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Caccia in Sardegna, stagione 2011-2012, morti e feriti (1).


manifesto anticaccia (La Lupus in Fabula)

Teniamo la contabilità dei morti e feriti umani durante la stagione di caccia 2011-2012 in Sardegna.  Finora siamo a un morto e un ferito, entrambi cacciatori. 

Nella stagione venatoria 2010-2011 in Sardegna ci sono stati 4 morti, tutti cacciatori, e 11 feriti, dei quali 10 cacciatori e 1 persona comune, una ragazza che cercava funghi.  In tutta Italia ben 35 morti, dei quali 34 cacciatori e 1 persona comune, ben 74 feriti, dei quali 61 cacciatori e 13 persone comuni.   Il trend negli ultimi 3 anni è in deciso aumento.  I morti e i feriti fra gli altri animali in una stagione venatoria si stimano in centinaia di milioni.

Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra

Morti:  Maurizio Tasini (40 anni, di Cagliari, nelle campagne di Quartucciu);

Feriti:  Mario Pirina (41 anni, di Arzachena, a Stazzu Lu Palazzu, Arzachena).

pubblicità Federcaccia 2009

da La Nuova Sardegna, 26 settembre 2011

Porto Rotondo, il ferito è di Arzachena: soccorso dal 118, le sue condizioni non sono gravi. Cacciatore si spara al ginocchio.

 OLBIA. Un attimo di incertezza, la gamba scivola su una roccia e il fucile che sguscia via dalle mani. Parte un colpo e Mario Pirina, 41 anni di Arzachena, si spara un ginocchio. L’uomo con la sua compagnia venatoria si trovava nella zona di Stazzu Lu Palazzu, nelle campagne non lontano da Porto Rotondo. L’incidente di caccia è avvenuto poco dopo le 7,30. L’uomo è stato subito soccorso dai compagni che hanno chiamato l’ambulanza. In pochi minuti sono arrivati i volontari del 118 che hanno prestato le prime cure al ferito. Sul posto anche i carabinieri del reparto territoriale di Olbia, coordinati dal capitano Alessandro Dominici, e quelli della stazione di Porto Rotondo. I militari hanno lavorato per ricostruire la dinamica dell’incidente e capire come sia potuto partire il colpo dal fucile calibro 12 di Pirina. Sono bastati pochi minuti per escludere altre piste. E’ stato infatti sufficiente osservare il terreno accidentato e ascoltare le prime dichiarazioni dell’uomo. Pirina è scivolato su una roccia e accidentalmente è partito un colpo dal suo fucile. Per sua fortuna il proiettile gli ha centrato il ginocchio. Una ferita che non è parsa grave ai soccorritori. Anche se il cacciatore è stato subito trasportato al pronto soccorso del Giovanni Paolo II a Olbia. I medici dopo i primi rilievi hanno escluso complicazioni gravi per l’uomo, tenuto in ogni caso in osservazione. Un altro ferito in una stagione venatoria costellata da troppi incidenti. Anche se la caccia al cinghiale è ancora chiusa sono molti gli appassionati che la domenica imbracciano la doppietta per trascorrere la giornata nelle campagne della Gallura.

(pubblicità Federcaccia, foto La Lupus in Fabula)

  1. settembre 27, 2011 alle 2:54 PM

    gran figurone dei cacciatori bresciani, sparano anche verso l’inviato di Striscia la Notizia 😮

    http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?13575

  2. valentina
    ottobre 4, 2011 alle 1:50 PM

    Domenica mattina, alle 11 circa, siamo arrivati in una spiaggetta situata subito dopo Malfatano. Con nostra grande sorpresa e stupore, dal breve sentierino scosceso (300 mt circa) che stavamo per percorrere, abbiamo visto arrivare 4 cacciatori con un bel fucile in spalla. Allora abbiamo atteso che arrivassero su (anche perchè la vista dei fucili non c’infondeva molta sicurezza), prima di inoltrarci verso la spiaggia.
    Ma… è consentito ai cacciatori gironzolare armati di tutto punto in un luogo frequentato come una spiaggia?
    Tra l’altro, poi, ho notato che uno dei due cani da riporto, era tenuto al “guinzaglio” con una sorta di cordino di 1cm di diamentro al massimo, in materiale che sembrava sintetico e tutto sfilacciato. Per un secondo ho pensato di far notare al padrone che tale legatura poteva far male al cane, ma subito dopo ho realizzato che la mia osservazione poteva non essere gradita, e per evitare anche di coinvolgere il mio compagno in una discussione, ho taciuto.

  3. ottobre 4, 2011 alle 2:42 PM

    da La Nuova Sardegna, 4 ottobre 2011
    Il processo. Risarcimento di 5mila euro per il ferito che è stato sottoposto a tre interventi chirurgici. Caccia al cinghiale con la pistola d’ordinanza. Condannato carabiniere di Uri che colpì per sbaglio un compagno di battuta. (Elena Laudante)

    SASSARI. Il cespuglio si muoveva, in maniera quasi “sospetta”. Era il momento di agire: lì dietro poteva nascondersi un bel cinghiale, così il carabiniere sarebbe tornato a casa con una preda guadagnata sul campo, invece che da battitore, quello che le prede le spaventa e basta. Ma dopo il primo sparo, aveva sentito gridare, come un’implorazione: «Fermo».
    Ma non aveva fatto in tempo a fermare il dito sul grilletto, nemmeno dopo l’intuizione: in mezzo a quei cespugli non c’era un cinghiale. Il secondo colpo era già partito, un altro proiettile calibro 9 Parabellum (di quelli in dotazione solo alle forze armate) era finito in mezzo alle frasche che si muovevano. Esattamente, nella coscia e nella tibia di un suo compagno di caccia.
    Uno di quegli incidenti di poco conto, se il protagonista non fosse un militare della Benemerita, che alla battuta si è presentato con l’arma d’ordinanza. E ha sparato dove non doveva (era un “battitore” che i compagni credevano disarmato) contro un conoscente di 48 anni originario di Mores, lì assieme a tanti altri.
    A Nicolino Sanna quell’incidente è costato tre interventi e il rischio di finire male, perché uno dei proiettili aveva sfiorato l’aorta. Il carabiniere è stato condannato per lesioni colpose a pagare una sanzione pecuniaria: 1.500 euro, più 5mila alla parte civile, la vittima che si è costituita davanti al giudice di pace di Thiesi con l’avvocato Sabrina Falchi, mentre l’imputato era difeso dai legali Alberto Pinna e Maria Giuliana Fodde.
    La battuta di caccia risale al 6 gennaio 2008. I cacciatori si erano dati appuntamento nelle campagne di Siligo, a Bisonza. Il militare, l’appuntato Giuseppe Martinez, nato in Francia e residente a Uri, 42 anni, partecipava senza fucile in qualità di battitore. Nessuno sapeva – come poi ammetterà anche lui in tribunale – che un’arma ce l’aveva, ed era quella d’ordinanza, infilata nella cinta dei pantaloni. Puntando il cespuglio pensava di abbattere una preda, che nessuno aveva visto. I difensori hanno sostenuto che fosse in “stato di necessità”; il giudice non ci ha creduto.

  1. ottobre 16, 2011 alle 10:20 PM
  2. novembre 18, 2011 alle 10:20 am
  3. novembre 18, 2011 alle 4:24 PM
  4. novembre 20, 2011 alle 7:22 PM

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