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Bracconieri arrestati e denunciati nel Cagliaritano.


bracconaggio, Tordo al laccio

bracconaggio, Tordo al laccio

Importanti operazioni anti-bracconaggio svolte (e non è certo la prima volta) dai Carabinieri della Compagnia di Dolianova e dello Squadrone eliportato “Cacciatori di Sardegna” oltre che dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale nel Cagliaritano.

Arrestato a Soleminis un bracconiere che predisponeva esche esplosive per cinghiali, rinvenuto un micidiale tubo-fucile nelle campagne di Sibiola (Serdiana), denunciati sette bracconieri sui Sette Fratelli, sequestrati fucili e trappole.

Il nostro sostegno và al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri, impegnati quotidianamente insieme alle altre Forze dell’ordine nel contrasto al bracconaggio, attività che cerchiamo di sostenere concretamente con specifiche campagne anti-bracconaggio.

Tordo bottaccio (Turdus philomelos) preso al laccio

Tordo bottaccio (Turdus philomelos) preso al laccio

Sarebbe il caso – una volta tanto – che anche le associazioni venatorie , sempre pronte a versare fiumi di parole per pretendere stagioni di caccia tanto più lunghe quanto illegittime, ne dicessero pubblicamente almeno una su questi loro colleghi che praticano la caccia illecita.   Se non altro per marcare una netta distanza da questi “compagni che sbagliano”.    In casi come questo il silenzio sa troppo di tolleranza o, peggio, di tacita approvazione.

Lo faranno?   Si accettano scommesse…

Amici della TerraLega per l’Abolizione della CacciaGruppo d’Intervento Giuridico

bracconiere intento a smagliare un tordo dalla rete

bracconiere intento a smagliare un tordo dalla rete

 

 

da L’Unione Sarda on line, 3 luglio 2013

Polpette esplosive per cacciare cinghiali. Arrestato un giovane di Soleminis.

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 4 luglio 2013

A caccia di cinghiali con “polpette” a base di esplosivo.  
Dolianova, arresto e denunce durante un blitz dell’Arma Sequestrate bustine di “cannabisthee” e di allucinogeniGian Carlo Bulla

DOLIANOVA Una persona arrestata, due denunciate a piede libero e il rinvenimento di stupefacenti e un fucile artigianale sono il bilancio ottenuto negli ultimi giorni dai carabinieri della stazione di Dolianova coadiuvati dai colleghi dello squadrone eliportato “Cacciatori di Sardegna” di stanza ad Abbasanta nel corso di una serie di servizi di controllo del territorio a fini preventivi disposta dal comandante della Compagnia, capitano Davide Colajanni. La sorpresa più inquietante è arrivata da Soleminis, dove in manette è finito Alessandro Cadelanu 38 anni, con dei precedenti alle spalle – accusato di fabbricazione e detenzione di esplosivi e produzione e coltivazione di sostanze stupefacenti. I militari hanno rinvenuto nell’abitazione dell’uomo un ordigno artigianale confezionato con polvere pirica e nitrato di ammonio, rivestito con grasso animale, solitamente utilizzato come esca nella caccia di frodo al cinghiale: l’animale, attirato dall’odore del grasso, all’atto della masticazione della “polpetta esplosiva” innesca la detonazione con conseguenze mortali. L’ordigno, se maneggiato o calpestato inavvertitamente, potrebbe causare gravissime menomazioni anche all’uomo. Alessandro Cadelanu, segnalato anche al prefetto per uso personale di sostanze stupefacenti (nella sua abitazione i carabinieri hanno anche trovato una piantina di cannabis indica e una dose di hashish) è stato condannato ieri mattina dal giudice monocratico a un anno di reclusione con l’obbligo di dimora a Soleminis. Gli stessi carabinieri hanno denunciato a piede libero per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, A. C., 31 anni, di Serdiana: nella sua abitazione sono state rinvenute 16 dosi, già confezionate, di marijuana; quattro bustine di cannabis thee – un infuso a base di foglie di marijuana – due bustine di “multi trance Amsterdam”, una miscela presumibilmente confezionata con funghi allucinogeni; un bilancino, un tritino con residui di marijuana e del materiale utilizzato per il confezionamento della sostanza stupefacente. I carabinieri hanno poi denunciato a piede libero per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale D.S., 32 anni, di Dolianova, segnalato al prefetto come assuntore di sostanze stupefacenti. Gli stessi militari hanno rinvenuto nelle campagne di Serdiana, in località Sibiola, un’arma artigianale – un tubo fucile – perfettamente funzionante: il tubo fucile era stato occultato in un anfratto.

trappola avifauna

trappola avifauna

CASTIADAS. Blitz dei ranger contro i bracconieri: sette denunce. CASTIADAS. Operazione anti bracconaggio del Corpo Forestale nelle oasi permanenti di protezione faunistica del Sarrabus. Sette persone sono state denunciate in stato di libertà per reati connessi alla caccia di frodo, sequestrati cinque fucili più un percussore, lacci, cavetti e attrezzi illeciti per la cattura. All’azione hanno partecipato i ranger della stazioni forestali di Castiadas, Muravera, Sinnai, Campuomu e Dolianova. Il fatto di maggior rilievo riguarda la località Gutturu Frascu, sulle pendici meridionali del massiccio dei Settefratelli, in territorio di Castiadas, dove R.S., 65 anni di Villasimius, pluripregiudicato per reati in fatto di armi (ricettazione, detenzione illegale e fabbricazione) è stato trovato in possesso, durante un servizio di controllo sui monti, di un percussore di fattura artigianale da utilizzarsi per l’ assemblaggio di tubo fucile. Infatti nella conseguente perquisizione domiciliare, i Forestali hanno trovato uno spezzone di tubo idraulico filettato. L’uomo è stato denunciato per detenzione illegale di parte di arma clandestina. Vicino all’abitato di San Vito, una pattuglia ha fermato un’auto con due persone dirette alla zona montana. Avevano due fucili calibro 12 e munizioni, detenuti illegalmente: i denunciati per detenzione illegale di armi sono G.F. e A.F., di 54 e 56 anni, entrambi di San Vito. A Muravera, in località Santa Maria, sono state sorprese due persone che si stavano appostando di notte con un fucile sovrapposto dotato di cannocchiale di puntamento. Sono G.A. e M.T., entrambi di 56 anni, di Muravera., denunciati per detenzione illegale di arma ed esercizio abusivo di caccia in periodo di divieto. Sui monti di Serpeddì (Maracalagonis), i ranger hanno colto in fase di postazione due cacciatori di frodo di Sinnai: A.F. di 27 anni e R.U. di 36, armati di fucile calibro 12 caricato a pallettoni.

(foto C.F.V.A., L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. M.A.
    luglio 6, 2013 alle 5:32 pm

    Il mondo venatorio prende le distanze da simili atti. Non ci sono giustificazioni plausibili per queste atrocità. Nemmeno per la crisi economica, l’aver bisogno di carne o di soldi (derivanti dalla carne) o per fame tutto ciò è accettabile. Lo Stato ci concede un periodo di tempo e il prelievo della fauna dev’essere fatto solamente nei modi e nei tempi consentiti. Se esistono, un motivo esiste! C’è chi sostiene che il bracconaggio è una facciata del mondo venatorio, non sempre è così. I bracconieri si nascondono dappertutto, persino studenti, impiegati, contadini, pastori etc etc. Non per forza bisogna avere un fucile e quindi un pda, per uccidere un animale. I cacciatori giusti possono essere l’arma per contrastare il bracconaggio ma lo Stato e la Regione ci limita nei tempi e non li sfruttano. Se solo ci dessero l’opportunità non dico di cacciare, ma di frequentare la campagna in questi mesi (luglio e agosto magari solo per farci un giro con i cani) questi atti oltre che gli incendi sarebbero molto molto meno. Una campagna deserta, è inerme e indifesa! Più persone ci sono in campagna, più facili sono le segnalazioni, più la Natura è protetta. Per chi insiste che tra bracconaggio e caccia non ci sia differenza, sbaglia. È vero che per un animale morire a Maggio e non a Dicembre ( caccia aperta) non fa differenza, come non fa una gran differenza morire con un laccio o con una fucilata. Ciò che cambia è solo il tempo in cui arriva la morte, ma dopo che arriva..il succo non cambia, di morte si tratta. La vera differenza tra caccia e bracconaggio è nella selettività. Il bracconaggio uccide indiscriminatamente ogni specie di ogni età! Non esistono lacci o congegni che si attivano per una determinata preda. La Caccia, anzi l’etica venatoria, nasce in virtù di questo contesto. Uccidere con il fucile è etico perché accorcia il tempo della morte e SCEGLI tu, cosa sparare secondo il calendario venatorio. Ultima considerazione. Il bracconaggio di oggi era la caccia del passato, fatta con le grive, lacci di liane di alberi, fosse e quant’altro e dimostrava come l’uomo possa cacciare anche senza fucile (come molti invece sostengono), in virtù dell’unica arma che ha dovuto sviluppare nel corso dell’evoluzione per colmare il deficit dell’assenza di armi naturali: il cervello. La caccia odierna e quella del futuro non ha niente a che fare con tutto ciò, ma vivrà di tradizione, cultura ed eco sostenibilità.

  2. M.A.
    luglio 6, 2013 alle 5:48 pm

    Inoltre, sia a voi che a tutte le altre associazioni e corpi militari, che si battono contro questi crimini, va il ringraziamento più sentito da parte dei cacciatori veri. Ciò che vogliono i Cacciatori è poter essere utilizzati come strumento, nei modi citati prima. Quando verrà discussa la prossima legge sulla caccia, chiedete la possibilità di farci uscire nei mesi di Luglio e Agosto con i cani. In estate, non tutti vanno al mare e se ne avremo la possibilità, molti di noi preferiranno la campagna, e sarebbe un ottima arma per poter tutelare la nostra bella Isola. 45000 persone che si danno il turno nei mesi più critici, fungono di più di tutte le vedette e sistemi anti incendio che abbiamo in Sardegna.

  3. Mara
    luglio 6, 2013 alle 6:54 pm

    Scusate l’ignoranza: ma chi impedisce di farsi una bella passeggiata con i cani? Noi andiamo in campagna, montagna ecc. tutta l’estate, con il nostro amico pastore tedesco. Anche nelle oasi protette, e nessuno ci ha mai detto nulla, tantomeno i forestali.
    Ottimo prendere le distanze dai bracconieri, comunque la selvaggina in Sardegna è sempre più scarsa (cinghiali a parte) e fra qualche anno i cacciatori si estingueranno fatalmente. Piuttosto è sorprendente leggere prese di posizione così accorate: questo Blog parla giornalmente di una quantità di argomenti ambientalisti (non è una parolaccia…). Il GRIG ha condotto battaglie epiche su tutti i fronti, molte con successo. Ma solo quando si parla di caccia fioriscono i commenti. Amare la Natura nostra Madre non può ridursi ad andare a zonzo con un fucile a spalla, nel nome di una tradizione forse un tempo nobile ed oggi anacronistica. Il tordo che il cacciatore uccide è anche mio, ed io preferisco vederlo vivo. E’ tanto strano?

    • M.A.
      luglio 6, 2013 alle 8:59 pm

      Mara io capisco il tuo punto di vista, che è rispettabilissimo. Il fattore che ci divide è uno : la nutrizione. Il tordo è tanto tuo, quanto mio, ma posso usufruirne secondo i periodi e le leggi dello Stato e secondo le leggi della Natura al fine della nutrizione. Tu dirai ora che non è necessario cacciare, abbiamo macellerie etc etc. Ma per me non esistono differenze tra animali di serie A e di serie B. Non perché un cinghiale è nato libero ha più diritto alla vita di un maiale. (Non me ne voglia il maiale ma il cinghiale è notevolmente più buono, soprattutto con la carne che troviamo oggi….) Inoltre essere schiavi del sistema, ci ha privato del nostro ruolo originale. La maggior parte degli onnivori non saprebbe nè scuoiare nè eviscerare un coniglio. Te lo immaggini se tutti gli onnivori per essere coerenti con se stessi dovessero cacciare? Impossibile, oggi giorno più della metà degli esseri umani sarebbe vegano. Però molti di loro continuano a chiamarci sadici, perché proviamo gusto nel cacciare e loro non provano altrettanto “gusto” della morte di un essere vivente? Mah!!! (Spesso mi son chiesto anche se i predatori in natura ci provino passione quando cacciano..chissà) Il prezzo di essere onnivori è il misurarsi con il dolore e la sofferenza di un altro essere biologicamente simile alla tua specie, l’odore del sangue etc etc. Anche noi siamo uomini empatici, ma ciò non toglie il fatto che l’uccidere per nutrirsi è l’unica morte giustificata eticamente. Ne vale la pena? Per molti si, la carne è buona! Non c’è nulla di immorale e di anacronistico o illegale in tutto ciò nè per lo Stato nè per la Natura. Non so quali realtà venatorie conosci, ma in Sardegna la caccia è incentrata su un tessuto fortemente correlato di folklore, tradizione e cultura agro pastorale che è ben lungi dell’attività imprenditoriale che rappresenta in continente. Molti ci invidiano, e noi cerchiamo di custodirla gelosamente e preservarla con questo spirito negli anni. La caccia finisce dal momento che si diventa burattini e si va ad inserire selvaggina pronta caccia solamente per supportare le lobby delle armi e delle cartucce. Per noi sardi quella non è caccia. Se vedi, noi cacciamo con uno dei calendari venatori più restrittivi d’Italia ma non ci lamentiamo. Cacciamo il tanto giusto per poter mandare avanti le tradizioni, per poter insegnare ai giovani da dove deriva la carne, come lavorare la carne, come funziona la natura, com’è regolata, il rapporto tra la vita e la morte ecc. In tutto questo per una preda ammazzata (cinghiale o che) c’è il massimo del rispetto perché per noi dal momento che perde la vita quell’animale diventa carne. Anzi per chi veramente si nutre e ha coscienza tutto questo è etico.
      Qualsiasi cane in campagna non può essere tenuto libero prima dei 30 giorni dall’apertura generale della caccia, almeno così ci dice la legge! Confermi Grig?

      • Mara
        luglio 7, 2013 alle 12:25 pm

        Gentile M.A.: mi è impossibile rispondere in toni aspri a tanta gentile e appassionata perorazione pro-caccia. Impossibile anche convincere l’un l’altro. Solo una considerazione: occasionalmente mangio anche io carne, sono d’accordo che è buona anche se non indispensabile agli umani. Il mio punto di vista è un altro e riguarda l’attuale grave degrado ambientale che coinvolge anche gli animali e il loro habitat. Troppo lungo elencare le colpe, non esclusive dei cacciatori, ma oggi è tempo anche per voi di riflettere se sarete contenti, domani, di andare a caccia solo più di animali allevati appositamente. Oppure allo zoo. Mio nonno era un grande cacciatore, in Val di Susa, e così mio suocero qui in Sardegna. Ma siamo nel 2013, la caccia non è più indispensabile fonte di sussistenza, è diventata uno “sport”, quasi esclusivo per ricchi. E’ tempo di fare una pausa di qualche anno per dar modo alla Natura di riprendere la sua vitalità. Ne beneficeremmo tutti. In quanto ai bracconieri… troppa contiguità con il mondo della caccia. Dovreste essere i primi a denunciarli, e questo quasi mai avviene. Con stima. Mara
        p.s. Conosco mille e mille tradizioni splendide assolutamente da conservare, qui in Sardegna. La caccia non è davvero fra queste.

    • Giovanni
      luglio 8, 2013 alle 11:58 am

      anche io vado in campagna a passeggio con il mio cane, senza fucile perchè non sono cacciatore. E’ proibito ? non credo proprio sarebbe una limitazione di circolazione libera della gente.

      • luglio 8, 2013 alle 3:52 pm

        infatti, Giovanni, niente e nessuno lo proibisce 😉

      • M.A.
        luglio 14, 2013 alle 10:51 am

        Non è vero! Grig cerca di essere obbiettivo e leale nei confronti di tutti! Durante il periodo di “accoppiamanto e riproduzione” poi allungato a tutto il periodo di silenzio venatorio (eccetto il mese antecedente l’apertura della Stagione venatoria) è fatto divieto a CHIUNQUE cacciatori e non con QUALSIASI mezzo arrecare disturbo alla Fauna Selvatica, ergo…. oltre ai cani di OGNI razza a cui non dovrebbe essere consentito di aggirarsi liberi ove vi è presenza (supposta o reale) di Fauna Selvatica è (sarebbe) vietato anche alle ass. ambientaliste condurre scolaresche o gente in genere (magari a pagamento) in visite guidate in zone di interesse naturalistico e in special modo OASI/PARCHI. La legge è uguale per tutti cacciatori e non!

      • luglio 14, 2013 alle 10:59 am

        ma di che parli?
        In quale norma è scritto che non è possibile fare una semplice passeggiata con il proprio cane in campagna,
        a meno che non si tratti di aree dove vigono disposizioni particolari (es. parchi naturali, S.I.C./Z.P.S.)?
        E’ vietato arrecare disturbo alla fauna, ma non farsi una semplice passeggiata: ovvio, non si va su un argine di una zona umida dove nidifica l’avifauna, ma una passeggiata con il proprio cane sulla costa di Cala Regina (a puro titolo di esempio) chi la vieta?

        Stefano Deliperi

        P.S. piantatela di vedere tutto il mondo attraverso il mirino di un fucile, diventate noiosi alla fine.

  4. luglio 6, 2013 alle 11:49 pm

    da L’Unione Sarda, 6 luglio 2013
    Bracconieri denunciati a Iglesias e Domusnovas. (Davide Madeddu)

    Due persone sono state denunciate dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Iglesias nell’ambito dell’attività di contrasto al bracconaggio. Si tratta di due operazioni distinte. La prima riguarda un uomo di Iglesias: in un edificio di cui aveva la disponibilità, gli uomini del Corpo forestale hanno rinvenuto una trappola per la cattura di animali selvatici, altre per la cattura di volatili, «una gran quantità di materiale utile per la preparazione di tali micidiali attrezzi vietati e numerose cartucce». La seconda denuncia è a carico di un uomo di Domusnovas: nella sua auto sono stati trovati un fucile da caccia, munizioni a pallettoni, una torcia modificata per l’impiego nella caccia notturna e altre attrezzature utilizzabili per il bracconaggio; a casa, inoltre, gli sono state sequestrate altre torce modificate, rete per uccellagione e cavetti in acciaio. I due sono accusati di esercizio venatorio in periodo vietato e altre violazioni.

  5. M.A.
    luglio 7, 2013 alle 12:10 am

    I bracconieri avranno paura di esercitare la caccia di frodo, sapendo che in campagna ci può essere chi, cacciatori onesti, utilizza il cell per chiamare la forestale. In questo modo state ben certi che certe violenze finirebbero. I bracconieri sono criminali. Incendiari e bracconieri oggi giorno hanno campo libero, non hanno paura perché la campagna è deserta e tra i pastori che sentono o vedono c’è tanta omertà. Dateci l’opportunità di uscire a Luglio insieme ai cani, e queste notizie di cronaca caleranno notevolmente. Ai fini ecologici, inoltre, non si verrebbero a creare disturbi alla fauna perché i nuovi nati sono autosufficienti ed in grado di fuggire senza correre il rischio di essere catturati dai cani. Noi potremo essere sfruttati, fare del bene ma non possiamo a causa di una stupida legge. Per la cronaca, non trovo giusto che i cacciatori non possano uscire in campagna con i cani a Luglio (ovviamente non prima), e vedere poi i cani dei pastori a zonzo che cacciano tutto l’anno! Che senso ha? Boh!

    • luglio 7, 2013 alle 10:18 am

      certo “i bracconieri avranno paura di esercitare la caccia di frodo, sapendo che in campagne ci può essere chi, cacciatori onesti, utilizza il cell per chiamare la forestale”.
      Per carità, chi lo mette in dubbio, ma ci sono anche “cacciatori onestissimi” come questi: https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/09/23/il-capogruppo-dei-bracconieri/ 😉
      Quanti bracconieri finora sono stati segnalati da “cacciatori onesti” al Corpo forestale e/o ai Carabinieri?
      Tra vedere e non vedere, fate uscire i cani per una sana passeggiata, ma non in campagna o nei boschi 😉

  6. M.A.
    luglio 7, 2013 alle 10:36 am

    Non trovo un nesso logico! Non ci volete dare la possibilità di essere utili al fine di tutelare cil territorio da incendiari e bracconieri. Forse non volete che questa figura stereotipata del “cacciatore crudele e che danneggia l’ambiente e gli animali” possa cambiare e trovare consenso nella società, o forse vi darebbe fastidio pubblicare meno link su questi atti vandalici? Noi siamo un esercito di 45000 persone che potrebbero lavorare GRATUITAMENTE, per salvaguardare l’ambiente da questi criminali (bracconieri e incendiari) e fare una vigilanza in questo periodo mentre molti preferiscono il mare! Ti ricordo che i boschi sono la nostra seconda casa in inverno e la fauna è il nostro/vostro “patrimonio”. La normativa vigente ci lascia impotenti e noi cacciatori in questo senso, quando sentiamo questi atti, soffriamo tanto quanto un pastore può soffrire nel vedersi bruciare il proprio ovile con i suoi animali all’interno e gli fosse vietato spegnere l’incendio! Sveglia Grig!

    • luglio 7, 2013 alle 2:25 pm

      e cosa vi impedisce di farlo fin d’ora?
      Noi ecologisti ci organizziamo e facciamo battute anti-bracconaggio.
      Voi cacciatori perchè non fate la stessa cosa? Chi ve lo impedisce?
      Sveglia M.A.!

  7. M.A.
    luglio 7, 2013 alle 11:02 am

    Inoltre, qualsiasi persona cacciatore o non può portare i cani in campagna fino a 30 giorni prima dell’apertura generale della caccia. Siano essi pastori tedeschi, segugi, beagle o quant’altro. È vero che a volte la forestale chiude un occhio, come afferma la nostra amica, ma è una normativa stupida che danneggia tutti i cittadini che detengono cani, cacciatori o non!

  8. M.A.
    luglio 7, 2013 alle 3:02 pm

    Non possiamo girare così nelle campagne, senza avere uno scopo come fare uscire i cani dopo mesi che son fermi! È un torto anche per gli animali, i miei non vedono l’ora! Questo incentiverebbe molti cacciatori e non, ad andare in campagna e a sorvegliare la Natura. Inoltre se io vedessi un tipo, che si aggira in piena stagione estiva in mezzo alle campagne, senza uno scopo (come far uscire il cane) io chiamerei subito le forze dell’ordine, perché per me potrebbe essere un potenziale piromane! Anche gli allevatori, non saprebbero interpretare le intenzioni di chi si aggira tranquillo nelle campagne, in piena estate! Il cane è lo strumento di riconoscimento per un xy che quell’uomo è un cacciatore!

    • luglio 7, 2013 alle 3:37 pm

      quindi non c’è nulla che vi impedisca di farlo fin d’ora.
      Fatelo, allora.
      Meno parole e più fatti.
      Buona passeggiata 😉

  9. M.A.
    luglio 7, 2013 alle 3:47 pm

    Ci impedisce il fatto di essere scambiati per criminali, che vanno a zonzo per le campagne. Anche il lavoro delle forze dell’ordine sarebbe più difficile, soprattutto nella ricerca dei veri responsabili! Inoltre, chi meglio di noi cacciatori conosce sentieri, e passaggi in mezzo ai boschi? Noi potremo essere un arma, a vantaggio dell’ambiente e della Regione, nella lotta agli incendi e al bracconaggio. Ti pesa tanto ammetterlo? 🙂 Buona passeggiata anche a voi, mi raccomando i cani in casa, solo dopo il 22 di Agosto possono essere portati in campagna! Meno mare e più campagna 😉 !

  10. M.A.
    luglio 7, 2013 alle 4:15 pm

    Mara :
    Gentile M.A.: mi è impossibile rispondere in toni aspri a tanta gentile e appassionata perorazione pro-caccia. Impossibile anche convincere l’un l’altro. Solo una considerazione: occasionalmente mangio anche io carne, sono d’accordo che è buona anche se non indispensabile agli umani. Il mio punto di vista è un altro e riguarda l’attuale grave degrado ambientale che coinvolge anche gli animali e il loro habitat. Troppo lungo elencare le colpe, non esclusive dei cacciatori, ma oggi è tempo anche per voi di riflettere se sarete contenti, domani, di andare a caccia solo più di animali allevati appositamente. Oppure allo zoo. Mio nonno era un grande cacciatore, in Val di Susa, e così mio suocero qui in Sardegna. Ma siamo nel 2013, la caccia non è più indispensabile fonte di sussistenza, è diventata uno “sport”, quasi esclusivo per ricchi. E’ tempo di fare una pausa di qualche anno per dar modo alla Natura di riprendere la sua vitalità. Ne beneficeremmo tutti. In quanto ai bracconieri… troppa contiguità con il mondo della caccia. Dovreste essere i primi a denunciarli, e questo quasi mai avviene. Con stima. Mara
    p.s. Conosco mille e mille tradizioni splendide assolutamente da conservare, qui in Sardegna. La caccia non è davvero fra queste.

    Cara Mara, qui in Sardegna lo è ancora. Anche se si cerca in tutti i modi di “imbastardirla”, cercando di apllicare quella mentalità d’oltre mare, per incentivare il business economico derivanti dagli allevamenti della selvaggina pronta caccia, al mercato delle armi. Qui siamo 47000 cacciatori grosso modo, appartenenti a varie fasce sociali oggi giorno, ma con un unica radice, il mondo agro pastorale. Ancora oggi prima delle aperture si respira quel brivido che i nostri padri assaporavano 30 anni fa, e ancora oggi si tramandano quelle pratiche tradizionali della macellazione che i nostri nonni praticavano 60 anni fa. Tutto questo qui è ancora vivo, grazie alla caccia. La caccia ci fornisce quella consapevolezza che ad un onnivoro medio, manca! Inoltre, quella caccia rozza in barba alle regole, sta morendo ma le tradizioni rimangono. Sta morendo perché “i vecchi” che continuavano a cacciare in barba alle leggi (vuoi per “ignoranza”, mancanza di cultura, informazione etc, se ne stanno andando) lasciano spazio ai giovani. Nel resto d’ Italia il ricambio generazionale innegabilmente è debolissimo, ma in Sardegna non sarà di certo enorme, ma c’è. Questo vuol dire che la caccia qui è viva e vegeta e continua a tramandare questi insegnamenti. Un ultima cosa. La differenza con il passato è che molti giovani cacciatori sardi sono dentro le università, e perciò quell’alone di ignoranza che ricopriva il cacciatore medio (mancanza di educazione ecologica, conoscenza delle leggi etc etc) se ne sta andando. La caccia si sta evolvendo proporzionalmente alle esigenze ambientali. Noi non abbiamo intenzione di fare gli stessi carnieri dei nostri padri, ma abbiamo intenzione di continuare a trasmettere questa tradizione, occuparci del ripristino ambientale e della gestione faunistica, in maniera del tutto eco sostenibile, in modo da poter preservare la qualità genetica della fauna e la nostra passione.

  11. Shardana
    luglio 7, 2013 alle 4:26 pm

    🐗Ciao

  12. Giovanni
    luglio 8, 2013 alle 7:07 am

    chiedo scusa ma non so dove inserire la mia domanda.
    Ho notato in alcuni negozi di Cagliari nella parte esterna all’ingresso che va sul marciapiede della pubblica via , spesso, un polvere bianca, probabilmente Baygon per uccidere scarafaggi e formiche, ad alta tossicità qualora un cane o gatto, o anche un bambino, la ingerisse. E’ regolare, il responsabile infrange qualche legge ? Si può fare , potrebbe ovviare ponendo il prodotto nella parte interna al negozio? Non ho problemi ad attivarmi per fare intervenire i vigili qualora vi fossero illeciti e a fornirvi indirizzo del negozio che però tenete conto è una pratica alquanto frequente. Grazie

  13. Shardana
    luglio 8, 2013 alle 10:37 am

    Beh,allora me la tentò anch’io…Stesso problema al mio paese,decine di abitazioni esorcizzano l’ingresso delle blatte nelle abitazioni segnando i marciapiedi con strisce di baigon o schifezze simili che con il vento o il passaggio delle macchine vengono disperse nell’aria.Cosa si può fare?Grazie grig

    • luglio 8, 2013 alle 4:01 pm

      idem come sopra.

      Ma se delle scatole di Baygon se ne accorge la C.I.A., le prendono per “armi di distrazione di massa” e scatenano un’altra guerra 😉

  14. Giovanni
    luglio 8, 2013 alle 4:25 pm

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    sarebbe opportuno chiamare la Polizia locale, l’utilizzo di esche, bocconi avvelenati ed espedienti simili è vietato: vds. http://www.salute.gov.it/fitosanitari/newsFitosanitari.jsp?id=646&menu=inevidenza&lingua=italiano .
    Se si tratta di un “semplice” insetticida, va usato all’interno degli ambienti di propria pertinenza.
    Comunque le richieste al di fuori dell’argomento dell’articolo vanno indirizzate a grigsardegna5@gmail.com.
    Grazie!

    non a caso ho chiesto scusa dell’intrusione in una tematica non adeguata, ma sono stato spinto dal fatto che qualche cagnolino o micio possa morire per questo, specie la domenica dove i negozi sono chiusi con la polvere fuori e poca è la gente che circola. Grazie dell’informazione , informerò la polizia municipale. Chissà se conoscono le leggi. Quel Baygon come l’ho visto io l’avrà pure visto il vigile che circola nei pressi.

  15. Redskin
    luglio 9, 2013 alle 4:08 pm

    Bella gruppodin….

  16. luglio 12, 2013 alle 7:54 pm

    da Sardegna Oggi, 12 luglio 2013
    Nuxis, denunciati due bracconieri: nell’auto un cinghiale morto: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2013-07-12/22393/Nuxis_denunciati_due_bracconieri_nellauto_un_cinghiale_morto.html

  17. M.A.
    luglio 14, 2013 alle 11:17 am

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    ma di che parli?
    In quale norma è scritto che non è possibile fare una semplice passeggiata con il proprio cane in campagna,
    a meno che non si tratti di aree dove vigono disposizioni particolari (es. parchi naturali, S.I.C./Z.P.S.)?
    E’ vietato arrecare disturbo alla fauna, ma non farsi una semplice passeggiata: ovvio, non si va su un argine di una zona umida dove nidifica l’avifauna, ma una passeggiata con il proprio cane sulla costa di Cala Regina (a puro titolo di esempio) chi la vieta?
    Stefano Deliperi
    P.S. piantatela di vedere tutto il mondo attraverso il mirino di un fucile, diventate noiosi alla fine.

    Grig, qualsiasi cane, indipendentemente dalla razza, può possedere un indole venatoria. Pertanto è vietato dalla legge, uscire con i cani in campagna, 30 giorni prima dell’inizio della stagione venatoria! Questo vale per tutti, indipendentemente da SIC e ZPS, in tutto il territorio regionale. Il giretto in campagna puoi fartelo se si ha pieno controllo del cane, tramite un guinzaglio. Tanto vale!! Questo perché è pieno il mondo oggi giorno di animalisti o ambientalisti, che posseggono cani da caccia, come beagle o segugi. Anche se un bel gruppo di signore decidesse di farsi una passeggiata in una strada campestre, e queste signore possiedono cani, quei cani potrebbero uscire dal loro controllo e cercare fauna, snche senza il consenso delle proprietarie. Disturbo della fauna selvatica in tempi non consentiti dalla legge! Il problema è la legge, che taglia le gambe dia ai cacciatori che ai comuni cittadini! Basterebbe consentire legalmente la possibilità di poter uscire in campagna con i cani da Giugno quando il periodo di accoppiamento e riproduzione è terminato. Diciamo le cose come stanno, senza fare distinzioni o qualunquismi!

    • luglio 14, 2013 alle 2:38 pm

      il “tuo” problema è il guinzaglio, quindi?

      • M.A.
        luglio 14, 2013 alle 3:18 pm

        Oltre quello, in quanto si va in campagna per far correre il cane poiché i paesi non sono adibiti a luoghi per i cani, per coerenza. Se io, cacciatore, vado con i miei cani in campagna prima dei 30 gg rispetto all’apertura, posso essere oggetto di verbale da parte della forestale, proporzionato al numero di cani che ho portato. Perché? Disturbo della fauna, anche se in quel periodo (Giugno), i piccoli della fauna sono già grandi. Se con i miei cani, che appartengono alla famiglia ( non sono oggetti) venissero portati in campagna dai miei figli, o magari da un ambientalist, e trovassero un cinghiale o una lepre, e l’abbaiare del cane insospettisse una pattuglia della forestale.. Che cosa accadrebbe? Vi sembra giusto mche una legge permetta l’uscita dei cani in campagna solo ed esclusivamente durante il periodo venatorio e 30 gg prima? È corretto tenere cani di grossa taglia tutto l’anno in casa? Sapete quanta gente c’è che con le nuove riforme sulla tutela degli animali, preleva dai canili cani di grossa taglia e magari dediti alla caccia e che richiederebbero di notevoli camminate,ma non possono perché una legge lo vieta o ee lo fanno, in barba alla legge e rischiando. Ha idea di quanta gente ho visto in giro per le campagne quest’anno in primavera durante la raccolta dei funghi? Intervenite Grig!

      • Mara
        luglio 14, 2013 alle 3:49 pm

        No, credo che il problema di M.A. sia il controllo del cane. Forse non sa che chi ama (noi stupidi animalisti e ambientalisti…) e comprende i cani li abitua fin da cuccioli ad obbedienza assoluta. Non c’è necessità di tenere un cane ben addestrato legato al guinzaglio, se non in mezzo alla gente, per educazione verso chi teme questi animali. Mi è capitato nel corso di escursioni che il mio cane partisse come un razzo dietro ad una possibile preda: è bastato un secco ed immediato NO per fermarlo di colpo. Il fatto è che nella maggior parte dei casi i poveri cani dei cacciatori escono in muta e molto di rado. Diventa praticamente impossibile controllarli, almeno credo. Intanto mi piacerebbe leggere l’articolo secondo il quale io sarei una fuorilegge….

  18. M.A.
    luglio 14, 2013 alle 4:42 pm

    Beata te che ci riesci Mara! Sapessi quante volte io ho provato a far lo stesso con i miei cani quando rincorrono cervi e volpi! Nella legge regionale sarda L.R. 23/98 ci vieta l’addestramento dei cani prima dei 30 gg dell’apertura della caccia nel territorio libero regionale. Addirittura è un articolo presente ogni anno nel calendario venatorio. Peccato che l’addestramento del cane, consiste solo nel portare il cane in campagna, poi non è il cacciatore che cerca il selvatico ma è il cane a fare tutto da se. L’addestramento consiste in hna semplice passeggiata come può fare qualsiasi altro cittadino con il suo cane. Poi è il cane che entra nel rovo per scovare il selvatico, mica il padrone :). Io ho dei meticci, come tanti altri e questi sono dediti alla caccia. La legge non specifica la razza, ma parla di cani. L’addestramento del cane da caccia consiste nell’uscire in campagna, poi il cane impara e fa tutto da se. Questa legge è vecchia di 15 anni, quando è stata creata non si è valutato il fatto che chiunque può uscire (cacciatore o non), in campagna con i cani o detenere cani dediti alla caccia, ma quando si è redatta si è pensato solo ai cacciatori (sbagliando). Siccome non ci sono limiti di razze, giustamente, ha il diritto di uscire un bastardino quanto un segugio, i cacciatori e la gente comune che detiene cani non può uscire in campagna se non durante la stagione venatoria o 30 gg prima perché la legge lo vvieta. A mio avviso, e di molti altri cacciatori e non, questo è assurdo. In periodi estivi quando la selvaggina è adulta il cane non crea nessun problema! Ormai è una legge superata, che va contro il benessere dei cani, modificatela per il bene dei cani di tutti i cittadini!

    • Mara
      luglio 14, 2013 alle 7:06 pm

      Per mia somma fortuna non ho il potere di modificare nessuna legge. Questo è un mondo di pazzi. Pensa che io non posso andare a funghi con il mio cane perché immancabilmente finisco in mezzo ad una battuta di caccia grossa, e ti assicuro che un paio di cacciatori sono stati molto maleducati, addirittura minacciando di farmi fuori il cane se non mi allontanavo (paura di un grosso pastore tedesco eh eh eh…).
      Per me tutti, cacciatori e non, dovrebbero poter portare a spasso i propri cani. Il fatto forse è che c’è troppa gente incivile che coglierebbe l’occasione per cacciare un po’ di frodo…
      p.s. l’immediata obbedienza al comando “NO” viene inculcata da cuccioli e ogni tanto ribadita, diversamente hai ragione: è impossibile fermare un cane che parte dietro la preda.

      • M.A.
        luglio 14, 2013 alle 8:43 pm

        Sono molto maleducati alcuni hai ragione. A volte lo sono stato anch’io Mara, poi con il senno del poi me ne son pentito. Per i profani della caccia non è facile capire. Un cacciatore che rispetta le regole, non ha nessun obbligo o diritto, nei confronti dei terzi. Basta che rispetti distanze, munizioni e le prede da abbattere definite dal calendario. I suoi obblighi finiscono li. Noi siamo coscienti di quanto possa essere mortale una fucilata perché lo vediamo sulle prede che caccismo. So quanto possa essere pericolosa una pakla asciutta di rimbalzo, e come saprai a volte ci scappa il morto anche tra di noi, che siamo consapevoli. Quando vediamo un profano, la prima cosa che mi salta in mente (anche se non son tenuto a farlo legalmente ) è preoccuparmi dell’incolumitá degli estranei. Durante una battuta fi caccia grossa io non posso lasciare la posta fino a battuta ultimata, in altre forme di caccia se vedo gente mi allontano. Dalla parte di chi imbraccia un fucile, e accarezza il grilletto con l’indice della mano, è traumatico puntare il fucile verso dei cespugli ed accorgersi poi che sono uomini! Molti questo non lo capiscono e per questo veniamo chiamati prepotenti e quant’altro, ma il motivo è che spesso ci si preoccupa per la sicurezza dei terzi, e gli si invita ad allontanarsi tempestivamente, e quando ci si trova una persona ostinata si alza il tono della voce. Veniamoci incontro.

      • M.A.
        luglio 14, 2013 alle 8:47 pm

        È proprio il contrario secondo me, autorizzando le persone ad uscire in campagna con i cani cacciatori o non, le campagne diventano affollate e non deserte come oggi. Il suono di eventuali spari in tempi di divieto si trasformano in segnalazioni. Bracconieri e piromani avrebbero vita difficile in questo modo!

  19. Mara
    luglio 14, 2013 alle 11:16 pm

    Ok gentile M.A., termino qui questa conversazione per due motivi:
    – non vorrei che il Grig mi cacciasse per occupazione abusiva di sito
    – finiresti per convincermi e correrei a comprare un fucile
    p.s. comunque le campagne le preferisco deserte, per l’affollamento bastano e avanzano spiaggie e città.

  20. agosto 25, 2013 alle 10:48 am

    da La Nuova Sardegna, 25 agosto 2013
    Caccia di frodo, scatta la denuncia dei carabinieri.

    NUXIS. I carabinieri hanno denunciato due persone per caccia di frodo. T. P., pensionato di 64 anni, e S. M., muratore di 37 anni, sono stati bloccati da una pattuglia ad un posto di blocco: all’interno di un sacco nascosto nel portabagagli dell’auto del pensionato è stata trovata la carcassa di un cinghiale. I due non sono stati capaci di giustificare la vicenda e e dopo le formalità di rito sono stati denunciati per caccia di frodo. Un rapporto è stato inviato alla magistratura.

  21. settembre 21, 2013 alle 12:56 pm

    da CagliariPad, 21 settembre 2013
    Caccia, denuncia per due bracconieri sorpresi sul Monte Arci. Rischiano revoca porto d’armi.
    Assieme ai fucili, che erano regolarmente denunciati, sono state sequestrate anche altre due torce, due coltelli e 15 cartucce di diverso calibro: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=4721

  22. settembre 30, 2013 alle 2:51 pm

    da L’Unione Sarda on line, 30 settembre 2013
    Villasalto, caccia con un fucile fuori legge. In manette un allevatore di 55 anni. (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/09/30/finisce_in_cella_per_il_furto_di_un_fucile_indagini_dei_carabinieri_a_villasalto-6-331994.html)

    Si stava appostando per cacciare un cinghiale, in una giornata chiusa all’attività venatoria, utilizzando un fucile fuori legge.
    In manette per porto e detenzione illegale di arma modificata, munizioni e coltello è finito Valentino Lussu, di 55 anni, di Villasalto, allevatore.
    Questa mattina i carabinieri lo hanno visto mentre si appostava in località S’Arrumeddu utilizzando una carabina cal. 22, con calcio segato, dotata di silenziatore.
    Sequestrato anche un cannocchiale e un coltello. L’uomo si trova adesso ai domiciliari in attesa del processo.

  23. ottobre 24, 2013 alle 2:58 pm

    da L’Unione Sarda, 24 ottobre 2013
    Dolianova e Capoterra. Caccia di frodo, tolleranza zero della Forestale. (Andrea Piras) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131024092136.pdf)

    DOLIANOVA. Aveva appena abbattuto un grosso cinghiale, nelle campagne di Nanni Arxiu, quando è stato sorpreso dagli agenti della stazione forestale di Dolianova e del nucleo investigativo dell’Ispettorato ripartimentale del Corpo di Cagliari. Nei guai è finito un cacciatore di Serdiana, E. M. di 54 anni, che ora dovrà rispondere delle accuse di caccia di frodo. Irregolarità che oltre alla denuncia all’autorità giudiziaria gli sono costate il fucile, le munizioni e la selvaggina. Denunciato a Monte Nuxi, in agro di Siurgus Donigala , un altro cacciatore, A. P. di 48 anni. Una pattuglia di ranger di Dolianova l’hanno fermato mentre praticava l’attività venatoria con un’arma non regolamentare. Poteva infatti caricare più delle tre munizioni consentite. Fucile e cartucce sono stati sequestrati. A Capoterra è stato un operaio del paese, G. C. di 38 anni, a finire nella rete tesa dalla Forestale. Quando è stato raggiunto, il bracconiere stava recuperando dai lacci, sistemati lungo un sentiero, alcuni volatili rimasti impiccati. La selvaggina (in tutto dodici tordi) è stata sottoposta a sequestro e il cacciatore di frodo denunciato per uccellagione ed esercizio di caccia a specie non consentite con armi non regolamentari. A Is Olias (ma anche in altre zone montane di Capoterra) i ranger hanno avviato la bonifica per eliminare lacci di crine e cavetti d’acciaio, reti e trappole di diversa foggia che proprio in questi mesi stanno invadendo le campagne. Una pratica, quella di uccellatori e bracconieri, che in queste settimane che anticipano le festività natalizie viene incentivata per poter riuscire a garantire un prodotto, soprattutto quello de is tacculas, ricercatissimo dai buongustai. Una domanda di grive che inevitabilmente fa crescere l’offerta e il numero di cacciatori di frodo. Durante la bonifica sono stati scoperti e eliminati 5000 lacci per uccellagione e 150 cavetti per la cattura di ungulati. Sono già 25 le sanzioni amministrative contestate per complessivi 3500 euro. Diverse sono le violazioni accertate (tra queste la mancata osservanza della distanza da strade e fabbricati da parte dei cacciatori o la mancata raccolta di bossoli). Dei fatti è stato trasmesso un dettagliato rapporto alla Procura della Repubblica.

  24. ottobre 29, 2013 alle 8:10 pm

    da L’Unione Sarda, 29 ottobre 2013
    Capoterra, catturati 98 tordi con lacci. La Forestale denuncia due cacciatori. Due denunciati, 3.500 lacci e 150 reti per uccellagione sequestrate: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/10/29/capoterra_catturati_98_tordi_con_lacci_la_forestale_denuncia_due_cacciatori-6-337699.html

    • ottobre 30, 2013 alle 3:01 pm

      da La Nuova Sardegna, 30 ottobre 2013
      Forestali, cacciatori di frodo in trappola. Due denunce a Capoterra, migliaia di lacci e centinaia di reti sequestrati ma il fenomeno non conosce crisi. (Luciano Onnis)

      CAPOTERRA. C’è una piccola industria sommersa nei monti Capoterra (e non solo) che non soffre momenti di crisi: è quella della caccia di frodo e dell’uccellagione in particolare, sempre florida e abbastanza remunerativa. Aspetto sociale a parte (ci si dedicano in prevalenza disoccupati, cassa integrati e pensionati minimi che cercano di racimolare qualche soldo per campare), rimane il fatto che è una attività illecita e dannosa per l’ecosistema in cui solitamente viene praticata. Gli agenti del Corpo forestale sono sempre in trincea per limitare e reprimere il fenomeno e ripetutamente nella loro rete finiscono i bracconieri che, nel compendio montano che da Gutturu Mannu arriva fino a Is Cannoneris (Domus de Maria), battono la zona in lungo e largo. E come sempre accade quando si avvicinano i primi freddi stagionali – non è il caso di questi giorni autunnali tipicamente estivi e per la caccia ai volatili si apre il periodo più redditizio. L’altro ieri, in località San Gerolamo, i ranger della stazione forestale di Capoterra, hanno colto con le mani nel carniere due cacciatori di frodo capoteresi, A.D. e P.G., di 39 e 32 anni, che trasportavano nella loro auto 98 tordi appena recuperati dalle 35 reti e dagli 800 laccetti posizionati lungo un sentiero montano che si snoda fra bosco e alta macchia mediterranea. I due bracconieri, ai quali è stata ovviamente sequestrata la selvaggina catturata illecitamente e tutto l’armamentario di trappole, sono state denunciate all’autorità giudiziaria. A loro gli agenti forestali sono arrivati nel corso dei controlli predisposti dall’Ispettorato ripartimentale di Cagliari, coordinati dal direttore del Servizio, Giuseppe Delogu, e diretti dal commissario Fabrizio Madeddu. Nell’operazione sono state impegnate per alcuni giorni le pattuglie delle stazioni di Capoterra e di Pula, sempre comunque presenti, giorno e notte, nei compendi montani fra il Cagliaritano e il Sulcis. Oltre a cogliere sul fatto i due cacciatori di frodo, i ranger hanno anche provveduto alla bonifica di vaste zone di Gutturu Mannu e Monte Arcosu da sistemi di cattura illeciti, eliminando 3500 lacci e 150 reti per uccellagione. Per la cronaca, i 98 tordi sequestrati avrebbero fruttato ai due bracconieri circa 1000 euro. A rifornirsi di tordi, lepri, conigli e cinghiali sono in particolare alcuni spregiudicati ristoratori che ai clienti affezionati non fanno mai mancare sottobanco le prelibate grive, il cui prezzo fuori menù ha raggiunto nel periodo natalizio dello scorso anno anche i 150 euro a “taccula”, confezione di otto uccelletti da quasi 20 euro ciascuno.

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