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Nel silenzio generale nasce un polo industriale senza procedure di valutazione di impatto ambientale, a Pegognaga (MN).


campo di mais

campo di mais

Pian pianino, nel silenzio generale, un pezzo alla volta sembra proprio che nella ridente campagna mantovana, a Pegognaga, stia nascendo un vero e proprio polo combinato di macellazione e lavorazione carcasse animali con connessi impianti di produzione energetica da biogas e da olii animali e vegetali, nonché di essicazione e combustione del digestato, finora non assoggettati ad alcuno dei procedimenti di valutazione di impatto ambientale, nonostante i loro innegabili effetti sull’ambiente e sulle componenti ambientali.

Infatti, intorno all’impianto di macellazione e trattamento delle carni della Unipeg s.c.r.l., fra le principali aziende del settore in Italia, sono sorti negli ultimi anni diversi impianti connessi di produzione di energia da fonti rinnovabili.   

Libellula

Libellula

Precisamente:

* il connesso impianto di produzione energetica da biogas Unipeg s.c.r.l. (potenzialità elettrica stimata di 526 kW elettrici/ora, produzione elettrica annua di circa kWh 3.450.000, potenza termica immessa con il combustibile pari a kWt 1.302),  autorizzato ai sensi dell’art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i. con determinazione Direttore Settore Ambiente Prov. MN n. 487-2009 del 5 marzo 2009. La relativa variante (installazione di tre digestori, vasche, ecc.) è stata autorizzata ai sensi dell’art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i. con determinazione Direttore Settore Ambiente Prov. MN n. 576-2010 del 9 marzo 2010;

* il connesso impianto di produzione energetica Unitea s.r.l. (2 moduli cogenerativi, potenzialità elettrica stimata di circa kW 4.670, produzione elettrica annua di circa kWh/e 37.360.000, potenza termica immessa con il combustibile pari a kWt 10.946), utilizza n. 8.518 tonnellate annue (25,55 tonnellate giornaliere) di olii animali e vegetali (circa 4.259 tonnellate annue di olii animali e altrettante di olii vegetali), secondo quanto riportato nel verbale della conferenza di servizi del 30 settembre 2009, ed è stato autorizzato ai sensi dell’art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i. con determinazione Direttore Settore Ambiente Prov. MN n. 2894-2009 del 10 novembre 2009. L’impianto è entrato a regime in data 30 marzo;

*  sempre presso gli stabilimenti Unipeg s.c.r.l., un ulteriore “impianto pilota per l’essicazione e la combustione del digestato proveniente dal biogas” nell’ambito del progetto Ge.di.s. (gestione digestato sostenibile) finanziato dalla Regione Lombardia in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, del quale si ignorano la sussistenza di eventuali autorizzazioni amministrative (vds. La Voce di Mantova, edizione del 29 luglio 2014).

Eppure la realizzazione di questi impianti industriali non è stata preceduta dal necessario procedimento di verifica preventiva degli impatti ambientali (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), così da preoccupare notevolmente i residenti della zona alle prese con emissioni in atmosfera, scarichi ed effetti sulla salute tutt’altro che piacevoli. Anche perché è lo stesso Ministero della salute a individuare l’impianto Unitea s.r.l. nell’elenco ufficiale degli stabilimenti riconosciuti ai sensi del Regolamento (CE) n. 1069/2009 – sez. III inceneritori e co-inceneritori.

Bombo (gen. Bombus) su un fiore

Bombo (gen. Bombus) su un fiore

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inoltrato (1 ottobre 2014) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti alla Commissione europea, al Ministero dell’ambiente, alla Regione Lombardia, all’A.R.P.A. Lombardia, alla Provincia di Mantova, al Comune di Pegognaga e al Corpo forestale dello Stato per appurare quali siano gli impianti effettivamente realizzati e in funzione, con quali emissioni e scarichi. E’ stata anche rivolta l’istanza di revoca delle autorizzazioni in vista dello svolgimento del necessario procedimento di verifica preventiva degli impatti ambientali.

La salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica, il diritto all’informazione dei cittadini sono diritti ed elementi fondamentali per la convivenza civile e l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica un rapido intervento delle amministrazioni pubbliche preposte.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. grizzly
    ottobre 2, 2014 alle 11:38 am

    Di cosa si occupano gli enti preposti alla salvaguardia della salute e dell’ambiente?
    Su che pianeta vivono le persone pagate per svolgere ruoli istituzionali?

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