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La salute dei nostri alberi.


Il Gruppo d’Intervento Giuridico è, da sempre, in prima linea nella difesa degli alberi delle nostre città: dagli alberi di via Amat a Cagliari a quelli di Empoli e di viale Morgagni a Firenze, abbiamo sempre lottato per salvare anche un solo albero dalle grinfie di quegli esseri umani convinti che “progresso” significhi barattare alberi con piloni di cemento armato.

Noi la pensiamo diversamente e siamo convinti che, in una città veramente moderna, la natura si possa integrare perfettamente con gli esseri umani e con i loro pazzi stili di vita e, anzi, possa rendere più gradevoli e serene le loro esistenze, grazie ai colori, ai suoni, ai profumi degli alberi, dei fiori, dei prati, della vegetazione in genere e della piccola fauna che la popola.

Per tale motivo, prestiamo particolare attenzione ai lavori di manutenzione che riguardano il verde pubblico delle nostre città, cerchiamo di capire se la salute e il benessere degli alberi siano rispettati o meno, e ringraziamo tutti i cittadini sensibili che segnalano eventuali “stranezze” nell’esecuzione di tali lavori.

Una delle segnalazioni più frequenti riguarda l’aspetto della potatura degli alberi, talvolta giudicata da alcuni cittadini “eccessiva” o “fuori stagione”. Proprio per affrontare la questione senza pregiudizi e nel modo migliore possibile, abbiamo approfondito l’aspetto della potatura, con un professionista, socio del GrIG, esperto in florovivaismo, e particolarmente attento alla tutela dell’ambiente, il quale ha chiarito che la pratica del “taglio estivo” detto anche “taglio verde” risulta essere, in moltissimi casi, se fatta con perizia, positiva per  il benessere degli alberi, poiché previene gli attacchi di parassiti particolarmente attivi nel periodo estivo, permette di verificare lo stato di salute delle piante e consente, comunque, una rigenerazione più veloce rispetto alla potatura effettuata nei mesi invernali. D’altra parte, esistono diverse pubblicazioni scientifiche a carattere divulgativo (delle quali trovate una copia alla fine dell’articolo) che confermano quanto affermato:

“In passato, la “potatura verde” veniva praticata sulle latifoglie “tenere”, per l’alimentazine del bestiamo o, nel caso del gelso, per l’allevamento del baco da seta. Inizialmente impiegata solo come pratica vivaistica, consistente nell’eliminazione di tutta la vegetazione superflua (…).

Le conoscenze in arboricoltura durante l’ultimo ventennio hanno messo in evidenza che nel ciclo vegetativo annuale degli alberi ci sono due periodi di riposo, l’uno invernale e l’altro estivo. In quest’ultimo, le piante hanno terminato la costituzione e la formazione della chioma ed entrano in una fase di stasi in cui non viè più crescita o aumento di massa vegetale. Tale periodo si verifica nei nostri climi fra la metà di luglio e la metà di agosto. La potatura verde, quindi, si effettua in presenza di tutto il fogliame dell’albero ed è da consigliarsi in molte situazioni. Anche sulle piante adulte l’effetto più appariscente che provoca è la riduzione del vigore delle cacciate. È infatti noto che le potature invernali producono una reazione da parte dell’albero proprorzionale alla loro intensità e tale da ricostituire nel più breve tempo possibile la totalità delle superficie fotosintetizzant rimossa”.

La potatura estiva consente, tra le altre cose, di “verificare la stabilità, rettificare l’ingombro e bilanciare i carichi della chioma nel periodo dell’anno in cui è massima la sollecitazione dovuta al peso del fogliame nei punti critici strutturali del vegetale; permette di individuare con facilità le ramificazioni secche o ammalorate, da rimuovere nelle operazioni di rimonda; in condizioni di stress idrico-alimentare estivo riduce i fabbisogni di acqua dei vegetali, in quanto viene rimossa una porzione di chioma traspirante”.

“Le ferite prodotte in questa stagione, se contenute (in accordo con le moderne tecniche) rimarginano velocemente e non rischiano di essere infettate, purchè si operi scrupolosamente tra giugno e luglio. In questo periodo, gli alberi sono a riposo, ma lo sono anche i funghi e le loro pericolose spore, che sono attivissime nei mesi tardo-estivi e autunnnali, in cui non è consigliabile alcuna forma di potatura”.

(Testo di Francesco Ferrari, ingegnere ambientale e tree-climber certificato – estratto da ACER ©Il Verde Editoriale).

Come afferma anche la Società italiana di arboricoltura (S.I.A., sezione italiana della I.S.A. –  International Society of Arboricolture nata con lo scopo di diffondere l’arboricoltura urbana e le conoscenze ad essa relative), “le stagioni più adatte per potare sono l’inverno (dopo la caduta delle foglie) e la piena estate (dalla seconda metà di giugno). Assolutamente da evitarsi i periodi di caduta e di emissione del fogliame.

La potatura all’inizio dell’inverno non toglie all’albero le sue riserve d’amido ma per contro, espone più a lungo il legno a possibili infezioni. Alla fine dell’inverno vengono tolte molte sostanze di riserva, ma l’emissione di legno da ferita sarà più rapida. In estate si avrà una minima produzione di ricacci, mentre l’albero avrà ancora tempo sufficiente per attivare le sue barriere.

Alla luce di tali chiarimenti, occorrerà di volta in volta verificare se la potatura sia, effettivamente, realizzata a regola d’arte e, ancora più opportuna sarebbe l’adozione di uno strumento fondamentale per la gestione del verde nelle città, quale è il regolamento comunale del verde pubblico e privato, allegato allo strumento urbanistico vigente (P.U.C. o P.R.G.),  in modo tale da prevedere le modalità di esecuzione delle potature e stabilire delle forme di tutela a favore delle specie nidificanti su siepi o alberi, con il divieto di potature che distruggano o danneggino i nidi o i ricoveri usati dagli “altri animali”.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Per approfondire: Il taglio estivo – ACER © Il Verde Editoriale;
Potatura: quando e quanto potare? – S.I.A. .

  1. icittadiniprimaditutto
    luglio 21, 2012 alle 6:02 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. elena romoli
    luglio 21, 2012 alle 10:04 PM

    Grazie ragazzi, è molto importante far conoscere a tutti le sane e basilari pratiche di potatura, l’Italia tra l’altro ha questa particolarità della capitozzatura perlopiù sconosciuta negli altri paesi del mondo. Così purtroppo per mancanza di fondi il verde cittadino diventa una delle ultime ruote del carro, causando a volte dei veri e propri disastri ambientali e pericolosi per la popolazione.

    Basterebbe così poco, e si potrebbero creare molti posti di lavoro in più..

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