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Oltre 60 mila cittadini chiedono la tutela del Cervo sardo e la Regione autonoma della Sardegna che fa?   Il pesce in barile?


Ormai più di 60 mila cittadini hanno sottoscritto la petizione popolare per la salvaguardia del Cervo sardo promossa dall’associazione ambientalista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) sulla piattaforma Change.org in un mese e mezzo.

Una marèa di firme, decine di migliaia di cittadini che rifiutano il piombo risanatore tanto caro a chi dovrebbe difendere l’ambiente, ma lo ignora.

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Decine di migliaia di cittadini che vogliono difendere uno degli animali-simbolo della Sardegna e del Mediterraneo da un’ottusa politica ambientale intrisa di penosi interessi elettorali e venatori.

Una richiesta chiara, palese, forte, in netto contrasto con le pretese di parte del mondo venatorio isolano che se ne frega altamente di tutto quello che non riguarda la possibilità di sparare a questo o a quest’altro animale.

Cervo sardo ucciso (Pattada, febbraio 2012). Purtroppo, il bracconaggio incide tuttora pesantemente sui nuclei di Cervo sardo

E la Regione autonoma della Sardegna, in primo luogo proprio quell’Assessore della difesa dell’ambiente Gianni Lampis che inopinatamente ha pubblicamente dichiarato, anche nell’aula del Consiglio regionale (29 marzo 2022, seduta pomeridiana n. 206), di voler riaprire la caccia al Cervo sotto forma di piani di abbattimento, che fa?   Il pesce in barile?

Recentemente ha presentato la proposta di legge regionale n. 323 del 2022 che, fra l’altro, prevede l’amputazione del parco naturale regionale di Gutturu Mannu di ben 1.551 ettari (“riducendola dagli attuali 5.654 a 4.013 ettari”) nel territorio comunale di Pula, esclusivamente per accontentare una richiesta proveniente dal mondo venatorio locale sottoscritta da circa 300 cacciatori e vergognosamente recepita da una deliberazione consiliare.

Monti fra Capoterra e Sarroch, esemplare di Cervo sardo morto, di inedia (nov. 2017). Carestie e siccità incidono anch’esse sulla consistenza dei nuclei di Cervo sardo

L’assessore Lampis accoglie una becera richiesta puramente particolaristica proveniente da 300 persone, ma ancora non si degna di rispondere a 60 mila cittadini che difendono l’interesse generale della difesa del Cervo sardo.

Questo è il livello di una politica ambientale di infimo livello, ancorata a interessi clientelari ed elettoralistici (il prossimo 12 giugno ci sono le elezioni amministrative).

Il GrIG ha provveduto nelle scorse settimane a inviare un primo elenco di sottoscrittori al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, all’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis e al Presidente dell’I.S.P.R.A. Stefano Laporta, chiedendo se vi siano eventuali autorizzazioni per piani di abbattimento dell’ungulato a qualsiasi titolo e con quali motivazioni scientifiche.   

Tuttora silenzio anche da parte del Ministro della Transizione Ecologica – recentemente giustamente accusato di voler l’estensione dei periodi di caccia.

areali del cervo sardo nel 1850, nel 1900 e nel 1950

L’I.S.P.R.A , invece, ha affermato chiaramente. (nota prot. n. 26660 dell’11 maggio 2022) che “non ha espresso pareri circa piani di controllo del Cervo sardo”.

Nessun parere – necessario per legge – quindi nessuna autorizzazione.

L’I.S.P.R.A. conferma, poi, l’assenza di censimenti aggiornati.

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Come ricorda anche l’I.S.P.R.A., gli unici dati disponibili sulla consistenza dell’ungulato risalgono alla stima effettuata nel corso del  Progetto LIFE “One deer, two Islands: conservation of Red Deer Cervus elaphus corsicanus in Sardinia and Corse”, cioè circa 10.600 esemplari in tutta la Sardegna.

Il Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus) è una sottospecie endemica della Sardegna e della Corsica del Cervo europeo (Cervus elaphus) e, solo dopo gli ultimi decenni di protezione, sta riuscendo con fatica a sfuggire al destino dell’estinzione a causa del bracconaggio, della distruzione degli habitat, degli incendi.

Incurante della grave situazione ecologica dell’ungulato simbolo della Sardegna, l’Assessore della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna Gianni Lampis ha pubblicamente dichiarato di voler riaprire la caccia al Cervo sotto forma di piani di abbattimento.

Lo ha dichiarato anche nell’aula del Consiglio regionale (29 marzo 2022, seduta pomeridiana n. 206).

La scusa è che in alcune zone (Arbus, Laconi) ve ne sarebbero troppi e causerebbero danni all’agricoltura, sebbene non vi siano censimenti aggiornati né una stima degli eventuali danni.

Se davvero così fosse, gli esemplari riconosciuti in eccesso potrebbero esser trasferiti in altre aree dell’Isola (o della Corsica) già verificate quali idonee, così com’è stato fatto in questi decenni per far riprendere salute alla sottospecie.

Carta delle vocazioni faunistiche della Sardegna – potenziali aree per la reintroduzione del Cervo sardo

Infatti, la Carta delle vocazioni faunistiche della Sardegna, atto programmatorio ufficiale della Regione autonoma della Sardegna, stima la presenza del Cervo sardo complessivamente in un’area di circa 60 mila ettari del territorio regionale e individua un’area potenziale di circa 400 mila ettari, con ambiti ottimali di reintroduzione nell’area del Gennargentu fino al Supramonte, alle codule ogliastrine, fino a Quirra, così da ricongiungersi con l’areale dei Sette Fratelli – Sàrrabus. Così il complesso Monti di Alà – Monte Albo, parte della Nurra, il Montiferru, il Monte Arci, il Sinis, il Limbara (pp. 253 e ss.), dove potrebbero esser reintrodotti oltre 16 mila esemplari.

Firma e fai firmare la petizione per la salvaguardia del Cervo sardo, perché più siamo e maggiore forza avranno le nostre richieste di civiltà.

La petizione si firma qui https://chng.it/hptV6GJp

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

(foto Cristiana Verazza, S.D., archivio GrIG)

  1. Donatella Mercatelli
    giugno 1, 2022 alle 8:52 am

    a questo punto ogni Cervo Sardo può essere adottato da sei di noi difensori che abbiamo firmato la petizione per la sua salvezza! https://chng.it/hptV6GJp

  2. giugno 1, 2022 alle 3:05 PM

    da Alguer.it, 31 maggio 2022
    In 60mila chiedono la tutela del Cervo sardo.
    Una marèa di firme, decine di migliaia di cittadini che rifiutano il piombo risanatore tanto caro a chi dovrebbe difendere l´ambiente, ma lo ignora: Una richiesta chiara, palese, forte, in netto contrasto con le pretese di parte del mondo venatorio isolano: https://www.alguer.it/notizie/n.php?id=168271#:~:text=In%2060mila%20chiedono%20la%20tutela%20del%20Cervo%20sardo&text=CAGLIARI%20%2D%20Ormai%20pi%C3%B9%20di%2060,in%20un%20mese%20e%20mezzo

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    da Sassari Notizie, 31 maggio 2022
    Oltre 60 mila cittadini chiedono la tutela del Cervo sardo: http://www.sassarinotizie.com/articolo-68743-oltre_60_mila_cittadini_chiedono_la_tutela_del_cervo_sardo.aspx

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    da Cagliari Oggi, 31 maggio 2022
    In 60mila chiedono la tutela del Cervo sardo.
    Una marèa di firme, decine di migliaia di cittadini che rifiutano il piombo risanatore tanto caro a chi dovrebbe difendere l´ambiente, ma lo ignora: Una richiesta chiara, palese, forte, in netto contrasto con le pretese di parte del mondo venatorio isolano: https://www.cagliarioggi.it/notizie/n.php?id=168271

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    da Sassari News, 31 maggio 2022
    In 60mila chiedono la tutela del Cervo sardo.
    Una marèa di firme, decine di migliaia di cittadini che rifiutano il piombo risanatore tanto caro a chi dovrebbe difendere l´ambiente, ma lo ignora: Una richiesta chiara, palese, forte, in netto contrasto con le pretese di parte del mondo venatorio isolano: https://www.sassarinews.it/notizie/n.php?id=168271

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    da Olbia 24, 31 maggio 2022
    In 60mila chiedono la tutela del Cervo sardo.
    Una marèa di firme, decine di migliaia di cittadini che rifiutano il piombo risanatore tanto caro a chi dovrebbe difendere l´ambiente, ma lo ignora: Una richiesta chiara, palese, forte, in netto contrasto con le pretese di parte del mondo venatorio isolano: https://www.olbia24.it/notizie/n.php?id=168271

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    da Nuoro News, 31 maggio 2022
    In 60mila chiedono la tutela del Cervo sardo.
    Una marèa di firme, decine di migliaia di cittadini che rifiutano il piombo risanatore tanto caro a chi dovrebbe difendere l´ambiente, ma lo ignora: Una richiesta chiara, palese, forte, in netto contrasto con le pretese di parte del mondo venatorio isolano: https://www.nuoronews.it/notizie/n.php?id=168271

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    da Oristano News, 31 maggio 2022
    In 60mila chiedono la tutela del Cervo sardo.
    Una marèa di firme, decine di migliaia di cittadini che rifiutano il piombo risanatore tanto caro a chi dovrebbe difendere l´ambiente, ma lo ignora: Una richiesta chiara, palese, forte, in netto contrasto con le pretese di parte del mondo venatorio isolano: https://www.oristanonews.it/notizie/n.php?id=168271

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    da Porto Torres 24, 31 maggio 2022
    In 60mila chiedono la tutela del Cervo sardo.
    Una marèa di firme, decine di migliaia di cittadini che rifiutano il piombo risanatore tanto caro a chi dovrebbe difendere l´ambiente, ma lo ignora: Una richiesta chiara, palese, forte, in netto contrasto con le pretese di parte del mondo venatorio isolano: https://www.portotorres24.it/notizie/n.php?id=168271

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    da Alghero Live, 1 giugno 2022
    Oltre 60 mila cittadini chiedono la tutela del Cervo sardo e la Regione autonoma della Sardegna che fa? Il pesce in barile? https://algherolive.it/2022/06/01/oltre-60-mila-cittadini-chiedono-la-tutela-del-cervo-sardo-e-la-regione-autonoma-della-sardegna-che-fa-il-pesce-in-barile/

  3. Claudio
    giugno 2, 2022 alle 5:06 PM

    i peggiori politici ce li abbiamo noi, e chi si sorprende?

  4. giugno 3, 2022 alle 3:07 PM

    ascolta Abelardo il Cervo sardo e aiutalo 😀

  5. Pietro Pirredda - Arzachena
    giugno 5, 2022 alle 1:10 PM

    Buongiorno, io da cacciatore dico il cervo sardo, come ogni specie dovrebbe essere gestito. La Gestione va dal censimento all’individuazione di aree per lui idonee a L fine di mantenere l’equilibrio ambientale. Ciò è previsto dalla Legge 157/92 tanto voluta dai Mancini della politica di quel tempo e dagli ambientalisti (animalisti).
    La gestione invece in Italia non si è mai fatta perché costa. A noi cacciatori ci si addebita di tutto. Ci appioppate degli appellativi di ogni genere. Se si deve fare un’opera di “buon senso” va bene se è solo rivolta al non sparare. Costa tanto addormentare centinaia di cervi per spostarli in luoghi idonei. Quindi anziché fare una petizione, voi 60000 della petizione, versate 100 euro ciascuno e dateli alla Regione per gestire al meglio in cervo. Mi scuserete ma fare oasi e parchi per preservare delle specie, senza adoperarsi per gestire tali carrozzoni, porta a squilibri che non si possono certo addebitare a noi cacciatori. Io non sono a priori portato a sparare ad un cervo. Ma se mi dovessero consentire, in futuro, il prelievo sotto forma di caccia di selezione o controllo numerico non direi di no.

    • giugno 5, 2022 alle 6:23 PM

      buonasera Pietro,

      il Cervo sardo, come tutte le specie degli “altri” animali (pure noi lo siamo anche se troppo spesso lo dimentichiamo), vanno gestite, così come va gestito l’intero territorio. Siamo perfettamente d’accordo.

      Per il Cervo sardo la vigente Carta delle vocazioni faunistiche della Sardegna prevede un areale potenziale di 400 mila ettari. Attualmente vive in areali non collegati fra loro di 60 mila ettari.
      Come chiunque può capire, il Cervo sardo può esser reintrodotto in ben 340 mila ettari.

      Bell’area del Gennargentu fino al Supramonte, alle codule ogliastrine, fino a Quirra, così da ricongiungersi con l’areale dei Sette Fratelli – Sàrrabus. Così il complesso Monti di Alà – Monte Albo, parte della Nurra, il Montiferru, il Monte Arci, il Sinis, il Limbara.
      C’è, quindi, l’imbarazzo della scelta. Non vuoi vederlo anche in Gallura?

      I soldi?
      E’ l’ultimo dei problemi in un Paese dove, per esempio, sono stati spesi ben 95 milioni di euro per acquistare 434.344 banchi con le rotelle (costo di 219,17 euro ciascuno), in buona parte mai utilizzati (vds. La Repubblica, Flop da 100 milioni per i banchi a rotelle: uno su due non è utilizzato, 17 aprile 2021, in https://www.repubblica.it/cronaca/2021/04/17/news/banchi_a_rotelle_il_flop_costa_caro_cento_milioni_per_non_usarli-301071548/).

      A parte i troppi casi eclatanti di ignobili sprechi di denaro pubblico, ti ricordo i progetti LIFE, dove i fondi comunitari han consentito con successo di “trasferire” parecchi Cervi sardi in altre parti dell’Isola e in Corsica (per esempio, il Progetto LIFE “One deer, two Islands: conservation of Red Deer Cervus elaphus corsicanus in Sardinia and Corse”, citato nell’articolo).

      L’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente (!) Gianni Lampis, nel pomeriggio di martedi 29 marzo 2022, afferma nell’aula del Consiglio regionale: “Ho il piacere di comunicare che domani alle ore 12 e 30 sarò a Roma e incontrerò il presidente di Ispra, il problema del cervo però va superato ancora una volta all’interno della legge 157, perché il cervo sardo come specie non è il cervo che c’è in Toscana, in Trentino o da altre parti, è una specie che non può essere cacciata, quindi noi dobbiamo andare a dire ad Ispra che la concentrazione del cervo sardo in particolari zone sta creando problemi di tipo sociale, economico e anche di ordine pubblico. Il problema dei cervi rientra nel più ampio dibattito che riguarda i piani di abbattimento”.

      Io ho in mente le parole di persone come Enea Beccu e come Antonello Monni, che tanto han fatto concretamente per evitare l’estinzione del Cervo sardo, ridotto a poche centinaia di esemplari negli anni ’80 del secolo scorso, pur essendo formalmente protetto dal 1939.

      Ho in mente le immagini di quello sparuto branco di Cervi che cercava qualcosa da brucare nella macchia bruciata di Montevecchio dopo il disastroso incendio del luglio 1983.

      Ho in mente le firme di cacciatori conosciuti sotto la petizione promossa dal GrIG per la difesa del Cervo sardo.
      A oggi sono più di 64 mila le adesioni alla petizione e sono la migliore risposta a un Assessore che dimostra ogni giorno la sua incapacità a gestire l’ambiente sardo.

      Il problema, per lui, è portare avanti piani di abbattimento del Cervo sardo per finalità che di ambientale non ha nulla, mentre di clientelismo elettorale ha molto. E il mondo venatorio non è certo escluso.

      Non è un “problema”, invece, la devastazione progressiva di decine di migliaia di ettari di campagne isolane data dalla prevedibilissima e prevista invasione delle Cavallette (https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/in_breve/2022/05/09/coldiretti-nuova-invasione-di-cavallette-in-sardegna_351597c5-7d7e-424d-a8eb-864735fa7a1d.html), minimamente affrontata con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Si verifica da tre anni di seguito grazie al “sonno” dei nostri rappresentanti nell’Esecutivo regionale.

      Vedi, Pietro, il Cervo sardo non è “salvo”, bastano un paio di stagioni siccitose, un po’ di incendi nelle zone dove vive, un paio di stagioni di carestia, una recrudescenza del bracconaggio (che vede pure innegabilmente cacciatori-bracconieri) e ritorniamo a una situazione di grave pericolo per la sopravvivenza della specie.
      Oggi, nel 2022, parlare di piani di abbattimento del Cervo sardo è semplicemente demenziale.

      Buona serata.

      Stefano Deliperi

      ———————————-

      così, per memoria.

      2022

      2021

      2020

      • Pietro Pirredda - Arzachena
        giugno 8, 2022 alle 10:49 PM

        Sono d’accordo che si è miopi in troppe cose. Certamente bisognerebbe iniziare a gestire il territorio e il patrimonio faunistico. Se mai si inizia mai vedremo risultati… poi …In minima parte, quando le altre opere messe in campo non bastano o non hanno dato risultati, come prevede la Legge, per talune specie ci può stare anche il controllo numerico con le armi.

      • giugno 9, 2022 alle 8:47 am

        ..ma non oggi, nel 2022, con il Cervo sardo, perchè è di questo che si parla 😉

        Buona giornata.

        Stefano Deliperi

  6. giugno 5, 2022 alle 6:37 PM

    da Sardinia Post, 4 giugno 2022
    Il Grig contro Lampis: “Regalo ai cacciatori cancellando 1.500 ettari di parco”: https://www.sardiniapost.it/ambiente/il-grig-contro-lampis-regalo-ai-cacciatori-cancellando-1-500-ettari-di-parco/

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