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L’I.S.P.R.A. “demolisce” la proposta di calendario venatorio regionale sardo 2014-2015.


Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Dopo la riunione del Comitato faunistico regionale (3 luglio 2014) dalla quale è scaturita la proposta di calendario venatorio regionale sardo 2014-2015, è giunto il necessario parere tecnico-scientifico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.), previsto dall’art. 18, comma 4°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.

Il parere fornito dall’I.S.P.R.A. (nota prot. n. 15625 del 17 luglio 2014) è fortemente negativo, in quanto la proposta di calendario venatorio disattende in più punti la GUIDA PER LA STESURA DEI CALENDARI VENATORI AI SENSI DELLA LEGGE N. 157/92, COSI’ COME MODIFICATA DALLA LEGGE COMUNITARIA 2009, ART. 42.  Ecco gli aspetti negativi:

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

* per Tortora e Merlo mancata previsione della caccia nella forma esclusiva dell’appostamento (28 settembre 2014);

* apertura della caccia il 28 settembre 2014 per Pernice sarda, Germano reale, Alzavola, Codone, Fischione, Mestolone, Moriglione, Beccaccia, Beccaccino, Gallinella d’acqua, Pavoncella, Frullino, Porciglione, Folaga, Allodola, Quaglia, Cesena, Tordo bottaccio e Tordo sassello;

* caccia a Ghiandaia e Cornacchia grigia dal 21 al 29 gennaio 2015 in forma vagante e/o da appostamento, anziché esclusivamente da appostamento;

* mancata previsione della caccia al Colombaccio nel mese di gennaio 2015 nella sola forma dell’appostamento;

* chiusura della caccia alla Beccaccia il 18 gennaio 2015, anziché il 31 dicembre 2014;

* chiusura della caccia alla Quaglia il 28 dicembre 2014, anziché il 31 ottobre 2014;

* chiusura della caccia al Tordo sassello il 18 gennaio 2015, anziché il 10 gennaio 2015;

* mancata indicazione dettagliata dello status della popolazione di Pernice sarda e di Lepre sarda per indicarne le condizioni di caccia: in assenza di adeguati censimenti la caccia dev’essere vietata.

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

L’I.S.P.R.A. indica nei primi giorni di settembre 2014 l’inizio dell’attività di addestramento dei cani, in quanto “prima di tale data diverse specie non hanno completato la riproduzione o i giovani nati sono ancora dipendenti dai genitori”.  Si richiede anche l’uso di cartucce atossiche per la caccia nelle zone umide (accordo internazionale AEWA, legge n. 66/2006) e il passaggio a munizioni non contenenti piombo per la tutela dei Rapaci da fenomeni di avvelenamento.

Anche l’I.S.P.R.A. ricorda l’assenza di qualsiasi procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo l’attività venatoria nelle aree di cui alla Rete Natura 2000 (S.I.C. e Z.P.S.), naturalmente in palese violazione di legge (direttive n. 92/43/CEE, 2009/147/CE, legge n. 1571992 e s.m.i., legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.) e già oggetto di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI da parte della Commissione europea riguardo il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 e il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014 in assenza di procedura di V.INC.A. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014).

Ricordiamo, poi che il legame cacciatore – territorio è uno dei punti fondamentali del quadro normativo in tema di caccia c.d. sostenibile, come riconosciuto anche recentemente dalla giurisprudenza costituzionale (sent. Corte cost. n. 142/2013), ma è tuttora assente in Sardegna nonostante le precise disposizioni della legge n. 157/1992 e s.m.i. e della legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i.

Il Comitato faunistico regionale è stato, quindi, riconvocato per venerdi 25 luglio 2014 per l’adozione delle decisioni finali sul calendario venatorio sardo 2014-2015.

Naturalmente quest’ultimo sarà oggetto delle opportune valutazioni, anche ai fini di eventuali azioni legali per la salvaguardia del patrimonio faunistico.

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Nitticora  (Nycticorax nycticorax, foto di Cristiana Verazza)

Nitticora (Nycticorax nycticorax, foto di Cristiana Verazza)

 

La Nuova Sardegna, 22 luglio 2014

La Nuova Sardegna, 22 luglio 2014

(foto Raniero Massoli Novelli, Cristiana Verazza, S.D., archivio GrIG)

  1. M.A.
    luglio 21, 2014 alle 4:13 PM

    Grig l’Ispra ha ben poco che spartire con la Sardegna. Noi vogliamo l’IRFS (istituto regionale fauna selvatica). Fin quando il parere dell’Ispra è obbligatorio, ma NON vincolante possono dire ciò che vogliono. La proposta di concedere la caccia in forma vagante con il cane sino a dicembre e non fino alla fine di Gennaio, mi fa letteralmente pena. Ti pare possibile che i cani dei cacciatori possano godere di soli 4 mesi di ” libertà”? Fuori di melone..onde evitare il “disturbo della fauna selvatica”, come se la fauna non dovesse essere soggetta allo stress causato dai cani da caccia…e i cani da pastore? E i cani degli ambientalisti? Quelli non disturbano? Ma va laaa! La fauna è nata per essere predata (uomo, cane, gatto, volpe non cambia) l’istinto della fuga è insito nel loro patrimonio genetico in quanto fa parte di quel disegno naturale chiamato :”predazione”.

    Lo propongo io un calendario venatorio che non verrebbe bocciato nemmeno dagli animalari. Dal 28 settembre al 6 ottobre è concessa la caccia a bugs banny e daffy duck esclusivamente con il fucile caricato a coriandoli e non più di due colpi in canna.
    Dal 6 ottobre al 20 novembre è concessa la caccia vagante al cavallo a dondolo. Nel mese di novembre apre la caccia grossa a “willy il coyote” e “Taz” solo con il sistema della battuta e con fucile a bandierina non contenente più di due cartucce con la scritta “bang”. Si ricorda che l’uso di Pluto e Pippo, è consentito sino a Dicembre salvo la caccia a Bambi, Papà Castoro e l’Orso Yoghi, solo ed esclusivamente con fucili ad acqua, oppure a fiori.
    Si ricorda che il calendario venatorio è stato redatto secondo i principi empatici, animalari e “cruelty free”.
    Bocciate questo 😀 😀

    • mara
      luglio 21, 2014 alle 5:22 PM

      PERFETTO! Calendario approvato, salvo successive integrazioni per l’apertura della caccia ai cacciatori.

      • M.A.
        luglio 21, 2014 alle 9:20 PM

        certo, la pesca ai pescatori e il macello agli onnivori ipocriti! 😀

  2. Occhio nudo
    luglio 21, 2014 alle 5:06 PM

    “Ti pare possibile che i cani dei cacciatori possano godere di soli 4 mesi di ” libertà”?” questa frase fa capire tutta la tua filosofia, come se per avere libertà un povero cane dovesse aspettare di essere addestrato. Quanto sei piccolo.

    • M.A.
      luglio 21, 2014 alle 6:17 PM

      Quanto non conosci i cani, specialmente quelli da caccia. Sapresti bene che la loro felicità, il loro potenziale genetico lo esprimono totalmente in natura tra ferme latrati. Non si parla di “addestrare”, si tratta di gustarsi l’ars venandi del proprio cane e far si che egli segua il proprio istinto, non quello del padrone. Un beagle, un segugio italiano, un vandeano, un setter, un bracco e tanti altri ancora…non sono cani da giardinetti pubblici, o meglio non disdegnano di certo la passeggiata al guinzaglio, però consentimi di dirti con tutta la certezza di questo mondo, un cane da caccia portato in campagna esplica tutta la sua “gioia” di vivere. Chi non ha cani da caccia, o chi ha questi cani ma non li porta in campagna non potrà mai capire.

  3. luglio 21, 2014 alle 5:21 PM

    Strano! di solito quelli dell’ISPRA accolgono sempre con favore il calendario venatorio sardo, boh…

    Ora l’astio dei cacciatori si riverserà su questo articolo, perché è tutta colpa tua, gruppodinterventogiuridico! e fatevi i fatti vostri! Andate da Papphouse a mangiarvi il kebab vegano! boh!

  4. Pietro
    luglio 21, 2014 alle 6:52 PM

    M.A.attenzione a TAZ,non è un soggetto facile e se si arrabbia son cavoli tuoi.Trovo ingiusto che i cani dei cacciatori debbano rimanere segregati per 8 mesi e i loro padroni possano circolare liberamente tutto l’anno.Bella questa ah ah ah ah ah scherzo……….

  5. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    luglio 21, 2014 alle 8:12 PM

    Si Grig ok, va bene, avete ragione…..bla, bla, bla……vedremo che calendario ne uscirà fuori!
    L’Ispra copia e incolla le sue congetture animaliste, preventivamente stilate da legambiente e wwf per ogni regione d’Italia, quindi era normale che inviasse la solita pappardella anche alla Regione Sardegna. Per fortuna il parere di questo istituto inutile (Ispra) non è vincolante.
    La faziosità di grig e dei gruppi affini non mi stupisce….essi vogliono la chiusura totale della caccia, quindi in questo discorso non vi sarà mai un punto d’incontro.

    ……..

  6. luglio 21, 2014 alle 10:52 PM

    da L’Unione Sarda, 21 luglio 2014
    L’Ispra boccia il calendario venatorio. Il Comitato faunistico deciderà venerdì: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/07/21/l_ispra_boccia_il_calendario_venatorio_il_comitato_faunistico_decidera_venerd-6-378892.html

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    da Sardinia Post, 21 luglio 2014
    Caccia, l’Ispra boccia il calendario venatorio regionale: http://www.sardiniapost.it/cronaca/caccia-lispra-boccia-calendario-venatorio-soddisfazione-degli-ambientalisti/

    ______________________________________

    da CagliariPad, 21 luglio 2014
    Bocciato il calendario della caccia, vittoria ambientalista.
    E’ “fortemente negativo” il parere espresso dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sul calendario venatorio regionale 2014/15. Esultano le associazioni ambientaliste Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=10046

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    da Gea Press, 21 luglio 2014
    Sardegna, calendario venatorio – Per gli ambientalisti è stato “demolito” dall’ISPRA: http://www.geapress.org/altre-news/sardegna-calendario-venatorio-per-gli-ambientalisti-e-stato-demolito-dallispra/54782

  7. Gianmario
    luglio 21, 2014 alle 11:02 PM

    Salve a tutti, ormai non fà più notizia il fatto che l’ispra faccia ricorso per bloccare o modificare il calendario venatorio, però mi chiedo come possa appellarsi anche alla modifica della ghiandaia del merlo della cornacchia del cinghiale per non parlare del daino che da noi è vietato cacciare mentre in altre regioni come la toscana è cacciabile.
    Tutte le specie da me elencate, ma non solo quelle, andrebbero cacciate con una intensità maggiore e chi dice il contrario evidentemente non sa i problemi che queste specie causano agli agricoltori che abitano vicino al parco di porto conte, come me e per questo mi reputo parte offesa da tali specie perchè i danni causatimi non mi vengono risarciti da nessuno e se io non guadagno voi mi dovete spiegare come faccio a vivere. Molti di voi adesso penseranno che io stia esagerando ma invito chiunque voglia venire a vedere un campo di svariati ettari di anguri distrutti dalle cornacchie, oppure un campo coltivato a carciofi arato durante la notte dai cinghiali o ancora un campo seminato a triticale che alla fine viene usato dai daini come loro pascolo privato. Se dopo tutto queste motivazioni voi continuerete a dire che tutte le specie devono essere protette io vi chiedo di venire ad abitare in campagna e di campare solo dal lavoro della terra, visto che è semplice essere amanti degli animali, come del resto lo sono anche io, lavorando in un ufficio con l’aria condizionata e lo stipendio assicurato.
    Perciò riflettete prima di denigrare in qualsiasi modo la caccia e noi cacciatori!

    • luglio 21, 2014 alle 11:12 PM

      caro Gianmario, cari cacciatori tutti,

      siete a dir poco ripetitivi e noiosi, avete stufato.

      La caccia è una concessione, non un diritto.

      In Sardegna illegittimamente non esiste nemmeno il legame cacciatore – territorio.

      C’è un organo tecnico-scientifico istituzionalmente preposto a fornire i pareri anche sui calendari venatori.

      Rispettatelo e adeguatevi, come facciamo noi, anche quando non ci va. Punto e basta.

      Stefano Deliperi

      P.S. confondi “caccia” con gli eventuali “abbattimenti selettivi”, che si possono fare solo quando necessari e in assenza di efficacia di metodi incruenti. I Daini in eventuale eccesso possono benissimo esser catturati e liberati in Foreste demaniali. Il Daino in Sardegna è ben poco presente.

      • Gianmario
        luglio 21, 2014 alle 11:21 PM

        Signor Deliperi siete voi che avete stufato e le ripeto prima di dire e difendere certe posizioni venga a vedere i danni che provocano le specie da lei tanto amate e dopo se vorrà potra ancora parlare di salvaguardia di quelle specie! Se poi vuole parlare della salvaguardia di alcune specie come la pernice o la lepre le posso tranquillamente dire che il problema del numero esiguo di tali specie non è da imputare ai cacciatori ma ai cinghiali che mangiano le uova delle pernici e i piccoli di lepre, quindi tiri lei le somme

      • luglio 21, 2014 alle 11:26 PM

        abbia pazienza, Gianmario, come le ho già detto, confonde la “caccia” con gli eventuali “abbattimenti selettivi”.
        Certo, poi, la “colpa” della sparizione di Pernici e Lepri è del Cinghiale…..ma per cortesia…..

        Stefano Deliperi

      • Gianmario
        luglio 21, 2014 alle 11:39 PM

        Signor Deliperi la mia pazienza è finita visti tutti i danni che mi stanno causando cinghiali, cornacchie ecc. Continuate a dare la colpa di tutto a noi cacciatori ma quando vuole può andare all’arca di noè (spero lei sappia dove sia) e verificare quello che le ho detto a proposito dei cinghiali e delle loro abitudini culinarie.

        Saluti

      • luglio 21, 2014 alle 11:49 PM

        le ho già detto: non si tratta di “caccia”, con l’ordinario calendario venatorio. Non so come spiegarglielo.
        L’Arca di Noè è un posto splendido. Buona serata.

        Stefano Deliperi

  8. Pietro
    luglio 22, 2014 alle 11:06 am

    Cos’è l’arca di Noè ?

  9. Pisantonio
    luglio 22, 2014 alle 11:30 am

    Creare veleno e conflittualità sul territorio….. non porterà alcun beneficio alla tutela dell’ambiente naturale e del paesaggio.

  10. Gianmario
    luglio 22, 2014 alle 12:01 PM

    Signor Deliperi, evidentemente lei non sa a quanto ammonta il numero di cinghiali che si possono abbattere sotto la supervisione del parco, glielo dico io sono 250, numero a dir poco vergognoso visto che il loro numero è molto ma molto superiore alle 1500 unità, per non parlare poi delle cornacchie, in questo caso la provincia di Sassari consente di abbattere 1000 capi su TUTTA l’area provinciale (di cui 700 tramite l’utilizzo di gabbie pagate dai contribuenti che naturalmente le cornacchie hanno imparato ben presto ad aprire e quindi a fuggire e solo 300 tramite armi da fuoco) quando 1000 cornacchie sono solamente nel lago di baratz, quindi prima di venire e parlare di caccia di selezione si informi su quanto effettivamente è il numero dei capi abbattibili (ma sono sicuro che lei lo sappia ma fa l’indifferente per comodità).

    p.s. Signor Deliperi cito sempre Lei in quanto rappresentante del gruppo di cui fà parte, ma il mio non vuole essere un attacco diretto a lei come persona, questo solo per chiarire 😀

    • luglio 22, 2014 alle 4:41 PM

      vede Gianmario, in questo articolo si parla di calendario venatorio esteso a tutta la Sardegna, non del calendario venatorio di Alghero o, ancor più specificamente, di Porto Conte, Maristella e della Nurra algherese (quella di Sassari no).

      Per questo le sue considerazioni, pur comprensibili, hanno poco senso.

      Degli argomenti che le stanno a cuore abbiamo parlato qui: https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2014/06/30/ma-e-un-parco-naturale-o-una-macelleria-ecologicamente-sostenibile/ .

      E, se vuole, ne parliamo a commento di quell’articolo e – stia tranquillo – c’è parecchio da dire su Daini, Cinghiali, ibridi, introduzioni di “cinghialoni” continentali a fini venatori 😀

      Stefano Deliperi

      • Gianmario
        luglio 22, 2014 alle 9:50 PM

        Se parliamo del calendario venatorio della regione Sardegna, lei mi potrà spiegare del perchè ci sia una disparità dal nostro a quello toscano, solo per fare un esempio, visto che in Toscana i daini si possono cacciare, forse i nostri godono dell’immunità? Se ci tenete alla salvaguardia dei daini dei cinghiali e delle cornacchie perchè non ve li portate a casa vostra, così potete accudirli come meglio credete o se non li volete in casa potete sempre adottarli, così almeno i poveretti che hanno la sfortuna di avere un incidente da migliaia di euro sanno a chi chiedere i danni!

      • luglio 22, 2014 alle 10:07 PM

        Gianmario, i Daini in Sardegna sono ben poco presenti (http://www.sardegnaambiente.it/j/v/159?s=9044&v=2&c=1581&t=1) e per questo ne è vietata la caccia.
        Nel 1968 a S’Arcu e’ su Cabriolu, sul massiccio dei Sette Fratelli, venne ucciso l’ultimo esemplare appartenente alla popolazione originaria. Solo dagli anni ’80 del secolo scorso sono stati reintrodotti in alcune aree di Foresta demaniale. Attualmente sono poche centinaia in tutta l’Isola.
        A Porto Conte sono 243 (censimento 2014: http://www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=257168&v=2&c=1563&t=1), non migliaia.
        Nel 2013 erano 235. Non c’è stata, quindi, questa crescita esponenziale a cui allude.
        Per capirci, anche ad Alghero se si aprono i rubinetti non sgorgano Daini.
        Gli esemplari in eccesso – come le ho detto e ripetuto – possono essere catturati e spostati in altre Foreste demaniali sarde.
        Se vogliamo fare una “battaglia comune” su questo obiettivo, noi ci siamo.
        Se uno ha un “incidente da migliaia di euro di danni”, può chiedere l’indennizzo alla Regione autonoma della Sardegna: http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=116728&v=2&c=4801&idsito=18 .
        Non abbiamo bisogno di portare i Daini “a casa nostra”, perchè sono già “a casa nostra”: la Sardegna è “casa nostra”.
        Se lo capisce bene, se non lo capisce bene lo stesso.

        Stefano Deliperi

      • Gianmario
        luglio 22, 2014 alle 10:17 PM

        Auguro a chiunque di non avere mai un incidente con la fauna selvatica visto che l’indennizzo della regione è una miseria anche perchè per averlo bisogna che il cinghiale o il daino di turno rimanga ucciso nell’incidente altrimenti il risarcimento se lo sogna.
        La Sardegna è la nostra casa ma casa mia non è terra di conquista della fauna selvatica.
        Se lo capisce bene, se non lo capisce bene lo stesso.

      • luglio 22, 2014 alle 10:34 PM

        è abbastanza curioso quanto afferma, la Regione autonoma della Sardegna liquida su accertamento (qui il modulo; http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_183_20090612162905.pdf) e anche su autocertificazione (qui il modulo: http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_183_20090612163108.pdf).
        Non è previsto che “che il cinghiale o il daino di turno rimanga ucciso nell’incidente”, come chiunque può verificare dai moduli.
        La Sardegna è la casa di tutti i sardi, non solo dei cacciatori.
        In Sardegna, per fortuna, c’è anche la fauna selvatica. E’ pure la loro casa.
        Se lo capisce bene, se non lo capisce bene lo stesso.

        Stefano Deliperi

        P.S. la Regione afferma (http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_183_20090612162557.pdf) che vi sono stati 657 incidenti causati da fauna selvatica in 6 anni, cioè 109,5 all’anno. Su km. 8.454 complessivi di rete stradale sarda (http://web.tiscali.it/mauroconi/user/image/coni47full.pdf) non sono certo molti: all’anno un incidente ogni km. 77,2.

      • Gianmario
        luglio 22, 2014 alle 11:20 PM

        Lo dica alla famiglia del motociclista che è morto in questi ultimi giorni, che gli incidenti causati da fauna selvatica non sono poi tanti e vediamo che le rispondono, ma non credo la pensino come lei. Per quanto riguarda i risarcimenti chieda a chi gli incidenti li ha subiti invece di allegare link della regione e vediamo che le dicono le persone interessate. Da quello che vedo non troveremo mai un punto d’incontro su nulla, ma questo lo immaginavo ma non immaginavo di aver a che fare con degli ortodossi.

        Buona serata

      • luglio 22, 2014 alle 11:34 PM

        la soluzione sarebbe quella di sterminare qualsiasi essere vivente perchè può causare un incidente stradale?
        Idee migliori?
        E per gli incidenti stradali causati da esseri umani, magari ubriachi o drogati, che facciamo?
        E qui (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2014/07/23/news/auto-contro-bar-cinque-feriti-bimbo-di-tre-anni-in-rianimazione-1.9643515), per esempio, in assenza di Daini o Cinghiali che facciamo?
        Senza buon senso non vi sono soluzioni praticabili, ma lei non mi pare che ne abbia tirato fuori una che sia una.
        Buona serata.

        Stefano Deliperi

        P.S. come le ho già detto, quest’articolo riguarda il calendario venatorio sardo 2014-2015. Lei insiste con argomenti che esulano dal tema, spiace ma altri commenti analoghi non saranno resi pubblici.

      • Gianmario
        luglio 23, 2014 alle 3:43 PM

        Per gli ubriachi e i drogati come dice lei c’è la legge che li giudica e li condanna, per la fauna selvatica non mi pare avvenga altrettanto e con questo ho finito.

        P.s. Non posso essere io solamente a trovare le soluzioni per un calendario venatorio ottimale, ma più persone compresi me, lei all’occorrenza ma che discutano realmente dei problemi della caccia e cerchino una soluzione ottimale per tutti visto che il calendario venatorio appena stilato fà veramente pena.

  11. luglio 22, 2014 alle 3:05 PM

    da L’Unione Sarda, 22 luglio 2014
    Caccia. «Calendario da rifare»: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/96937_Caccia_Calendario_da_rifare.pdf

  12. giannantonio
    luglio 22, 2014 alle 7:03 PM

    Fino ad ora, tutti gli interventi, anche quelli riportati dalla stampa locale, danno ampio spazio alle sole tesi sostenute da chi é contrario alla caccia a prescindere e vive nella convinzione che i favorevoli alla caccia siano una minoranza; il recente parere dell’ISPRA mi sembra meno negativo del precedente: il Comitato Faunistico, così come avvenuto in precedenza, sulla base di dati scientifici che non mancano, potrà agevolmente argomentare le sue scelte e, perché no, introdurre quelle modifiche auspicate da chi ha veramente interesse a costruire un calendario venatorio sostenibile.

  13. M.A.
    luglio 24, 2014 alle 3:51 PM

    Salve Grig, non è strettamente correlato con il calendario venatorio sardo, ma la notizia di ieri in cui il Senato ha approvato la cattura dei richiami vivi. è strettamente attinente alla caccia. Volevo commentare ciò con due righe. Nonostante in Sardegna non sia concesso catturare gli uccelli legalmente con le reti, e non essendo una pratica venatoria legale, questa è una notizia che accende tutto il mondo venatorio poichè si da risalto alla volontà politica del PD ( o DC che dir si voglia ;D ) di difendere la caccia come attività strettamente correlata alle tradizioni. ” Pratica barbara” o no (in altri stati sono legali mezzi di cattura come vischio o trappole artigianali ben più “barbare”), a noi sardi non ci tocca direttamente, in quanto nelle nostre tradizioni venatorie noi non preleviamo perniciotti per utilizzarli come richiami.La notizia però a mio avviso è più politica che venatoria. Il PD che vota in favore della caccia ha suscitato un casino mediatico da parte degli animalari. MOLTI DI QUESTI SI chiedono “Che fine ha fatto la sinistra empatica degli anni 90 che difende ambiente e animali?” pufff è sparita. volatilizzata. Ha lasciato il tempo che trova. Chissà, magari non tarderà a tornare un domani con qualche “movimento” ( e io spero propriamente di no, in quanto il centro sinistra italiano è sprofondato nel ridicolo su questi temi etici, temi molto forti alla destra di 10-15 anni fa, oggi diventato il centro destra di Dudù (incredibile 😀 )). A mio avviso è terminato un ciclo. Il ciclo che è terminato è quello che ebbe inizio alla fine degli anni 80, dove i “meno giovani di oggi”. gli attivisti che hanno vissuto il ’68 portavano tematiche ambientali e culturali (Peace and love, cruelty free…) che si sposavano bene con l’alba del progresso e globalizzazione dei primi anni ’90 (e l’industrializzazione delle aree rurali con i conseguenti risvolti anche sulla cultura rurale, che è stata abbandonata in virtù di una cultura ben più cittadina, più emancipata, più empatica e denudata dagli aspetti più “brutali” riguardanti anche l’alimentazione). Oggi giorno però, vuoi anche grazie alla crisi economica e politica, la società a mio avviso sta cambiando, e con il cambiare della società sta cambiando anche la politica. 20 anni di bombardamenti mediatici, su etica animal-ambientalista, su ass, ambientaliste, su leggi come il “benessere animale” sta portando la gente ad interrogarsi su dei quesiti esistenziali che all’inizio del progresso non si ponevano, e le risposte che stanno emergendo fuori da questo contesto sociale non sono più tanto empatiche come una volta. Il SI del PD ai richiami vivi, non è un SI dettato solamente dalle esigenze degli interessi economici che ruotano intorno al mondo venatorio che in questo momento di crisi l’Italia non può fare a meno (lobby venatoria), ma è dettato anche da un cambiamento socio-culturale su questi temi etici, altrimenti un partito che si è preso il 40% alle Europee non si sarebbe mai azzardato ad esporsi in questo modo. In tutto questo anche “mamma” Europa che si abilita per difendere l’identità culturale dei popoli ( e la caccia specialmente in Sardegna ha il suo ruolo) ha il suo merito…

    P.S. Da notare che nell’ambaradam del trambusto con cui è passata la riforma, c’è il si alla cattura dei richiami vivi, ma il No all’uso delle reti.
    I movimenti “pro uccelli” stanno già dichiarando ricorsi ai TAR, ma se è vietato utilizzare le reti per la cattura degli uccelli, come fanno questi gruppi a catturare gli uccelli per censirli e inanellarli 🙂 🙂 ??

    • luglio 24, 2014 alle 8:19 PM

      M.A., l’Italia è già oggetto di una procedura di infrazione – la n. 2014/2006 – per la presenza di normative regionali (Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana) che consentono i roccoli e la cattura di uccelli per farne “richiami vivi”, pratica vietata dalla direttiva n. 2009/147/CE (Allegato IV) sulla salvaguardia dell’avifauna selvatica.
      Il voto idiota del Senato peggiora la situazione e, stai tranquillo, il Governo italiano non la passerà liscia. Anche a livello europeo.
      In questo vedo solo il solito, putrido, tentativo di accaparrarsi un po’ di consenso elettorale nel mondo venatorio.
      Il clima non mi pare cambiato: cambiano gli attori, ma la sostanza è la stessa.

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        luglio 24, 2014 alle 9:36 PM

        Deliperi io mi chiedo ma ad un partito che ha preso il 40% alle europee che caspita gliene potrebbe importare di corteggiare 700000 anime che rappresentano l’1.2% della popolazione ( e aggiungo..fondamentalmente la maggiorparte dei cacciatori da sempre di centrodestra proprio perchè la sinistra in virtù di questi temi etici era lontana anni luce dalla cultura venatoria)?? vale la pena schierarsi in un tema etico così, come dire, incandescente come la caccia che da sempre ha diviso l’opinione pubblica? E’ qui che mi sorge il pensiero che il voto non è soltanto politico, ma se nel suo elettorato non ci fosse una condivisione verso le tematiche venatorie un partito del genere non rischierebbe invano.

      • luglio 24, 2014 alle 10:00 PM

        dai, M.A., non fare l’ingenuo 😉
        Considera che da sempre i partiti “storici” hanno corteggiato il voto dei cacciatori: il P.C.I., poi P.D.S., poi D.S.; la D.C., poi U.D.C. e P.P.I. (tralasciando gli altri effetti dell’esplosione democristiana), il P.S.I., l’M.S.I, poi A.N. Il P.S.d’Az.
        Oggi Forza Italia, il P.D., F.d’I, ma anche gli “eredi” del comunismo corteggiano il consenso venatorio.
        Per non parlare della Lega Nord.
        Nemmeno il MoVimento 5 Stelle si è espresso ufficialmente contro la caccia.
        Storicamente solo i Radicali e i Verdi non hanno cercato i voti dei cacciatori.
        Pensa a Forza Italia, con la Brambilla e Dudù da una parte e i Berlato, Onnis e Beccalossi dall’altra. Un colpo al cerchio e uno alla botte, ma sempre con attenzione al consenso venatorio.
        Il voto è “politico”, stai tranquillo.
        La “legnata” potrà giungere solo sul piano giuridico. E un po’ di diritto lo mastichiamo, no? 😉

        Stefano Deliperi

  14. M.A.
    luglio 24, 2014 alle 10:18 PM

    Non metto in dubbio le tue competenze giuridiche, ma al di là delle questioni legali, sicuramente i politici del pd avranno calcolato e preventivato… non votano come si suol dire “a sentimento”. E’ vero che vari partiti più o meno hanno strizzato l’occhio ai cacciatori cercando di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ma è vero anche che dopo gli anni “referendari” dei primi anni 90, mai nessun partito di centrosinistra ha votato a favore della caccia, così palesemente come ha votato il PD, compatto sia alla camera che al senato, salvo qualche senatore e deputato, La domanda è questa: secondo te, in questa precisa situazione socio-politico in cui gli equilibri sono sul filo di un rasoio, un partito che ha stravinto alle europee e viene apparentemente legittimato dal voto degli italiani avrebbe mai rischiato la faccia se non esistesse un forte consenso dalla base e dal suo elettorato? Dudù sta tornando e sanno che non possono fare mosse false, su questi temi etici che spaccano il paese e che potrebbero portare via tanti consensi (o voti), Io penso che se hanno votato compatti allora vuol dire che c’erano le condizioni per poterlo fare.

    • luglio 24, 2014 alle 10:24 PM

      non credo che per il P.D. vi sia “un forte consenso dalla base e dal suo elettorato”, penso che, come accaduto spesso, abbiano contato sul “peso elettorale” dei cacciatori nelle regioni interessate (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana) e sulla scarsità di informazione a livello generale. Considera, poi, che ci sono tante altre persone in campo ambientalista ben più competenti di me in ambito giuridico…

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        luglio 24, 2014 alle 11:05 PM

        Scarsità d’informazione? Dopo il voto favorevole della camera c’è stato un bombardamento mediatico sinergico e pazzesco da parte di molte associazioni “verdi”, tant’è che io stesso credetti che al Senato sarebbe finito tutto. Invece non è stato così. Il partito ha votato compatto su un tema che interessa direttamente le regioni citate da te, ma che ha risvolti politici (in termini di elettorato) in tutta la nazione. Tu sai che in temi etici come la caccia, colpendo il lato “empatico” delle persone è molto più facile raccogliere consensi ” contro la caccia” che a “favore della caccia”, Per raccogliere consensi a favore della caccia bisogna fare informazione su basi scientifiche, biologiche, etiche, culturali e anche giuridiche. E’ proprio l’informazione che porta la gente a pensare, e a volte anche a superare quel senso di “pietas” che a primo acchito colpisce colui a cui viene presentato il tema “caccia”, A volte gran parte delle campagne di sensibilizzazione stanno portando la gente a pensare, senza contare poi il fatto che oggi con i social network, a differenza di 20 anni fa, è molto più facile comunicare e far conoscere il proprio pensiero. Fatto sta Deliperi che a mio avviso il P.D. dopo anni che riesce a “governare” in queste condizioni a dir poco” precarie” non avrebbe mai rischiato un suicidio politico schierandosi, in un tema etico così incandesscente palesemente a favore della caccia se non vi fossero le condizioni e il consenso necessario nell’elettorato di centro sinistra.

      • luglio 24, 2014 alle 11:13 PM

        mah, dubito proprio. In più Renzi è toscano e in Toscana il “blocco venatorio” vota a sinistra, come in Emilia-Romagna…

        Stefano Deliperi

  15. Occhio nudo
    luglio 24, 2014 alle 11:05 PM

    Io penso che andrebbero mandati tutti quanti a casa con un bel po’ di calci nel sedere, perché nessuno li ha votati per stare dove stanno e per fare le schifezze che stanno facendo.

  16. M.A.
    luglio 24, 2014 alle 11:25 PM

    si ho capito Stefano, può essere, ma fatto sta che in un tema del genere il partito non ha votato pensando al fatto che ” Renzi è Toscano”, perchè è vero che interessa direttamente la Toscana oltre che la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna, ed è vero anche che alcune sono regioni “rosse” storicamente ma è vero anche che è stata una chiara e netta posizione politica espressa dal P.D. in favore della caccia (soprattutto in una pratica venatoria difficile da far accettare eticamente). Tutto ciò avrà indubbiamente delle conseguenze politiche che interesseranno direttamente l’elettorato delle regioni interessate, ma anche delle altre regioni italiane sia cacciatori che non cacciatori, Ovviamente hanno avuto la possibilità e la sicurezza di farlo, altrimenti in questo preciso periodo socio politico, una scelta del genere sarebbe da pazzi…e Renzi sembra essere tutto tranne che pazzo!

    • giannantonio
      luglio 25, 2014 alle 1:41 PM

      Il dato di fatto é che, finalmente, le posizioni oltranziste sono state abbandonate anche dal PD che si é reso conto che, tutto sommato, forse grazie anche al flop registrato da alcuni candidati animalisti alle ultime elezioni politiche, un’attività venatoria sostenibile, oltre che economicamente rilevante, é compatibile con una gestione oculata dell’ambiente.

      • luglio 25, 2014 alle 4:35 PM

        acchiappare uccelli indiscriminatamente, accecarli e sbatterli a mo’ di zimbello sarebbe “attività venatoria sostenibile”?
        Vedi, Giannantonio, ecco perchè non ve ne lasciamo passare una…..

        Stefano Deliperi

  17. luglio 25, 2014 alle 4:39 PM

    per chi volesse farsi un’idea della porcata combinata.

    da L’Huffington Post, 24 luglio 2014
    Uccelli da richiamo, la vergogna del Pd subalterno alla lobby dei cacciatori. (Fulvio mamone Capria): http://www.huffingtonpost.it/fulvio-mamone-capria/uccelli-richiamo-vergogna-pd-lobby-cacciatori_b_5616047.html?utm_hp_ref=italy

    • giannantonio
      luglio 25, 2014 alle 5:50 PM

      Vede dott. Deliperi, il fatto specifico non riveste alcuna rilevanza per il tipo di caccia che pratico e che tradizionalmente si pratica in Sardegna; quello che volevo mettere in risalto é il diverso approccio del mondo politico verso la caccia, sicuramente favorito anche dalla volontà dei praticanti di dotarsi di regole comportamentali in linea con un’attività venatoria sostenibile.

      • luglio 25, 2014 alle 5:56 PM

        con i richiami vivi il “diverso approccio del mondo politico” inizia proprio male.
        Ma non è un diverso approccio, è un consueto approccio: basta vedere i decenni passati.

        Stefano Deliperi

  18. Pietro
    luglio 25, 2014 alle 5:04 PM

    La colpa non è del PD,ma di chi lo vota.

  19. Occhio nudo
    luglio 25, 2014 alle 6:16 PM

    Questa gente non è stata votata, infatti governa solo grazie alla stampella di Silvio I, e tra legittimazioni di pratiche barbare come quella dei richiami vivi, comportamenti dittatoriali, prese in giro colossali, stanno facendo proprio una bella figura.

  20. Domenico Mugugno
    luglio 27, 2014 alle 5:19 PM

    No manco un pò……….pigliaru si è autoproclamato governatore di sardegna

  21. agosto 2, 2014 alle 9:50 PM

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    01.08.2014 – Pubblicato il calendario venatorio per la stagione 2014-2015. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?s=260666&v=2&c=3&t=1)

    L’Assessorato della Difesa dell’ambiente ha pubblicato il decreto che regola l’esercizio dell’attività venatoria in Sardegna per la stagione 2014/2015.

    Il decreto riporta il calendario venatorio, che, in particolare, individua:
    – le specie cacciabili e i relativi periodi di caccia;
    – le giornate e i limiti orari di caccia;
    – il prelievo massimo, giornaliero e stagionale, delle specie cacciabili.

    Consulta il decreto: http://www.regione.sardegna.it/j/v/115?s=1&v=9&c=1409&c1=&id=43525
    Consulta il procedimento: http://www.regione.sardegna.it/j/v/48?s=1&v=9&c=64&c1=1261&idscheda=287232

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