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Ennesima nube nera nel cielo di Portoscuso.


Portoscuso, nube nera dagli impianti della Portovesme s.r.l. (16 luglio 2013)

Portoscuso, nube nera dagli impianti della Portovesme s.r.l. (16 luglio 2013)

Lo scorso 16 luglio 2013 dagli impianti della Portovesme s.r.l. si è levata l’ennesima nube nera (per non dire altro).

“Tutto sotto controllo e nessun problema”, si sono affrettati a rassicurare la Direzione aziendale e l’Azienda che svolge le manutenzioni.

Sono in pochi, nella zona, a contestare apertamente i quotidiani inquinamenti: l’amministratore locale ambientalista Angelo Cremone, il Comitato cittadino Carlofortini Preoccupati!, l’Associazione Adiquas.

Per il resto silenzio.  Anche davanti all’avvelenamento dei bambini.

Ma ci vuol molto a immaginare quale carico inquinante viene ogni giorno respirato, mangiato, bevuto dai residenti del basso Sulcis?

Cosa viene fatto per impedirlo?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

 

 

 

 

Era il 14 luglio 2012 quando dagli stabilimenti della Porotvesme srl si verificò l “incidente” di fuoriuscita di anidride solforosa, e chissà quali altre sostanze. Ieri mattina, a distanza di un anno, una densa nube nera si è sollevata nel cielo espandendosi dalla fabbrica e restando nel cielo del Sulcis per diverse ore. Denunciamo che ancora una volta in un’area già duramente provata da inquinamenti di vario genere, che vanno dai metalli pesanti, ai fluoruri, PM10 e ai fumi d’acciaieria in odore di radioattività, ci ritroviamo con un supplemento di veleni da respirare e da regalare come deposito alla terra e alla stessa vegetazione. Qualcuno pagherà per questo ennesimo incidente o tutto passerà come sempre in sordina?
L’Associazione e il Comitato scriventi continuano a chiedersi quale sia il valore dato alla vita delle persone che abitano in quest’area, e si interrogano anche sul perché le Istituzioni pubbliche continuano ad essere latitanti, divenendo esse stesse complici, insieme alle fabbriche inquinanti, dei danni causati alla salute di tutti gli esseri viventi e all’ambiente del nostro territorio.

Adiquas                       Carlofortini Preoccupati!

(foto T.C., S.D., archivio GrIG)

  1. Mara
    luglio 20, 2013 alle 8:47 am

    Forse invitare amministratori “ignari” e dirigenti “inconsapevoli” a fare un giro per i cimiteri locali servirebbe. Basterebbe far loro leggere le date sulle lapidi. O forse no. Forse non sanno leggere.

  2. Shardana
    luglio 20, 2013 alle 11:05 am

    Il mega capo,diacono con un sacco di titoli nobiliari nei giri ecclesiastici,Claudio lolloi,nell’intervista rilasciata al quotidiano unione sarda(che fine ha fatto la nuova sardegna? Chi tace acconsente?)ha raccontato che l’incendio è scaturito dalla saldatura di un bullone. Mi chiedo quando la giustizia ci libererà da queste piaghe sociali.Speriamo che il papà sensibile al problema dopo Bonaria,venga a farsi un giro a Malaria per vedere e respirare i veleni che ci propina il cavaliere della morte.Grazie GriG,grazie adiquas,grazie carlofortini,grazie cremone.Prima o poi il muro cadrà…..

  3. Shardana
    luglio 21, 2013 alle 11:49 am

    Il giorno dopo la nube tossica uscita dalla portovesme srl,a carloforte mezzo paese è stato colpito da un “virus” (a detta dei medici)agli occhi.Guarda caso,succede sempre quando ci sono fuoriuscite di veleni dalle fabbriche….Cari medici ma non vi passa per la testa che ci sia un collegamento con quello che le fabbriche scaricano nell’aria?Non fate gli struzzi ricordate il vostro giuramento…è informate la gente di quello che è in atto.STOP VELENI

  4. Shardana
    luglio 22, 2013 alle 12:26 pm

    Salve GriG,sappiamo niente degli aerosol che ci propinano le fabbriche dei veleni?Qualcuno dell’Arpas legge questa pagina o si vergogna troppo a dare qualche spiegazione?

  5. Shardana
    luglio 25, 2013 alle 9:26 am

    Quando si è trattato di denunciare danni materiali dopo la caduta di piogge acide su case,macchine e barche non abbiamo esitato.Quando ci bruciano gli occhi e i polmoni ………mutu

  6. luglio 27, 2013 alle 3:51 pm

    da CagliariPad, 27 luglio 2013
    Portovesme, il sindacato contro i grillini: “Le polemiche manderanno a casa 1500 padri di famiglia”.
    La Fialc-Cisal attacca il M5S sardo per le critiche all’azienda sulcitana sul rispetto dei vincoli ambientali: “Volete far chiudere l’unica fabbrica che resiste?”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=4095

  7. Shardana
    luglio 29, 2013 alle 7:17 pm

    Meglio 1500 padri di famiglia a casa che migliaia di famiglie al cimitero…..Vorrei vederli questi 1500 posti di lavoro.Due giorni fà una nube di polvere rossa si è alzata dal bacino …. Come sempre il silenzio delle istituzioni è complice

  8. Mara
    luglio 29, 2013 alle 9:40 pm

    E come sempre le “istituzioni” sono un’entità astratta, un ectoplasma abnorme che non paga (e pagherà mai?) per le proprie atroci responsabilità.

  9. Shardana
    agosto 2, 2013 alle 11:32 am

    Ieri all’imbarco del taghetto da portoscuso per carloforte da una nave si scaricavano biomasse per la centrale enel grazia deledda di portovesme.Il tutto a cielo aperto,con la polvere che ti entrava nelle vie respiratorie e ti faceva tossire e il mare pieno di una polvere rossa che galleggiava,senza nessuno che si curasse di quello che succedeva.Questa è l’Italia carissimo….uno stato che non tutela la saute dei propri cittadini ma solo gli interessi dei potenti che stato è.

  10. Maria Carta
    ottobre 24, 2013 alle 8:23 am

    Il vero problema è che quelli che meno si preoccupano del problema sono gli abitanti di Portoscuso che, invece di difendere la salute dei loro figli e del territorio, non vogliono nemmeno sentirne parlare e fanno di tutto per nascondere il problema. Ma se di quella terra non importa nulla a quelli che la abitano, chi la dovrebbe difendere?

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