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Stop alla mega-centrale fotovoltaica a Solanas (Sìnnai, CA)!


Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

 

 

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno presentato (10 settembre 2013) al Servizio S.A.V.I. (sostenibilità ambientale e valutazione impatti) dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente un atto di intervento nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al “Progetto di un impianto fotovoltaico della potenza di 7.111,11 kWp da realizzarsi in località Sa Guardia – frazione di Solanas in comune di Sinnai (CA)” presentato dalla Sa Guardia Agricola Immobiliare s.r.l.

Sono stati interessati anche la Commissione europea e il Ministero dell’ambiente.

Il progetto, predisposto dalla società di progettazione Debasi s.r.l., interessa buona parte della vallata di S. Barbara (oltre 50 ettari), ora parzialmente occupato temporaneamente da materiali di scavo provenienti dai cantieri della nuova S.S. n. 125 ma prevalentemente terreni agricoli, pascoli, corsi d’acqua, macchia mediterranea.

La precedente procedura di verifica di assoggettabilità si era conclusa (deliberazione Giunta regionale n. 39/36 del 23 settembre 2011) con la decisione di svolgere il più approfondito e incisivo procedimento di V.I.A. proprio per il pesante impatto ambientale su terreni a vocazione agricola e pascolativa, con emergenze archeologiche, di sensibile interesse paesaggistico.

centrale fotovoltaica

centrale fotovoltaica

Tuttavia, in palese violazione di legge (art. 24, comma 2°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. e art. 6, comma 6°, dell’allegato A della deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012), l’avviso al pubblico concernente l’avvio del procedimento di V.I.A. non è stato pubblicato su un giornale regionale o provinciale, ma sul quotidiano nazionale “Il Corriere dello Sport – Stadio”, edizione del 30 maggio 2013, inficiando conseguentemente la corretta possibilità di visione, esame, elaborazione di atti di “osservazioni” da parte di cittadini, associazioni, comitati.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno chiesto la dichiarazione di improcedibilità della procedura di V.I.A. per violazione di legge.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

(foto da www.energoclub.org, S.D., archivio GrIG)

  1. Paolo
    settembre 11, 2013 alle 11:27 am

    La sensazione di incompiuta che provo quando si realizzano impianti rinnovabili, ma a cazzo di cane come in questo caso, è incredibile.

    Sogno un futuro dove OGNI casa o capannone abbia dei pannelli solari, SUL TETTO.

    • Juri
      settembre 11, 2013 alle 2:46 pm

      È veramente assurdo consumare suolo agricolo e paesaggio quando ci sono milioni di metri quadri di terreni già “consumati” dove installare tutto il fotovoltaico che si vuole.

  2. cassetto
    settembre 12, 2013 alle 9:51 am

    il problema non è il fatto di occupare del suolo agricolo, il problema è FARE!! siete bravi solo ad ostacolare il progresso, l’impianto porta benefici ambientali per tutti ( vedi le immissioni di Co2 evitate), porterebbe delle royalty che il comune incasserebbe per 20 anni e anche dei certi posti di lavoro per almeno 30anni, tra 30 anni quel terreno sarà invece nello stato di fatto in cui si trova, prima di bloccare un lavoro trovate almeno un’alternativa!! magari comprate 50 pecore e il terreno ve lo cedo in uso gratuito per 20 anni vediamo chi ci campa……….. ignorantes si fiat po bois fiaus ancora vivende in sor nuraghes, un tottu su rispettu po ussa comunidade!

    • Juri
      settembre 12, 2013 alle 12:25 pm

      Il problema è non fare purchessia, ma fare con un minimo di razionalità, tutelando l’interesse collettivo e non le speculazioni.
      Un impianto del genere è semplicemente incompatibile con la tutela del paesaggio e dell’ecosistema dei luoghi. Conosco molto bene la zona. I 50 ettari (un’enormità) che si vorrebbe trasformare in una distesa di pannelli, attualmente sono adibiti a pascolo con rade alberature e da ottobre a maggio sono sede di spettacolari prati e fioriture. Un paesaggio vagamente “inglese” che si armonizza splendidamente con la catena collinare/montuosa circostante rivestita di macchia mediterranea più o meno evoluta. L’unica cosa da fare, e con urgenza, è il ripristino ambientale rimuovendo le migliaia di metri cubi di materiale da scavo (derivato dalla realizzazione di una delle gallerie della nuova SS125) che, non si sa perché, sono stoccati lì ormai da tanti anni (è lecita una cosa del genere?).
      Come già detto, a fronte di milioni e milioni di metri quadri di territorio già consumati e inutilizzati presenti in Sardegna (che andrebbero, quelli sì, rivestiti di pannelli fotovoltaici), non dovrebbe essere neppure pensabile fare “carne di porco” di un’area integra e a vocazione agricola-pascolativa e turistica. È una considerazione talmente ovvia…

  3. Shardana
    settembre 12, 2013 alle 10:29 am

    Io penso che nessun sardo voglia ostacolare il progresso se portatore di benessere.Il fatto è che tutti i progetti che vengono portati avanti in sardegna sono quasi sempre a carattere speculativo e lasciano territori devastati e popolazioni sempre più dipendenti a 2 o 3 mesi di lavoro.C’è un posto in sardegna dove il paese che ospita l’impianto eolico o fotovoltaico trae dei vantaggi economici dalla produzione energetica?Non possiamo continuare a costruire cattedrali nel deserto con il miraggio del posto di lavoro……….A carloforte abbiamo già vissuto questa esperienza e non solo con la produzione di energia.Centrali eolico fotovoltaiche,palestre,piscine,desalinizzatori,parcheggi sotterranei,decine e decine di progetti lasciati a metà che hanno portato ricchezza a progettisti,costruttori e politici e chenulla hanno lasciato alla gente oltre che territorio devastato e ingombranti relitti di cemento.Alternative c’è ne sono a decine ma creano posti di lavoro ma non giro di soldi per le cricche per questo sono accantonati sul nascere

    • cassetto
      settembre 12, 2013 alle 11:45 am

      conosco bene la situazione di Carloforte e del parco sperimentale installato nel 92 poi andato in tilt per problemi funzionali, adesso quel parco è stato interamente sostituito con moderne tecnologie e dubito che un impianto che gode di un incentivo per vent’anni subisca lo stesso destino, visto che c’è tutto l’interesse affinché dia il massimo della produzione.
      Ci sono diversi paesi chè ospitano parchi eolici che hanno i conti a posto solo grazie alle royalty versate dalle società che hanno investito, vedi Villurbana nell’oristanese, vedi Sedini (SS), Ploaghe e Telti e Assemini, le società che realizzano gli impianti con una nuova normativa solo obbligate a stipulare le assicurazioni necessarie per il ripristino al termine dei 20 o 30 anni, per quanto concerne i restanti appalti publici, quali; piscine, parcheggi o altro, il difetto sta nella gestione degli appalti vinti il più delle volte da aziende chè con società create a tale scopo iniziano i lavori poi dichiarano fallimento, la responsabilità va cercata il più delle volte in chi amministra che permette questo.

  4. srabadori
    settembre 12, 2013 alle 8:42 pm

    scusate un attimo , se non erro esiste una legge regionale che vieta nel modo più assoluto l’installazione di sistemi fotovoltaici a terra in terreni agricoli. E’ comunque certo che per i cittadini non porta nessun beneficio.

    • settembre 12, 2013 alle 10:32 pm

      non porta alcun beneficio ai residenti locali, ma certo agli investitori, più per gli incentivi “verdi” che per altro.
      E’ pur vero che tali impianti di produzione di energia elettrica “possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici” (art. 12, comma 7°, del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.), tuttavia, secondo l’art. 13 bis della legge regionale n. 4/2009 e s.m.i., l’art. 3 del D.P.G.R. 3 agosto 1994 , n. 228 (direttive per le zone agricole, criteri per l’edificazione nelle zone agricole) e l’indirizzo giurisprudenziale costante, nelle zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, possono essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole e/o strettamente connesse (vds. per tutti Cass. pen., sez. III, 9 marzo 2012, n. 9369), non attività di produzione energetica di tipo industriale – come quella in progetto – slegata da attività agricole in esercizio nel sito. Sembrerebbe logica la sola presenza di impianti simili connessa ad aziende agricole presenti nell’area.

      Stefano Deliperi

  5. Andrea
    settembre 13, 2013 alle 1:31 pm

    Ho assistito alla presentazione del progetto l’altra mattina a Sinnai!!!… e ho preso visione degli elaborati tecnici e non tecnici, approfondendo un pochino l’analisi.
    Innanzitutto mi preme fare osservare che per i progettisti sembra che tutta l’area interessata dall’impianto sia in “forte” degrado, dicono loro in relazione “ambientalmente e paesaggisticamente compromessa (fin dal 2006) per la presenza di una discarica di terre e rocce di scavo” a causa della discarica degli inerti derivanti dalle lavorazioni per la ss125, che invece occupa un minimo spazio relativamente a quelli interessati dall’impianto, discarica di cui dichiarano, con un certo buonismo ed in termini un pochino generici, di prendersi carico della bonifica, considerando anche che non bene si conoscono le motivazioni per cui quella discarica è ancora la e che oltretutto si tratta di materiali di buona qualità geotecnica.
    Appare ancora che, a detta dei progettisti, gli impatti sull’ambiente sono minimi e si riferirebbero prevalentemente alla percezione visiva delle modificazioni al paesaggio che nelle loro intenzioni, camufferebbero con la posa di vegetazione. Vorrei a questo punto far notare che una delle frasi chiave di prologo alla presentazione è stata una cosa simile: “…è una specie di deserto, non vi è dell’acqua quindi non può crescervi niente…” al che traggo la seguente conclusione: se è così non vi crescerà nemmeno quello che intendono piantare loro, aggiungerei inoltre che tali piantumazioni dovranno essere di esemplari adulti, alberi capaci di mascherare immediatamente, anche in fase di cantiere, le aree dell’impianto, cosa che non è stata assolutamente specificata. E poi non è vero che non vi è acqua, nel sottosuolo ce n’è e anche tanta….
    Alla richiesta da parte del sindaco di Sinnai di chiarimenti relativamente agli impatti sull’ambiente geomorfologico, viste e considerate le condizioni di assetto idrogeologico della valle del rio Solanas, le soluzioni dichiarate sono state di una banalità estrema, ovvero la canalizzazione delle acque ruscellanti con sistemazione a canali dei corsi d’acqua attuali, e qui gli impatti si relazionerebbero all’evoluzione geomorfologica del versante e quindi al trasporto solido verso valle e verso la spiaggia, aggiungendo che l’unico problema sarebbero le piogge zenitali, ma non adducendo alcuna motivazione.
    Ma per chiarire bene questi aspetti una lettura dell’allegato A03, tra l’altro poco impegnativa per i contenuti scarsi che lo caratterizzano, farà capire con quale attenzione gli aspetti geologici e geomorfologici sono trattati nel progetto definitivo, mettendo assieme tutta una serie di tematiche che meriterebbero una trattazione ben più complessa e distinta, anche a norma di legge, vedi le Norme Tecniche sulle Costruzioni e Circolare esplicativa.
    Quello che però non emerge dai vari commenti, sentiti in sede a Sinnai, ma anche in questo blog, è che tutto quel bell’impianto necessita di un collegamento ad una cabina primaria, che si trova in territorio di Villasimius a circa 5 km in linea d’aria dal sito di Santa Barbara e che verrebbe raggiunta da una linea elettrica aerea realizzata con circa 120 pali che dovrebbe scavalcare lo spartiacque di sinistra del bacino del rio Solanas risalendo rilievi con serie problematiche di instabilità geomorfologica, all’interno del SIC “Costa di Cagliari”, ma di questo non vi è traccia ne nel progetto definitivo e nemmeno nella valutazione d’impatto ambientale.

  6. Shardana
    settembre 14, 2013 alle 10:26 am

    L’imbroglio in un modo o nell’altro c’è sempre…..Buona fede?BUONANOTTE

  7. Luca
    ottobre 26, 2013 alle 5:01 pm

    Gli interventi fotovoltaici classisici a terra andrebbero sempre vietati, è un controsenso.

  8. Juri
    dicembre 26, 2014 alle 11:59 pm

    La Regione ha respinto il progetto per incompatibilità ambientale. Ottima notizia.
    http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?&s=270554&v=2&c=6578&t=1

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