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A dibattimento penale la lottizzazione San Luce sul litorale quartese.


Quartu S. Elena, Terra Mala, lottizzazione San Luce

Quartu S. Elena, Terra Mala, lottizzazione San Luce

Il prossimo 20 settembre 2013 si aprirà davanti al Tribunale di Cagliari, Sezione I (in sede collegiale), il dibattimento penale sulla lottizzazione “San Luce” sulla costa di Terra Mala, in Comune di Quartu S. Elena (CA).    Così ha deciso il G.I.P. del Tribunale Giampaolo Casula, accogliendo sostanzialmente gli esiti dell’indagine condotta dal pubblico ministero Daniele Caria e da Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

L’ipotesi accusatoria riguarda violazioni paesaggistiche e urbanistiche relative a ben 52 villette sulla collina prospiciente il mare.

Indagati dirigenti e tecnici del Comune di Quartu S. Elena (Marco Loddo, Mauro Cogoni, Riccardo Frau, Franco Ibba, Davide Zedda, Carlo Perra), imprenditori (Ada Loy e Salvatore Schievenin, amministratori della Get s.r.l.) e il progettista nonchè direttore dei lavori (Luciano Mareddu). Archiviata la posizione dell’ex dirigente dell’Area urbanistica del Comune di Quartu S. Elena Alessandro Casu, confermate invece le ipotesi accusatorie nei confronti del già direttore del Consorzio di gestione del parco naturale regionale “Molentargius – Saline” Marco Loddo.

Nel 2009 il complesso era stato posto sotto sequestro preventivo.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – che con i loro esposti (14 agosto 2007) hanno dato avvìo agli accertamenti da parte della magistratura inquirente – esprimono forte apprezzamento per il lavoro svolto da magistrati e polizia giudiziaria e sono costituiti parte civile nel procedimento penale grazie al prezioso apporto dell’avv. Rosalia Pacifico.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

 

da La Nuova Sardegna, 12 aprile 2013

Ville abusive a Terra Mala: nove a giudizio. Cinquantadue costruzioni vicino al mare, imputati dirigenti, funzionari comunali e i costruttori. Mauro Lissia 

CAGLIARI Cinquantadue villette costruite abusivamente sulla costa di Terra Mala, sul litorale di Quartu Sant’Elena: a sei anni dall’esposto-denuncia presentato dal Gruppo di Intervento giuridico c’è la data del processo per i nove presunti responsabili, che per decisione del gup Giampaolo Casula richiesta dal pm Daniele Caria dovranno presentarsi il 20 settembre davanti ai giudici della prima sezione del tribunale. Sono Marco Loddo, ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale e attuale direttore del Parco di Molentargius, i tecnici dell’urbanistica Mauro Cogoni, Riccardo Frau, Franco Ibba e Davide Zedda, Carlo Perra, responsabile del procedimento tecnico che si concluse con il permesso a costruire, Ada Loy e Salvatore Schievenin, amministratori della Get srl, l’impresa proprietaria delle opere ed esecutrice dei lavori, Luciano Mareddu, ingegnere, progettista e direttore dei lavori. Finisce invece in archivio la posizione di Alessandro Casu, difeso dall’avvocato Francesco Onnis, dirigente del settore urbanistica e pianificazione del territorio. Gli imputati devono rispondere a vario titolo di reati che vanno dall’abuso d’ufficio alle violazioni edilizie, ambientali e paesaggistiche, alla lottizzazione abusiva. L’indagine era partita ufficialmente nel 2007 ma è stato nel 2009 che gli uomini del Corpo Forestale hanno rilevato gli abusi e notificato i provvedimenti di sequestro che riguardavano vecchi e nuovi proprietari degli immobili. L’accusa è legata al presunto stravolgimento del progetto originario, che risale al 1976: il Comune aveva autorizzato varianti al piano di lottizzazione, nel frattempo scaduto, che prevedevano un enorme aumento delle volumetrie costruibili in un’area a meno di trecento metri dal mare e protetta di conseguenza dal piano paesaggistico regionale.

Quartu S. Elena, Terra Mala, lottizzazione San Luce, cartello pubblicitario

Quartu S. Elena, Terra Mala, lottizzazione San Luce, cartello pubblicitario

 

 

 

 

 

…ed ecco che arriva la santa prescrizione, vero buco nero senza vergogna della giustizia italiana.

L'Unione Sarda, 18 giugno 2015

L’Unione Sarda, 18 giugno 2015

 

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. aprile 12, 2013 alle 9:44 pm

    da L’Unione Sarda, 12 aprile 2013
    GUP. Il processo per la lottizzazione a Terra Mala inizierà il 20 settembre. Ville abusive, otto a giudizio. Tra gli imputati anche quattro dirigenti comunali. I proprietari delle ville, che avevano acquistato in buona fede, si sono costituiti in giudizio chiedendo il risarcimento dei danni al Comune di Quartu e alla ditta costruttrice. (Massimo Ledda)

    Si è conclusa con otto rinvii a giudizio ieri mattina l’udienza preliminare per i presunti abusi edilizi commessi in località Terra Mala, dove su uno splendido promontorio, nell’ambito della lottizzazione San Luce, furono realizzate 52 villette con vista mare sequestrate dalla magistratura nel 2009.
    I NOVE IMPUTATI. Il processo inzierà il 20 settembre davanti ai giudici della prima sezione del Tribunale: sul banco degli imputati Marco Loddo, ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale e attuale direttore del Parco di Molentargius; Mauro Cogoni, Riccardo Frau e Franco Ibba, tecnici comunali del settore urbanistica; Carlo Perra, responsabile del procedimento tecnico che si concluse con il permesso a costruire; Ada Loy e Salvatore Schievenin, amministratori della “Get srl”, l’impresa proprietaria delle opere ed esecutrice dei lavori; infine Luciano Mareddu, ingegnere, progettista e direttore dei lavori. Numerose le accuse contestate a vario titolo dal pm Daniele Caria: abuso d’ufficio, violazioni edilizie, ambientali e paesaggistiche, lottizzazione abusiva.
    IL MAXI SEQUESTRO. L’indagine era scattata nel 2007 ma era arrivata a una svolta il 28 luglio 2009, quando la Forestale aveva notificato gli ordini di sequestro (a carico di vecchi e nuovi proprietari) e posto i sigilli alle villette. Gli immobili abitati erano stati affidati in custodia agli acquirenti, tutti in buona fede: non a caso cinque di loro si sono costituti in giudizio con l’avvocato Federico Delitala e hanno ottenuto la citazione del Comune di Quartu e della Get a cui chiedono il risarcimento dei danni.
    LA STORIA. Il progetto originario, secondo la ricostruzione degli inquirenti, risale al 1976. Ma tra il 2000 e il 2006, a parere del pm, erano state progettate, autorizzate ed eseguite numerose varianti al piano di lottizzazione: modifiche che, sempre stando alle accuse, avevano comportato la totale modifica del progetto originario e del tipo di costruzioni previste, favorendo un massiccio incremento di volumetrie. Il tutto su un’area che ricadeva nella fascia entro i trecento metri dalla costa sottoposta a vincolo paesaggistico.
    LOTTIZZAZIONE SCADUTA. Gli inquirenti avevano così tirato le fila dell’indagine: il piano di lottizzazione era scaduto e, tenuto conto della consistenza delle varianti apportate al progetto originario, si sarebbe dovuto procedere a una nuova convenzione da approvare in Consiglio comunale. Ma le nuove norme di salvaguardia introdotte dal Piano paesaggistico regionale avrebbero reso quasi impossibile questa operazione. Ecco perché – è la tesi degli inquirenti – gli imputati avrebbero fatto finta di nulla realizzando comunque le 52 villette con vista mare.

  2. giugno 18, 2015 alle 7:33 pm

    c’è un aggiornamento dell’articolo.

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