Cervelli e cuori di cemento.


Olbia, Rio Surigheddu, muro abusivo posto sotto sequestro

Olbia, Rio Surigheddu, muro abusivo posto sotto sequestro

 

Poche righe in cronaca che disegnano l’anima di cemento di una città.

Se nemmeno l’ennesima devastante calamità innaturale con il suo consueto seguito di morti, danni, tragedie fa capire qualcosa a chi ha nel cervello e nel cuore sacchi di cemento, cazzuole e betoniere vuol dire che l’unica speranza sono la sbarra di un Tribunale, le manette, i cartelli di sequestro preventivo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Olbia, indicazioni del piano stralcio di assetto idrogeologico (P.A.I.)

Olbia, indicazioni del piano stralcio di assetto idrogeologico (P.A.I.)

da La Nuova Sardegna, 8 febbraio 2014

POLIZIA LOCALE. Rio Siligheddu, muro abusivo sequestrato.

OLBIA. A meno di tre mesi dall’alluvione c’è chi riprende a costruire. Ieri, però, la Polizia locale ha sottoposto a sequestro preventivo un muro di delimitazione di un giardino privato di un professionista, di 55 anni, di Olbia, denunciato per violazione dei vincoli paesaggistici. Il muro, non ancora ultimato, è stato realizzato a pochi metri dal rio Siligheddu, al confine con via Vittorio Veneto, vicino a dove la strada aveva ceduto. Il manufatto è stato edificato ad una distanza di un metro dall’argine e il sequestro è stato adottato d’urgenza per impedirne il completamento.

 

(foto La Nuova Sardegna)

  1. Mara
    febbraio 8, 2014 alle 8:58 pm

    A un metro dall’argine. Più che di cemento mi sembra cervello di crusca, si dev’essere spaventato durante l’alluvione, ma la casa gliel’ha regalata Anemone o l’ha costruita LUI sull’argine di un fiume?

  2. capitonegatto
    febbraio 9, 2014 alle 10:18 am

    Va benissimo l’intervento. E’ ora che si operi preventivamente e non a cose fatte , che poi con condoni e sanatorie passano in cavalleria.
    Ovviamente cio’ non toglie l’obbligo di porre il territorio in sicurezza . Quindi no al muro privato , ma si a mettere subito in cantiere opere di salvaguardia dei corsi d’acqua.

  3. febbraio 9, 2014 alle 7:21 pm

    il problema non è tanto se il muro esisteva da 30 anni o no, il fatto è che è crollato con l’alluvione del 18 novembre 2013.
    Ed è crollato perchè sorgeva a pochi metri dal Rio Siligheddu, a un metro dall’argine.

    da La Nuova Sardegna, 9 febbraio 2014
    VIA VITTORIO VENETO. La replica: «Muro sequestrato, quel confine esiste da 30 anni».

    OLBIA Dopo il sequestro del muro di via Vittorio Veneto, eseguito due giorni dagli uomini della polizia locale di Olbia, arriva la replica dei proprietari dell’abitazione. «Il muro oggetto della contestazione – fanno sapere i proprietari della casa – risulta realizzato nel 1979 con regolare licenza edilizia (numero 27 dell’8 marzo 1979) e concessione edilizia. Il muro è crollato in occasione dell’alluvione del 18 novembre e ci siamo limitati a chiedere al Comune di Olbia il ripristino del muro stesso». Per i proprietari si tratterebbe del classico danno dopo la beffa. «Al momento possiamo precisare – continuano i proprietari – che l’intero iter amministrativo della pratica per il rifacimento del muro crollato, è stato seguito dai tecnici dell’ufficio tecnico del Comune di Olbia e da un nostro tecnico di fiducia. Ora non resta che attendere serenamente gli accertamenti della magistratura per verificare se si stava costruendo un muro ex novo in dispregio delle norme edilizie o rimettere in piedi un muro di confine esistente da oltre 30 anni».

  4. febbraio 10, 2014 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 10 febbraio 2014
    OLBIA. Due terzi del territorio potrebbero venire vincolati come inedificabili. Concessioni ad alto rischio, in città sarà paralisi edilizia. (Andrea Busia): https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140210084002.pdf

  5. febbraio 21, 2014 alle 5:36 pm

    da la Nuova Sardegna, 21 febbraio 2014
    Alluvione, disastro ambientale: una discarica illegale ha rialzato la sponda del Rio Saligheddu. La polizia locale di Olbia ha sequestrato il lato del fiume modificato dall’enorme quantità di rifiuti non autorizzati: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/02/21/news/alluvione-disastro-ambientale-una-discarica-illegale-ha-rialzato-la-sponda-del-rio-saligheddu-1.8712476

    • febbraio 22, 2014 alle 11:00 am

      da La Nuova Sardegna, 22 febbraio 2013
      Rio Siligheddu, una discarica nel canale. La polizia locale sequestra un’area sul fiume, rialzata di alcuni metri con rifiuti speciali. Scatta l’allarme inquinamento dopo l’alluvione.(Serena Lullia)

      OLBIA. Un’altra porzione del rio Siligheddu finisce sotto sequestro. Effetto post-alluvione. Questa volta a venire impacchettata dalla polizia locale con il nastro bianco e rosso è una sponda del fiume tra la zona di Maltana e Putzolu. Un argine è stato sollevato di quasi due metri utilizzando materiali che potrebbero essere inquinanti. Il compito della polizia locale dovrà anche essere quello di stabilire la natura di questi detriti. La violenza del ciclone Cleopatra ha scavato le sponde del torrente spogliandole della copertura. Sono emersi ceramica, ferro, plastica, vetrocemento, reti, pneumatici, decine di sacchi neri. Ma è finita sotto osservazione della polizia locale anche la vecchia serra che sorge sulla sponda rialzata del rio Siligheddu. La società padovana, proprietaria dei terreni in cui è in corso la conversione delle aiuole coperte in impianti fotovoltaici, dovrà presentarsi nelle prossime ore al comando della polizia locale. Nel corso del sopralluogo eseguito ieri dal nucleo ambientale guidato da Sabrina Pitzalis, sono emerse alcune situazioni che dovranno essere chiarite. In diversi punti l’alluvione ha fatto venire a galla materiali che potrebbero essere inquinanti di cui dovrà essere accertata la provenienza. Da mesi gli agenti della polizia locale guidati dal comandante Gianni Serra passano al setaccio i canali e le aree intorno ai fiumi esondati la notte del 18 novembre. Molte segnalazioni arrivano proprio dai cittadini. Cleopatra ha rinvigorito il senso civico degli olbiesi e li ha spinti a segnalare delle situazioni pericolose. Gli agenti si sono presentati nella zona del rio Siligheddu a metà mattina. Se Cleopatra non si fosse abbattuta così furiosamente su quei terreni, i detriti seppelliti sotto le sponde del fiume non sarebbero venuti a galla. Oggi invece gli argini del fiume sono appaiono come divisi in sezioni. Si vede con precisione a quale livello la natura ha finito di disegnare la sponda del fiume. E dove è intervenuto l’uomo depositando altri materiali, fino a far sollevare la sponda di quasi due metri. Con grande cura gli autori hanno poi levigato la superficie, dandogli un effetto molto naturale. «Dalla testimonianze che abbiamo acquisito – spiega il comandante della polizia locale, Gianni Serra –, si tratta di una attività recente. Abbiamo già contattato l’azienda proprietaria dei terreni. Si tratta di accertare la responsabilità di un reato ambientale di natura penale gravissimo. Sono ben visibili i materiali inquinanti stratificati». La polizia locale dovrà anche verificare alcune situazioni emerse nel corso del sopralluogo sui terreni di una vecchia azienda agricola. L’impresa finita all’asta nel 2010, venne acquistata da una ditta padovana che ha deciso di dare una seconda vita alle serre. Le coperture delle strutture in cui ospitare le piante sono state sostituite con pannelli fotovoltaici. A due passi c’è un altro terreno in cui deve essere realizzato un agriturismo. Alcune strade, dai primi accertamenti, sono state realizzate con scarti edili.

  6. aprile 12, 2014 alle 4:55 pm

    altri muri, altri sequestri.

    da La Nuova Sardegna, 11 aprile 2014
    Alluvione, la polizia locale di Olbia sequestra due muri di cinta.
    Blitz tra le vie Molara e Apulia dove i proprietari stavano ripristinando la barriera: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/04/11/news/alluvione-la-polizia-locale-di-olbia-sequestra-due-muri-di-cinta-1.9026484

    • aprile 17, 2014 alle 2:55 pm

      da La Nuova Sardegna, 17 aprile 2014
      Rio San Nicola, la casa sul canale resta sequestrata.

      il Tribunale del riesame di Tempio presieduto da Gemma Cucca, ha confermato ieri mattina il sequestro preventivo di una palazzina a tre piani realizzata in città. Il sequestro preventivo era stato
      disposto nelle scorse settimane con una ordinanza della procura della Repubblica che sta indagando sulle concause della tremenda alluvione che ha devastato il centro urbano di Olbia, provocando danni per diverse centinaia di milioni di euro e la morte di sedici persone.
      L’abitazione che resterà sotto sequestro è stata realizzata in via Bini a partire dal 1986, a pochi passi dal canale di san Nicola, in una delle aree urbane più imnteressate dall’alluvione.
      I giudici del riesame hanno ritenuto insufficienti le argomentazioni prospettate dai due legali della proprietà, che hanno posto alla base della loro richiesta di dissequestro il fatto che l’immobile era stato realizzato con una regolare concessione edilizia.
      «Faremo ricorso in Cassazione – hanno detto ieri gli avvocati Gerolamo Orecchioni e Giovanni Azzena – perché riteniamo valide, dopo trentanni, le concessioni rilasciate per l’edificazione dell’immobile. Ci sarebbe invece da ricercare le responsabilità di chi le ha rilasciate e non dei nostri clienti, che non sono altro che vittime di questo sistema». Al momento non sono previste altre operazioni di sequestro da parte della Procura. (g.p.c.)

      ________________________________

      da Sardinia Post, 17 aprile 2014
      Alluvione, verso il sequestro di 50 case costruite vicino a un canale in Gallura: http://www.sardiniapost.it/cronaca/alluvione-in-gallura-imminente-sequestro-50-case-costruite-vicino-canale/

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