Il bagnante furente.


E’ vero, purtroppo il senso civico non è molto diffuso in Sardegna come nel resto d’Italia.E le cafonate abbondano, senza controlli.

Ma qualche volta il cafone di turno – o la cafona di turno, come in questo caso – trovano chi non sta zitto e spiega com’è fatto il mondo.

Così è accaduto qualche giorno fa sulla spiaggia di Porto Pinetto, nel Sulcis (S. Anna Arresi), quando un bagnante sardo ha scoperto una turista continentale a vuotar il resto di una scatoletta di tonno in mare e poi a sotterrarla sotto la sabbia.

Bravissimo!    Esempio da seguire senza se e senza ma, con la speranza che i cafoni imparino qualcosa.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

S. Anna Arresi, spiaggia di Porto Pino

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. M.A.
    luglio 23, 2017 alle 10:04 am

    Se questo è turismo…il settore su cui si punta per incentivare l’economia in Sardegna, non ci siamo proprio. Anche il commento, che potrebbe essere un fake, rilasciato su Trip Advisor dove il gentile turista pagante si lamentava del fatto che già dal primo mattino la spiaggia era piena di famiglie sarde e non lo riteneva giusto e contro producente per il turismo e I turisti..è al limite della follia. Per non parlare dell’altro “turista” che inneggiava alla distruzione dei sardi con il fuoco degli incendi estivi, linciato virtualmente dal popolo di internet e sparito dai social network. Buffale o meno, non vorrei che passasse il messaggio che chi porta i soldi diventa padrone a casa nostra! A quel punto preferirei vivere con molta umiltà di pastorizia, ma con l’orgoglio di non farmi trattare a pesci in faccia per 4 soldi!

  2. luglio 23, 2017 alle 10:07 am

    Finalmente, speriamo diventi una sana moda questa. Ha raccolto moltissimi consensi questo signore, per fortuna. Caddozza maledetta.
    Chi loda il signore su facebook, dedicasse la stessa indignazione anche contro il disegno di legge urbanistica, ché la scatoletta dall’arenile la possiamo raccogliere, il bungalow risulta più difficile…

  3. Stefano
    luglio 23, 2017 alle 10:52 am

    Il bello di questa storia e’ che ancora esistono persone civili che capiscono l’importanza dell’ambiente e sono disposti a difenderlo.
    Il brutto è che la signora, malgrado anni di educazione ambientale fatta a partire dalle scuole ai mezzi di informazione, ancora non ha capito niente e non si rende nemmeno conto di cosa stia facendo. Purtroppo quelli come lei in questo paese sono la maggioranza….

  4. Luca Carta Escana
    luglio 23, 2017 alle 2:19 pm

    ”Turista, anziché turista… ma lassa perdi!” ;-D

    Must dell’estate 2017 (e oltre, verrebbe da augurarsi).

  5. capitonegatto
    luglio 23, 2017 alle 2:57 pm

    Per parconditio, e senza nulla togliere alla malaeducazione della signora, inviterei quei sardi che, dopo avere bevuto la loro birra isolana, portino a casa loro la bottiglia vuota , e a non lasciarla sul bordo strada !!!

  6. Mara
    luglio 23, 2017 alle 5:56 pm

    Mitico “bagnante sardo”!

  7. Terrae
    luglio 23, 2017 alle 9:36 pm

    Il sindaco di Sant’Anna Arresi, fatta identificare la maleducata caddozza, dovrebbe chiedere al Prefetto di darle il foglio di via come persona ingrata e non gradita.
    Sanzioni e risarcimenti a parte, ovviamente.
    Assolutamente da evitare le diatribe di campanile: ci sono tante persone per bene e tante ignobili tra chi viene ospite, quante ve ne sono tra i locali.
    Encomiabile invece il senso civico del signore che ha stigmatizzato il comportamento incivile, quanto miserabile ed ignavo il far finta di non vedere degli altri bagnanti.
    I maleducati vanno sempre isolati e invitati a togliere il disturbo, anche se sono ospiti paganti.

    • luglio 23, 2017 alle 10:15 pm

      ci sono ottime persone, rispettose dell’ambiente e del prossimo, sia fra i sardi che fra i “continentali” come, purtroppo, ci sono anche i maleducati: è giusto che questi ultimi siano “stangati”, chiunque siano.

      Stefano Deliperi

  8. teresa deligia
    luglio 25, 2017 alle 6:47 pm

    Sembra che la turista abbia esclamato dopo il rimprovero:”e cosa dovrei fare,riportarmi l’immondezza a casa!?”

  9. Arpia
    agosto 16, 2017 alle 2:38 pm

    Ci sono una marea di eventi che accadono al mare e non mai filmati, mai riportati o mai presi in considerazione, fatti su turisti e anche su locali e ci sono pure leggi sciocche.
    L’uso di imbarcazioni senza rispetto delle regole non controllati, uso di prodotti che si buttano in mare, oli di motori, prodotti per pulire le barche ecc. ecc.
    Gente con fucili che va’ in giro nelle coste senza alcun controllo o con le canne da pesca. Cartelli che mancano, regole che non si conoscono, regole che non si rispettano.
    La stranezza delle leggi che indica che non si possono usare prodotti per lavarsi i capelli, oppure saponi per fare il bagno , ma si possono usare creme sul corpo che si sa’ ormai da vari studi essere pericolose per se e per l’ecosistema marino.
    Oltre a urlare per l’olio del tonno, giusto, perche’ non urlare per regole sulle creme abbronzanti da inserire nei divieti e perche’ non avere chiari cartelli esposti e un numero in ogni comune da poter chiamare per segnalare irregolarita’. Il signore nel video non e’ l’unico e’ capitato non solo a me di avere discussioni e alla fini ci si mette a rischio in prima persona, quando dovrebbero essere le istituzioni ad informare e intervenire in modo efficace. Se i cittadini si impegnano devono farlo anche le istituzioni.

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