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Il T.A.R. Sardegna annulla le autorizzazioni delle serre fotovoltaiche di Narbolia.


centrale eolica

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Recentemente,  il T.A.R. Sardegna, Sez. II, con la sentenza 11 luglio 2014, n. 599, ha annullato i provvedimenti autorizzativi delle serre fotovoltaiche realizzate nel territorio comunale di Narbolia. La sentenza chiarisce, in primo luogo, il ruolo fondamentale della Regione Sardegna, competente,  sino all’approvazione del Piano energetico ambientale regionale, al rilascio delle autorizzazioni relative agli impianti di produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili (in base a quanto stabilito dall’art. 6 della legge regionale 7 agosto 2009, n. 3). Non solo. Alla luce di alcune rilevanti imprecisioni nel procedimento di rilascio delle autorizzazioni, il  T.A.R. Sardegna ribadisce, ancora una volta, la necessità di rispettare l’obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi (legge n. 241/1990) il quale rappresenta “il presupposto, il fondamento, il baricentro e l’essenza stessa del legittimo esercizio del potere amministrativo e, per questo, un presidio di legalità sostanziale insostituibile”.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

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Nota alla sentenza T.A.R. Sardegna, Sez. II, 11 luglio 2014, n. 599, anche sulla Rivista giuridica telematica Lexambiente.it:

Serre fotovoltaiche: in assenza del Piano energetico ambientale regionale della Sardegna, la competenza al rilascio delle autorizzazioni è attribuita alla Regione.

di Claudia BASCIU

Con la recente sentenza Sez. II, 11 luglio 2014, n. 599 il T.A.R. Sardegna annulla i provvedimenti autorizzativi dell’impianto serricolo con coperture fotovoltaiche realizzato dalla EnerVitaBio impresa agricola, nel territorio comunale di Narbolia (OR). Tra gli altri, l’annullamento riguarda l’atto unico ufficiale n. 1, dell’11.11.2009, prot. 6663 adottato dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico e SUAP del Comune di Narbolia con il quale l’impresa EnerVitaBio è stata autorizzata a realizzare l’impianto serricolo, c.d. “serre fotovoltaiche”, nonché il decreto dell’Assessore all’agricoltura n. 1163/75 del 27.7.2012, la determinazione del direttore ad interim del servizio strutture dell’Assessorato dell’agricoltura e riforma agropastorale della Regione Autonoma della Sardegna n. 21493/800 del 9.11.2012, con la quale è stato disposto di convalidare il provvedimento n.1 dell’11.11.2009 del SUAP del Comune di Narbolia.

I presupposti fondamentali sui quali poggia la pronuncia in esame, vanno ricercati nella ripartizione di competenze tra i vari enti locali, in materia di autorizzazione alla realizzazione degli impianti fotovoltaici e, in generale, degli impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché sull’imprescindibile obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi.

Come agevolmente ricostruito dal T.A.R. Sardegna, al momento del rilascio dell’autorizzazione a realizzare l’impianto, ossia l’11 novembre 2009, il Comune di Narbolia non aveva alcuna competenza in materia, posto che all’epoca era già entrato in vigore l’art. 6 della legge regionale 7 agosto 2009, n. 3, con il quale si è modificato l’art. 21, comma 3 della legge regionale n. 9/2006 , con attribuzione alla Regione, sino all’approvazione del Piano energetico ambientale regionale, della competenza per il rilascio delle autorizzazioni relative agli impianti di produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili.

Nella fattispecie in esame, quindi, poiché “ogni fase del procedimento amministrativo riceve disciplina (…) dalle disposizioni di legge e di regolamento vigenti alla data in cui ha avuto luogo ciascuna sequenza procedimentale”, il Comune di Narbolia avrebbe dovuto applicare la disciplina vigente al momento al momento dell’adozione dell’atto, ossia “la nuova legge sopravvenuta durante lo svolgimento del procedimento e fino alla sua definitiva conclusione” (T.A.R. Sardegna, Sez. I, 9 agosto 2011, n. 883) la L.R. n. 3/2009, la quale sottraeva alla competenza del Comune il rilascio delle autorizzazioni in materia di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e le affidava alla Regione.

Peraltro, evidentemente consapevole di tale principio, in un momento successivo, il Comune di Narbolia chiedeva ed otteneva dalla Regione Autonoma della Sardegna la convalida dell’atto ufficiale n. 1 dell’11 novembre 2009, in modo tale da sanarne l’illegittimità e rendere comunque efficaci le autorizzazioni alla realizzazione dell’impianto in oggetto.

Il T.A.R. Sardegna, peraltro, considera anche tale provvedimento di convalida illegittimo, alla luce di puntuali argomentazioni. Innanzitutto, la pronuncia chiarisce che l’istituto della convalida del provvedimento amministrativo illegittimo può essere applicato, in base a quanto disposto dall’art. 21 nonies della legge n. 241/1990, solo se sussistano le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole. Tale interesse pubblico, evidentemente, dovrà essere manifestato anche all’esterno da parte dell’amministrazione infatti, secondo il pacifico orientamento giurisprudenziale, “il risanamento del vizio di competenza relativo non è più attribuito ad una semplice e formale appropriazione da parte dell’organo competente all’adozione del provvedimento, ma postula l’esternazione delle “ragioni di interesse pubblico” giustificatrici del potere di sostituzione”. Tale esternazione deve consistere in una motivazione “espressa e persuasiva” sui motivi di interesse pubblico sottesi alla ratifica (in tal senso, Consiglio di Stato, Sez. V, 15 luglio 2013, n. 3809 e Cons. St., sez. V, 27 marzo 2013, n. 1775). Proprio la mancanza di una tale motivazione precisa, espressa e persuasiva, è alla base della decisione del T.A.R. Sardegna di annullare i provvedimenti di convalida adottati dall’Assessorato regionale dell’agricoltura, posto che in essi non è presente alcuna motivazione sull’interesse pubblico sotteso alla ratifica e, al contrario, si riferiscono esplicitamente ad un interesse preciso (non pubblico) dei soggetti che avrebbero dovuto beneficiare dei provvedimenti di convalida, laddove i provvedimenti di convalida affermano: “considerato che molti di questi impianti hanno necessità di una convalida formale per poter accedere al conto energia”.

Tale difetto di motivazione rappresenta un vizio non sanabile, e di gravità non paragonabile ad un vizio procedimentale, posto che, come ribadisce la sentenza in esame, la motivazione del provvedimento amministrativo costituisce “ai sensi dell’art. 3, legge 7 agosto 1990, n. 241, il presupposto, il fondamento, il baricentro e l’essenza stessa del legittimo esercizio del potere amministrativo e, per questo, un presidio di legalità sostanziale insostituibile”.

La sentenza: T.A.R. Sardegna 11 luglio 2014 serre fotovoltaiche Narbolia .

  1. Pasqualino
    luglio 22, 2014 alle 9:18 am

    Osteggiare il rinnovabile, parlare di ambiente attraverso disquisizioni prettamente giurisprudenziali, è una cosa che mi ha sempre infastidito. L’ambiente è fatto di chimica, geologia, biologia, zoologia, ecc.
    Può anche essere che una legge risulti essere il peggior nemico per un determinato ambientale, insomma, dire che “quella scelta non va fatta perchè lo dice l’art. X comma Y” non mi da nessuna serenità, dire invece “quella scelta non va fatta perchè altrimenti potrebbe innescarsi un meccanismo che….” allora mi sta bene; poi, volete insistere, ripeto, sul fatto che la norma implica anche una bontà di pensiero sotteso da una cognizione ambientale specifica, rispondo, “forse”, “non sempre”, “no”. L’energia rinnovabile non si butta mai, e anche quando diventasse troppa, bene, la si darebbe a bassi costi e anche gratis, a chi vuole fare buona impresa. Questo è il mio pensiero, espresso al gruppo che seguo con passione, che ammiro e apprezzo.

  2. Genius Loci
    luglio 22, 2014 alle 10:04 am

    Signor Pasqualino, niente di personale ma si continua ad aggirare il problema.
    Non si tratta di società in vena umanitaria ne beneficienziaria: si tratta di società che intendono speculare sui certificati verdi e a scapito del paesaggio e dei terreni agricoli sardi, e in maniera selvaggia, senza alcuna pianificazione ed aggirando le normative e la legalità.
    In tutto questo quadro manca ancora una presa di posizione precisa da parte della giunta regionale.
    Basta essere terra di conquista e un grazie al comitato S’Arrieddu di Narbolia che si batte per la legalità e per la nostra terra.
    Saluti.

  3. luglio 22, 2014 alle 10:13 am

    Pasqualino, le sentenze sono la conseguente interpretazione e applicazione della legge e la legge, anche in materia ambientale, ha necessariamente alla base la realtà, la chimica, la biologia, la zoologia etc., poiché ha l’obiettivo di regolamentare una realtà concreta. Non si tratta di “disquisizioni” fatte per il gusto di scrivere, si tratta di contemperare interessi e gestire beni pubblici. Nel caso specifico, poi, si tratta, cosa non da poco, di esercitare un potere pubblico in modo corretto e trasparente, spiegando ai cittadini il motivo che spinge una pubblica amministrazione a fare una scelta piuttosto che un’altra, anche quando si tratta di energie rinnovabili, di interessi pubblici e di interessi privati. L’energia rinnovabile è senza dubbio una cosa positiva e proprio per questo motivo, però, mi chiedo perché non sfruttarla in modo corretto?
    Claudia Basciu

  4. luglio 22, 2014 alle 10:46 am

    A proposito di uso “distorto” delle rinnovabili:

    dal sito del Corpo forestale dello Stato

    DENUNCIATE 20 PERSONE E 15 SOCIETÀ. SEQUESTRATI 22 IMMOBILI E 115 ETTARI DI TERRENI COSTITUENTI IL PROFITTO ILLECITO PER UN VALORE PARI A DIECI MILIONI DI EURO
    Si è conclusa dopo 15 mesi un’articolata attività investigativa, con una vasta operazione diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona che ha visto impegnato il Corpo forestale dello Stato con uomini del Comando Provinciale di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno, congiuntamente a militari GICO della Guardia di Finanza che hanno eseguito numerose notifiche di decreti di sequestro preventivo di somme di denaro e beni immobili per un valore pari a dieci milioni di euro e di avviso conclusione delle indagini, nei confronti di 20 persone fisiche e 15 società coinvolte a vario titolo.
    Dalle indagini è emerso che funzionari pubblici hanno concorso a realizzare un disegno criminoso consistito nel predisporre atti normativi strumentali per velocizzare il rilascio delle autorizzazioni di impianti a biogas, evitando di sottoporre i progetti ai necessari controlli per la valutazione di impatto ambientale. In tal modo, i funzionari pubblici, a fronte di dazioni e regalie, hanno consentito ad un ristretto gruppo di imprenditori di beneficiare illegittimamente degli incentivi pubblici erogati nel settore specifico.
    Alle imprese coinvolte è stato contestato, tra l’altro, il reato di truffa aggravata, perpetrata ai danni dello Stato e della Regione al fine di acquisire indebitamente finanziamenti pubblici. Queste ultime, insieme ai funzionari pubblici, avrebbero creato un vero e proprio cartello-filiera in grado di gestire in modo esclusivo e completo la progettazione, l’autorizzazione e la realizzazione degli impianti relativi alle energie rinnovabili, richiedendo illecitamente oltre che i relativi incentivi, peraltro bloccati dal Gestore del Servizio Elettrico Nazionale – GSE, anche anticipazioni bancarie.
    Durante la fase investigativa, tra l’altro, si è proceduto al campionamento delle sostanze utilizzate come biomasse, le cui analisi sono state effettuate con l’ausilio del Laboratorio Mobile di Analisi del Nucleo Investigativo Centrale Ambientale e Forestale (NICAF) del Corpo forestale dello Stato.
    L’incrocio delle informative ha consentito di acquisire elementi di prova evidenziando l’esistenza di un vero “cartello affaristico istituzionale” responsabile, a vario titolo, dei reati di corruzione, abuso d’ufficio, falsità ideologica, truffa ai danni dello Stato, illeciti urbanistici e ambientali.

  5. Pasqualino
    luglio 22, 2014 alle 12:10 PM

    Rispondo (affettuosamente, come se fossi con amici, anzi, lo sono): Stefano (Deliperi), io sono quello che ha seguito il suo corso di V.A.S. (ahimè durato solo tre ore, e non lo scrivo per omaggiare gratuitamente, me ne frego) con un ora di ritardo, ricorda quanto mi sono scandalizzato quando ricordavo che trovavo assurdo che si potesse sistemare un aerogeneratore senza essere andati in Screening Preliminare, e di come, se poi si fosse andati in VIA, sarebbe impossibile non consegnare almeno 20 capitoli di analisi miratissime estese per km e km di buffer partendo dall’aerogeneratore? Ebbene, ammettiamo che tutto sia perfetto (tutto sia perfetto=sono soddisfatti ampiamente i punti dell’allegato B3 – Verifica di assoggettabilita’ a valutazione di impatto ambientale), allora, è possibile che l’esigenza di un agricoltore che spera in quell’impianto, che lo ha voluto fortemente, che lo brama, ebbene, è possibile che debba essere bloccato perchè un sovrintendete con una propria concezione dello spazio tutto suo scrive: “è brutto”? Mi spiace, brutto è “più tanto altro”. Poi, ci sta: basta mega-impianti, basta impianti in zone anche solo vicine a SIC, ZPS, ecc ecc, voglio dire, gli strumenti di tutela ambientale ci sono, abbondano, vanno saputi utilizzare, e allora, chiamiamo giovani che conoscano i GIS, gli strumenti di simulazione e modellistica, la strumentazione, ecc. ecc. e non BUROCRATI CHE IMPIEGANO MEZZORA AD APRIRE UN FILE PDF! Il problema è che esiste un filtro, ebbene, questo filtro è composto dalle maglie del controllo ambientale, ok, queste maglie però sono costituite da materiale buono (i tecnici istruttori esperti e capaci) e quelle cattive (burocrati che non sanno leggere il modello, la relazione, lo screening, ecc), allora succede che tra queste maglie a volte passa il progetto “obbrobrio” e non passa, invece, il progetto virtuoso. Che vi piaccia o no, è così. Sapete quante volte mi sono scontrato per chiedere di utilizzare la simulazione a basse frequenze quando si doveva simulare l’acustica per l’eolico, in quanto le basse frequenze sono quelle che più contano, ebbene, no! vogliono i disegnini subito leggibili. E ANCORA: la matrice (specifica per l’ambiente di progetto) per la stima degli impatti con livelli di correlazione e con fattori moltiplicativi e influenza complessiva fissa, PERCHE’ CHIEDERLA SOLO IN VIA?! CHE LA SI CHIEDA ANCHE IN SCREENING! sono giovane, non ho scheletri nell’armadio, ho fame, quello si, ma non cedo ad andar via, perchè mi piace il posto in cui vivo, anche se ho studiato fuori e mi sono specializzato fuori, voglio stare qui, e seu de bidda e mi praxidi su logu accantu bivu. A presto.

  6. Pasqualino
    luglio 22, 2014 alle 12:18 PM

    Claudia Basciu, scusami, ho scritto come se stessi interloquendo con Stefano Deliperi, ogni volto lo cito anche quando non risponde lui! finirà che mi prenderà a calci la prossima volta che mi presenterò fisicamente 🙂 … unu stress! ahhaha!
    Scherzi a parte, mi scuso, non volevo by-passarla.

    • Claudia
      luglio 22, 2014 alle 4:12 PM

      Pasqualino, puoi by-passarmi, anche senza stress 😀

      • luglio 22, 2014 alle 4:17 PM

        no, no, d’ora in poi chi nomina Stefano invano paga da bere a tutti i frequentatori del blog 😛

  7. Claudia
    luglio 22, 2014 alle 4:16 PM

    Comunque, tutti i provvedimenti devono essere motivati, non si può scrivere semplicemente “quel progetto non passa perché è brutto”.

  8. luglio 23, 2014 alle 11:34 am

    Concordo con Claudia, non se ne riesce a venire a capo così facendo.

  9. settembre 2, 2014 alle 2:51 PM

    da L’Unione Sarda, 2 settembre 2014
    Dalla Cina sono arrivati i soldi a copertura del progetto ma non tutti i fornitori sono stati pagati. Dove sono niti i milioni di Narbolia? L’impianto solare in un mare di debiti. (Maurizio Olandi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20140902104036.pdf

    ———————–

    LA STORIA. Un progetto tormentato tra sentenze e attentati: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20140902104210.pdf

  10. Shardana
    settembre 2, 2014 alle 4:52 PM

    Se li saranno pappati come succede per gli investimenti in sardegna Miniera di soldi per la cupola che gestisce il malaffare con un danno devastante per l’immagine dei sardi e il loro territorio.Come è possibile che questa gente possa ancora circolare e continuare a rubare impunemente senza che nessuno intervenga,o se avviene,solo quando tutto è prescritto.Se non è dabbenaggine questa…………

  11. Shardana
    settembre 2, 2014 alle 5:26 PM

    Buonisti,continuate a censurare…………per questo non cambierà mai è i gruppi di potere lcontinuano a farla da padroni e a non essere chiamati con il termine giustoLi proteggiamo noi….

    • settembre 2, 2014 alle 5:39 PM

      apriti un blog dove scrivi quello che vuoi con i termini che vuoi.
      Poi, nel caso, in Tribunale per diffamazione rispondi personalmente tu.
      Non so come altro dirtelo. Te l’ho spiegato in ogni modo, ma non c’è verso 😉

      Stefano Deliperi

  12. settembre 2, 2014 alle 5:44 PM

    Lo sò che vi spaccate la schiena ma razzo è ora che stà gente sia isolata e le loro generalità pubblicate non con iniziali,ma con nomi e cognomi e gruppi di appartenenza.l’altro giorno è apparsa la notizia in un quotidiano di un giovane al quale era stato sequestrato del fumo e ben”55€” euro in contanti.Delinquente li si può dire e nome e cognome anche.Arricciao

  13. settembre 2, 2014 alle 5:48 PM

    Lo sò hai ragione,ma vi vorrei un pò più………..Lo sò, dovrei più scrivervi,ma a volte ci ricasco date dipendenza,spero non mi becchino con due grammi di Grig e 50€ In tasca

    • settembre 2, 2014 alle 7:30 PM

      ascò, se ti beccano con due grammi di GrIG e 50 euro in tasca, magari perchè stai andando alla Posta a fare un versamento in nostro favore, ti danno come minimo l’ergastolo e pubblicano nome e cognome (il tuo, ovvio) su giornali, TV e siti web 😛 😛 😛

      Stefano Deliperi

  14. Occhio nudo
    settembre 2, 2014 alle 5:54 PM

    oh Shardana, sesi unu bellu tipu, vuoi sapere i fatti degli altri ma ci tieni alla tua privacy, perchè non inizi a firmare con il tuo nome vero?

  15. settembre 2, 2014 alle 7:49 PM

    Scusami ogu,ma da che pulpito viene la predica,ah ah ah.Io non voglio sapere i fatti degli altri,sono offeso come sardo dalla facilità,con la quale i gruppi di potere usino le nostre risorse per arraffare soldi pubblici.Soldi che invece di essere utilizzati per dare un futuro a chi non ne ha,vanno a gonfiare i conti in banca di mangia perda che foraggiano un sottobosco così folto che oramai sarà difficile estirpare.Mi attacchi sempre,stai sbagliando target,il nostro obbiettivo deve essere comune se vogliamo abbattere , in maniera pacifica sottinteso il cancro che divora la sardegna,anche se penso che sarà molto difficile,perchè oramai è in metastasi.A sibiri e a fora sà razza truffadora

  16. Occhio nudo
    settembre 2, 2014 alle 10:27 PM

    ohi Shardana, sei pure permaloso. Dai, rilassati poco poco, non sarà certamente “sparando” due nomi su un blog che ci bogausu a fora sa razza truffadora! A si biri mellus.

  17. settembre 3, 2014 alle 8:07 am

    Buondì ogu,da cosa deduci che sono permaloso?Sono un tranquillone…….Già un pò di nomi o cominciare a isolare un sistema invece di votarlo sarebbe un bel segnale…..Ti saluto

  18. settembre 3, 2014 alle 8:11 am

    Buon dì deliperi,ti manderò 50 €………

  19. settembre 5, 2014 alle 5:36 PM

    da La Nuova Sardegna, 5 settembre 2014
    Accertamenti fiscali sulla Enervitabio.
    La Guardia di finanza ha fatto delle verifiche sulle richieste dei rimborsi Iva. Il dossier inviato alla Procura della Repubblica. (Elia Sanna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/09/04/news/accertamenti-fiscali-sulla-enervitabio-1.9871667

  20. ottobre 8, 2014 alle 2:48 PM

    da L’Unione Sarda, 8 ottobre 2014
    NARBOLIA. Fotovoltaico, ricorso del Comune: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20141008103350.pdf

  21. ottobre 15, 2014 alle 3:01 PM

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 15 ottobre 2014
    Progetto Narbolia: Falchi, ricorso dovuto ma progetto non condivisibile”.
    La nostra decisione di impugnare la sentenza – ha osservato l’assessore Falchi – è nata proprio dal fatto che non avevamo più il potere di sindacare sull’investimento, ma solo quello di valutare la congruità e la correttezza degli atti amministrativi prodotti dalla Regione in tutti questi anni”: http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7875

    _________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 15 ottobre 2014
    La Regione difende le serre fotovoltaiche. (Roberto Petretto): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/101505_La_Regione_difende_le_serre_fotovoltaiche.pdf

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    da L’Unione Sarda, 15 ottobre 2014
    La grande famiglia del solare: tutti gli affari della Enervitabio. (Maurizio Olandi): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/101487_La_grande_famiglia_del_solare_tutti_gli_aff.pdf

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    Da cinque anni solo carte bollate: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/101489_Da_cinque_anni_solo_carte_bollate.pdf

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    Cittadini e ambientalisti: «Scelta incomprensibile». (Luca Mascia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/101495_Cittadini_e_ambientalisti_Scelta_incomprens.pdf

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    ENERGIA. Decisione a sorpresa di Pigliaru e Falchi. Altro impianto nel Nuorese.
    Narbolia, sì della Regione. Un ricorso dopo lo stop del Tar al progetto delle serre. (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20141015093553.pdf

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    LA POLITICA USI TUTTE LE CAUTELE. Le inchieste e le autorizzazioni (Maria Francesca Chiappe): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20141015093909.pdf

  22. ottobre 16, 2014 alle 3:03 PM

    il Consiglio di Stato, Sez. V, con ordinanza n. 4709/2014 del 15 ottobre 2014, ha sospeso gli effetti della sentenza T.A.R. Sardegna, Sez. I, n. 599/2014, considerando, “seppure nei limiti della sommaria delibazione propria della fase cautelare, che l’appello appare prima facie meritevole di apprezzamento, sia con riferimento ai profili processuali (non apparendo prive di spessore le eccezioni sulla carenza di legittimazione dell’Adiconsum e sulla tardività dell’azione), che ai profili di merito (atteso che la motivazione dell’atto di “convalida” è facilmente ravvisabile nell’interesse pubblico attribuito per legge agli interventi in materia di energia rinnovabile)”.

    Ha, inoltre, condannato “l’Associazione Italiana a Difesa dei Consumatori (Adiconsum) – Sardegna, al pagamento in favore dell’appellante delle spese della presente fase cautelare che si liquidano in euro 3.000,00”.

    Qui il testo integrale: https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/dcsnprr?p_p_id=GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3zWBwk&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3zWBwk_javax.portlet.action=searchProvvedimenti&p_auth=5llZQ5bx&p_p_lifecycle=0 .

    • febbraio 25, 2016 alle 4:40 PM

      qui la sentenza Cons. Stato, Sez. V, 25 febbraio 2016, n. 752: https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/dcsnprr?p_p_id=GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3zWBwk&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3zWBwk_javax.portlet.action=searchProvvedimenti&p_auth=5llZQ5bx&p_p_lifecycle=0 .

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      A.N.S.A., 26 febbraio 2016
      Fotovoltaico Narbolia, ok Consiglio Stato.
      Annullata sentenza Tar che aveva bocciato realizzazione impianto. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/02/25/fotovoltaico-narboliaok-consiglio-stato_613c27b9-b576-4f0c-ac2c-dbf9de06903f.html)

      ORISTANO, 25 FEB – La Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha dato via libera all’impianto fotovoltaico realizzato nelle campagne di Narbolia (Oristano) dalla Società agricola Enervitabio. La sentenza che accoglie i ricorsi della stessa Enervitabio, della Regione Sardegna e del comune di Narbolia contro il pronunciamento del Tar che aveva dato ragione al Comitato spontaneo S’Arrieddu e alle associazioni regionali di Adiconsum e Italia Nostra, è stata depositata oggi a poco meno di quattro mesi dalla Camera di Consiglio del 5 novembre 2015 ed è già leggibile sul sito istituzionale Giustizia Amministrativa.

      In sostanza la Sezione ha annullato la sentenza con la quale l’11 luglio 2014 il Tar Sardegna aveva annullato l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto rilasciata dal comune di Narbolia e il provvedimento di convalida poi adottato dalla Regione. Il Consiglio di Stato ha, inoltre, condannato le associazioni al pagamento in favore degli appellanti delle spese di giudizio per un totale di 15 mila euro.

      REGIONE, LEGITTIMI I NOSTRI ATTI. “Piena legittimità dell’atto di convalida adottato dall’Amministrazione regionale nel rispetto dell’interesse pubblico. Questa, in estrema sintesi, la conclusione del Giudice d’appello amministrativo nella sentenza relativa alla impugnazione della decisione del Tar Sardegna che aveva dichiarato la carenza di motivazione del provvedimento di convalida adottato dalla Regione su atti autorizzativi rilasciati dal comune di Narbolia e concernenti la realizzazione di un impianto serricolo con coperture fotovoltaiche”, lo ha sottolineato la Regione. “Oggi il Consiglio di Stato ribadisce le nostre ragioni nell’affermare la legittimità di pregressi atti regionali, validi e conformi alla norma – ha dichiarato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi.

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      da La Nuova Sardegna, 25 febbraio 2016
      Dal Consiglio di Stato via libera alle serre fotovoltaiche di Narbolia.
      Accolta la richiesta della società Enervitabio contro Adiconsum e comitato S’Arrieddu: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2016/02/25/news/dal-consiglio-di-stato-via-libera-alle-serre-fotovoltaiche-di-narbolia-1.13020233

  23. Genius Loci
    ottobre 16, 2014 alle 4:30 PM

    Sempre più in basso.
    Questo è solo l’anticipo di come la regione sarda intende porsi nei confronti dello “sblocca italia”.
    A questo punto non vedo differenze fra questa e la precedente amministrazione.
    Quella dipendeva da berlusconi, questa da renzi.
    Siamo caduti dalla padella alle brace.
    Ancora una volta siamo ostaggi, in casa nostra, dei partiti ladroni di roma.

  24. marzo 4, 2016 alle 11:51 PM

    da L’Unione Sarda, 4 marzo 2016
    Narbolia: la sentenza sulle serre del Consiglio di Stato è politica: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/03/04/narbolia_la_sentenza_sulle_serre_del_consiglio_di_stato_politica-68-475217.html

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    da Sardinia Post, 4 marzo 2016
    Serre fotovoltaiche a Narbolia, nuovo ricorso degli ambientalisti: http://www.sardiniapost.it/cronaca/serre-fotovoltaiche-a-narbolia-nuovo-ricorso-degli-ambientalisti/

  25. marzo 6, 2016 alle 12:21 PM

    da L’Unione Sarda, 6 marzo 2016
    Narbolia: ricorso alla Corte di Giustizia Europea sulla centrale fotovoltaica. (Elia Sanna): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/03/06/narbolia_ricorso_alla_corte_di_giustizia_europea_sulla_centrale_f-68-475665.html

  26. aprile 18, 2017 alle 2:48 PM

    da La Nuova Sardegna, 16 aprile 2017
    Narbolia, ombre sulle serre di S’Arrieddu.
    L’Enervitabio rischia il fallimento e tenta il concordato coi creditori. Inchiesta della Finanza e contenzioso con l’Erario per evasione fiscale. (Enrico Carta): http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2017/04/16/news/narbolia-ombre-sulle-serre-di-s-arrieddu-1.15201691?ref=hfnsorer-2

    ————

    Dal Lussemburgo alla Cina la lunga strada verso Narbolia.
    NARBOLIA. La crisi arriva dopo il primo stop imposto dal Tar. Poi tutto si rimette a camminare nel momento in cui il Consiglio di Stato dà il via libera definitivo: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2017/04/16/news/dal-lussemburgo-alla-cina-la-lunga-strada-verso-narbolia-1.15206992?ref=hfnsorec-5

    ———

    LE TAPPE: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2017/04/16/news/le-tappe-1.15206991?ref=hfnsorec-6

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