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Ancora poca chiarezza sui 750 Lecci del Parco della Reggia di Caserta.


Leccio (Quercus ilex)

La Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta ha risposto (nota prot. n. 26747 del 14 novembre 2025) alla specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali, adozione degli opportuni provvedimenti inviata (11 novembre 2025) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) in relazione al ventilato taglio o rimozione dei 750 esemplari di Leccio (Quercus ilex) che coronano la Via d’Acqua nel Parco della Reggia di Caserta, bene culturale di eccezionale valore ambientale e storico-monumentale incluso (1997) nella lista del Patrimonio dell’Umanità sotto l’egida dell’UNESCO.

La Soprintendenza casertana, dovendo esprimere il parere vincolante in relazione al vincolo culturale presente sul complesso della Reggia di Caserta (art. 21 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), giustamente ritenne opportuno – per l’importanza storico-artistica e ambientale del sito – coinvolgere i Comitati Tecnico Scientifici del Ministero della Cultura, esprimendo comunque un parere di massima negativo (nota prot. n. 25716 del 22/ dicembre 2023).

I Comitati Tecnico-scientifico Belle Arti, Paesaggio e Musei e l’economia della cultura, riuniti congiuntamente il 12 giugno 2024, hanno verbalizzato quanto di seguito riportato:

A fronte dell’attività di studio e di indagine, sono state ipotizzati due possibili scenari:

1.Interventi puntiformi che suppliscano ai vuoti e a crolli che si succederanno nel tempo…..;

2. Intervento di sostituzione per stralci (tre stagioni successive nell’arco di 18 mesi: primavera-autunno-primavera) fino al rinnovo integrale dei due filari interni;

La prima soluzione pur apparendo la meno invasiva, è allo stesso tempo la meno risolutiva, in una prospettiva media (10-15 anni), non arresterebbe il progressivo peggioramento delle condizioni sanitarie e biomeccaniche dei filari; non garantirebbe le necessarie condizioni di sicurezza nei confronti dei visitatori; renderebbe difficoltoso l’attecchimento degli esemplari di nuovo inserimento, dominati dagli alberi preesistenti, come già accaduto finora. Infine, non garantirebbe il mantenimento/riproposizione della regolarità del disegno architettonico dei filari.

Parco della Reggia di Caserta, la Via d’Acqua e i Lecci (foto Miguel Hermoso Cuesta/Wikipedia)

La seconda ipotesi prevede il rinnovamento integrale dei filari, con rimozione e contestuale sostituzione di tutti gli esemplari. Tale ipotesi appare indubbiamente di forte impatto, tuttavia consentirebbe in breve tempo il recupero pieno e corretto dell’architettura vegetale nell’assetto e nel ruolo paesaggistico ad essa attribuito dal disegno del giardino formale, in una prospettiva di lungo periodo. Garantirebbe inoltre il recupero graduale dei servizi eco sistematici e una sostanziale riduzione del rischio.

In tale ipotesi si prevede la conservazione di 105 esemplari risultati sani, che verrebbero spostati nei vuoti delle fasce boscate adiacenti ai filari.

Tuttavia, i Comitati, in seguito del sopralluogo dell’11 giugno 2024, hanno affermato (verbale del 12 giugno 2024) che “con certezza che le problematiche rilevate dalla Direzione del Parco e confermate dai due Dipartimenti Universitari sono reali.

I Comitati dopo ampia discussione in cui è stato valutato che lo stato di sofferenza dei filari in oggetto è stato aggravato dal fatto che il percorso tra i due filari era un tempo occupato da un canale di scolo, successivamente prosciugato e trasformato in un “vialetto” alberato utilizzato dai numerosissimi visitatori della Reggia in alternativa ai vialoni ghiaiati ai lati della via d’acqua che non offrono alcuna protezione dal sole. Ciò ha causato un anomalo compattamento del terreno, non più ossigenato, che ha aggravato lo stato di sofferenza degli alberi”.

Merlo femmina (Turdus merula)

 Inoltre, sempre nel verbale, è stato affermato che “è evidente che la soluzione di una sostituzione integrale, con lo spostamento dei 105 alberi sani in un’area naturale … apparentemente risulta molto impattante e sicuramente avrà inizialmente un effetto visivo molto forte ma è anche una soluzione che, dando garanzie a medio e lungo termine, mira a ricomporre l’unità architettonica del rapporto tra i vari elementi del Parco della Reggia. L’intervento puntuale non risolverebbe a monte il problema, non consentirebbe una rigenerazione del terreno e soprattutto non ripristinerebbe mai la quinta architettonica ideata dai due Vanvitelli.

Infine i Comitati, all’unanimità, hanno espresso “parere positivo al progetto che prevede la sostituzione integrale dei filari interni con nuovi esemplari di lecci da effettuarsi in tre stralci e lo spostamento dei 105 alberi sani in un’area naturale dove possano crescere liberamente”.

La Soprintendenza casertana ha, quindi, autorizzato l’intervento prendendo “attodel parere a condizione espresso dai Comitati Tecnici Scientifici nella riunione congiunta del 12/06/2024, relativo ai lavori in oggetto, raccomandando che l’attuazione del progetto in esame avvenga attraverso un crono-programma dei lavori opportunamente dilatato negli anni, al fine di limitare la perdita dei valori storici del parco e paesaggistici che l’impianto, costituito da ‘Quercus ilex’, ha acquisito nel tempo, tenendo cura di posizionare in prima fila degli esemplari adulti e con folta chioma in modo da preservare in parte l’attuale visione della Via d’acqua”.

Ghiandaia (Garrulus glandarius)

Un’autorizzazione condizionata che, però, non fa chiarezza sulla necessità assoluta del taglio e della rimozione dei Lecci, in base a perizie del DISTAL dell’Università degli Studi “Alma Mater Studiorum” di Bologna e l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli non conosciute.

L’intervento sarebbe finanziato da fondi PNRR (M1C3- Investimento 2.3 Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici), tuttavia non si è a conoscenza del contenuto delle perizie che qualifichino tutti gli alberi come irrimediabilmente malati o pericolanti.

Sembra, invece, che vi siano perizie effettuate da comitati di esperti

L’azione GrIG ha coinvolto il Ministero della Cultura, la Regione Campania, il Comune di Caserta, la gestione della Reggia di Caserta, i Carabinieri Forestale, informata per opportuna conoscenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Il Parco e la Reggia di Caserta sono tutelati con vincolo culturale e vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e ogni anno sono visitati da più di un milione di turisti.

E’ intuitivo che l’eliminazione della caratteristica presenza dei Lecci ai lati della Via d’Acqua, nel Parco della Reggia di Caserta, costituirebbe una grave menomazione del valore ambientale e storico-culturale del complesso di incomparabile valore

Il GrIG auspica piena chiarezza e trasparenza su un intervento così impattante.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Cardellino (Carduelis carduelis)

(foto Miguel Hermoso Cuesta/Wikipedia, D.M., S.D., archivio GrIG)

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