La Toscana nel fango.


Albinia, alluvione (novembre 2012)

 

Lo sapevamo, eravamo stati avvertiti, ma in questi anni poco o niente è stato fatto.

La Toscana si è svegliata dentro un’altra tragedia, impregnata di incuria, di  trascuratezza, di sfruttamento in nome del cemento e delle speculazioni. Adesso si contano gli enormi danni, ancora una volta purtroppo anche umani. Non sempre la minima energia regala il massimo rendimento, almeno non in natura.

La terra è bassa e faticosa, dicono i contadini, così anche la preziosa campagna toscana è stata abbandonata, cementificata o ceduta all’agricoltura industriale. Lo spopolamento delle montagne e dei boschi, lasciati a se stessi senza alcuna manutenzione, causano ogni anno devastanti incendi e situazioni pericolose per il territorio e per  gli abitanti che lo vivono, come le frane e le inondazioni.

Sentiamo di case e strade costruite sopra a corsi d’acqua, e piani urbanistici che sentenziano l’ineludibilità del consumo del territorio, diritti che sono senza revoche, costituiti dai privati o da potenti banche.

Nemmeno la civile Toscana si è sottratta a questo, malgrado giorno dopo giorno assistiamo a tragici eventi che si susseguono a un ritmo sempre più pressante. Non ci vogliono molte tecnologie per capire che il territorio non è infinito, e che la natura dell’acqua è quella di scorrere. Ci stiamo pericolosamente lasciando portare alla follia nella deriva del massimo sfruttamento, bypassando la legge dei ritmi naturali del mondo.

Anche la nostra mente vacilla.  Ci siamo dimenticati che noi siamo ospiti, e come tutti gli ospiti dovremmo lasciare come abbiamo trovato.

campagne sommerse dall’acqua intorno ad Orvieto

Da anni marciamo completamente come forsennati nel senso opposto, distruggendo tutto ciò che possiamo, costruiamo in più invece di mantenere quello che di buono già esiste, senza prevenire i possibili disastri, senza investire in posti di lavoro per stabilizzare questo territorio che è malato, senza bonificare preziose aree da recuperare. Questi sono i futuri posti di lavoro. Invece l’unica cosa che sappiamo fare è portare avanti grandi opere inutili che da anni prosperano, senza se e ma – presto e bene.. – come dice il Governatore della Toscana Enrico Rossi (invece i contadini direbbero che il presto e bene non stanno facilmente insieme!).
Tutto questo contro il volere di migliaia di persone, lasciando il territorio avvelenato, abbandonato a se stesso, umiliato.

Vi ricordate la difesa del Governatore per la costruzione della nuova fabbrica Laika, con altro consumo di territorio agricolo, e con le tombe Etrusche che andranno sfollate?!   Un territorio così fertile, siamo nel cuore del Chianti, vale molto di più di una fabbrica, anche come posti di lavoro. Invece hanno fatto passare gli oppositori, gente competente e attenta all’ambiente che li circonda, per degli incoscienti e faziosi visionari. E questo accade ogni giorno.

Sentiamo di ponti dimenticati, binari abbandonati, strade che spariscono nel nulla. Investiamo tutti i nostri risparmi in grandi progetti inutili, come il fantasma del ponte di Messina, o come i famelici Tunnel Tav, o come la stramiliardaria e isolata stazione AV Foster, sotto la bella Firenze, città che il sindaco Renzi dice tanto di amare, però poi ha firmato l’accordo per tutto il possibile (tanto poi il posto andrà a un altro, e così via..).

Queste sono offese, non solo al mondo che ci ospita con tanta generosità, ma all’intelligenza umana, e a chi resta un briciolo di dignità e senso del futuro, ha il dovere di reagire e di ribellarsi.

Elena Romoli, Gruppo d’Intervento Giuridico – Toscana

Toscana, corsi d’acqua ingrossati dalle piogge

(foto da mailing list ecologista)

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  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 16, 2012 alle 9:24 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
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  2. elena romoli
    novembre 16, 2012 alle 2:13 pm

    Si contano 5 morti, oltre alle migliaia di vittime tra gli animali, e enormi danni economici..
    —–
    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/11/15/news/cadavere_nel_lago_di_burano_forse_la_quinta_vittima_dell_alluvione-46749163/

    Cadavere nel lago di Burano

    la quinta vittima dell’alluvioneSi tratta di un immigrato di 35 anni ritrovato nella zona nord del lago. Intanto si è saputo che c’è un’altra anziana ricoverata a Grosseto in gravi condizioni per aver respirato acqua.

    Maltempo, quinta vittima a Capalbio
    Protezione civile: “Si sposta a Sud” Ci sarebbe un’altra vittima dell’alluvione in Maremma. Un uomo è stato ripescato ieri nelle acque del lago di Burano, nella zona meridionale della provincia di Grosseto. Si tratterebbe di un immigrato dell’Europa dell’est di 35 anni, la cui scomparsa è stata denunciata da un familiare martedì. Era nella zona nord del lago, dove arriva un torrente, il Fosso Melone, che lunedì è esondato. Bisogna chiarire se l’uomo non è deceduto per altre cause ma al momento sembra probabile che sia una nuova vittima dell’alluvione. La quinta dopo l’anziano trovato in un campo dentro la sua auto lunedì e i tre dipenti Enel finiti in una voragine che si è aperta sul ponte sull’Albegna a Marsiliana.

    Ieri si è scoperto che una donna di 69 anni di Faenza, che ha una casa in provincia di Grosseto alluvionata dopo l’esondazione dell’Albegna, è ricoverata da martedì scorso nel reparto di rianimazione all’ospedale di Grosseto. Qui si trova anche la 73enne salvata a Orbetello. Entrambe sono in gravi condizioni. La 69enne, che avrebbe respirato acqua e fango ma non è chiaro come sia successo, sarebbe stata portata dal marito all’ospedale di Orbetello e da qui trasferita a Grosseto. Sempre all’ospedale di Grosseto era stata portata un’altra giovane donna salvata sul ponte del torrente Maiano, nel comune di Grosseto, dove martedì sera era rimasta bloccata con la propria auto ormai circondata dalle acqua in piena. La donna è stata salvata da un agente della municipale di Campagnatico che, insieme
    al fidanzato, e riuscito a portarla fuori dall’acqua. Le sue condizioni, secondo quanto si apprende, non destano preoccupazione

  3. novembre 16, 2012 alle 2:49 pm

    A.N.S.A., 15 novembre 2012
    Maltempo: salgono a cinque le vittime in Maremma.
    E’ un 35enne rimasto travolto dall’ondata di piena di un canale vicino a Capalbio: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/11/07/Allerta-meteo-weekend_7755784.html

  4. elena romoli
    novembre 16, 2012 alle 9:21 pm

    riceviamo e inoltriamo molto volentieri
    Comunicato stampa alluvioni in Toscana
    Posted on novembre 14, 2012
    Firenze 2012-11-14

    Italia Nostra Firenze
    Associazione‘Vivere in Valdisieve’
    AssoValdisieve
    Comitato Valdisieve

    Mentre l’Italia è divisa in due proprio a causa delle alluvioni in Toscana, che è sommersa dall’acqua per le ultime piogge di portata eccezionale, mentre si registrano di nuovo la perdita di vite umane e danni ingenti al territorio, mentre si mette ancora a dura prova la resistenza delle popolazioni coinvolte in questi disastri in cui protezione civile, esercito e volontari si rimboccano le maniche per aiutare e attenuare i disagi, in Toscana ci si fa belli dato che “ abbiamo” – come dichiara il Presidente Rossi – “unici in Italia, una legge regionale che, blocca l’edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone ad alto rischio idraulico”.
    Da ricordare che questa tematica è già disciplinata, oltre che da Leggi nazionali anche dalle Norme dell’Autorità di Bacino (ci mancherebbe altro che si consentisse di costruire ANCHE nei letti e negli alvei dei fiumi o golene che siano! Purtroppo però oltre i 10 metri si può fare).
    Per precisare: le costruzioni negli alvei sono regolamentate dall’art.1 della LR 21/2012, che è rimasto quasi invariato rispetto al precedente della LR 66/2011 (approvata d’urgenza dopo le alluvioni dell’autunno scorso) un articolo che riguarda al massimo una distanza di 10 metri dalle sponde del fiume.
    Ma le costruzioni in aree a pericolosità idraulica molto elevata cioè oltre i 10 metri, sono invece descritte nell’art.2 della stessa LR 21/2012, un articolo, che nella prima redazione era un utile baluardo nella difesa dal rischio idrogeologico (art. 142, LR 66/2011) e che risulta completamente ‘stravolto’ nella legge successiva, solo di pochi mesi, a quella che sarebbe stata davvero risolutiva.
    Abbiamo seguito l’iter e modifiche di questa legge, perché riguardavano da vicino l’iter autorizzativo per il nuovo inceneritore di Selvapiana che è situato a pochi metri dal fiume Sieve nel Comune di Rufina (dove c’è già un piccolo vecchio impianto, CHIUSO da oltre 2 anni).
    Nel seguire la vicenda delle “modifiche ad hoc” ci siamo resi conto che i vecchi articoli 141 e 142 della LR 66/2011 (finanziaria 2012) avrebbero quasi BLOCCATO tutta una serie di interventi tra cui, l’inceneritore di Rufina e una cementificazione imponente di 200 ettari nel grossetano, in aree che si allagano ogni anno, come avviene oggi. Avrebbero ‘quasi’ bloccato perché, alla RUFINA, l’inceneritore si sarebbe potuto fare lo stesso, se il Comune si fosse accollato i costi di milioni di euro per fare opere di messa in sicurezza idraulica e permettere all’Autorità di Bacino di “declassare” l’area da “pericolosità idraulica molto elevata” (PI4) a “pericolosità idraulica elevata” (PI3).
    Ma questa non era una via percorribile dall’AC di Rufina a causa dei costi elevati.
    E l’Autorità di Bacino non avrebbe potuto declassare l’area senza queste opere, il cui costo sarà poi a nostro carico, attraverso la TIA e altre tasse comunali, provinciali e regionali, dato che ora, grazie alle modifiche di legge approvate, c’è l’autorizzazione per il nuovo inceneritore.
    La società interessata dal progetto: AER Impianti Srl, essendo in parte pubblica, non rischierà gli esorbitanti costi senza la sicurezza del rientro economico.
    Rimaniamo sbigottiti di fronte alle affermazioni del Presidente Rossi, responsabile delle modifiche ad hoc della legge toscana, che si accorge di nuovo che queste alluvioni “sono un ulteriore campanello di allarme che chiama in causa le responsabilità di tutti e impone svolte radicali nell’uso del territorio, nelle politiche d’investimento e nel modello di sviluppo”. E aggiunge: “La Regione con la legge che ha bloccato l’edificazione negli alvei dei fiumi e nelle zone ad alto rischio idraulico (“unico caso in Italia”) e con gli interventi che stiamo facendo sul territorio, sta lavorando seriamente, ma solo con le scarsissime risorse di cui disponiamo” (dal Corriere Fiorentino 11 Nov.2012). Il Governatore richiede inoltre l’intervento dell’esercito per fare fronte alla situazione determinata dal maltempo in Toscana (meteogiornale.it). Sic!
    Come al solito ci si accorge del problema solo a disastro avvenuto, e si proclamano di nuovo buoni propositi e “svolte radicali” (quali?).
    Una “Svolta radicale” poteva essere d’ impedire definitivamente le costruzioni in aree golenali o paludose, e di pensare anche a una delocalizzazione delle opere esistenti in tali aree, senza ricorrere all’espediente delle “opere di cosiddetta messa in sicurezza” per “aggirare” vincoli e norme (affermazioni tratte dalla prefazione di Rossi all’E-Book “Cosa INSEGNA il fiume: Le alluvioni in Lunigiana e all’Isola d’Elba e la difesa del territorio in Toscana“).
    INVECE non ci si è accorti che le modifiche alla legge (in primis dell’art.2) l’hanno di fatto “svuotata” dei buoni presupposti di salvaguardia del territorio, dopo le devastanti alluvioni dell’autunno 2011.

    QUANTI DISASTRI DOVREMO SOPPORTARE ANCORA PER RENDERCI CONTO CHE OCCORRONO LEGGI
    PIU’ INCISIVE E CORAGGIOSE?

    http://italianostrafirenze.wordpress.com/2012/11/14/comunicato-stampa-alluvioni-in-toscana/

  5. novembre 22, 2012 alle 3:03 pm

    su La Prospettiva, 21 novembre 2012
    La Toscana nel fango. (Elena Romoli): http://www.laprospettiva.eu/la-toscana-nel-fango/

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