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Ruspe in azione sulle dune di Piscinas?


Arbus, dune di Piscinas

Arbus, dune di Piscinas

Sul quotidiano regionale La Nuova Sardegna è stato pubblicato il 27 dicembre 2012 l’articolo Ruspa sulle dune di Piscinas, autore il giornalista Luciano Onnis – bravo, attento e profondo conoscitore della realtà arburese – riguardo lavori con ruspe che sarebbero stati effettuati sull’incantevole litorale dunale di Piscinas (Arbus, VS), purtroppo già martoriato dal “fiume rosso” (il Rio Irvi – Piscinas) che scende dai pozzi minerari dismessi.

Gli autori delle foto relative ai lavori avrebbero effettuato una coraggiosa denuncia su una pagina di Facebook, forse ritenendo il social network titolare dei poteri giudiziari in questo pur singolare Paese.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra hanno, quindi, provveduto (27 dicembre 2012) a segnalare formalmente l’articolo di stampa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale affinchè possano effettuare tutti i necessari accertamenti e individuare eventuali responsabilità.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

Arbus, foce del Rio Irvi-Piscinas "rosso"

Arbus, foce del Rio Irvi-Piscinas “rosso”

 

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 27 dicembre 2012

Una ruspa in azione sulle dune di Piscinas.

Arbus, strani movimenti sulla spiaggia dove due collinette di sabbia erano già state spianate nel 2011.  (Luciano Onnis)

ARBUS. C’è una mano armata (di ruspa) che da qualche tempo sta attentando alle dune e alla spiaggia di Piscinas. Fra il 2011 e il 2012, come dimostra un’ampia documentazione fotografica (anche satellitare), sono misteriosamente scomparse due piccole dune di pochi metri di altezza a ridosso della battigia. E la vigilia di Natale appena trascorsa, una ruspa gialla ha sbancato un tratto di spiaggia effettuando movimenti in prossimità della foce del rio Irvi, l’ormai famigerato “fiume rosso” al cadmio che scarica nel mare di Piscinas le acque reflue provenienti dal cantiere minerario dismesso di Casargiu, fra Montevecchio e Ingurtosu, sette chilometri a monte della più rinomata e suggestiva località balneare della costa di Arbus.

La ruspa in azione il giorno prima di Natale è stata fotografata a più riprese, così come una simile (ma non sembra essere la stessa) parcheggiata fra la vegetazione e la recinzione di una struttura ricettiva. L’autore delle fotografie le ha messe a disposizione di un giovane ingegnere e subacqueo arburese, Davide Morelli, che da qualche anno è diventato il paladino della costa arburese denunciando a carabinieri, Corpo forestale e magistratura presunti scempi avvenuti o in atto nel litorale. Per il momento la serie di fotogrammi della ruspa in azione (su Facebook è definita ironicamente “the yellow bulldozer in Piscinas”) sono finite sul social network Facebook, scatenando un’ondata di proteste e portando alla nascita di un forum nel quale si chiede venga fatta luce sugli sbancamenti di sabbia nella spiaggia di Piscinas. Ma ben presto le fotografie potrebbero prendere un’altra via: quella della Procura della Repubblica, dove è già stato inoltrato tempo addietro un esposto relativo alla misteriosa scomparsa delle due “dunette” che, in mezzo alla spiaggia, limitavano parzialmente da terra la visione di uno scorcio di mare. Individuare l’autore dello sbancamento, operazione ovviamente illegale data la miriade di vincoli di assoluta tutela naturalistica, paesaggistica e urbanistica a cui è sottoposta l’intera fascia costiera e in particolare il sistema dunale di Piscinas (area Sic), sarà compito del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale.

«Numerose fotografie testimoniano che fino al 2011 in quel tratto di spiaggia esistevano due piccole dune – afferma Davide Morelli -, ora le stesse dune non ci sono più. Qualcuno le ha spianate abusivamente, presumibilmente perché disturbavano. Adesso, l’ultimo attentato alla spiaggia e alle dune di Piscinas con la ruspa che effettua lavori di movimentazione della sabbia, con quali scopi non si sa. Una cosa però è certa: è un atto abusivo, illegale. Come tanti altri che avvengono sulla costa di Arbus. Sto combattendo per buttare giù quel muro di omertà che ad Arbus è stato eretto da qualcuno su Piscinas. Troppe protezioni e troppi interessi perlomeno dubbi, che rischiano di intaccare questo eden della costa arburese».

Arbus, Piscinas e carrelli minerari

Arbus, Piscinas e carrelli minerari

(foto C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. lucia
    dicembre 28, 2012 alle 10:45 am

    Non mollate! Siete unici!
    Auguri di buon lavoro!

  2. icittadiniprimaditutto
    dicembre 28, 2012 alle 12:01 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. teresa
    dicembre 28, 2012 alle 1:47 pm

    “SPIANARE LE DUNE”!IN GIRO C’è GENTE FOLLE!

  4. pa
    dicembre 28, 2012 alle 8:11 pm

    come ti ho detto a suo tempo, sono molte le potenzialità di facebook e se la pagina che il gruppo d’intervento giuridico ha sul social network fosse aperta anzichè chiusa, moltissimi utenti potrebbero riempire la pagina del gruppo con denunce e foto denunce……prova ne sia le campagne – passaparola che come utenti di fb ci scambiamo e facciamo girare……

    • dicembre 28, 2012 alle 8:17 pm

      non c’è dubbio e dovreste parlarne fra voi “esperti”, ciò non toglie che ancora non sostituisce la magistratura 😉

  5. wow
    dicembre 28, 2012 alle 10:48 pm

    Su fb c’è anche tanto cazzeggio, spero per il grig che abbiate tanta gente dietro che ci lavora, altrimenti smistare tutte le “centinaia” di denunce e foto denunce, cazzeggio compreso, diventa un vero e proprio lavoro. auguri.

  6. dicembre 29, 2012 alle 10:44 am

    E’ tutto completamente falso e strumentale, ci sono indagini ed ampia documentazione redatta dal Corpo Forestale e dalla Polizia Locale ed inoltrata presso le sedi competenti, che smentiscono totalmente non solo le affermazioni fatte sul quotidiano ma anche la presenza di ruspe sull’arenile. La foto in questione è vecchia di almeno 8 anni e probabilmente non è nemmeno stata scattata dove si dice (leggasi foce del Rio Piscinas – Irvi). Ancora una volta si tratta di uso strumentale di stampa e web, non si capisce a che pro. Riflettiamo un attimo: che cosa ci sarebbe andato a cercare un buldozer nella foce del Rio? Nemmeno l’allusione che sia opera dell’Hotel Le Dune ha fondamento, anche perchè, ripetiamo, cosa ci sarebbero andati a cercare in tale luogo? Tra l’altro rischiando di restare impantanati nei fanghi della miniera….mah mistero!!! Oltre tutto, è vero che la struttura ricettiva talvolta movimenta della sabbia, ma solamente quella che il vento deposita dinnanzi la struttura stessa, respingendola verso la spiaggia, il tutto ad opera di mezzo gommato, idoneo a tale scopo ed in virtù di specifica autorizzazione rilasciata dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della RAS.
    Sig. Deliperi, a voi tutto il mio plauso per l’opera di divulgazione delle notizie riguardanti l’ambiente e le azioni concrete svolte e che svolgerete ma, per favore, non prestatevi a strumentalizzazioni.
    con immensa simpatia, Antonello Melis

    • dicembre 29, 2012 alle 11:40 am

      grazie per la precisazione e per l’intervento: abbiamo chiesto, infatti, a magistratura e C.F.V.A. di accertare il reale svolgimento dei fatti ed eventuali responsabilità, di qualsiasi genere.

      Stefano Deliperi

  7. Angelo
    dicembre 29, 2012 alle 11:35 pm

    Meglio una verifica in più che rischiare di far passare piccoli e grandi scempi.
    Grazie per l’eccellente lavoro svolto a difesa di un patrimonio naturale mai abbastanza protetto.

  8. gennaio 1, 2013 alle 7:23 pm

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  9. aprile 6, 2013 alle 11:14 am

    peggio che mai!

    da La Nuova Sardegna, 6 aprile 2013
    Sulle dune di Piscinas va in scena l’anarchia. Arbus, le suggestive colline di sabbia dorata violate da fuoristrada e camper Il Corpo forestale ha pochi uomini in zona e i controlli sono giocoforza limitati. (Luciano Onnis)

    ARBUS. Le dune di Piscinas terra di nessuno. O meglio, terra di conquista da parte dell’esercito di barbari che spesso e volentieri percorrono in lungo e in largo (e in altezza) con i loro fuoristrada le montagne di sabbia, arrecando danni incalcolabili all’ecosistema dunale. Il tutto senza trovare la benché minima azione di contrasto, se non le proteste e i click fotografici di indignatissimi frequentatori abituali di Piscinas, gente che questi posti ama e rispetta incondizionatamente e a cui non rimane altro che denunciare e documentare sui social network l’assalto sconsiderato dei vandali motorizzati. È quanto accaduto anche nelle recenti festività pasquali quando orde di turisti per caso (prevalentemente stranieri) hanno scambiato le dune per un deserto sahariano dove scorrazzare a proprio piacimento. Qualcuno, nelle montagne di sabbia, nei punti al riparo del vento di maestrale che ha spazzato il litorale nel week end di Pasqua e in mezzo ai ginepri secolari , ci si è perfino accampato senza ritegno. E senza che nessuno li facesse sloggiare e, magari, far pagare loro una salatissima contravvenzione che sulla carta è prevista per chi viola il divieto di addentrarsi nelle dune di sabbia e percorrerle con mezzi fuoristrada. Non risulta che i trasgressori siano incappati in controlli e in conseguenti sanzioni da parte di agenti qualificati allo svolgimento di attività di salvaguardia ambientale nel sistema dunale di Piscinas. Nessuna comparsa della polizia locale di Arbus o di ranger del Corpo forestale della competente stazione di Guspini, che qualcuno ha detto di aver inutilmente cercato di contattare telefonicamente per segnalare le scorribande di fuoristrada sulle dune. È pur vero che nei giorni festivi di Pasqua e di Pasquetta gli agenti in servizio sono a ranghi ridotti e dislocati chi nel centro urbano (Arbus) e chi a disposizione in caserma per eventuali emergenze (i forestali). Fatto sta che a Piscinas – come presumibilmente nelle altre località del litorale arburese – pattuglie di uomini in divisa non se ne sono visti. I vigili urbani riescono a stento a coprire i turni in paese, la presenza dei Forestali è condizionata dalla riorganizzazione fatta anni addietro nei presidi territoriali del Corpo: la stazione di Montevecchio fu soppressa e accentrata a Guspini, privando così la costa della preziosa presenza in loco dei ranger. In considerazione che un’altra stazione della Forestale è all’interno del territorio (Monti Mannu, a Villacidro), forse sarebbe stato opportuno mantenerne una in prossimità della costa. E chi sa che così qualche fuoristradista non avrebbe rimpianto di aver scorrazzato liberamente sulle dune di Piscinas.

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