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La “marea nera” che inquinò il Golfo dell’Asinara va a processo.


 

La marea nera che nel gennaio 2011 inquinò il Golfo dell’Asinara va a dibattimento. Il 20 giugno 2013, davanti al Tribunale penale di Sassari.  In quella sede presenteremo istanza di costituzione di parte civile grazie al prezioso operato dell’avv. Guido Rimini, del Foro di Sassari.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

A.N.S.A., 22 febbraio 2013
‘Marea nera’ Asinara:3 rinvii a giudizio. Gup accoglie richieste Pm per dirigenti termocentralehttp://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/02/22/-Marea-nera-Asinara-3-rinvii-giudizio_8292193.html

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da La Nuova Sardegna on line, 22 febbraio 2013
Marea nera nel golfo dell’Asinara, tre rinvii a giudizio.
Il gup ha accolto le richieste del pubblico ministero per i dirigenti della termocentrale di Fiume Santo. L’11 gennaio 2011 circa 36mila litri di olio combustibile finirono in mare, inquinando decine di chilometri di litoralehttp://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/02/22/news/marea-nera-nel-golfo-dell-asinara-tre-rinvii-a-giudizio-1.6581239

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da Sardinia Post, 22 febbraio 2013
Asinara, processo ‘Marea nera’: tre rinvii a giudiziohttp://www.sardiniapost.it/cronaca/asinara-processo-marea-nera-tre-rinvii-a-giudizio/

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da L’Unione Sarda on line, 22 febbraio 2013
Processo per la ‘marea nera’ all’Asinara. Gup rinvia a giudizio i tre dirigenti E.On:  http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/305476

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da Sassari Notizie, 22 febbraio 2013
Marea nera, tre rinvii a giudizio. Il processo inizierà il 20 giugnohttp://www.sassarinotizie.com/articolo-15424-marea_nera_tre_rinvii_a_giudizio_il_processo_iniziera_il_20_giugno.aspx

 

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  1. febbraio 24, 2013 alle 11:39 am

    complimenti a E.On.

    da La Nuova Sardegna, 24 febbraio 2013
    Città tappezzate da manifesti anti-E.On.
    La scritta «Tedeschi andate via» campeggia sulle locandine affisse negli spazi elettorali di Sassari, Alghero e Porto Torres. (Pinuccio Saba)

    SASSARI. È cominciata l’offensiva mediatica nei confronti di E.On, offensiva avviata con l’affissione di speciali locandine negli spazi dedicati alla propaganda elettorale. Nella notte fra venerdì e sabato, i soliti ignoti hanno tappezzato gli spazi elettorali di Sassari, Alghero, Porto Torres (ma anche di Sorso e Sennori) di uno speciale manifestino che riassume tutti i punti della vertenza e che invita la multinazionale tedesca a levare le tende da Fiume Santo. Un volantino sul quale sono ben evidenziati il nome della società, E.On, e subito dopo la risposta degli ignoti attacchini con un “E.No” alla politica di lacrime e sangue a spese del territorio varata dalla multinazionale tedesca. E, sempre in bella evidenza, il manifesto ricorda qual’è stato il guadagno netto della termocentrale di Fiume Santo per il 2012, 78 milioni di euro, nonostante la crisi internazionale. Un messaggio che, a molti, non è sembrato indirizzato esclusivamente al colosso energetico, ma anche al mondo della politica. Già da tempo le organizzazioni sindacali in prima battuta e le istituzioni locali a ruota, hanno messo sotto accusa l’atteggiamento sia della Regione sia del governo. Alla prima le organizzazioni sindacali addebitano un atteggiamento troppo remissivo nei confronti della società tedesca, atteggiamento che solo negli ultimi mesi si è fatto più critico. Appare invece incomprensibile, soprattutto ai lavoratori, la preso di posizione del governo che non più tardi di un paio di mesi fa aveva giudicato corretto l’atteggiamento di E.On. Che, nell’arco di un anno, ha sconfessato gli accordi sottoscritti con enti locali, Regione Sardegna e proprio con il governo. Un voltafaccia inserito nel progetto di razionalizzazione delle risorse “E.On 2.0” che si è poi rivelato un massiccio ridimensionamento degli impegni assunto sul polo energetico di Fiume Santo. Dell’investimento di 600-700 milioni per la realizzazione del quinto gruppo di produzione a carbone da 410 megawatt, i vertici aziendali hanno smesso di parlarne da puù di un anno, ma solo negli ultimi mesi hanno chiarito il significato che intendono dare alla parola “razionalizzazione”: taglio delle risorse destinate alle manutenzioni e dimezzamento dei dipendenti diretti della termocentrale. Organico che dagli attuali 240 lavoratori, dovrebbe passare ai 120 previsti per la fine del 2014. Ancora una volta le organizzazioni sindacali hanno risposto proclamando una serie di scioperi che – stavolta – potrebbero avere pesanti ripercussioni sulla rete di distribuzione dell’energia. In base al pacchetto di sciopero proclamato da Filctem, Flaei e Uilcem, è possibile che vengano bloccati i gruppi di produzione con la conseguente sospensione della fornitura di energia alla rete. Che però non avrà bisogno dei gruppi di produzione di Fiume Santo visto che il compito di “sostenere” la rete di distribuzione è passato alla centrale di Ottana. Diventano quindi probabili i tanto temuti black out, a meno che non si provveda agli stacchi programmati che eviterebbero disagi e criticità in strutture pubbliche come ospedali, scuole e uffici.

  2. febbraio 25, 2013 alle 12:17 am

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