Tuvixeddu, 70 milioni di euro a Cualbu?


Cagliari, Tuvixeddu, vincoli archeologico e paesaggistico, piano paesaggistico regionale

Cagliari, Tuvixeddu, vincoli archeologico e paesaggistico, piano paesaggistico regionale

I problemi che s’affollano nel presente e nel futuro di Tuvixeddu (Cagliari), la più importante area archeologica sepolcrale punico-romana del Mediterraneo, sono certo tanti e “pesanti”.

Una via d’uscita in favore della tutela integrale del Colle l’abbiamo proposta da tempo.

Ora il Collegio arbitrale (il magistrato in pensione Gianni Olla, il docente universitario romano Nicolò Lipari, il presidente emerito della Corte costituzionale Franco Bilé) ha emesso il suo lodo e sarebbe pienamente favorevole alle pretese della Nuova Iniziative Coimpresa del Gruppo Cualbu, finora uscito soccombente nelle ultime pronunce della giustizia amministrativa.

Nel mentre è giunto alla sua prossima conclusione il dibattimento penale di primo grado relativo a una serie di opere contestate realizzate nell’area archeologica.

Una vicenda sempre più complessa (la stessa relazione tecnica dell’advisor Deloitte s.p.a. è all’attenzione della magistratura) dove sono sempre più necessari buon senso e determinazione per raggiungere l’obiettivo della salvaguardia del bene culturale e della sua corretta fruizione pubblica.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche)

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche)

 

 

da La Nuova Sardegna, 3 maggio 2013

Tuvixeddu, la Regione pagherà 70 milioni a Cualbu.    Emesso il lodo arbitrale sulla mancata realizzazione del piano immobiliare: il costruttore ha diritto all’indennizzoMauro Lissia

CAGLIARI. Ha vinto il costruttore Gualtiero Cualbu: la mancata realizzazione del piano immobiliare di Nuova Iniziative Coimpresa sul colle archeologico di Tuvixeddu costerà alla Regione un indennizzo di 70 milioni di euro. L’ha deciso il collegio arbitrale, il contenuto del lodo definitivo è stato comunicato alle parti in causa che nelle prossime ore riceveranno formalmente la decisione motivata. Per l’amministrazione regionale è un colpo micidiale, un verdetto in aperto contrasto con la sentenza del Consiglio di Stato che a marzo del 2011 aveva sentenziato la piena legittimità dei vincoli per notevole interesse pubblico imposti sull’area storica dalla giunta Soru. Quei vincoli restano e l’impresa non potrà mettere in piedi un solo mattone attorno alla necropoli punico-romana più importante del Mediterraneo. Ma per i tre arbitri Cualbu ha diritto a una somma che compensi gli investimenti e il mancato profitto sulla vendita degli immobili mai costruiti malgrado a suo tempo l’intervento fosse stato autorizzato dalle sovrintendenze e legittimato da due accordi di programma firmati nel 2000 da Regione, comune di Cagliari e Coimpresa. Ora la Regione potrà ricorrere ai giudici ordinari della Corte d’Appello civile, mentre già un collegio di secondo grado ha all’esame il ricorso presentato dall’ex governatore Renato Soru e dall’ex assessore all’urbanistica Gianvalerio Sanna contro la loro esclusione dal giudizio arbitrale. Sulla vicenda, di rara complessità, pende poi un’inchiesta giudiziaria aperta contro ignoti dalla Procura cagliaritana, che ha acquisito tutti gli atti della controversia arbitrale partendo da un esposto e dagli atti ufficiali degli avvocati in forza alla Regione, nei quali sul contenuto della relazione tecnica consegnata dall’advisor Deloitte Spa agli arbitri venivano posti seri dubbi. Dubbi che hanno portato il collegio arbitrale prima a un rinvio della decisione, poi ad ulteriori approfondimenti sulla questione affidati ancora a Deloitte. Sembrava che i tempi dovessero allungarsi, invece ieri è arrivata la decisione, del tutto sfavorevole alla Regione.

Di certo il lodo firmato dagli arbitri – l’ex magistrato Gianni Olla, il docente romano Nicolò Lipari dell’università la Sapienza e il presidente emerito della Corte Costituzionale Franco Bilé – non contribuisce a fare chiarezza su una vicenda spaccata su più fronti: il costruttore ha perso tutte le battaglie davanti ai giudici amministrativi, incassa però adesso una vittoria fondamentale, che gli consente di rientrare da un’operazione rivelatasi, non certo per causa sua, fallimentare.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche). Sullo sfondo le "torri" del complesso Immobiliareuropea s.p.a.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche). Sullo sfondo le “torri” del complesso Immobiliareuropea s.p.a.

Ma vediamo su quali basi poggia il lodo arbitrale, in attesa che venga diffuso il testo della decisione. Per il consulente Deloitte, incaricato dagli arbitri, i 1971 giorni di ritardo accumulati dal 2006 nella realizzazione del progetto immobiliare di Tuvixeddu hanno provocato alla Nuova Iniziative Coimpresa un danno pari a 39 mila euro al giorno, in tutto 76,7 milioni calcolati al 18 maggio di due anni fa nell’ipotesi che i lavori fossero sospesi e che potessero riprendere. Di questa cifra la Regione – per la Deloitte – dovrebbe pagare al costruttore una buona parte, circa 60 milioni, se il collegio arbitrale stabilisse con un lodo definitivo che sono state le amministrazioni di Soru e Cappellacci a provocare e a mantenere il blocco degli interventi sul colle dei Punici, che una volta completati e offerti sul mercato nei tempi previsti – 36 mesi per le opere di urbanizzazione, 55 mesi per quelle edili – avrebbero garantito all’impresa un utile dopo le tasse tra i 113 e i 136 milioni a patto che ogni appartamento fosse stato venduto entro il 2020. La colpa principale sarebbe della Regione, cui Deloitte attribuisce infatti la percentuale maggiore di “responsabilità” soprattutto nel periodo che va dal 9 agosto 2006 al 4 dicembre 2008. Nella fase due però, dal 2008 ad oggi, si affiancano all’amministrazione regionale il ministero dei Beni Culturali attraverso l’Avvocatura dello Stato e le associazioni culturali ed ecologiste. Una sorta di forza d’opposizione che alla fine vince i giudizi davanti al Consiglio di Stato e al Tar, fermando Nuova Iniziative Coimpresa e aprendo di fatto il contenzioso parallelo davanti agli arbitri.Nella lunga relazione è compresa una sterminata raccolta di servizi giornalistici, note di associazioni ecologiste, trascrizioni di dichiarazioni pubbliche e documenti utili – secondo Deloitte – a dimostrare la grande attenzione mediatica sul caso Tuvixeddu provocata dalle iniziative della giunta Soru,dei Beni Culturali e della Procura.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Manlio Sorba
    Maggio 3, 2013 alle 4:11 PM

    Decisione incommentabile!
    Aspettiamo adesso le decisioni della Magistratura, quella VERA!

  2. Maggio 3, 2013 alle 7:08 PM

    da L’Unione Sarda on line, 3 maggio 2013
    Tuvixeddu, indennizzo a Coimpresa. La Regione dovrà pagare 70 milioni: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/313530

  3. Shardana
    Maggio 4, 2013 alle 12:04 PM

    Non ho seguito molto il caso a causa del disgusto per lo scempio che le concessioni avrebbero generato.Chiedo quindi se tutte le concessioni rilasciate e tutto quello che occorreva per costruire era a norma .Voi GrIG che siete sempre stati in prima linea,ve ne do atto cosa mi dite?

    • Maggio 5, 2013 alle 11:42 am

      come puoi vedere anche dalle pagine di questo blog, si tratta di una vicenda estremamente complessa e non è possibile risponderti in due righe.

  4. Maggio 5, 2013 alle 11:41 am

    da La Nuova Sardegna, 5 maggio 2013
    Un arbitro era contro il lodo Tuvixeddu.
    Una relazione di minoranza firmata dall’ex magistrato Gianni Olla contrasta la decisione di indennizzare il gruppo Cualbu. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Emerge un’insanabile spaccatura fra i tre arbitri che hanno firmato il lodo da 70 milioni a favore di Nuova Iniziative Coimpresa nella controversia su Tuvixeddu: all’interno della lunghissima motivazione l’arbitro nominato dal tribunale, l’ex magistrato Gianni Olla, ha imposto agli altri due di inserire nella decisione una sorta di relazione di minoranza in cui le ragioni che hanno condotto il collegio a disporre il colossale indennizzo vengono confutate con grande energia in quasi sessanta pagine di testo. Olla aveva manifestato il proprio disaccordo già un anno e mezzo fa, votando contro il lodo non definitivo col quale il collegio ha affidato all’advisory Deloitte spa la consulenza sulla quale è stata poi fondata la decisione. Stavolta però il giudice Olla è andato oltre, argomentando nel merito di una vicenda la cui complessità non può certo essere risolta in un giudizio arbitrale. Salta agli occhi il contrasto di giudicati fra il Consiglio di Stato e il collegio arbitrale: da una parte i magistrati amministrativi supremi hanno stabilito che i vincoli per notevole interesse pubblico imposti dall’amministrazione Soru sui duecento ettari di Tuvixeddu e Tuvumannu sono legittimi e quindi l’impresa del gruppo Cualbu non può realizzare il piano immobiliare. Dall’altra due arbitri su tre si allineano alla relazione della Deloitte e affermano che la maggior parte della «responsabilità» per i ritardi maturati dal costruttore nella realizzazione del progetto sono della Regione. Attenzione però: al contrario di quanto il governatore Ugo Cappellacci ha dichiarato, la responsabilità non è soltanto dell’amministrazione Soru ma anche di quella attuale. Tant’è che l’indennizzo – che con le rivalutazioni arriverebbe a 76,7 milioni – è stato calcolato dalla Deloitte sui 1971 giorni di ritardo accumulati dal 2006 – 39 mila euro al giorno – al 18 maggio di due anni fa nell’ipotesi che i lavori fossero sospesi e che potessero riprendere. Poi ci sono i ventiquattro mesi successivi. Quindi una larga fetta del periodo di stop riguarda l’amministrazione Cappellacci, che in fatti si è difesa in ogni sede attraverso il proprio ufficio legale, vincendo tutte le controversie sul fronte della giustizia amministrativa ordinaria. Ma vediamo che cosa potrà accadere d’ora in poi. Nuova Iniziative Coimpresa potrà mettere in esecuzione il lodo subito dopo la notifica (quattro mesi di tempo) chiedendolo al tribunale di Roma. La Regione potrà opporsi, chiedendone la sospensione alla Corte d’Appello civile della capitale. Le motivazioni dovranno però essere riferite solo ad alcuni aspetti della decisione, uno potrebbe essere il contrasto di giudicati. Ma non solo, perché i legali della Ragione non hanno certo lesinato nel corso della controversia gli atti di contrasto della consulenza Deloitte, definita «fuorviante, disseminata di errori» e accusata di entrare «impropriamente nel merito delle questioni giuridiche» e di risponde «a quesiti che nessuno aveva posto». Su questi aspetti i giudici ordinari dovranno esprimersi. Mentre la notifica del lodo darà un nuovo impulso all’inchiesta della Procura di Cagliari, che ha acquisito appena qualche settimana fa all’ufficio legale della Regione tutti gli atti dell’arbitrato partendo proprio dalle valutazioni durissime espresse dagli avvocati regionali sulla consulenza Deloitte, poi diventata riferimento fondamentale per la decisione del collegio arbitrale. Insomma, la partita è tutt’altro che chiusa mentre la Regione è impegnata a riaprire anche quella sul Ppr, che avrà forti riflessi sul futuro di Tuvixeddu.

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    Le ombre sulla consulenza.

    L’ufficio legale della Regione ha sempre attaccato frontalmente il consulente Deloitte Advisory attribuendogli una sequenza di «svarioni»: «E’ dimostrata senza timore di smentita – scrivono i legali – l’esondazione operata dal consulente tecnico d’ufficio rispetto ai quesiti arbitrali che inficia l’intera relazione peritale». I legali valutano la relazione come «contaminata da considerazioni che ne inficiano la terzietà, obiettività e indipendenza» aprendo la strada a sospetti e ad ombre. La memoria mette in fila i passaggi contestati della relazione puntando sul nesso di causalità fra gli atti compiuti dalla Regione, i vincoli per interesse pubblico imposti sull’area dei colli e il blocco dei lavori di edificazione. Nesso legato ad atti considerati legittimi e che comunque non hanno provocato un danno economico come quello calcolato da Deloitte, come se l’intero compendio immobiliare di Coimpresa fosse stato costruito e venduto alle condizioni stabilite dal privato.

  5. Maggio 5, 2013 alle 10:19 PM

    da CagliariPad, 5 maggio 2013
    Maxi indennizzo per Tuvixeddu, scontro Soru-Cappellacci.
    Rimpallo di responsabilità tra l’ex governatore e l’attuale presidente dopo la decisione del collegio arbitrale che ha imposto alla Regione di versare oltre 70 milioni di euro al gruppo Cualbu: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2622

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    da Sardinia Post, 5 maggio 2013
    Tuvixeddu, sul maxi indennizzo è scontro Soru – Cappellacci: http://www.sardiniapost.it/cronaca/tuvixeddu-sul-maxi-indennizzo-e-scontro-soru-cappellacci/

  6. Maggio 6, 2013 alle 2:54 PM

    da Sardegna Quotidiano, 6 maggio 2013
    Tuvixeddu Scontro fra Soru e Cappellacci: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130506080340.pdf

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    da L’Unione Sarda, 6 maggio 2013
    I legali della Regione studiano le carte. Possibile un intervento della Corte dei conti. Tuvixeddu, l’ultima battaglia. Lodo,tre mesi per il ricorso:ma chi rimborserà Cualbu?: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130506081507.pdf

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    Polemiche tra governatori dopo le dichiarazioni del presidente della Regione sui costi che graveranno sulla collettività. Maxi-risarcimento, infuria la polemica. Cappellacci: «La mancanza di dialogo ha prodotto un parco chiuso e un super contenzioso»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130506081607.pdf

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    Tavolacci: «Non è vero che non si può costruire»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130506081712.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 6 maggio 2013
    Soru: «I vincoli del Ppr sul colle sono legittimi». Dura replica dell’ex governatore alle accuse lanciate da Ugo Cappellacci «È in campagna elettorale, non si pagherà un euro dei 70 milioni d’indennizzo». (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. L’ufficio legale della Regione si prepara a ricorrere contro il lodo arbitrale che ha condannato l’amministrazione a pagare quasi 77 milioni di euro a Nuova Iniziative Coimpresa per i ritardi accumulati nella realizzazione del progetto immobiliare su Tuvixeddu e Tuvumannu. Il lodo, che non è stato ancora notificato formalmente alle parti, sarà presto acquisito dalla Procura della Repubblica che indaga sulla consulenza elaborata dalla Deloitte spa. Ma nel frattempo il confronto-scontro si è spostato sul piano politico, alimentato dal governatore Ugo Cappellacci che ha scaricato sul predecessore Renato Soru la responsabilità dell’esito, per ora negativo, della controversia malgrado proprio il collegio arbitrale l’abbia estesa ai primi quattro anni dell’amministrazione attuale. La replica di Soru è durissima: «Avendo ufficialmente cominciato la sua campagna elettorale, Cappellacci non si fa scrupolo di mistificare la realtà e continuare a imbrogliare i sardi. In questi ultimi anni – spiega l’ex governatore – diverse sentenze del Tar e del Consiglio di Stato hanno definitivamente confermato la validità dei vincoli imposti dal piano paesaggistico regionale sul colle e la conseguente cancellazione di ogni possibilità edificatoria. Il giudice naturale ha definitivamente cancellato i progetti senza che niente possa essere preteso da privati. Ma Cappellacci, pur di strumentalizzare nel proprio personale interesse elettorale un lodo come si vedrà sconcertante, sconfessa disinvoltamente se stesso e l’amministrazione che rappresenta che correttamente, con i propri uffici legali interni, ha sempre affermato nel corso del giudizio arbitrale e nei propri scritti difensivi, la piena condivisibilità delle pronunce dei giudici amministrativi di primo e di secondo grado e l’assoluta inesistenza di alcuna ragione di danno in capo all’imprenditore privato. Amministrazione che certamente – prosegue Soru – ancora una volta in contrasto con le opinioni propagandistiche del suo presidente, si appresta ad impugnare davanti al giudice ordinario la decisione del collegio di arbitri privati per far accertare la piena legittimità del suo pregresso operato. Nel frattempo, anche una denuncia temeraria alla procura di Cagliari con cui si asseriva con accanimento la presenza di dolo ai danni del privato, è stata archiviata, nell’imbarazzo di intercettazioni telefoniche a suo tempo pubblicate. Cappellacci – insiste Soru – denuncia che per colpa mia la Sardegna perderà 70 milioni di euro, la verità è che neanche un euro verrà speso per questo mentre, già oggi, possiamo quantificate in oltre cinquemila milioni di euro il costo concreto, per i sardi, dei primi quattro anni dell’amministrazione Cappellacci». In serata la controreplica di Cappellacci: «Quando afferma che il sottoscritto è in campagna elettorale e per giunta vede se stesso come avversario, l’onorevole Soru rivive quella del 2009 di cui ancora oggi evidentemente fatica ad accettare il risultato. Il sottoscritto – prosegue Cappellacci – ha semplicemente affermato la cosa più normale di questo mondo: certi atti sono soggetti al controllo della Corte dei Conti. Probabilmente è questo che rende nervoso il mio predecessore. Se la questione fosse chiara come egli afferma, non avrebbe alcuna ragione di perdere il self control e di tentare quella che appare una fuga dalle proprie responsabilità politiche. I danni della logica del muro contro muro, della mancanza di dialogo e dell’integralismo ipocrita, visti durante la precedente stagione politica, sono di fronte agli occhi di tutti: un parco chiuso e un contenzioso con cifre da capogiro. Forse un po’ di pudore in certe avventate dichiarazioni – conclude il presidente della Regione – non guasterebbe».

  7. Maggio 7, 2013 alle 4:44 PM

    da CagliariPad, 7 maggio 2013
    Maxi risarcimento per Tuvixeddu, la Procura chiede gli atti.
    Lente puntata sulla relazione tecnica dell’advisor Deloitte. La Regione ora potrà rivolgersi ai giudici ordinari per ricorrere contro l’esito dell’arbitrato alla Corte d’Appello civile di Roma: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2653

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    da Sardinia Post, 7 maggio 2013
    Tuvixeddu, lente della Procura sul maxi risarcimento a Coimpresa: http://www.sardiniapost.it/cronaca/tuvixeddu-lente-della-procura-sul-maxi-risarcimento-a-coimpresa/

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    da Sardegna Quotidiano, 7 maggio 2013
    TUVIXEDDU. Le carte della stangata, un ricorso, poche speranze. (Marcello Zasso): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130507081058.pdf

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    L’ALTRA CAUSA Stop alla strada, chiesti 13 milioni di danni: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130507081349.pdf

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    COMUNE. Il parco è quasi finito. «Serve un‘accelerata»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130507081525.pdf

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    da L’Unione Sarda, 7 maggio 2013
    Tuvixeddu,ecco le carte del lodo: «Illegittimo il blocco dei cantieri». Accordo valido perché rmato prima dell’entrata in vigore del Ppr. (Massimo Ledda): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130507091300.pdf

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    La relazione di minoranza dell’arbitro nominato dalla Regione. Risarcimento più basso. Olla:non era un progetto di riqualicazione urbana: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130507091430.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 7 maggio 2013
    Tuvixeddu: «Non c’era contratto». Il lodo arbitrale, l’ex giudice Giovanni Olla attacca la decisione del collegio. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La Regione doveva essere estranea all’accordo di programma del 15 settembre 2000 che ha dato il via libera al piano immobiliare su Tuvixeddu, quell’accordo non vale come un contratto, i vincoli imposti dall’amministrazione Soru sul colle punico in base al piano paesaggistico erano e sono perfettamente ancorati alla legge, quindi Nuova Iniziative Coimpresa non ha diritto al risarcimento di 77 milioni e 827 mila euro stabilito dal collegio arbitrale ma solo a tre milioni e 650 mila euro legati alla sospensione dei lavori per 725 giorni imposta dalla Regione con un provvedimento temporaneo ma illegittimo. E’ il parere di Gianni Olla, l’ex magistrato nominato dal tribunale nel giudizio arbitrale per Tuvixeddu, autore di una relazione di minoranza allegata al lodo che verrà notificato in questi giorni, in cui il costruttore Gualtiero Cualbu è risultato vincente. In sessanta pagine fitte di riferimenti giurisprudenziali Olla prende le distanze dalla decisione del presidente del collegio Franco Bile e dell’altro arbitro Nicolò Lipari proponendo una ricostruzione alternativa, in gran parte opposta, dei fatti sui quali ha lavorato l’advisory Deloitte Financial Services spa che mette in evidenza una serie di omissioni e di dimenticanze sostanziali in cui sarebbe caduta la società di consulenza incaricata dal collegio. L’ex magistrato bolla il piano immobiliare come semplice iniziativa speculativa «più volte rivisitata e modificata» in base alle esigenze del momento. Soprattutto mette in relazione le diverse fasi del progetto e gli interventi dell’amministrazione Soru con le modifiche del quadro legislativo di riferimento, allineandosi al pronunciamento del Consiglio di Stato dell’aprile 2011 e a quello recentissimo del Tar Sardegna, per i quali la Regione non ha fatto altro che tutelare un bene culturale-paesaggistico collettivo considerandolo – com’è ormai giurisprudenza consolidata – prevalente sugli interessi privati. Per l’ex magistrato non c’è stata da parte della Regione alcuna inadempienza contrattuale, come si sostiene nel lodo definitivo, e in assenza di atti illegittimi non è possibile parlare di risarcimenti. Scrive Olla: «L’accordo di programma non ha creato alcun rapporto giuridico tra la Regione e Coimpresa, il che esclude in radice l’utilità del richiamo ai principii di buona fede contrattuale sui quali insiste la difesa del costruttore». Radicalmente diversa la posizione degli altri due giudici, espressa nelle 65 pagine iniziali del lodo: se il Consiglio di Stato ha stabilito che i vincoli del Ppr sono efficaci, nessun giudice – è scritto nel lodo – ha cancellato la validità dell’accordo di programma sottoscritto da Regione, comune di Cagliari e Coimpresa. A partire dal 2006 la Regione – per gli arbitri Bile e Lipari – non ha adempiuto agli obblighi indicati nell’accordo e con una serie di provvedimenti rivolti a bloccare l’edificazione di Tuvixeddu sbandierati attraverso i media «ha commesso una patente lesione dell’affidamento in buona fede riposto da Coimpresa nelle scelte sottese alla sottoscrizione dell’accordo da parte dell’ente pubblico». Fermati i lavori, è saltato anche il rapporto tra il costruttore e le banche, il piano immobiliare è rimasto sospeso e con quello la vendita degli immobili. Messi insieme giudicati amministrativi e provvedimenti delle sovrintendenze gli arbitri arrivano ad affermare che ormai per Tuvixeddu non si può più parlare di ritardo nella realizzazione del progetto perché «i lavori sono diventati definitivamente irrealizzabili». Il lodo afferma che le responsabilità dello stop sono tutte dell’amministrazione regionale, per questo Coimpresa dev’essere risarcita. Gli arbitri hanno respinto la richiesta di risarcimento del danno d’immagine avanzata dai legali del costruttore, per questo la Regione dovrà pagare solo tre quarti delle spese di giudizio. Le cifre: 77 milioni e 827 mila euro a Coimpresa, che con la rivalutazione diventeranno quasi cento. Agli arbitri andrà un milione e 50 mila euro, il consulente Deloitte ha incassato finora 150 mila euro. Non appena il lodo sarà notificato formalmente la Regione ricorrerà alla Corte d’Appello di Roma. Si parla di affidare l’incarico a un avvocato esterno, malgrado l’ufficio legale abbia finora lavorato ad altissimi livelli sul caso Tuvixeddu, vincendo tutte le cause davanti ai giudici togati.

  8. Maggio 8, 2013 alle 2:56 PM

    da Sardegna Quotidiano, 8 maggio 2013
    Tuvixeddu «Puc a stralci, per fare prima». L’INCHIESTA. Il lodo arbitrale finisce sul tavolo della Procura: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130508082138.pdf

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    da L’Unione Sarda, 8 maggio 2013
    Niente credito dopo lo stop ai lavori. E Cualbu fu costretto a vendere. «I no della Regione crearonomolti problemi nanziari a Coimpresa». (Massimo Ledda): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130508085733.pdf

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    Il fascicolo è a carico di ignoti. Esposto sull’arbitrato. La Procura potrebbe far acquisire il lodo: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130508085651.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 8 maggio 2013
    l lodo Tuvixeddu finisce in Procura.
    Il pm Caria acquisisce l’atto del collegio arbitrale per cui la Regione dovrà pagare 77,8 milioni a Coimpresa. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La spaccatura emersa all’interno del collegio arbitrale nella decisione su Tuvixeddu non ha precedenti: l’ex magistrato Giovanni Olla ha dato una lettura diametralmente opposta degli stessi fatti rispetto al presidente Giovanni Bile e al docente Nicolò Lipari, nominato da Nuova Iniziative Coimpresa. Lettura alternativa che ha condotto a conclusioni altrettanto distanti: il lodo stabilisce che la Regione dovrà pagare un risarcimento di 77,8 milioni, la relazione di minoranza propone tre milioni e 600 mila euro. L’incredibile contrasto maturato tra gli arbitri non è sfuggito alla Procura della Repubblica, che indaga da mesi sul caso Tuvixeddu dopo l’esposto seguito alla pubblicazione della consulenza tecnica della Deloitte spa: in questi giorni è in corso l’acquisizione all’ufficio legale della Regione di tutti gli atti della controversia, ieri mattina è partita dal pm Daniele Caria la richiesta di esibizione del lodo arbitrale. Ma è probabile che il documento sarà consegnato alla polizia giudiziaria soltanto quando risulterà notificato formalmente, quella che circola è una copia destinata alle parti in causa. Ma quale peso potrebbe avere la clamorosa decisione arbitrale sull’inchiesta penale, attualmente contro ignoti e senza ipotesi di reato? Il procuratore capo Mauro Mura aveva chiesto al sostituto Caria di approfondire e di verificare alcuni aspetti della consulenza ed ora, a leggere il testo del lodo, emerge «il senso di sgradevole sorpresa e di profondo sdegno» espresso dal presidente Bile nel corso dell’ultima udienza dell’arbitrato quando, l’11 settembre 2012, la Nuova Sardegna ha diffuso la notizia dell’inchiesta. Bile parla – e fa verbalizzare – di «un’inedita, pesante, insopportabile ombra su più di cinquant’anni spesi al servizio delle istituzioni in alcune delle sedi più importanti dell’ordinamento costituzionale della Repubblica». L’ex presidente emerito della Corte Costituzionale – così è scritto nel lodo – chiede che i legali «prendano le distanze da una vicenda in cui l’autorità giudiziaria accerterà tutti i risvolti, per verificare se in essa ravvisabile un contenuto oggettivamente calunnioso». Ed è esattamente quello che il pm Caria è impegnato a fare in queste ore e forse l’acquisizione del lodo arbitrale – nelle due versioni contrastanti – servirà a dare alla Procura nuovi elementi di valutazione. Nel frattempo la complicatissima controversia proseguirà in tutte le sedi giudiziarie. A parte il ricorso della Regione alla Corte d’Appello civile di Roma, l’avvocato Giuseppe Macciotta – difensore di Renato Soru e Gian Valerio Sanna, che potrebbero essere chiamati a rispondere del danno economico dall’amministrazione regionale – sta valutando in queste ore l’opportunità di ricorrere contro la decisione degli arbitri malgrado i due ex amministratori siano stati estromessi dal lodo. Sulla loro estromissione pende un ricorso che i giudici d’appello di Roma tratteranno nel 2016, l’uscita del lodo però cambia lo scenario: Soru e Sanna potrebbero essere chiamati a risarcire il gruppo Cualbu senza che gli arbitri abbiano garantito loro la possibilità di difendersi nel giudizio. L’opzione B sarebbe l’intervento di Soru e Sanna nel ricorso della Regione: in questo modo il difensore potrebbe portare nel giudizio d’appello le ragioni dei due politici aggirando il problema della legittimazione. Una decisione verrà presa nei prossimi giorni.

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    Verso la sentenza sui lavori nel parco.

    Sono ancora numerosi i fronti giudiziari aperti sulla complessa vicenda di Tuvixeddu. Venerdì prossimo i giudici del tribunale penale potrebbero decidere sulla richiesta di condanna avanzata dal pm Daniele Caria per l’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni e per gli altri imputati, riferita ai lavori sull’area del parco archeologico pubblico. Il Consiglio di Stato deve poi esprimersi sul ricorso contro la sentenza del Tar che ha confermato l’inedificabilità delle superfici prossime a siti di valore identitario e culturale fino all’adeguamento dei piani urbanistici al Ppr rispetto al via libera garantito per i comuni dove il Puc è approvato. Sui vari passaggi del giudizio arbitrale pendono due ricorsi alla Corte d’Appello di Roma: uno è stato presentato da Renato Soru e Gianvalerio Sanna, estromessi dal giudizio malgrado possano essere chiamati a rispondere del danno al costruttore. L’altro dalla Regione contro il lodo parziale, la decisione del collegio arbitrale di affidare l’esame della questione risarcitoria posta dal costruttore alla Deloitte Services.

  9. Maggio 25, 2013 alle 2:50 PM

    L’ha ribloggato su Il Blog di Fabio Argiolas.

  10. febbraio 3, 2014 alle 9:57 PM

    da La Nuova Sardegna, 3 febbraio 2014
    I vincoli su Tuvixeddu sono legittimi, ma il costruttore Cualbu deve essere indennizzato. Lo ha stabilito la Corte d’appello civile di Roma, il risarcimento è di 76 milioni di euro: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/02/03/news/i-vincoli-su-tuvixeddu-sono-legittimi-ma-il-costruttore-cualbu-deve-essere-indennizzato-1.8597107

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    da L’Unione Sarda, 3 febbraio 2014
    Tuvixeddu, la Regione costretta a pagare. Cappellacci contro Soru: tutta colpa sua: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/02/03/tuvixeddu_la_regione_costretta_a_pagare_cappellacci_contro_soru_tutta_colpa_sua-6-352785.html

    _________________________________________

    da Casteddu online, 3 febbraio 2014
    Tuvixeddu, la Regione deve pagare. Cappellacci: tutta colpa di Soru.
    La Corte di Appello di Roma respinge la sospensione dell’esecutività del lodo arbitrale, confermato l’indennizzo di 70milioni a Cualbu. Cappellacci: questa è la conseguenza di una guerra ideologica: http://www.castedduonline.it/cagliari/sant-avendrace/12954/tuvixeddu-la-regione-deve-pagare-cappellacci-tutta-colpa-di-soru.html#sthash.Ab4Nkyvc.dpuf

  1. Maggio 3, 2013 alle 4:16 PM

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