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Parco naturale regionale Molentargius-Saline, il parco dei milioni perduti.


Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Blà, blà, blà oppure parole, parole, parole.  Scegliete l’espressione che preferite, darà in ogni caso l’idea dell’ennesimo tavolo tecnico fra amministratori pubblici sul futuro del parco naturale regionale “Molentargius – Saline”.  Questa volta sono stati l’Assessore regionale alla programmazione Giorgio La Spisa, il Presidente del Consorzio di gestione del parco Mauro Contini (anche Sindaco di Quartu S. Elena) e i Sindaci di Cagliari, Selargius, Quartucciu ad annunciare per la terza volta (la prima nel settembre 2010, la seconda nel maggio 2011) la disponibilità di ben 37 milioni di euro per rilanciare l’area protetta che fa perno sulla zona umida d’importanza internazionale dello Stagno di Molentargius.

In realtà sono disponibili 20 milioni di euro, di provenienza regionale. Gli altri 17 dovrebbero metterli investitori privati al momento nemmeno individuabili.  Ma tant’è, basta annunciare.

Nemmeno una parola sui veri problemi dell’area protetta, da affrontare senza indugio. A iniziare dall’abusivismo edilizio.

Cagliari, Stagno di Molentargius, nidificazione dei Fenicotteri rosa190 abusi edilizi conclamati, scarichi delle residenze abusive fuori controllo, vari cumuli di rifiuti, attività agricole in abbandono in favore dell’edilizia strisciante, viabilità in pessime condizioni. Addirittura una temporanea chiusura canina nel marzo 2009.   A dodici anni dalla legge regionale istitutiva n. 5/1999 la situazione è solo leggermente in via di miglioramento. 

Una situazione, quella del parco naturale “Molentargius-Saline”, sotto gli occhi di tutti: dopo la devastante stagione degli incendi di qualche anno or sono, nonostante gli sforzi effettuati, nonostante gli ingenti investimenti di denaro pubblico per opere di risanamento e manutenzioni (oltre 60 milioni di euro) e l’agognato arrivo del Corpo forestale e di vigilanza ambientale per la più volte richiesta vigilanza, le discariche abusive sono ancora presenti, così come – soprattutto – gli abusi edilizi ed i rischi di un loro risanamento assurdo quanto illegittimo. Ancora lontani il piano di gestione (la redazione è stata affidata[1] nel lontano 2007 e l’approvazione permette, fra l’altro, l’accesso ai fondi comunitari) ed il piano del parco, ancora lontana la ripresa della produzione salinache potrebbe dare un’importantissima e fondamentale risorsa economica (oltre che ambientale) all’Area protetta. 

Cormorani su impianti salinieri

      Non bastano certo alcuni sentieri e zone verdi  aperti (ed in parte chiusi) al pubblico, birdwatching esclusivamente a pagamento per fare un parco.  C’è la nidificazione di migliaia di Fenicotteri rosa (Phoenicopter roseus) a dare un segnale di speranza, ma fin quando non si affronterà seriamente il problema dell’abusivismo edilizio e conseguentemente si potrà predisporre e approvare il piano del parco non si potrà fare nulla di concreto e valido per quest’autentico gioiello naturalistico finora preda di troppi lanzichenecchi.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

   

Molentargius, cancello accesso capanno di osservazione chiuso

 

 

 

 

 

Aggiornamento (7 luglio 2011):

il Consorzio di gestione del parco naturale regionale “Molentargius-Saline”, con un comunicato  pubblicato sul proprio sito web istituzionale il 6 luglio 2011 (vds. http://www.parcomolentargius.it/articolo.php?art=996), fra le varie cose, afferma “che tutte le aree del Parco sono attualmente accessibili, come dimostrano l’apertura dei capanni di osservazione.  Questa è la foto del cancello di accesso al capanno di osservazione del sito di nidificazione dei fenicotteri, posto a debita distanza, oltre i canneti. Il cancello è chiuso, come si può vedere.

Riguardo alle problematiche dell’abusivismo edilizio e del piano del parco nessuna parola.

Ribadiamo: le nostre non sono polemiche fini a se stesse, ma critiche costruttive perché il parco sia finalmente vero strumento di salvaguardia ambientale ed esempio di sostenibilità ambientale.

Cagliari, Molentargius, aereofotogrammetria Medau su Cramu

da Metro Cagliari, 6 luglio 2011

Lo stagno dei milioni per un parco a metà. Altro maxi finanziamento per Molentargius: ecologisti in trincea. Andrea Deidda

AMBIENTE. Molentargius, pioggia di milioni per il parco incompiuto. La Regione dà il via libera ad un progetto di riqualificazione del compendio Molentargius-Saline che prevede uno stanziamento di circa 37,5 milioni di euro. Divergono gli ambientalisti del Gruppo d’Intervento Giuridico: “negli anni spesi tanti soldi, rimangono problemi di gestione e abusivismo”.   Serviranno altri soldi per sollevare le sorti del parco di Molentargius? GiorgioLa Spisa, assessore regionale alla Programmazione, assicura: Quello della Regione è un intervento finalizzato a valorizzare al massimo un compendio naturalistico di straordinario valore che può avere una importantissima ricaduta per l’intera Area Vasta”. E’ questa la conclusione del tavolo tecnico al quale hanno partecipato sindaci e amministratori locali.

Molentargius, impianti salinieri

Un vertice decisivo. Dall’incontro è emersa l’approvazione di un progetto per la riqualificazione ed il risanamento dell’area mediante un finanziamento di enti pubblici (20 milioni da parte della Regione) e privati per un totale pari a 37 milioni e 520 mila euro. Secondo Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento Giuridico, associazione che da anni si occupa del tema, potrebbero non servire: “Oggi come oggi il parco è in una situazione difficile, non ci si è mai preoccupati dell’abusivismo edilizio. Nella zona di Medau su Cramu ad esempio ci sono circa 190 costruzioni abusive, inoltre molte aree che dovrebbero essere aperte per le visite naturalistiche sono chiuse. Bisogna risolvere i problemi di gestione dell’area. Tra l’altro – prosegue Deliperi – il parco nella situazione attuale vive solo di finanziamenti pubblici e presenta costi non indifferenti”. L’attuale presidente del Consorzio, Mauro Contini, invece punta sui fondi: “Uno degli obiettivi fondamentali, soprattutto per un’area di particolare pregio come questa, è individuare e attivare tutti i possibili canali di finanziamento”.

Molentargius, impianti regolamentazione delle acque

L’area protetta.

Il parco naturale di Molentargius che copre un’area di circa 1400 ettarinasce nel 1999 grazie ad una legge regionale che lo da in gestione ad un consorzio di enti locali: Provincia e comuni di Cagliari, Quartu S. Elena, Quartucciu, Selargius. Nei piani le finalità della sua istituzione dovrebbero essere la gestione dell’ecosistema Molentargius-Saline, la conservazione e valorizzazione delle aree naturali e storiche, lo sviluppo delle attività economiche in particolare quelle legate alla produzione del sale. Già nel 2009 il Gruppo di Intervento Giuridico aveva parlato di discariche abusive e abusi edilizi “nonostante ingenti investimenti di denaro pubblico per opere di risanamento e manutenzioni”. Per uno stagno costato troppi milioni, per dare pochi servizi a cittadini e turisti.

Airone cenerino (Ardea cinerea)

da Sardegna Quotidiano, 6 luglio 2011

Molentargius. Pioggia di euro sul parco. Contributi. In arrivo 37 milioni. Il presidente dell’ente Contini: “Puntiamo su benessere e ambiente”. Monica Magro

Un’ondata di euro sta per smuovere le acque di Molentargius. Prima la messa in sicurezza del parco e poi le terme. Il sale, poi, sarà utilizzato per il benessere e la cura del corpo. Un progetto che dovrebbe rilanciare le Saline e il Parco del Molentargius. E valorizzare così un’area su cui gravitano tante promesse e una montagna di denaro. Per avere, al momento, una quasi discarica salvata solo dalle famigliole di fenicotteri. E’ già pronto il finanziamento di 37 milioni di euro (20 dalla Regione) per la riqualificazione dell’area e il risanamento del sistema. “Sarà il consorzio che dovrà decidere di operare, vogliamo continuare con i progetti già avviati. Dodici milioni serviranno subito per la messa in sicurezza del parco e degli stagni del Bellarosa Minore e Maggiore – spiega Mauro Contini, presidente dell’Ente Parco – è un polmone al servizio dei cittadini. Restaurando i cinque uffici all’interno del parco potranno sorgere strutture ricettive, sportive, culturali. Finalmente la gente potrà entrare nel parco e si svilupperanno attività economiche, compatibili con l’ambiente”. Da oggi, nella sede del parco, si farà il punto sugli interventi prioritari da portare avanti. “Voglio creare da subito un tavolo tecnico incontrando il consorzio di gestione, sindaci e amministratori dell’Area vasta di Cagliari per dar gambe a questo finanziamento e bandire le opere in modo da poter fare il punto sull’intervento che dovrebbe portare alla stipula del programma per il rilancio dell’area”, aggiunge il sindaco di Quartu. Quello della Regione – ha precisato l’assessore regionale al Bilancio La Spisa– è un intervento finalizzato a valorizzare al massimo un compendio naturalistico di straordinario valore. Ma è necessaria la coesione tra gli amministratori interessati. Ora tocca a loro”. Quella della ripresa delle saline era un’idea annunciata da tempo, ma rimasta sulla carta a causa della mancanza di fondi. L’attività è ferma da circa 30 anni. Da quando, nell’84, la lavorazione è cessata per ragioni igienico-sanitarie a causa dello straripamento delle acque inquinate del Bellarosa Minore (bacino di acqua dolce) al Bellarosa Maggiore (bacino di acqua salata). Per Stefano Deliperi, presidente di Amici della Terra, il primo nodo da sciogliere nel parco, è quello dell’abusivismo edilizio. “Il consorzio di gestione deve affrontare seriamente il problema dell’abusivismo edilizio, le case sorte senza autorizzazioni sono 190. Altrimenti non sarà possibile programmare niente, non si può fare neanche il piano del parco, che è bloccato a causa di questo aspetto che tutti dimenticano”. Mentre per quanto riguarda l’idea di realizzare le terme, Deliperi dice che “è un discorso legato a un contesto più generale, fare le terme punto e basta serve solo a far fare qualche soldo a chi le prende in gestione”.

Fenicotteri. Tremila esemplari nasceranno in tutto il 2011.

Molentargius, discariche abusive (foto di repertorio)

Nonostante il parco sia abbandonato a se stesso, rimane da anni la meta preferita per la nidificazione dei fenicotteri. Solo nella colonia vicino a Monte Urpinu sono presenti circa 2500 coppie di fenicotteri. Potrebbero essere 3000 i nuovi nati a Cagliari in tutto il 2011. Proprio circa un mese fa, nell’area Bellarosa maggiore, è nato il primo pullo cagliaritano. Infatti anche i suoi genitori sono nati nell’area umida urbana cittadina. A fine estate i piccoli saranno in grado di volare.

Saline in abbandono totale, cani randagi e pochi controlli.

In attesa di rivoluzioni più volte annunciate il parco è abbandonato. Le discariche sono dappertutto e i cani randagi spesso si impadroniscono dell’area. Diversi i tentativi di bracconaggio. Le auto sfrecciano sulla strada sterrata malgrado il limite di velocità di venti orari, molte case di medau su Cramu sono abusive. Le strutture sono chiuse, solo per poche occasioni vengono aperte. Solo da poco è presente una stazione del Corpo Forestale per vigilare il sito, dovuta arrivare dal comune di Sinnai per dieci anni.


[1]  La redazione del piano è stata affidata a un gruppo di professionisti coordinati da Francesco Carrer e Franco Piga. Collaborano Rita Cannas (aspetti economici), Marco Cadinu (paesaggista), Fausto Pani (geologo) e Antonio Sanna (aspetti normativi). Secondo una ricerca del Dipartimento di ingegneria del territorio dell’Università di Cagliari, l’edificato in buona parte abusivo di Medau su Cramu (Cagliari – Quartu S. Elena) ha una volumetria complessiva di200.000 metri cubi (64% residenziale, 24% attività produttive, 12% maneggi e attività rurali) che occupano lo 0,7% dei1400 ettari della superficie complessiva del parco (il 75% sono specchi acquei).  Il sistema viario è da lottizzazione pura e gran parte delle costruzioni sono state erette tra il 1979 e il 1992, successivamente – come dimostrano le aereofotogrammetrie – ci sono stati prevalentemente ampliamenti.

(foto per conto GrIG, L.D., S.D., archivio GrIG)

  1. luglio 6, 2011 alle 7:54 PM

    da L’Unione Sarda, 6 luglio 2011
    Molentargius, prove di parco. Ieri riunione del tavolo Regione-sindaci. La Spisa: «Serve coesione». Contini: «Siamo pronti». (Fabio Manca)

    La Regione conferma i venti milioni, tempi stretti per definire i progetti Il finanziamento è tra i più annunciati dell’ultimo anno: che la Regione abbia deliberato di stanziare venti milioni di euro per il rilancio di Molentargius è notizia diffusa, con ampio battage, sia nel settembre del 2010 che nel maggio scorso, a pochi giorni dalle elezioni. Ma per far sì che quei fondi da virtuali diventino reali occorre definire nel dettaglio i progetti. Ed occorre farlo presto per evitare che i soldi si volatilizzino e atterrino su una delle mille altre emergenze dell’Isola. Ecco perché ieri l’assessore regionale alla Programmazione Giorgio La Spisa ha riunito il tavolo dei sindaci dei comuni consorziati per fare il punto sull’intervento da 37,5 milioni: venti della Regione, 17,5 privati, tutti da trovare.
    LA SPISA: TOCCA SI SINDACI. Dice, La Spisa, che «è assolutamente necessaria la coesione tra gli amministratori interessati» e che «ora tocca a loro». Significa che arrivare a una sintesi in tempi rapidi non sarà semplice. Soprattutto perché occorrerà mettere d’accordo quattro comuni (Cagliari, Quartu, Selargius e Quartucciu) e la Provincia.
    MODERATO OTTIMISMO. Tuttavia c’è un moderato ottimismo. Per due ragioni. La prima è connessa alle potenzialità del parco, una delle risorse più importanti del territorio che, finalmente, ha le risorse per essere rilanciata. La seconda è che sono stati i Comuni che fanno parte dell’Ente parco a proporre i progetti nel 2007, ad approvarli, almeno in larga massima, e a chiedere i fondi alla Regione.
    I PROGETTI. Gli interventi previsti riguardano la tutela ambientale dell’area del Bellarosa maggiore e delle vasche del retrolitorale (progetto propedeutico alla riattivazione del processo di estrazione saliniera), il restauro conservativo delle vasche di raccolta delle acque madri e di un edificio che diventerà il Centro termale del parco e il recupero degli edifici dei sali potassici, degli ex capannoni di scalo e degli ex magazzini.
    OGGI ASSEMBLEA. Oggi si riunirà l’assemblea del parco per stabilire, se possibile, un cronoprogramma. «Siamo già molto avanti e non possiamo permetterci di perdere i fondi», sostiene Mauro Contini, presidente dell’ente Parco. «Per questo credo che entro tre mesi saremo in grado di bandire le gare d’appalto».

    da La Nuova Sardegna, 6 luglio 2011
    Venti milioni per Molentargius. Lo stanziamento previsto dalla Regione per il rilancio dell’ecosistema e della produzione del sale. Vertice con La Spisa dei Comuni del Consorzio di gestione del parco. Previsti interventi di recupero anche sui beni immobiliari. (Roberto Paracchini)

    CAGLIARI. Venti milioni di euro per il parco di Molentargius e delle saline sono stati messi sul piatto dalla Regione. Altri diciassette e mezzo arriveranno da altri fondi pubblici e privati. Ieri l’assessore regionale alla Programmazione Giorgio La Spisa ha incontrato i componenti del Consorzio di gestione dell’area umida per fare il punto sull’intervento che dovrebbe portare alla stipula del programma quadro per il rilancio del compendio. «L’intervento della Regione – ha spiegato La Spisa – è finalizzato a valorizzare al massimo un compendio naturalistico di straordinario valore, che può avere importantissime ricadute per l’intera area vasta». Tutti i rappresentanti istituzionali – di Cagliari, Quartu, Selargius, Monserrato e della Provincia – che hanno preso parte all’incontro tenuto nell’assessorato alla Programmazione, hanno approvato l’intervento.
    Undici milioni andranno al miglioramento dell’ecosistema. L’area di Molentargius è infatti un sistema idraulico, realizzato – nella forma in cui lo vediamo oggi – negli anni Trenta del secolo scorso. Nel Sessanta-Settanta, invece e in parallelo all’aumento dell’urbanizzazione dell’hinterland, gli scarichi contribuirono a formare quella che viene chiamata Bellarosa Minore. E molta avifauna vi trovò asilo. Ma l’afflusso incontrollato di inquinamento determinò un tracollo del sistema e nell’Ottanta le saline vennero chiuse. Nell’88 il Parlamento finanziò un intervento di riqualificazione con 120 miliardi di vecchie lire. Ora il compendio è risanato ed è stato costituito il Consorzio di gestione. La situazione è notevolmente migliorata come dimostrano le numerose nidificazione dei fenicotteri rosa. Ma e come affermato dagli ambientalisti, il rilancio vero può essere fatto solo se viene riavviata la produzione del sale, condizione indispensabile per il corretto funzionamento del sistema idraulico: dosaggio dell’entrata dell’acqua di mare nel Bellarosa Maggiore e successivo pompaggio nelle vasche salanti. Determinante anche il riutilizzo in favore del parco del patrimonio immobiliare che tra palazzine degli ex dipendenti, direzione, officine, magazzini ecc. rappresenta un patrimonio invidiabile. Infatti nel progetto presentato ieri ai sindaci e alla Provincia dall’assessore La Spisa, sono previsti anche interventi per rimettere in moto la produzione e il recupero degli immobili. In particolare una parte di questi ultimi potrebbe essere utilizzata per iniziative collaterali all’industria del sale, come la talassoterapia (su cui a suo tempo è stato fatto anche uno studio di fattibilità). Uno dei problemi da definire riguarda la gestione. L’ipotesi più probabile è quella di un avvio della gestione delle saline da parte del Consorzio del parco, per poi passare a un privato sulla base di un bando pubblico. Ora, coi finanziamenti, la scommesa del rilancio è realmente possibile.

  2. luglio 6, 2011 alle 8:31 PM

    dal sito istituzionale del parco naturale regionale “Molentargius- Saline”, 6 luglio 2011

    Comunicato dell’Ente Parco in risposta ad articoli giornalistici del giorno 6 luglio 2011: http://www.parcomolentargius.it/articolo.php?art=996

  3. brusho
    luglio 9, 2011 alle 12:26 PM

    Ciao Stefano,

    gira voce (Cagliari è piccolissima! e trattandosi di stagni è pieno di ucellini che parlano) che ci sia in cantiere un mega-progetto per la costruzione di una non meglio specificata stazione termale (il solito progetto che rispunta fuori da anni….na fissazione tipo le barche a vela di Fantola..). Probabilmente i famosi 17 mlioni di euro stanno di li. Comunque Occhio! il progetto è già stato presentato ed è in fase di valutazione nelle alte sfere….

  4. ottobre 25, 2011 alle 2:38 PM

    da L’Unione Sarda, 25 ottobre 2011
    Molentargius. Il progetto. Con due milioni ripartiranno le vecchie saline. (Giovanni Manca di Nissa): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20111025085401.pdf

  5. Anto
    aprile 5, 2012 alle 4:01 PM

    Adesso anche i dipendenti del Parco…qui in ballo c’è solo il vostro posto di lavoro…Solo per fare un esempio nel 1993 la nidificazione ha avuto buon fine…Il parco è nato molto dopo. Se credete di sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressione insieme a qualche sedicente politico state sbagliando. Non esistono eroi ma solo dipendenti, meri esecutori di prassi regolate e ampiamente note. Nessuno è indispensabile!!!

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