Nessuna centrale eolica sul Monte Peglia!


Il Corriere della Sera, 2 aprile 2014

 

 

Il Monte Peglia è una delle parti pregiate del paesaggio dell’Umbria, a due passi da Orvieto e sovrastante la valle del Tevere.

In parte è già deturpato da ripetitori televisivi.

Ricco di boschi e di fauna di particolare interesse, è tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) ed è inserito nel Sistema territoriale di interesse naturalistico ambientale (S.T.I.N.A.) del Monte Peglia e Selva di Meana (legge regionale n. 29/1999 e s.m.i.).

Dopo uno specifico atto di opposizione al rilascio dell’autorizzazione unica (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.) per le due centrali eoliche in progetto inoltrato (21 febbraio 2013) dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus insieme a Mountain Wilderness e a tante altre realtà associazionistiche e a numerosi semplici cittadini, la Provincia di Terni ha sospeso le procedure, vista l’assenza di positiva conclusione del necessario procedimento di valutazione di impatto ambientale (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

Ma la società napoletana Innova Wind s.r.l., titolare dei progetti, sembra che stia per ritornare alla carica.

Naturalmente faremo tutto il possibile per preservare le caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell’area.

Ecco come ne parla Gian Antonio Stella, su Il Corriere della Sera.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Umbria, Appennino, boschi

Umbria, Appennino, boschi

 

(foto S.L., archivio GrIG)

 

  1. Riccardo Pusceddu
    aprile 4, 2014 alle 3:25 pm

    l’articolo di Stella si limita purtroppo settariamente a buttare fango sui promotori degli impianti arrivando anche a denunciare il fatto che frutterebbero “larghi margini di guadagno” anche se poi aggiunge “a dispetto di un territorio particolarmente bello e delicato”. Tralasciando la fine dell’articolo dove si pone in cattiva luce un sovrintendente che diede il via libera ad altro simile impianto e che e’ stato investigato per danno erariale (come dire che chi vuole questi mega impianti eolici o fotovoltaici sono sempre dei delinquenti dentro senza entrare nel merito della questione in esame) che trovo quantomeno un argomentazione disonesta intellettualmente non bisogna dimenticare che va data la possibilità di replica alla parte sotto accusa, se si vuole fare informazione imparziale e non faziosa. Non e’ che forse il vento li e’ particolarmente forte e si presta a essere sfruttato meglio che in altri posti?
    Infine bisogna sempre mettersi nei panni di Gaia (come amo definire il nostro martoriato pianeta terra). Ogni volta che un impianto ad energia rinnovabile viene accantonato le si fa respirare più gas di scarico. E ad esserne coinvolti saranno indirettamente anche e proprio quegli stessi boschi che stanno tanto a cuore a Stella e a questa sorta di ambientalisti un po traviati da preconcetti estetici (pale alte 108 metri? E allora cosa se ci tolgono un po di inquinamento? E poi a volte sono anche belle da vedere così bianche e svettanti – dipende molto dalla cabina che contiene il rotore alla sommità). A gaia non potrebbe fregare di meno dell’estetica. A lei importa solo che non si immetta CO2 nell’atmosfera. E questo può essere ottenuto solo con impianti ad energia rinnovabile come quelli che vengono quasi sempre duramente ostacolati in questo sito (oltre ovviamente a misure anti spreco come isolamento immobili, riduzione dei trasporti e del fabbisogno energetico, ecc. ecc.) realizzati in aree con correnti d’aria le più forti possibili. Perché non controllate quanto e’ forte il vento nell’area proposta per gli impianti e se ne trovate un’altra adiacente allora non proponete quelli invece di attaccare indiscriminatamente così? Certo se ci sono aree meno “preziose” che non sono sfruttate allora e’ giusto partire da quelle e poi magari mettere le pale anche nelle riserve naturali. C’e’ tanto bisogno di energia che dovrebbero esserci pale ovunque! Chi scrive e’ un convinto ambientalista iscritto al WWF che ama i boschi come non mai ma non si arrocca su posizioni ostruzioniste come mi sembrano le vostre di Gruppo d’intervento giuridico perché ha a cuore anche e soprattutto il pianeta nel suo complesso

  2. aprile 4, 2014 alle 6:45 pm

    Caro Riccardo, Gaia è equilibrio, e questo deve essere garantito anche per lo svolgimento delle attività umane, sia che abbiano il “bollino” verde sia che l’abbiano nero. Per fortuna, esistono delle norme a tutela di quell’equilibrio, e osservarle non è ostruzionismo ma semplicemente rispetto per il luogo in cui si vive.

  3. Riccardo Pusceddu
    aprile 4, 2014 alle 8:49 pm

    così sembra che sia stato sventato l’ennesimo tentativo di devastazione ma si dimentica che ogni giorno che Dio manda su questa terra si produce più CO2, quindi lo status quo non e’ neutro ma nocivo. Sono d’accordo sull’osservanza delle norme ma queste talvolta possono avere diverse chiavi interpretative. Non conosco la normativa che regolamenta Monte Peglia ma qualunque essa sia un gruppo come il vostro può anche fare opera di pressione per cambiarle in meglio le normative. Rimanere inattivi significa perdere tempo prezioso per invertire questo pericoloso riscaldamento globale che minaccia sempre più da vicino il genere umano e tutte le altre specie che con esso abitano questo meraviglioso pianeta

  4. Nexus
    maggio 7, 2014 alle 8:19 am

    Riccardo premetto di essere tendenzialmente a favore delle energie rinnovabili (chi, sano di mente, può non esserlo) tuttavia c’è modo e modo anche per raggiungere uno scopo. Credo che tu non sia mai stato nel monte peglia ed aree limitrofe altrimenti non avresti neanche cominciato quello che hai scritto. Non sto parlando della sindrome da “non voglio i rifiurti ma non azzardatevi a costruirmi la discarica vicino a casa”, sto dicendo che quell’ area è di un pregio non solo ambientale, ma anche paesaggistico e storico di un valore inestimabile. Stiamo inoltre parlando di una della aree più sismiche dell’ appennino umbro e se pensi che costruire torri da 100 metri cementificando un bosco sia la soluzione ai problemi dell’ ambiente certamente ti sbagli di grosso, perchè a quel punto in termini di efficienza le pale converrebbe metterle a castelluccio di norcia o nel monte bianco ed ovviamente nessuno se lo sognerebbe neanche di chiedere una cosa del genere.

    La domanda che devi farti è come una società di napoli senza manco un sito internet e con un capitale versato di 10.000€ garantisca non solo la costruzione, ma anche il mantenimento negli anni, di 18 impianti da 1 milione e mezzo l’ uno.

    Di ecomostri avviati e mai finiti, o abbandonati dopo qualche anno, già ne abbiamo troppi.

  5. giugno 21, 2016 alle 2:44 pm

    buona notizia 🙂

    Il Comitato di Coordinamento sulle Valutazioni Ambientali, organo regionale costituito in base ala legge 12 del 16.02. 2007, consegna la sua relazione, con parere negativo alla Giunta Regionale dell’Umbria. Spetta quindi agli Assessori e alla Presidente Marini la sentenza finale al progetto di costruzione di una mega centrale elettrica nel Parco “STINA” del Monte Peglia, di 18 torri eoliche alte 150 metri.

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