Sardegna: niente caccia al Coniglio selvatico, “recuperate” due giornate di caccia alla Pernice sarda e alla Lepre sarda in spudorato contrasto con parere ISPRA e semplice buon senso.
Il Comitato faunistico-venatorio regionale dominato da rappresentanti venatori ha ordinato e un pavido Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna ha eseguito.
La cronaca della riunione del Comitato dello scorso 7 ottobre 2026 riportata da Antonello Secci, uno dei due rappresentanti ambientalisti presenti, racconta tutta la pavida inadeguatezza della struttura assessoriale, incapace anche di difendere le proprie proposte.
Con decreto assessoriale n. 26/2026 dell’8 ottobre 2026 è stata disposta la “Integrazione del Decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente n. 20/4625 del 07.08.2026 – Calendario venatorio 2026/2027. Recupero delle giornate di prelievo del 20 e del 27 settembre 2026 sospese dal TAR Sardegna – Pernice sarda, Lepre sarda e Coniglio selvatico” (BURAS n. 52, parti I e II, del 9 ottobre 2026): nel c.d. territorio libero di caccia e nelle zone autogestite che han effettuato i censimenti con esito positivo sono abbatibili tre esemplari di Pernice sarda per cacciatore nell’intera stagione venatoria fino al numero complessivo di 2.854 e un numero complessivo di 500 esemplari di Lepre sarda.
Nelle aree rientranti nella Rete Natura 2000 la caccia alla Pernice sarda è sempre vietata.
La caccia al Coniglio selvatico è sempre vietata.
Il parere reso obbligatoriamente dall’ISPRA, finalmente fornita dei necessari monitoraggi faunistici primaverili ed estivi, chiedeva, invece, la chiusura della caccia alla Lepre sarda e al Coniglio selvatico.
L’ISPRA (nota prot. n. 5827 del 2 ottobre 2026) ha, infatti, verificato “per quanto riguarda il territorio libero al prelievo venatorio … che la percentuale di territorio censita (comprensiva anche di quella che interessa le autogestite) è pari a 40.906,89 ha, pari al 3,1% della superficie a vocazionalità alta e media alta … una percentuale non statisticamente rappresentativa (anche considerando l’elevata variabilità geografica dei risultati ottenuti)”.
Non è stata raggiunta la percentuale minima del 10% perché il monitoraggio avesse validità scientifica, per cui l’ISPRA ha ritenuto “opportuno non autorizzare il recupero delle giornate di caccia del 20 e del 27 settembre”.
Per il Coniglio selvatico, l’ISPRA, “considerato l’esiguo numero di autogestite interessate al prelievo e lo status di conservazione generale della specie”, ha ritenuto “opportuno non autorizzare il recupero delle giornate di caccia del 20 e del 27 settembre”.
Solo per la Pernice sarda l’ISPRA ha fornito parere positivo nei limiti previsti.
Come si ricorda, il T.A.R. Sardegna, con ordinanza cautelare Sez. II, 30 settembre 2026, n. 299, ha confermato le decisioni di cui al decreto presidenziale Sez. II, 17 settembre 2026, n. 285con cui è stato sospeso parzialmente il calendario venatorio regionale sardo 2025-2027 (decreto assessoriale 7 agosto 2026, n. 7) nella parte relativa alla caccia alla Pernice sarda (Alectoris barbara), della Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) nelle giornate del 20 e del 27 settembre 2026.
Era stata mantenuta soltanto la terza e ultima giornata di caccia, il 4 ottobre 2026.
Ennesimo esempio di spudorato favore della Regione autonoma della Sardegna verso le pretese venatorie ed ennesimo provvedimento di censura da parte dei Giudici amministrativi.
Il ricorso è stato effettuato dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) affiancato dai ricorsi ad adiuvandum delle associazioni Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC) e LIPU – BirdLife Italia, tutte egregiamente rappresentate e difese dall’Avv. Carlo Augusto Melis Costa.
Il T.A.R. ha osservato che “la giurisprudenza amministrativa ha ripetutamente affermato che il parere che l’Istituto Superiore per la Protezione e il Recupero Ambientale (ISPRA) esprime sullo schema di calendario venatorio, operando come organo di consulenza tecnico-scientifica della Regione chiamato a verificare la compatibilità tra le previsioni del calendario e le esigenze di tutela della fauna selvatica, costituisce atto obbligatorio, ma non vincolante, cosicché la Regione può discostarsi dalle indicazioni ricevute purché fornisca congrua e adeguata motivazione delle difformi scelte operate (v. ex multis, T.A.R. Napoli Campania sez. III, 5/09/2023, n. 4960).”.
Tuttavia, nel caso concreto, la Regione autonoma della Sardegna non aveva neppure fornito i monitoraggi faunistici sulle specie della c.d. fauna nobile stanziale.
Infatti, “è pacifico in atti quanto attestato dall’ISPRA nel suo parere del 22 luglio 2026 ‘[…] Pernice sarda Alectoris barbara, lepre sarda Lepus capensis mediterraneus e coniglio selvatico Oryctolagus cuniculus: la caccia di queste speciedovrebbe essere autorizzata a partire dal 1° ottobre 2026 per le motivazioni espressenel paragrafo precedente. Si coglie l’occasione per segnalare nuovamente che loscrivente Istituto non ha ricevuto i risultati dei monitoraggi realizzati per le tre specienegli ultimi anni; pertanto, non è in grado di esprimere un parere motivato in meritoai piani di abbattimento proposti da codesta Amministrazione […]’. Nondimeno, l’Istituto ha stabilito che “[…] la caccia di queste specie dovrebbe essere autorizzataa partire dal 1° ottobre 2026.”.
Il T.A.R. Sardegna ha puntualizzato che per le due giornate di caccia del 20 e del 27 settembre “il parere reso dall’ISPRA, pur tempestivo, non legittimava l’esecuzione delle due giornate in questione, non essendo stato espresso per un deficit istruttorio imputabile all’Amministrazione regionale … pertanto, sussiste pienamente la dedotta illegittimità del calendario venatorio con riferimento alle due giornate di caccia anteriori al 1° ottobre 2026.”.
Viceversa, “a partire dal 1°ottobre 2026, vi è piena coincidenza tra il calendario venatorio e i pareri resi dall’ISPRA e dal CTFVN: come visto, infatti, a prescindere dai dati del monitoraggio non ricevuti, l’ISPRA ha reso un proprio autonomo parere stabilendo che la caccia, per le tre specie in esame, avrebbe dovuto essere autorizzata a partire dal 1°ottobre 2026”.
Insomma, l’ISPRA non aveva i censimenti faunistici, quando non sa nemmeno quanti esemplari di Pernice, Lepre, Coniglio selvatico vi siano, ma riteneva che si potesse andar a caccia dopo l’1 ottobre.
Ambiguità – per non dir altro – che non dovrebbe sussistere nella gestione del patrimonio pubblico faunistico.
Per giunta in presenza di una pesantissima e devastante stagione estiva con temperature in media di 35-40 gradi e oltre nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026 (vds. relazioni ARPAS in materia).
I monitoraggi estivi su Pernice sarda, Lepre sarda e Coniglio selvatico, finalmente usciti dalle nebbie regionali, evidenziano testualmente una “tendenza negativa significativa delle densità primaverili della pernice e quella debolmente significativa evidenziato per le densità della lepre sarda“, una “stima molto bassa della densità delle pernici fatta con il censimento estivo (2,82), anche in relazione al caldo estremo verificatosi durante l’estate 2026” e affermano chiaramente che “il prelievo di coniglio selvatico non appare … sostenibile” (report finale censimentoForestas, prot. n. 28834 del settembre 2026).
E una volta avuti i monitoraggi faunistici, l’ISPRA ha dato parere negativo sulla caccia a Lepre sarda e Coniglio selvatico.
Ora è seguito il consueto provvedimento regionale spudoratamente a favore delle pretese venatorie in danno alla fauna selvatica, in contrasto con pareri tecnico-scientifici e con il semplice buon senso.
A 34 anni dalla legge quadro nazionale n. 157/1992 e s.m.i. e a 28 anni dalla legge regionale n. 23/1998 e s.m.i., in Sardegna tuttora non esiste la necessaria pianificazione faunistico-venatoria, non esiste alcun legame cacciatore – territorio, il Comitato faunistico-venatorio regionale, dominato da componenti cacciatori, ha potere deliberante e non consultivo come nel resto d’Italia.
Maggioranze politiche di centro-destra o di centro-sinistra al governo regionale non han fatto un beneamato cavolo di nulla per modificare tale ignobile situazione.
Compresa l’attuale maggioranza di cui fan parte i Verdi e il Movimento 5 Stelle, a parole così tanto sensibili alle tematiche ambientali e animaliste.
E tale scandalosa ignavia andrà a costituire il giudizio degli elettori, anche in Sardegna.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)









Commenti recenti