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Nuovo stop in Abruzzo al progetto di gasdotto “Rete Adriatica”.


 

Ancora un deciso stop al progetto per la realizzazione del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio (gasdotto “Rete Adriatica” o gasdotto Appeninico).

E’ netta l’opposizione manifestata in tutte le sedi legali, istituzionali, pubbliche da parte del Comitato interregionale “No Tubo”, dei Comitati per l’ambiente di Sulmona, del Gruppo d’Intervento Giuridico e di tante altre realtà associazionistiche ed Enti locali.  Compresa la Camera dei Deputati.

Non sarebbe ora di cambiare tracciato o di seppellire il progetto in un cassetto?

Gruppo d’intervento Giuridico onlus

simulazione lavori gasdotto, Studio Newton

simulazione lavori gasdotto, Studio Newton

 

 

IL COLLEGIO REGIONALE PER LE GARANZIE STATUTARIE DA’ PIENAMENTE RAGIONE AL MOVIMENTO ANTIGASDOTTO.   LA SNAM RISPETTI LE LEGGI E LA VOLONTA’ DELLE ISTITUZIONI. 

Il Collegio regionale per le garanzie statutarie dà pienamente ragione al movimento antigasdotto e boccia il settore Energia e il Governo della Regione Abruzzo.

Il parere emesso dal collegio è molto chiaro : la convocazione della Conferenza dei Servizi per autorizzare l’esercizio (A.I.A.) della centrale Snam prevista a Sulmona è una forzatura sul piano giuridico ed istituzionale. Esiste un evidente contrasto con  la L.R. n.28 del 19 giugno 2012 che non consente la realizzazione di grandi metanodotti, con annesse centrali, in aree altamente sismiche e con il Piano regionale per la tutela della qualità dell’Aria il quale stabilisce che gli impianti con emissioni in atmosfera possono essere realizzati solo all’interno di aree industriali.

Il parere del Collegio evidenzia inoltre, nel procedimento avviato dal settore Energia, non solo l’illogicità ma anche il contrasto con la legislazione statale : non è possibile autorizzare le emissioni in atmosfera di una centrale di compressione che non solo non esiste ma che non è stata, al momento, neppure autorizzata. Il Collegio di garanzia censura anche il comportamento della Giunta regionale che, a fronte di precise norme di legge e di due risoluzione del Consiglio contrarie al progetto della Snam, è rimasta totalmente inerte. Le risoluzioni, si afferma nel parere, “non possono essere ridotte a valutazioni meramente interne” (in questo senso si era espressa la responsabile del settore Energia della Regione Iris Flacco) ma “pongono un vincolo politico-istituzionale sugli organi di governo destinatari delle risoluzioni medesime. Il vertice politico del relativo settore amministrativo deve fornire indicazioni coerenti con quanto deliberato dal Consiglio Regionale. Le risoluzioni non possono essere completamente disattese pena la trasmissione ai cittadini di uno svuotamento completo dell’istituto della rappresentanza politica”.Appennino umbro-marchigiano

Nel parere del Collegio si formulano rilievi anche alla Valutazione di Impatto Ambientale nazionale, in quanto si dà via libera all’opera pur riconoscendone le elevate criticità e le evidenti carenze progettuali relative  ai rischi che essa comporta.

Il Collegio regionale per le garanzie statutarie, quindi, riconosce come  pienamente valide le contestazioni che il movimento antigasdotto, e i comitati cittadini per l’ambiente in particolare, hanno sempre mosso nei confronti del devastante progetto Smam e delle anomale procedure seguite da organismi tecnici sia nazionali che regionali.

Ci aspettiamo, adesso, che la Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’A.I.A. (inizialmente convocata per il 20 dicembre e poi rinviata al 31 gennaio) venga sconvocata; e che la Giunta regionale non perda altro tempo nel dare esecutività alle risoluzioni del Consiglio Regionale, negando l’intesa con lo Stato.

La Snam, anzichè prodigarsi nell’ennesimo comunicato-fotocopia  dovrebbe fare una cosa sola : rispettare le leggi e la volontà delle Istituzioni che a tutti i livelli (Camera dei Deputati, Regioni, Province e Comuni) hanno espresso un chiaro e motivato “no” al metanodotto “Rete Adriatica” e alla centrale di compressione di Sulmona.

Appennino, boschi dell'Umbria

Appennino, boschi dell’Umbria

Il metanodotto e la centrale, dice la Snam, hanno una “valenza strategica”. E’ vero : non per i cittadini, però, ma per i profitti della stessa  Snam e dell’Eni in quanto l’opera ha una finalità prettamente commerciale, cioè rivendere il gas importato ad altri Paesi europei. L’Italia ha già oggi un surplus di infrastrutture per il trasporto energetico e i consumi interni di gas, peraltro in calo, sono ben al di sotto della capacità della rete di trasporto. Perciò la Snam si astenga dal ripetere la favola secondo cui il metanodotto “Rete Adriatica” serve al fabbisogno energetico dell’Italia perché non convince nessuno. Quanto alla scelta del tracciato è la stessa società proponente ad affermare, nei documenti  da essa prodotti, che quello del “Sulmona – Foligno”  è uno dei tratti più critici dell’intero progetto. Anche le centrali nucleari in Giappone erano considerate supersicure. Poi c’è stato il disastro di Fukushima. La Snam spieghi come mai, l’11 febbraio 2010, a Tarsia in Calabria, un suo metanodotto è esploso a causa di uno smottamento di terreno. Proprio in merito alla sicurezza sismica la Commissione nazionale VIA ha dovuto riconoscere che gli studi di dettaglio sulla sismicità non potranno eliminare ma solo “ridurre la vulnerabilità della condotta”. Quindi il pericolo esiste e ricade tutto sulle popolazioni dei territori attraversati dal metanodotto, mentre i vantaggi sono solo della Snam. Riuscirà mai la Snam a comprendere che la sicurezza dei cittadini e la tutela della salute vengono prima, ma molto prima, della ricerca del profitto?

Sulmona 18 gennaio 2013

Comitati cittadini per l’ambiente

parere n. 1/2013 del Collegio regionale per le garanzie statutarie dell’Abruzzo sulla legittimità del procedimento di realizzazione della centrale di compressione del gas naturale di Sulmona

Sulmona, manifestazione contro il gasdotto "Rete Adriatica"

Sulmona, manifestazione contro il gasdotto “Rete Adriatica”

(simulazione Studio Newton, foto S.L., G.M., archivio GrIG)

  1. gennaio 29, 2013 alle 4:44 PM

    LA CENTRALE SNAM DI SULMONA E’ ILLEGALE: NO ALLA CONCESSIONE DELL’A.I.A.

    GIOVEDI 3I GENNAIO
    PRESIDIO A PESCARA, ORE 9,15
    (in via Passolanciano 75)

    Nonostante il parere molto chiaro del Collegio regionale per le garanzie statutarie, la Responsabile del Servizio Energia della Regione ha confermato, per giovedì 31 gennaio alle ore 10 a Pescara (via Passolanciano 75), la Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) alla centrale di compressione e spinta che la Snam intende realizzare a Sulmona. I Comitati, vista la totale mancanza dei presupposti giuridici e di fatto, hanno inviato una lettera alla Dott.ssa Iris Flacco chiedendo che il procedimento venga chiuso e che la Conferenza dei Servizi venga sconvocata. Qualora ciò non dovesse avvenire i Comitati si riservano di tutelare i diritti dei cittadini in tutte le sedi competenti e comunque hanno chiesto di essere auditi in apertura della Conferenza stessa.
    Il 31 gennaio, a partire dalle ore 9,15, i Comitati effettueranno davanti agli uffici del Servizio Energia della Regione, a Pescara, un presidio per la legalità e la democrazia, al fine di far rispettare le leggi della Regione Abruzzo e le decisioni assunte, in merito, alla unanimità dal Consiglio Regionale.
    Il parere del Collegio regionale per le garanzie statutarie era stato richiesto dal Vice Presidente del Consiglio Regionale Giovanni D’Amico e da altri 7 Consiglieri. Il Collegio, dopo aver vagliato attentamente l’intera questione del metanodotto e della centrale, il 15 gennaio ha emesso un parere con cui si sancisce che il procedimento in corso presso il Servizio Energia della Regione, per la concessione dell’A.I.A. alla centrale Snam di Sulmona, è illegittimo. Il Collegio ha evidenziato chiaramente il contrasto con la Legge Regionale n. 28 del 19 giugno 2012 che vieta la realizzazione di grandi metanodotti, con annesse centrali, in aree sismiche di primo grado.
    Il parere richiama, inoltre, la piena operatività del Piano regionale per la tutela della qualità dell’Aria, il quale stabilisce che gli impianti con emissioni in atmosfera possono essere collocati solo all’interno di aree industriali. Il Collegio chiarisce anche che non è possibile autorizzare l’esercizio di un impianto che – come nel caso della centrale di Sulmona – non solo non esiste, ma non ha neppure ottenuto l’autorizzazione alla costruzione. Il parere del Collegio, inoltre, contiene una pesante censura del comportamento della Giunta regionale che , nonostante due risoluzioni di contrarietà al metanodotto e alla centrale, è rimasta totalmente inerte e non ha ancora negato l’intesa con lo Stato.
    Alla luce di quanto sopra è chiaro che il procedimento regionale per la concessione dell’A.I.A. non può andare avanti.
    FACCIAMO RISPETTARE LE LEGGI DELLA REGIONE ABRUZZO CHE TUTELANO IL TERRITORIO! FERMIAMO L’ARROGANZA DEL POTERE!
    LA DIFESA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE VENGONO MOLTO PRIMA DEGLI INTERESSI DELLE MULTINAZIONALI DEL GAS!
    Sulmona, 29 gennaio 2013
    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email: giomargi54@gmail.comhttp://www.sulmonambiente.ithttp://sulmonambiente.wordpress.com

  2. gennaio 30, 2013 alle 10:23 PM

    CENTRALE SNAM: RINVIATA AL 15 FEBBRAIO LA CONFERENZA DEI SERVIZI
    I COMITATI : LA CONFERENZA ANDAVA CHIUSA, NON RINVIATA

    E’ stata rinviata a venerdì 15 febbraio p.v. la Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’A.I.A. alla centrale di compressione e spinta che la Snam intende realizzare a Sulmona in località Case Pente. La notizia del rinvio è stata data dal Servizio Energia della Regione, ma al momento non se ne conoscono le motivazioni.
    E’ già la seconda volta che la Conferenza viene rinviata, dopo l’iniziale convocazione del 20 dicembre scorso, ma, mentre il primo rinvio aveva un senso e cioè acquisire il parere del Collegio per le garanzie statutarie, non si comprende il perché di questo secondo rinvio.
    Ad avviso dei Comitati c’erano e ci sono, tutte le ragioni per chiudere la Conferenza e non procrastinare oltre le decisioni da assumere. A questo punto i Comitati valuteranno con i propri legali le iniziative da prendere per difendere la legalità e i diritti del territorio.
    Il parere del Collegio è inequivocabile : non sussistono le condizioni giuridiche e di fatto che legittimino il procedimento in atto per la concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte della Regione. Innanzitutto perché non solo non esiste l’impianto di cui si vorrebbe autorizzare l’esercizio, ma non esiste neppure l’autorizzazione alla sua costruzione.
    Al riguardo, infatti, il Collegio precisa che ” si appalesa illegittima anche a livello di legislazione statale la scelta di far precedere l’A.I.A. all’autorizzazione unica”. Il Collegio evidenzia quindi il netto contrasto del procedimento in corso con la L.R. n. 28 del 19 giugno 2012 che vieta la realizzazione di grandi metanodotti, con annesse centrali, in aree sismiche classificate come “zona1”.
    E questo è proprio il caso di Sulmona e dell’intera Valle Peligna, un territorio esposto al massimo rischio sismico. Nel parere si sottolinea anche il contrasto con il Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria il quale stabilisce che impianti con emissioni in atmosfera possono trovare collocazione solo all’interno di aree industriali.
    Ma la centrale e il metanodotto Sulmona- Foligno, oltre ad essere incompatibili con precise normative della Regione Abruzzo, hanno anche avuto una netta bocciatura a livello istituzionale attraverso due risoluzioni approvate alla unanimità dal Consiglio Regionale, le quali prevedono la negazione dell’intesa dello Stato e la sospensione di ogni procedimento, da parte della Regione, per il rilascio di pareri o autorizzazioni. La Giunta regionale, che avrebbe dovuto dare sollecita attuazione alle risoluzioni, è invece rimasta totalmente inerte, tanto che il Collegio non manca di rilevare che le decisioni consiliari “non possono essere completamente disattese pena la trasmissione ai cittadini di uno svuotamento completo dell’istituto della rappresentanza politica”.
    Vista la chiarezza del parere reso dal Collegio per le garanzie statutarie, perché non viene applicato? Perché rinviare ogni decisione in merito? In un Paese democratico la vicenda Snam, dati i pronunciamenti istituzionali di contrarietà a tutti i livelli, sarebbe già stata chiusa da tempo. Invece il devastante e pericoloso progetto della multinazionale del gas continua a restare in piedi e a minacciare diritti fondamentali dei cittadini, quali l’integrità ambientale, la sicurezza e la salute pubblica.
    Nei prossimi giorni i Comitati prenderanno le necessarie iniziative per proseguire la loro lotta democratica e civile contro l’ ecomostro della Snam.

    Sulmona 30 gennaio 2013

    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email: giomargi54@gmail.com
    http://www.sulmonambiente.ithttp://sulmonambiente.wordpress.com

  3. febbraio 6, 2013 alle 8:54 PM

    SU CON LA TESTA! FERMIAMO LA SNAM

    Un megagasdotto di 687 km da Brindisi a Minerbio (Bo) : così la Snam vuole squarciare l’Appennino, collocando una bomba ad orologeria nei territori più altamente sismici dell’Italia. Il metanodotto “Rete Adriatica”, inoltre, sconvolgerebbe aree di elevatissima qualità ambientale facenti parte del progetto A.P.E. (Appennino Parco d’Europa).
    Questa gigantesca infrastruttura, che comprende la centrale di compressione e spinta di Sulmona, non serve all’Italia, ma è funzionale ai profitti dell’Eni e della Snam : il gas importato è infatti destinato ad essere rivenduto ad altri Paesi europei. E’, quindi, una operazione prettamente speculativa ( hub del gas), realizzata però sulla pelle delle popolazioni dei territori attraversati.
    Nonostante l’opposizione dei cittadini e il “no” di tutte le Istituzioni (Camera dei Deputati, Regioni, Province e Comuni) il progetto della Snam sta andando avanti.
    Per venerdì 15 febbraio, alle ore 10 a Pescara, il Servizio Energia della Regione ha convocato la Conferenza dei Servizi per la concessione dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) alla centrale di Sulmona, un impianto che non solo non esiste, ma la cui costruzione non è stata neppure autorizzata.
    La concessione dell’A.I.A. è illegale perché – come ha sancito il Collegio regionale per le garanzie statutarie – è in aperto contrasto con precisa normative nazionali e regionali. Perciò il procedimento va chiuso e la richiesta della Snam va respinta.

    VENERDI 15 FEBBRAIO A PESCARA
    A PARTIRE DALLE ORE 9,00 (in via Passolanciano75)
    SI TERRA’ UN PRESIDIO POPOLARE
    PER LA DIFESA DELLA LEGALITA’ E DELLA DEMOCRAZIA.
    Tutti sono invitati a partecipare.

    In preparazione della mobilitazione del 15 febbraio è indetta a
    SULMONA una ASSEMBLEA PUBBLICA
    per LUNEDI 11 FEBBRAIO ALLE ORE 17,00
    presso la COMUNITA’ MONTANA PELIGNA (via Angeloni 11)

    Alla assemblea sono invitati a partecipare: i cittadini, le associazioni, i Parlamentari, i Consiglieri Regionali, i Sindaci e gli amministratori pubblici, i candidati e i rappresentanti delle forze politiche.
    I Comitati non sono schierati con nessuna forza politica, ma ritengono fondamentale il ruolo della politica per vincere questa battaglia. Perciò chiedono ai candidati al Parlamento di assumere una posizione chiara e un impegno preciso per fermare il devastante e pericoloso progetto della Snam.
    Facciamo sentire alta e forte la voce del territorio!

    Sulmona 6 febbraio 2013
    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario: 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email: giomargi54@gmail.comhttp://www.sulmonambiente.ithttp://sulmonambiente.wordpress.com

  4. febbraio 6, 2013 alle 8:57 PM

    giusto per capire.

    da Il Fatto Quotidiano, 5 febbraio 2013
    Saipem, pm: “Snamprogetti ha sempre pagato tangenti”.
    Le mazzette – secondo il pubblico ministero di Milano Fabio De Pasquale – sarebbero state rivolte ai politici nigeriani in cambio di appalti per la costruzione di sei grandi impianti di trasporto e stoccaggio di gas. Ma la società controllata da Eni prende le distanze dall’azienda incorporata nel 2006: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/05/saipem-pm-snamprogetti-ha-sempre-pagato-mazzette/489962/#.UREwrXXDfOc.mailto

  5. febbraio 15, 2013 alle 9:43 PM

    CENTRALE SNAM : UNA GIORNATA STORICA PER I CITTADINI E PER LA DEMOCRAZIA. ORA LA SNAM RINUNCI DEFINITIVAMENTE AL SUO DEVASTANTE E PERICOLOSO PROGETTO.

    Quella di oggi è una giornata storica per il movimento antigasdotto: la Conferenza dei Servizi della Regione Abruzzo sulla centrale di compressione è stata chiusa e la richiesta della Snam è stata rigettata. E’ una vittoria esemplare dei cittadini che da oltre 5 anni si stanno battendo con determinazione per impedire che il nostro territorio venga asservito agli interessi della multinazionale del gas. Ma è anche una vittoria delle istituzioni democratiche, che recependo la volontà popolare, hanno espresso la loro contrarietà all’opera attraverso numerosi atti. Questa mattina, a partire dalle ore 9 e per tutta la durata della Conferenza dei Servizi, una folta delegazione di cittadini di Sulmona e del comprensorio ha dato vita ad una civile manifestazione sotto la sede del Servizio Energia della Regione, a Pescara. Erano presenti anche il Vice Presidente del Consiglio Regionale Giovanni D’Amico, il senatore Alfonso Mascitelli, il presidente della Comunità Montana Peligna Antonio Carrara, l’assessore Fabrizio Petrella di Pratola ed i consiglieri comunali di Sulmona, Giuseppe Ranalli, Silverio Gatta e Luigi Santilli. Hanno partecipato attivamente anche alcuni candidati alle prossime elezioni politiche che hanno raccolto e sottoscritto l’impegno lanciato dai comitati nell’assemblea pubblica di lunedì scorso : oltre a D’Amico e Mascitelli, Carlo Alicandri Ciufelli, Vincenza Giannantonio, Giovanni Salutari ed Enza Blundo. Prima dei lavori ufficiali della Conferenza sono stati ascoltati i rappresentanti dei comitati e di altre associazioni : WWF, Lipu, Orsa Pro Natura Peligna, Medici per l’Ambiente e Cittadinanzattiva. Decisivo è stato il parere del Collegio regionale per le garanzie statutarie che ha sancito in modo inequivocabile l’illegittimità del procedimento per il rilascio dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale). Così come un ruolo importante ha avuto la lettera, pervenuta oggi e firmata dai consiglieri regionali Di Pangrazio, D’Amico, Caramanico, D’Alessandro, Acerbo, Ruffini, Saia, Di Luca e Milano, con cui si invitava il dirigente del Servizio, dott.ssa Iris Flacco, a non disattendere il parere del Collegio che, con l’avvenuta pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione, assume valore di rilevanza amministrativa. Va dato atto che il Comune di Sulmona, rappresentato dall’assessore Mauro Tirabassi e dai tecnici del settore, ha difeso in maniera adeguata ed efficace le giuste ragioni del territorio, richiamando non solo le proprie delibere di contrarietà, ma anche gli atti di altre istituzioni, come la stessa Regione e la Commissione Ambiente della Camera. Non possiamo che definire, invece, vergognoso il comportamento della Provincia che, non solo era assente, ma ha inviato un parere favorevole alla realizzazione della centrale, a firma del suo dirigente tecnico. In questo modo sono state calpestate ben tre delibere di contrarietà votate unanimemente dal Consiglio Provinciale e vengono ignorate le normative e tutti i pronunciamenti che al riguardo si sono avuti da parte di numerosi organi istituzionali.
    Il Presidente Del Corvo e la Vice Presidente Di Nino, delegando la gestione del territorio ad un funzionario, dimostrano di essere delle nullità sul piano politico e, per il bene delle comunità amministrate, dovrebbero, se hanno un minimo di dignità, lasciare l’incarico che è stato loro affidato dagli elettori.
    Prendano atto dell’esito della Conferenza dei Servizi il governatore Chiodi e l’assessore Di Dalmazio, i due superlatitanti della questione Snam e si decidano, senza lasciar passare altro tempo, a dare attuazione alle due risoluzioni consiliari e alle norme della Regione che stabiliscono una totale incompatibilità tra il progetto della Snam e il territorio. Ora non possono più tergiversare e reggere la corda alla Snam : il loro preciso dovere è negare l’intesa della Regione con lo Stato.
    In quanto cittadini, ma anche elettori, siamo nauseati e stufi di essere presi in giro da un personaggio come Chiodi, che ebbe anche l’ardire di autoproclamarsi “assessore” del nostro territorio.
    La Snam, infine, faccia l’unica scelta possibile in un paese democratico : constatato che il suo progetto è avversato da tutti, cittadini ed istituzioni, lo ritiri ed accetti di sedersi ad un tavolo per discutere di possibili soluzioni alternative. Insistere significherebbe continuare ad esercitare una violenza inammissibile contro i sacrosanti diritti del territorio e contro gli stessi principi del nostro Stato democratico.

    Sulmona, 15 febbraio 2015

    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email:giomargi54@gmail.com –www.sulmonambiente.it – http:sulmonambiente.wordpress.com

  6. febbraio 19, 2013 alle 12:16 am

    la “cosa” è di fatto chiusa.

    A.N.S.A., 18 febbraio 2013
    Rigassificatore Brindisi, Lng rinuncia. Domani discussione in comitato portuale, l’area e’ confiscata. (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/02/18/Rigassificatore-Brindisi-Lng-rinuncia_8270829.html)

    BRINDISI, 18 FEB – La societa’ Brindisi Lng, controllata da British Gas, ha rinunciato ufficialmente a realizzare un rigassificatore a Brindisi. Lo si evince da una richiesta di recesso dall’accordo sostitutivo di concessione demaniale dell’area di Capo Bianco, inoltrata all’Autorita’ portuale. La richiesta sara’ esaminata domani. Il sito e’ sottoposto a confisca sulla base della sentenza di primo grado del processo concluso il 13 aprile 2012 con il riconoscimento di occupazione abusiva di suolo demaniale.

  7. febbraio 22, 2013 alle 2:51 PM

    da Il Sole 24 Ore, 20 febbraio 2013
    Gas, la rete adriatica si ferma in Abruzzo. (Federico Rendina): http://infrastrutture.ilsole24ore.com/bancadati/8416

  8. aprile 21, 2013 alle 5:20 PM

    da Il Tempo, 21 aprile 2013
    La Snam ricorre al Tar del Lazio per la centrale «bocciata». Autorizzazione negata dalla Regione: chiesto l’annullamento dell’atto. (Paola De Angelis): http://www.iltempo.it/abruzzo/2013/04/21/la-snam-ricorre-al-tar-del-lazio-per-la-centrale-bocciata-1.1131327

  9. luglio 13, 2013 alle 10:34 PM

    GIANNI CHIODI, L’UOMO SMASCHERATO

    All’indomani della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge regionale relativa ai grandi gasdotti in aree altamente sismiche il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha dichiarato : “lo sapevo”.
    Certo che lo sapeva, perché egli non solo non ha fatto nulla per impedire l’esito della vicenda, ma ci ha messo abbondantemente del suo: infatti, il 15 ottobre 2012, Chiodi ha riunito la Giunta regionale ed ha approvato una delibera (la n. 660 di ben 24 pagine) con cui dà pienamente ragione al Governo nazionale – che aveva impugnato la legge regionale – perfino su aspetti che invece non sono stati accolti dalla Corte! Quindi la Regione, non solo non si è costituita in giudizio a difesa di una sua legge approvata alla unanimità dal Consiglio Regionale, ma ne ha anche favorito la bocciatura sostenendo la “fondatezza di tutti i motivi di ricorso” del Governo nazionale! Proprio un bell’esempio di uomo di governo per il quale la salvaguardia della salute e della sicurezza dei cittadini abruzzesi non è, evidentemente, un problema.
    Un comportamento diametralmente opposto a quello di Chiodi è stato, invece , quello tenuto da un altro Governatore, Vasco Errani dell’Emilia Romagna, il quale, a proposito del deposito sotterraneo di gas di Rivara (MO), ha contrastato il progetto durante tutto il suo iter amministrativo ed ha negato l’intesa con lo Stato nell’aprile 2012, un mese prima del sisma che ha colpito la Regione.
    Errani non ha avuto bisogno di una legge regionale perché l’intesa è stata negata in base al principio di precauzione sancito dal Diritto Comunitario ed il Governo nazionale, di fronte al risoluto “no” della Regione, non ha avuto altra scelta che quella di cancellare il progetto.
    La Snam ha, con grande cinismo, ripresentato il suo devastante e pericoloso progetto appena due giorni dopo il sisma che ha colpito l’Aquila e buona parte della Provincia. E Chiodi è stato zitto, come è stato con la bocca cucita quando i suoi colleghi di partito, i Ministri Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo, hanno emanato i rispettivi decreti di pubblica utilità e di compatibilità ambientale, propedeutici al rilascio dell’autorizzazione finale.
    L’unica volta che Chiodi ha parlato è stata il 10 maggio del 2012 quando, nel tavolo-farsa promosso dall’allora (e attuale) Sottosegretario Claudio De Vincenti, egli, insieme all’Assessore Mauro Di Dalmazio e al Dirigente regionale Antonio Sorgi, per spianare la strada alla Snam, ha sostenuto che il megagasdotto “Rete Adriatica” non sarebbe altro che … un’opera di urbanizzazione!
    Ma come? Un’opera mastodontica e “strategica”, che attraversa 10 Regioni e che necessita di una serie innumerevole di pareri ed autorizzazioni, comprese le intese con lo Stato, viene equiparata ai tubi che portano il gas alle utenze finali che, come è noto, non richiedono autorizzazione?
    Come può una persona che ignora, o fa finta di ignorare, la differenza macroscopica che c’è tra una grande infrastruttura di trasporto e la rete locale di distribuzione del gas, governare un’intera Regione? Chiodi non può continuare impunemente a prendere in giro i cittadini.
    Così come non può continuare a prendersi gioco di un’ intero Consiglio Regionale che, con voto unanime, ha votato ben due risoluzioni che lo impegnano a negare l’intesa con lo Stato.
    Le Istituzioni meritano rispetto e il primo a dare l’esempio, per il ruolo che ricopre, deve essere proprio lui. O è troppo chiedere questo all’uomo smascherato?
    Sulmona, 13/07/2013
    Comitati cittadini per l’ambiente
    Info:
    Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email: giomargi54@gmail.com . http://www.sulmonambiente.it

  10. Maggio 12, 2014 alle 3:03 PM

    la Corte costituzionale, con la sentenza n. 119 del 9 maggio 2014, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2 della legge della Regione Abruzzo 7 giugno 2013, n. 14 secondo cui «la localizzazione e la realizzazione di centrali di compressione a gas è consentita al di fuori delle aree sismiche classificate di prima categoria, ai sensi della vigente normativa statale, nel rispetto delle vigenti norme e procedure di legge, previo studio particolareggiato della risposta sismica locale attraverso specifiche indagini geofisiche, sismiche e litologiche di dettaglio».

    Qui la sentenza: http://www.cortecostituzionale.it/schedaUltimoDeposito.do;jsessionid=9B28AE791CCF2AB0E5C06181B9674F6B .

    —————

    Di seguito il comunicato stampa dei Comitati cittadini per l’ambiente abruzzesi.

    Comunicato stampa

    SNAM : LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE NON CHIUDE LA PARTITA: LA REGIONE NEGHI L’INTESA CON LO STATO

    Il governatore Chiodi non perda altro tempo e neghi subito l’intesa con lo Stato sul pericoloso progetto della Snam, attuando le decisioni del Consiglio Regionale. La bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge regionale sulle centrali di compressione in aree sismiche, non può costituire un alibi perché, per negare l’intesa, non c’è bisogno di una legge. Si veda l’esempio della giunta regionale dell’Emilia e Romagna che ha detto no al deposito sotterraneo di gas a Rivara (MO), in piena zona sismica, senza avere una normativa specifica ma invocando il principio di precauzione. Anche la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha riconosciuto la necessità di spostare il metanodotto e la centrale di compressione su un diverso tracciato, proprio a causa della elevata pericolosità sismica dei territori attraversati. Ma il governatore Chiodi, pur avendo ottimi argomenti per difendere la legge regionale, ha preferito fuggire dalle proprie responsabilità. Così la Regione non solo non si è costituita in giudizio, ma la giunta ha addirittura approvato una delibera con cui dà pienamente ragione alle tesi del governo nazionale. Il comportamento arrendevole del governo regionale ha sicuramente favorito il giudizio negativo della Corte, della quale rispettiamo la sentenza anche se non la condividiamo.
    La normativa regionale, infatti, non avrebbe comunque potuto impedire la realizzazione della centrale, ma avrebbe indotto la Snam a trovare una diversa collocazione, così come chiedono da anni ormai tutti gli Enti istituzionali. Ciò che maggiormente sorprende, nella sentenza della Corte, è che le scelte relative alla localizzazione delle grandi infrastrutture energetiche siano considerate di fatto indiscutibili e prevalenti su diritti costituzionalmente garantiti come quello alla salute e alla sicurezza dei cittadini. Come interpretare , infatti, il passaggio della sentenza in cui si arriva ad asserire che lo studio preventivo della risposta sismica locale, previsto dalla legge regionale, “interferisce illegittimamente con il procedimento di localizzazione e realizzazione di impianti di interesse nazionale ponendo un ulteriore aggravamento procedurale”? Ci limitiamo ad osservare che questo “aggravamento procedurale”, oltre ad essere dettato dal buon senso non è altro che ciò che aveva prescritto, al riguardo, la Commissione nazionale V.I.A.
    Al di là della bocciatura della legge resta il fatto che opere così fortemente impattanti come quella progettata dalla Snam non possono essere calate d’autorità sulla testa dei cittadini, ma vanno discusse e condivise con i territori coinvolti. E’, questo, un principio elementare della democrazia, principio che però è stato ripetutamente calpestato da tutti i governi che si sono finora succeduti. Ma ora il governo Renzi si appresta a fare di più e di peggio: con la riforma del titolo V° della Costituzione e, quindi, con l’avocazione allo Stato della esclusiva competenza in materia di energia, verrà fatto un regalo enorme alle multinazionali del petrolio e del gas che potranno fare ciò che vogliono senza che le Regioni e quindi i cittadini, abbiano alcun potere per opporsi.
    Ci auguriamo che in Parlamento siano in molti a dare battaglia perché ciò che sta passando pressoché sotto silenzio, rappresenterebbe in realtà un colpo micidiale per la nostra democrazia.
    Sulmona, 12 maggio 2014
    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
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