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Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale afferma che la tombatura dei pozzi minerari dismessi è illegittima. E ora?


Domusnovas, galleria mineraria dismessa

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale – S.T.I.R. di Iglesias ha comunicato (nota n. 60489 del 29 agosto 2012), in seguito alla richiesta di modifica delle modalità di “messa in sicurezza” delle gallerie minerarie inoltrata (7 luglio 2012) dalle associazioni ecologiste Amici della TerraLega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico, che “le verifiche effettuate sui siti in interesse nei trascorsi mesi di Novembre e Dicembre 2011 nel territorio ripartimentale (l’Iglesiente e il Sulcis, n.d.r.) indicavano che nell’ambito dei lavori posti in essere per la messa in sicurezza di vari ingressi minerari, le caratteristiche costruttive dei sistemi di chiusura, specie per quanto attiene il dimensionamento delle aperture di ventilazione, non risultavano corrispondenti ai parametri dimensionali indicati dal Servizio Tutela della natura – Direzione generale dell’Ambiente R.A.S., idonei a garantire il passaggio in volo dei pipistrelli”.

Nel febbraio 2012, inoltre, si è svolto “un incontro tra le parti interessate, per l’individuazione, nell’ambito degli interventi di messa in sicurezza e chiusura degli imbocchi di gallerie minerarie, di soluzioni e l’adozione di idonei provvedimenti rivolti a garantire la protezione e la gestione di tali siti e la tutela della fauna ipogea”.

Domusnovas, galleria mineraria “tombata”

Incontro dai risultati concreti piuttosto scarsi, a giudicare dalle modalità con cui vengono tuttora eseguiti i lavori di “messa in sicurezza” delle gallerie minerarie dismesse.

Né risulta che alle “verifiche effettuate” dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale siano seguite le opportune attività di carattere penale e amministrativo, viste le riscontrate difformità da quanto prescritto.

Ricordiamo quanto accaduto.

In molte aree minerarie dismesse dell’Iglesiente, in particolare nei siti minerari di Sa Duchessa, Su Corovau, Reigraxius, Barraxiutta, Macciurru (Comune di Domusnovas) l’IGEA s.p.a., la società che gestisce i siti minerari di titolarità regionale, sta ponendo in essere le operazioni di “messa in sicurezza” delle gallerie minerarie dismesse con modalità assolutamente negative e deleterie per Pipistrelli e Anfibi.       Infatti, viene attuata la quasi completa chiusura delle gallerie minerarie dismesse con muri generalmente in blocchetti di calcestruzzo e una piccola finestrella con grata metallica.

Queste operazioni, però, precludono l’accesso e l’uscita dai propri siti di ricovero, nonché la presenza di prede per le popolazioni di Chirotteri (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposideros, Rhinolophus euryale, Rhinolophus mehelyi, Miniopterus schreibersii, Myotis punicus, Myotis capaccinii, Myotis emarginatus) e di Anfibi (Atylodes genei, Hyla sarda, Speleomantes genei, Discoglossus sardus).

Rinolofo ferrodicavallo (Rhinolophus ferrumequinum)

Si ricorda che le specie di Chirotteri e di Anfibi urodeli delle species speleomantes rientrano negli allegati II e IV della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora.

Inoltre, l’area in argomento rientra nel sito di importanza comunitaria “Monte Linas – Marganai”: il relativo piano di gestione (decreto assessoriale n. 61 del 30 luglio 2008) appare prevedere la messa in sicurezza degli ingressi minerari con apposite cancellate che non creino disturbo all’habitat di queste specie, infatti la chiusura con muro, anche se munita di apertura, modifica in maniera drastica le condizioni microclimatiche (luce, areazione, umidità) e la presenza di prede.

Raccogliendo preoccupate e qualificate segnalazioni, le associazioni ecologiste Amici della TerraLega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano quindi inoltrato un’urgente richiesta di modifica delle modalità di “messa in sicurezza” delle gallerie minerarie alla Commissione europea, al Ministero dell’ambiente, all’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, informandone, per gli aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Discoglosso (Discoglossus sardus)

L’avevano già fatto, con analoga istanza (13 giugno 2006) e, conseguentemente, l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente – Servizio conservazione della natura ed habitat (nota prot. n. 20733 del 22 giugno 2006) interveniva presso la società I.G.E.A. ed il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ricordando “che gran parte del patrimonio minerario della Sardegna insiste su Siti di Importanza Comunitaria” e che “è vietata la cattura, l’uccisione o il disturbo di esemplari delle specie citate nell’allegato D (del D.P.R. n. 357/1997, modificato dal D.P.R. n. 120/2003, n.d.r.) è vietato il danneggiamento o la distruzione dei siti di riproduzione o delle aree di sosta delle specie animali di cui all’allegato D, nel quale sono inclusi tutti i pipistrelli e tutte le specie di Speleomantes“.    Inoltre, “tutte le opere ricadenti all’interno delle aree SIC e riferibili alla … messa in sicurezza non solo delle gallerie, ma anche di edifici o altri manufatti devono essere sottoposte a procedura di valutazione di incidenza: procedura che, evidentemente, l’I.G.E.A. s.p.a. non aveva svolto.

L’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente – Servizio conservazione della natura ed habitat confermava che la muratura degli imbocchi delle gallerie minerarie dismesse,“nel sigillare di fatto gli ingressi, intrappola all’interno delle stesse gallerie popolazioni di chirotteri (pipistrelli) e di anfibi urodeli Speleomantes sp., sottraendo contemporaneamente indispensabili porzioni di habitat alle stesse specie animali, che eleggono le gallerie di miniera a luoghi di rifugio temporaneo, svernamento, riproduzione”. Questo mentre ”è possibile individuare azioni di messa in sicurezza delle gallerie minerarie diverse dalla muratura degli ingressi e mentre erano in corso di definizione le procedure per individuare ben altri nuovi 20 S.I.C. proprio per tutelare pipistrelli (Rhynofolus euryale) ed anfibi urodeli (Speleomantes geneiSpeleomantes imperialis).

Geotritone sardo (Speleomantes genei)

In questo caso basterebbe veramente poco per ottenere un risultato importante: sarebbe sufficiente realizzare delle chiusure solo mediante grate metalliche e Pipistrelli ed Anfibi sarebbero al sicuro.

Si attende in tempi rapidi la soluzione a portata di mano.  Ognuno faccia la sua parte.

Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Geotritone sardo (Speleomantes genei) in una galleria mineraria dismessa

(foto da  www.treknature.com, G.P., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    settembre 7, 2012 alle 11:28 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Occhio nudo
    settembre 7, 2012 alle 4:38 pm

    Tra quelle grate può passare solo tanta incapacità.

  3. ornella
    settembre 8, 2012 alle 9:46 am

    kome al solito le kose fatte e malfate…tanto x fare oia oia

  4. settembre 10, 2012 alle 3:03 pm

    da CagliariPad, 10 settembre 2012
    Pipistrelli e anfibi sepolti vivi nelle miniere: http://www.cagliaripad.it/it/news/settembre/10/pipistrelli/

  5. settembre 10, 2012 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 10 settembre 2012
    Calcestruzzo pericoloso. Ambientalisti e speleologi: “Chi ha sbagliato paghi”. Un round per i pipistrelli. Grotte minerarie, la Forestale boccia la tombatura. I blocchi di calcestruzzo con cui sono state chiuse le gallerie minerarie? Per il Corpo forestale mettono a rischio pipistrelli e anfibi. Soddisfatti ambientalisti e speleologi. (Paolo Mocci)

    Dopo una lunga battaglia a suon di esposti, denunce e ripetute prese di posizione contro le modalità di messa in sicurezza delle gallerie ex minerarie del Sulcis Iglesiente, che compromettono gravemente la sopravvivenza di numerose esemplari di pipistrelli e anfibi, Federazione speleologica sarda e Gruppo di intervento giuridico ottengono una prima, importante, vittoria. A seguito delle verifiche sollecitate dalle due associazioni, infatti, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Iglesias ha comunicato che “i lavori per la messa in sicurezza di vari ingressi minerari del territorio e le caratteristiche costruttive dei sistemi di chiusura non risultano corrispondenti ai parametri indicati dal Servizio Tutela della natura della Regione per garantire il passaggio in volo dei pipistrelli”.
    LE ASSOCIAZIONI. Le istituzioni, insomma, cominciano a riconoscere le ragioni di una lotta che va avanti da anni in difesa di specie rare, in alcuni casi protette, che nelle grotte di miniera hanno trovato un habitat ideale ma che la cosiddetta tombatura dei pozzi minerari (la chiusura quasi completa degli ingressi con blocchi di calcestruzzo) sta mettendo a rischio. Per le associazioni è senz’altro un passo avanti, anche se ora attendono provvedimenti e azioni concrete. “Ci sarebbe la denuncia per omissioni d’atti di ufficio – tuona Angelo Naseddu, presidente della Fss – giacchè la Federazione segnala da oltre una decina di anni il danno causato dalle sconsiderate operazioni di messa in sicurezza”. Anche il Grig lamenta una certa inerzia sulla questione: “Non risulta – scrive l’associazione ambientalista – che alle verifiche effettuate dal Corpo forestale siano seguite opportune iniziative a livello penale e amministrativo, viste le riscontrate difformità dei lavori da quanto prescritto”. Nè – rileva sempre il Gruppo – sembra che le modalità con cui tuttora Igea e Ati-Ifras eseguono i lavori siano cambiate rispetto a prima. E ciò nonostante a febbraio si sia svolto un incontro tra le parti interessate per l’individuazione di soluzioni tecniche e provvedimenti volti a garantire la protezione dei siti e della fauna ipogea.
    RESPONSABILITA’. Per questo ambientalisti e speleologi caldeggiano ora un’azione rapida che possa portare all’individuazione delle responsabilità dietro a un danno che si produce ormai da tempo e all’immediata modifica degli ingressi minerari già “tombati”. A questo proposito le associazioni ribadiscono che “basterebbe veramente poco per ottenere un risultato importante: sarebbe sufficiente realizzare delle chiusure solo mediante grate metalliche e pipistrelli e anfibi sarebbero al sicuro”. Bisognerà a questo punto vedere se l’intervento degli uomini del Corpo forestale indurrà l’Igea a ritornare sui suoi passi apportando alla chiusura delle gallerie dismesse tutte le modifiche necessarie.

  6. Occhio nudo
    settembre 10, 2012 alle 4:52 pm

    E ora, visto che nessuno si muove, tocca a noi buttarlo giù 😉

  7. settembre 12, 2012 alle 3:00 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 settembre 2012
    SPECIE A RISCHIO. Ex miniere, bocciata la tombatura delle gallerie: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120912082658.pdf

  8. Ugo Cocco
    ottobre 10, 2014 alle 11:43 am

    gli interventi di messa in sicurezzaelle opere minerarie comunicanti a giorno sono realizzati in maniera conforme alle Prescrizioni emesse dal Servizio Attività estrattive della Regione Autonoma della Sardegna, organo con funzioni di polizia Mineraria preposto alla definizione delle procedure e al controllo sull’esecuzione dei lavori da parte di IGEA, che in quest’area e nelle restanti di sua competenza ha sempre attuato gli interventi prescritti dalla RAS

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