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Grande successo per la Sella del Diavolo nelle Giornate europee del Patrimonio!


Cagliari, Sella del Diavolo, gruppo di escursionisti

Nonostante il tempo incerto e qualche goccia di pioggia, oltre 150 cagliaritani e turisti – alcuni dei quali stranieri – hanno preso parte alle escursioni guidate promosse dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra sul sentiero naturalistico ed archeologico della Sella del Diavolo nell’ambito delle  Giornate europee del Patrimonio (24 e 25 settembre 2011).

Cristiana, Francesca, Antonello, Franco, Stefano hanno accompagnato gli escursionisti (appartenenti a tutte le età)  in un’escursione attraverso la storia e la natura di uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna e di tutto il Mediterraneo.

Un autentico gioiello naturalistico e culturale che merita la più strenua salvaguardia e accorta valorizzazione.

I gruppi e le comitive che volessero svolgervi un’escursione guidata possono contattarci all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

Cagliari, Sella del Diavolo, Palma di San Pietro

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. settembre 26, 2011 alle 2:10 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI DEL PARCO GEOMINERARIO STORICO AMBIENTALE DELLA SARDEGNA
    Cagliari, 25 settembre 2011
    COMUNICATO ALLA STAMPA E AI CITTADINI

    La protesta e l’indignazione salgono sulla Sella del Diavolo.
    La protesta per porre fine alla situazione di stallo in cui versa il Consorzio del Parco Geominerario della Sardegna che ha causato l’AMMONIMENTO dell’UNESCO è salita ieri sulla Sella del Diavolo di Cagliari in occasione della bellissima escursione organizzata egregiamente dal Gruppo di Intervento Giuridico e dall’Associazione Amici della Terra nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio.
    La notizia del CARTELLINO GIALLO emesso dall’UNESCO contro il Consorzio del Parco Geominerario, mantenuta riservata per oltre una settimana dallo stesso Consorzio e resa pubblica a seguito di un’indagine giornalistica, sta suscitando l’indignazione generale per il danno che tale severo provvedimento potrà causare non solo al Parco Geominerario ma all’immagine di tutta la Sardegna.
    La gente della strada, infatti, si chiede con quale credibilità può adesso la Regione Sarda presentarsi a chiedere altri riconoscimenti all’UNESCO, se pure meritevoli come quello per le celebrazioni in
    onore di Sant’Efisio, quando non riesce neppure a rispettare e a far rispettare quelli già ottenuti ?
    La Regione Sarda che da oltre quattro anni non riesce a sottoscrivere l’Intesa con il Governo per dare attuazione alla proposta di riforma del Consorzio del Parco Geominerario, già approvata all’unanimità
    dalla Comunità del Parco sin dal mese di giugno del 2007, deve ora agire tempestivamente per impedire che venga emesso dall’UNESCO il CARTELLINO ROSSO con il quale il Parco Geominerario potrebbe essere
    definitivamente ESPULSO dalla rete europea e mondiale dei GEOPARKS.
    Tutto ciò avverrà inevitabilmente nel caso in cui, entro i prossimi 24 mesi, il Consorzio del Parco Geominerario non verrà messo in condizioni funzionare regolarmente dando avvio con stabilità alla sua
    ordinaria gestione operativa con la quale potrà adempiere agli impegni assunti con l’UNESCO per il recupero, la conservazione e la valorizzazione a fini sociali ed economici dell’immenso patrimonio storico-culturale e paesaggistico-ambientale connesso alla millenaria epopea mineraria della Sardegna.
    Per questa ragione la Consulta delle Associazioni del Parco Geominerario, che negli ultimi quattro anni ha svolto in questa direzione una costante e paziente opera di stimolo e di sollecitazione e che negli ultimi tre mesi ha accentuato le sue iniziative di pressione e sollecitazione senza avere nessun riscontro da parte del Presidente della Regione Sarda che ha competente primarie ed esclusive per attuare la riforma del Consorzio del Parco d’intesa con il Governo Nazionale, ritiene che sia arrivata l’ora di trasformare le iniziative di protesta in una mobilitazione permanente fino a quando non verrà data attuazione alla riforma del Consorzio del Parco quale presupposto per dare finalmente avvio alla sua gestione operativa.
    NON C’È PIÙ TEMPO DA PERDERE, È ORA DI DIRE BASTA, È ORA DI REAGIRE, È ORA DI MANIFESTARE LA NOSTRA INDIGNAZIONE.

  2. settembre 27, 2011 alle 3:50 pm

    da L’Unione Sarda, 27 settembre 2011
    «Mobilitazione permanente per il Geoparco».

    Si intensifica la protesta sul fronte del Geoparco. Le associazioni della Consulta annunciano «la mobilitazione permanente». Nei prossimi giorni sono in programma nuove iniziative per chiedere alle istituzione un intervento finalizzato a sbloccare la situazione nel Geoparco. Domenica un gruppo di attivisti ha partecipato all’escursione organizzata a Cagliari alla Sella del Diavolo da Amici della Terra e Gruppo di Intervento Giuridico. È stata un’occasione per parlare anche del parco geminerario, in particolare del richiamo arrivato nei giorni scorsi dall’Unesco.
    IL DOCUMENTO. «La notizia del cartellino giallo – si legge in un documento della Consulta delle associazioni – mantenuta riservata per oltre una settimana dallo stesso Consorzio e resa pubblica a seguito di un’indagine giornalistica, sta suscitando l’indignazione generale per il danno che tale severo provvedimento potrà causare non solo al Parco Geominerario ma all’immagine di tutta la Sardegna». Nel documento diffuso ieri la Consulta ricorda inoltre che il progetto per la riforma dell’ente parco è stato presentato alla Regione nel 2007. Sono passati tanti anni, ma non è accaduto niente. Il parco non è mai decollato, prigioniero dei commissariamenti e della burocrazia. Adesso si cerca di salvare il salvabile. Le istituzioni hanno due anni di tempo per fare in modo che l’ente diventi operativo, si doti di una pianta organica e di un’organizzazione permanente. Se questo non dovesse accadere il cartellino giallo dell’Unesco è destinato a cambiare colore. Potrebbe diventare rosso e quel punto il Geoparco uscirebbe dalla rete internazionale dei siti minerari riconosciuti dall’Unesco.
    LA REGIONE. La Consulta delle associazioni negli ultimi mesi ha chiesto (per sedici volte) un incontro con il presidente della Regione. «È arrivata l’ora – si legge nel documento – di trasformare le iniziative di protesta in una mobilitazione permanente fino a quando non verrà data attuazione alla riforma del Parco quale presupposto per dare finalmente avvio alla gestione operativa».

  1. settembre 29, 2011 alle 3:43 pm
  2. ottobre 2, 2011 alle 2:13 pm
  3. ottobre 2, 2011 alle 2:35 pm
  4. ottobre 2, 2011 alle 2:44 pm
  5. ottobre 28, 2011 alle 2:46 pm
  6. dicembre 5, 2011 alle 10:04 am
  7. dicembre 14, 2013 alle 8:11 pm
  8. dicembre 21, 2013 alle 5:46 pm
  9. marzo 30, 2014 alle 6:41 pm
  10. giugno 9, 2014 alle 9:36 am

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