A casa, rimaniamo a casa!


Bergamo, mezzi dell’Esercito portano via bare (18 marzo 2020)

Vogliamo evitare che il coronavirus COVID 19 contagi a macchia d’olio la popolazione?

Lo sappiamo bene che cosa si deve fare o, meglio, dovremmo saperlo: rimanere a casa è la prima e fondamentale norma da osservare.

Alle ore 17.00 del 19 marzo 2020:

* 41.035 casi totali;

* 33.190 casi attualmente positivi, di cui 15.757 ricoverati con sintomi, 2.498 in terapia intensiva, 14.935 in isolamento domiciliare;

* 4.440 guariti;

* 3.405 morti.

Rimanere a casa è anche il primo modo per aiutare gli ospedali e tutti gli operatori della sanità.

Non è difficile capirlo e, se non si vuole o non si è in grado di capire, basta adeguarsi, per il bene di tutti.

L’evoluzione della situazione a Bergamo avrebbe dovuto costituire un insegnamento per tutti, ma non è andata così.

Ci sarà tempo e occasioni per ricercare e individuare responsabilità, non c’è dubbio.

Per esempio, come mai in Sardegna, dove non sussiste tuttora un focolaio locale di coronavirus COVID 19, più della metà dei 206 contagiati sono personale sanitario (medici, infermieri) in servizio negli ospedali, soprattutto di Sassari, Nuoro e Olbia, tanto da aver fatto aprire una specifica indagine da parte della magistratura?    Nel resto d’Italia la percentuale è dell’8,3%, secondo la Fondazione Gimbe.     

Il fatto è che mancano anche gli elementari dispositivi di protezione individuali.

E’ per questo che l’Assessore regionale alla sanità Mario Nieddu minaccia provvedimenti disciplinari contro qualsiasi lavoratore della sanità parli con la stampa?

Ci sarà tempo, ma non è ora.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

decalogo coronavirus COVID 19 (Ministero della Salute)

qui l’indicazione grafica del progressivo contagio da coronavirus COVID 19 in Italia (dati Protezione civile, Ministero della Salute, ISTAT)

qui il decreto – legge 17 marzo 2020, n. 18, Allegato 1, Tabella A, Tabella B

qui il D.P.C.M. 11 marzo 2020

qui il D.P.C.M. 9 marzo 2020

qui il D.P.C.M. 8 marzo 2020

A.N.S.A., 19 marzo 2020

Coronavirus: l’Italia supera la Cina, 3.045 morti. Via le ricette, arriva il codice.

Sono complessivamente 33.190 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.480. Dematerializzate le ricette, medicine direttamente in farmacia.

da T.P.I., 19 marzo 2020

Coronavirus Anno Zero, quel 23 febbraio all’ospedale di Alzano Lombardo: così Bergamo è diventata il lazzaretto d’Italia.

Sono complessivamente 33.190 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.480. Dematerializzate le ricette, medicine direttamente in farmacia. (Francesca Nava)

Inutile girarci intorno: Bergamo, la città dove sono nata e cresciuta, è oggi l’epicentro italiano di questa nuova pandemia, con oltre oltre 4.000 casi positivi da Coronavirus, centinaia di nuovi contagi al giorno e quasi 400 morti dallo scoppio dell’epidemia. Nelle strade, ormai deserte, si sente solo il suono delle sirene delle ambulanze, una dietro l’altra, come se fosse scoppiata una guerra.

I bergamaschi non hanno più nemmeno una bara su cui piangere i propri cari, le pompe funebri sono in tilt, i feretri sono stipati nella chiesa del cimitero o dentro alle tendopoli montate fuori dagli ospedali, in attesa di essere cremati o sepolti in fretta e lontano dagli affetti. Almeno cento i medici di famiglia contagiati, centinaia gli operatori sanitari in quarantena e con la febbre. Negli ospedali i pazienti vengono ammassati dove capita, nell’atrio del pronto soccorso, in sala parto, nei corridoi.

Il 4 marzo Bergamo ha superato Lodi, con 817 contagi contro i 780 della zona rossa intorno a Codogno. E c’è solo una domanda che mi gira in testa: perché Bergamo è diventata il lazzaretto d’Italia? Che cosa non ha funzionato? Osservando la mappa del contagio a livello provinciale ci si accorge che il focolaio lombardo (il secondo dopo quello di Codogno) è divampato da una zona ben precisa in Val Seriana, da un piccolo comune che dista meno di sei chilometri da Città Alta. Si chiama Alzano Lombardo e insieme a Nembro detiene il triste record della più alta incidenza di contagi da coronavirus di tutta Europa. Ma andiamo per ordine.

Domenica 23 febbraio, nel pomeriggio, due giorni dopo lo scoppio del primo focolaio di Codogno, vengono accertati due casi positivi di Covid19 all’ospedale “Pesenti Fenaroli” di Alzano Lombardo, almeno uno di loro passa dal pronto soccorso, un luogo angusto e affollato. L’ospedale viene immediatamente “chiuso”, per poi riaprire – inspiegabilmente – alcune ore dopo, senza che ci sia stato “nessun intervento di sanificazione e senza la costituzione nel pronto soccorso di triage differenziati né di percorsi alternativi”, come denunciano due operatori sanitari che chiedono l’anonimato.

“Nei giorni successivi – si legge nella loro lettera pubblicata da Avvenire – si apprende che diversi operatori, sia medici che infermieri, risultano positivi ai tamponi per Covid19, molti di loro sono sintomatici”. Ma le disposizioni cambiano velocemente e pochi giorni dopo “tutti i contatti stretti delle persone accertate positive non vengono più sottoposti a tampone se asintomatici”. Come pensare quindi di delimitare il contagio, isolando i possibili vettori? Si chiedono i due operatori sanitari dipendenti della struttura ospedaliera. La domanda ce la poniamo anche noi.

Soprattutto perché la maggior parte delle persone transitate nell’ospedale e nel pronto soccorso quella domenica di fine febbraio, una volta uscite – senza essere né diagnosticate, né isolate e ignare dei casi positivi riscontrati – sono tornate a casa dalle proprie famiglie, il giorno dopo sono andate in ufficio, in fabbrica, a fare la spesa, in palestra, al parco, al bar a fare l’aperitivo, si sono mosse liberamente per il comune, per la provincia e la regione, altre sono anche andate a sciare, magari a Valbondione (località sciistica in provincia di Bergamo) dove, guarda caso, si sono registrate impennate di contagi da coronavirus nei giorni successivi. Le scuole sono già chiuse da alcuni giorni in tutta la Lombardia, ma la gente continua a lavorare e soprattutto a uscire.

Intanto nell’ospedale di Alzano Lombardo si ammalano un po’ tutti: dal primario, ai medici, dagli infermieri ai portantini. Ci sono addirittura pazienti che entrano con una frattura ed escono morti positivi a Covid19. E con l’aumento dei casi, aumenta anche la voglia di denunciare. Un’altra infermiera si sfoga con il quotidiano locale Valseriana News: “noi stasera siamo di guardia al pronto soccorso con un medico positivo al tampone – racconta la donna con voce concitata al telefono – e nessuno lo allontana, gli hanno dato ordine di rimanere qui fino a domani mattina, indossando la mascherina. Rischio il posto di lavoro a dire queste cose, ma sono stanca di essere presa per i fondelli, ci sono mille raccomandazioni e poi mi metti di guardia un medico che sai che è positivo!”.

Insomma, in barba al buon senso e a qualunque criterio logico di protezione, dall’ospedale di Alzano il contagio si allarga a macchia d’olio a tutta la provincia. “Anche noi siamo rimasti attoniti da quello che è successo quella domenica pomeriggio all’ospedale – mi dice il sindaco di Alzano Lombardo, Camillo Bertocchi – consideri che la mattina stavamo decidendo se festeggiare o no il carnevale e il pomeriggio ci sono stati i primi due casi”.

Ma la gravità della situazione emerge chiaramente una settimana dopo, quando si inizia a vedere un aumento esponenziale dei contagi, soprattutto nel vicino comune di Nembro e sono in molti nella valle a chiedere una zona rossa come quella di Codogno. “Abbiamo capito da subito che la situazione era seria – continua il sindaco Bertocchi – e infatti insieme ad altri sindaci abbiamo emesso immediatamente delle ordinanze urgenti per stringere le maglie di quella ministeriale. Non so se si ricorda ma nella stessa città di Bergamo si invitava la gente a tornare nelle strade a sostenere le attività, a prendere i mezzi pubblici, mentre noi consapevoli della criticità avevamo preteso fermezza. È stato un momento non semplice, perché i nostri operatori e commercianti si chiedevano perché la gente a Bergamo potesse fare ciò che voleva, mentre il sindaco di Alzano li costringeva a chiudere a una determinata ora. Per il semplice motivo che noi avevamo inteso la gravità e il principio era: regole rigide subito per uscirne il prima possibile”.

E invece oggi Alzano Lombardo conta oltre 50 morti in tre settimane, sette volte la media. “Più che le fabbriche bisognava fermare tutto quello che succedeva intorno alle fabbriche, penso ai locali, ai ristoranti, la vita è continuata in maniera normale, supermercati pieni, assembramenti in piazza, questo tra il 23 febbraio e l’8 marzo. In Val Seriana la gente continuava a viver come prima.

Quando è uscito il decreto ministeriale del primo marzo, nel quale si diceva che le società sportive potevano continuare a restare aperte – stigmatizza Bertocchi – noi lo abbiamo visto come una cosa folle, tant’è che abbiamo chiamato le società sportive e gli abbiamo detto: il decreto vi da la possibilità di restare aperte, ma noi vi invitiamo ad astenervi dal farlo. Qua giocano migliaia di ragazzi, abbiamo squadre di pallavolo, calcio, pallacanestro. La norma aveva introdotto una sorta di lassismo dicendo, va bene potete continuare a fare sport, e noi a ripetere: ma allora non avete capito la situazione! È grave, dal governo non ci date la possibilità di fare delle ordinanze e allora chiediamo un atto di responsabilità ai nostri cittadini”.

I giorni antecedenti all’8 marzo – data di chiusura della Lombardia – sono stati tesissimi. “Abbiamo cercato risposte – mi spiega il sindaco di Alzano – e non le abbiamo avute: né dal governo, né dalla prefettura, non abbiamo capito perché si siano aspettati tutti quei giorni. In quei 4 giorni la gente era più interessata a capire se c’era o no la zona rossa e non era interessata a contenere i contagi. Non c’era la percezione del pericolo e questa incertezza non ha giovato alla nostra missione che era quella di contenere l’epidemia. Arriverà il momento in cui capiremo che cosa è successo”.

E per capire davvero che cosa sia successo tra il 23 febbraio e l’8 marzo, per capire per quale motivo non si sia sigillata subito (come approvato anche dall’Istituto Superiore di Sanità) una zona infetta di soli 25 mila abitanti – evitando magari di chiuderne una da 11 milioni prima e da 60 milioni dopo – dovremmo considerare anche l’altro aspetto centrale di tutta questa storia, quello economico. Creare subito una zona rossa tra Alzano Lombardo e Nembro avrebbe significato bloccare quasi quattromila lavoratori, 376 aziende, con un fatturato da 700 milioni l’anno.

“Un danno incalcolabile per il nostro territorio, un enorme dramma per il nostro tessuto economico”, diceva il sindaco Bertocchi due settimane fa quando, invocando la zona rossa, chiedeva comunque ambiguamente di mantenere la circolazione delle merci. Il termometro della preoccupazione è rimasto altissimo per giorni in questa valle produttiva. Colossi come la Persico Group (nota per gli scafi di Luna Rossa per l’America’s Cup) o la Polini Motori si sono trincerate dietro un no comment.

Eppure sono molti gli imprenditori che hanno palesato il timore che un isolamento forzato del loro territorio li avrebbe danneggiati irrimediabilmente. L’unica cosa che ci è data sapere oggi sono i numeri incontrovertibili di questa battaglia, messi lì a dimostrarci tutti i nostri errori. Quali siano lo capiremo, forse, a epidemia passata. Intanto la direzione sanitaria dell’ospedale di Alzano Lombardo mi ha comunicato di “non ritenere opportuno in questo momento rispondere” alle mie domande. Hanno altre emergenze da gestire e da una settimana lo fanno anche con l’ausilio dell’esercito.

(immagini Ministero della Salute, foto A.N.S.A.)

  1. capitonegatto
    marzo 20, 2020 alle 11:44 am

    Si a casa , con la compagnia dello smartphone, che nei bei tempi ci accompagnava in strada , tenuto nel palmo della mano , e dove riceveva tutte le nostre droplets , mentre camminando a testa bassa parlvamo anche senza alcun vero bisogno . !!

  2. Porico
    marzo 20, 2020 alle 12:22 pm

    E’ una guerra, hanno detto chiaramente i nostri governanti. Se insistono a tenerci isolati dentro le nostre case vuol dire che è una necessità ineludibile. Adeguiamoci senza tante discussioni . Da vivi ci sarà tempo per discutere. Bona Vida a tutti.

  3. marzo 20, 2020 alle 12:51 pm

    Da quanto leggo sembra che sia stato letale il solo recarsi in ospedale. Ma ancora più singolare il fatto che in un pronto soccorso (considerato che il COVID 19 era già noto alla comunità medica) non si seguissero tutte le misure di prevenzione o le opportune selezioni dei pazienti da trattare prima di arrivare nel pronto soccorso vero e proprio.
    Occorrerebbe anche indagare meglio sui comportamenti sia delle Regioni che dell’Ordine dei medici e delle altre professioni sanitarie. E’ davvero incomprensibile che un medico infettasse (così è stato detto) 10 pazienti contro 2,5 di un normale infettato. Credo che quelle norme igieniche di base tanto decantate non fossero applicate neanche da tutti i medici. E le Regioni non hanno neanche acquistato o indicato ai medici quali fossero e quali siano ancora oggi i dispositivi di protezione utili. Poi ovviamento non siamo immortali.

  4. marzo 20, 2020 alle 2:52 pm

    ma si può sapere perchè non chiudono le fabbriche e le altre attività produttive non essenziali?!

    da Qui Brescia, 20 marzo 2020
    Coronavirus, appelli a chiudere fabbriche e attività produttive.
    Il sindaco di Montichiari Marco Togni si aggiunge all’elenco degli amministratori che chiedono più serrate: https://www.quibrescia.it/sicurezza/2020/03/20/coronavirus-appelli-a-chiudere-fabbriche-e-attivita-produttive/559317/

    ___________________

    A.N.S.A., 19 marzo 2020
    Coronavirus, la serrata continua. Si va verso una nuova stretta.
    Speranza: ‘Davanti a noi ancora giorni difficili’: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/19/coronavirus-governo-verso-nuova-stretta.-conte-il-blocco-totale-andra-avanti_dc9b3a14-fd53-4d14-b62b-8b700a837c10.html

  5. marzo 20, 2020 alle 2:54 pm

    a Valdobbiadene un ragazzo di 19 anni di origine nordafricana, residente a Montebelluna) insulta i Carabinieri che effettuano i controlli sul rispetto delle norme anti-coronavirus COVID 19.(18 marzo 2020, pomeriggio). Arrestato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, è stato rimesso in libertà dalla magistratura trevigiana.

  6. marzo 20, 2020 alle 7:30 pm

    dal sito web istituzionale del Ministero della Salute, 20 marzo 2020
    Covid-19: i casi in Italia alle ore 18 del 20 marzo 2020. (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5351&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto)

    47021 i casi totali, le persone attualmente positive sono 37860, 4032 deceduti e 5129 guariti.

    Tra i 37860 positivi:

    19185 si trovano in isolamento domiciliare

    16020 ricoverati con sintomi

    2655 in terapia intensiva

    • marzo 20, 2020 alle 11:30 pm

      Se è valido per la Sardegna che ha una classe aministratrice modesta allora le dimissioni dovrebbero essere richieste anche a molti altri assessori regionali, protagonisti di tagli scriteriati, di assunzioni clientelari e di non aver predisposto misure e dispositivi di prevenzione idonei. Per cui spesso i medici, ospedalieri e di base, che qualche responsabilità hanno almeno a livello di vertici dell’Ordine, sono stati messi in prima linea con pochi mezzi e poche informazioni. E come conseguenza c’è il loro contagio con percentuali alte che quello verso i pazienti calcolato in un rapporto1 a 10.
      In ogni caso il terrorismo dei numeri quotidiani non salverà nessuno dal contagio e anzi costringerà anziani e pazienti vari oltre quelli che assumono psicofarmaci a un confino senza nessuno che li segua tranne che per telefono.

      • marzo 20, 2020 alle 11:36 pm

        ci sarà il tempo per l’accertamento delle responsabilità, tutte, nessuna esclusa.
        In Sardegna più di uno su due contagiati è medico/infermiere.
        L’Assessore Nieddu sta facendo qualcosa in più: sta prendendo in giro l’intelligenza del prossimo.

        Stefano Deliperi

        ______________

        da Sardinia Post, 20 marzo 2020
        La versione di Nieddu non regge più: Solinas chiede a Roma scorte sanitarie. (Alessandra Carta): https://www.sardiniapost.it/politica/solinas-chiede-a-conte-scorte-sanitarie-la-versione-di-nieddu-non-regge-piu/

      • G.Maiuscolo
        marzo 21, 2020 alle 10:13 am

        Per G. Zintu:
        “In ogni caso il terrorismo dei numeri quotidiani non salverà nessuno dal contagio e anzi costringerà anziani e pazienti vari oltre quelli che assumono psicofarmaci a un confino senza nessuno che li segua tranne che per telefono.”

        Ma qual è il problema?
        Le sembra questo il modo di affrontare la situazione, intimorendo, con la “sua penna”, chi dovesse leggerla? Esiste una forma insidiosa di “terrorismo” verbale, ( per usare il suo linguaggio) che, spesso, fa più danni di altre forme di…violenza verbale.

        Lo sappiamo tutti che negli ospedali, molte cose non hanno funzionato e che molti operatori sanitari stanno pagando un prezzo altissimo a causa delle carenti scelte e decisioni di farli lavorare in condizioni di scarsa sicurezza; ma OGGI, se c’è qualcosa da fare è RIPARARE al danno, ossia dar loro tutte quelle possibilità perché non operino più nelle stesse condizioni. Ma dire e sostenere ciò che ho riportato sopra e che lei ha scritto è da sprovveduti, anche pericolosi, perché la gente si spaventa.
        Lei crede davvero che La stessimo aspettando per conoscere questa drammatica verità?

        Quanto al fatto che certi assessori dovrebbero essere “esonerati”, la speranza è che ci pensino i cittadini, in futuro, anche se, su quel suo riferimento ai …(…) “protagonisti di tagli scriteriati, di assunzioni clientelari”, la mia convinzione è che neanche il virus riuscirà, passata la buriana, a debellare tale atteggiamento politico consolidato e non propriamente “poltico”. ( Lo sa anche lei)
        Il suo discorso, da qualsiasi parte lo si voglia analizzare, sembra il discorso di un pivellino; eppure lei non è un pivellino e nemmeno un ragazzetto di primo pelo!

        Guardi, per chiudere, riporto l’asserzione, tanto saggia quanto lapalissiana di un gentile signore che scrive su questo blog, che mi ha fatto riflettere e che, spero, farà riflettere anche lei:
        (…)”Se insistono a tenerci isolati dentro le nostre case vuol dire che è una necessità ineludibile. Adeguiamoci senza tante discussioni . Da vivi ci sarà tempo per discutere”.
        UNA NECESSITA’ ha capito…una necessità! PUNTO:

        Cordialità e “vida bona a tottusu” ( Grazie Porico)
        🙂

      • aprile 10, 2020 alle 8:26 pm

        Leggo con ritardo il suo commento e in particolare “Ma dire e sostenere ciò che ho riportato sopra e che lei ha scritto è da sprovveduti, anche pericolosi, perché la gente si spaventa”. Caro Maiuscolo ho un nome e un cognome e quello che scrivo è tutto VERO! Forse lei vive in un altro pianeta altrimenti non potrebbe ignorare la grave situazione di milioni (non di migliaia) di cui essuno si prende cura come ad esempio quanti assumono psicofarmaci. Inoltre mi risulta che parecchie persone anziane non hanno neanche la possibilità di recarsi per visite programmate in quanto non hanno nessuno che li accompagna. Verificate, non credete a quello che scrivo!

  7. marzo 20, 2020 alle 7:36 pm

    in Sardegna, dove non sussiste tuttora un focolaio locale di coronavirus COVID 19, più della metà dei contagiati sono personale sanitario (medici, infermieri) in servizio negli ospedali, soprattutto di Sassari, Nuoro e Olbia. Nel resto d’Italia la percentuale è dell’8,3%

    L’Assessore alla sanità della Regione autonoma della Sardegna Mario Nieddu (medico) afferma: «Non stiamo subendo niente di diverso rispetto a quello che accade nelle altre regioni. Sì, forse abbiamo qualche medico contagiato in più, però ci può stare. È un’evenienza incontrollabile. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che ne subisca le conseguenze» (https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/03/20/i-medici-allo-sbaraglio-siamo-pronti-a-fermarci-136-999642.html).

    La prima conseguenza dovrebbe essere la presentazione delle sue dimissioni. Immediate.

  8. marzo 20, 2020 alle 9:53 pm

    A.N.S.A., 20 marzo 2020
    Coronavirus, superate le 4mila vittime. Nuova ordinanza, chiusi i parchi. Vietati spostamenti.
    I nuovi contagi ammontano a 4.670. Complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 47.021: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/19/coronavirus-italia-bergamo-ospedale-cremona-medici-crisi-ue_f8d1c1f0-b1b2-4b29-b6ee-0fad46953541.html

    ordinanza Ministro Salute 20 marzo 2020: https://www.ansa.it/documents/1584736213425_Coronavirus_ordinanza_ministro_salute_20300320.pdf

  9. marzo 20, 2020 alle 9:55 pm

  10. marzo 21, 2020 alle 11:24 am

    A.N.S.A., 21 marzo 2020
    Coronavirus, oltre 275mila casi nel mondo e quasi 11.400 morti.
    Il numero delle persone guarite è di 88.256. In Cina zero casi interni. Almeno 225 vittime in Usa: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2020/03/21/coronavirus-oltre-275mila-casi-nel-mondo-e-quasi-11400-morti_febdab9e-b6f2-41d5-8c35-abae126ad2e7.html

    —————

    Coronavirus, a Bergamo altri 70 feretri di morti per il virus sui mezzi militari.
    In Italia superate le 4mila vittime. Nuova ordinanza, chiusi i parchi. Vietati spostamenti: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/21/coronavirus-a-bergamo-altri-70-feretri-di-morti-per-il-virus-sui-mezzi-militari_66f6fd89-be4c-42d2-a510-df8e7a4345ca.html

    • marzo 21, 2020 alle 7:43 pm

      Già tutto vero ma se fermasimo tutto, perché chi semina, chi alleva, chi raccoglie, chi trasporta, chi consegna, chi produce alimenti, chi li vende dovrebbero continuare a lavorare per chi sta davanti a un pc o alla TV?

      • G.Maiuscolo
        marzo 22, 2020 alle 11:26 am

        “Perché (…) dovrebbero continuare a lavorare per chi sta davanti a un pc o alla TV?”
        Sta parlando di Lei, ovviamente!

        Nel decreto è detto CON CHIAREZZA STOP ad (…) “attività produttive non essenziali, NON di ” aziende strategiche” (…) In testa alla lista di queste ultime ci sono le coltivazioni agricole, la pesca, l’industria alimentare e delle bevande.” E a seguire tutte le altre strategiche.

        Da leggere, BENE!

      • marzo 22, 2020 alle 10:15 pm

        Nel Dcreto non mi sembra ci sia scritto a che titolo una persona deve rischiare la propria vita per gli altri. Non sono infatti eroi o missionari o suicidi per decreto.

      • G.Maiuscolo
        marzo 23, 2020 alle 3:21 pm

        A volte, la nostra vita, seppur alcun decreto lo stabilisca, la scambieremmo tranquillamente e senza indugio con quella di chi amiamo.

        Nel decreto non c’è scritto nemmeno: “LASCIAMOCI MORIRE TUTTI”…
        Amen

  11. marzo 21, 2020 alle 11:39 am

    da L’Unione Sarda, 20 marzo 2020
    LA TESTIMONIANZA. “Qui è l’apocalisse. Ho visto Carlo morire”. Parla l’infermiera del SS Trinità.
    Carlo è l’imprenditore cagliaritano morto di coronavirus, il primo in Sardegna. L’appello: “Se le persone vedessero quel che vediamo noi starebbero a casa”. (Mariella Careddu) (https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/03/20/qui-e-l-apocalisse-ho-visto-carlo-morire-parla-l-infermiera-del-s-136-999643.html)

    «Abbiamo le mani che sanguinano e le piaghe sul viso, ma non ci fermiamo». Un altro turno infinito sta per iniziare nel reparto Malattie Infettive del Santissima Trinità di Cagliari. Laura (il nome è di fantasia per non incorrere nelle sanzioni disciplinari) fa l’infermiera da più di vent’anni e si prepara all’ennesima serata in trincea. «Se le persone vedessero quel che vediamo noi starebbero a casa».

    Ha paura?

    «Prima no, ma ora inizio ad averne».

    Quanto durano i turni?

    «Minimo dodici ore».

    Quanto guadagna?

    «Tra i 1.500 e i 1.600 euro al mese».

    Da quanto lavora agli Infettivi?

    «Vent’anni».

    Ha mai visto una situazione simile?

    «Ho lavorato in altri reparti prima, ma una realtà così apocalittica non c’è stata neppure ai tempi dell’Hiv».

    Quali protezioni usate?

    «Ne usiamo sempre meno, questo è il punto critico. Avevamo scorte grazie all’emergenza ebola di qualche anno fa, ma alcuni materiali sono in scadenza».

    Fate economia?

    «Si, stiamo finendo tutto. Prima avevamo cappucci e cuffie integrali che coprivano anche il collo. Ora non più. Quello che possiamo fare usciti da una stanza e inondarci di varechina».

    Quanti siete per turno?

    «Dipende. Lavoriamo fianco a fianco con i colleghi di Rianimazione e anche loro devono usare le protezioni adeguate, a volte per assistere un paziente dobbiamo essere in nove: ne va della vita».

    Quanto impiega a vestirsi?

    «Io che sono formata cinque minuti».

    Qual è la procedura?

    «Nel primo spogliatoio lascio i miei indumenti, infilo la prima divisa e gli zoccoli di spostamento. A questo proposito vorrei dire una cosa».

    Prego.

    «Non abbiamo divise di scorta, non stiamo ricevendo il carico dalla lavanderia e così quando arriviamo non sappiamo se avremo una divisa o no. Detto questo, la vestizione procede».

    Come?

    «Nella zona gialla ci ricambiamo: guanti, doppi guanti, cuffia quando c’è e la tuta che ormai tutti siete abituati a vedere, mascherina e occhiali».

    All’uscita?

    «Quando finiamo con un paziente ci svestiamo e se abbiamo il dubbio di esserci contaminati irroriamo la pelle con la varechina».

    Le mani sanguinano?

    «Sì e abbiamo anche le piaghe in faccia per gli occhiali».

    Cosa succede se dovete andare in bagno?

    «Evitiamo. Beviamo pochissimo, dentro la tuta si suda parecchio e quindi la pipì viene prodotta meno, e poi la teniamo. Se ti scappa rischi di deconcentrarti e non ce lo possiamo permettere».

    Quante pause per turno?

    «Poche, è difficile fermarsi anche per mangiare. Vorrei ringraziare i ristoratori che ci mandano la cena: per noi è vita».

    Cosa consiglia ai colleghi più giovani?

    «Di non farsi vincere dalla paura e non avere fretta perché fa commettere errori».

    I malati cosa dicono?

    «Ci adorano».

    Hanno paura?

    «Sì, hanno bisogno di rassicurazioni e noi gliele diamo pur nell’incertezza di quel che accadrà. Cerchiamo di essere credibili, ma qualcuno ci legge la verità negli occhi».

    Sentono la mancanza dei parenti?

    «Sì, avere un contatto li aiuterebbe ma non è possibile, per ora hanno solo noi».

    Cosa vi chiedono i familiari?

    «Ci telefonano, vogliono sapere come stanno i loro cari, se sono spaventati e vogliono rassicurarli che loro a casa stanno bene».

    Lettere o foto?

    «Questo no, non mi è capitato».

    Messaggi da comunicare?

    «Una donna mi ha chiesto di far sapere una cosa al marito, ho riscritto quelle righe mille volte per paura di sbagliare».

    Il momento più duro?

    «Quando è morto Carlo, il paziente 1. Purtroppo ero lì quando se n’è andato e c’ero anche al suo arrivo. Abbiamo parlato, l’ho visto vigile e orientato, mi ha raccontato del suo bimbo, di sua moglie. Ha lottato fino alla fine».

    Com’è cambiata la sua vita?

    «Leggo la preoccupazione negli occhi dei miei familiari. Anche in casa dobbiamo tenere le distanze».

    Come?

    «Niente più baci e abbracci, mi si stringe il cuore ma non possiamo rischiare».

    Ha fatto il tampone?

    «Sì, è negativo».

    Cosa dice a chi non rispetta le restrizioni?

    «Quando rientro dopo un turno di lavoro e li vedo correre e passeggiare, l’istinto sarebbe di abbassare il finestrino e dirgliene quattro».

    Invece?

    «Non si può, ma se vedessero quel che vediamo noi capirebbero che questo non è un gioco».

    • Sergio
      marzo 21, 2020 alle 9:50 pm

      Clamorosa nonchè evidente fake news propalata da un giornale e ripresa acriticamente anche da questo sito che contribuisce a creare terrorismo nella pubblica opinione. I danni che fa questa “informazione” sono incalcolabili. Bastava vedere quattro numeri per capire che questa presunta infermiera si è inventata una storiella dell’orrore contando sulla credulità dell’opinione pubblica e cosa ben più disdicevole dell’ informazione (si fa per dire). Nel cagliaritano il 19 marzo erano registrati circa 40 positivi di cui una ventina asintomatici e una quindicina ricoverati, forse nessuno in terapia intensiva. Se una ventina di ricoverati fanno l’apocalisse vorrebbe dire che non è un ospedale ma una baracca usata per curare alla buona. Mi chiedo come si possa permettere di creare allarmi del genere presso la pubblica opinione, incredibile! Mi chiedo con quale coscienza si possa sfruttare un’emergenza così per avere qualche giorno di notorietà.

      • marzo 21, 2020 alle 9:54 pm

        lei ha notizie “dimostrabili”, come pretende, diverse? Può raccontarcele?

      • Sergio
        marzo 21, 2020 alle 10:11 pm

        Eccola qui https://www.sardiniapost.it/cronaca/lemergenza-coronavirus-in-sardegna-mappe-e-infografiche-del-contagio/
        Numeri trancianti, solo 41 positivi nel cagliaritano e almeno la metà asintomatici, quel resoconto è una vergognosa fake news, non si gioca con queste cose

      • marzo 21, 2020 alle 10:28 pm

        lei, quindi, è stato nel reparto Malattie infettive dell’Ospedale SS. Trinità di Cagliari per poter smentire? Perchè è di questo che si tratta.
        Si parla del reparto dov’è stato ricoverato ed è morto il povero Carlo Tivinio. Una passeggiata…
        Allora vada a chiedere, telefoni, se pensa che sia una balla. Vediamo che le rispondono.
        A oggi in Sardegna ci sono 65 ricoverati con sintomi da coronavirus COVID 19, sono 16 in terapia intensiva. Secondo lei, sono troppo pochi per uno “stress test”?

        Stefano Deliperi

      • Sergio
        marzo 21, 2020 alle 11:23 pm

        Non capisco perchè negare l’evidenza di numeri chiarissimi. Il SS. Trinità non è certo l’unico ospedale della Sardegna e il numero che dice lei di 65 ricoverati riguarda principalmente il nord sardegna. Ma se anche fossero tutti nel cagliaritano, mi vuol davvero far credere che 65 ricoverati e 15 in terapia intensiva sarebbero un’apocalisse in un’area con una popolazione di oltre 600.000 abitanti? Ma scherza? Però vedo che ora parla di stress test che mi pare un filino diverso da apocalisse e nessuno si sogna di negare che gli ospedali siano sotto pressione. Ma tra “stress test” e apocailisse c’è un abisso e l’articolo invece proprio di apocalisse. Questa è irresponsabile spettacolarizzazione che fa danni incalcolabili. E poi, mi consenta, ci vorrebbe più rispetto per chi l’apocalisse la sta vivendo davvero o l’ha vissuta davvero, molto più rispetto. Poi mi sfugge proprio come la morte di un paziente (fatto sempre molto doloroso, sia ben chiaro) in un ospedale possa dimostrare che si tratti di un’apocalisse, almeno che non mi dica che ogni santo giorno da sempre in ogni ospedale del mondo c’è un’apocalisse.

      • marzo 21, 2020 alle 11:43 pm

        faccia come le ho detto: telefoni al reparto Malattie Infettive dell’Ospedale SS. Trinità.
        Se ne accerti personalmente.

        I numeri sono i seguenti (https://www.aslcagliari.it/index.php?xsl=7&s=8396&v=2&c=622):

        Responsabile U.O 070 6095775
        Responsabile UO Semplice Medicina Penitenziaria 070 6098112
        Responsabile UO Semplice Assistenza domiciliare 070 6098113
        Responsabile UO Semplice Laboratorio di virologia 070 6095997
        Segreteria 070 6095837
        Accettazione 070 6096006
        Caposala 070 6095754 – 5752

        Non presti fede a nessuno, men che meno a quanto ha letto e quanto abbiamo ripreso.
        Telefoni e si faccia un’idea direttamente.

        Buona serata.

        Stefano Deliperi

      • Sergio
        marzo 22, 2020 alle 12:03 am

        Anziché tirare il pallone in tribuna penso sarebbe stato meglio se avesse discusso nel merito, se per caso avesse argomenti in grado di confutare i miei semplici ragionamenti. Ma evidentemente per lei c’è il dogma dell’infermiera anonima che parla irresponsabilmente di apocalisse in una situazione che nel cagliaritano per ora è fortunatamente assolutamente sotto controllo (45 casi di positivi e oggi solo 2 casi in più). Le dico soltanto che in Lombardia hanno 10.000.000 di abitanti quindi 6 volte più della Sardegna ma hanno 25.000 casi quasi 100 volte più della nostra isola, e oltre tutto con percentuali di gravi molto più alta. in proporzione come se in Sardegna ce ne fossero 4000 e invece ne abbiamo 300.
        E allora forse è anche un fatto di dignità non gridare all’apocalisse per qualche decina di ricoverati in più del normale in una regione di 1.600.000 abitanti. Oppure il solito vittimismo sardo lo vogliamo esibire anche in questa occasione? Buona serata

      • marzo 22, 2020 alle 12:18 am

        non credo proprio che si tratti di “vittimismo sardo”.
        Da quanto sta emergendo, sembra che si tratti di grave carenza di mezzi di protezione personale, che ha provocato – fra l’altro – un’abnorme contagio fra medici e infermieri. A questo si unisce, sempre da quanto emerge, una forte impreparazione delle strutture ad affrontare un’emergenza imprevista di tale natura. Ciò va a creare qual clima da “apocalisse” che a lei non garba in base ai suoi “semplici ragionamenti”.
        Noi non possiamo discutere un bel niente, perchè non siamo in quei reparti e possiamo farci un’idea solo di quanto emerge, con difficoltà, dai mezzi di informazione.
        Come le ho suggerito, metta in dubbio i suoi “semplici ragionamenti” e faccia un paio di telefonate.
        Non creda a nessuno, telefoni e creda alle sue orecchie.
        Buona serata.

        Stefano Deliperi

      • Sergio
        marzo 22, 2020 alle 12:36 am

        Non è una questione di piacere o non piacere a me che sono grande e vaccinato e sono in grado di usare quel poco che basta di raziocinio per individuare irresponsabili spettacolarizzazioni dei fatti di cronaca. Le ripeto, in queste circostanze le parole non sono pietre, sono massi enormi. Andrebbero ponderate sillaba per sillaba e i fatti verificati scrupolosamente. Lei ha visto qualche verifica giornalistica a questa presunta apocalisse? Zero. E’ molto curioso che chieda a me di fare le verifiche telefoniche anziché indignarsi perché un giornale straparla di apocalisse senza uno straccio di riscontro!! Un’intervista come quella, rilasciata da un operatore sanitario per di più, genera un allarme, anzi vero panico in vaste fasce della popolazione specie quelle più deboli che di tutto hanno bisogno tranne che di un ulteriore fardello di grave stress. Ma si rende conto di come una persona anziana può essere devastata da questo tam tam apocalittico?? Le sembra giusto?
        Per questo, non certo per fare polemica gratuita, dico che straparlare di apocalisse davanti a numeri per fortuna a oggi molto modesti è un gesto sconsiderato. Le indegne carenze che stanno emergendo possono essere all’origine di una pressione sproporzionata rispetto alla modestia degli eventi finora visti, ma grazie al cielo di apocalisse al ss. trinità non c’è neanche l’ombra (apocalisse; catastrofe, rovina totale, fine del mondo, Treccani).

      • marzo 22, 2020 alle 9:14 am

        ..certi termini giornalistici – entrati nel senso comune e spesso tratti dal senso comune – potranno pure apparire esagerati, ma danno l’idea del clima e della situazione che si è creata in quella struttura. Distinguere fra una “apocalisse” semplice e una “apocalisse” elevata al cubo, quale quella che si vive in un ospedale bergamasco mi sembra che sia questione di lana caprina. Il fatto è che il sistema sanitario è ai limiti del collasso e va avanti grazie all’abnegazione di chi ci sta lavorando. Ripeto ancora: se pensa che quanto raccontato nell’articolo sia una balla, faccia le sue verifiche. Personalmente penso sia affidabile quanto, con estrema difficoltà viste le reiterate minacce di provvedimenti disciplinari, esce dai reparti ospedalieri di Sassari come di Cagliari, come di Bergamo, come di Alzano Lombardo, ripresi nel nostro piccolo in questo blog.
        Buona giornata.

        Stefano Deliperi

      • Sergio
        marzo 24, 2020 alle 12:04 am

        Le ripeto, le verifiche le devono fare i giornalisti non certo i lettori, non capisco perché insista su questa bizzarra inversione dei ruoli. E poi le verifiche ci sono già, sono i numeri di contagiati, ricoverati e in terapia intensiva. Numeri molto bassi in rapporto alla popolazione del cagliaritano, la percentuale è una delle più basse d’italia. Se poi anche l’abci del giornalismo e la matematica devono andare a farsi friggere perché c’è l’emergenza Covid, va bene, mi arrendo..ma mi stupisce che un sito che fa del rigore, della precisione e dell’affidabilità i suoi punti di forza in questo caso preferisca l’irresponsabile sparata sensazionalistica alla realtà dei numeri. Nel frattempo scandali criminali a cielo aperto come il 90% degli infetti tra i sanitari a Sassari finiscono molto sotto la notizia del runner a terramaini, parlo della cosiddetta “stampa”..Buona serata

      • marzo 24, 2020 alle 8:48 am

        ..appunto, lei dice che le verifiche le devono fare i “giornalisti” .
        Bene, se ancora non le è chiaro, noi siamo “lettori” come lei e abbiamo ripreso un articolo scritto da una “giornalista” e pubblicato da un “giornale”, che – si presume – avrà fatto le opportune verifiche.
        Questo è il blog del Gruppo d’intervento Giuridico, non un “giornale”.
        E riprendiamo, quando accade, le notizie che appaiono rilevanti, comprese quelle relative all’abnorme contagio fra i lavoratori della sanità del Nord Sardegna (e anche altre, s’è per questo).
        Buona giornata.

        Stefano Deliperi

    • marzo 23, 2020 alle 5:27 pm

      A.N.S.A., 23 marzo 2020
      SS.Trinità Cagliari primo Covid hospital.
      Conclusi lavori ristrutturazione malattie infettive: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/03/23/ss.trinita-cagliari-primo-covid-hospital_c89b52b0-a69b-4fb9-8451-f0c329c6f4e1.html

  12. marzo 21, 2020 alle 1:06 pm

    grazie alla Confindustria lombarda e a quelle aziende che non han voluto l’estensione della “zona rossa” fin dai primi giorni di marzo 2020.

    da Il Fatto Quotidiano, 21 marzo 2020
    Coronavirus, le altre vittime di Bergamo: “Molti muoiono in casa e nelle residenze sanitarie. Sistema emergenza sotto stress”.
    Marco Rizzi – L’infettivologo del Giovanni XXIII: “I dati ufficiali sono solo la punta dell’iceberg”: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/03/21/qui-a-bergamo-siamo-quasi-tutti-contagiati-e-i-deceduti-in-casa-li-scopriremo-fra-giorni/5744179/

    —————

    Coronavirus, il focolaio del Bergamasco: la zona rossa sempre annunciata e mai fatta. “Per interessi e pressioni di alcune imprese”.
    Il 4 di marzo la Regione chiede di estendere le misure adottate nel Lodigiano al focolaio della Valle Seriana. C’è anche il parere favorevole dell’Istituto superiore di sanità. Il governo, però, prende tempo e alla fine la zona rossa salta, finendo uniformata alla zona arancione vigente in tutto il Paese. In mezzo le trattative degli industriali. Confindustria Lombardia è sempre stata contraria a qualsiasi tipo di blocco delle linee di produzione, non solo di beni di prima necessità. (Alberto Marzocchi): https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/21/coronavirus-il-focolaio-del-bergamasco-la-zona-rossa-sempre-annunciata-e-mai-fatta-per-interessi-e-pressioni-di-alcune-imprese/5742260/

    • M.
      marzo 21, 2020 alle 7:28 pm

      Mamma mia, se e quando finisce ci sarà tanto lavoro per le procure e comunque un’intera classe di governo andrà sotto inchiesta almeno dal punto di vista politico. E pensare che questa epidemia potrebbe essere gestita (iin Cina e Corea lo stanno facendo) ed è poco erispetto agli effetti del riscaldamento globale, che vedremo domani, mica chissà quando

  13. marzo 21, 2020 alle 9:57 pm

    A.N.S.A., 21 marzo 2020
    Coronavirus: in arrivo in Italia 3 milioni di mascherine. In un giorno 793 morti.
    In Italia superate le 4mila vittime. Nuova ordinanza, chiusi i parchi. Vietati spostamenti: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/21/coronavirus-a-bergamo-altri-70-feretri-di-morti-per-il-virus-sui-mezzi-militari_66f6fd89-be4c-42d2-a510-df8e7a4345ca.html

  14. marzo 21, 2020 alle 10:01 pm

    dal sito web istituzionale del Ministero della Salute, 21 marzo 2020
    Covid-19: i casi in Italia alle ore 18 del 21 marzo (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4290)

    Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del nuovo Coronavirus sul territorio nazionale i casi totali sono 53578, al momento sono 42681 le persone che risultano positive al virus.

    Le persone guarite sono 6072.

    I pazienti ricoverati con sintomi sono 17708, in terapia intensiva 2857, mentre 22116 si trovano in isolamento domiciliare.

    I deceduti sono 4825, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

    vds. anche http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5351_26_file.pdf

    • M.
      marzo 22, 2020 alle 8:28 am

      Sergio, ogni numero in più è potenzialmente ddevastante, si è visto, a questo punto bisogna fare terrorismo, la gente deve averne paura

      • G.Maiuscolo
        marzo 22, 2020 alle 10:18 am

        Terrorismo eh?

        Alle persone adulte e responsabili e consapevoli è NECESSARIO parlare con franchezza, con dati CERTI e documentati, NON con terrorismo informativo. E le persone adulte e responsabili DEVONO rispettare le regole e farle osservare, senza lasciarsi condizionare e senza lasciarsi intimorire.
        Solo così si possono risolvere i problemi e superare le avversità e le difficoltà.
        E poi pretendiamo di essere chiamati e considerati cittadini…
        Fine del sermone.

        PS. ai DOTTORI, grazie ché ci consentite questo tipo di “comunicazione” e di confronto, in un mondo di persone che stanno perdendo anche la speranza.

  15. G.Maiuscolo
    marzo 22, 2020 alle 10:04 am

    Per SERGIO
    Se il suo intento era quello di sdrammatizzare, la seguo. Non guasta in una situazione come questa di ansia collettiva e di incessanti notizie disperanti e disperate di morti, di strutture sanitarie che stanno diventando insufficienti ( ebbene sì, anche nell’ opulenta ed organizzata Lombardia, alla faccia dell’organizzazione supersonica e del progresso sbandierato).
    Se invece il suo post ha il solo intento di essere provocatorio, allora poteva risparmiarsi questo intervento, con il quale si è mostrato paladino delle cause perse.

    La situazione è grave dappertutto, in ragione dei numeri, degli abitanti e delle attività produttive.
    Bisogna prenderne atto. Ma non erano certo i Sardi ad occupare le strade, i pub e i trasporti pubblici locali prima delle restrizioni. MOLTI dei sigg. abitanti di quella regione, anziché ottemperare e rispettare ( soprattutto i diritti di coloro che le regole le hanno rispettate dall’inizio e che non hanno avuto bisogno di essere ripresi) se ne sono andati a spasso, in giro per i parchi, per strada, per i “navigli”, fino a che si è dovuto chiudere tutto. Incuranti di essere potenziali untori.

    Questo E’, questo è accaduto… E persino “l’opposizione” parlamentare, dopo sereni soggiorni in montagna ed esibizioni di “Piatti” cucinati in casa, ha invocato la chiusura di TUTTO quel che si poteva chiudere.
    Consideri …quel che sarebbe successo se il Governo avesse deciso di chiudere tutto prima di ieri, con gli imprenditori sul piede di guerra.
    Visto che è davvero così ben informato, dovrebbe essere al corrente della contrarietà e del rifiuto (imprenditoriali) ad interrompere qualsiasi attività tra quelle non essenziali.
    Sì, lo sa vero?

    Quanto al vittimismo dei Sardi, la smetta di scrivere… cose che NON sono state pienamente meditate.
    Non è elegante e per certi aspetti, può essere anche offensivo.
    Immagino Lei conosca dettagli e aspetti storici della questione “meridionale”, ad esempio di certo protezionismo strutturale ed economico, tutto a beneficio del Nord e a scapito di un Sud latifondista e povero e abbandonato a se stesso.

    Non venga qui a farci lezioni inutili che, detto francamente, saranno anche utili per alcuni, ma che a me interessano meno di zero.
    E sempre a proposito di vittimismo dicevo…SIAMO stati rispettosi e a differenza di Lei, non abbiamo inveito nemmeno quando…siamo stati letteralmente invasi da “nordisti” ( sardi che cercavano di rientrare e TANTI NON sardi che venivano ad
    occupare le loro secondo case).

    E lei ci sbatte in faccia un vittimismo che NON riconosciamo, anche quando
    si tratta di prendere atto che nell’Isola chi si sta ammalando, deve, purtroppo, questa sventura alla mancanza ed alla carenza di dispositivi fondamentali ( mascherine, condizioni di tutela sanitaria e quanto altro…).
    E adesso, se vuole, utilizzi i numeri che i DOTTORI, con la massima trasparenza, le
    hanno messo a disposizione e aggiunga qualcosa di più alla sua conoscenza.Secondo me ne ha bisogno.

    Spero si vergogni un po’ per quel che ha scritto, perché io mi sto vergognando per le sue parole e se gradisce ( oppure no) un mio piccolo suggerimento: se ne stia dov’è e si copra bene…

    Cordialità zero.

    • M.
      marzo 22, 2020 alle 1:18 pm

      G., raccolgo il sermone senza protestare , però mi chiedo se davvero viviamo un presente di persone adulte e responsabili o se possa funzionare solo come con i bambini, fargli paura. Lo dico senza snobismo, anche io vivo questo presente, fino a ieri mi sentivo stupido al market o al lavoro con la mascherina, oggi mi sento molto stupido senza

      • G.Maiuscolo
        marzo 22, 2020 alle 2:44 pm

        La risposta a quel che si chiede è nel suo commento.

    • Sergio
      marzo 23, 2020 alle 11:46 pm

      G. Maiuscolo, guardi che ho semplicemente detto che si tratta di fatti di cui si dovrebbe parlare con dati CERTI e documentati, NON con terrorismo informativo. E le persone adulte e responsabili DEVONO rispettare le regole e farle osservare, senza lasciarsi condizionare e senza lasciarsi intimorire.
      Solo così si possono risolvere i problemi e superare le avversità e le difficoltà.
      Se queste parole non le suonano nuove ha ragione, è un copia incolla del suo intervento.
      Quindi, forse farebbe bene a mettersi d’accordo con sè stessa piuttosto che offendere un po’ a casaccio.

      • G.Maiuscolo
        marzo 24, 2020 alle 9:32 am

        PER S.
        Per essere d’accordo con me stessa, lo sono eccome; è con gli altri che, non sempre, lo sono.
        Mica vado d’accordo con tutti; anzi, per dirla tutta fino in fondo, vado d’accordo con pochissime persone.
        Nella vita reale, quella fuori di qui, ( anche se il sito è realizzato e visitato da esseri umani VERI)
        io, le persone con le quali parlare, me le scelgo. Sì.

        Guardi rispondo SOLO per una questione di buona educazione ma dovrei essere risentita per i toni che Lei
        ha usato e per quel suo finale (…) “offendere un po’ a casaccio.”
        Sappia che ( so che la cosa la interesserà poco), quando mi metto in testa di essere dura con qualcuno,
        senza offendere, cesello e modulo le parole usate, trattandole con rispetto, proprio perché
        considero (giusto per parafrasarla) , che “le parole sono come pietre” e che se utilizzate in modo
        improprio, possono far del male.

        Ho riletto il mio commento: sfido chiunque voglia farlo a trovare una sola parola, UNA, offensiva!
        Intanto le parole da Lei incollate, erano rivolte, NON a Lei, ma ad un altro commento precedente. Nel
        quale commento si faceva un riferimento preciso (“a questo punto bisogna fare terrorismo, la gente deve
        averne paura”), uno.
        Due, Lei, sin dal suo primo commento, ha inveito contro il GRIG, perché ha pubblicato quella che, a
        suo dire e con tutta evidenza ( naturalmente solo per lei), era una “balla giornalistica”, per giunta, sempre
        secondo lei, ” ripresa acriticamente dal “ sito che contribuisce a creare terrorismo nella pubblica
        opinione“.
        Si rende conto della gravità della sua affermazione?
        Per altro, senza fornire DATI che dimostrassero il contrario e, soprattutto, la NON veridicità dell’intervista.

        Credo che Dott. Deliperi le abbia risposto in modo, se non lapalissiano, di certo logico (…) “ marzo 21, 2020
        alle 9:54 pm “ lei ha notizie “dimostrabili”, come pretende, diverse? Può raccontarcele?”
        Che altro?

        Io conosco il sito da tanto tempo ed anche Dott. Deliperi e soprattutto conosco il RIGORE ed il modo di
        operare del Presidente dell’associazione e di tutti coloro che questa associazione hanno costituito.
        RIGORE? … NON GUARDANO IN FACCIA NESSUNO. Si fidi.
        Inoltre sono anche un’iscritta-socia. La mia è stata una risposta NON istintiva, ma meditata e
        profondamente sentita. Va bene il primo commento ed anche il secondo, ma al terzo ed al quarto ho avuto
        una comprensibile reazione ( ma ben ponderata).

        E’ vero che l’ho invitata a starsene a casetta sua, ma le sembra offensivo? E’ il “dettato istituzionale” che
        da un mese a questa parte ci sta sfinendo: “stai a casa, stai a casa… Quanto al…”si copra bene”, come lei
        potrà ben comprendere, il mio si configura per essere stato un gesto di solidarietà… verso la sua persona!
        “Innoi c’est unu frius de morri”, non so da lei.

        Mi permetto inoltre di sottolineare che i DOTTORI le hanno indicato dei numeri utili perché lei potesse
        verificare l’autenticità dell’informazione offerta. Generosi, no?
        A Lei le considerazioni future. Per chi volesse leggerla. Non certo per me:
        io passo e chiudo.

      • Sergio
        marzo 25, 2020 alle 11:33 pm

        il suo commento era rivolto a chi aveva replicato al mio commento giustificando il terrorismo mediatico che io criticavo…
        e allora le potrei dire
        Spero si vergogni un po’ per quel che ha scritto, perché io mi sto vergognando per le sue parole e se gradisce ( oppure no) un mio piccolo suggerimento: se ne stia dov’è e si copra bene… ma non mi guardo bene dall’essere poco educato e non lo faccio

  16. marzo 22, 2020 alle 12:09 pm

    se così fosse, sarebbero da dare in pasto a De Luca 😉

    da L’Informazione, 18 marzo 2020
    CORONAVIRUS, GLI ALLEGRI SCIATORI DI MESSINA. (Alessio Pracanica): http://www.linformazione.eu/2020/03/coronavirus-gli-allegri-sciatori-di-messina/

  17. marzo 22, 2020 alle 12:40 pm

    da RAI News, 22 marzo 2020
    La lotta all’epidemia Coronavirus, quasi 8 mila medici rispondono all’appello per task force Il premier su Facebook: “Forte segnale di solidarietà e spirito di servizio, grazie”: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-Conte-bando-urgente-medici-task-force-3500-risposte-medici-0e812606-acbb-4256-956f-2a8ee8f24ffb.html

  18. marzo 22, 2020 alle 5:40 pm

    A.N.S.A., 22 marzo 2020
    Coronavirus: 12 positivi al Dipartimento della Protezione Civile. In arrivo mascherine per i medici in tutte le Regioni.
    Allarme a Messina per due focolai: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2020/03/22/coronavirus-7923-per-task-force-medici.-il-sindaco-di-cremona-positivo-_4e2574ad-f4b3-45f2-b984-f3fb496d9c35.html

  19. marzo 22, 2020 alle 10:19 pm

    sparare al gommone e farli affondare nel canale di Terramaini è troppo?

    da L’Unione Sarda, 22 marzo 2020
    CAGLIARI. In gita sul canale di Terramaini, nonostante i divieti.
    La curiosa escursione è stata notata e immortalata da diverse persone. (Matteo Vercelli) (https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/03/22/in-gita-sul-canale-di-terramaini-nonostante-i-divieti-136-1000505.html)

    In sei su due piccoli gommoni hanno deciso di effettuare una gita domenicale sul canale di Terramaini, a Cagliari, nonostante i divieti e le limitazioni disposti dal decreto per l’emergenza coronavirus.

    La curiosa uscita è stata notata da diverse persone che dalle loro abitazioni hanno immortalato i due gommoni navigare nel canale.

    C’è chi ha fatto notare all’equipaggio che stavano commettendo un reato: in tutta risposta hanno ricevuto un saluto.

    La presenza dei gommoni è stata segnalata alle forze dell’ordine. Ora dovranno cercare di risalire all’identità delle sei persone.

    —————

    CAGLIARI. Si aggira sulla ciclabile del Poetto: “Non voglio rispettare i divieti”.
    Tra le persone denunciate anche alcuni residenti di comuni dell’hinterland: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/03/22/si-aggira-sulla-ciclabile-del-poetto-non-voglio-rispettare-i-divi-136-1000537.html

    ——————

    LE VIOLAZIONI. Surf sul litorale di Quartu, identificati. Una persona segnalata all’autorità: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/provincia-cagliari/2020/03/22/surf-sul-litorale-di-quartu-identificati-136-1000492.html

    ——————–

    I CONTROLLI. Sassari, passano le ore a girare sui mezzi pubblici: denunciata una coppia.
    Segnalati anche un runner e due giovanissimi che passeggiavano: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/sassari-provincia/2020/03/22/sassari-passano-le-ore-a-girare-sui-mezzi-pubblici-denunciata-una-136-1000432.html

  20. marzo 22, 2020 alle 10:37 pm

    dal sito web istituzionale del Ministero della Salute, 22 marzo 2020
    Covid-19: i casi in Italia alle ore 18 del 22 marzo 2020. (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5351&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto)

    59138 i casi totali, le persone attualmente positive sono 46638, 5476 deceduti e 7024 guariti.

    Tra i 46638 positivi:

    23783 si trovano in isolamento domiciliare

    19846 ricoverati con sintomi

    3009 in terapia intensiva

  21. marzo 22, 2020 alle 10:38 pm

    A.N.S.A., 22 marzo 2020
    Coronavirus: morti in diminuzione, 651. I malati sono oltre 46mila. ‘Speriamo nel calo’.
    Sono 7.024 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 952 in più di ieri. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 943: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2020/03/22/coronavirus-7923-per-task-force-medici.-il-sindaco-di-cremona-positivo-_4e2574ad-f4b3-45f2-b984-f3fb496d9c35.html

  22. marzo 22, 2020 alle 11:37 pm

    a Bari.

  23. marzo 23, 2020 alle 6:51 pm

    A.N.S.A., 23 marzo 2020
    Coronavirus: salgono i guariti sono 7.432. Iss: ‘Ora evitare la crescita al sud’.
    Gli effetti del lockdown non si vedranno prima del 4 aprile. Contagiati 4.824 operatori sanitari, il doppio della Cina. Sale a 19 il numero di medici deceduti a causa del coronavirus: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/23/contagiati-4.824-operatori-sanitari-altre-due-vittime-tra-i-medici_d596b0ee-2aa2-4178-b65f-156ca71f453d.html

  24. marzo 23, 2020 alle 10:22 pm

    dal sito web istituzionale del Ministero della Salute, 23 marzo 2020
    Covid-19: i casi in Italia alle ore 18 del 23 marzo 2020. (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5351&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto)

    63927 i casi totali, le persone attualmente positive sono 50418, 6077 deceduti e 7432 guariti.

    Tra i 50418 positivi:

    26522 si trovano in isolamento domiciliare
    20692 ricoverati con sintomi
    3204 in terapia intensiva

    • marzo 24, 2020 alle 12:13 pm

      E dicevano che avevamo la sanità migliore del mondo ma pochi si ricordabano di aver studiato igiene e statistica medica. Va bene, la colpa sarà della politica ma forse chi lavora nelle direzioni sanitarie ignora qualche principio base.
      In ogni caso sarebbe stato preferibile utilizzare l’Avigan, che è stato approvato in Giappone nel 2014 come farmaco anti-influenzale con un’azione diretta contro i virus a Rna.
      Fra l’altro, l’ignoranza (e gli interessi economici) della sanità italiana è dimostrata dal fatto che come scrive Quotidiano sanità ” l’8 marzo è stato dato il via, sempre in Cina, a uno studio clinico che coinvolge 150 partecipanti per valutare l’efficacia sull’infezione del favipiravir in combinazione con tocilizumab – il farmaco della Roche approvato per l’artrite reumatoide e attualmente studiato in trial clinici per il Covid-19 – e dei due farmaci somministrati separatamente. La conclusione di questo trial è prevista per il mese di maggio.”
      Ora per non far morire di fame e di debiti l’Italia (oltre che farli morire in casa di altre patologie perché ormai non si cura più nessuno vedi appello della Società Italiana di Cardiologia) è necessario cacciare personaggi come un certo Burioni che è dimostrato in conflitto di interessi come ha denunciato il Codacons all’Anticorruzione nel 2019, altrimenti sarebbe pure diventato Ministro della Salute.

  25. marzo 24, 2020 alle 10:14 am

    A.N.S.A., 24 marzo 2020
    Coronavirus: salgono i guariti sono 7.432. Iss: ‘Ora evitare la crescita al sud’.
    Gli effetti del lockdown non si vedranno prima del 4 aprile. Contagiati 4.824 operatori sanitari, il doppio della Cina. Sale a 19 il numero di medici deceduti a causa del coronavirus: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/23/contagiati-4.824-operatori-sanitari-altre-due-vittime-tra-i-medici_d596b0ee-2aa2-4178-b65f-156ca71f453d.html

    ————————

    Coronavirus: oltre 35.000 casi in Spagna.
    El Pais, i morti sono 2.229 e le persone guarite sono 3.355: https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/03/24/coronavirus-oltre-35.000-casi-in-spagna_3c1633e2-7d93-45cf-b65c-0ba26bae0573.html

  26. marzo 24, 2020 alle 10:52 am

    A Sassari. E’ il minimo.

    da La Nuova Sardegna, 23 marzo 2020
    Coronavirus, i troppi contagi in ospedale a Sassari: due inchieste per epidemia e omicidio colposi.
    Uno degli obbiettivi è stabilire perché nei reparti cittadini ci sia stata una così elevata concentrazione di contagiati. (Mario Bazzoni): https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2020/03/24/news/coronavirus-i-troppi-contagi-in-ospedale-a-sassari-due-inchieste-per-epidemia-e-omicidio-colposi-1.38629248

  27. marzo 24, 2020 alle 5:14 pm

    Lombardia e Marche difficilmente potranno giovarsi appieno della ben nota “esperienza” di Guido Bertolaso.
    L’O.M.S. afferma che c’è speranza per l’Italia. Pure noi.

    A.N.S.A., 24 marzo 2020
    Coronavirus: Bertolaso positivo al Covid-19.L’Oms: ‘C’è un barlume di speranza per l’Italia’.
    Il Commissario Arcuri: dobbiamo impedire che contagio si diffonda al Sud. Speranza: ‘Le prime protezioni vanno ai sanitari’: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/24/coronavirus-borrelli-credibile-un-malato-trovato-ogni-10-non-censiti-_f81120f1-d6fd-4ff1-9ae7-70991178a211.html

  28. marzo 24, 2020 alle 5:19 pm

    ecco che cosa succede ad annunciare i provvedimenti..di un paio di giorni dopo in dirette Facebook.

  29. marzo 24, 2020 alle 5:39 pm

    voci dal sen fuggite.

    da Il Fatto Quotidiano, 24 marzo 2020
    Coronavirus, Borrelli: “Credibile che i malati siano dieci volte il dato ufficiale. Mascherine? Temo che dall’estero non ne arriveranno più”.
    Il numero uno della Protezione Civile rivela a Repubblica che è possibile esistano oltre mezzo milione di positivi ‘fantasma’. Sull’acquisto dei dispositivi: “Broker internazionali, e senza scrupoli, si presentano agli amministratori delle aziende medicali con la valigetta dei contanti. Accaparrano e vanno a vendere allo Stato che offre di più”: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/24/coronavirus-borrelli-credibile-che-i-malati-siano-dieci-volte-il-dato-ufficiale-mascherine-temo-che-dallestero-non-ne-arriveranno-piu/5747077/

  30. marzo 24, 2020 alle 5:41 pm

    disastro mondiale.

    da Il Fatto Quotidiano, 24 marzo 2020
    Coronavirus, boom di contagi in Spagna e Germania. India: lockdown totale per 1,3 miliardi di persone. Oms: “Usa prossimo epicentro della pandemia”.
    Nella regione cinese da cui è partita la pandemia, l’Hubei, isolata da fine gennaio, è finita la quarantena. Pechino ora teme i contagi di ritorno. In Iran è morto un bambino di 6 anni. Paesi Ue e Schengen chiudono i confini esterni. Il lockdown dell’India parte dal mezzanotte: a quel punto saranno circa 2,5 miliardi le persone colpite da restrizioni parziali o totali sui loro movimenti: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/24/coronavirus-boom-di-contagi-in-spagna-e-germania-india-lockdown-totale-per-13-miliardi-di-persone-oms-usa-prossimo-epicentro-della-pandemia/5747108/

  31. marzo 24, 2020 alle 7:15 pm

    dal sito web istituzionale del Ministero della Salute, 24 marzo 2020
    Covid-19: i casi in Italia alle ore 18 del 24 marzo 2020. (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4310)

    Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del nuovo Coronavirus sul territorio nazionale i casi totali sono 69176, al momento sono 54030 le persone che risultano positive al virus.

    Le persone guarite sono 8326.

    I pazienti ricoverati con sintomi sono 21937, in terapia intensiva 3396 , mentre 28697 si trovano in isolamento domiciliare.

    I deceduti sono 6820, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

    ____________________________

    A.N.S.A., 24 marzo 2020
    Coronavirus: Calano i nuovi contagi, risalgono le vittime. I dati dellla Protezione Civile.
    Torna a salire il numero dei morti per coronavirus in Italia. Sono complessivamente 6.820 le vittime, con un aumento rispetto a ieri di 743. Lunedì l’aumento era stato di 601: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/03/24/coronavirus-la-conferenza-stampa-della-protezione-civile-in-diretta_296284f2-750d-401a-ba5e-caa7f634fc35.html

  32. marzo 25, 2020 alle 5:45 pm

    vicino il picco della pandemia in Italia, forse.

    A.N.S.A., 25 marzo 2020
    Coronavirus, Oms: ‘In Italia possibile picco in questa settimana’. Sono 31 i medici morti, 17 erano di base.
    Il sindacato a Brusaferro: ‘Subito protezione a medici e infermieri’. Oltre 5mila gli operatori sanitari contagiati. La Cina invia il terzo team di medici in Italia: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/25/coronavirus-protezione-civile-governo_e69626f3-e2f5-48fe-ae6d-18cca6266693.html

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