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Il solito vergognoso assalto al piano paesaggistico regionale e alle coste della Sardegna.


ginepro, mare, cielo

ginepro, mare, cielo

Avevano avuto una poco meritata apertura di credito da parte delle associazioni ecologiste presenti (Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Italia Nostra, Legambiente) alla  presentazione congiunta (Cagliari, 26 marzo 2013) da parte della Regione e del Ministero per i beni e attività culturali del protocollo d’intesa e del disciplinare tecnico concordato per la revisione del piano paesaggistico regionale.  Avevano partecipato associazioni ecologiste, ordini professionali, associazioni di categoria, professionisti e il dibattito ha visto un proficuo scambio di opinioni e informazioni e la prima assicurazione da parte regionale e ministeriale è stata l’assenza di qualsiasi proposito di stravolgimento del P.P.R.

Gli obiettivi dichiarati erano stati la correzione di discrasie cartografiche e procedurali e il miglioramento dell’efficacia della tutela, quasi a superare – in un impeto di decenza – i tentativi scomposti e velleitari del passato di stravolgimento del P.P.R. da parte della stessa Giunta Cappellacci.

Ma la ventata d’aria fresca nelle stanze anonime e buie dove ribolliva il nuovo “sacco delle coste” era solo qualche bollicina di gazzosa.

L’aveva chiarito il Presidente della Regione Ugo Cappellacci, con un bel sorriso di malta cementizia: “Le modifiche al Ppr vanno nella direzione di qualsiasi tipo di intervento e investimento, non solo del Qatar. Se oggi si vuole fare un intervento di rilevanza strategica è necessario levare alcuni vincoli. Ma non solo. All’interno di quel processo di revisione c’è anche il recepimento dei progetti strategici previsti dal Piano casa che richiedono una attenzione straordinaria e un approccio multidisciplinare” (La Nuova Sardegna, 4 aprile 2013).

Ora la manovalanza ingegneristica sta cucinando lo stravolgimento del P.P.R. sotto la regìa d’un cuocoingegnere buono per tutte le stagioni del cemento.

Gli complicheremo la vita in ogni modo, con ogni appiglio legale, con ogni attività di sensibilizzazione, ma chiunque di noi può fare nel suo piccolo qualcosa di utile e importante: chi volesse far sapere che cosa ne pensa al Ministro dei beni e attività culturali Bray, al Presidente Cappellacci e alla Presidente del Consiglio regionale Lombardo può andare al link https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/11/28/rimbocchiamoci-le-maniche-per-difendere-lambiente-e-il-territorio-della-sardegna/.

Sono ormai tantissimi i messaggi inviati, facciamo sentire la nostra voce!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

anatre_in_volo

qui l’ interpellanza n. 2-00182 del 7 agosto 2013 al Ministro per i beni e attività culturali degli on.li Michele Piras (S.E.L.) ed Emanuela Corda (M5S).

 

 

rustico edilizio

rustico edilizio

 

 

da La Nuova Sardegna, 8 agosto 2013

Il nuovo piano paesaggistico.  Beni tutelati, la giunta vuole tagliarli. In provincia di Sassari passerebbero da 500 a 80. Il compito affidato a 24 tecnici esterni. Interrogazione in ParlamentoMauro Lissia 

CAGLIARI. Sassari e la sua provincia hanno cinquecento beni paesaggistici tutelati dal Ppr. L’intervento di revisione che la giunta Cappellacci presenterà a metà settembre prevede un taglio drastico: ne resteranno ottanta. È solo un esempio, perché la task force di ingegneri precari del progetto Scus voluta dall’amministrazione di centrodestra lavora su una parola d’ordine perentoria: sclassificare. Come dire togliere ai diecimila tra siti storici e archeologici, luoghi di valore identitario e tratti di costa sarda la tutela finora garantita dallo strumento di pianificazione approvato nel 2004 per considerarli semplicemente «componenti di paesaggio» e abbandonarli di conseguenza alla speculazione. I ventiquattro tecnici ingaggiati con un costo di 634 mila euro in due anni e mezzo dall’assessorato all’Urbanistica guidato da Nicola Rassu hanno ricevuto disposizioni precise: un Ppr più leggero, con meno vincoli e più spazio per le attività immobiliari. Quanto finora è vietato potrebbe diventare possibile, senza che i dirigenti e funzionari regionali a suo tempo impegnati nell’elaborazione del Ppr possano mettersi di traverso: costituiti formalmente i gruppi di lavoro con una determinazione firmata il 15 giugno scorso, il direttore generale dell’urbanistica Marco Melis ha di fatto mandato in panchina i titolari degli uffici regionali per affidare la partita del cemento a una struttura parallela, di sua stretta fiducia e sotto il pressante controllo della politica. Gli effetti si possono valutare fin d’ora, malgrado il nuovo Ppr sia annunciato per l’inizio dell’autunno: sono a rischio aree costiere di importanza straordinaria come quella di Bosa, dove la Condotte srl prepara in diverse versioni un’abbondante colata di cemento, possibile solo se la legge sul golf supererà le barriere normative del «vecchio» Ppr. E potrebbero tornare a correre pericoli reali luoghi finora salvati miracolosamente da progetti già definiti, come il colle archeologico di Tuvixeddu a Cagliari e l’area di Cala Giunco a Villasimius. D’altronde l’obbiettivo è chiarissimo e viene messo in evidenza nell’interrogazione al governo presentata dai parlamentari Michele Piras (Sel), Gennaro Migliore (Sel) ed Emanuela Corda (M5s) dopo uno studio accurato dei carteggi regionali compiuto in questi mesi da Maria Paola Morittu di Italia Nostra. Il giudizio di Piras è categorico: «La giunta Cappellacci si è distinta in questi anni per la volontà ostinata di scardinare, aggirare, eludere il Ppr, collocandosi come riferimento del partito trasversale del mattone. Piani casa, legge sul golf, usi civici, il progetto Qatar, costituiscono un manifesto programmatico ed ideologico. Noi – scrive il deputato – continuiamo a pensare che l’isola non possa trarre alcun giovamento dal consumo indiscriminato del territorio e sui beni comuni daremo battaglia perché il futuro possa essere uno sviluppo di nuova generazione, rispettoso dell’ambiente, della salute delle persone, dei diritti». Fin qui il giudizio politico, condiviso dalle associazioni ecologiste e dal M5s. Ma le domande rivolte ai ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali sono innumerevoli, tutte riferite a norme. Emerge, secondo il fronte dell’opposizione, l’idea di integrare un Ppr riveduto sulla base di regole più permissive con le due leggi varate nella legislatura Cappellacci: quella sul golf, che minaccia Tentizzos, e quella sulla revisione degli usi civici, da affidare ai Comuni. Chiedono i tre parlamentari: come si potrà far passare all’interno dello strumento cardine della pianificazione regionale norme che sono state già impugnate come anticostituzionali, in palese contrasto col Ppr attuale e quindi con il Codice del paesaggio, quando i 102 Comuni costieri hanno già a lavorato per adeguare i propri piani urbanistici alle indicazioni regionali? Ancora: «Come si intende agire – è scritto nell’interrogazione – per la tutela delle aree gravate da usi civici, dichiarate beni paesaggistici ai sensi del Codice Urbani, considerata la proposta di legge 357 che la Regione ha appena approvato e quali provvedimenti si intende adottare per impedire l’applicazione della legge incostituzionale e la violazione degli accordi sottoscritti il 16 maggio 2012 con la Regione?». Eppure il progetto è manifesto: rimettere in discussione le tutele per rivolgere un invito sorridente all’impresa immobiliare azzoppata dal Ppr di Renato Soru. Con un’idea di Sardegna del tutto diversa, forse opposta, rispetto al modello ancorato alle sensibilità che lo strumento attuale, ispirato dal pianificatore Edoardo Salzano, ha cercato di alimentare. Progetto non facile da realizzarsi, quello della giunta Cappellacci. Perché i margini legali per opporsi sembrano ampi: «I signori della politica sappiano che ci batteremo metro su metro – annuncia Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico – e che utilizzeremo con impegno ogni strumento che la legge ci offre per fermare questa devastante revisione del Ppr». 

 

 

Sardegna, dune e ginepri sul mare

Sardegna, dune e ginepri sul mare

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 7 agosto 2013

Ppr, in azione la task force di Cappellacci. Una struttura tecnica esterna alla Regione è al lavoro da mesi per modificare le tutele dei beni paesaggistici. Mauro Lissia

 

 

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. agosto 8, 2013 alle 3:39 PM

    ecco, invece, che cosa discutono i nostri “cugini” Corsi.

    A.N.S.A., 8 agosto 2013
    Corsica, vendere case solo a residenti. Proposta shock responsabile locale contro speculazione edilizia. (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/08/08/Corsica-vendere-case-solo-residenti_9133574.html)

    PARIGI, 8 AGO – Limitare l’acquisto di terreni e case in Corsica ai soli corsi e a quanti risiedono nell’isola da almeno 5 anni: la proposta shock comparsa stamane sul quotidiano Corse-Matin, è di Paul Giacobbi, presidente dell’organo esecutivo corso (regione a statuto speciale). La proposta segue a ruota un’altra iniziativa controversa votata lo scorso maggio dall’Assemblea Corsa: fare del corso la seconda lingua ufficiale, con il francese. Iniziativa condannata dal ministro dell’Interno, Manuel Valls.

    ____________________

    da La Nuova Sardegna on line, 8 agosto 2013
    Proposta choc in Corsica: vendere case solo ai residenti.
    L’idea per contrastare la speculazione edilizia: i terreni e le abitazioni potranno essere comprati solo dai corsi e da chi risiede nell’isola da almeno 5 anni: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/08/08/news/proposta-choc-in-corsica-vendere-case-solo-ai-residenti-1.7548526

  2. agosto 8, 2013 alle 6:00 PM

    Succede sempre così! Cercano sempre di truffare la buonafede di chi concede loro fiducia. La politica in generale e quella locale, dappertutto, diventa sempre più sporca e “il pesce incomincia a puzzare sempre dalla testa”!

  3. agosto 8, 2013 alle 6:46 PM

    Io proporrei una modifica alla mail da inviare, per centralizzare la modifica al ppr, oltre che allo specifico qatar holding. tipo così:

    “Ho appreso dall’ interpellanza parlamentare n. 2-00182 del 7 agosto 2013, dalla stampa e da associazioni ambientaliste come il Gruppo d’intervento Giuridico, la notizia riguardante i lavori di modifica del Piano Paesaggistico Regionale a cui è stato dato incarico agli ingegneri del c.d. “Progetto SCUS” e che si prevede venga dato conto in consiglio regionale a Settembre.

    Sono fermamente convinto che il sopracitato PPR sia già un ottimo strumento di regolamentazione in materia e che le modifiche previste siano tanto inutili quanto dannose per una vera salvaguardia del territorio sardo. Credo che allargando le maglie del Piano paesaggistico si attirerebbe con molta probabilità anche la speculazione edilizia che già ha distrutto tante zone delle coste sarde e non solo.

    Vorrei concludere con un altra notizia appresa, ovvero gli accordi tra il Presidente della Regione autonoma della Sardegna, i sindaci di Arzachena e di Olbia e il fondo d’investimento Qatar Holding (proprietà della famiglia reale del Qatar) per la realizzazione di numerose iniziative immobiliari sulle coste delle Sardegna, in particolare in Gallura, per un importo di un miliardo di euro in più anni.

    Ricordo che un importo analogo è già a disposizione della Sardegna ogni anno e da parecchi anni grazie ai fondi comunitari, per uno sviluppo diffuso e armonico con i valori ambientali dell’Isola.

    Investimenti come questo devono essere valutati alla luce delle vigenti norme di salvaguardia ambientale, in primo luogo il piano paesaggistico regionale.

    Esprimo dunque la più forte contrarietà alla modifica e allo snaturamento del piano paesaggistico regionale per accogliere questa e altre proposte edificatorie.

    _____________Nome e Cognome_____________ “

    • agosto 8, 2013 alle 9:48 PM

      l’idea in astratto è certamente buona, tuttavia non possiamo cambiare testo a ogni sventagliata d’ingegno della nostra Giunta Cappellacci.
      Naturalmente il testo è sempre libero, ma ormai sono moltissimi i messaggi giunti con l’indicazione del motivo principale dello stravolgimento del P.P.R., l’amorevole accoglimento del programma di investimenti della Qatar Holding
      Mandate comunque più messaggi possibile e inviatecene copia all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com, così da tenerne la “contabilità” 😉

  4. Avatar di lucio
    lucio
    agosto 9, 2013 alle 10:55 PM

    ma prima di parlare non sarà meglio vedere di cosa si tratta? O parliamo per pregiudizi? E’ giusto comunque ricordare che gli ingegneri del progetto scus sono stati assunti da soru per il ppr del 2006. Perché adavano bene per il ppr 2006 e non vanno bene per il ppr 2013?

    • agosto 9, 2013 alle 11:55 PM

      nessun pregiudizio, Lucio.
      Nella precedente predisposizione del P.P.R. i dirigenti e funzionari regionali non erano “tagliati fuori”, ora, invece, pare proprio di sì.
      Comunque seguiremo con estrema attenzione, stai tranquillo.

  5. agosto 13, 2013 alle 9:54 am

    al modico prezzo….

    da La Nuova Sardegna, 13 agosto 2013
    Ppr, task force da 700mila euro. La Regione non bada a spese per i professionisti esterni incaricati di rivedere il Piano paesaggistico: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/08/13/news/ppr-task-force-da-700mila-euro-1.7570372

    _______________________________

    da Sardinia Post, 13 agosto 2013
    Dalla Regione 700mila euro a tecnici esterni per il “nuovo” Ppr: http://www.sardiniapost.it/politica/dalla-regione-700mila-euro-a-tecnici-esterni-per-modificare-il-ppr/

  6. agosto 13, 2013 alle 6:10 PM

    ora il “cuoco-ingegnere” e il Presidente Cappellacci saranno contenti 😉

    da La Nuova Sardegna, 13 agosto 2013
    Codice dei beni culturali, Settis presidente.

    Intanto anche il governo nazionale si prepara ad aggiornare il Codice dei beni culturali e del paesaggio. A presiedere la commissione, che «avrà il compito di esaminare le principali questioni riguardanti l’applicazione del Codice, proponendo soluzioni per affinare gli istituti e armonizzare le norme», è stato chiamato Salvatore Settis, accademico dei Lincei, da sempre in prima linea nella difesa del paesaggio. La commissione sarà composta anche da Giuliano Amato, dal capo dell’ufficio legislativo del Mibac Paolo Carpentieri, dal direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Molise Gino Famiglietti e dal magistrato del Tar Maria Luisa Maddalena. Nel comunicato del Mibac viene precisato che tutti i componenti la commissione lavoreranno gratis. Per chi ha a cuore il paesaggio della Sardegna si tratta di una buona notizia: Settis è intervenuto spesso, su giornali e televisioni, per rendere merito a chi ha elaborato il Ppr della Sardegna, il primo ad aver recepito le norme del Codice del paesaggio, per poi reggere a un’infinità di ricorsi ai tribunali amministrativi. La presenza di Settis nella commissione potrebbe essere un buon argine al tentativo manifesto della giunta Cappellacci di indebolire le tutele del Ppr.

  7. settembre 5, 2013 alle 4:57 PM

    da L’Unione Sarda, 5 settembre 2013
    Mario Bruno: «Voglio vedere gli atti». La replica: «Nostalgico dell’ambientalismo ipocrita»
    Piano casa, veleni e vecchi sospetti. (Matteo Sau): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130905084926.pdf

    _____________________

    da Sassari Notizie, 5 settembre 2013
    La revisione del Piano paesaggistico? «Per Cappellacci è un chiodo fisso»: http://www.sassarinotizie.com/articolo-19339-la_revisione_del_piano_paesaggistico_per_cappellacci_e_un_chiodo_fisso.aspx

  8. settembre 7, 2013 alle 1:44 PM

    da La Nuova Sardegna, 7 settembre 2013
    Ppr sotto la lente del ministero. I Beni culturali bocciano il piano. Bruno (Pd): «Negato l’accesso agli atti». (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Il ministero dei Beni culturali sembra pronto a bocciare la revisione in senso immobiliare del piano paesaggistico regionale, che il governatore Ugo Cappellacci si è impegnato a proporre il 15 settembre per poi lanciare immediatamente la fase dell’adozione. E’ il consigliere regionale Mario Bruno a confermare le voci insistenti che arrivano da Roma, stando alle quali uno strumento di pianificazione slegato dalle norme rigorosissime contenute nel codice del paesaggio sarebbe destinato a finire nel cestino: “Il ministero non è d’accordo con questa fantomatica revisione – avverte Bruno – ma per capire quale sia il livello del dialogo in corso tra la Regione e Roma bisognerebbe leggere la corrispondenza ufficiale”. Ma il punto è proprio questo: “Il 7 agosto scorso ho chiesto formalmente l’accesso agli atti dei lavori in corso – spiega il consigliere del Pd – ma a distanza di un mese non ho ancora ricevuto un solo documento. Sembra che la giunta regionale voglia mantenere il massimo riserbo su un’operazione che dovrebbe essere pubblica e sulla quale io, come consigliere, ho pieno diritto di essere informato”. Bruno non è rimasto indifferente al silenzio dell’amministrazione: “Ho scritto alla presidente dell’assemblea Claudia Lombardo per segnalare la violazione delle mie prerogative e dei miei diritti, martedì prossimo denuncerò in aula quanto sta accadendo”. Qualcosa del nuovo Ppr si sa già ora, malgrado l’assenza di atti ufficiali: “Il tentativo – conferma Bruno – è di cancellare la fascia costiera dalla tutela come bene paesaggistico d’insieme. Una scelta suicida, perchè si tratta di un valore ormai accettato dai sardi, un valore anche economico. E’ possibile, mi chiedo, che il ministero dei Beni culturali possa rimettere in discussione questo valore?”. Ma la domanda centrale è: esistono o sono stati comunque elaborati gli strumenti normativi per mettere in piedi un Ppr in grado di reggere alla prova di compatibilità con il Codice Urbani, una legge dello Stato alla quale è obbligatorio attenersi? Secondo Bruno no, perchè il lavoro di rielaborazione e di copianificazione non è cominciato: “Sappiamo che malgrado la presenza della task force gli uffici sono fermi, quella in corso ha l’aria di essere un’operazione di propaganda in vista delle elezioni. L’attesa per questo fantomatico nuovo Ppr andrà avanti, le date stabilite non saranno rispettate”. Come dire un bluff e insieme una sorta di resa di fronte al Ppr in vigore, talmente blindato da reggere a decine di ricorsi a tutti i gradi della giustizia amministrativa. Smantellarne le tutele non è un lavoro facile. Lavoro che stando alle informazioni che arrivano dagli uffici regionali sarebbe soltanto all’inizio.

    • settembre 8, 2013 alle 10:36 am

      da La Nuova Sardegna, 8 settembre 2013
      Soru: «Bray salvi il Ppr da Cappellacci». Appello dell’ex presidente al ministro: «Fascia costiera a rischio». La replica: «Cambiamenti giusti, fa disinformazione». (Alfredo Franchini)

      CAGLIARI. Renato Soru riflette sui cambiamenti al piano paesaggistico annunciati dalla giunta Cappellacci e rivolge un appello al ministro per i Beni culturali. Una presa di posizione che ha suscitato la reazione veemente di Cappellacci: «Soru fa disinformazione». L’ex presidente della Regione, Soru, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Manifesto: «Confido in Massimo Bray, spero che non si vorrà rendere complice della cancellazione di una buona pratica, di un progetto che ha mostrato il suo valore, diventando un modello studiato in Italia e fuori dai confini nazionali», ha dichiarato. Qual è il pericolo? Soru ha spiegato che se mai dovessero passare le modifiche previste dal centrodestra, sarebbe annientata l’idea della fascia costiera come un bene paesaggistico unitario. «Non c’è un pezzo più bello e un altro meno bello, un pezzo da difendere di più e un pezzo da difendere di meno. Nella visione del Ppr va difeso tutto allo stesso modo. Cappellacci ritorna alle singole cartoline e sceglie quali siano meritevoli di tutela e quali no. Si entra nel campo della discrezionalità: quello che decido che non merita di essere tutelato non lo merita perché mi sembra meno bello oppure perché ci sono interessi che devono essere favoriti»? Soru ha ricostruito nelle dichiarazioni di ieri tutte le mosse fatta dalla giunta «per cercare di forzare il Ppr. Cappellacci ha dichiarato che modificare il Ppr serve a rendere possibili sia gli investimenti in Gallura dell’emiro del Qatar, sia altri simili. E prima diceva che servivano a consentire gli investimenti di Tom Barrack e di altri. Ora che Barrack ha venduto, bisogna venire incontro alle richieste dei nuovi proprietari con i quali persino segretamente, nel passato, Cappellacci si è incontrato andandoli a trovare a casa loro, a Doha, e promettendo di tutto e di più». A giudizio di Soru, oggi il Centrodestra sardo è indietro anche rispetto agli imprenditori che se anche avessero altri metri cubi a disposizione sulle coste non li utilizzerebbero, semplicemente perché le case non si vendono più». Ugo Cappellacci ha replicato: «Soru parla di paesaggio come se fosse il padre e il tutore e dice soprattutto una cosa: Roma pensaci tu, i sardi devono essere espropriati della loro capacità di determinare il proprio destino». In realtà il Ppr è un’emanazione delle norme previste dal Codice Urbani sull’ambiente e pertanto, come l’approvazione del Ppr ha avuto necessità dell’avallo del governo così dev’essere anche per ogni sua modifica. Da qui l’appello a Bray. Cappellacci afferma: «La revisione del piano non solo è un atto legittimo ma necessario per legge; le procedure sono concordate con il ministero e Soru finge di non sapere che proprio il suo piano non ha mai avuto l’approvazione del ministero perché le procedure di conformità delle disposizioni del piano paesaggistico regionale furono interrotte».

  9. settembre 10, 2013 alle 2:58 PM

    da La Nuova Sardegna, 10 settembre 2013
    Rassu: «Così difenderemo l’ambiente». L’assessore regionale all’Urbanistica nega che dietro la revisione del Piano paesaggistico si nascondano speculazioni. (Pier Giorgio Pinna)

    SASSARI. «Piena tutela dell’ambiente: la revisione del Piano paesaggistico servirà solo a snellire le procedure e rendere le norme più chiare». Le rassicurazioni arrivano dall’assessore regionale all’Urbanistica, Nicola Rassu. Che in quest’intervista tocca altri temi scottanti: turismo, coste, cemento, capitali stranieri.
    Ma quale tipo di sviluppo per l’isola presuppone la crescita d’investimenti di operatori esteri come gli arabi?
    «La capacità di generare sviluppo, per essere tale rispetto alla situazione mondiale, dev’essere in grado di governare e gestire nell’interesse di tutti anche le proposte che vengono da investitori esteri. Bisogna superare lo stereotipo localistico della convinzione che tutto ciò che ci viene proposto da altri sia negativo».
    E allora, in concreto?
    «Il problema non è il “chi” ma il “che cosa” e il “come”. In questo senso l’obiettivo dovrà essere soprattutto quello di definire regole chiare. E uguali per tutti: sia per gli investitori esteri sia per noi stessi».
    Come sarà salvaguardato l’ambiente naturale sui litorali? «L’isola ha da sempre protetto le proprie coste con normative molto severe. A questo proposito ricordo che da decenni in Sardegna la fascia dei trecento metri dal mare è protetta in maniera severa».
    E oggi?
    «Oggi come ieri il nostro valore aggiunto e il nostro paesaggio non sono solamente i litorali ma anche l’ambiente e la natura delle nostre zone interne. È innegabile, però, che le nostre coste e il nostro mare rappresentano un ambito molto fragile, da tutelare».
    Quindi che cosa farete?
    «Le regole del Piano paesaggistico regionale esistono già. Noi stiamo lavorando per migliorarle. E, soprattutto, per renderle di facile utilizzo e comprensibili a tutti».
    Per quale motivo?
    «Attualmente queste regole sono a volte inapplicabili e farraginose. E noi sappiamo che la confusione normativa è il terreno perfetto per operazioni poco coerenti con la difesa del territorio».
    A che cosa si riferisce, assessore? Può fare qualche esempio?
    «Le disposizioni del vigente Ppr non tutelano adeguatamente alcuni dei nostri paesaggi più fragili. Come le dune e le spiagge. Per le quali non vengono nemmeno richiamate “prescrizioni” specifiche. Ecco perché gli uffici regionali, in stretta collaborazione col Ministero, stanno lavorando per definire regole chiare e efficaci».
    Che impostazione darà la giunta a casi come le ristrutturazioni degli stazzi in Costa Smeralda?
    «Voglio chiarire subito che a noi stanno a cuore gli stazzi della Costa Smeralda così come tutti gli altri manufatti storici: sono la memoria del nostro passato. E penso al patrimonio dei centri storici e a tutti quelli edifici che ritroviamo nei nostri territori, da difendere sempre meglio. Detto questo, e tornando al quesito, gli stazzi sono tutelati dal Ppr: nessuno può pensare di stravolgerli e di snaturare la loro identità».
    Sul piano operativo?
    «Qualunque intervento, chiunque sia il proponente, si deve confrontare con le regole e con le norme vigenti. E io vigilerò perché questo avvenga».
    In che modo conciliare tutto ciò con le nuove tendenze urbanistiche, in particolare coi progetti che arrivano dal Qatar e da altri emirati?
    «Francamente rispondo che la domanda ha un’impostazione da ribaltare: sono i progetti che devono confrontarsi e rispettare le norme, non il contrario. È però vero che la capacità di governare i processi di sviluppo risiede anche nel saper definire regole che siano al passo coi tempi».
    Che cosa intende?
    «Che le attuali regole sono da aggiornare, sempre nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Occorre infatti rimarcare che il Codice del paesaggio è stato modificato anche nel 2008 e che il nostro Ppr non è stato ancora adeguato a quest’obbligo statale».
    Ma quale tipo di prospettiva ci sarà, data la posizione dichiarata dal centrodestra tendente a una profonda revisione del Ppr voluto dal centrosinistra guidato da Soru?
    «Intanto, quel Piano non è di Soru ma di tutti i sardi: e questo l’abbiamo affermato con le linee-guida approvate dal Consiglio nel luglio 2012. In questa direzione lavoriamo in pieno accordo col Ministero: gli obiettivi generali del Ppr sono ormai patrimonio culturale di tutti, qualunque opinione politica abbiano».
    Al lato pratico, che cosa farete?
    «Dobbiamo essere sinceri con noi stessi: vogliamo ancora regole che ci costringano a una miriade di autorizzazioni e a tempi lunghissimi per modificare una semplice finestra in un centro storico? Far andare in rovina i nostri paesi perché nell’incertezza della norma è molto più semplice dare risposte negative? Io chiedo che si possa ragionare nel merito tecnico delle modifiche, e non solo perché non si vuole consentire la revisione del Ppr come se fosse un’icona, un simulacro da difendere a tutti i costi».
    Perché è stata ingaggiata una task force esterna alla Regione per le riforme?
    «Questa è una storia non vera, messa in circolo da chi vuole creare tensioni, e che però pone in pericolo molti posti di lavoro. La cosiddetta task force è costituita da collaboratori precari che lavorano in Regione dal 2004, individuati dalla giunta Soru, non dal sottoscritto e da Cappellacci».
    Come stanno allora le cose?
    «Questi collaboratori non lavorano al Ppr. da anni offrono assistenza ai Comuni impegnati nei Puc da adeguare al Ppr oppure nei piani particolareggiati dei centri storici. La revisione del Ppr invece è competenza delle strutture regionali. Anzi, invito tutti a recarsi in questi uffici per rendersi conto delle attività che stanno svolgendo. Attività che recentemente sono state riorganizzate per migliorarne l’efficacia, senza alcuno spirito “epurativo”, come affermato da alcuni».
    In che consiste dunque l’opera di revisione?
    «Il Comitato tecnico congiunto col Ministero si sta riunendo quasi settimanalmente: appena sarà possibile, daremo conto a tutti dei risultati. Anticipo solamente che si stanno correggendo diversi errori nelle zone vincolate. Errori che finora avevano portato a chiedere autorizzazioni paesaggistiche in aree invece non vincolate, per il fatto che cartografie risalenti anche agli anni ’20 del secolo scorso erano illeggibili. Grazie alle ricerche negli archivi del Ministero abbiamo potuto correggeli».
    Come conciliare le difese del territorio col varo delle recenti norme sui demani civici?
    «La nuova legge ha il solo obiettivo di riconoscere le aree gravate da uso civico, senza determinare una riduzione del minimo livello di tutela del nostro territorio e dei nostri paesaggi».
    Quali tipi di misure state predisponendo per i centri storici e per superare i forti ritardi da parte dell’amministrazione regionale nel via libera ai Piani urbanistici comunali?
    «Su mia proposta la giunta ha identificato le risorse per finanziare la redazione dei piani particolareggiati dei centri storici di tutti i Comuni. Inoltre stiamo fornendo le foto di dettaglio di tutti gli edifici, in modo da ridurre al minimo la fase di rilievo del patrimonio storico. Per quanto riguarda l’approvazione dei Puc segnalo poi che gli otto Comuni che hanno concluso l’iter di approvazione lo hanno fatto dal 2009, a riprova del grande sforzo della nostra giunta». Tanti problemi però restano… «Molte difficoltà che incontrano i Comuni e i nostri cittadini saranno risolte con la nuova legge urbanistica. Che, a breve, sarà portata all’attenzione della giunta e che, ne sono certo, proporrà idonee soluzioni. Con queste nuove norme e con la revisione del Ppr potremo così raggiungere i più importanti obiettivi che ci eravamo posti: gli stessi che daranno ai sardi le risposte che si aspettano da noi».

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    Dalla Dc a Fi e Pdl, per sedici anni sindaco di Torralba

    Assessore regionale all’Urbanistica dall’autunno 2010, Nicola Rassu è nato a Torralba 64 anni fa. Sposato, tre figli, ha conseguito il diploma di geometra nel 1970 e frequentato la facoltà di agraria sassarese sino al ’74. A lungo democristiano di ferro: fedelissimo di Beppe Pisanu, della Dc è stato anche dirigente locale. In seguito ha aderito a Forza Italia e poi al Partito della libertà. Nel suo paese d’origine è stato sindaco per sedici anni (1976-1992). Ha quindi ricoperto la carica di consigliere provinciale a Sassari e successivamente di consigliere regionale (dal 1999, quando è stato eletto per la prima volta con quasi quattromila voti). In precedenza aveva avuto modo di fare altre esperienze politiche nel Mejlogu, in Logudoro e ad Alghero. Come funzionario della Banca Cis, Rassu si è occupato di credito agevolato ed è diventato esperto nel settore delle piccole e medie imprese. Già prima della precedente legislatura (al momento dell’elezione aveva avuto 6.670 preferenze) è stato coordinatore provinciale a Sassari di FI e presidente della VI commissione permanente del consiglio regionale. Ossia quella che si occupa di industria, turismo, commercio e artigianato. Negli ultimi tre anni ha sempre condiviso la linea del presidente Ugo Cappellacci, in particolare sulla riforma del Piano paesaggistico regionale.

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