Home > giustizia, inquinamento, salute pubblica > Lo strano inquinamento di Quirra: un procuratore scomodo e un processo che si avvicina.

Lo strano inquinamento di Quirra: un procuratore scomodo e un processo che si avvicina.


Quirra, poligono

E’ proprio vera la sensazione: a tanti, troppi, questo Domenico Fiordalisi, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei (OG) non piace, lo considerano un ficcanaso e vorrebbero che se ne andasse. Anche domani, anzi meglio ieri.    Addirittura è un magistrato che vuole fare semplicemente il suo dovere.    Ciò nonostante continua l’indagine penale avviata sullo “strano” inquinamento di Quirra, così come continuano i procedimenti sui tanti casi irrisolti d’Ogliastra, spesso efferati omicidi.   Ora la riesumazione di vari defunti in circostanze non chiare, mentre poche settimane fa la Regione autonoma della Sardegna aveva presentato i primi risultati delle analisi svolte dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna.   Quasi un’assoluzione perché il fatto non sussiste per Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Quirra, la grande industria del Sarrabus e dell’Ogliastra, con le sue centinaia di posti di lavoro militari e civili, diretti e indiretti.    Ancora il quadro non è chiaramente definito e si attendono i completamenti dei monitoraggi ambientali ed epidemiologici.     

Dal canto nostro confermiamo che, in un eventuale dibattimento penale, presenteremo istanza di costituzione di parte civile.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

da La Nuova Sardegna on line, 7 dicembre 2011

Fiordalisi: andrò via quando risolverò i misteri dell’Ogliastra. Il procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, smentisce le voci secondo le quali sarebbe in partenza.   Valeria Gianogliohttp://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/12/07/news/fiordalisi-andro-via-quando-risolvero-i-misteri-dell-ogliastra-5380052

da Sardegna 24 on line, 7 dicembre 2011

Quirra, prime riesumazioni. Nei cimiteri di Villaputzu e San Vito prelevati su ordine della Procura alcuni campioni dai resti di persone morte di leucemia.  Giusy Ferrelihttp://www.sardegna24.net/regione/quirra-prime-riesumazioni-1.44681

Quirra, spiaggia di Murtas

(foto per conto GrIG)

  1. dicembre 7, 2011 alle 6:21 pm

    A.N.S.A., 7 dicembre 2011
    Uranio: Quirra, scoperto altro agnello malformato. Morto subito dopo la nascita, aveva un occhio solo: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/12/07/visualizza_new.html_8494877.html

    da La Nuova Sardegna on line, 7 dicembre 2011
    Quirra, sequestrato un agnello nato con gravi malformazioni. Un altro agnello malformato è stato scoperto in un ovile nelle campagne di Villaputzu, nei pressi del Poligono di Quirra al centro di un’inchiesta giudiziaria a seguito della morte di numerose persone e animali per tumori: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/12/07/news/quirra-sequestrato-un-agnello-nato-con-gravi-malformazioni-5384792http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/12/07/news/quirra-sequestrato-un-agnello-nato-con-gravi-malformazioni-5384792

    da Sardegna 24 on line, 7 dicembre 2011
    Quirra, scoperto un altro agnello malformato: http://www.sardegna24.net/regione/quirra-scoperto-un-altro-agnello-malformato-1.44786

  2. dicembre 7, 2011 alle 6:31 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 dicembre 2011
    Veleni a Quirra, riesumate altre 11 salme di pastori. L’indagine sulle morti sospette vicino al poligono: il medico legale nei cimiteri di Villaputzu e San Vito. (Valeria Gianoglio)

    VILLAPUTZU. Alle 7 di ieri, nei cimiteri di San Vito e Villaputzu, sono state riesumate 11 salme, appartenenti a pastori e militari morti per tumori. Mentre altre quattro salme, su richiesta dei parenti – alcuni dei quali hanno nominato i loro consulenti di parte – verranno riesumate il 14 dicembre a Villaputzu. Il provvedimento è stato disposto dal procuratore Fiordalisi, nell’ambito dell’inchiesta che scava su una possibile correlazione fra le attività svolte nel poligono di Quirra e le morti di pastori che frequentavano l’area. Il medico legale, Roberto Marcialis ha prelevato una tibia da ciascuna salma, in base a un preciso protocollo già fissato, su cui sarà effettuata la misurazione della radioattività, per la ricerca di torio e uranio. Le riesumazioni hanno riguardato nove persone che riposano nel cimitero di Villaputzu e due in quello di San Vito. I reperti in queste ore verranno consegnati al consulente del pm, Evandro Lodi Rizzini, direttore del dipartimento di Chimica e Fisica dell’università di Brescia e collaboratore del Cern, incaricato dal procuratore di verificare se esistano connessioni fra le morti verificate dal 1995 al 2010 e l’inquinamento a Quirra. Il perito ha già esaminato i prelievi fatti su tre salme riesumate mesi fa. Le salme erano quelle di due pastori morti e di un militare che aveva partecipato ad una missione nei Balcani. I risultati di tutte le riesumazioni arriveranno nei primi mesi del prossimo anno.

    SETTE IMPUTATI PER 5 OMICIDI. Barbagia Flores, processo in tempi stretti.

    CAGLIARI. L’udienza di ieri è durata appena 10 minuti. Giusto il tempo di fare l’appello, di vedere che erano presenti i soliti tre imputati su sette – Daniela Depau, Flaviano Stochino, e Marcello Ladu, dietro le sbarre – e di accertarsi che fuori dall’aula non c’era neppure l’ombra di uno dei cinque testimoni che la corte d’assise doveva sentire in relazione all’omicidio di Francesco Giamattei e dei tre Buttau di Villagrande. Quattro dei cinque omicidi che compongono il maxi processo Barbagia Flores insieme a quello di Rosanna Fiori.
    Sembrava un processo dai tempi biblici, questo sui cinque delitti dell’Ogliastra. Una di quelle vicende giudiziarie che avrebbero tenuto inchiodati giudici, avvocati e testi per almeno un anno. Ma le prime nove udienze in due mesi, in realtà, hanno fatto intuire esattamente il contrario: sarà un processo-razzo. Al contrario di tutte le aspettative, di 165mila sessioni di intercettazione e di centinaia di testimoni annunciati. Lo dicono i dati e anche il piglio deciso con il quale lo stesso presidente della corte, Claudio Gatti, ne ha gestito finora, e con grande equilibrio, le varie fasi. Nessuna perdita di tempo, zero spazio per lungaggini, parti sollecitate a non perdersi in chiacchiere inutili, anche con i testimoni. Se poi si aggiunge il fatto che sia l’accusa, rappresentata dal pm Domenico Fiordalisi, sia la difesa hanno in parte gli stessi testi da sentire, si capisce perché la lista testi si sia ridotta notevolmente, e si capisce anche perché il processo finirà prima del previsto. Qualche teste, in realtà, ha dato l’impressione di non essere troppo contento di presentarsi in udienza. Ma la stragrande maggioranza, sinora, lo ha fatto con convinzione. È il caso degli investigatori, del pentito Vito Di Emidio, del superstite alla rapina finita con la morte di Giamattei, Giovanni Lavorgna. Protagonista di una deposizione precisa, appassionata, a tratti decisamente toccante. Nella prossima udienza, fissata per il 13 dicembre, verranno sentiti gli ultimi testi per la tranche Buttau, mentre quelli riservati alla tranche-Giamattei si esauriranno il 10 gennaio. Da lì si aprirà il segmento più grosso del processo: quello riservato alla morte di Rosanna Fiori. Non è escluso che la corte decida anche di fare un sopralluogo in quel che resta della Barbagia Flores.

  3. capitonegatto
    dicembre 7, 2011 alle 6:38 pm

    L’inquinamento ambientale e’ la conseguenza naturale della produzione di qualsiasi prodotto
    ( anche di armi e ordigni vari ), che non viene certificata da organismi al servizio dei cittadini. La produzione non deve avere il ritorno max di profitto monetario , magari minimizzando un serio processo produttivo e saltando sani processi di smaltimento rifiuti , che sono il sottoprodotto di qualsiasi produzione. Pertanto ogni luogo rischia di essere. inquinato da sostanze nocive, e Quirra non e’ una eccezione, e il riconoscimento di questa situazione e’ tardiva.
    Occorre che le istituzioni e i cittadini prendano coscienza che la cosa primaria e’ salvaguardare la salute e non il profitto a tutti i costi.

  4. dicembre 8, 2011 alle 11:56 am

    ecco uno dei motivi per cui il Procuratore Fiordalisi non è “amato” da alcuni e molto stimato dalla gan parte degli ogliastrini onesti. E non solo ogliastrini 😉
    Bisogna ricordare che, se fosse confermata questa ipotesi accusatoria, ci ritroveremmo davanti a un vero e proprio crimine nei confronti di tutta la Sardegna.
    Infatti, a fronte di migliaia di euro di contributi comunitari, l’Unione europea ha inibito l’esportazione di tutti i prodotti derivanti dal maiale nato e allevato in Sardegna. Un pesante colpo per decine e decine di aziende e migliaia di lavoratori.

    da La Nuova Sardegna on line, 8 dicembre 2011
    Peste suina, la Procura apre un’inchiesta. Per il pm Fiordalisi alcune aziende avrebbero favorito il contagio per incassare gli indennizzi: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/12/08/news/peste-suina-la-procura-apre-un-inchiesta-5389040

    Blitz negli uffici dell’assessorato regionale alla Sanità. Polizia e forestale a Cagliari per acquisire atti e documenti.

    CAGLIARI. Decine e decine di carte acquisite in Regione, tra un ufficio e l’altro dell’assessorato alla Sanità. Atti, documenti, attestazioni riguardanti i finanziamenti di alcune ditte ogliastrine che si occupano dell’allevamento dei suini, in alcuni casi anche di macellazione.
    Ieri mattina non è certamente passata inosservata tra i corridoi dell’assessorato cagliaritano, la presenza, seppur discreta, degli uomini del corpo forestale di Lanusei insieme ad alcuni agenti della squadra mobile nuorese.
    Su precisa disposizione del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, hanno acquisito un mucchio di carte che costituiranno la base di avvio dell’inchiesta ogliastrina sulla peste suina. Sinora, infatti, il fascicolo è sostanzialmente ancora tutto da riempire. Come è accaduto nella vicenda di Quirra, è nato “nudo”.
    In mezzo a quelle decine di carte e atti, infatti, secondo la procura potrebbe nascondersi la chiave di tutto, dell’intera vicenda.
    Quella che potrebbe consentire di capire se, effettivamente, qualche ditta, magari con la compiacenza di alcuni uffici o strutture preposte all’erogazione dei fondi per la peste suina, abbia truccato le carte e dichiarato il falso.
    Con l’unico obiettivo di riuscire ad accapparrarsi i fondi europei che vengono stanziati ciclicamente per gli animali infetti. I finanziamenti che facevano gola a tanti allevatori. Forse non tutti però ne avevano diritto.

  5. valentina
    dicembre 13, 2011 alle 8:07 pm

    ho iniziato a leggere “Lo sa il Vento”, che tratta per l’appunto dello “strano caso di Quirra”.

    Voglio riportare, dalla pagina 15, un’estratto di un rapporto della CIA degli anni’ 60:

    “L’Italia è una mega portaerei che si affaccia nel Mediterraneo, si sporge ad Est e sbircia ad Oriente: All’interno di questa mega portaerei c’è la Sardegna, che fa parte della portaerei, ma non ha il fastidioso problema della gente e delle città. Una sorta di ponte libero, ettari ed ettari non cari, quasi spopolati ma comunque abitati da gente, i Sardi, tenaci e coriacei, ma come risaputo incapaci di costituire movimenti collettivi o iniziative comuni. L’isola è povera, e per questo facilmente comprabile con poche centinaia di posti di lavoro nelle basi militari, da offrire come mangime a qualche compiacente poltico nazionale e regionale”.

    Valentina

  6. dicembre 14, 2011 alle 2:45 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 14 dicembre 2011
    Quirra, sotto esame l’agnello nato deformato.
    L’agnello, battezzato Polifemo, sarà esaminato dall’esperta di nanoparticelle Maria Antonietta Gatti: uno dei consulenti del procuratore di Lanusei che indaga sulle attività del Poligono e sulla proliferazione di tumori nella zona. (Valeria Gianoglio): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/12/14/news/quirra-sotto-esame-l-agnello-nato-deformato-5410814

  7. dicembre 16, 2011 alle 5:02 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 dicembre 2011
    Quirra, fra un anno la verità scientifica. A gennaio comincerà l’indagine epidemiologica, coinvolte anche Teulada e Capo Frasca. Nell’indagine saranno coinvolte anche le popolazioni Cerimonia e annuncio: «È un momento storico, usciremo dal tunnel». (Umberto Aime)

    CAGLIARI. Eccola, finalmente, l’indagine epidemiologica sulla «Sindrome di Quirra», sull’uranio impoverito, sugli altri poligoni, Teulada e Capo Frasca, sulla gente, sulle morti sospette e sui tumori indotti. Lo screening comincerà a gennaio, entro il 2012 le conclusioni. Il coordinamento è affidato all’Istituto superiore di sanità.
    Invocata, attesa, caricata di significati scientifici e politici, ma finora sempre evitata, l’indagine «è adesso pronta a decollare». In seduta congiunta, lo hanno annunciato l’assessore regionale alla Sanità, Simoma De Francisci, e il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, Rosario Giorgio Costa. «È un momento storico», «Questo è il giorno della svolta che ci porterà verso la verità definitiva», hanno detto insieme i testimonial dell’evento, nell’affidare «il compito del coordinamento a chi è sicuramente indipendente e autorevole, l’Istituto superiore di sanità». È stato come il varo di un aereo in cantiere da troppo tempo, come quelli destinati a non vedere mai il cielo, a restare un prototipo. «Invece, ci siamo riusciti», ha detto l’assessore, in un anfiteatro animato sin dall’inizio dai comitati popolari. Sono quelli formati dagli antimilitaristi, dalla gente comune, dai malati e dai familiari delle vittime da sempre in lotta per «sbriciolare il muro di gomma» e l’omertà dei militari. È un muro che traballa dal giorno in cui la Procura di Lanusei si è messa a indagare sugli agnelli a due teste, sugli ovili inquinati dai metalli pesanti, per poi riaprire tombe, imporre perizie, incriminare generali che apparivano intoccabili e mettere sul piatto ipotesi di reato prossime alla strage. Ma quello che fa e farà la magistratura penale è un’altra storia, in questo salone affollato di medici, sindaci, tecnici, consulenti datati e recenti. «La nostra indagine seguirà una strada autonoma», ha annunciato Loredana Musmeci, coordinatore del gruppo misto Istituto superiore-Regione, che dovrà accertare – una volta per tutte – se esiste «il nesso causa-effetto diretto fra tutto quello che è stato sparato nei poligoni e la sindrome di Quirra, ma che potrebbe esistere sottotraccia anche a Teulada e intorno a Capo Frasca». È questa la mission che i sette saggi dovranno portare a termine entro un anno e «da loro ci attendiamo non ipotesi ma certezze», ha detto il senatore Gian Piero Scanu, l’unico sardo che fa parte della terza commissione parlamentare d’inchiesta. Lui da sempre sanguigno nel dire che «tre poligoni in Sardegna sono troppi», ha aggiunto: «Il percorso sarà lungo, dovranno essere coinvolte le popolazioni e i comuni, ma questa è l’unica strada scientifica praticabile per liberare un territorio dall’incubo in cui è sprofondato non sappiamo più neanche da quanti anni». La sindrome è più di una visione mostruosa se lo stesso Parlamento, all’unanimità, ha riconosciuto che «i poligoni sono equiparati ai teatri di guerra» e dunque «ai militari in servizio nelle basi e alle popolazioni intorno alle zone a rischio va riconosciuto un indennizzo uguale a quello dei soldati inviati nei Balcani». Eppure, nonostante questo primo assegno di risarcimento, nei prossimi mesi i saggi si muoveranno su un terreno che appare ancora confuso. Confuso dall’infinità di dati che ciascuna parte in causa, dai militari alle Asl, dai servizi veterinari alle università, ha raccolto, per emettere una sentenza di condanna o assolutoria a seconda delle circostanze. «Il nostro primo compito – ha detto Loredana Musmeci – sarà proprio aggregare l’immensa mole di analisi (soltanto sugli animali e sulla catena alimentare) e da quella sintesi ripartire». Ma nel passato di quest’indagine scientifica che ognuno ha condotto finora a modo suo, ci sono anche i numeri del filotto di morte, delle nascite deformi, delle malattie devastanti in triangoli di terra che per alcuni sono l’inferno, o «un purgatorio militarizzato», mentre altri professano l’innocenza di «questo paradiso demonizzato». Basta con le ipotesi, il 2012 sarà l’anno della scienza e del codice penale.

    Il mondo accademico locale fa pressione. Quattro del ministero, tre della Regione ma c’è già chi sgomita.

    CAGLIARI. Sette non è il numero perfetto, per alcuni. La commissione scientifica sarà composta da quattro esperti dell’Istituto superiore di Sanità e da tre nominati dalla Regione. Ma c’è chi vorrebbe allargarla al mondo accademico locale. Il ministero non è d’accordo, l’assessore ha preso tempo.
    I nomi. Il gruppo sarà coordinato da Loredana Musmeci, direttore centrale del servizio ambiente e prevenzione dell’Istituto, da cui provengono anche Stefania Salmaso (centro sorveglianza), Susanna Ponti (direttore statistica) e Pietro Comba (epidemiologia ambientale). La Regione ha indicato Annibale Biggeri (statistica medica all’università di Firenze e autore anni fa di un’indagine su Quirra), Antonello Antonelli (responsabile servizio prevenzione dell’assessorato alla Sanità) e Mario Usala (direttore del registro tumori di Nuoro). Se vinceranno le pressioni, saranno ingaggiati professori ordinari dell’università di Cagliari.

  8. dicembre 20, 2011 alle 4:19 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 dicembre 2011
    Quirra, interrogati i chimici Sgs. Secondo la procura di Lanusei avrebbero affermato il falso in una relazione sul Poligono. La difesa chiede l’archiviazione. (Valeria Gianoglio)

    LANUSEI. A loro discolpa, ieri mattina, hanno citato pure le frasi pronunciate qualche mese fa da un consulente del pm, Fiorella Carnevali. «Stabilito questo, non c’è dolo», aveva detto la veterinaria dell’Enea, commentando la relazione fatta dai due chimici dell’Sgs, indagati dalla Procura di Lanusei per falso ideologico. Secondo la società milanese, dunque, sarebbero gli stessi esperti dell’accusa, in sostanza, a scagionare i due chimici finiti sotto inchiesta alcuni mesi fa nella tranche dell’inchiesta su Quirra riservata al presunto disastro ambientale. Per questo, ieri mattina, i loro avvocati, Giovanni Cocco, del foro di Cagliari, e Nerio Diodà, del foro di Milano, ne hanno chiesto l’archiviazione. I due chimici dell’Sgs, Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani, avevano chiesto sin dall’inizio di essere sentiti dal procuratore Domenico Fiordalisi, per difendersi dall’accusa di aver affermato il falso in una relazione sul poligono di Quirra che era stata loro commissionata dall’agenzia Nato-Namsa. Ieri mattina, sono stati accontentati. L’interrogatorio, durato tre ore e mezza, si è tenuto negli uffici della squadra mobile di Roma. Stando alle previsioni sarà l’ultimo atto che precede, in queste ore, la richiesta, da parte dello stesso pm, del rinvio a giudizio o dell’archiviazione dei sei indagati di questa prima tranche dell’inchiesta su Quirra. Ieri mattina, dopo aver citato il passaggio di un verbale di un precedente interrogatorio dove il consulente del pm, Carnevali, ammetteva che non «c’è dolo» nella relazione dell’Sgs, i due legali, Cocco e Diodà, hanno depositato una richiesta di archiviazione per le posizioni dei loro due assistiti e hanno depositato anche una consulenza tecnica confezionata da due esperti. Si tratta del presidente del consiglio nazionale dei chimici, Armando Zingales, già docente di chimica industriale all’università Ca’ Foscari di Venezia, e Sergio Facchetti, docente di Tossicologia all’università statale di Milano e medaglia d’oro della società chimica italiana. I due esperti, nella loro relazione, hanno attestato la correttezza del lavoro svolto dall’Sgs e l’assenza di qualsiasi ipotesi di condizionamento esterno nelle loro valutazioni. «Un’accusa di falso ideologico presuppone l’attestazione di fatti non veritieri – ha spiegato, al termine dell’interrogatorio a Roma, il legale dei due chimici, Giovanni Cocco – oggi abbiamo chiarito al procuratore che i risultati delle indagini compiute dai tecnici Sgs sono sempre scientificamente esatti e che le conclusioni riportate, in risposta alle richieste della Nato, sono sempre corrette e oneste».

  9. dicembre 20, 2011 alle 8:57 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 20 dicembre 2011
    Uranio impoverito: commissione parlamentare frena ed è subito polemica: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/12/20/news/uranio-impoverito-commissione-parlamentare-frena-ed-e-subito-polemica-5439687

  10. gennaio 12, 2012 alle 2:43 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 gennaio 2012
    Il Comune di Villaputzu deposita il primo ricorso al Tar per cercare di far annullare lo sfratto dei pastori. Quirra, l’Aeronautica bonifica i fondali. Da oggi al lavoro una ditta a Capo San Lorenzo: ripulirà il mare dai rottami. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Dopo mesi di attesa, da questa mattina cominciano le bonifiche nello specchio di mare di Capo San Lorenzo dove undici mesi fa la Procura di Lanusei, nell’ambito dell’inchiesta su Quirra, aveva scoperto e messo sotto sequestro diverse decine di rottami metallici. Residui di diverse esercitazioni militari del vicino poligono interforze.
    La bonifica è stata disposta dall’Aeronautica. Nel frattempo, ma su un altro fronte, la vicenda Quirra registra anche un’altra importante novità. La novità arriva dal Tar di Cagliari. È stata depositata lo scorso 16 dicembre, ma verrà discussa soltanto tra qualche giorno e potrebbe costituire una svolta decisiva per centinaia di pastori sfrattati dai terreni del poligono di Quirra. È il primo ricorso amministrativo che spunta fuori nella intricatissima vicenda. Una ventina di pagine con le quali il Comune di Villaputzu, attraverso i suoi legali, chiede che il tribunale amministrativo regionale annulli l’ordinanza numero 2 emessa il 17 ottobre dal comandante del poligono, il generale Sanzio Bonotto. E che l’annulli per un corposo elenco di motivi: sostanzialmente perché quell’ordinanza, secondo il comune del Sarrabus, si baserebbe su motivi privi di fondamento, motivi «addirittura smentiti dagli accertamenti effettuati da parte di autorevoli istituzioni pubbliche e, in particolare, dall’istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna». «Abbiamo deciso di tutelarci anche attraverso la legge – spiega il sindaco Gianfranco Piu – perché in questi mesi ne abbiamo visto di tutti i colori. E in ogni caso, finché sull’area c’era il decreto di sequestro del procuratore, l’abbiamo ovviamento rispettato. Ciò che invece non abbiamo affatto capito, e per questo ci siamo rivolti al Tar, è per quale motivo, visto che poi lo stesso procuratore Fiordalisi qualche mese fa ha disposto il dissequestro dell’area, l’Aeronautica, invece, stia lasciando ancora fuori i pastori». La decisione dell’Aeronautica, in realtà, si spiegava in modo abbastanza semplice: i pastori sono stati lasciati fuori perché secondo la stessa Procura non avevano i permessi necessari, o non li avevano i Comuni che glieli avevano concessi. Insomma: sullo sfondo di tutto c’era un grosso pasticcio di norme e concessioni. L’Aeronautica, inoltre, aveva evidentemente deciso di tutelarsi visto che l’inchiesta giudiziaria su Quirra è ancora in corso e ipotizza, nelle sue due tranche, alcune ipotesi di reato piuttosto pesanti che vanno dall’omicidio colposo al disastro ambientale, passando per il falso ideologico. Certo è che il Comune di Villaputzu, primo tra tutti gli altri comuni interessati alla vicenda, ha deciso comunque di tutelarsi e di far valere le proprie ragioni di fronte al Tar. Il ricorso voluto dal primo cittadino lo hanno confezionato due avvocati cagliaritani, Andrea Cannas e Francesco Marongiu. Chiede «l’annullamente, previa sospensione, del provvedimento del comandante del poligono sperimentale interforze del salto di Quirra, numero 2, in data 17.10.2011, con il quale è stato ordinato l’allontamento degli allevatori e degli agricoltori nell’area asseritamente militare, nonché il divieto di accedere e transitare all’interno dell’area terrestre del poligono di qualunque soggetto civile non autorizzato». Nel suo ricorso, il Comune di Villaputzu, afferma in sostanza che il poligono sia un’area tutt’altro che pericolosa per la salute. E a corredo della sua tesi cita i prelievi fatti dai veterinari dell’Asl di Lanusei e le analisi dello zooprofilattico.

  11. gennaio 19, 2012 alle 2:47 pm

    da La Nuova Sardegna, 19 gennaio 2012
    Perdasdefogu. Ma i sindaci continuano a chiedere il rinnovo delle concessioni. Quirra, i fondali ora sono puliti. È finita l’operazione di bonifica disposta dall’Aeronautica. A Capo San Lorenzo sono stati rimossi rottami a decine.

    PERDASDEFOGU. C’è voluta una settimana pulita di immersioni, osservazioni e recuperi spesso non troppo agevoli, ma alla fine, in queste ore, la ditta privata incaricata dall’Aeronautica per ripulire i fondali del poligono “a mare”, ha finito il suo lavoro a tempo record. I fondali di Capo San Lorenzo, dunque, sono puliti. Liberi da rottami metallici, frammenti di missile, pezzi di bersaglio. Undici mesi fa erano stati messi sotto sequestro dal procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi.
    A metà ottobre, il generale Sanzio Bonotto, comandante del poligono interforze, nell’ordinanza con la quale disponeva lo sgombero del poligono di tutti i pastori e i civili non autorizzati, aveva preso l’impegno di far bonificare al più presto le aree piene di rottami, e di recintare le zone del poligono (si tratta di una decina di ettari su 13mila e 200) che nei mesi scorsi una commissione di esperti aveva giudicato inquinate e potenzialmente pericolose. Oltre alla bonifica dei fondali la stessa Aeronautica ha portato a termine in queste ore anche il secondo impegno preso: ovvero la recinzione delle aree del poligono terrestre più a rischio inquinamento.
    Ma tante operazioni di pulizia, rimane una domanda. È quella che stanno ripetendo da tempo i sindaci dei due principali paesi interessati al caso Quirra. Sono il primo cittadino di Perdasdefogu, Walter Mura, e quello di Villaputzu, Gianfranco Piu. La domanda, in sostanza, è una sola: se il poligono non è più sotto sequestro della Procura di Lanusei, e se, come sta accadendo in queste ore, i fondali sono stati ripuliti e le aree inquinate sono state recintate, perché i pastori e i cittadini non possono comunque transitarvi e ad alcuni comuni, come Perdas, è stato negato il rinnovo delle concessioni per utilizzare quei terreni? Walter Mura, questa domanda, l’ha rivolta anche al ministro della Difesa, l’ammiraglio Di Paola, al quale nei giorni scorsi ha inviato una lettera chiedendo un incontro urgente.
    «Mi risulta che siano a buon punto le opere di recinzione delle aree sensibili del poligono – scrive Mura al ministro – per cui ritengo che sia possibile, almeno per quanto riguarda il territorio di Perdasdefogu, il rinnovo della concessione stessa. Sono fermamente convinto che il Poligono sia una struttura di eccellenza per le Forze armate, per le più importanti industrie italiane e per il territorio della Provincia dell’Ogliastra e che quindi debba continuare ad operare nel territorio».
    Il sindaco di Villaputzu, Gianfranco Piu, invece, l’ha stessa domanda l’ha rivolta in sostanza al Tar di Cagliari, al quale ha presentato un ricorso contro l’ordinanza di sgombero disposta dal generale Bonotto. Proprio ieri mattina, i giudici del tribunale amministrativo hanno deciso che affronteranno il caso nei prossimi giorni.

  12. febbraio 2, 2012 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 febbraio 2012
    Quirra. Il procuratore di Lanusei firma il decreto, nuovi controlli contro gli abusivi. Sequestrato un agnello deforme. Un altro piccolo «mostro» prelevato dalla forestale. L’animale è nato nell’allevamento di «Polifemo». (Valeria Gianoglio)

    LANUSEI. L’ultimo, lo avevano sequestrato all’inizio di dicembre e qualcuno, viste le singolari anomalie e quell’unico occhio in mezzo al cranio, lo aveva ribattezzato col nome epico di “Polifemo”. Ieri mattina, nella stessa zona, quella di Capo San Lorenzo, nello stesso ovile che aveva prodotto l’esemplare deforme scoperto due mesi fa, la Procura di Lanusei ha messo sotto sequestro probatorio un altro agnello malformato, con problemi alle zampe e agli organi interni.
    Il decreto, notificato dagli uomini del corpo forestale di Lanusei al pastore proprietario dell’ovile, entra a far parte integrante, dunque, della maxi inchiesta sul caso Quirra. Per gli inquirenti costituisce un altro prezioso tassello per dimostrare la continuità del presunto disastro ambientale. L’agnello deforme sequestrato ieri, dopo la notifica del decreto firmato dal procuratore Domenico Fiordalisi, è stato portato dagli uomini del corpo forestale nella cella frigo di un laboratorio dell’Asl di Cagliari. Lì, come il precedente agnello sequestrato, attenderà i prelievi dei consulenti del procuratore. Il povero quadrupede è stato sequestrato già morto. Le sue condizioni di salute erano precipitate tre giorni fa, ma nessuno, nell’immediato, se n’era accorto. La sua esistenza terrena, dunque, è durata soltanto pochi giorni, proprio come il suo predecessore, l’agnello “Polifemo”. Quello che su internet aveva scatenato i commenti di coloro che seguono il caso Quirra, con visioni spesso opposte. Qualcuno, di fronte alla foto, aveva gridato persino al fotomontaggio giornalistico. Qualche altro, invece, aveva ricordato che «la nascita di un agnello deforme, in Sardegna, non è mai stato un evento particolarmente raro», e che può essere dovuta a cause ben lontane dalla presenza di un poligono militare, come quello del Salto di Quirra. Certo è che il caso Quirra, con il sequestro di ieri, accumula un altro tassello per l’accusa.
    Tornano le mandrie. Su un fronte parallelo, intanto, si riaccende anche il caso-pastori. Una sentenza del Tar – la prima emessa da un tribunale amministrativo sul caso Quirra – aveva rigettato il ricorso presentato dal comune di Villaputzu per chiedere la sospensione dell’ordinanza dell’Aeronautica militare che di fatto “sfrattava” i pastori dai terreni dal poligono. E l’aveva rigettata, in estrema sintesi, perché aveva stabilito che anche in caso di dubbio o di assenza di dati certi, la tutela della salute prevale di tutto. È il principio di precauzione. I pastori e il loro bestiame, insomma, devono stare fuori dalle terre del poligono, dice la giustizia. Almeno fino a che non verranno completate le bonifiche, che peraltro l’Aeronautica ha già portato a buon punto. Vedi fondali di Capo San Lorenzo. Nei giorni scorsi, tuttavia, nonostante il divieto, diverse mandrie di animali sono state avvistate nelle zone off limits. La Forestale, proprio in queste ore, sta eseguendo diversi controlli.

  13. febbraio 3, 2012 alle 2:45 pm

    da L’Unione Sarda on line, 3 febbraio 2012
    Trenta morti per la sindrome di Quirra. Muore di tumore un militare di Gallipoli: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/252427

  14. marzo 23, 2012 alle 10:43 pm

    da L’Unione Sarda on line, 23 marzo 2012
    Perdasdefogu, nuove accuse per sindaco e altri diciannove. Un avviso di garanzia per “ostacolo aggravato a indagini su disastro ambientale” è stato notificato al sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura. Tra gli indagati anche sette generali e periti che si occuparono dei rilievi: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/258980

  1. novembre 12, 2012 alle 8:16 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: