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Alta velocità fiorentina, terre da scavo, rifiuti, pericoli sismici.


Firenze

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato un nuovo esposto (6 dicembre 2011, i precedenti sono del 6 ottobre 2011 e del 25 maggio 2011) riguardo al progetto ferroviario “alta velocità” – sottoattraversamento dell’area urbana di Firenze (“nodo di Firenze”) e l’utilizzo delle relative terre da scavo per il recupero ambientale della miniera di S. Barbara (Comuni di Cavriglia, AR, e di Figline Valdarno, FI).

Interessati il Ministero dell’ambiente, la Regione Toscana, l’ sservatorio ambientale del nodo alta velocità di Firenze, le Province di Firenze e di Arezzo, i Comuni di Firenze, di Cavriglia e di Figline Valdarno e – per gli aspetti di competenza – la Commissione europea e la Procura regionale toscana della Corte dei conti.

L’Associazione ecologista ha ricordato alle amministrazioni pubbliche interessate che sono oggetto di verifica di ottemperanza da parte di Agenzie tecniche e Amministrazioni (A.R.P.A. Toscana, Nucleo di valutazione dell’impatto ambientale della Regione Toscana, Dipartimenti tecnici, ecc.) specifiche condizioni vincolanti del decreto Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del mare n. DSA-DEC-2009 938 del 29 luglio 2009, conclusivo del procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. relativo al progetto per il recupero ambientale della miniera di S. Barbaracostruzione dei bacini di Castelnuovo dei Sabbioni e Allori all’interno della miniera e riassetto idrografico e morfologico dell’area di miniera

Firenze, Palazzina dell'Orologio, crepe dopo i lavori AV

Inoltre, riguardo gli aspetti di ordine urbanistico-statico-sismico, ben presenti riguardo il progetto del c.d. “nodo di Firenze” – il cui procedimento di V.I.A. si è concluso con un provvedimento positivo con numerose condizioni (decreto Ministero Ambiente n. 649 del 23 giugno 2005) – è stato opportuno ricordare che il territorio comunale di Firenze è classificato zona “3 s” (medio rischio) ai fini del rischio sismico (ordinanza Presidente Consiglio Ministri n. 3519 del 19 giugno 2006; deliberazione Giunta regionale Toscana n. 431 del 19 giugno 2006) e che le competenze per l’adozione di provvedimenti di sospensione dei lavori sono in capo al “dirigente del competente ufficio tecnico della regione, ai sensi dell’art. 97 del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.    In proposito, si ricorda che l’attuale nuovo progetto della Stazione Belfiore Macelli (c.d. Stazione Foster) e delle opere connesse risulta radicalmente modificato rispetto al precedente e non è mai stato  assoggettato ad alcuna preventiva e vincolante procedura V.I.A., nonostante i relativi lavori propedeutici siano già stati avviati.

Gli additivi utilizzati “condizionano” il terreno in modo tale da modificarne le caratteristiche geotecniche, chimiche, fisiche, tali da renderlo ben diverso dal “naturale” terreno di scavo.  Si rammenta che le risultanti terre e rocce da scavo sono considerate rifiuti speciali (art. 184 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) con codice CER 170504.      In relazione ai valori delle analisi chimiche valutati in riferimento al sito di destinazione, i rifiuti speciali si distinguono in rifiuti speciali non pericolosi e rifiuti speciali pericolosi e tossico-nocivi (i primi possono essere recuperati a seguito di specifici processi di gestione, i secondi devono essere conferiti a discarica autorizzata allo scopo).    Le terre e rocce da scavo (TRS) possono essere stralciate dal regime di trattamento dei rifiutiin pratica solo se le loro caratteristiche permangono naturali (artt. 185-186 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

Firenze by night

La Regione Toscana- Settore rifiuti e bonifiche dei siti inquinati (nota prot. n. AOO – GRT/60343/P.140 – 030 dell’8 marzo 2011), nell’ambito della partecipazione regionale al procedimento di V.I.A. di competenza statale sul progetto della “collina schermo” da realizzarsi nell’area mineraria dismessa di S. Barbara, ritiene che le terre di scavo di tipo A (provenienti dallo scavo con fresa TBM: materiali provenienti dal fronte di scavo con addittivi chimici, acqua, bentonite, allo stato fisico semifluido) e le terre da scavo di tipo C (derivanti dalla realizzazione di pali e diaframmi, allo stato semiliquido per la presenza di acqua e bentonite), di volumetria non conosciuta (complessivamente i manufatti necessiterebbero di mc. 3.050.000 di materiale) non possono essere riferibili al regime dei sottoprodotti (art. 186 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) e non sono direttamente riutilizzabili se non previo trattamento. Inoltre per tali tipologie di materiali dovrà essere attentamente valutato il grado e i tempi necessari alla biodegradazione … tali materiali appaiono da gestire entro il regime dei rifiuti e quindi riutilizzabili nel rispetto della specifica normativa”.  In proposito, la suddetta Struttura tecnico-amministrativa regionale richiede una serie di complesse operazioni di analisi e monitoraggio del predetto materiale di scavo.

Inoltre, la Regione Toscana – Genio civile – Coordinamento regionale prevenzione sismica (nota prot. n. AOO – GRT/183828/0.50 del 19 luglio 2011), ha rilevato di non aver potuto esaminare il progetto ferroviario “alta velocità” nella parte relativa al sottoattraversamento dell’area urbana di Firenze (“nodo di Firenze”) pur soggetto alla sua vigilanza (art. 17 della legge n. 64/1974, voti Consiglio superiore dei LL.PP. nn. 206/2005, 226/1997, 575/1995) a causa del mancato deposito nei propri uffici.  Inoltre, ritiene la non idoneità delle indagini geognostiche utilizzate per la stima dell’azione sismica sia per ubicazione, sia per profondità investigata”, non sembrando possedere “i requisiti richiesti dalle NTC2008”.   Ai fini della valutazione del rischio sismico la necessità del rispetto delle disposizioni del D.M. LL.PP. 14 gennaio 2008 (nuove norme tecniche per le costruzioni) è stata ribadita dal Presidente del Consiglio superiore dei LL.PP., con nota prot. n. 8174 del 12 settembre 2011.

Firenze, manifestazione contro alta velocità in sotterranea (2010)

Una serie di monitoraggi e analisi ambientali riconducibili in buona parte a strutture tecnico-amministrative della Regione Toscana, il cui Presidente Enrico Rossi non può certo declinare la responsabilità (nota n. AOO-GRT/203057/A.130 dell’8 agosto 2011), essendo titolare delle competenze di direzione, coordinamento, impulso, vigilanza proprie di ogni vertice-politico-amministrativo nei confronti delle agenzie tecniche e delle amministrazioni appartenenti alla Regione Toscana a fini di tutela ambientale e dell’ineguagliabile patrimonio storico-culturale e urbanistico fiorentino.

L’azione legale si inserisce nel complesso di iniziative che associazioni, comitati, personalità della cultura, amministratori locali stanno portando avanti da anni per evitare che la linea ferroviaria “alta velocità” crei danni alla città di Firenze, unica al mondo, e al suo straordinario patrimonio culturale, nonché danni ad abitazioni e residenze di comuni cittadini. Un diverso tracciato, in superficie, è possibile e il procedimento di valutazione di impatto ambientale consente proprio di considerare tutte le alternative valide, la mitigazione degli impatti, la migliore funzionalità delle infrastrutture.  

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Firenze, manifestazione contro tunnel Alta Velocità (2009)

  (foto E.R., S.D., archivio GrIG)

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  1. dicembre 7, 2011 alle 7:26 pm

    A.N.S.A., 7 dicembre 2011
    Tav: danni da 13 mln, 22 a processo davanti la Corte conti. Anche Chiti e Martini. Accusa riguarda le conseguenze ambientali: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2011/12/07/visualizza_new.html_8469952.html

  2. dicembre 7, 2011 alle 10:45 pm

    dal blog di PerunaltraCittà, lista di cittadinanza, 7 dicembre 2011
    Esposto sull’Alta velocità fiorentina: terre da scavo, rifiuti, pericoli sismici: http://www.perunaltracitta.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4260:esposto-sullalta-velocita-fiorentina-terre-da-scavo-rifiuti-pericoli-sismici&catid=54:alta-velocita&Itemid=83

  3. elena romoli
    dicembre 7, 2011 alle 11:23 pm

    Grazie infinite da un bel pezzo di cittadinanza, almeno quella consapevole, visto che ancora i fiorentini del tunnel ne sono più o meno all’oscuro, grazie anche al deficit di informazione che vige, a livelli allarmanti. Alla faccia dei cantieri di cristallo promessi da Renzi e da Rossi..

  4. stefania valbonesi
    dicembre 8, 2011 alle 2:49 pm

    Approfitto per chiedervi delucidazioni sull’intervento dell’ex-ministro prestigiacomo, (si era verso il 14 novembre scorso) che dovrebbe avere in alzato i parametri per definire “inquinate” le terre discavo, con il risultato che quelle fiorentine di cui si occupa l’articolo sopra non dovrebbero essere più definite “rifiuti speciali” … potreste chiarire il punto? …Grazie!

  5. febbraio 7, 2012 alle 7:00 pm

    da Valdarnopost 05.02.2012 h 15:44 di Monica Campani

    “Sulla Tav vogliamo chiarezza. Finora solo tante controverse notizie”
    Il sindaco di Cavriglia, Ivano Ferri, chiede informazioni certe sui materiali di scarto provenienti dalla Tav. ” Non sappiamo ancora come devono essere considerati”.
    (http://valdarnopost.it/news/sulla-tav-vogliamo-chiarezza-finora-solo-tante-controverse-notizie)

    Sembrava ormai cosa fatta. Il materiale derivante dagli scavi per la Tav a Firenze, doveva essere quasi sulla strada per Cavriglia dove sarebbe servito per la realizzazione di due colline di 38 metri di altezza. In tutto circa tre milioni di metri cubi di terra e rocce. Ed invece ancora qualcosa non va. Quello stesso materiale, infatti, secondo alterne e continue notizie sembra essere considerato, talvolta, come rifiuto. “Stiamo aspettando chiarezza – ha affermato il sindaco Ivano Ferri – da quelle che saranno le defiitive disposizioni. La collina di sbarramento tra la centrale Enel ed il lago può essere realizzata soltanto con materiale di scarto non certo con rifiuti. Ma sulla scia delle leggi la definizione cambia continuamente. Allora se quel materiale non è ritenuto conforme, ovviamente prima di arrivare a Cavriglia dovrà essere bonificato. A questo punto chiediamo garanzie alla Regione ed all’Arpat”.
    Da molto tempo la Regione ha convalidato le prescrizioni richieste per il progetto della prima collina ed ha inviato tutto al Ministero. Alcuni incontri avevano determinato anche le modalità dei trasferimenti del materiale fino a Cavriglia in modo da arrecare il minor disagio ai cittadini ed all’ambiente. Tutto insomma sembrava pronto ed invece adesso qualcosa sembra ritardare il progetto.
    “Non sappiamo ancora quando il materiale arriverà. Non siamo in grado di sapere se è conforme oppure alle nuove normative. In questo senso c’è molta incertezza, ecco perchè chiediamo chiarezza”.

  6. febbraio 21, 2012 alle 2:59 pm

    ecco qua, come prevedibile.

    20/02/2012
    Tav, Grassi : “Confermato dal Comune che la terra estratta è da considerarsi rifiuto da smaltire in discarica.”
    “Le vie alternative esistono ma ancora l’iter per far cambiare il percorso dei camion al Lippi è ancora lungo”.

    “L’assessore Mattei oggi in Consiglio ha confermato che le terre estratte dalla Stazione Foster e da tutti i lavori dell’Alta Velocità sono da considerarsi dei rifiuti da conferire in discarica e per questo invece di essere trasportate con i treni alla ex-miniera di Santa Barbara per riqualificazione ambientale, sulla quale abbiamo sempre avuto dubbi, è stata sostituita dal transito per le vie del Lippi di numerosissimi camion ogni giorno, fino ad un massimo di 120 al giorno” Lo afferma il Consigliere comunale Tommaso Grassi. “A questo punto viene da domandarsi se e come il Comune e le Ferrovie intendono smaltire i 3,5 milioni di metri cubi che verranno estratti dall’intero progetto dell’Alta Velocità. Per questo la situazione in via Rigutini e via Pescetti sta diventando insopportabile da parte dei residenti per il continuo passaggio dei mezzi pesanti che trasportano le terre di scavo verso autostrada e verso la discarica. Su questi temi depositeremo con urgenza una interrogazione domani e chiederemo al Comune di fare ulteriore chiarezza in merito alla natura delle terre e rocce di scavo, prima di continuare a dare il via libera ad ulteriori fasi della cantierizzazione. Purtroppo anche la possibilità di alleviare la zona del Lippi dal transito dei camion giornalieri, modificando il tracciato percorso dai mezzi pesanti, si dimostra una via perseguibile ma che ancora deve seguire un iter autorizzatorio che attualmente, come dimostrato dalla risposta dell’assessore Mattei, è ancora molto lungo. I residenti dovranno quindi continuare a subirne i disagi e i danni per ancora mesi e mesi prima che ci siano tutte le autorizzazioni necessarie: allora ci chiediamo come mai non ci si sia pensato prima a percorsi alternativi e come mai ancora si permetta ai camion di poter passare dalle strette vie della zona del Lippi. Ci preoccupa che nessuno in Comune abbia ritenuto di informare il Consiglio e i Consiglieri della situazione che si è venuta a creare e mentre si chiede chiarezza su questo aspetto, ci auguriamo che nel frattempo non si stia tentando di percorrere scorciatoie normative o modifiche della Legge che abbiano come unico scopo quello di agevolare e permettere, ad ogni costo e in qualunque modo, la realizzazione del nodo fiorentino che continuiamo a ripetere troviamo dannoso, pericoloso, inutile e costoso. Questa novità ha come conseguenza l’incremento esponenzialmente dei costi dell’opera e il buon senso a questo punto imporrebbe a Ferrovie, al Comune e alla Regione di bloccare immediatamente i lavori e a ripensare un progetto meno impattante e di superficie come da sempre sostenuto da molti”.

  7. febbraio 26, 2012 alle 11:18 pm

    da Firenze Today, 25 febbraio 2012
    Le terre di scavo della Tav di Rifredi vanno in una discarica di Roma.
    Tav, scavi Belfiore: viaggio da Firenze a una discarica di Roma. Dove vanno i camion della discordia che escono dai cantieri Tav di Rifredi? Uno lo abbiamo seguito ed è arrivato fino alla capitale in una discarica in località Selvotta (Diego Giorgi): http://www.firenzetoday.it/cronaca/tav-terre-scavo-rifredi-camion-discarica-roma.html

  8. adria
    marzo 16, 2012 alle 12:43 am

    sapete se ci sono altre novità?

  9. maggio 11, 2012 alle 10:25 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    COMUNICATO STAMPA

    TAV E TERRE DI SCAVO, GRASSI E DE ZORDO: “LA REGIONE AMMETTE CHE NON SI POSSONO TRASPORTARE LE TERRE SCAVATE DALLA TALPA NELLA CAVA DI SANTA BARBARA.”
    Finora le terre della stazione AV sono state portate a Roma, Piacenza, Piombino, Brescia, Prato e Barberino.

    “Anche la Regione Toscana ammette ufficialmente con una Delibera di metà aprile (D.R.316 del 23/04712) che le terre e rocce di scavo derivanti dalla talpa per la realizzazione del sottoattraversamento del nodo fiorentino dell’Alta Velocità non potranno essere collocate nella cava di Santa Barbara, come invece deciso da RFI. – annunciano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo – Nella relazione si dice che ‘i materiali risultanti dagli scavi per la realizzazione del nodo fiorentino AV per i quali era stata prevista l’utilizzazione nella realizzazione della collina schermo all’interno del progetto di riassetto minerario, risulta utilizzabile, allo stato attuale, solo la parte derivante dai lavori della stazione AV di Firenze’, poiché – continua l’atto – per quanto riguarda ‘l’altra parte, costituita dai materiali provenienti da scavo con fresa EPB e da una quota non precisata di quelli derivanti dai lavori della stazione AV, non risulta direttamente utilizzabile.’

    Si evidenzia inoltre che RFI, seppur annunci a breve l’avvio dello scavo con la fresa, non ha ancora individuato soluzioni a Santa barbara per il materiale di scavo, tanto che la Regione ravvisa la necessità che: ‘Il Proponente individui le modalità per l’eventuale recupero e utilizzo della frazione di materiali provenienti da scavo con fresa EPB, nonché la provenienza, le caratteristiche e le modalità di trasporto del materiale da fonti di approvvigionamento alternative eventualmente individuate, al fine della completa realizzazione del progetto AV del 29.7.2009.’

    “A pochissimi giorni di distanza da quando, secondo quanto dichiarato dall’Ingegnere Bocchimuzzo di ITALFERR durante l’ultimo sopralluogo delle Commissioni consiliari di Palazzo Vecchio, sarebbe dovuto partire lo scavo con la talpa, si scopre questa importante novità che conferma quanto noi Consiglieri, il comitato e i tecnici di riferimento hanno ripetutamente sostenuto negli ultimi mesi.”

    “Con questo atto abbiamo la conferma che l’opera dell’Alta Velocità, oltre che inutile, dannosa, pericolosa, avrà un aumento non quantificabile nella durata dei lavori e nell’aumento dei costi già eccessivamente elevati- aggiungono De Zordo e Grassi – Confermiamo per l’ennesima volta la nostra più netta e convinta opposizione a questa opera.”

    “Infine è interessante apprendere da documentazione ufficiale di RFI come già adesso i 190.000 metri cubi di terre estratte dal cantiere della Stazione Foster abbiano dovuto attraversare mezza Italia per essere portate negli impianti di Roma, Piacenza, Piombino, Brescia, Prato e Barberino: – dichiarano i due consiglieri – non vorremmo immaginare cosa succederebbe se dovessimo portare oltre 2,5 milioni di metri cubi, classificabili esclusivamente come rifiuti, derivanti dallo scavo prodotto dalla fresa.”

    “Se poi dovesse essere firmato il Decreto ex Prestigiacomo, che trasforma magicamente in semplici terre quelli che ad oggi sono classificati come rifiuti speciali, ci chiediamo come gli abitanti e il sindaco di Cavriglia possano accettare che nel loro territorio si faccia ‘recupero ambientale’ con più di 2 milioni di metri cubi di rifiuti risanati da un pezzo di carta.” concludono i consiglieri.

  1. novembre 19, 2012 alle 12:44 pm

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