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Atto di osservazioni contro la centrale di compressione del metano a Sulmona.


simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

Nuova azione legale del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, in coordinamento con i Comitati e le Associazioni che si oppongono al gasdotto Snam Brindisi-Minerbio (gasdotto “Rete Adriatica” o gasdotto Appeninico): è stato inoltrato (23 luglio 20012) uno specifico atto di “osservazioni” al Ministero dello sviluppo economico avverso il rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione della “Centrale di compressione gas di Sulmona e delle quattro linee di collegamento alla rete Snam Rete Gas esistente” in palese spregio dei valori ambientali dell’area interessata e, soprattutto, del grave rischio derivante dalla presenza della zona sismica “1” in buona parte dell’Abruzzo e del tratto appenninico dell’assurdo progetto.

Recentemente è stata ribadita dalla Regione Abruzzo e dalle popolazioni interessate l’assoluta contrarietà al pericoloso tracciato.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Sulmona, manifestazione contro il gasdotto “Rete Adriatica”

(simulazione Studio Newton, foto G.M., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    luglio 24, 2012 alle 11:51 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. luglio 26, 2012 alle 11:18 am

    Apecchio-Città di Castello-Sulmona 24/07/2012

    Votata Risoluzione sul Gasdotto nella Regione Marche

    Un altro importante passo è stato fatto verso la soluzione dell’annosa questione relativa al megagasdotto Brindisi –Minerbio.
    Il gasdotto, secondo il progetto della SNAM, dovrebbe risalire i crinali dell’Appennino per 700 chilometri partendo dalla Puglia fino a Minerbio in Romagna.

    Il 17 Luglio scorso, il Consiglio Regionale delle Marche ha approvato all’unanimità una risoluzione di grande importanza politica, un documento che impegna la giunta e direttamente il Presidente Spacca ad attivarsi presso il ministero competente per:

    1) arrivare alla definizione di un tavolo di lavoro finalizzato all’individuazione di un percorso alternativo
    2) predisporre un testo di legge a tutela delle aree di maggior pregio ambientale che arrivi a negare in casi simili l’intesa stato regioni
    3) attivare la concertazione con le regioni interessate dal problema
    4) inviare la risoluzione al Presidente del Consiglio e ai Presidenti e Capigruppo di Camera e Senato.

    Precedentemente, anche la Regione Abruzzo aveva votato un documento simile e di seguito approvato una legge regionale che vieta la realizzazione di opere come questa in aree di pregio ambientale e ad elevato rischio sismico.
    Inoltre, il 26 Ottobre scorso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati aveva approvato anch’essa, sempre con voto unanime, una risoluzione che impegna il governo all’apertura di un tavolo per individuare un percorso alternativo.
    Ormai sono una moltitudine gli enti, le istituzioni, i comuni, che si sono unite alla rete di comitati e associazioni in opposizione a quest’opera così come è stata concepita; tant’è che attualmente il coordinatore della rete dei comitati “No Tubo” è l’Assessore alle opere pubbliche (già assessore all’Ambiente) del Comune dell’Aquila Alfredo Moroni.

    Si è Arrivati all’ottimo risultato della risoluzione appena votata dal Consiglio Regionale delle Marche, sostengono i rappresentanti del Comitato Interregionale “NO TUBO”, anche grazie all’impegno di molti consiglieri che appoggiano questa battaglia di civiltà, in primo luogo Gino Traversini , Adriano Cardogna e i presidenti della 3° e 4° commissione, rispettivamente Fabio Badiali ed Enzo Giancarli e quindi tutti i consiglieri (di tutti i partiti, compresi gli indipendenti) che hanno sottoscritto l’atto di pugno.
    Ora la situazione si delinea con grande chiarezza, sostengono sempre i membri del Comitato, i cittadini e le istituzioni democratiche chiedono che il progetto venga fermato e si trovi un percorso alternativo.
    La società proponente, contro le più elementari regole di democrazia, indifferente ai danni che ne deriverebbero all’economia montana, all’ambiente e alla sicurezza stessa dei cittadini pretende di procedere a testa bassa.
    Se questo è ancora uno stato di diritto è elementare che si apra il tavolo per la ricerca di un percorso alternativo, dicono ancora al Comitato, procedere diversamente vorrebbe dire cercare di sovvertire le regole democratiche e ovviamente chi lo farà se ne assumerà per intero ogni responsabilità.

    Comitato Interregionale No Tubo

  3. luglio 26, 2012 alle 2:55 PM

    riceviamo dall’on. Giovanni Lolli e pubblichiamo volentieri.

    GASDOTTO: ENTRO SETTEMBRE IL “TAVOLO” DEL GOVERNO.
    VERINI E LOLLI: “UN RISULTATO IMPORTANTE PER UN CONFRONTO FINALMENTE CONCRETO SULLE CRITICITA’ DEL TRACCIATO”.

    Sarà convocato entro il mese di settembre, da parte del Governo, il tavolo interistituzionale per esaminare la situazione e le criticità del progetto del gasdotto Brindisi-Minerbio, con particolare riferimento al tratto abruzzese e a quello umbro-tosco-marchigiano. E’ quanto deciso ieri dalla Camera dei Deputati, quando lo stesso Governo, per bocca del Sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti, ha accolto l’ordine del giorno del PD, firmato da Walter Verini, Giovanni Lolli, Raffaella Mariani e Massimo Vannucci.
    “Si tratta di un risultato che consideriamo importante – commentano Verini e Lolli in una dichiarazione congiunta – perché finalmente il Governo convocherà tutte le parti interessate, entro una data precisa, per una valutazione approfondita del progetto che, secondo tante istituzioni regionali, provinciali e comunali, secondo i Comitati e secondo la stessa Commissione Ambiente della Camera, contiene aspetti davvero preoccupanti, legati al progetto del tracciato lungo aree a sismicità di prima categoria e lungo altri territori di assoluto pregio ambientale e naturalistico”.
    “Noi non siamo ovviamente contro i gasdotti – continuano i due parlamentari del PD – e siamo favorevoli ad una seria e diversificata politica energetica del nostro Paese, che ne garantisca il fabbisogno presente e futuro, che sostenga lo sviluppo delle energie rinnovabili: quello che riteniamo indispensabile, in questo caso, è un esame serio e approfondito di tutte le criticità del progetto, per studiare con tutti i soggetti interessati e competenti la fattibilità, che riteniamo praticabile, di spostamento del tracciato”.
    “Consideriamo l’impegno formale del Governo, assunto in aula della Camera dei Deputati – concludono Verini e Lolli – una tappa significativa, certo non ancora risolutiva, che premia gli sforzi di tutti coloro che si sono battuti e si battono per necessarie ed urgenti politiche di sviluppo e di investimenti che siano sostenibili e in grado di non colpire, ma di valorizzare il patrimonio ambientale e l’ecosistema del nostro Paese, che di per sé costituisce anche una enorme risorsa per l’Italia”.

  4. agosto 1, 2012 alle 10:22 PM

    dal blog del Comitato Salviamo il Paesaggio, 31 luglio 2012
    L’Appennino intubato dall’opera strategica: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/07/lappennino-intubato-dallopera-strategica/

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