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Le ville residenziali in zona agricola sono abusive.


Cabras, rustici edilizi nel Sinis

Cabras, rustici edilizi nel Sinis

E’ un bel giochino, molto lucroso: si frazionano terreni agricoli e li si “vende” come tali, poi si chiede e si ottiene un’autorizzazione per struttura a servizio delle coltivazioni, si costruisce una bella villona e si vende a prezzi concorrenziali.    Tanto il Comune non controlla che cosa realmente si costruisce (quando non vi sono complicità all’interno delle stesse amministrazioni comunali).

Ad Assemini ne hanno realizzato così forse 600, negli ultimi anni.  Ma è una prassi comune anche nel Sinis, in Gallura, in tante altre varie parti della Sardegna e del resto d’Italia.

Ora ne sono state scoperte una ventina, a Bacchixeddu, nelle rinomate campagne di Pula (CA), secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.   Coinvolti noti proprietari terrieri, un tecnico comunale, un notaio.   Quest’ultimo dovrebbe esser ben a conoscenza di leggi e giurisprudenza in materia.

Eppure in area agricola (zone “E” degli strumenti di pianificazione urbanistico-territoriale) possono essere realizzate soltanto strutture legate all’attività agricola o ad attività ad essa strettamente connesse.   Niente strutture residenziali o turistico-ricettive, tanto per capirci, come recentemente ribadito anche dalla Suprema Corte di cassazione (sent. sez. III, 9 marzo 2012, n. 9369).

In Sardegna, inoltre, la prescrizione è ancora più stringente: secondo l’art. 13 bis della legge regionale n. 4/2009 e s.m.i., l’art. 3 del D.P.G.R.  3 agosto 1994 , n. 228 (direttive per le zone agricole, criteri per l’edificazione nelle zone agricole) e l’indirizzo giurisprudenziale costante, nelle zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, possono essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole e/o strettamente connesse, con l’indicazione puntuale delle opere realizzabili.

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

E se, talvolta, i reati penali ambientali e urbanistici sono prescritti per il lungo tempo trascorso fra la realizzazione delle opere abusive e la loro scoperta, ciò non toglie che possono e devono essere adottati i provvedimenti amministrativi da parte dei competenti dirigenti comunali (es. artt. 27-33 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.), soprattutto davanti a una lottizzazione abusiva (art. 30 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.).   Le eventuali autorizzazioni illegittime vanno annullate in sede di autotutela dagli stessi organi comunali che le hanno emesse (artt. 21 octies e 21 nonies della legge n. 241/1990 e s.m.i.) o dalla Regione in via sostitutiva (art. 39 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.).

I dirigenti comunali che non adottano gli opportuni provvedimenti possono rispondere di omissione di atti d’ufficio (artt. 328 cod. pen.) o di abuso d’ufficio (art. 323 cod. pen.).

Insomma, non sembra proprio che si possa sempre confidare nella solita, santa prescrizione.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico ricordano ai Comuni, alla Regione autonoma della Sardegna, alle altre amministrazioni pubbliche competenti gli obblighi di legge in materia di abusivismo edilizio.  Non è possibile sorprendersi o lamentarsi quando, giustamente, la magistratura interviene.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

 

 

 

da L’Unione Sarda, 14 maggio 2013

PULA. Tra le persone sotto accusa notaio, proprietari e tecnico comunale. Ville da sogno: 18 indagati. Lottizzazione abusiva a Is Molas, inchiesta chiusa.   In alcuni casi le abitazioni sono state pagate oltre un milione. Tutte però sarebbero state realizzate in una zona agricola e senza specifiche autorizzazioni, quindi sarebbero abusive. Andrea Manunza

Venti ville extra lusso costruite a Is Molas, località Bacchixeddu, a un passo dal celeberrimo golf club e con una magnifica vista sul mare. Tutte fornite di piscina, tutte con un valore di mercato elevatissimo: centinaia di migliaia di euro. In alcuni casi chi le ha comprate ha sborsato oltre un milione e trecentomila euro. Tutte, però, con un problema di fondo: sono state realizzate in una zona agricola e senza specifiche autorizzazioni. Quindi sono abusive. Questa quantomeno è la ricostruzione del pubblico ministero Gaetano Porcu, che ha chiuso un’inchiesta aperta un anno e mezzo fa e contesta oggi la lottizzazione abusiva a diciotto tra proprietari delle aree, acquirenti, notai e tecnici comunali. I primi hanno già ricevuto la notifica di conclusione indagini, gli altri l’avranno tra le mani entro pochi giorni.

INDAGATI.  Si tratta di un celebre direttore d’orchestra, medici, commercianti, manager e industriali del nord Italia e di grosse multinazionali immobiliari (inglesi e olandesi) che hanno acquistato le abitazioni sorte all’interno dell’azienda agricola denominata Obinu-Palomba (vasta 50 ettari) per poi affittarle inserendole nel circuito internazionale delle vacanze di lusso. Tra i nomi vi sono quelli di Aldo Palomba, Vittorio Giua Marassi, Giovanni Obino (cognato di Palomba) e Donato Deidda. Il primo è l’imprenditore che, in base a quanto accertato dagli investigatori, avrebbe curato la realizzazione del villaggio su un’area di cui era proprietaria la moglie Anna Obinu e che poi si era occupato della vendita e degli affitti nel periodo estivo. Il secondo è il notaio che, nell’arco di quindici anni, si era occupato di predisporre i rogiti relativi alla compravendita degli immobili. Deidda è il tecnico del Comune di Pula che ha rilasciato tutte le concessioni edilizie.

AGRICOLTURA.  Nessuno di loro, come degli altri quattordici, è risultato essere imprenditore agricolo come avrebbe dovuto: le ville infatti erano state progettate come fabbricati a servizio della relativa azienda agricola, essendo il terreno sul quale sono sorte una zona destinata a quell’utilizzo e sottoposta a vincolo paesaggistico. E in effetti, secondo la ricostruzione del pm e del Nucleo investigativo del servizio ispettorato di Cagliari del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (autore delle indagini), le concessioni edilizie rilasciate dal Comune riguardavano proprio l’edificazione di fabbricati a uso agricolo: poi invece quel via libera a costruire sarebbe stato sfruttato illegalmente e tra il 1997 e il 2011 era sorta la lottizzazione dopo una serie di frazionamenti dei terreni, divisioni ritenute illegali perché non approvate dall’amministrazione cittadina. Il tutto, tra l’altro, in un’area che gli investigatori attestano coperta da un bosco e senza l’obbligatoria autorizzazione paesaggistica.

DAL PM.   Ora gli indagati potranno farsi interrogare dal pm. Il notaio Giua Marassi ha già chiesto un appuntamento in Procura, convinto di poter chiarire tutto.

 

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 15 maggio 2013

Pula, ville illegali: un notaio fra i 18 indagati. Immobili di lusso costruiti senza nullaosta paesaggistico, sotto accusa anche il musicista SoudantMauro Lissia

CAGLIARI. L’accusa confermata per tutti è lottizzazione abusiva, l’inchiesta partita dalle indagini del Corpo Forestale è chiusa e il pm Gaetano Porcu si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per diciotto persone, fra cui alcuni imprenditori immobiliari stranieri, che tra il 2010 e il 2011 hanno venduto, costruito e in alcuni casi rivenduto quindici lussuose ville nelle campagne di Is Molas, nella località chiamata Bacchixeddu, in barba alle autorizzazioni paesaggistiche in un’area di 80 ettari vincolata in base al piano paesaggistico regionale e in zona destinata soltanto alle attività agricole. I nomi: spicca su tutti quello del notaio Vittorio Giua Marassi (63 anni) di Cagliari, che il pm accusa di essersi occupato dei quindici atti pubblici di compravendita degli immobili consentendo il frazionamento dei terreni in zona agricola e in alcuni casi di aver omesso di indicare la presenza di fabbricati preesistenti. Poi Aldo Palomba (74 anni) di Cagliari, Anna e Giovanni Obino (73 e 75 anni) di Monserrato, Mario Valtellino (58) di Quartu, Giuseppe Mercuro (64) di Voghera, Margherita Porcu (63) di Carbonia, Donato Deidda (57) di Pula, Vittorio Giua Marassi (63) di Cagliari e Manfred Niederweiser (61) e Karin Comploy (59) di Bolzano. Poi ancora il celebre direttore d’orchestra olandese Hubertus Hendrikus Maria Soudant (67 anni) di Maastricht, a lungo consulente del teatro lirico di Cagliari, e i professionisti tedeschi Marius, Mireja Janine, Jochen e Ursula Kaup di Monaco, Renate Ingrid Brings (61) di Ingeborg, Patrick George Standen (71) di Edmonton. Le ville sono sotto sequestro da novembre del 2011 ed è stato un dipendente comunale a segnalare alla Forestale l’esistenza delle costruzioni spuntate come funghi nella rigogliosa vegetazione di Bacchixeddu, per lo più riservatissime e nascoste alla vista, quasi tutte con piscina. Un vero paradiso per ricchi, immerso nel verde e con grandi spazi naturali a disposizione, non distanti dal mare di Santa Margherita. IL primo a finire nella rete del commissario Fabrizio Madeddu è stato l’imprenditore Aldo Palomba, che ha curato la realizzazione del villaggio su un’area di cui era proprietaria la moglie Anna Obinu. È lui, secondo la Forestale, che si è occupato nel tempo della vendita e degli affitti nel periodo estivo. Gli altri nomi contenuti nell’atto di chiusa indagine firmato dalla Procura sono quelli dei proprietari, compreso chi negli ultimi anni ha rivenduto la villa.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Shardana
    maggio 16, 2013 alle 11:12 PM

    Nessuno fà commenti perchè tutto in sardegna è costruito così con la complicità degli uffici tecnici comunali,beni paesaggistici,belle arti ,forestale,quindi panico,perchè se arriva la finanza come a Lampedusa che è andata a prendere i progetti dagli anni 70 in poi…..HAI HAI HAI AMIGOS

  2. giugno 3, 2013 alle 8:55 PM

    A.N.S.A., 3 giugno 2013
    Resort sequestrato ad Assemini. Lottizzazione abusiva in terreno agricolo, 8 persone indagate: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/06/03/Resort-sequestrato-Assemini_8812474.html

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    da CagliariPad, 3 giugno 2013
    Alberghi con piscina al posto di un agriturismo con galline, sequestrato un resort.
    Blitz della forestale ad Assemini: capannoni per l’allevamento dei polli, grazie a un cambio di destinazione d’uso si trasformano in struttura ricettiva di lusso. Otto indagati: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=3209

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    da Sardinia Post, 3 giugno 2013
    Assemini, resort sequestrato per abusi edilizi. Otto persone indagate: http://www.sardiniapost.it/cronaca/assemini-resort-sequestrato-per-abusi-edilizi-otto-persone-indagate/

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    da L’Unione Sarda on line, 3 giugno 2013
    Allevamento di galline diventa un resort. Assemini, sequestrate dieci costruzioni: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/06/03/allevamento_di_galline_diventa_un_resort_assemini_sequestrate_dieci_costruzioni-6-317276.html

  3. luglio 2, 2013 alle 2:50 PM

    da La Nuova Sardegna, 2 luglio 2013
    Ricoveri per attrezzi? No, sono villette. Orosei, la Procura mette sotto inchiesta 63 persone accusate di lottizzazione abusiva in terreni agricoli. (Angelo Fontanesi)

    OROSEI. Una nuova bufera giudiziaria si abbatte sull’agro oroseino. Sessantatré persone sono state raggiunte in questi giorni da altrettante comunicazioni di conclusione di indagine preliminare nelle quali il sostituto procuratore della Repubblica di Nuoro Luca Forteleoni ipotizza tra gli altri il reato di lottizzazione abusiva per scopo edilizio. Teatro del delitto la località di Su Catreatu situata all’interno della fascia costiera di due chilometri tra Orosei e Cala Liberotto. Decine di ettari di terreno agricolo dove, stando alla tesi accusatoria del pm, dal 2000 al 2011 gli indagati avrebbero realizzato abusivamente o comunque in difformità dai progetti originali (o addirittura senza licenza e in assenza delle dovute autorizzazioni paesaggistiche), villette a scopo turistico invece di modesti ricoveri per attrezzi. Con l’aggravante che in molti casi questi abusi sono avvenuti su ex terreni comunali (poi affrancati) gravati da usi civici o su aree percorse da incendi. Casi rilevati e denunciati alla Procura nel corso degli anni scorsi dagli agenti del Corpo forestale e vigilanza ambientale di Orosei e per i quali erano già state istruite le relative cause giudiziarie. Procedimenti che in alcuni casi erano già passati al vaglio dei primi gradi di giudizio e alcuni addirittura prescritti. Ma allora si trattava di casi presi singolarmente e istruiti come semplice abuso edilizio. Ora invece la Procura inquadra il “fenomeno” come reato associativo, la lottizzazione abusiva appunto, ipotizzando un disegno criminoso dove tutti gli indagati, in concorso tra loro anche se con diversi ruoli e responsabilità, avrebbero partecipato a una speculazione abusiva illegale in spregio di qualsiasi norma urbanistica e paesaggistica, trasformando una territorio di altro pregio naturalistico e sottoposto a rigidi vincoli ambientali, in un comparto turistico completamente abusivo. Un teorema accusatorio che, se riconosciuto valido dal giudice delle udienze preliminari che dovrà ora esaminare le richieste del sostituto procuratore, comporterebbe l’avvio di un nuovo maxi procedimento penale che annullerebbe di fatto la possibilità che i reati vadano in prescrizione. Nel lunghissimo elenco degli indagati tanti nomi noti ma anche perfetti sconosciuti come molti acquirenti (tanti continentali) dei lotti prima frazionati e quindi rivenduti con tanto di progetto per ricovero attrezzi approvato anche su estensioni inferitori al lotto minimo. Tra i nomi noti, oltre a quello dell’allora capo ufficio tecnico del Comune, l’architetto Efisio Rojch (che per il suo ruolo istituzionale risulta firmatario di tutte le licenze edilizie sub judice e peraltro comparso più volte davanti ai giudici del tribunale per le stesse imputazioni), diversi geometri del paese che hanno frazionato e talvolta venduto i terreni o esercitato il ruolo di direttore dei lavori, agenti della polizia municipale (per omessa denuncia), vecchi e attuali amministratori locali accusati anche loro, a vario titolo, di aver partecipato a quello che il pm Luca Forteleoni descrive come un vero e proprio “sacco dell’agro” perpetrato senza scrupoli e senza remore di nessun tipo.

    • luglio 3, 2013 alle 2:48 PM

      da La uova Sardegna, 3 luglio 2013
      Orosei, Su Catreatu: le difese preparano la risposta all’accusa. (Angelo Fontanesi)

      OROSEI. Secondo le accuse del pubblico ministero Luca Forteleoni l“affaire Su Catreatu” era un disegno criminoso organizzato a più livelli e con diverse e precise scale di responsabilità e interessi. C’era chi preparava il business acquistando a prezzi di convenienza grossi lotti di terreni agricoli, chi li frazionava in lotti minimi (un ettaro, ma in alcuni casi anche meno) e poi li rivendeva con tanto di progettino approvato per ricoveri attrezzi, e infine c’era l’utilizzatore finale. Quello che acquistava il lotto e poi ci costruiva sopra. Sempre (o quasi) molto più però di trenta metri quadrati autorizzati e di certo non per ricoverarci motozappe e decespugliatori. Piuttosto per farsi una decorosa casetta per le ferie o i week end a qualche centinaio di metri dal mare. Un affarone per tanti, insomma, una lottizzazione abusiva per il pm. Reato molto più grave del semplice abuso edilizio o reato connesso come la stragrande maggioranza dei 63 indagati in questa nuova tranche d’indagine erano stati precedentemente rinviati a giudizio singolarmente e già in vista di una probabile prescrizione. Un caso “da scuola legale”, che le difese sono pronte a confutare e tentare di smontare già in fase istruttoria. Tutti gli indagati hanno ora infatti la possibilità di produrre al gup documentazione a loro discolpa o rilasciare memorie difensive. Una causa lunga comunque, non foss’altro per il numero delle persone coinvolte. Un record per Orosei dove questo non è il primo caso di lottizzazione abusiva che viene contestato nell’agro. Lo scorso marzo, 45 persone sono state rinviate a giudizio per la presunta lottizzazione abusiva di Su Milanesu nei pressi di Biderosa. Un’indagine scattata nel novembre del 2008 con il sequestro di tredici “ricoveri attrezzi” riconvertiti in villette al mare. A cinque anni di distanza si attende ancora la prima udienza dibattimentale.

  4. agosto 2, 2013 alle 8:45 am

    da La Nuova Sardegna, 2 agosto 2013
    Abusi a Nibareddu, inchiesta archiviata.
    Il gip del tribunale Marco Contu proscioglie i 17 indagati l’indagine venne aperta dal corpo forestale regionale. (Giampiero Cocco)

    LUOGOSANTO. L’insediamento rurale era in regola, e i 17 indagati per una presunta lottizzazione abusiva nelle campagne di Luogosanto sono stati prosciolti, nei giorni scorsi, dal gip del tribunale di tempio Marco Contu. L’indagine, portata avanti per due anni dal comandante della stazione del corpo forestale della Regione Sarda di Luogosanto Fiorenzo Caterini è stata archiviata su richiesta del pubblico ministero Angelo Beccu il quale, esaminati gli atti e le diverse relazioni di servizio, ha ritenuto che non ci fossero gli estremi per contestare alcu n reato alle diciasette persone indagate, tra le quali c’era lo scrittore originazio di Susa Luca Ron coni, il quale ha acuistato uno dei tanti lotti di terreno che un privato aveva messo in vendita nelle campagne di Luogosanto. L’inchiesta era nata dopo la segnalazione di alcuni vicini i quali ritenevano, a torto, che le opere di urbanizzazione realizzate per consentire l’accesso al terreno lottizzato (strade e infrastrutture primarie, oltre ad una rete di elettrificazione) fossero propedeutiche ad in insediamento di tipo residenziale, metnre tutti gli acquirenti stavano costruendo abitazioni di campagna facendo ricorso alla legge che consente insediamenti rurali destinati al miglioramento e alla coltivazione dei fondi agricoli. Le diverse coltivazioni di ortaggi e altri prodotti dell’agricoltura avrebbero fatto propendere il pubblico ministero ad avanzare al gip del tribunale di tempio una richiesta di archiviazione, non essendo stato provato che quelle case di campagna fossero destinate soltanto ad un uso residenziale. Il difensore del gruppo di indagati, l’avvocato modenese Maria Grazia Tufariello, ha precisato che i suoi clienti, qiuasi tutti gli acquirenti dei terreni in località Nibareddu «si sono sempre attenuti al rispetto della normativa regionale, avviando i lavori di costruzione e di impianto dei nuovi fondi agricoli soltanto dopo aver ottenuto le regolari licenze edilizie. Dopo due anni di indagini la nostra richiesta di archiviazione è stata accolta, favorevolemte, su richiesta dello stesso pubblico ministero, il quale ha ritenuto insussistente il reato di lottizzazione abusiva».

  5. gennaio 3, 2014 alle 3:09 PM

    da La Nuova Sardegna, 3 gennaio 2014
    Fabbricati ad uso agricolo trasformati in villette, nuovi sequestri ad Assemini.
    L’operazione è stata eseguita dagli uomini della Forestale: tre le persone indagate: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/01/03/news/fabbricati-ad-uso-agricolo-trasformati-in-villette-nuovi-sequestri-ad-assemini-1.8400760

  6. settembre 28, 2014 alle 10:50 am

    da L’Unione Sarda, 28 settembre 2014
    Assemini, lottizzazione in zona agricola. Dieci persone finiscono sotto processo: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/09/28/assemini_lottizzazione_in_zona_agricola_dieci_persone_finiscono_sotto_processo-6-388334.html

  7. ottobre 27, 2015 alle 2:52 PM

    da L’Unione Sarda, 27 ottobre 2015
    Arzachena: 12 ville in zona agricola. Indagine del Corpo Forestale: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/10/27/arzachena_12_ville_in_zona_agricola_indagine_del_corpo_forestale-68-442099.html

    ____________________________________________

    da Sardinia Post, 27 ottobre 2015
    Ville abusive in terreni agricoli a Baia Sardinia, scattano i sigilli. 12 indagati: http://www.sardiniapost.it/cronaca/ville-abusive-in-terreni-agricoli-a-baia-sardinia-scattano-i-sigilli/

  8. novembre 9, 2015 alle 9:42 PM

    da L’Unione Sarda, 9 novembre 2015
    Maxi lottizzazione abusiva a Palau: a gennaio processo per 47 imputati: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/11/09/maxi_lottizzazione_abusiva_a_palau_a_gennaio_processo_per_47_impu-68-444448.html

  1. maggio 16, 2013 alle 7:16 am

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