla spalla da un colpo sparato da un compagno di battuta nella Valle dell’Erica, a S. Teresa di Gallura (OT). E’ stato trasportato all’Ospedale civile di Tempio Pausania, mentre indagano i Carabinieri.

Un altro cacciatore, Marco Serra, cinquantaduenne di Tresnuraghes, è stato ferito a un piede a Sennariolo (OR) da un colpo sparato dal suo fucile durante una battuta di caccia al cinghiale. E’ stato trasportato all’Ospedale civile di Oristano, curato e poi dimesso, mentre indagano i Carabinieri.

Invece, Federico Carta (55 anni, di Lei) è morto sotto il suo trattore mentre andava a raggiungere i suoi compagni di caccia.  Ma è un incidente più stradale che venatorio.

Finora in tutta Italia nel corso dell’attuale stagione di caccia 2014-2015 (qui tutti i dati aggiornati: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/dicacciasimuore.html) si è giunti a 18 morti (tutti cacciatori) e a 33 feriti (22 cacciatori, 11 persone comuni).

La contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2013-2014 si era fermata a 57 morti (55 cacciatori, 2 persone comuni) e a 82 feriti (69 cacciatori, 13 persone comuni).

Cinghiali (Sus scrofa)

Cinghiali (Sus scrofa)

Di questi 5 morti (tutti cacciatori, dei quali uno per infarto durante una battuta di caccia e uno travolto da un torrente in piena) e 11 feriti (10 cacciatori e 1 agricoltore) in Sardegna.

Non esiste un dato preciso riguardo il numero di morti e feriti fra gli altri animali, le stime sono dell’ordine dei decine di milioni.

Forse sarebbe il caso che si faccia una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

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stagione venatoria 2014-2015 in Sardegna

feriti: Gianni Isoni (Valle dell’Erica, S. Teresa di Gallura, 9 novembre 2014), Marco Serra (Sennariolo, 9 novembre 2014), cacciatore settantenne (villaggio minerario Rosas, Narcao, 12 ottobre 2014).

 

 

 

Merlo (Turdus merula)

Merlo (Turdus merula)

 

A.N.S.A., 9 novembre 2014

Cacciatore ferito da una fucilata.

Incidente durante una battuta a Santa Teresa di Gallura.

OLBIA,9 NOV- Un cacciatore di Olbia, Gianni Isoni, di 57, è rimasto ferito alla spalla durante una battuta di caccia a Santa Teresa di Gallura, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Prima delle 10 in località Valle dell’Erica il colpo di fucile di un compagno della stessa compagnia, forse rimbalzato su una pietra, ha raggiunto Isoni alla spalla sinistra. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che lo hanno trasportato nell’ospedale di Tempio, e i carabinieri per ricostruire la dinamica del fatto.
In un altro incidente di caccia, nelle campagne di Sennariolo, un uomo di 50 anni, impegnato in una battuta, è rimasto ferito a un piede per un colpo esploso inavvertitamente dal suo stesso fucile.

 

 

Bosco, radura

Bosco, radura

 

da L’Unione Sarda, 9 novembre 2014

Cacciatore ferito da compagno di battuta. L’incidente a Santa Teresa di Gallura.

I carabinieri di Tempio Pausania stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente.

Un cacciatore di Olbia, Gianni Isoni, di 57 anni, è rimasto ferito questa mattina alla spalla durante una battuta di caccia nel comune di Santa Teresa di Gallura, le sue condizioni non sarebbero gravi. Poco prima delle dieci in località Valle dell’Erica mentre era in corso una battuta di caccia, un colpo di fucile di un compagno della stessa compagnia, forse rimbalzato su una pietra, ha raggiunto Isoni alla spalla sinistra. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno trasportato il cacciatore nell’ospedale di Tempio Pausania, ed i carabinieri della Compagnia per ricostruire la dinamica dell’incidente.

 

(immagine pubblicitaria Federcaccia, foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. novembre 9, 2014 alle 6:11 PM

    da La Nuova Sardegna, 9 novembre 2014
    SANTA TERESA. Incidente di caccia, ferito alla spalla dall’amico.
    Nella campagna di Valle dell’Erica Gianni Isoni di 57 anni è stato raggiunto da un colpo di fucile: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/11/09/news/incidente-di-caccia-ferito-alla-spalla-dall-amico-1.10277197

    ————————————

    SENNARIOLO. Parte un colpo dal suo fucile e si ferisce a un piede.
    L’incidente di caccia è avvenuto nelle campagne del paese. Il ferito è un uomo di 50 anni impegnato con una compagnia di Tresnuraghes: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/11/09/news/parte-un-colpo-dal-suo-fucile-e-si-ferisce-a-un-piede-1.10277398

    _______________________________________________

    da Sardinia Post, 9 novembre 2014
    Santa Teresa Gallura, cacciatore ferito dal colpo di un compagno: http://www.sardiniapost.it/cronaca/santa-teresa-gallura-cacciatore-ferito-dalla-fucilata-compagno/

    ——————-

    Caccia, incidente nell’Oristanese. Cacciatore si ferisce un piede: http://www.sardiniapost.it/cronaca/caccia-incidente-nelloristanese-cacciatore-si-ferisce-piede/

  2. Cristiana Verazza
    novembre 9, 2014 alle 6:50 PM

    Chi è causa del suo male…

  3. mara
    novembre 9, 2014 alle 10:36 PM

    “.. e a ogni sparo di caccia all’intorno si domanda fortuna”…

  4. M.A.
    novembre 11, 2014 alle 7:37 PM

    “Forse sarebbe il caso che si faccia una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.”
    Leggo questa frase in ogni vostro articolo che riguarda incidenti di caccia. Ogni anno si prepara l’articolo per riempirlo, nel corso della stagione venatoria, con i link dei siti delle testate giornalistiche riportanti gli incidenti di caccia. Caro Grig sai già che ogni anno tu preparerai un articolo che pian piano riempirai con questi link. Io dal profondo spero che ogni anno siano sempre meno. Sappi però che sarà “normale” riempire questi articoli, in quanto finché esisterà la caccia ci saranno incidenti di caccia, così come finche ci saranno macchine e strade ci saranno incidenti stradali, finché ci sarà lavoro ci saranno incidenti sul lavoro e così via..per il semplice fatto che: finché esisterà la vita ci sarà anche la morte.
    O in un modo o nell’altro…io sono uno di quelli a cui piace pensare che si muore vivendo! Almeno ci godiamo la vita. Ciò che possiamo fare nei confronti della caccia è ridurre il rischio non eliminarlo. Le tue proposte al di là della frase riportata tra virgolette che si legge in ogni articolo non ci sono! L’uso della carabina a canna rigata e l’obbligo di uso di gilet ad alta visibilità è un bel passo in avanti da parte del mondo venatorio.
    P.S. se come soluzione proponi ai cacciatori di appendere il fucile al chiodo, non penso che le istituzioni siano d’accordo con te. :-p
    Buona serata

    • novembre 11, 2014 alle 10:46 PM

      ognuno muore come preferisce, almeno vuol provarci.
      Il “problema” sorge quando vien “sparato” qualcuno che non ha alcuna voglia di morir così.
      O sbaglio?

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        novembre 11, 2014 alle 11:00 PM

        Non sbagli e ti do ragione la prevenzione in questo senso deve avvenir soprattutto per chi rischia indirettamente. C’è chi vorrebbe, in nome della sicurezza, avere la possibilità di decidere se far entrare o meno i cacciatori nelle proprietà private, previo consenso del proprietario…mi starebbe bene solo se in nome della sicurezza si proisce far accedere ai non cacciatori (escursionisti, ambientalisti, fungaioli etc) nei terreni comunali nei giorni in cui è aperta la caccia.

      • novembre 11, 2014 alle 11:06 PM

        i terreni pubblici sono di tutti, anche e soprattutto della maggioranza di “non cacciatori”.
        Quando lo capirete, farete un gran bel passo verso la comprensione dei diritti della maggioranza.
        Si chiama, banalmente, democrazia.

        Stefano Deliperi

      • mara
        novembre 12, 2014 alle 8:34 am

        Adesso esageri, M.A. Far pagare chi vuol farsi una passeggiata in campagna/montagna è demenziale, a parte che sarebbe di impossibile applicazione. Se il territorio è patrimonio comune, mi spieghi perché a tutta la gente che lavora è precluso il piacere di andarsene a spasso LA DOMENICA, pena il rischio della vita? C’è CHI NON AMA passare la domenica nei centri commerciali . Non è più il mio caso, per fortuna ora sono in pensione, ma sai quante discussioni con i cacciatori, che volevano persino impallinarmi il cane…. E non parlarmi delle zone protette, sai meglio di me che in Sardegna, di domenica, non c’è più uno straccio di posto sicuro. Anche perché i cacciatori non sono più bravi come una volta, lo dimostrano le brutte statistiche di ogni anno.
        E’ un sopruso intollerabile, destinato a finire, prima o poi. Rassegnati. E rifletti sulle illuminate parole di un Grande:
        IL NOSTRO PROSSIMO E’ TUTTO CIO’ CHE VIVE.

  5. M.A.
    novembre 11, 2014 alle 11:14 PM

    È democratico far svolgere un’attività a coloro che pagano delle tasse per ottenere una concessione dello Stato, come sarebbe democratico far pagare anche i non cacciatori per avere gli stessi diritti dei nel camminare nei terreni publici o usufruire del patrimonio faunistico (usufruire non significa necessariamente ucciderlo). Non trovi! Io in nome della sicurezza, democraticamente, uno sforzo lo farei.

    • novembre 11, 2014 alle 11:19 PM

      non è però democratico impedire di fatto di fruire di boschi, prati, campagna pubblici alla maggioranza dei non cacciatori per i lunghi mesi della stagione di caccia.
      Ancor meno democratico è angosciare centinaia di migliaia di residenti nelle campagne, dove i cacciatori entrano fin dentro giardini, aie, campi coltivati. E non negare, perchè lo sanno anche le pietre.

      Stefano Deliperi

  6. M.A.
    novembre 11, 2014 alle 11:39 PM

    Esistono soluzioni democratiche da attuare in nome della sicurezza :
    1) Vietare l’accesso dei cacciatori nei fondi privati previa autorizzazzione del proprietario (per il resto aie, giardini etc esiste la 157/92 che regolamenta).
    2) garantire assenza dei non cacciatori all’interno dei fondi pubblici durante la caccia grossa. 14 giornate spalmate tra novembre e gennaio, per garantire lo svolgimento di una regolare e legale attività di chi paga.

    Se si vuole avere gli stessi diritti dei cacciatori, nel frequentare boschi e patrimonio faunistico, giustamente e democraticamente, si deve far pagare le tasse come ai cacciatori.

    Se si vuole proibire l’ingresso nei fondi privati per il prelevio di selvaggina, patrimonio indisponibile dello Stato, questa allora dovrebbe diventare di proprietà non dello Stato ma del padrone del fondo in cui essa si ritrova. Ma a questo proposito tante associazioni animal-ambientaliste hanno espresso il loro dissenso…mi domando il perché!

    • novembre 12, 2014 alle 10:24 PM

      esiste innanzitutto una soluzione “democratica”: rispettare la legge.
      I cacciatori in Sardegna dovrebbero esser “legati” e uno specifico territorio di caccia.
      Sono gli unici in tutta Italia che non lo fanno per il vergognoso lassismo della Regione autonoma della Sardegna.
      Quando finalmente accadrà, allora, forse, si potrà iniziare a discutere.
      Altro che riempirsi la bocca di “democrazia”…

      Stefano Deliperi

  7. M.A.
    novembre 12, 2014 alle 8:43 am

    No Mara, mi dispiace, ma la penso diversamente. La legge garantisce spazi e tempi adatti a tutti, ma non capisco il perché voi vogliate applicare il concetto di democrazia nelle tematiche venatorie a vostro piacimento. Fin tanto che esisterà un ricambio generazionale, e si vivrà in democrazia, la caccia continuerà a vivere specialmente in determinati contesti. Il nostro compito è lasciare i nostri figli un futuro migliore, ma con certe aperture mentali penso che il tragitto sia ancora lungo e tortuoso.

    • mara
      novembre 12, 2014 alle 5:39 PM

      Il nostro compito è lasciare i nostri figli un futuro migliore

      Non potevi dirlo meglio, M.A. Anche noi vogliamo lasciare ai figli un mondo pieno di vita, di animali, di spazi naturali intatti, di pace, libertà e democrazia.

      ma con certe aperture mentali penso che il tragitto sia ancora lungo e tortuoso.

  8. Shardana
    novembre 12, 2014 alle 8:47 am

    Noi nei boschi non facciamo prelievi,cosa ci vuoi far pagare, che respiriamo?

    • M.A.
      novembre 12, 2014 alle 9:13 am

      Se si dovesse vietare l’accesso dei cacciatori nei fondi privati, in nome della sicurezza, i cacciatori possono esercitare l’attività venatoria solo ed esclusivamente nei fondi pubblici. In virtù di ciò sarebbe giusto garantire che nessuno ad esclusione dei cacciatori che pagano la concessione governativa possano essere presenti nei fondi pubblici durante i giorni di caccia. Chiunque si arroga il diritto di voler andare in un fondo pubblico per godere del patrimonio faunistico (e non significa solo cacciare) o del fondo pubblico in quei determinati giorni di caccia, può farlo! basta che paghi la tassa di concessione governativa di 173, 16 €. Non sarebbe una soluzione adeguata e democratica?

      • Juri
        novembre 13, 2014 alle 12:12 am

        “Arrogarsi” il diritto di andare in aree pubbliche??? E perché non censurare con altrettanta nettezza la pretesa di respirare o di osservare un panorama? Forza M.A. ce la puoi fare.

  9. Shardana
    novembre 12, 2014 alle 11:05 am

    Democratica sarebbe se io potessi circolare liberamente ogni minuto e ogni giorno dell’anno in tutti i fondi pubblici e godere di quello che è un mio diritto”non essere impallinato”.Solo in una riserva di caccia puoi avanzare le tue pretese da ventennio,ed è giusto che sia così,tutto l’altro è prepotenza.

    • M.A.
      novembre 12, 2014 alle 11:17 am

      Abbiamo concetti differenti di “democrazia” e soprattutto di “prepotenza”. Il mondo è bello perché è vario!

  10. Shardana
    novembre 12, 2014 alle 2:38 PM

    Beh sicuramente…….Vorrei vedere se gruppi di persone,mettiamo non caccciatori entrassero a loro piacimento a casa tua per fare un pic nic o semplicemente per sostare con le loro macchine per 2 volte la settimana,musica a tutto volume,con i loro cani che magari ammazzano i tuoi gatti che viono liberi e ti pisciano e defecano dappertutto.Hai ragione il mondo è bello perchè è vario,ma quando il vario diventa avariato e non tiene conto delle libertà altrui non mi piace più.Il fatto che lo stato ti permetta di entrare nei miei terreni non recintati è un modo arrogante e poco democratico di applicare la legge

  11. M.A.
    novembre 12, 2014 alle 4:42 PM

    Ahah oh Shardana poveri cani, se non tolleri che facciano i loro bisogni in campagna non sei animalista. Purtroppo non possiamo metterli nè un pannolino, nè tanto meno spiegarli che i gatti non sono delle prede. L’unica cosa che possiamo fare è intervenire prima che sia tardi. Fatto sta che lo scenario dipinto da te è proprio reale, ed è quello che accade ogni primavera ed ogni autunno nei periodi di funghi…e non sono tutti i cacciatori i fungaioli. Che si fa? Proibiamo la raccolta dei funghi o tassiamo anche i fungaioli? E stai tranquillo che le macchine che s’ incontrano nel Supramonte per porconi, o ad Abbasanta per funghi di carne slno tantissime, ci vado anch’io.

  12. Shardana
    novembre 12, 2014 alle 5:30 PM

    Il tuo concetto di animalista e un pò disneyano……ci vedi come dei rincoglioniti.È logico che se fà i bisogni nella macchia non me ne frega nulla,ma se me li fà dove mi sdraio,non sono tanto felice.Per questo e tanti altri motivi dovreste stare fuori dai nostri terreni.Forse non lo sai,ma in certi comuni sardi,per raccogliere funghi hai bisogno di un patentino e oggi con tutti i bipedi predatori lo ritengo un giusto modo di prevenire le devastazioni degli abitat naturali.

  13. novembre 16, 2014 alle 10:14 PM

    non pare un “incidente” di caccia.

    da L’Unione Sarda, 16 novembre 2014
    Muore durante la battuta di caccia. Domusnovas, malore fatale per 56enne. Inutili i soccorsi per un 56enne di Portoscuso. (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/11/16/muore_durante_la_battuta_di_caccia_domusnovas_malore_fatale_per_5-6-396076.html)

    Ha avuto un malore durante una battuta di caccia, tra Fluminimaggiore e Domusnovas Ivano Camboni 56 anni di Portoscuso. Gli operatori del 118, insieme alla Forestale e al soccorso alpino, lo hanno raggiunto dopo mezz’ora di percorso a piedi, sotto la pioggia e la grandine, hanno provato a rianimarlo ma il cacciatore, non ce l’ha fatta.

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