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Sardegna, paradiso dei rifiuti.


Aglientu, accesso alla spiaggia di Rio li Saldi, rifiuti sparsi

Aglientu, accesso alla spiaggia di Rio li Saldi, rifiuti sparsi

Purtroppo non è un caso isolato.

La Sardegna troppo spesso è disseminata di rifiuti, frutto della squallida cafonaggine di residenti e turisti e dell’ignavia di tante amministrazioni pubbliche.

Antonia Sanna ha documentato (23 giugno 2013) l’indegna situazione dell’accesso alla spiaggia di Rio li Saldi, in Comune di Aglientu (OT).

Per giunta è all’interno del sito di interesse comunitario “Monti Russu”, (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora), beneficiario di un progetto LIFE Natura finanziato con fondi comunitari.

Aglientu, accesso alla spiaggia di Rio li Saldi, rifiuti sparsi

Aglientu, accesso alla spiaggia di Rio li Saldi, rifiuti sparsi

Il Comune di Aglientu sarà in grado di ripulire l’area e di sorvegliarla?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

 

“Ecco le condizioni igieniche disastrose e indegne di un paese civile in cui versa l’ingresso della spiaggia di  Rio li Saldi, zona d’interesse comunitario (Sic) nel comune di Aglientu, prov. Olbia – Tempio.

Poi ci lamentiamo se la Sardegna é sempre meno amata dai turisti. Oltre al ‘caro traghetti’ e ai prezzi generalmente più  alti si  sta in spiaggia in mezzo ai rifiuti.

Aglientu, accesso alla spiaggia di Rio li Saldi, rifiuti sparsi

Aglientu, accesso alla spiaggia di Rio li Saldi, rifiuti sparsi

Solo i masochisti vengono ancora qui.

Mi vergogno per questa terra martoriata: dove non è stuprata dal cemento è  l’inciviltà delle persone e  l’insensibilità degli amministratori che la mortificano  sottovalutando il problema del decoro e pulizia dei litorali

Antonia Sanna”

Aglientu, accesso alla spiaggia di Rio li Saldi, rifiuti sparsi

Aglientu, accesso alla spiaggia di Rio li Saldi, rifiuti sparsi

(foto A.S., archivio GrIG)

  1. Mara
    luglio 2, 2013 alle 4:29 pm

    Antonia, capisco la tua vergogna. Ma il sentimento più forte è una rabbia quasi omicida. Non si deve sporcare così la nostra casa. Soprattutto non si può lasciarla così sporca, parlo direttamente agli amministratori inetti: “Non avete un minimo di coscienza civile?”

  2. giovanni
    luglio 2, 2013 alle 6:04 pm

    che razza di idioti. gli farei mangiare tutto dal primo all’ultimo rifiuto. da anni faccio foto quando vedo questo schifo e le invio alle varie amministrazioni segnalando il problema. nessuna risposta. sindaci, fate davvero schifo.

  3. Stefano
    luglio 2, 2013 alle 11:21 pm

    e tutta l’italia (a parte poche eccezioni) che è così. Un degrado che coinvolge ed abbraccia molti aspetti della vita del nostro paese

  4. Juri
    luglio 3, 2013 alle 12:10 am

    È la regola in Sardegna. I sindaci e gli assessori volano troppo alto per occuparsi di queste piccolezze. Prima ci sono i gemellaggi da curare, i seminari con la nota personalità rigorosamente ammaliata dalla Sardegna da organizzare, gli opuscoli pubblicitari con le foto mozzafiato da presentare e via dicendo. E poi il lavoro oscuro necessario per eliminare gli immondezzai non paga proprio in termini di visibilità mediatica.
    Notavo anche il grande senso estetico che deve aver guidato chi ha deciso di installare quello splendido spezzone di recinzione, stile deposito di bombole, in mezzo al bosco.

  5. luglio 3, 2013 alle 3:00 pm

    aggiornamento (3 luglio 2013)

    il Comune di Aglientu è intervenuto per ripulire il sito. Questa, di seguito, la risposta del Segretario comunale alla segnalazione di Antonia Sanna:

    “Nello scusarsi per l’inconveniente si precisa che l’autorità amministrativa è prontamente intervenuta con proprio personale non appena è venuta a conoscenza del fatto. Si coglie l’occasione per precisare, tuttavia, che fatti del genere sono esclusivamente imputabili all’inciviltà di coloro che hanno determinato l’inconveniente e/o a fatti vandalici e che il Comune è dovuto intervenite con proprio personale non avendo la società che gestisce la raccolta rifiuti una incombenza di tal genere”.

    Questa la replica di Antonia Sanna:

    “la ringrazio per la risposta, ma ciò che lei giustamente attribuisce ad atti di inciviltà o di vandalismo sono comportamenti diffusi e incoraggiati dalla mancanza di strutture atte a ricevere le immondizie collocate nei punti critici e ad una mancanza assoluta di sanzioni pecunarie da parte delle autorità amministrative, che attribuiscono scarsa importanza alla pulizia e al buon mantenimenti e decoro dei litorali e dell’ambiente in generale, che invece rappresenta il più efficace biglietto da visita e un veicolo pubblicitario per attirare un turismo qualificato. Ma come ho avuto modo di constatare, le condizioni di degrado che segnalavo per Rio li Saldi sono più o meno le stesse che ho potuto riscontrare ieri per la bellissima Monti Russu (sempre zona S.I.C.), la cui pineta sotto la quale si parcheggia e il bellissimo litorale e disseminato di immondizie varie e che si riscontrano in quasi tutte le zone del Nord Gallura( Santa Teresa, Trinità D’Agultu, Badesi).
    Certamente un deficit di civiltà aumenta questi atteggiamenti, ma è pur vero che non esiste un cestino in tutta la pineta e che i vigili che arrivano puntualmente e giustamente a sanzionare le auto parcheggiate in sosta vietata dovrebbero sanzionare anche altri comportamenti incivili.”

  6. luglio 3, 2013 alle 11:22 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  7. Davide
    agosto 7, 2013 alle 2:56 pm

    Fatevi un giro a Minorca, loro hanno capito che pulito uguale turismo. Dopo anni di Sardena basta, troppo un letamaio e i miei soldi li spendo dove trovo una pulizia straordinaria quasi maniacale, come nelle spiagge di Minorca. Dico tutti i santi giorno un esercito di persone che setacciano le spiagge dentro e fuori e puliscono senza lasciare neanche un mozzicone di sigaretta. Bravi Spagnoli che curano l’ambiente. Poi se trovi pulito difficilmente sporchi è una regola psicologica. Morale bay bay Sardegna e buona fortuna!!! Ma che occasione persa, visto com’era 10 anni fa… per non parlare del Salento, aiuto si salvi chi può, non sanno neppure fare i loro interessi e vivono sommersi dai rifiuti, che gente.

  8. marzo 1, 2014 alle 10:59 am

    a Torpè.

    da La Nuova Sardegna, 1 marzo 2014
    Torpè, sequestrate le vecchie canalette. La Forestale di Lula ha messo i sigilli a dieci chilometri di strutture in cemento in disuso diventate ricettacolo di rifiuti. (Sergio Secci)

    TORPÈ. In disuso da oltre trent’anni, erano ormai diventati un ricettacolo di rifiuti e un pericolo per l’incolumità pubblica. Oltre dieci chilometri di grosse canalette realizzate alla fine degli anni sessanta per trasportare a valle l’acqua dell’invaso del lago Maccheronis, sono state messe sotto sequestro ieri dagli agenti del corpo forestale. Da tempo le opere larghe oltre un metro e realizzate in cemento, erano diventate un luogo dove gettare ogni tipo di immondizia, plastica, bestiame morto, rifiuti urbani ed elettrodomestici. C’era infatti di tutto all’interno dei manufatti, a cui sono stati apposti i sigilli che si trovano nel territorio comunale di Torpè e proseguono verso Posada. Nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, finalizzata al contrasto e alla repressione dei reati in materia ambientale, gli agenti della stazione forestale e di vigilanza ambientale di Lula guidati dal comandante ispettore capo Melchiorre Pala, avevano da tempo notato che soprattutto in località Adu entu e Sas Luas, si erano creati dei veri e propri immondezzai all’interno delle canalette del vecchio sistema di irrigazione. Opere che dopo essere cadute in disuso per la realizzazione delle nuove condotte sotterranee, versano da decenni in completo stato di abbandono. Le condotte all’aria aperta che per rispettare le pendenze, spesso sono sopraelevate rispetto al piano di campagna, appartengono al Consorzio di Bonifica della Sardegna centrale che non ha mai provveduto alla loro rimozione anche per la mancanza di fondi e di un apposito progetto per il recupero. Le opere che non assolvono più alla funzione originaria non sono adeguatamente segnalate e sono peraltro prive di protezione rappresentando, quindi, un pericolo per l’incolumità pubblica in quanto erosi dal tempo e dalla ruggine. Non bastasse questa situazione di pericolo, i canali artificiali, sono utilizzati dai soliti maleducati per smaltire abusivamente e occultare rifiuti speciali di ogni genere elettrodomestici, vetro, plastica, cavi elettrici, animali morti, pneumatici, materiali inerti mentre ultimamente, pare siano anche stati utilizzati come contenitori per bruciare la plastica con cui sono avvolti i cavi elettrici e recuperare così il rame rivenduto al mercato nero. Dopo aver riscontrato il fenomeno, gli uomini che fanno capo all’ispettorato di Nuoro diretto da Gavino Diana, hanno proceduto ieri al sequestro e avviato le indagini per individuare i responsabili delle attività illecite.

  9. Mara
    marzo 1, 2014 alle 3:49 pm

    Benissimo! Ora tocca agli altri innumerevoli mucchi di schifezze che troppi, troppi, TROPPI sardi incivili lasciano in giro. E nessuno venga a dirmi che a sporcare sono i “turisti”, le immondizie (sovente sanitari rotti e macerie edili) non le portano certo in aereo o in nave….

  1. luglio 22, 2013 alle 12:01 pm
  2. ottobre 24, 2013 alle 1:35 pm

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